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[Texone N. 09] La Valle Del Terrore


ymalpas
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Voto alla storia  

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  • Sceriffi

Presa oggi l'edizione Cartonata, quindi ho riletto questa avventura.

La storia di Nizzi è molto interessante, i personaggi sono ben caratterizzati, infatti odio May Ling, quando è morta uccisa dal vecchio Sutter, sono stato molto felice!

Oltre a May Ling, mi è piaciuto molto il personaggio di Bonner, che in realtà è il fratello di Mina sotto mentite spoglie.

Tex e Carson, funzionano molto bene, i loro battibecchi, mi hanno divertito. Che Nizzi abbia scritto questa storia per Magnus si sapeva già, infatti secondo me non è casuale la scelta di una setta composta da cinesi e da altre popolazioni orientali.

 

Roberto Raviola, come persona mi ha sempre colpito, su di lui ne ho sentite di tutti i colori, si dice, che sia andato in galera per esser stato beccato mentre fumava dell'Hashish, ma di racconti su di lui ne ho sentiti altri, anche molto interessanti.

Non ci sono parole per descrivere Il lavoro di Magnus.

Dico solo che disegni di questa storia, sono uno dei punti più alti del fumetto mondiale.

Quando sono arrivato all'ultima grande vignetta mi sono emozionato, il Tex che guarda avanti è Magnus che vede davanti a sè il paradiso, il Carson che fa un cenno di saluto col cappello è sempre Magnus che saluta noi lettori, perchè lui sapeva che questa sarebbe stata l'ultima tavola della sua incredibile carriera. :(

Nizzi 8

Il Viandante senza voto, ogni numero sarebbe un insulto per il suo lavoro!

Edited by MacParland
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Il post di Mattia mi ha ricordato che avevo postato recentemente, nel thread su Nizzi, un analisi della storia di questo Texone (e un esempio di quanto Magnus avesse modificato la storia), che penso vada bene qui.

 

Premessa: era un post scritto in una delle solite polemiche pro e contro Nizzi, quindi si concentra sui suoi errori, e non è quindi un analisi della parte più importante dell'opera (i disegni). Però lo ritengo abbastanza equilibrato, nel senso che gli anche riconosciuto i meriti (poi, non sarà mai equilibrato abbastanza per quelli che toccargli Nizzi è come toccargli la mamma...)

 

Voglio postarli qui soprattutto per le informazioni su QUANTO della storia finale fosse tutta farina del sacco di Magnus (solo nel finale: Nizzi aveva messo una casa, non un castello, un attacco di giorno, non di notte, e senza gente nascosta, attaccavano di fronte, e senza pioggia, senza vento... insomma, un attacco come gli Apache delle sue storie, tutti di fronte, in pieno giorno, Tex che fa bang bang per venti pane, fine). Per me Magnus lo meriterebbe eccome di essere citato nei credits come co-sceneggiatore...

 

Concentrandosi sulla sceneggiatura, non ho dato una valutazione complessiva dell'opera: dandola qui, posso solo dire che questa in grande formato è la quarta edizione che compro, e ho preso anche "al servizio dell'eroe" e ho in casa mia il poster di Tex disegnato da Magnus...  :P

 

On 12/12/2020 at 6:58 AM, Diablero said:

Proprio dopo aver risposto a Diablorojo, mi sono riletto, per l'ennesima volta, il Texone di Magnus, stavolta nel volume di grandi dimensioni appena pubblicato. La scelta della copertina è ancora incomprensibile ma almeno l'azzurrino che hanno usato, in stampa risulta più scuro e meno pacchiano. In ogni caso, potevano farla brutta quanto volevano quella dannata copertina, un edizione simile la compravo lo stesso...  :lol:

 

La storia la so praticamente a memoria, quindi ho soprattutto "guardato le figure", per ammirare ancora quelle tavole, e mentre lo facevo mi sono annotato man mano alcune osservazioni che rientravano nel discorso iniziato qui. Perchè quello di questo Texone, per quanto pubblicato anni dopo, è ancora il Nizzi pre-crisi. E per quanto ritenga che sia una buona sceneggiatura...  presenta già abbastanza difetti da dimostrare che non sia una "grande" sceneggiatura.

 

Sgombriamo subito il campo dalla critica più frequente che sento in siti tipo Comicus o vari blog di recensori "alla moda, hip e postmoderni" secondo cui le didascalie di Nizzi in questa storia siano "vecchie" e "insopportabili". BALLE.  Pur non avendo nulla di eccezionale (non è Alan Moore, e nemmeno Frank Miller) l'uso che fa delle didascalie Nizzi qui mostra quanto possano "arricchire" un fumetto, rispetto agli stupidi e pallosi "dialoghi esplicativi" dei pallosi fumettisti modaioli e postmoderni.  Soprattutto affiancato al fatto che il linguaggio di Nizzi dell'epoca era ancora ricercato e "colto", e non piatto e sciatto come oggi.

 

Uso il numero di pagina "di fumetto", non del volume, per permettervi di seguirmi qualunque edizione abbiate (quindi, se dico pagina 1, corrisponde a pagina 5 nella nuova edizione e in quella originale). A pagina 1 la didascalia originale fa subito entrare nell'atmosfera dell'opera e nel vivo dell'azione.  Nel corso di tutta l'opera le didascalie non solo consentono di "tagliare" lungaggini e pallosi dialoghi, ma fanno da "presentazione" come a pagina 74. Questa storia, sceneggiata "alla maniera del borgataro invidioso di quelli che fanno cinema" come si usa oggi, avrebbe perso gran parte del fascino del testo: certo, i disegni di Magnus l'avrebbero elevata comunque, ma i dialoghi espositivi stanno alle didascalie scritte bene come una cucina di formica sta ad una di legno di noce...

 

Quindi no, alla faccia dei critici modaioli che non capiscono una mazza di fumetti (perchè anche loro si rodono il fegato come i loro autori preferiti per fatto che si occupano "solo" di fumetti), i problemi di questa sceneggiatura non hanno nulla a che fare con l'uso delle didascalie (tranne in un caso che vedremo poi). I problemi sono altri.

 

Se le critiche a Nizzi per le didascalie sono (in gran parte) ridicole, allo stesso modo anche gran parte dei meriti sono non meritati. Con questa edizione la Bonelli finalmente svela (senza dirlo) un segreto di Pulcinella ben noto: che il Maestro Magnus ha modificato in diversi punti la sceneggiatura originale.  Si sa che la battaglia finale, per Nizzi, sarebbe dovuta avvenire (assurdamente) di giorno, con gli assalitori che stupidamente si facevano ammazzare attaccando allo scoperto (purtroppo, nessuno dei "villain" di Nizzi ha mai brillato per astuzia, anche quelli in teoria tanto scaltri da fregare Tex, ci riescono solo perchè Tex fa errori incredibilmente stupidi), e che la notte, la tempesta e la pioggia sono tutta farina del sacco di Magnus.

 

O meglio, lo sapevo quelli che avevano comprato altre edizioni, perchè non mi pare che la Bonelli l'avesse mai ammesso...  fino a questa, dove a pagina 237, pubblicano una pagina della sceneggiatura originale di Nizzi (pagina 195) con le correzioni a penna di Magnus, dove si vede quello che è di Nizzi (ben poco) e cosa ci ha aggiunto Magnus (nella versione di Nizzi, gli avversari arrivano tutti insieme, intruppati, all'alba, e attaccano praticamente suicidandosi il castello difeso non solo da Tex ma anche dai servitori di Sutter. Magnus non solo sposta il tutto di notte e aggiunge la tempesta, ma toglie anche gli altri servitori meno uno, e invece di far arrivare gli avversari intruppati, li fa dislocare in anticipo sul campo di battaglia da May-Ling - in effetti, nelle storie di Nizzi non c'è MAI la minima tattica o strategia decente, sono tutti agguati dove la gente manca, o sparatorie molto banali)

 

Perchè analizzare una storia in cui non possiamo sapere cosa è davvero di Nizzi e cosa di Magnus? Beh, non lo possiamo MAI sapere, si sa anche di altre storie di Nizzi pesantemente modificate (tipo il finale dei Fucili di Shannon), quindi è una cosa che non posso essere sicuro di evitare, e se proprio voglio rileggermi una storia di Nizzi, almeno che sia questa! :lol:

 

Chi è il Nizzi che appare in questo storia? Il Nizzi pre-crisi: uno sceneggiatore competente, affidabile, con un linguaggio "letterario" forbito, e che invece ha grosse difficoltà ad entrare nel "linguaggio" di Tex (la frequenza con cui gli fa ripetere "satanasso" e "vecchio cammello", a pappagallo, ne è la prova: non è in grado di inventare nuove frasi per Tex come faceva GL Bonelli, ripete sempre le stesse), che troppo spesso "taglia gli angoli" cercando le soluzioni più facili e banali (anche qui, spioni e origlioni abbondano), che proprio davvero fa una fatica boia a ricordarsi che Tex dovrebbe essere competente (all'epoca almeno faceva lo sforzo), che fa trame troppo piene di coincidenze e casi fortuiti, e che insomma...   dà l'impressione di non sforzarsi davvero molto, con l'epica e la fantasia, e senza gli interventi di Magnus questa storia sarebbe stata probabilmente il solito compitino, fatto bene (ancora), ma senza passione.

 

Andando per ordine:

 

Pagina 17: il Carson di Nizzi è SEMPRE stato la spalla comica, mangiona e pigra, più Cico che Capelli d'Argento, qui la crisi non c'entra: in questa storia, com'è possibile che Carson non voglia aiutare Devlin, e anzi si meraviglia quando Tex accetta?  il Carson di GL Bonelli FINGEVA di non voler aiutare, ma era chiaro che era una battuta, e quando Tex gli offre magari di evitare una fatica per mangiare, è lui il primo a rifiutare se è in pericolo qualcuno (recentemente ho commentato proprio un caso simile qui in questo forum). Nizzi purtroppo "non ha capito la battuta" o forse si è dimenticato, e il suo Carson DAVVERO è un pigro mangione che non aiuterebbe nessuno. Anche prima della crisi.

 

Pagina 34: il dottore si mette a raccontare a Tex nei mini dettagli, per diverse pagine...  QUELLO CHE ABBIAMO GIÀ VISTO. Anche questa cosa, del Nizzi che passa pagine e pagine a riassumere cose già viste (così si fa pagare più volte per la stessa scena) NON È DOVUTA ALLA CRISI, lo faceva già prima...

 

Pagina 35-38: il dottore svela a Tex praticamente tutto, non sia mai che debba fare indagini o scoprire cose (quello che non gli svela il dottore gli verrà poi svelato da altri). Anche gli "origlioni" sono una cosa da sempre presente nelle storie di Nizzi, nella versione più generica: "qualcuno che racconta all'eroe tutto quanto, così mi sbrigo prima e faccio poca fatica a immaginarmi come lo viene a sapere". Dopo la crisi sono spesso proprio banalissimi tizi che origliano, ma anche prima, qualcuno che spiega tutto a Tex c'è sempre. (meglio per lui, quando non c'è si fa sempre gabbare come un pollo, vedi fuga da anderville o i delitti del lago ghiacciato...)

 

Pagina 47: il Tex di Nizzi è scemo. Sempre stato scemo, anche prima della crisi. il Tex abile be intelligente di GL Bonelli con lui e Nolitta è solo un lontano e sbiadito ricordo, tanto che molti che hanno conosciuto Tex con Nizzi anche oggi si meravigliano e si scandalizzano se usa l'astuzia invece della colt. In questa pagina dicono a Tex che gli assassini scappano su delle carrozze. E gli dicono che sono passate solo carrozze "di cittadini al di sopra di ogni sospetto". Il Tex di GL Bonelli avrebbe detto "datemi i nomi e vedo io se sono davvero sopra ogni sospetto" o qualcosa di simile. Quello di Nizzi dice sconsolato "È davvero un bel mistero" (il lettore sa già che una delle persone al di sopra dei sospetti è il colpevole, quindi sa che Tex qui è scemo) :angry:

 

Sempre nei dialoghi in quelle pagine: Tex parla come Nick Raider. Ho detto prima che il linguaggio di Nizzi in queste storie pre-crisi è ancora elegante (la sciatteria attuale è, questa sì, arrivata dopo la crisi), ma Tex NON DOVREBBE parlare così. Qui, per diverse pagine. Nizzi si scorda di fargli dire "satanasso", "vecchio cammello" e "peste", e si nota un sacco, che il suo Tex "non parla come Tex" (questo lo notano però solo quelli che hanno conosciuto Tex con GL Bonelli, per gli altri è il Tex di GL Bonelli che parla in modo strano)

 

Pagina 57-58: il Tex di Nizzi è sempre stato un piccione. Certo, non ancora ai livelli davvero ridicoli e da "evidente-presa-per-il-sedere" del periodo di 35 anni dal 1995 al 2020, ma sin dall'inizio, non è un ranger competente.  Non si contano le volte in cui cade in agguati palesi o si fa fregare da botte in testa telefonatissime. Qui, arriva sentendo diversi spari, arriva vicinissimo, vede un corpo cadere... E SI CHINA SUL CORPO PRIMA DI GUARDARSI ATTORNO.  uno degli aggressori gli lancia un pugnale (un azione per cui deve sporgersi, ben visibile, non è una cerbottana) ma Tex si salva non perchè lo vede (ma quando mai?), ma, come al solito per Nizzi, per "puro-buco-di-c###".  Davvero, anche prima della crisi... quante CENTINAIA di volte l'avete vista questa stessa identica scena in una storia di Nizzi? Qualcuno fa un agguato a Tex, Tex ci cade come un piccione non accorgendosi di nulla, ma l'attaccante manca, o c'è un colpo di fortuna che lo salva.

Volete un esempio comparativo? Leggetevi "il passato di Carson", l'agguato iniziale a Carson. Ecco quello è il ritratto di un ranger abile, esperto e che si salva perchè sa usare il cervello e si sa guardare attorno. Non perchè ha sempre a che fare con inetti dalla mira strabica o perchè è fortunato (tutti gli sceneggiatori di Tex ogni tanto lo fanno salvare dalla fortuna, è normale, entro certi limiti. Ma se, come GL Bonelli o Boselli, alterni la cosa con situazioni in cui mostri come Tex sia scaltro e abile e si salvi di solito da solo, allora quella fortuna appare "meritata" al lettore. Se usi SEMPRE la fortuna...  rendi l'eroe ridicolo)  :azz:

 

Parlavo prima del fatto che non si può criticare l'uso delle didascalie che fa Nizzi, solitamente buono. "solitamente". Purtroppo c'è un eccezione. Non sa quando fermarsi. Nelle scene d'azione, non dovrebbe usarle per ripetere quello che fanno in scena. Invece, a volte lo fa (vedere pagina 58) A differenza degli altri che ho evidenziato, non è un suo difetto "tipico", lo cito solo perché, avendo lodato l'uso che ne fa in generale (nel periodo pre-crisi, oggi sbaglia anche quello come tutto il resto), non vorrei far sembrare che lo loderei anche qui...  :P

 

Pagina 107: Il Tex di Nizzi è uno sbruffone bugiardo. Sa benissimo che ci sono furfanti che gli sono sfuggiti (vedi fuga da anderville). In generale, per quanto possa apparire paradossale (e lo è), il Tex "larger than life", epico, massiccio di GL Bonelli non solo non era infallibile, ma parlava spesso nelle sue storie dei suoi fallimenti. Ci sono storie che iniziano con "abbiamo perso tre mesi inutilmente dietro dei razziatori ma ci sono sfuggiti". I compratori della mandria di suo padre gli sono sfuggiti e non cerca nemmeno di riprenderli.  Il suo Tex è invincibile solo NELLE STORIE, ma per il resto GL Bonelli cerca di renderlo un persoaggio credibile, con vittorie e sconfitte.

Il Tex di Nizzi, che viene sconfitte dentro le storie pubblicate, e che viene gabbato come un incapace più e più volte, all'interno delle sue storie viene considerato (e si vanta boriosamente di esserlo) infallibile e invincibile. Altro segno che è qualcuno che si atteggia come qualcuno che non è, e non riuscirà mai ad essere.

 

Pagina 133: cadono come piccioni nel solito agguato, almeno stavolta non viene evidenziato il ruolo della fortuna...

 

Pagina 156: e ti pareva che non ci fosse qualcuno che riferiva tutto a Tex... (notare che non era necessario, Tex lo avrebbe scoperto più tardi quando origlia e risente la stessa spiegazione da Mina)

 

Pagina 161: Sutter fino a questo momento era stato descritto come scaltro e abile. Adesso è diventato tanto pollo da pensare che due ranger che indagano per una serie di omicidi abbandonino le indagini perchè Mina glielo chiede...  :rolleyes:

(le trame di Nizzi, anche prima della crisi, sono più emotive che logiche, qui la scena "fa dramma" e la mette anche se non ha alcun senso. Per lo stesso motivo poi trasformerà Sutter da abile cospiratore in un febbricitante isterico con rimorsi e sensi di colpa. Qui ancora funziona, vista l'atmosfera da tragedia shakespeariana che aleggia su tutto, ma Nizzi lo fa anche in storie in teoria "gialle"...)

 

Pagina 166: ancora origlioni...

 

Pagina 180: Come cavolo fa May-ling a fuggire di nascosto da una piccola stanza con quattro persone, senza che nessuno lo noti?

 

Pagina 220: il Tex di Nizzi è talmente tanto abituato ad avere "origlioni" che gli dicono tutto, che a volte sa tutto senza bisogno che nessuno gli dica niente: non ha mai nemmeno visto gran parte degli assassini, come fa a dire la smargiassata che dice in questa pagina?

Per essere un "giallista" Nizzi, già all'epoca, perdeva completamente il filo di quello che i suoi personaggi possono plausibilmente sapere (si vede anche nell'ultima storia breve di 32 pagine, e in tantissime altre storie: il suo Tex passa dalla totale ignoranza di quello che capita davanti al suo naso a doti di onnisapienza improbabili da una pagina all'altra senza un senso...

 

Come dicevo prima di partire con questo elenco: non l'ho scritto per "demolire" la storia. Sono tutt'ora convinto che, tutto sommato, la sceneggiatura de "la valle del terrore" sia BUONA (specie dopo i cambiamenti di Magnus per renderla meno piatta). Volevo solo far notare come molti dei difetti del Nizzi a"attuale" non sono cose arrivate post-crisi, in molti casi, Nizzi ha SEMPRE scritto così, con intrecci sciatti, indagini fatte a colpi di origlioni e onnisapienza, nemici scemi, nessuna strategia degna di questo nome, un Tex soprattutto fortunato che non ha mai bisogno di ragionare (e non lo fa mai)

 

Come si salvava? Con la semplice "prosa", quella che si vede qui in alcune didascalie, dialoghi che per quanto fossero pochissimo "texiani" erano divertenti (no, non "brillanti", quella è un'altra cosa, i dialoghi di Nizzi non sono particolarmente intelligenti, sono buffi e fanno ridere), la capacità di suscitare emozioni e atmosfere. Molto "mestiere", poco talento e pochissima passione.

 

[...]

 

 

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">14 minuti fa</span>, Diablero dice:

Per me Magnus lo meriterebbe eccome di essere citato nei credits come co-sceneggiatore...

Secondo me non l'hanno fatto perchè avrebbe stonato, ho visto l'intervista che sta sul canale di Mezzavilla, (per me un grande del fumetto made in italy) in quel video mi è sembrato di notare un attesa spasmodica per questo Texone, secondo me avrebbe stonato vedere un maestro del disegno, che si è messo al servizio del più grande personaggio del fumetto italiano, comparire nei crediti come co-sceneggiatore, in un fumetto, che ancora oggi non fa comparire i disegnatori, che collaborano alla stesura del soggetto, nel tamburino come co-soggettisti o co-sceneggiatori.

<span style="color:red;">24 minuti fa</span>, Diablero dice:

Concentrandosi sulla sceneggiatura, non ho dato una valutazione complessiva dell'opera: dandola qui, posso solo dire che questa in grande formato è la quarta edizione che compro, e ho preso anche "al servizio dell'eroe" e ho in casa mia il poster di Tex disegnato da Magnus...  :P

Vediamo se indovino.

Versione gialla, quella della tesauro, versione Rizzoli e quella nuova.

<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, MacParland dice:

Che Nizzi abbia scritto questa storia per Magnus si sapeva già, infatti secondo me non è casuale la scelta di una setta composta da cinesi e da altre popolazioni orientali.

 

 

In realtà, ora che ci penso, me lo chiedo veramente.

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17 minutes ago, MacParland said:
46 minutes ago, Diablero said:

Concentrandosi sulla sceneggiatura, non ho dato una valutazione complessiva dell'opera: dandola qui, posso solo dire che questa in grande formato è la quarta edizione che compro, e ho preso anche "al servizio dell'eroe" e ho in casa mia il poster di Tex disegnato da Magnus...  :P

Vediamo se indovino.

Versione gialla, quella della tesauro, versione Rizzoli e quella nuova.

 

Fuochino... sono la versione originale nel Texone, l'edizione gigantesca di Alessandro Editore (che poi ho venduto),, l'edizione Rizzoli e questa. :P

 

21 minutes ago, MacParland said:
1 hour ago, MacParland said:

Che Nizzi abbia scritto questa storia per Magnus si sapeva già, infatti secondo me non è casuale la scelta di una setta composta da cinesi e da altre popolazioni orientali.

 

In realtà, ora che ci penso, me lo chiedo veramente.

 

Lo dice lo stesso Nizzi nell'intervista citata da Ymalpas nella pagina precedente del thread.

 

Già che aveva associato Magnus alle sette cinesi, se Nizzi avesse ambientava la storia a San Francisco contro il Drago, il Texone sarebbe stato finito anni prima (pensa solo a tutte le foglie che ha disegnato in più...) :laugh:

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, Diablero dice:

Fuochino... sono la versione originale nel Texone, l'edizione gigantesca di Alessandro Editore (che poi ho venduto),, l'edizione Rizzoli e questa. :P

Mi sono avvicinato!

<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, Diablero dice:

Già che aveva associato Magnus alle sette cinesi, se Nizzi avesse ambientava la storia a San Francisco contro il Drago, il Texone sarebbe stato finito anni prima (pensa solo a tutte le foglie che ha disegnato in più...) :laugh:

"Non mi piace la venatura di questa foglia" :lol:

Se la storia fosse stata ambientata a San Francisco, che cosa poteva dire Magnus?

Non mi piace lo spessore dei Mattoni

  • Haha (0) 1
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<span style="color:red;">11 ore fa</span>, Diablero dice:

che toccargli Nizzi è come toccargli la mamma...)

trattandosi di te, non sarebbe stato equilibrato  per chiunque imparziale;)

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  • 1 month later...

Considero questo Texone come un'opera assolutamente da avere, specialmente per le opere superlative di Magnus. Che stile, che classe, la pioggia, le foglie, la fortezza, il ritrovo segreto dei vendicatori. Tutto disegnato nei minimi dettagli. Carson è forse l'unica cosa che non mi ha convinto appieno. 

Nizzi confeziona una storia poco Western ma credo su misura per il disegnatore. Una storia particolare con un personaggio cattivo femminile ben riuscito e con un splendido excursur storico che racconta in pillole la storia di Sutton. Intrigante la storia dei vendicatori e bella la battaglia finale. Continuo sempre invece a non apprezzare il fatto che Carson venga trattato da Nizzi come macchietta, qui forse un po meno di altre volte, e anche un po' troppo inesperto, per esempio quanto Tex gli dice di abbassarsi e grazie a questo viene colpito solo il suo cappello e non lui. 

 

Diesgni 10

Copertina 8

Soggetto 9,5

Sceneggiatura 8

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  • 7 months later...

Allora...Lessi questo Texone nel 1996 quando avevo 14 anni e ne restai incantato. L'ho ripreso ieri e ora ho 39 anni. Stesse sensazioni. Con Magnus ti immergi in quelle vignette, Nizzi poi crea una storia molto godibile e perfetta per il disegnatore. La setta, la febbre dell'oro, la maliarda senza scrupoli ma con un codice d'onore, il bosco, la fortezza di Sutter, i legami familiari. Tex forte e deciso, Carson forse un po' troppo in ombra fino all'epilogo dove uccella Wang. Bravo Nizzi, eccelso Magnus.

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  • 1 year later...

Sono tornato a rileggere questo Texone a distanza di diversi anni dall'ultima volta, e come in altre circostanze mi è accaduto, ora che ritengo di aver raggiunto una maggiore maturità come lettore ho potuto rivalutare l'opera con un occhio un po' più critico. Resta il giudizio più che positivo sulla sceneggiatura di Nizzi, sia perché prende spunto da fatti storici realmente accaduti e dalle peripezie di un personaggio storico di peso come John Sutter, ma soprattutto in virtù dell'ottima caratterizzazione che Nizzi riserva agli occasionali comprimari ed agli antagonisti con cui Tex e Carson hanno a che fare.

 

Se rimediano un'ottima figura gli alleati, il dottor Ulrich Winckelried e la moglie Mina Sutter, apparentemente fragile ma a suo modo determinata, meglio ancora se la cava l'autore di Fiumalbo con gli antagonisti: in primis l'astuto e spietato Lucas Bonner, identità fittizia di Victor Sutter, lasciatosi passare per morto in un naufragio anni prima al fine di perpetrare una vendetta senza quartiere contro coloro che, dal suo punto di vista, accecati dal miraggio dell'oro avevano a suo tempo causato la fine della propria famiglia, ponendosi a capo della sanguinaria e fanatica setta dei Vendicatori, tramite la quale colpisce i proprietari delle miniere della Yuba Valley; sua principale alleata in tali deliranti piani di vendetta è la maliarda cinese May-Ling, donna fredda ed astutissima, ed estremamente fanatica, in grado inoltre di esercitare un notevole ascendente sull'ormai anziano John Sutter. Proprio il vecchio Sutter risulta, secondo me, il personaggio in assoluto meglio caratterizzato da Nizzi: stanco e prostrato dalle traversie della sua movimentata esistenza, segnata da varie tragedie familiari e dalla fine della sua ricchezza, all'apparenza sembra il classico personaggio disamorato della vita e colmo di nostalgia per il suo glorioso passato, in realtà è ben consapevole che dietro l'identità fittizia di Lucas Bonner si cela in realtà il figlio Victor, per il quale fa segretamente il tifo.

 

Ben orchestrato, alla luce di tanti altarini, l'epilogo della vicenda: scoperto che May-Ling ha ucciso senza esitazione Victor, John Sutter la fredda a sua volta, privando in tal modo i Vendicatori di una guida carismatica che Wong evidentemente non è, e dunque facilitando Non poco il lavoro di Tex e Carson che, affiancati dal dottor Winckelried e dal domestico Tawan, seppur soverchiati nel numero e pressoché accerchiati, non faticano più di tanto nello strigliare gli avversari, liberando quindi la Yuba Valley da un incubo durato troppo a lungo.

 

Doveroso soffermarsi, infine, sui disegni di Magnus, molto variegati, curati ed espressivi, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione di ogni singolo personaggio (forse, in un paio di caso, persino eccessiva). In ogni caso, la sua firma ed il suo lavoro impreziosiscono non poco l'albo.

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@juanraza85 ti segnalo, come ho dettagliato più approfonditamente in un post del 2020 in questo stesso thread, che è scorretto dire che qui Magnus è stato "solo" il disegnatore: ha  modificato in tanti punti la sceneggiatura di Nizzi (complicandosi notevolmente il lavoro) che sarebbe ormai ora che la SBE lo indicasse come co-sceneggiatore di quest'opera.  (anche perchè la stessa Bonelli poi pubblica nell'ultima edizione cartonata pagine di sceneggiatura di Nizzi con le ampie aggiunte a penna di Magnus).

 

Tanto per fare solo qualche esempio solo sulla parte finale, citando da quel post:

On 12/28/2020 at 10:19 PM, Diablero said:

Con questa edizione la Bonelli finalmente svela (senza dirlo) un segreto di Pulcinella ben noto: che il Maestro Magnus ha modificato in diversi punti la sceneggiatura originale.  Si sa che la battaglia finale, per Nizzi, sarebbe dovuta avvenire (assurdamente) di giorno, con gli assalitori che stupidamente si facevano ammazzare attaccando allo scoperto [...], e che la notte, la tempesta e la pioggia sono tutta farina del sacco di Magnus.

 

O meglio, lo sapevo quelli che avevano comprato altre edizioni, perchè non mi pare che la Bonelli l'avesse mai ammesso...  fino a questa, dove a pagina 237, pubblicano una pagina della sceneggiatura originale di Nizzi (pagina 195) con le correzioni a penna di Magnus, dove si vede quello che è di Nizzi (ben poco) e cosa ci ha aggiunto Magnus (nella versione di Nizzi, gli avversari arrivano tutti insieme, intruppati, all'alba, e attaccano praticamente suicidandosi il castello difeso non solo da Tex ma anche dai servitori di Sutter. Magnus non solo sposta il tutto di notte e aggiunge la tempesta, ma toglie anche gli altri servitori di Sutter meno uno, e invece di far arrivare gli avversari intruppati, li fa dislocare in anticipo sul campo di battaglia da May-Ling - in effetti, nelle storie di Nizzi non c'è MAI la minima tattica o strategia decente, sono tutti agguati dove la gente manca, o sparatorie molto banali)

 

Visto che non abbiamo TUTTA la sceneggiatura, di molte cose non sappiamo di chi sia stata l'idea (sarebbe una buona idea pubblicarla, se esiste ancora, per me l'interesse degli appassionati ci sarebbe), ma credo che quello che già sappiamo è già più che sufficiente a indicare Magnus come co-sceneggiatore.

 

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Il 28/12/2020 at 22:48, MacParland dice:

per questo Texone, secondo me avrebbe stonato vedere un maestro del disegno, che si è messo al servizio del più grande personaggio del fumetto italiano, comparire nei crediti come co-sceneggiatore, in un fumetto, che ancora oggi non fa comparire i disegnatori, che collaborano alla stesura del soggetto

 

Cosa che poteva essere vera fino a 12 anni fa ma ora non lo è più.

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  • 10 months later...
On 12/28/2020 at 10:48 PM, MacParland said:

ho visto l'intervista che sta sul canale di Mezzavilla, (per me un grande del fumetto made in italy) in quel video mi è sembrato di notare un attesa spasmodica per questo Texone

Davvero, si attendeva da ancora prima che ci mettesse mano: non c'erano tutte le "distrazioni" di oggi (mille canali yt, pagine fb, forum, etc), gli appassionati di fumetti leggevano Fumo di China e altre poche riviste e andavano agli incontri, stop, e quindi il mitologico "Texone di Magnus" è stato un argomento da "prima pagina" per SETTE ANNI! (Sergio Bonelli non esagera quando raccontava che glielo chiedevano sempre, ad ogni intervista e ad ogni incontro con i lettori...)

 

Ripesco questa fra che parlava dell'intervista video del 1995 perchè me la sono ri-vista oggi, e visto che tempo fa si parlava di come tanti autori dimenticabili disprezzino apertamente non solo GL Bonelli ma pure Magnus, in quell'intervista c'è un brano che mostra l'umiltà con cui Magnus si approcciò a Tex (e al fumetto in generale, vedi poi il discorso su Moebius)

 

 

:

 

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"Le storie di Gianluigi Bonelli e Galep sono puerili e rivolte a un pubblico immaturo".

Poi procedono a spolverare i funko pop.

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