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TWF - Tex Willer Forum

[728/729] Una colt per Manuela Montoya


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Ma scusate... se Boselli e Monni avessero stravolto personaggi strutturati e "di peso" come boh, un Montales o un El Morisco, io potrei ben capire le critiche e le condividerei. Ma cosa c'è di male se questo "stravolgimento" (per me una semplice "crescita") l'hanno fatto su un personaggio che, nella sua versione originale, era davvero una ragazzetta scialba? Penso che a Boselli e Monni possiamo - proprio per aver consegnato alla saga un personaggio molto più interessante - essere grati.

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<span style="color:red">36 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

Ma scusate... se Boselli e Monni avessero stravolto personaggi strutturati e "di peso" come boh, un Montales o un El Morisco, io potrei ben capire le critiche e le condividerei. Ma cosa c'è di male se questo "stravolgimento" (per me una semplice "crescita") l'hanno fatto su un personaggio che, nella sua versione originale, era davvero una ragazzetta scialba? Penso che a Boselli e Monni possiamo - proprio per aver consegnato alla saga un personaggio molto più interessante - essere grati.

Se consideri la vera Manuela una ragazzetta scialba è normale che ti piaccia questa storia..ma non aspettarti che tutti la pensino come te. Io di questo stravolgimento del personaggio ne facevo volentieri a meno..altro che gratitudine..

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, paco ordonez dice:

Ma scusate... se Boselli e Monni avessero stravolto personaggi strutturati e "di peso" come boh, un Montales o un El Morisco, io potrei ben capire le critiche e le condividerei. Ma cosa c'è di male se questo "stravolgimento" (per me una semplice "crescita") l'hanno fatto su un personaggio che, nella sua versione originale, era davvero una ragazzetta scialba? Penso che a Boselli e Monni possiamo - proprio per aver consegnato alla saga un personaggio molto più interessante - essere grati.

ma io sono d'accordo che questa Manuela sia più interessante,ma non l' avrei cambiata principio

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  • 2 weeks later...

Letto, con il mio solito ritardo...Probabilmente sono l'unico, assieme a Monni e Boselli, che fosse interessato ad un ritorno di Manuela Montoya, e al riannodare i fili che la precedente, irrisolta ma affascinante storia, lasciava in sospeso...

Motivo per cui, oltre al bagaglio di noia abissale di una storia che ho fatto una fatica immane a finire, ho provato anche una forte delusione per un'occasione, a mio parere, totalmente sprecata.

La romance tra il giovane Willer e la bella ranchera, non è, di fatto, una prosecuzione "coerente" di quella narrata ne "I due rivali" (gli spunti più interessati, così come i motivi di contrasto-di classe- vengono azzerati con l'escamotage della morte dei genitori di Manuela), e si rivela essere fondamentalmente una variante sbiadita di quella Dona Ramona che furoreggiava in "Nedtahe".

Per il resto, l'ho trovata particolarmente prolissa e macchinosa, ricca di situazioni forzate (la trappola con la donzella in fuga in mezzo al deserto, il piano intricatissimo di Tex, fondato sul colpo di culo che nessuno riconosca ne lui ne Carson, oltre sul fatto che loro due, appena arrivati, diventino istantaneamente i capi indiscussi della banda) quando non al limite della parodia (l'intera banda di Don Domingo sbaragliata grazie alla temibile Tequila messicana, il vicesceriffo travestito da donna, che all'avvicinarsi di Don Domingo alza la veletta e fa "Cucù").

Inoltre, vedere Kit citare, frettolosamente e per inciso, Fiore di Luna per liquidarla come donna remissiva, mi ha provocato una sgradevole sensazione.

Sui disegni di Laurenti non mi pare neppure giusto dilungarmi, perchè, semplicemente, non sembra lui...Probabilmente con dei disegni "accettabili", il giudizio complessivo sarebbe stato un po' più benevolo...stando così le cose

Voto : 0 

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  • 4 weeks later...

Storia finita pochi minuti fa e dopo le diverse polemiche lette in giro dico la mia...

ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

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Che un esordiente decida di rischiare il suo primo soggetto con il ritorno di un personaggio di una vecchia storia, dando grande risalto a Kit Willer e mettendo Tex un po' più sullo sfondo merita a prescindere tanta considerazione.

Primo perché dovendo immaginare il ritorno di un personaggio, ogni lettore può crearsi aspettative diverse, il rischio di scontentare qualcuno aumenta esponenzialmente.

Secondo, perché tra tutti i pard, forse Kit Willer è quello che nel pubblico potrebbe generare sensazioni e apprezzamenti contrastanti. Io ad esempio sono uno di quelli che preferisce storie con Tex e Carson, magari anche Tiger, ma Kit in genere lo sopporto a fatica, eppure in questa storia in due albi ho trovato il personaggio di Kit Willer non solo utile, ma azzeccato e maturo, a tal punto da poter sostituire il padre (davvero si vuole rischiare così tanto?)

Se è possibile dire che la sceneggiatura si dilunghi alcune volte in dialoghi eccessivi tra Kit e Manuela, a scapito dell'azione, è anche vero che questi dialoghi fanno anche un po' sorridere e offrono qualcosa di diverso che ci può stare.

Azzeccata la strategia finale del doppio assalto/rapimento sotto falso nome.

Il linciaggio è al limite ma non mi ha sconvolto e dormirò comunque stanotte. Avrei faticato di più a prender sonno sapendo Keel a piede libero ed impunito.

I disegni li ho trovati differenti dal solito, ma non in negativo e nemmeno in positivo. I volti un po' femminili di Kit e Carson sono inizialmente difficili da digerire ma ben ripagati da Manuela Montoya, semplicemente spettacolare.

Ho letto delle critiche anche feroci e disgustose per come espresse, e quindi non più critiche ma offese. 

A prescindere dal fatto che non ho competenze tecniche per discutere dei disegni di un maestro, se anche qualche tavola dovesse presentare dei "difetti tecnici" i motivi possono essere tanti e dovremmo sempre ricordarci che un fumetto per quanto sia un'opera d'arte va letto con occhi diversi da un romanzo o osservato con uno spirito diverso da quando si osserva un quadro di Botticelli. E non perché il fumetto valga poco, può essere arte, ma prima di tutto nasce per far viaggiare la fantasia e quindi, a mio parere, nulla di più sbagliato di fissarsi su un particolare poco riuscito.

In fondo, nei primi albi di Tex i disegni erano molto più minimalisti eppure si sognava ad occhi aperti, per cui vien da pensare che non siano i disegnatori ad essere peggiorati, ma forse che alcune persone invecchiando si siano un po' inacidite....

Storia godibile come la precedente..

Volendo dare un voto:

Soggetto: 7.5 (non è un soggetto particolarmente sorprendente, ma a mio avviso coraggioso)

Sceneggiatura: 7

Disegni: 6 (ma solo per un gusto personale, non c'è chiaramente alcun giudizio sulla qualità oggettiva e mai ci sarà nei miei commenti)

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11 hours ago, LedZepp said:

In fondo, nei primi albi di Tex i disegni erano molto più minimalisti eppure si sognava ad occhi aperti, per cui vien da pensare che non siano i disegnatori ad essere peggiorati, ma forse che alcune persone invecchiando si siano un po' inacidite....

 

Io credo invece che molte persone non arrivino a capire la differenza fra un disegno "esteticamente scarno" (o addirittura brutto) ma EFFICACE e un disegno INEFFICACE perché INCAPACE DI COMUNICARE.

 

Il paragone che vedo fare spesso (tu sei solo l'ultimo di una deprimente fila) fra i disegnatori degli anni 50 come Galep (che dovevano andare in fretta e pensare al sodo) e certi disegnatori attuali che ti fanno leziosi e dettagliatissimi quadretti (producendo magari pochissimo) e comunicando ancora meno, con tavole che non trasmettono nulla ma hanno tutte le colonnine doriche dettagliate, mi fa pensare che sia più il prosciutto che finisce sugli occhi che quello che finisce nello stomaco.

 

Un disegno esteticamente "scarno" può essere efficacissimo, e "funzionare" molto meglio di uno pieno di inutili dettaglietti da un tanto al chilo (anche se oggi, a vedere l'orror vacui che prende i lettori alla vista di un centimetro quadrato vuoto, mi fa pensare che molti valutino i disegni davvero in base alla quantità di segni. Ma questo è un altro discorso, che non hai fatto, quindi lasciamo perdere...).

 

Qualche esempio? Il tratto del Galep che doveva correre, per esempio. Ma Galep manteneva comunque una certa "eleganza", quindi vogliamo parlare di Donatelli? Che non vincerà mai nessun premio come "artista" ma che era una colonna di Zagor, e di cui nessun lettore, mai, ha mai detto "non capisco cosa succede in questa vignetta"? O per fare esempi extra-bonelli, parliamo dei Peanuts, o di Leo Ortolani (di cui una nota occupatrice di sedie in salotti televisivi disse "così so disegnare anch'io", dimostrando in un solo colpo la sua incompetenza fumettistica e la sua arroganza. Ma d'altronde ancora oggi c'è gente che sostiene che Barks fosse scarso perché non faceva i tondi delle teste di papero perfetti...)

 

Parliamo invece dei fulgidi esempi di quelli che vengono esaltati come grandi disegnatori ma che si fa fatica a leggere? Qualcuno ha letto la "graphic Novel" di Silver Surfer di Castellini, che doveva rinnovare i fasti di John Buscema? Non se la ricorda nessuno mentre Buscema è immortale, magari perché Buscema era più frettoloso e metteva meno dettagli, ma sapeva come creare tavole dinamiche, mentre Castellini in quell'albo ha fatto dettagliatissimi quadri scollegati uno dall'altro (altri fumetti li ha disegnati molto meglio, ma lì davvero per la foga di dettagliare tutto si è perso il senso del fumetto per strada). Ma anche senza arrivare ad esempi così eclatanti, temo che potrei fare i nomi di molti disegnatori attuali della Bonelli (non su Tex, almeno questo...) che vengono lodati per le tavole dettagliatissime ma chiaramente non "sanno raccontare". Ma meglio non fare nomi che non voglio offendere nessuno...

 

Ecco, il problema dei disegni di Laurenti in questa storia non è che non aderisce a canoni di bellezza neoclassica, non è che manca di dettagli sopraffini, non è che "non si percepisce la mano dell'artista" o altre cazzate pretenziose.

 

No, è che è proprio disegnato MALE. Non nel senso di "esteticamente brutto" (anche quello, ma non è il problema peggiore) quanto per il fatto che la recitazione dei personaggi è totalmente piatta e "sbagliata" (nelle tavole del bistrattato Donatelli le emozioni le capivi benissimo subito, cavolo se "interpretavano" i suoi personaggi...). I personaggi non recitano, non si muovono in maniera sensata, pare un film interpretato da attori scarsissimi che oltretutto balbettano.

 

Ecco, spero di aver spiegato qual è il problema di quei disegni. Se poi qualcuno sogna un Tex disegnato così tutti i mesi, de gustibus...

 

Io continuo a preferire il Galep degli anni 50, che non era "minimalista", era un disegnatore che doveva produrre e sapeva che la qualità e l'efficacia di un disegno non si misura "a peso" dal numero di righe sulla tavola.

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3 hours ago, Diablero said:

 

Io credo invece che molte persone non arrivino a capire la differenza fra un disegno "esteticamente scarno" (o addirittura brutto) ma EFFICACE e un disegno INEFFICACE perché INCAPACE DI COMUNICARE.

 

Il paragone che vedo fare spesso (tu sei solo l'ultimo di una deprimente fila) fra i disegnatori degli anni 50 come Galep (che dovevano andare in fretta e pensare al sodo) e certi disegnatori attuali che ti fanno leziosi e dettagliatissimi quadretti (producendo magari pochissimo) e comunicando ancora meno, con tavole che non trasmettono nulla ma hanno tutte le colonnine doriche dettagliate, mi fa pensare che sia più il prosciutto che finisce sugli occhi che quello che finisce nello stomaco.

 

Un disegno esteticamente "scarno" può essere efficacissimo, e "funzionare" molto meglio di uno pieno di inutili dettaglietti da un tanto al chilo (anche se oggi, a vedere l'orror vacui che prende i lettori alla vista di un centimetro quadrato vuoto, mi fa pensare che molti valutino i disegni davvero in base alla quantità di segni. Ma questo è un altro discorso, che non hai fatto, quindi lasciamo perdere...).

 

Qualche esempio? Il tratto del Galep che doveva correre, per esempio. Ma Galep manteneva comunque una certa "eleganza", quindi vogliamo parlare di Donatelli? Che non vincerà mai nessun premio come "artista" ma che era una colonna di Zagor, e di cui nessun lettore, mai, ha mai detto "non capisco cosa succede in questa vignetta"? O per fare esempi extra-bonelli, parliamo dei Peanuts, o di Leo Ortolani (di cui una nota occupatrice di sedie in salotti televisivi disse "così so disegnare anch'io", dimostrando in un solo colpo la sua incompetenza fumettistica e la sua arroganza. Ma d'altronde ancora oggi c'è gente che sostiene che Barks fosse scarso perché non faceva i tondi delle teste di papero perfetti...)

 

Parliamo invece dei fulgidi esempi di quelli che vengono esaltati come grandi disegnatori ma che si fa fatica a leggere? Qualcuno ha letto la "graphic Novel" di Silver Surfer di Castellini, che doveva rinnovare i fasti di John Buscema? Non se la ricorda nessuno mentre Buscema è immortale, magari perché Buscema era più frettoloso e metteva meno dettagli, ma sapeva come creare tavole dinamiche, mentre Castellini in quell'albo ha fatto dettagliatissimi quadri scollegati uno dall'altro (altri fumetti li ha disegnati molto meglio, ma lì davvero per la foga di dettagliare tutto si è perso il senso del fumetto per strada). Ma anche senza arrivare ad esempi così eclatanti, temo che potrei fare i nomi di molti disegnatori attuali della Bonelli (non su Tex, almeno questo...) che vengono lodati per le tavole dettagliatissime ma chiaramente non "sanno raccontare". Ma meglio non fare nomi che non voglio offendere nessuno...

 

Ecco, il problema dei disegni di Laurenti in questa storia non è che non aderisce a canoni di bellezza neoclassica, non è che manca di dettagli sopraffini, non è che "non si percepisce la mano dell'artista" o altre cazzate pretenziose.

 

No, è che è proprio disegnato MALE. Non nel senso di "esteticamente brutto" (anche quello, ma non è il problema peggiore) quanto per il fatto che la recitazione dei personaggi è totalmente piatta e "sbagliata" (nelle tavole del bistrattato Donatelli le emozioni le capivi benissimo subito, cavolo se "interpretavano" i suoi personaggi...). I personaggi non recitano, non si muovono in maniera sensata, pare un film interpretato da attori scarsissimi che oltretutto balbettano.

 

Ecco, spero di aver spiegato qual è il problema di quei disegni. Se poi qualcuno sogna un Tex disegnato così tutti i mesi, de gustibus...

 

Io continuo a preferire il Galep degli anni 50, che non era "minimalista", era un disegnatore che doveva produrre e sapeva che la qualità e l'efficacia di un disegno non si misura "a peso" dal numero di righe sulla tavola.

Caro Diablero, se ti riferisci a me, dove hai letto che sogno questo Tex disegnato in questo modo ogni mese? 

Da cosa deduci che io abbia trovato questi disegni di mio gusto? 

Ho concordato con molti dei difetti riscontrati da altri lettori, sui visi dei pard, fino all'approssimazione di alcune tavole.

Ma ho fatto un distinguo tra la critica garbata e rispettosa e l'insulto e alla fine ho dato un 6 ai disegni (voto per me basso rispetto al resto) affermando appunto che non soddisfano i miei gusti. 

Se la trovi una critica positiva verso Laurenti, contento tu, contenti tutti...

Trovo però fuori luogo il riferirsi ad una opinione espressa in modo garbato definendola deprimente, lo trovo ben diverso dal dire che qualcuno si è inacidito facendo però riferimento solo a coloro che hanno usato toni offensivi verso un disegnatore.

 

 

Comunque, Galep è il mio disegnatore preferito di gran lunga.

Minimalista non è un'offesa nella lingua italiana, spesso tale termine si usa per evidenziare la qualità di qualcuno di avere stile e gusto senza eccedere in fronzoli e addobbi inutili.

Galep era questo, specialmente all'inizio, si viaggiava con la sua matita, e ai lettori, forse ancora ingenui e capaci di sognare quel tratto, non sempre perfetto, era comunque perfetto, perché rappresentava una scena, rendeva al meglio un contesto, coinvolgeva il lettore etc.,

Ma se nel tuo vocabolario minimalista significa raffazzonato, deficiario, incompleto etc., non posso farci nulla.

Non ho paragonato Laurenti e Galep tra l'altro ma appunto il modo in cui lettori tendono a leggerli con occhi diversi.

Con Galep non si stava a guardare alle proporzioni millimetriche e a fare i pignoli su tutto, con i disegnatori di oggi invece siamo diventati tutti esperti d'arte. 

La capacità di coinvolgere è poi soggettiva per cui tu puoi parlare per tutti ma non per tutti.

Anche a me Galep coinvolge di più ma sono riuscito a godermi questa storia senza dover dire peste e corna di Laurenti in modo offensivo. 

Poi certamente, tu avrai competenze tecniche che non ho o esigenze differenti che rispetto, ma la mia era un'opinione sacrosanta non l'ultima di una serie di deprimenti. Anche perché come scritto, non hai nemmeno compreso il senso di minimalista e ciò che volevo dire.

Comunque, grazie della risposta, in realtà per molti aspetti condivido.

Io non sono certo un fan del disegno pieno di mille dettagli, preferisco tavole pulite e il disegnatore non deve disegnare per apparire e basta con la sua bravura

ps: ho fatto dei refusi ma non so come modificare, mi scuso se il mio messaggio a tratti risulta arzigogolato...Spero si capisca. Buona giornata

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  • 4 weeks later...

Ho letto i due albi in questione nei scorsi giorni, dovendo smaltire un po' di "arretrati" :)
Che dire... Ho letto di meglio.
Per cominciare non sono molto propenso ai "ritorni" di personaggi del lontano passato perchè spesso ho la sensazione che la storia regga più sulla nostalgia che non sulle sue gambe. Qui la mia sensazione ha trovato conferma, a mio parere.

Seguiamo quasi due sottotrame distinte: le scaramucce amorose\passionali di Kit e Manuela e l'intricatissimo piano di Tex e Carson infiltrati nella banda.
Nella prima ho trovato indisponente Manuela stessa, che in una pagina ci viene presentata come una giovane donna ardita, coraggiosa e spavalda, mentre nella pagina dopo improvvisamente si getta tra le braccia del ricomparso Kit al grido di "Oh Kit, ho avuto tanta paura!" come la più classica delle damigelle in pericolo.
E' perchè fa la dura ma sotto sotto è una tenera? E' perchè vedere Kit l'ha improvvisamente ammansita? La sua mai sopita passione le annebbia la mente?

Io non me lo spiego e sinceramente ho trovato il personaggio diviso fra due anime non ben definite e pure un tantinello opportunista (prima dice a Kit che sono solo buoni amici e due ore dopo tenta evidentemente di sedurlo a cena... salvo poi indignarsi quando lui mangia la foglia)

Insomma questa love story che di love ha poco non mi convince.

Tex e Carson nel frattempo sono infiltrati nella banda di malviventi più disinformata del west ma questa sottotrama,  al netto di svariate situazioni improbabili, scorre via più liberamente.
Ho apprezzato il biondo Keel (l'unico bandito con un grammo di cervello nel gruppo) e il giovane fuorilegge che una volta ogni tanto non si redime. Splendida la vignetta con cui Carson lo liquida.

Sui disegni vedo che negli scorsi mesi\giorni è già stato detto molto: alcuni volti maschili sono resi molto male ma in generale ho trovato la veste grafica altalenante... nè sempre buona nè sempre pessima, quasi intervenissero mani diverse.

I my 2 cents su questa storia :D

 

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