Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[631/632] L'oro Dei Monti San Juan


Voto alla Storia?  

60 members have voted

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Please sign in or register to vote in this poll.

Recommended Posts

Quest'ultima fatica texiana di Nizzi IMHO non presenta certo le stigmate del capolavoro, ma nemmeno può essere ritenuta illeggibile o indecorosa. Sul piano del soggetto, si può senz'altro dire che di originalità non ve ne è molta ( tutt'al più si può segnalare il fatto che i membri del "ring" di Denver, a differenza dei loro colleghi di tante altre storie del passato, vorrebbero usare il minimo indispensabile di violenza contro gli Utes, anche per non scandalizzare l'opinione pubblica degli stati orientali Usa; un tocco di autenticità storica, ma anche psicologica, che ci fa vedere questi cinici giornalisti affaristi e politicanti come canaglie "normali" e non come "mostri" ), ma la sceneggiatura non presenta buchi o incongruenze degne di nota, utilizza in maniera appropriata i tanti topoi che richiamano il Tex del passato e scorre in maniera piuttosto fluida e non priva di alcuni brevi ( anche se riusciti ) spunti patetici, specie nel secondo albo ( l'uccisione del dottor Desmond e le sofferenze degli Utes in marcia sotto sotto la neve), cui fanno eco i commenti amari dei due pards. Quanto detto sopra è però in parte controbilanciato da una percettibile mancanza di freschezza della stesura: per ognuno dei personaggi e delle situazioni dei due albi non è difficile trovare dei parallelismi nelle storie nizziane e bonelliane del passato ( il ring di Denver corrisponde a quello di Tucson dell'omonima storia dei nn. 211 - 213; il ruolo di Hierba Buena e del suo luogotenente Nigarath ricorde quello di Nuvola Bianca e di Cervo Veloce in "Le colline dei Sioux"; l'ex colonnello Hermann è l'ultimo discendente di una serie di militari antiindiani che , nelle sceneggiature di Nizzi, si era aperta col colonnello Middleton di "Messaggero di morte" ecc. ) e quasi mai quanto si legge in "L'oro dei monti San Juan" risulta altrettanto brillante e sapido. Un prova minore, insomma, se però, invece che con le storie citate, il confronto lo facessimo con "Gringos" o "Il medaglione spagnolo", la trama imbastita da Nizzi risalterebbe IMHO in misura assai notevole. Più semplice il capitolo disegni: Filippucci mi pare bravissimo nella resa dei paesaggi, dei fenomeni naturali ( il secondo albo, pieno di neve e ghiaccio, mi pare possa fare testo in proposito ) e degli interni, ottimo nella resa dei personaggi minori e assai buono in quella di Tex e Carson.

In sintesi, per me:

soggetto 6,5

sceneggiatura 7 +

disegni 9

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • 7 months later...

Una storia discreta, buon saluto di Nizzi ai lettori. L'unica nota, imho, un po' stonata è che Tex non ha praticamente mai incontrato vere difficoltà nel portare a termine la sua missione, i nemici erano tanti ma piuttosto inconsistenti e mai davvero pericolosi.

Link to comment
Share on other sites

  • 6 months later...

Ed eccomi, dopo la rilettura di tutte le storie di Nizzi, da La valanga d'acqua a I volontari di Hermann parlare di un commiato. Sì perché, indipendentemente dal periodo in cui è stata scritta, questa storia è l'ultima di Nizzi.

 

Un autore che abbiamo contestato aspramente e che spesso ha causato notevoli diatribe nei vari forum dedicati a Tex. Un autore che però ha scritto storie per trent'anni mettendosi a totale servizio del personaggio. Un autore che per vent'anni ha scritto bellissime storie e che, nei primi dieci, ha guidato il carrozzone Tex da solo. Un autore che ha scritto I fratelli Donegan, la storia più brutta della serie, ma che ci ha regalato anche gemme come Furia Rossa (un autentico Capolavoro da far leggere ai bambini delle prossime generazioni che vogliono avvicinarsi a Tex).

 

Insomma Nizzi è stato uno scrittore di Tex. E non uso questo termine a caso. Uno scrittore che ha utilizzato bravura e mestiere proponendoci tantissime storie e migliaia di pagine diventando l'autore più prolifico dopo il grande e unico GLB. I volontari di Hermann è una storia che lessi due anni fa e che ho riletto ora dopo un viaggio a trecentosessanta gradi tra tutte le sceneggiature di Nizzi per la serie inedita, gli almanacchi, maxi e albi giganti. E questa, signori, è un'ottima storia. Non sono facile ai sentimentalismi ma sono contento di poter dire che Nizzi con un'avventura del genere, a differenza di quanto hanno scritto a suo tempo quelli di Ubc, ha concluso degnamente il suo percorso autoriale con Tex, un commiato degno di questo nome. Nizzi in quest'avventura (che non è un capolavoro intendiamoci) ci ha regalato una storia onesta. L'onestà, nella scrittura, è la migliore politica.

 

Mi sento di ringraziare Claudio un autore che ha significato tanto per me: a causa della mia giovane età i primi Tex che ho comprato in edicola erano i suoi. E le sue storie, da bambino, mi hanno appassionato. Non dimenticherò mai Furia Rossa (storia principe per me) né I predatori del Grande Nord, Zhenda, La Congiura, L'uomo con la frusta... storie memorabili. E non è facile avere idee, sceneggiare pagine su pagine, macinare avventura ed emozioni. La fanno facile questi lettori! Ci provassero loro a scrivere un fumetto che è totalmente identificabile con il suo autore originario e che esce ormai da settant'anni quasi! Certo, rimane l'amaro per l'ultima parte della tua carriera. Dovevi e potevi ritirarti prima oppure alleggerire le storie annuali che hai scritto per centellinare le uscite e pubblicare solo storie degne del tuo nome. Ma lo spettacolo deve andare avanti ed è andata così.

 

Onore a Nizzi!

  • +1 4
Link to comment
Share on other sites

Pienamente d'accordo con te!

A parte l'ultimo periodo, nel quale non è stato il massimo, per me Claudio Nizzi resta un grande, e le sue storie, soprattutto quelle nel periodo 300-400 per me rimangono indimenticabili.

Link to comment
Share on other sites

  • Sceriffi

Ulzana, giuro che mi hai commosso. Quelle che hai utilizzato sono, credo, le migliori parole che abbia mai sentito per definire ciò che Claudio Nizzi ha rappresentato per Tex.

Grazie davvero, pard!  ;)

Link to comment
Share on other sites

Ulzana, giuro che mi hai commosso. Quelle che hai utilizzato sono, credo, le migliori parole che abbia mai sentito per definire ciò che Claudio Nizzi ha rappresentato per Tex.

Grazie davvero, pard!  ;)

 

Caspita non pensavo di commuovere qualcuno... ma era doveroso nei confronti di Nizzi! Quello che ha rappresentato per Tex non va dimenticato Virgin e sono contento che tu sia d'accordo con me. :)

Link to comment
Share on other sites

Pienamente d'accordo con te!

A parte l'ultimo periodo, nel quale non è stato il massimo, per me Claudio Nizzi resta un grande, e le sue storie, soprattutto quelle nel periodo 300-400 per me rimangono indimenticabili.

 

Infatti. Nella fascia 300-400 è difficile trovare storie che non siano eccelse. La caccia alla balena  ne Il prigioniero dell'Albatros è avventura pura! Avercene di storie così anche oggi!

Link to comment
Share on other sites

Mi sento di ringraziare Claudio un autore che ha significato tanto per me: a causa della mia giovane età i primi Tex che ho comprato in edicola erano i suoi. E le sue storie, da bambino, mi hanno appassionato. Non dimenticherò mai Furia Rossa (storia principe per me) né I predatori del Grande Nord, Zhenda, La Congiura, L'uomo con la frusta... storie memorabili. E non è facile avere idee, sceneggiare pagine su pagine, macinare avventura ed emozioni. La fanno facile questi lettori! Ci provassero loro a scrivere un fumetto che è totalmente identificabile con il suo autore originario e che esce ormai da settant'anni quasi! Certo, rimane l'amaro per l'ultima parte della tua carriera. Dovevi e potevi ritirarti prima oppure alleggerire le storie annuali che hai scritto per centellinare le uscite e pubblicare solo storie degne del tuo nome. Ma lo spettacolo deve andare avanti ed è andata così.

 

Onore a Nizzi!

 

E Fuga da Anderville, e Un Ranger del Texas, e La Leggenda della vecchia missione... quanto ci manca quel Nizzi...

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

è vero Leo. Ho citato le avventure che comprai in edicola direttamente da bambino... ma conosce quelle bellissime storie e quel Nizzi.

 

Oggi, ripensando a Fusco, mi viene a mente anche un'altra storia di Nizzi, magnificamente disegnata, come Sangue sul fiume...

Link to comment
Share on other sites

  • 3 months later...

GLBonelli disse in un'intervista che non riusciva a spiegarsi il successo di Tex rispetto ad altri personaggi da lui creati... e giunse alla personale conclusione che Tex fosse nato "fortunato", come capita ad alcune persone della vita, più fortunate di altre. Ritengo che questa affermazione abbia trovato la sua conferma negli anni, perché quando suo "padre" scrisse sempre meno di lui, Tex trovò un autore che lo adottò con amore, scrivendo per anni, instancabile, bellissime avventure... non penso esista e sia mai esistito un autore tanto prolifico. Ora, con quest'ultima storia apparsa sulla serie regolare, Nizzi ci saluta con un soggetto "classico" da leggere tutto di un fiato, che chi ha amato ed ama Tex non può che leggere con passione e un po' di magone sapendo che è l'ultima del nostro caro Nizzi. Il tratto sicuro di Filuppucci onora degnamente questa grande storia. Voto 10 (senz'altro alla carriera).

Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...

Letto per la prima volta questo doppio albo, che rappresenta l'ultimo capitolo di Nizzi su Tex.

Che dire? Le situazioni sono già viste (dopo 600 numeri è forse quasi impossibile trovare cose nuove), ma la storia è molto bella.

Il vecchio Nizzi ci fa respirare Tex ad ogni pagina. Tex è più che mai Tex, da quando malmena papaveri e pezzi grossi, e addirittura colonnelli e generali, a quando riempie di insulti tremendi i poveretti che si trova davanti, fino alla perfetta strategia di guerriglia. Insomma un Tex più che mai cazzutissimo, quasi a voler smentire le esagerate (e per me assurde) critiche piovute sull'autore, per la verità soprattutto su altri lidi.

Anche Carson è ottimo e la storia ben godibile. Francamente, a parte Boselli nelle sue storie migliori, allo stato attuale nessun autore è in grado di scrivere un Tex come questo. Ad avercene ci farei la firma col sangue...

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, valerio dice:

 

Anche Carson è ottimo e la storia ben godibile. Francamente, a parte Boselli nelle sue storie migliori, allo stato attuale nessun autore è in grado di scrivere un Tex come questo. Ad avercene ci farei la firma col sangue...

D'accordo che questa, tra le ultime storie di Nizzi, è una delle storie più salvabili. Ma tutte le storie di Ruju viste finora sono di un livello nemmeno lontanamente paragonabile. 

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, paco ordonez dice:

D'accordo che questa, tra le ultime storie di Nizzi, è una delle storie più salvabili. Ma tutte le storie di Ruju viste finora sono di un livello nemmeno lontanamente paragonabile. 

Ruju è molto bravo in prospettiva, ma qui si respira un altro Tex a mio avviso. Cmq come storie Ruju è bravo, è vero. Aspettò però un capolavoro che, per ora, non arriva.

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, valerio dice:

Ruju è molto bravo in prospettiva, ma qui si respira un altro Tex a mio avviso. Cmq come storie Ruju è bravo, è vero. Aspettò però un capolavoro che, per ora, non arriva.

Ruju è un autore che sta mostrando una tale qualità che non ha più bisogno, a mio avviso, di essere letto "in prospettiva". Credo che "Un ranger per nemico" o "Le catene della colpa" siano grandissime storie, tra le migliori degli ultimi dieci anni. E credo che il suo Tex (specie quello di "Tempesta su Galveston" o "Lunga Lancia") sia perfetto - di certo non ha nulla in meno di tanti Tex dell'ultimo Nizzi.

Link to comment
Share on other sites

Con Boselli Ruju è il migliore autore di Tex in questo momento e non si può più parlare di un autore "in prospettiva" perché scrive Tex da diversi anni con ottimi risultati. È vero però che il suo capolavoro ancora non l'ha scritto, cosa che ad esempio è riuscito a fare Medda che ha solo due storie all'attivo. Detto questo, lunga vita texiana a Ruju ; su di lui ripongo le mie aspettative per il Tex del prossimo decennio. 

Edited by Leo
Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...
  • co fondatore

Storia da amaro in bocca: la ricordo ancora dopo anni, una storia dignitosa ma priva di quel guizzo di commiato da parte di un autore storico. Se fossi maligno direi che i momenti migliori sono quelli in cui si nota l'influenza dell'album n° 10 di Blueberry a cui Nizzi si è espressamente ispirato (album che peraltro possiedo in lingua originale). La cosa positiva della storia è l'assenza di piccionate da parte dei due pards e un certo disegno della personalità di alcuni comprimari e antagonisti (dovrei rileggerla per essere più preciso, ma non so quando potrò). Invece ricordo che Filippucci mi deluse un poco, anche se era la sua una prova comunque sulla sufficienza.

Link to comment
Share on other sites

E Nizzi ci lascia con una storia tradizionale, sicuramente lontana da quelle propinateci negli ultimi anni, ma anche da quelle del suo periodo d'oro.
Questa avventura ha il pregio di aver introdotto, dopo più di 600 albi e vari speciali, un elemento di novità assoluta: non ricordo, infatti, un'intera tribù prigioniera. In assedio, in fuga, ma non prigioniera. Ma forse mi sbaglio.
Ci lascia Nizzi, inoltre, con una caratterizzazione di Tex che è quella classica. Si rivede l'eroe carismatico con gli indiani, amico degli sceriffi importanti, nemico dei potenti e dileggiatore dei militari.
Disegni buoni, ma inferiori al Texone dello stesso Autore.
Voto alla storia: 6,8
Voto ai disegni: 8

Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...

"Ti conviene parlare prima che la tua faccia si trasformi in una grossa polpetta di carne macinata". Con frasi come questa si potrebbe quasi concludere la recensione di questa avventura. E' un Tex al 100 per 100 quello che vediamo in questi albi, un Tex meraviglioso e durissimo, coadiuvato splendidamente dal suo pard storico. Nizzi in quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima storia del Ranger tira fuori un lavoro eccellente e, direi, ispirato come ai bei tempi. Davvero spregevoli i cattivi e davvero invincibili Tex e Carson.

"Ti prometto che sarà l'ultima volta, vecchio brontolone" dice Tex all'ultima vignetta, ed è evidente come sia Nizzi a trasformarsi in Tex e a dire queste parole per accomiatarsi dal personaggio.

Fortunatamente ci ha ripensato e speriamo di poter leggere altre storie almeno pari a questa.

I disegni sono molto validi.

9 alla storia e 8 ai disegni.

Link to comment
Share on other sites

  • 4 months later...

Scrivere oggi questo commento, non ha lo stesso valore di una recensione fatta al tempo dell’uscita della storia: il fatto che allora si sapesse che fosse il commiato di Nizzi dalla serie, che lo aveva visto protagonista per più di trent’anni, creava uno stato emotivo particolare, perché è indubbio che, al netto di un brusco calo qualitativo negli ultimi anni di carriera, il contributo dell’autore di Fiumalbo fu consistente e importante. Una generazione di lettori, fra cui il sottoscritto, si è forgiata con le storie di Nizzi, (senza ovviamente rinnegare l’opera straordinaria di Gian Luigi Bonelli che per ovvie ragioni, rimane e rimarrà sempre impareggiabile) e il sapere che l’autore si apprestava al pensionamento, un po’ di magone lo metteva. A dire il vero, visto l’esito fallimentare di prove come “I fratelli Donegan” o “Oltre il fiume”, partorite in un momento d’involuzione creativa senza precedenti, il pensionamento doveva essere anticipato di qualche anno, ma rifacendosi al detto che è inutile piangere sul latte versato, quello che ormai era stato non si poteva cambiare. Oggi, col senno di poi, possiamo stabilire che quello di allora fu solo un arrivederci, visto il recente e dignitoso ritorno, ma nel 2013 non era ipotizzabile un tale evento e ogni lettore si apprestò a leggere “L’oro dei Monti San Juan” con la convinzione di non dover più vedere il nome di Nizzi stampigliato nei crediti delle storie. Per la prova di “addio”, il buon Claudio optò per un soggetto classico e molto affine ai suoi cavalli di battaglia; niente di trascendentale e molto simile ad altri spunti del passato, ma l’esito fu decisamente accettabile e lontano dai punti bassi toccati nella sua fase critica. È pur vero che il ring dei potenti, in fin dei conti poco mette in difficoltà i nostri e la prova si snoda soprattutto sull’azione dei volontari di Hermann, che su commissione, sequestrano un’intera tribù Utes per favorire gli sporchi affari della gang degli affaristi. La sceneggiatura fila via liscia e non annoia; Tex e Carson se la cavano brillantemente, senza mai apparire realmente in difficoltà, tuttavia la prova è priva di “piccionaggini” e snodi altamente forzati e questo basta, considerando la media nizziana di quel periodo. Anche i dialoghi tornano a essere coloriti e abbastanza efficaci e giunti al termine, sebbene consci di non trovarsi dinanzi un capolavoro, si rimane comunque soddisfatti. Il debutto di Filippucci sulla regolare è positivo, soprattutto considerando la bellezza dei sfondi paesaggistici tratteggiati con sapienza dal disegnatore. Poco convincente a tratti la rappresentazione grafica di Tex (decisamente migliore quella di Carson IMHO), ma nel complesso una buona prova. Filippucci dimostrò la sua duttilità stilistica che gli permise di realizzare un buon western, dopo anni spesi con Martyn Mystere tra le affollate vie della popolosa Manhattan; autore dalla linea chiara e tratto pulito, che comunque appaga la lettura con vignette dinamiche e leggibili, peccato solo per la sua nota lentezza di realizzazione che lo costringe a lunghi intervalli tra un’apparizione e l’altra sugli albi della saga. Il mio voto finale è 7

Link to comment
Share on other sites

  • 1 year later...

La cosiddetta "ultima storia di Nizzi" (che poi ultima non fu) è un po' una summa di tutte le sue storie indiane, con situazioni e scene prese di peso da altre sue sceneggiature: l'inizio molto simile a "Le colline del vento", il ring degli affaristi speculatori ripreso da "Fiamme sull'Arizona" (a sua volta ispirato a "Tucson"), gli scontri tra indiani e volontari di Hermann simili a "Messaggero di morte" e ancora a "Le colline del vento" e "Sioux", ecc. ecc. Originalità del soggetto, quindi, praticamente nulla. Come ben sintetizzato:

Il 10/6/2013 at 11:37, Tahzay dice:

un copia-e-incolla senz'altro aiutato da tre fattori: a) disegni: chiari, efficaci, molto "texiani"; b ) ambientazione e tema: gli ambienti innevati e vagamente crepuscolari, ed il ritorno del tema pellerossa vs. invasori bianchi ;c) alcune situazioni oggettivamente ben congegnate (la fuga sui ghiacci). Però, è pur sempre un copia-e-incolla: molto mestiere e margini di errore nulli, poca voglia di rischiare, Tex leader ma col freno a mano tirato, "cattivi" piuttosto evanescenti e stereotipati.

Se il soggetto è trito e ritrito, anche la sceneggiatura non brilla particolarmente: dialoghi nella norma, caratterizzazione dei personaggi e pathos  al minimo, ritmo blando, nel complesso tutto molto prevedibile e piuttosto noioso. Se fosse stata scritta negli anni '80 sarebbe potuta risultare anche una buona storia, nel 2013 è solo sufficiente (di puro mestiere).

Sembra quelle storie di alcuni sceneggiatori di Dylan Dog che citano e scopiazzano vecchie loro storie, le quali già a suo tempo erano imitazioni di quelle di Tiziano Sclavi: una citazione al cubo!

 

E non vale dire che che dopo 630 storie di Tex è impossibile non ripetersi, perché proprio in quegli anni uscivano avventure come "I giustizieri di Vegas", "I sabotatori", "Le catene della colpa", "Mezzosangue", "Giovani assassini", che erano tutt'altro che riproposizione del già visto.

In sintesi: storia: 6    disegni: 8

 

Link to comment
Share on other sites

  • 1 month later...

Allora...Questa storia tutto mi sembra fuorché brutta o di un Nizzi in crisi. Il soggetto è classico (ring di Denver che vuole speculare sulle terre ricche di oro degli Utes) ma ben sceneggiato. Ci sono diversi personaggi interessanti  da entrambe le parti(il vecchio Hierba Buena poi c'e il giovane Ute da un lato, Hermann e la cricca di Denver dall'altro). L'utilizzo della stampa come macchina del fango, molte sparatorie, Tex e Carson sul pezzo, l'atmosfera innevata e fredda del Colorado. Filippucci bene con l'ambiente e il dinamismo ma discutibile con il volto di Tex. Globalmente una storia piacevole comunque.

Il 8/6/2013 at 18:00, Leo dice:

Concordo con Gianbart. Mentre il primo albo mi aveva intrigato, in particolare per la vicinanza della trama con quella di Fiamme sull'Arizona, storia da me molto amata, questo secondo albo mi lascia l'amaro in bocca, proprio perchè "la trama è ridotta talmente all'osso che fila via senza punti fermi o picchi di interesse" e poi perchè non ritrovo in essa nessun personaggio davvero degno di nota.


Per fare un parallelo con Fiamme sull'Arizona, l' lo stesso tipo di ring era capeggiato da uno con gli attributi come il vice governatore Emerson, un testa fina che mette nel sacco Tex in più circostanze, e che in fin dei conti è battuto solo dalla sfortuna. Qui il governatore del Colorado, o il banchiere Blackwood, sono solo copie sbiadite del loro ben più incisivo omologo della storia del 1992.

Ma nessuno degli altri avversari in questa storia si mette realmente in evidenza, non il collerico e fanatico Hermann, non i suoi luogotenenti, non l'evanescente Deecker: insomma, c'è un profondo vuoto di antagonisti che priva la storia di qualsivoglia interesse e la fa incardinare sui binari dell'ovvio e del già visto.

Gli stessi comprimari amici, quali Nigarath e i suoi guerrieri, sono comparse o poco più, fanno il loro interventino pulito e se ne ritornano in una meritatissima ombra, senza aver nulla da dire.

Insomma, una storia come questa, fatta soprattutto di azione (praticamente tutto il secondo albo) e senza protagonisti degni di nota, non ha proprio le caratteristiche per appassionarmi e farmi divertire. Ecco perchè ribadisco di esser d'accordo con Gianbart: leggendo i post di molti di voi (Cheyenne, Ymalpas, Sam) ho sperato che Nizzi si riscattasse nel finale, e si rifacesse vivo con una delle sue storie, quelle che mi hanno fatto avvicinare a Tex e col tempo me l'hanno fatto amare, ed invece a mio parere ho ritrovato le superficialit? e il "tirar via" della sua ultima, infelice stagione.

È vero che nessun "comprimario" emerge ma secondo me la "somma" dei comprimari soddisfa. Nigarath ad esempio è un giovane Ute che vuole combattere ma capisce la strategia di Tex e teme invece che i suoi omologhi giovani Utes rovinino tutto. Hermann vuole i soldi ma vuole anche sfogarsi (vedi omicidio dottore), Hierba Nueva è un saggio ma sempre pronto a dare un esempio di forza (cammina a piedi nella fuga tra la neve), la cricca di Denver usa la stampa e non solo I soliti sgherri. In ogni comprimario ho trovato qualcosa che aggiunge gusto ad uno schema classico e lineare con poche sbavature. Niente di troppo nuovo o azzardato però se vedi le storie del 2021 questa si difende benissimo.

Il 10/6/2013 at 11:37, Tahzay dice:

Quoto, sostanzialmente, il giudizio di West10: un copia-e-incolla, ma fatto bene, senz'altro aiutato da tre fattori:SPOILERa) disegni: chiari, efficaci, molto "texiani";b ) ambientazione e tema: gli ambienti innevati e vagamente crepuscolari, ed il ritorno del tema pellerossa vs. invasori bianchi, dopo molte avventure contro banditi e fuorilegge, ha rispolverato la curiosità dei lettori;c) alcune situazioni oggettivamente ben congegnate (la fuga sui ghiacci). Però, è pur sempre un copia-e-incolla: molto mestiere e margini di errore nulli, poca voglia di rischiare, Tex leader ma col freno a mano tirato, "cattivi" piuttosto evanescenti e stereotipati. Le ultime avventure di Tex che mi hanno colpito in questo senso, e che mi sono sembrate davvero scritte più col cuore che col cervello (se mi consentite questa sintetizzazione impropria), sono quelle di Ruju, che è andato anche fuori dalle righe alcune volte, ma ha "graffiato". Il resto della produzione recente, mi d' l'idea di compitini fatti più o meno bene, precisini e curati, ma abbastanza al cloroformio, tanto che le uniche sorprese per il lettore sono costituite dall'inserimento di personaggi dal "dubbio" ruolo, ossia quelli che tanto fanno appassionare Leo :P , ma che ben poco c'entrano con la tradizione texiana.

Ogni tanto il copia - incolla fatto bene soddisfa più di tentativi di "graffio" discutibili.

Link to comment
Share on other sites

 Share

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.