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TWF - Tex Willer Forum

[721/724] Attentato a Montales


Sam Stone
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Gran bella recensione. Anche vedere i due Kit voler sventare il colpo di stato da soli senza cercare di conttattare Tex e Montales,  nella capitale mi sembra poco credibile. Sono due quest'anno  le storie della serie regolare  che mi resteranno più in mente, e non certo perché  dei capolavori. Questa, per la sua ambientazione esotica, e quella ambientata al nord con i battelli lungo il fiume, anche questa abbastanza originale. 🙋‍♂️

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On 11/2/2021 at 22:12, Condor senza meta dice:

Ruju è ormai da tempo un'importante spalla di Boselli su Tex. Con continuità e senza grandi cadute, lo sceneggiatore se l'è finora cavata con grande padronanza e stile, sebbene in molti, me compreso, gli imputano l'assenza del colpo grosso, ovvero il suo capolavoro memorabile sulla saga. L'attesa per vederlo all'opera su una storia più ambiziosa e lunga, era alta, accresciuta pure dall'ambientazione esotica e particolare. Il primo banco di prova per saggiarne le potenzialità su trame più complesse, che di solito sono a carico esclusivamente di Borden? Forse; comunque, tirando le somme, la prova, sebbene di buon livello, si perde nello sviluppo e dà l'impressione che la troppa carne messa sul fuoco non venga cotta a puntino e l'esito finale suona come un'occasione mancata. Ruju, non abituato forse a un numero alto di tavole, cede palesemente sulla distanza e chiude frettolosamente una trama che forse necessitava più attenzione per essere sviluppata a dovere. Il primo albo è quasi autonomo e introduce il viaggio dei nostri in Guatemala. A tal proposito, non è tanto chiaro quale sia realmente la missione ufficiale di Montales e il perché un governatore messicano possa dare tanto fastidio agli intrallazzatori americani che hanno interessi nel “paese del caffè”. Sorvolando su questo aspetto, appena giunti in Guatemala, la storia sembra prendere il largo, con l'interessante doppio binario, che vede Tex e Tiger operare nelle foreste contro i seguaci della Negra Muerte e i due Kit, travestiti da damerini infiltrati fra i grossi papaveri golpisti. A tal punto l'episodio sembra promettere mare e monti, ma di colpo si smonta come la panna fuori dall'abbattitore. Sebbene molto carica d'azione, la sequenza nella foresta ci mostra degli avversari tutt’altro che invincibili e anche la mascherata degli infiltrati finisce per essere tirata troppo per le lunghe e si concluderà col più scontato degli epiloghi. La scoperta e la fuga dei due Kit a me è parsa troppo telefonata e rapida e anche l’epilogo finale, non mi entusiasma. Concordo con chi ritiene che la continua ricerca del colpo di scena a sorpresa, che accompagna Ruju per quasi tutta la narrazione, alla fine contribuisce solo a danneggiare l’esito finale.

Troppe volte si prova la sensazione che i nostri si trovino al posto giusto e al momento giusto e questo non è sempre un bene in una narrazione. Forse anche questa continua tendenza dell’autore a ricorrere a simili scorciatoie di sceneggiatura influisce sulla capacità di scrivere trame davvero maiuscole. Anche la caratterizzazione dei personaggi stavolta non è buona come in altre occasioni. Gregorio non riesce a bucare la pagina, i villain non lasciano eccessivamente il segno e pure la Negra Muerte si sgonfia pagina dopo pagina per raggiungere il culmine nella non idonea scena finale dell’assalto al governo: quando mai si è vista una così scalcinata rivoluzione, condotta da un gruppo di straccioni, che vengono dispersi da una manciata di uomini e una gatling? Le storie che hanno come spunto di soggetto golpe vari e congiure politiche in generale, devono presentarsi pure credibili, se no rischiano di sembrare semplici parodie. Davvero si deve accettare che una congiura così organizzata e appoggiata da caporioni dell’esercito pronti a prendere il potere, evapori così semplicemente? L’ultimo albo, a mio avviso, fa scadere di molto la prova e sciupa frettolosamente ciò che di buono l’autore aveva cercato di costruire, fra alti e bassi, nei primi tre. Non una prova da bocciatura, ma ben lungi da potersi fregiare dell’appellativo di capolavoro. Si naviga nella consueta “zona Ruju” con l’aggravante stavolta che la prova nutriva grandi ambizioni, alla fine disattese. Che qualcosa si fosse inceppato, lo mostra pure la scarsa caratterizzazione della sedicente dark lady, che in fin dei conti, visto lo scarso contributo, poteva benissimo essere depennata dalla sceneggiatura: strano che Ruju, sempre molto abile nel tratteggiare belle figure femminili, stavolta abbia toppato così, evidentemente, giunto sul finire mostrava già il fiato corto. Mi auguro che lo sceneggiatore, abbia altre occasioni in futuro di mostrarsi sugli episodi lunghi, magari donandoci però una storia più continua e corposa. Nulla da eccepire invece nella solida prova grafica di Biglia, che si conferma disegnatore affidabile e da grandi maratone. Buon tratto, stile alquanto pulito, elegante e personale, buon dinamismo e ottima realizzazione degli scenari esotici. Già al suo debutto, non avevo lesinato lodi per il suo talento e un simile banco di prova, mi ha confermato, all’ennesima potenza, le buone impressioni per questo grande autore. Suppongo che Borden se lo tenga bello stretto, visto che simili acquisti sulla serie ammiraglia, sono preziosi come una manciata di oro estratta dal greto di un torrente. Il mio voto finale è 7

Sì... A grandi linee concordo.

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Per me una bella storia, forse la migliore di Ruju. Nel finale, quando si apprende che Cooper non verrà processato ma fucilato entro sera, Tex sembra scettico, perplesso. Può forse significare che le minacce di Cooper (quelli come  me cadono sempre in piedi) avranno fondamento, e l'avventura avrà un seguito?

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In teoria, forse... Ma la mia opinione - confutabilissima, sia chiaro - è che Cooper sia stato fucilato e, dunque, mai più Tex dovrà, spero, trovarselo tra i piedi. Del resto, non mi è parso un avversario così carismatico e, quindi, degno di una riproposizione...  

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On 9/2/2021 at 04:32, Diablero dice:

Una domanda per i prodi indagatori dei "dietro le quinte" delle storie di Tex presenti nel forum.  Ho letto che la storia di Zamberletti che segue questa doveva essere pubblicata in un Color, ma è stata spostata sulla serie regolare (segno che c'è carenza di storie pronte per la regolare?)

No, segno che c'era necessità di una storia di 160 da accoppiare a quella di Ruju che era di 390.

 

On 9/2/2021 at 04:32, Diablero dice:

Mi pare di aver letto, ma di questo non sono sicuro e non sono riuscito a ritrovare il post, che la storia "Attentato a Montales" era in origine di 3 albi esatti, ed è stata allungata di 60 pagine (arrivando a 390 in totale) per "riempire" le pagine necessarie per riempire questo albo. È vero?

No, è vero esattamente il contrario. La storia di Ruju è stata allungata di 60 pagine e così è stato necessario aggiungere una storia di  160.

Per come la so io, dopo aver finitoil  Texone lLaura  Zuccheri ha iniziato un cartonato a colori ma giunta a metà circa si è dovuta interrompere perché Boselli non poteva, per vari motivi, continuare la sceneggiatura così è stata dirottata su un Color estivo su testi di Ruju ambientato a New Orleans. Quando questa storia è stata allungata a 390 pagine Boselli ha deciso di dirottare la storia della Zuccheri subito dopo questa. Purtroppo la Zuccheri si è trovata bloccata in India per cinque mesi senza poter lavorare  e così si è presa una storia di 160 pagine già pronta o quasi e destinata ad un Maxi per tappare il buco. 

Tutto questo è già stato riportato nel forum o nel topic delle anteprime od in quello delle domande a Boselli. Non rivelo nessun segreto di Stato.

Mi limito solo ad osservare a quelli che diconoche sui Maxi ci vanno solo le storie più scarse che la storia di Zamberletti non sarà un capolavoro ma si prospetta piuttosto valida.

 

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Grazie, Carlo, ora è tutto chiaro!   :ok:

 

(aveva già risposto Borden, ma con meno dettagli. In compenso ci ha svelato che Zamberletti lo chiamano Zamba...  :laugh:)

 

(ma... allora, tutti quelli che hanno scritto che si notava che la storia successiva era presa da un color per tutto quello spazio bianco...  :P )

 

Certo che la programmazione del 2020 è stata abbastanza disastrata....  :blink:

 

Riguardo a questa storia, sospettavo che fosse stata "allungata" la prima parte (che è un appendice tutto sommato inutile), ma no, è Ruju che si è dilungato troppo e poi ha avuto bisogno di piu pagine, senza riuscire comunque a far quadrare i conti...

 

Devo ancora recuperare la lettura di un bel po' di albi degli anni passati, fra serie regolare, Color e Maxi, quindi non sono sicuro: questa è la prima storia di Ruju così lunga? Perché non "funziona" proprio come storia lunga, a parte l'eccessiva enfasi sulle singole scene che già segnalavo, è proprio discontinua, un ammasso di episodi staccati, e di idee non ben sviluppate.

 

Di buono c'è che i "cattivi" sono veramente odiosi, e si capisce da come li "muove" che sono odiosi anche all'autore. Ma si perde per strada, distratto dall'idea di infilarci "colpi di scena" a sproposito. Se si fosse lasciato guidare di più dall'odio verso quei personaggi, forse gli sarebbe venuta meglio, non so. Di sicuro gli sarebbe venuta più "personale", più focalizzata (mentre invece così è troppo inframmezzata da scene buttate lì tipo fan service nel momento sbagliato)

Edited by Diablero
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Secondo una buona storia tutto sommato: ambientazioni esotiche, congiure di natura politica, Montales in azione. Non mi è dispiaciuto vedere i due Kit nei panni eleganti di due affaristi. Però nel terzo albo son comparsi troppi personaggi avversari e qualcuno a mio modo di vedere troppo poco caratterizzato. Ci stava il combattimento corpo a corpo fra Tex e Sebastian, l'unico avversario che poteva competere fisicamente. La bella señorita Ines è una comparsa un po' sprecata, il generale non ha nulla di eccezionale, una pedina nelle mani di Cooper, il quale è un personaggio piuttosto viscido e senza scrupoli. Secondo me alla fine sarà veramente fucilato malgrado le sue amicizie potenti e forse anche per questo non c'è un processo. Mi è piaciuto vedere Montales in azione, come anche giusto che sia, in troppe storie è stato relegato come un scaldasedie. Tiger invece non è stato gestito in maniera troppo brillante, presenza poco incisiva.

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<span style="color:red;">15 ore fa</span>, juanraza85 dice:

In teoria, forse... Ma la mia opinione - confutabilissima, sia chiaro - è che Cooper sia stato fucilato e, dunque, mai più Tex dovrà, spero, trovarselo tra i piedi. Del resto, non mi è parso un avversario così carismatico e, quindi, degno di una riproposizione...  

I pard se ne vanno dopo un paio di giorni e nessuno accenna ad una sospensione della fucilazione. Poi, concordo con chi dice che Cooper era una figura che non valeva la riproposizione, così come Inez o Gregorio, comprimari occasionali.

 

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Cita
<span style="color:red;">18 ore fa</span>, Diablero dice:

 

Devo ancora recuperare la lettura di un bel po' di albi degli anni passati, fra serie regolare, Color e Maxi, quindi non sono sicuro: questa è la prima storia di Ruju così lunga?

 

Sulla serie regolare sicuramente, anche lasciando perdere il numero 721, che è una storia a parte, è la prima volta che passa le 220 tavole.

2 texoni, va be 224 tavole

MaxiTex 2014,  340 pagine, qualche tavola in meno

MaxiTex 2016, 288 pagine, qualche tavola in meno

MaxiTex Aprile 2018,  292 pagine, qualche tavola in meno

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On 11/2/2021 at 22:12, Condor senza meta dice:

Ruju è ormai da tempo un'importante spalla di Boselli su Tex. Con continuità e senza grandi cadute, lo sceneggiatore se l'è finora cavata con grande padronanza e stile, sebbene in molti, me compreso, gli imputano l'assenza del colpo grosso, ovvero il suo capolavoro memorabile sulla saga. L'attesa per vederlo all'opera su una storia più ambiziosa e lunga, era alta, accresciuta pure dall'ambientazione esotica e particolare. Il primo banco di prova per saggiarne le potenzialità su trame più complesse, che di solito sono a carico esclusivamente di Borden? Forse; comunque, tirando le somme, la prova, sebbene di buon livello, si perde nello sviluppo e dà l'impressione che la troppa carne messa sul fuoco non venga cotta a puntino e l'esito finale suona come un'occasione mancata. Ruju, non abituato forse a un numero alto di tavole, cede palesemente sulla distanza e chiude frettolosamente una trama che forse necessitava più attenzione per essere sviluppata a dovere. Il primo albo è quasi autonomo e introduce il viaggio dei nostri in Guatemala. A tal proposito, non è tanto chiaro quale sia realmente la missione ufficiale di Montales e il perché un governatore messicano possa dare tanto fastidio agli intrallazzatori americani che hanno interessi nel “paese del caffè”. Sorvolando su questo aspetto, appena giunti in Guatemala, la storia sembra prendere il largo, con l'interessante doppio binario, che vede Tex e Tiger operare nelle foreste contro i seguaci della Negra Muerte e i due Kit, travestiti da damerini infiltrati fra i grossi papaveri golpisti. A tal punto l'episodio sembra promettere mare e monti, ma di colpo si smonta come la panna fuori dall'abbattitore. Sebbene molto carica d'azione, la sequenza nella foresta ci mostra degli avversari tutt’altro che invincibili e anche la mascherata degli infiltrati finisce per essere tirata troppo per le lunghe e si concluderà col più scontato degli epiloghi. La scoperta e la fuga dei due Kit a me è parsa troppo telefonata e rapida e anche l’epilogo finale, non mi entusiasma. Concordo con chi ritiene che la continua ricerca del colpo di scena a sorpresa, che accompagna Ruju per quasi tutta la narrazione, alla fine contribuisce solo a danneggiare l’esito finale.

Troppe volte si prova la sensazione che i nostri si trovino al posto giusto e al momento giusto e questo non è sempre un bene in una narrazione. Forse anche questa continua tendenza dell’autore a ricorrere a simili scorciatoie di sceneggiatura influisce sulla capacità di scrivere trame davvero maiuscole. Anche la caratterizzazione dei personaggi stavolta non è buona come in altre occasioni. Gregorio non riesce a bucare la pagina, i villain non lasciano eccessivamente il segno e pure la Negra Muerte si sgonfia pagina dopo pagina per raggiungere il culmine nella non idonea scena finale dell’assalto al governo: quando mai si è vista una così scalcinata rivoluzione, condotta da un gruppo di straccioni, che vengono dispersi da una manciata di uomini e una gatling? Le storie che hanno come spunto di soggetto golpe vari e congiure politiche in generale, devono presentarsi pure credibili, se no rischiano di sembrare semplici parodie. Davvero si deve accettare che una congiura così organizzata e appoggiata da caporioni dell’esercito pronti a prendere il potere, evapori così semplicemente? L’ultimo albo, a mio avviso, fa scadere di molto la prova e sciupa frettolosamente ciò che di buono l’autore aveva cercato di costruire, fra alti e bassi, nei primi tre. Non una prova da bocciatura, ma ben lungi da potersi fregiare dell’appellativo di capolavoro. Si naviga nella consueta “zona Ruju” con l’aggravante stavolta che la prova nutriva grandi ambizioni, alla fine disattese. Che qualcosa si fosse inceppato, lo mostra pure la scarsa caratterizzazione della sedicente dark lady, che in fin dei conti, visto lo scarso contributo, poteva benissimo essere depennata dalla sceneggiatura: strano che Ruju, sempre molto abile nel tratteggiare belle figure femminili, stavolta abbia toppato così, evidentemente, giunto sul finire mostrava già il fiato corto. Mi auguro che lo sceneggiatore, abbia altre occasioni in futuro di mostrarsi sugli episodi lunghi, magari donandoci però una storia più continua e corposa. Nulla da eccepire invece nella solida prova grafica di Biglia, che si conferma disegnatore affidabile e da grandi maratone. Buon tratto, stile alquanto pulito, elegante e personale, buon dinamismo e ottima realizzazione degli scenari esotici. Già al suo debutto, non avevo lesinato lodi per il suo talento e un simile banco di prova, mi ha confermato, all’ennesima potenza, le buone impressioni per questo grande autore. Suppongo che Borden se lo tenga bello stretto, visto che simili acquisti sulla serie ammiraglia, sono preziosi come una manciata di oro estratta dal greto di un torrente. Il mio voto finale è 7

Concordo su molti punti. Ma non ci sono più i tasti per votare?

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Ma perché i tasti per votare una storia son stati tolti?

 

Secondo voi Inez avrà ricevuto lo stesso trattamento di Cooper e del generale? Essendo una congiurata pure lei.

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, ElyParker dice:

Ma perché i tasti per votare una storia son stati tolti?

Mi unisco alla richiesta, ma secondo me siamo una sparuta presenza a volerli, e alla maggioranza degli utenti frega nulla:rolleyes:

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<span style="color:red">11 ore fa</span>, ElyParker dice:

Secondo voi Inez avrà ricevuto lo stesso trattamento di Cooper e del generale? Essendo una congiurata pure lei.

Ci sono diverse opzioni

1) personaggio che si rifarà con qualche riccone

2) può morire tranquillamente con il suo amante

3)comunque siano andate le cose, difficilmente la rivedremo

 

Io opto per la prima. Le donne hanno mille risorse. :censored2:

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<span style="color:red">58 minuti fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

comunque siano andate le cose, difficilmente la rivedremo

 

In considerazione dell'apporto nullo che ha dato agli eventi, direi che il minimo che Ruju possa fare in futuro sia evitare di riproporla :D..!

 

Ne consegue che, personalmente, non mi curo affatto della sorte che può aver subìto...

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Concordo con @juanraza85. Il personaggio di Inez ha avuto uno "sviluppo" nell'albo finale davvero modesto e deludente, tale da non far desiderare una sua riproposizione. Questa giovane donna ha fatto la comparsa giusto per far vedere che ha bella presenza, e forse per insinuare che sia un poco attratta dal giovane Kit, ma tutto finisce lì. Come avventuriera, ha ben poco da dire e non ha il benché minimo spirito di iniziativa. Nulla a che vedere con tanti personaggi femminili cui Boselli ci ha abituato sia nella "nuova" testata Tex Willer, nel "Texone" disegnato da Laura Zuccheri o anche in altre sue storie, dove le donne non sono delle belle statuine, ma mostrano dei segni di personalità autonoma e spesso hanno una funzione nello svolgimento della vicenda di buon rilievo.

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In effetti ci son stati troppi avversari presentati nel terzo albo, a me non è dispiaciuta la lotta fra Tex e Sebastian. Però Merrang, Quiroga e Inez non hanno giocato un ruolo così attivo. Quindi penso che non rivedremo questi personaggi.

Penso che pure Gregorio non sarà più rivisto essendo stato il pretesto per l'avventura in Guatemala.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, ElyParker dice:

Però Merrang, Quiroga e Inez non hanno giocato un ruolo così attivo. Quindi penso che non rivedremo questi personaggi.

Penso che pure Gregorio non sarà più rivisto essendo stato il pretesto per l'avventura in Guatemala.

 

Pienamente d'accordo. Motivo in più per credere che non li rivedremo mai più risiede nel semplice fatto che l'idea stessa di una storia che prevede che Tex si sobbarchi (oserei dire letteralmente :laugh:!) una trasferta in Guatemala - o comunque in un luogo assai lontano - debba poggiare su un pretesto molto, ma molto forte, in questo caso l'aiuto da assicurare a Montales, reduce da ben due attentati alla propria persona ed a forte rischio (poi riscontrato) di altri. Senza questo pretesto, Tex e compagni non avrebbero mai preso una nave per il Guatemala, ed aggiungo che mi riesce difficile pensare che vi verrebbero richiamati in caso di bisogno (se non altro, appunto, in considerazione della distanza).

 

P.S. al mio ragionamento sulla distanza fanno ovviamente eccezione le frequenti trasferte in Canada, ma è arcinoto a tutti come il livello di amicizia e complicità con Gros-Jean e, soprattutto, Jim Brandon sia tale perché Tex non potrebbe mai dire di no ad una loro richiesta di aiuto.

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Un po' come le trasferte in Argentina, in Colombia e a Cuba. Oppure l'inseguimento di Barbanera nel Pacifico. Non penso che rivedremo Tex ancora in questi luoghi. A me personalmente non son affatto dispiaciute queste avventure esotiche. E nei prossimi anni vedremo l'avventura nel Borneo.

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Storia che a mio parere inizia malissimo e va via via migliorando man mano che procede...

Il primo albo "Attentato a Montales"-che è poi quasi un preambolo autoconclusivo e in parte slegato dal resto della storia- è disastroso.

Tallone d'achille di un po' tutta la storia è la scrittura dell'azione.

In particolare :

L'agguato al calesse di Montales con cui si apre, è organizzato e messo in atto senza nessun criterio logico...invece che appostarsi per fare il tiro al piccione, o bloccare il calesse da due o più lati, gli attentatori si limitano a sbucare alle spalle, e seguirlo con fare minaccioso, dando modo a Montales e i suoi accompagnatori di iniziare la fuga e la manovra di difesa...in questo, gli attentatori, si dimostrano dei totali sprovveduti.

Lo stesso Montales non brilla per acume, a lasciare solo pochi uomini a guardia della villa, pur anche dopo aver ricevuto un tentativo di assassinio-ed essendo inoltre un governatore, sprovvisto di una guarnigione di guardia adeguata, il tutto è anche poco plausibile-perchè non gli piace avere persone intorno, dice...poi però va a rompere l'anima a Tex e co.(che sono felicissimi di aiutare, ci mancherebbe:D) facendoli arrivare dall'Arizona.

L'attacco alla villa : per come eliminano, in modo pulito, silenzioso, e letale, tutti i-pochi- uomini di guardia, i killer sembrerebbero il non plus ultra sulla piazza...ma poi quando si trovano faccia a faccia coi pards, si dimostrano dei pipponi al cubo, e le sparatorie sono il trionfo del Faraci-style, coi Nostri che stanno all'aperto al centro del fuoco dei nemici, i quali non ci prendono mai neanche per sbaglio...

Segue il trecentomilionesimo colpo di striscio alla tempia di un pard-Tiger in questo caso- E BASTAAAAA:D

Bella però la scena finale coi tori scatenati.;)

Si va migliorando progressivamente negli albi successivi, anche se :

La sparatoria nel villaggio distrutto di Gregorio è Faraci puro, coi nostri che, invece che sparare tenendosi riparati (e li di ripari ce ne sarebbero tanti) escono volontariamente allo scoperto, e palesano la loro presenza chiamando quelli della Negra Muerte (siamo quiii) prima di iniziare il concerto.

La scena in cui Tex scaglia Tiger contro l'energumeno col Machete, a mo di cane ammaestrato per fare un duello all'arma bianca inutilissimo...nun se po' vedè...

L'adepto catturato, che sembra uno tutto d'un pezzo, e dopo due-cazzotti-due capitola diventando docile come un agnellino...ma con G.L. Bonelli pure un medio signorotto smargiasso di paese aveva più resistenza, e ci regalava almeno un paio di pagine di pestaggio prima di capitolare...questo dovrebbe essere un invasato acciecato dalla fede, un po' di dignità:D

La VERZURA sulla piramide che prende fuoco istantaneamente tipo covone di paglia...non so mica se nella realtà funziona così...

Tex e Gregorio che riescono a camuffarsi in mezzo a quelli della Negra Muerte portando dei mantelli con cappuccio...che non vediamo mai indossare a nessuno della Negra Muerte, che infatti stanno praticamente nudi:D

Insomma...secondo me la storia è parecchio arrancante nella scrittura dell'azione, e personalmente ritengo la scrittura dell'azione, elemento FONDAMENTALE per Tex come lo intendo io...in questo Ruju una volta era più a fuoco, mentre ultimamente pare si stia sempre più Faracizzando...

Detto questo, però...il soggetto è forte...lo sviluppo articolato...alcuni personaggi davvero interessanti (a maggior ragione mi infastidiscono i difetti summenzionati che sciupano un gran potenziale).

La scissione dei pards è ottima e funzionale, ognuno di loro fa la sua parte in un ruolo che ne mette in risalto personalità e intraprendenza.

Tex e Tiger col compito full action fanno il loro:D

Carson nel ruolo dello spudorato mentitore nei panni dell'affarista sornione si muove a meraviglia.

Kit è probabilmente la figura più sfaccettata in questa storia, combattuto tra l'adesione alla parte recitata, e l'indignazione che scalpita dentro di lui, e a volte prende il sopravvento...inoltre esce ancora allo scoperto la sua indole da romantico sognatore, quando di perde a guardare le onde del mare:D 

Mi è piaciuta molto la scena di salvataggio di Gregorio in flashback, con Tex che, su suggerimento di tornare in cabina, durante la burrasca risponde con un "Non mi perderei questo spettacolo per nulla al mondo"B)

Seconda frase migliore della storia dopo : "Busserai alla porta di messer Satanasso con il sorriso sulle labbra"B)B)

La scena dell'agguato-sparatoria alla Negra Muerte sulla scarpata è bellissima e perfetta-fossero tutte così-

Così come perfetto ho trovato l'ultimo albo, e la ri-unione di tutti i pards, e gran sparatoria nella piazza, Gatling compresa, che quando c'è fa sempre la sua porca figura...

Mi sono piaciute moltissimo, in generale, tutte le maxi-vignettone (escamotage usato non così spesso, ma che meriterebbe maggiore considerazione) che mostrano i totali delle sparatorie, in cui è possibile ammirare la panoramica e perdersi nei particolari.

Bellissimi i disegni di Biglia...sempre più un elegante punto di incontro tra Civitelli e Montanari & Grassani.

Nel complesso, dovendo giudicare la storia, anche se i difetti dell'azione rischino spesso di trascinarla nel baratro, mi sento di premiarla per i numerosi spunti belli e interessanti, la scorrevolezza e per il suo ripigliarsi in zona cesarini...e direi che si può meritare la sufficienza. PASSABILE

 

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A me è piaciuta molto questa nuova storia di Pasquale Ruju! Storia che, considerando quelle che ho letto, considero la più riuscita dell'autore, seconda solo alla splendida "Un ranger per nemico" (anche per un valore affettivo, dato che è stata una delle prime storie che ho letto).
Mi voglio davvero complimentare con questo autore, dato che le sue storie che avevo letto mi erano piaciute ma non mi avevano fatto impazzire. Questa invece la ritengo ottima.
Oltre alla sceneggiatura, che è, come al solito, molto fluida e scorrevole (i dialoghi di Ruju, a mio avviso, non sono mai noiosi), in questo caso anche l'intreccio è veramente interessante e coinvolgente (in generale, invece, consideravo le sue storie troppo semplici, per i miei gusti). Apprezzo molto queste "trasferte" e quindi mi è piaciuta l'ambientazione in Guatemala. Ottima la ricostruzione storica e culturale del Paese, e anche quella culinaria (vengono infatti date molte informazioni sulla cucina locale!).
Bello il nemico di Cooper, anche se, tra gli avversari, ho preferito la Negra Muerte. I componenti della banda sono dall'aspetto davvero terribile, sembrano i maya nel film "Apocalypto". Strepitosa la trama, con intrecci e sottotrame che ricordano lo stile di Boselli.
La faccio breve, la storia per tutti e tre gli albi e mezzo è appassionante e godibile, e anche il finale mi ha soddisfatto. Storia che, quindi, senza dubbio, consiglio vivamente.
Biglia era uno dei miei disegnatori preferiti di "Magico Vento" e mi rincuora trovarlo ancora così bravo su "Tex": tavole eccellenti. Incredibili l'impostazione e la realizzazione di alcune vignette in cui compaiono decine e decine di personaggi. Mozzafiato i paesaggi.
Villa realizza come al solito delle grandi copertine: quella che preferisco è quella de "La negra muerte".

Soggetto/Sceneggiatura: 9
Disegni: 9,5

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