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TWF - Tex Willer Forum

[729 BIS] Agente indiano


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Storia molto classica: la pietanza principale è l'agente farabutto che, spalleggiato dal militare, vuole sfruttare gli indiani.

C'è però anche molto contorno con Tiger e il Kit giovincello gestiti molto bene.

I nemici sono ben caratterizzati (per esempio l'albino di poche parole).

Stavolta i banditi conoscono Tex di fama, ma non possono battere i pards in astuzia.

Bella l'idea di citare Elbert come il nuovo comandante del forte, con il quale le cose poi andranno come sappiamo.

C'é la giusta dose di ironia: quando Tex chiede all'agente indiano se crede nella resurrezione (le vacche rubate e fatte passare per morte), e i suoi avversari che sono inciampati nei suoi pugni. Qui forse sarebbe stato il massimo la faccia da guascone che Seijas riesce a dare a Tex.

Dotti non é tra i miei preferiti (e qui sicuramente vado contro corrente) perché a mio avviso disegna a volte i pards un po' troppo "ingrugniti", comunque ha fatto anche lui come sempre un buon lavoro con diverse tavole ricche di particolari.

Quindi nulla di epocale perché sono tutte situazioni già viste, ma la vicenda è raccontata bene e con un solo albo a disposizione difficilmente si può fare meglio.

Dopo l'inciampo della storia precedente, questa la promuovo e per me vale un 7 pieno.

 

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15 ore fa, Diablero dice:

Oggi per entrare a West Point bisogna avere minimo 17 anni, qualcuno sa qual'era l'età minima all'epoca? (ho cercato brevemente nel web ma non ho trovato nulla).

Doveva essere intorno ai 16/17 anni in età di pace...in età di guerra poteva scendere a 14 anni.i cadetti spesso erano ammessi nelle scuole di guerra grazie all'interessamento di un politico o di una personalità in vista della società...o grazie al nome della famiglia di origine.ci sono stati sottotenenti dell'esercito confederato che avevano nel 1865 a guerra finita 14/15 anni...

D altra parte l età media di un colonnello era di 25 anni nel 1863...il ricambio dovuto alle perdite in guerra di ufficiali era molto alto

Il Sud ha sempre beneficiato del maggior numero nei cadetti avviati alle scuole di guerra,la Virginia da sola faceva la parte del leone... 

 

Edited by Barbanera
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15 ore fa, Piombo Caldo dice:

Ma quanti anni sono passati tra questa storia e Sangue navajo?

bisognerebbe vedere quanti ne sono passati,nel fumetto,dal n.16 al n.50

 

comunque,per me,si poteva ovviare tutto facendo in modo che Freccia Rossa fosse ancora vivo,la storia per me funzionava lo stesso

Così kit aveva l'età giusta rappresentata graficamente e anche come date eravamo più a posto ( perchè,se adesso kit avesse veramente 24 anni,Tex ne avrebbe più di 50) 

 

 

Comunque concordo che è un peccato,perchè la storia è veramente bella e anche molto divertente( mi ha fatto sbellicare il dialogo sulle vacche morte e quello fatto al comandante del forte sui tipi inciampati,oltre la didascalia " svariati cazzotti dopo") :lol::lol:

 

Resto perplesso sullo sciamano: perchè mettere Nuvola Rossa,se prima ce n' era un altro? 

Edited by Grande Tex
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2 ore fa, Grande Tex dice:

bisognerebbe vedere quanti ne sono passati,nel fumetto,dal n.16 al n.50

 

comunque,per me,si poteva ovviare tutto facendo in modo che Freccia Rossa fosse ancora vivo,la storia per me funzionava lo stesso

Così kit aveva l'età giusta rappresentata graficamente e anche come date eravamo più a posto ( perchè,se adesso kit avesse veramente 24 anni,Tex ne avrebbe più di 50) 

Tex ha 45 anni nel momento in cui si svolge la storia (quindi ne aveva 35 quando è diventato agente indiano). È pertanto plausibile che Kit ne abbia 24.

Edited by Jim Brandon
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Non quadra più di tanto.

Se Kit avesse 24 anni, le storie al presente sarebbero ambientate nel 1890, visto che è nato nel1866- 7  e Tex, che è del 38 ne avrebbe 52.🤔🙋‍♂️

 

 

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17 minuti fa, Piombo Caldo dice:

Non quadra più di tanto.

Se Kit avesse 24 anni, le storie al presente sarebbero ambientate nel 1890, visto che è nato nel1866- 7  e Tex, che è del 38 ne avrebbe 52.🤔🙋‍♂️

 

 

Tex nel 1883 (Boselli fa capire che siamo in questo anno, quando il bandito dice che è giovedi 27 settembre) ha 45 anni.  Kit per avere 24 anni dovrebbe quindi essere nato nel 1859. Confesso però di non conoscere la cronologia texiana su questo aspetto.

Edited by Jim Brandon
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Nel 59, Tex non conosceva  ancora Lilhit.🤔🙋‍♂️

Non ditemi niente,  ho qualche problema con le virgole,.😊🤸‍♂️🙋‍♂️

, e forse non solo.

Su internet, il 7 settembre 1883, a mè  lo da di venerdì.

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<span style="color:red">22 minuti fa</span>, Piombo Caldo dice:

Nel 59, Tex non conosceva  ancora Lilhit.🤔🙋‍♂️

Non ditemi niente,  ho qualche problema con le virgole,.😊🤸‍♂️🙋‍♂️

, e forse non solo.

Su internet, il 7 settembre 1883, a mè  lo da di venerdì.

Il 7 sì, ma il bandito dice 27 settembre.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Jim Brandon dice:

Il 7 sì, ma il bandito dice 27 settembre.

Si vede che oltre alle  virgole, ha qualche problema anche con i numeri. :old:;)

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Un bis figlio della serie "tex willer"

una storia ben raccontata e ben disegnata

la serie "Tex" patisce forse di troppe uscite e non mantiene sempre

le alte aspettative cosa che riesce invece all'altra giovane

d'altronde Boselli non è sovrumano come i giapponesi quindi va bene

tra l'altro io sono fan sfegatato anche del suo Dampyr

voto

storia 7,5

disegni 8,5

ambientazione 7

copertina 6 (riga gialla orribile)

prezzo 6

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, waco dolan dice:

Un bis figlio della serie "tex willer"

una storia ben raccontata e ben disegnata

la serie "Tex" patisce forse di troppe uscite e non mantiene sempre

le alte aspettative cosa che riesce invece all'altra giovane

d'altronde Boselli non è sovrumano come i giapponesi quindi va bene

tra l'altro io sono fan sfegatato anche del suo Dampyr

voto

storia 7,5

disegni 8,5

ambientazione 7

copertina 6 (riga gialla orribile)

prezzo 6

Il voto al prezzo è notevole.

Ma si, concordo, stiamo andando su prezzi quasi fuori dal normale.

Poi si acquista lo stesso, e si capisce che per un prodotto di qualità è giusto pagare, ma si sta un pò tirando la corda.

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Spoiler

Una premessa: nel recente passato si è discusso qui sul forum in merito alla presenza dei lettori “dinosauri”, insofferenti alle novità editoriali della saga; il sottoscritto può essere annoverato in questa categoria, se le iniziative sono rappresentate da trovate un po’ fini a sé stesse come le figurine o le medagliette, ma di certo, al cospetto di albi speciali come questo o ristampe particolari, non ha nulla da eccepire, anzi! Mi sembra di capire che l’iniziativa del "bis" sia un unicum per i festeggiamenti degli ottant’anni della casa editrice, ma visto il risultato, mi viene da dire peccato! In effetti l’albo fuori serie che stringo in mano, dopo averlo gustato con calma, rappresenta a mio avviso la storia migliore finora pubblicata quest’anno sulla regolare. Chi temeva che la storia fosse riciclata per via della presunta bassa qualità(poi chissà perché mi chiedo), è stato smentito alla grande, anzi, chissà se, seguendo il noto detto “l’appetito vien mangiando” la redazione non decida di rendere l’albo estivo una nuova tradizione, una sorta di “tredicesima” per noi lettori. Personalmente trovo molto più adatto un albo bis che un color autunnale fatto di storie brevi, ma ovviamente è un’opinione soggettiva e come sempre, simili opinioni vanno prese per quelle che sono. Ma torniamo alla storia: Boselli ci propone una bella trama dal sapore classico, muovendosi nettamente nei solchi bonelliani della saga. Non nego che episodi originali siano necessari per garantire una buona varietà atta a non stancare i fans, ma leggere episodi classici  è sempre un “felice ritorno a casa”. L’impostazione della sceneggiatura è la tipica di Borden, ben collaudata e sempre molto efficace, con un prologo ambientato nel presente a cui segue un racconto del passato in flashback, stavolta dedicato ai tempi in cui il nostro eroe venne nominato agente indiano della riserva. La sessione ambienta ai “giorni d’oggi” è breve ma sceneggiata magistralmente. In poche pagine l’autore sciorina una sequenza serrata, con i giusti tempi e qualche buona trovata per stupire il lettore, in poche parole un vero manuale da studiare per chi vuole imparare i segreti del comporre una buona sceneggiatura. Come poi Mauro riesca, con poche vignette, a caratterizzare i suoi personaggi è un mistero dovuto all’innato talento. Permettetemi il paragone ardito: Manzoni, con pochi tocchi di penna dipingeva perfettamente anche i personaggi secondari, in par modo anche Boselli riesce con poche sequenze a far conoscere ai lettori le caratteristiche delle sue creature letterarie; da vedere in proposito come già in poche pagine comprendiamo che l’albino sia un elemento particolare e pericoloso, così come è evidente che Cad, sebbene imbracatosi con i banditi, sia di una pasta diversa. Ottima la performance di Tiger, sempre al top con la gestione boselliana e particolare il rimprovero bonario di Carson al pard dopo la bruciatura della lampada. Chiuso lo scoppiettante prologo, ci immergiamo nel passato e comincia “l’episodio nell’episodio”, che mantiene sempre una piacevole scorrevolezza ed è contraddistinto dai classici capisaldi della serie, ovvero funzionari corrotti, militari arroganti e collusi e l’inossidabile Tex sempre il solito baluardo in difesa del popolo indiano. Unico neo per un carsoniano della mia risma, il fatto che nel flashback il vecchio cammello rimanga “in panchina” ma è una piccolezza perdonabile, dai :D. Scherzi a parte, l’episodio mantiene buon ritmo e si legge con estremo piacere. Nei commenti degli utenti che mi hanno proceduto, sono state evidenziate eventuali piccole incongruenze tempistiche, ma trovo siano veniali. D’altronde visto che Bonelli senior se n’era sempre infischiato di mantenere una plausibilità cronologica alle sue vulcaniche storie (di fatto spesso abbiamo assistito a svarioni come due guerre di secessione, macchine e telefoni nel far west, date improbabili nelle didascalie da dover correggere nelle ristampe) per chi come Borden deve garantire un minimo di sequenza logica, diviene un rompicapo incredibile barcamenarsi tra le date, anzi finora se la sta cavando alla grande e se a volte necessita forzare qualche passaggio per aggiornare alcune eventi alla sua cronologia personale, dovremmo concederglielo senza eccessive critiche. Interessante pure il ritratto fornito di Lorenzo Hubbel, il tipico galantuomo non certo eroe, ma che nel momento clou trova la giusta dose di coraggio pur di salvare un suo simile. Brillante. Come trovo pure bello il dialogo fra lui e Tex, con quest’ultimo che gli rimprovera bonariamente di dargli ancora del “lei” dopo un decennio di conoscenza. Chiudo con una rapida opinione in merito al comparto grafico. Che dire di Dotti, una vera manna per un curatore. Un disegnatore dotato di tecnica e talento, dal segno personale, molto rapido e affidabile. La storia in questione è l’ulteriore conferma di un artista sempre più a suo agio con le tematiche western, ottimo nel bilanciamento dei neri, buone anatomie e vignette dinamiche sebbene ricche di dettagli. L’espressione dei pards è alquanto atipica ma non per questo meno apprezzabile. Adoro pure i suoi chioroscuri e mi chiedo come vengano realizzati. Non credo con pennarelli caricati a china come Brindisi su Dyd, suppongo che usi il pennello quasi asciutto ma riguardando alcune vignette mi rimane il dubbio, magari Mauro che lo conosce e ammira le sue tavole originali, può darmi una risposta in merito. Il mio voto finale è 8

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31 minutes ago, Condor senza meta said:

Mi sembra di capire che l’iniziativa del "bis" sia un unicum per i festeggiamenti degli ottant’anni della casa editrice, ma visto il risultato, mi viene da dire peccato!

 

Sì, perchè Boselli e Dotti possono anche fare ALTRE 300, 400, 500 pagine, che ci vuole! Sono fumetti, si fanno anche 400.000 pagine all'anno, è come bere un bicchier d'acqua, mica è un lavoro!

 

......  :rolleyes: -------

 

Ma è proprio così difficile da capire, il fatto che l'attuale drastico calo sulla serie regolare è una conseguenza OVVIA E INEVITABILE della sovrapproduzione, e che non è che basta fare numeri "speciali" a raffica per avere belle storie?

 

E che avere un albo "bis" come questo, vuol dire avere 110 pagine in meno di Dotti e Boselli sulla serie regolare, e quindi essere costretti a sostituirli con il primo che passa? Con qualcuno a cui altrimenti non avrebbero mai fatto fare Tex?

 

(per l'esattezza, per fare questo bis Dotti ha dovuto interrompere il Texone, non è che si inventa 110 pagine dall'oggi al domani, non sono pagine extra, lui fa sempre lo stesso numero di pagine, finiscono nel bis invece di finire sulla regolare o sul Texone. E il risultato è che sulla serie regolare ci vanno Zamberletti e Burattini, disegnati magari da Cossu, Torti o Candita)

 

Se si vuole che la qualità della serie regolare smetta di precipitare, l'unica è diminuire questo numero abnorme di speciali e collaterali che la vampirizzano togliendogli il sangue.

 

Se invece si preferisce per qualche motivo avere tanti speciali autoconclusivi e una serie regolare illeggibile, basta dirlo...

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<span style="color:red">19 minuti fa</span>, Diablero dice:

 

Sì, perchè Boselli e Dotti possono anche fare ALTRE 300, 400, 500 pagine, che ci vuole! Sono fumetti, si fanno anche 400.000 pagine all'anno, è come bere un bicchier d'acqua, mica è un lavoro!

 

......  :rolleyes: -------

 

Ma è proprio così difficile da capire, il fatto che l'attuale drastico calo sulla serie regolare è una conseguenza OVVIA E INEVITABILE della sovrapproduzione, e che non è che basta fare numeri "speciali" a raffica per avere belle storie?

 

E che avere un albo "bis" come questo, vuol dire avere 110 pagine in meno di Dotti e Boselli sulla serie regolare, e quindi essere costretti a sostituirli con il primo che passa? Con qualcuno a cui altrimenti non avrebbero mai fatto fare Tex?

 

(per l'esattezza, per fare questo bis Dotti ha dovuto interrompere il Texone, non è che si inventa 110 pagine dall'oggi al domani, non sono pagine extra, lui fa sempre lo stesso numero di pagine, finiscono nel bis invece di finire sulla regolare o sul Texone. E il risultato è che sulla serie regolare ci vanno Zamberletti e Burattini, disegnati magari da Cossu, Torti o Candita)

 

Se si vuole che la qualità della serie regolare smetta di precipitare, l'unica è diminuire questo numero abnorme di speciali e collaterali che la vampirizzano togliendogli il sangue.

 

Se invece si preferisce per qualche motivo avere tanti speciali autoconclusivi e una serie regolare illeggibile, basta dirlo...

Purtroppo Diablero ha ragione. 

La cosa balza agli occhi. Se poi si è  contenti  cosi... 

 

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Per me di disegnatori ottimi per Tex ce ne sono tanti, sono gli autori dei testi che non si vedono all'orizzonte.🙋‍♂️

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, Diablero dice:

 

Sì, perchè Boselli e Dotti possono anche fare ALTRE 300, 400, 500 pagine, che ci vuole! Sono fumetti, si fanno anche 400.000 pagine all'anno, è come bere un bicchier d'acqua, mica è un lavoro!

 

......  :rolleyes: -------

 

Ma è proprio così difficile da capire, il fatto che l'attuale drastico calo sulla serie regolare è una conseguenza OVVIA E INEVITABILE della sovrapproduzione, e che non è che basta fare numeri "speciali" a raffica per avere belle storie?

Se fossi un tizio suscettibile, potrei risentirmi un po' di questa risposta che mal cela l'intento di mettere in dubbio le mie capacità cognitive, su un punto poi che ho sempre condiviso in passato, ma non lo sono e ci passo sopra, a maggior ragione del fatto che reputo che tu sia un utente preparato e interessante, ma credimi, il confine fra l'arroganza ed essere il primo della classe a volte diviene molto labile.

 

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Diablero dice:

Se si vuole che la qualità della serie regolare smetta di precipitare, l'unica è diminuire questo numero abnorme di speciali e collaterali che la vampirizzano togliendogli il sangue.

Ecco un punto su cui mi trovi d'accordo, ma è anche vero che noi ragioniamo da lettori, gli addetti ai lavori devono considerare altri aspetti che esulano da quello squisitamente tecnico. Ormai è ovvio che la Bonelli senza le vendite di Tex, se la vedrebbe brutta, di conseguenza è utopia pensare che fin quando i numeri lo permettono, la redazione decida di tagliare gli extra per far contenti utenti come noi. E' come se un club di calcio decidesse di non giocare la champions solo perchè la numerosa mole di partite stagionali influisce sulla qualità del gioco espresso e i soldini dove li mettiamo? Considerando questo elemento, venale quanto vogliamo ma fondamentale in un azienda, noi lettori di lungo corso ci dovremo abituare all'andazzo e in tal ottica nel mio commento, esprimevo la personale opinione che preferirei alla lunga un bis annuale estivo, nel formato tradizionale e in bianco e nero, rispetto a uscite come il color brevi autunnale o il maxi con due storie complete. Preferenza soggettiva e opinabile ma non vedo perchè non dovrei esporla.

 

<span style="color:red">10 ore fa</span>, Diablero dice:

Sì, perchè Boselli e Dotti possono anche fare ALTRE 300, 400, 500 pagine, che ci vuole! Sono fumetti, si fanno anche 400.000 pagine all'anno, è come bere un bicchier d'acqua, mica è un lavoro!

 

Giusto, ma permettimi di dire che l'ironia che traspare dalla tua frase è superflua nei confronti di un utente come me che ha sempre riconosciuto e rispettato gli autori e l'immensa mole di lavoro che sta dietro l'universo delle nuvole parlanti. Non potrei fare altrimenti, visto che, anche se non professionalmente, so bene quanto fatica si faccia a scrivere e disegnare. Detto questo, qua la mano hombre e senza rancore, il prossimo giro al banco lo offro io! :D

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Cosa rischia la SBE aumentando gli speciali di Tex a discapito della qualità, tutta da dimostrare, delle storie della regolare e di eventuali ritardi nella pubblicazione di altri albi (leggasi Texone di Dotti) per i quali viene comunque garantita la continuità della periodicità?

Un calo delle vendite dovuto all'abbandono di vecchi lettori fedeli?

Ma andiamo.

Oggi i lettori di Tex, fedelissimi e/o collezionisti, continueranno, magari lamentandosi, ad acquistare comunque il loro fumetto preferito.

Forse qualcuno salterà qualche numero per poi probabilmente riprendere l'accquisto.

Alla SBE non ci sono incoscienti cui i profitti non interessano e scommetto che si fanno in quattro per far coincidere i loro interessi con i nostri, cercando di far quadrare il cerchio per aumentare la qualità senza diminuire i profitti.

Il giovane Tex Willer del Bos ne è un esempio.

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<span style="color:red">13 ore fa</span>, Diablero dice:

 

 

Ma è proprio così difficile da capire, il fatto che l'attuale drastico calo sulla serie regolare è una conseguenza OVVIA E INEVITABILE della sovrapproduzione, e che non è che basta fare numeri "speciali" a raffica per avere belle storie?

 

E che avere un albo "bis" come questo, vuol dire avere 110 pagine in meno di Dotti e Boselli sulla serie regolare, e quindi essere costretti a sostituirli con il primo che passa? Con qualcuno a cui altrimenti non avrebbero mai fatto fare Tex?

Sono d'accordo sul ragionamento complessivo e quindi all'invito a moderare facili entusiasmi richiedendo ulteriori storie da autori già oberati di duro lavoro e dall'altra ad evitare una proliferazione di albi che rischiano poi di avere come ricaduta complessiva delle avventure con un livello qualitativo debole.

Mi sembra però eccessivo (se non offensivo) pensare che anche i disegnatori/sceneggiatori da te citati (che anche a me piacciono decisamente meno) siano equiparabili al "primo che passa" per strada!

Ritrovare un maggiore equilibrio nelle pubblicazioni di Tex e anche ridurne in parte il numero sarebbe a mio avviso preferibile, salvaguardando un valore più elevato della serie principale rispetto ad alcune cadute recenti (quella di Tex Willer, fortunatamente, è nata con un taglio e con criteri che fanno sperare che si continui su questa ottima strada). Ma mi affido al buon senso e alla competenza anzitutto del curatore e alla professionalità di coloro che verranno scelti per svolgere il difficilissimo compito di far proseguire le avventure di Tex...

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Se fossi un tizio suscettibile, potrei risentirmi un po' di questa risposta che mal cela l'intento di mettere in dubbio le mie capacità cognitive, su un punto poi che ho sempre condiviso in passato, ma non lo sono e ci passo sopra, a maggior ragione del fatto che reputo che tu sia un utente preparato e interessante, ma credimi, il confine fra l'arroganza ed essere il primo della classe a volte diviene molto labile.

 

Ecco un punto su cui mi trovi d'accordo, ma è anche vero che noi ragioniamo da lettori, gli addetti ai lavori devono considerare altri aspetti che esulano da quello squisitamente tecnico. Ormai è ovvio che la Bonelli senza le vendite di Tex, se la vedrebbe brutta, di conseguenza è utopia pensare che fin quando i numeri lo permettono, la redazione decida di tagliare gli extra per far contenti utenti come noi. E' come se un club di calcio decidesse di non giocare la champions solo perchè la numerosa mole di partite stagionali influisce sulla qualità del gioco espresso e i soldini dove li mettiamo? Considerando questo elemento, venale quanto vogliamo ma fondamentale in un azienda, noi lettori di lungo corso ci dovremo abituare all'andazzo e in tal ottica nel mio commento, esprimevo la personale opinione che preferirei alla lunga un bis annuale estivo, nel formato tradizionale e in bianco e nero, rispetto a uscite come il color brevi autunnale o il maxi con due storie complete. Preferenza soggettiva e opinabile ma non vedo perchè non dovrei esporla.

 

Giusto, ma permettimi di dire che l'ironia che traspare dalla tua frase è superflua nei confronti di un utente come me che ha sempre riconosciuto e rispettato gli autori e l'immensa mole di lavoro che sta dietro l'universo delle nuvole parlanti. Non potrei fare altrimenti, visto che, anche se non professionalmente, so bene quanto fatica si faccia a scrivere e disegnare. Detto questo, qua la mano hombre e senza rancore, il prossimo giro al banco lo offro io! :D

Vedi Condor, Diablero e' così, prendere o lasciare. Prendiamo perché molte cose che scrive sono giuste, come le tue sempre ottime recensioni. 

A proposito finalmente una storia da 8 pieno. Come spesso accade sono in perfetta sintonia con te. ;)

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La storia è piaciuta molto anche a me

Tolte le incongruenze che ho già spiegato prima

Per rispondere a Carlo Monni,Il figlio di Tex Kit ha dai 4 ai 6 anni nel numero 10,quando centra il cappello di Carson

Adesso mi sfugge il numero che dice che Tex voglia dedicarsi alla educazione del figlio,insegnandogli a usare le colt ma lì il giovane Kit ha almeno dai 12 ai 14 anni

Ripeto sono piccole incongruenze ma che stavolta non mi sento di dare colpa a Boselli

La storia di come Tex è diventato agente indiano della riserva Navajo doveva essere narrata

U ultima menzione per i disegni di maurizio Dotti,davvero belli

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Disegni sempre molto ben rappresentati dal magico Dotti. Forse è azzardato dire che sia la miglior storia di quest'anno per la serie regolare, ma io la trovo essenzialmente classica, ma non da far gridare al capolavoro. Diciamo che è una boccata d'aria fresca per la serie regolare(anche se è un bis), però mi aspetto grandi cose nel futuro prossimo perché, fondamentalmente, la strada intrapresa è quella giusta. Purtroppo non ho ricevuto la sensazione di stare leggendo chissà che cosa, perché sono situazioni viste e riviste. E' stato comunque giusto narrare un pezzo di storia Texiana ancora ignoto a noi lettori, per cui un plauso va al curatore/sceneggiatore. Molto ben rappresentati i caratteri dei pards ed i comprimari, ma la storia in sè non riesce a farmi gridare al miracolo. Carina l'idea di dare inizio al flashback tramite un racconto preceduto da una scena vissuta al presente ed in un luogo diverso rispetto al solito accampamento indiano o ad un bivacco.

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11 hours ago, Letizia said:

Cosa rischia la SBE aumentando gli speciali di Tex

 

Che il calo progressivo dei lettori di Tex diventi una slavina, così come è già successo praticamente sempre nella storia del fumetto ogni volta che c'è stato uno sfruttamento così intensivo di un personaggio (tradurre con "spremimento lettori")

 

Non parlo solo della Bonelli. Ribadisco. SEMPRE. OGNI VOLTA. OVUNQUE (e lo sanno benissimo gli editori, semplicemente preferiscono i guadagni a breve termine rispetto alla durata delle serie). La Bonelli attuale guarda soprattutto alle cose fatte dalla Marvel americana trent'anni fa, ma proprio all'epoca il Punitore divenne uno straordinario successo. Così fecero una serie collaterale (war journal), e poi un'altra, e poi graphic novels, collaterali, prestige one-shot, crossover, etc...    cinque anni dopo il crollo di vendite era così marcato che TUTTO del punitore chiuse, compresa la serie regolare (che tornò solo anni dopo con Ennis a tentare un rilancio). Che gli importava? Avevano incassato e l'avrebbero rifatto in seguito spremendo come limoni altri personaggi.

 

Ma può permetterselo una casa editrice che evidentemente NON È PIÙ IN GRADO di creare nuovi personaggi sfruttabili?

 

11 hours ago, Letizia said:

Un calo delle vendite dovuto all'abbandono di vecchi lettori fedeli?

Ma andiamo.

 

Letizia, scusa, ma questa fa ridere...

 

Sono QUARANT'ANNI che Tex perde progressivamente lettori. In certi periodi meno, in altri di più. Ma trent'anni fa erano più del doppio di quelli attuali. Dici che sono tutti morti di vecchiaia? Che metà dei lettori di Tex trent'anni fa aveva più di 60 anni?

 

E in una serie che da quarant'anni perde lettori, e che in base agli ultimi dati "ufficiali" noti stava perdendo circa 5000 lettori all'anno, tu dici "ma andiamo" all'idea che ci sia un calo dei lettori?

 

Mi sembra:

"ma lo sai che la terra gira attorno al sole?"

"Ma andiamo, non dire cazzate, il sole gira attorno alla terra, che è piatta, lo sanno tutti!"

 

11 hours ago, Letizia said:

Oggi i lettori di Tex, fedelissimi e/o collezionisti, continueranno, magari lamentandosi, ad acquistare comunque il loro fumetto preferito.

Forse qualcuno salterà qualche numero per poi probabilmente riprendere l'accquisto.

 

Sì, e poi la marmotta incarta la cioccolata...   :rolleyes:

 

11 hours ago, Letizia said:

Alla SBE non ci sono incoscienti cui i profitti non interessano e scommetto che si fanno in quattro per far coincidere i loro interessi con i nostri, cercando di far quadrare il cerchio per aumentare la qualità senza diminuire i profitti.

 

Ah ah ah ah ah ah! :laughing::laughing::laughing:

 

Sì, lo vedo proprio come il loro MASSIMO interesse sia "aumentare la qualità" (certo, "senza diminuire i profitti") :laughing:

 

Deve essere per questo che hanno TRIPLICATO (contale!) le uscite di Tex in circa 10 anni, portando al ritorno di Nizzi, e a certe cose pubblicate recentemente che credo tutti ricordiamo... per "aumentare la qualità!" :laughing:

 

La marmotta che incarta la cioccolata era più credibile!

 

La faccenda è molto più semplice: se pubblicano un fumetto nuovo, oggi che hanno fatto CROLLARE la fiducia dei lettori, bene che vada vendono 25.000 copie, e vista la capacità di "vendere" degli autori attuali, i numeri successivi vendono anche meno e dopo pochi numeri vanno in perdita e ci rimettono.

 

Se quegli stessi identici autori incapaci di vendere i loro prodotti li metti a fare uno speciale di Tex, solo con gli acquirenti completisti puoi vendere stabilmente più del doppio. La qualità della storia e dei disegni ovviamente saranno le stesse della serie che avrebbero fatto, che non avrebbe venduto nulla.

 

E questo spiega il CAMBIAMENTO EPOCALE della politica della casa editrice che è avvenuto negli ultimi anni. In precedenza, per i suoi decenni di storia, la casa editrice non ha mai "spremuto" le collane di punta tipo Tex e Zagor moltiplicandone le uscite (nei suoi primi decenni di vita ai 12 numeri annuali della serie regolare di Tex si sono aggiunti solo il texone annuale, dopo 40 anni, e che veniva di solito fatto disegnare ad altri disegnatori senza allontanare quelli della serie regolare, e il Maxi e l'almanacco annuali dopo cinquanrt'anni), mentre invece ha continuato a proporre nuove serie e nuovi personaggi, con alterna fortuna. Questo perchè Sergio Bonelli, pur volendo guadagnarci come chiunque al suo posto, guardava ai tempi lunghi, al mantenere la casa editrice nei decenni. E se vuoi durare nei decenni, hai bisogno di personaggi nuovi mentre mantieni quelli vecchi senza affossarli.

 

Negli ultimi dieci anni invece le testate di punta (Tex, Zagor, Dylan Dog) hanno moltiplicato le uscite (Tex è passato da 12 a 35 uscite annuali), e le nuove serie diminuiscono. Per me questo denuncia chiaramente un cambio strategico: dal "vogliamo durare nei decenni" siamo passati al "prendi i soldi subito, e poi vedremo" (non so se lo sai, ma già ai tempi di Sergio Bonelli, avrebbe potuto chiudere la casa editrice quando voleva, aveva già tante entrate da altre attività che non ne aveva certo bisogno per sopravvivere. Immagino che anche il figlio sia nella stessa situazione, la casa editrice si tiene finchè rende poi si chiude o si vende...)

 

Ora, se ritieni che questa nuova strategia porti ad una "aumento della qualità", vuol dire che ritieni che Sergio Bonelli abbia sbagliato tutto e sia stato un incapace: che sciocco ai tempi a pubblicare ai tempi solo 12 albi all'anno scritti tutti da GL Bonelli! Già negli anni 60 poteva chiudere il Piccolo Ranger che tanto vendeva pochissimo e far fare Tex a Lavezzolo, con qualche albo magari della esseGesse, altri ancora poteva farli realizzare dai Cassaro e dagli autori di Akim!  Di sicuro con l'enorme "aumento di qualità" che ci sarebbe stato, oggi Tex chissà quanto venderebbe!    :laughing:

 

No, mi pare ben più che evidente (anzi, proprio palese in maniera plateale) che gli autori in grado di fare decentemente Tex oggi sono pochissimi (e parlo anche dei disegnatori, anche se è vero che il principale problema sono gli sceneggiatori). E questo abnorme ed esagerato "gonfiarsi" delle pagine pubblicate ha portato alla ovvia e prevedibile conseguenza che oggi, a fare Tex, c'è anche che non dovrebbe farlo (io ho i miei nomi, Nizzi, Torti, etc, altri avranno una lista diversa, ma negare il calo di qualità mi pare come voler negare che 35 è più di 12...)

 

Come ha reagito Boselli?

 

Per vedere cosa gli era stato chiesto (anzi, ordinato, visto che è un dipendente) penso basti vedere Zagor, dove invece credo gli ordini siano stati eseguiti in maniera pedissequa: la serie "Zagor le origini" (un reboot del personaggio in un diverso formato con cambiamenti al suo passato, disegni non zagoriani e un formato e uno stile più da "comic book" americano, che piace di più alla nuova direzione rispetto al "vecchio" formato Bonelli) era la proposta originale per la serie Tex Willer.  Che, a quanto si sa, sarebbe dovuta essere un "remake" delle vecchie storie (come Zagor le origini è un remake di Zagor racconta) in stile e formato supereroi. Boselli ha preso questa idea strampalata e insensata, e gli ha dato un senso.

 

Ha anche cercato di "pesare" di meno sulla serie regolare mettendoci altri autori tipo Dotti alle copertine e De Angelis ai disegni (che secondo Nizzi "non era adatto al western"...  come se servissero altre prove del fatto che Nizzi il western proprio non l'ha mai capito...), ma comunque qualche autore l'ha dovuto spostare. E soprattutto...  quelle 770 tavole di Tex Willer qualcuno deve scriverle! E quindi, per tappare i buchi, si riprende Nizzi, si prendono Burattini, Recchioni, Zamberletti, etc.

 

Anche con altri collaterali ha cercato di dargli un senso, usandoli per storie "impossibili" sulla serie regolare, tipo i crossover con i 3 bill e Rick master, o Nueces Valley. Ma questi sono 3 albi, gli altri? Ricettacolo di Torti, Diso, etc.

 

E anche stavolta, con questo "bis" imposto dall'alto, ennesima idea balzana spremi-lettori, ha cercato di dargli un senso con una storia "speciale"...

 

...che però avrebbe benissimo essere stata pubblicata nella serie regolare, magari al posto di certe robe pubblicate recentemente...

 

In generale, di fronte ad una simile sovrapproduzione, puoi seguire due strade:

1) cercare di darci un senso e una dignità, con storie tipo Nueces Valley, o anche con l'intera serie Tex Willer, ma questo inevitabilmente impoverisce la serie regolare (e gli effetti si stanno vedendo).

2) Cercare di riempirli in qualche modo cercando in giro, e quindi nascono i color con le storie di Serra, Burattini, etc

 

In ogni caso, la coperta è corta, o pubblichi albi speciali insulsi, o impoverisci la serie regolare.  Non ci sono semplicemente gli autori per pubblicare tanti Tex all'anno.

 

Spero quindi che li calino? Sì, buonanotte, e domani gli elefanti volano. Lo so io, lo sapete voi, lo sanno tutti che danni fa la sovrapproduzione alla qualità di una serie. Ma quindi lo sapevano benissimo anche i dirigenti Bonelli. Se tenessero in minimo conto la qualità delle storie, non saremmo mai nemmeno arrivati a 34 albi all'anno.

 

Credo invece che sia molto più probabile, anzi, abbastanza sicuro, che insisteranno ancora per moltiplicare le uscite, spremendo più che possono finché ci riescono. 40 albi, 50 albi all'anno, con storie realizzate da autori sempre meno adatti, finchè i lettori non saranno abbastanza smagati e sfiduciati da smettere di comprare questi albi aggiuntivi, e le nuove serie tipo "Tex colorissimo", "Tex più e meno e diviso", "Tex Willer Team Up" o "Tex nello spazio" venderanno come le altre nuove serie Bonelli. Cioè praticamente niente.

 

Se devo basarmi sulla storia di altre speculazioni simili del passato (soprattutto Marvel ma anche italiane tipo Ediperiodici ed Edifumetto), prima di calare il numero delle testate, la prima mossa sarà risparmiare. In genere, sugli autori. Immagino che man mano che i "vecchi" andranno in pensione saranno sostituiti puntando al risparmio, magari esordienti sottopagati, e solo dopo, quando i conti saranno davvero insostenibili, cominceranno a chiudere man mano le serie collaterali che vendono meno.  E forse, se gli va bene, basterà chiudere quelle, e non la serie regolare.

 

Ma io per allora avrò smesso di comprarli da tempo, quindi quello che faranno a quel punto mi interessa poco. Tanto sono sicurissimo che i siti di "critica" diranno fino all'ultimo che erano dei capolavori e il pubblico cala solo per un antica maledizione Azteca...

 

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  • co fondatore

Se almeno Airoldi ti leggesse...

 

Da parte mia, bis promosso a pieni voti. Storia solida e disegnata bene (lo dico da non-fan di Dotti :P). Ora speriamo che queste sperimentazioni lascino il tempo che trovano. Almeno la storia è stata bella.

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La Bonelli, giustamente, persegue i suoi obiettivi di profitto. Però l'impressione, a volte, è che sulla serie regolare di Tex si "investa" sempre meno, tanto ha il suo zoccolo duro di lettori affezionati. E poco conta per la SBE che alcuni ormai comprino solo per completezza di collezione gli albi, che finiscono direttamente negli scaffali. Così, negli ultimi tempi, a fronte del moltiplicarsi delle uscite, abbiamo visto sulla serie regolare storie, situazioni e disegni francamente indifendibili (e mi stupisce che alcuni continuino a farlo a prescindere, come per un malinteso amore nei confronti del nostro eroe (quando invece proprio chi ama Tex si rammarica di vedere oggi sulla regolare storie e disegni che una volta sarebbero stati rispediti al mittente).

Non voglio criticare oltremodo dei disegnatori professionisti, sicuramente bravissimi in altri frangenti, ma che su Tex proprio non funzionano, e mi stupisce che chi dovrebbe farlo non se ne possa essere accorto, agendo di conseguenza.  Sergio Bonelli tenne per anni nel cassetto un Texone (mi pare le Iene di Lamont) perché non lo convinceva. Oggi si pubblicano senza indugi albi per i quali, oltre a chiuderli nel cassetto, bisognerebbe buttare via la chiave.

Poi per fortuna ogni tanto escono albi come questo, che, pur senza essere capisaldi della saga texiana, si fanno apprezzare sia per la storia che per i disegni, per me i più validi visti quest'anno sulla serie regolare. 

Per cui, ben vengano le politiche editoriali della Bonelli, ma non se a discapito della qualità offerta ai lettori. E lo dico proprio da lettore che solo da un paio di anni si è riaccostato a Tex con l'entusiasmo degli anni verdi.

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