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TWF - Tex Willer Forum

Elementi western nelle storie di Nizzi e degli altri autori di Tex


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Posted (edited)
2 ore fa, Barbanera dice:

Nizzi meno western in assoluto

ma mi spiegate perchè Fuga da Anderville non sarebbe un western? L'elemento " giallo" riguarda solo l'ultimo albo, e anche lì non è un vero giallo,perchè non ci sono indagini e non ci sono sparatorie.

Per il resto,in questa storia ci sono scontri a fuoco,risse nel saloon,inseguimenti a cavallo ed evasioni da campi di prigionia.Se non è un western,cos' è?

Che Nizzi abbia scritto tante storie gialle è più uno stereotipo: ce n' è qualcuna all'inizio e magari qualcuna anche dopo,ma il fatto che in una storia ci sia un colpevole misterioso non la rende un giallo.Credo che la definizione di giallo non sia ben chiara:" l' uomo nell' ombra" non è un giallo ma un puro western,dove c' è un elemento misterioso," La grande rapina" non è un giallo ma un western a cadenze thriller,la Tigre Nera non è un giallo ma un western noir ,L' uomo senza passato non è più strappalacrime di tanti western classici( che poi,essere un po'strappalacrime è un male?) ,La Congiura non è più ironica del Clan dei Cubani,solo che è un diverso tipo di ironia.

 

 

 

In fondo,tante storie di Glb non possono essere definite western puri: Il clan dei Cubani è forse un western puro? E il mistero della miniera?E" Squali"? E " Dramma al circo"? 

Edited by Grande Tex
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<span style="color:red">59 minuti fa</span>, Juan Ortega dice:

Mi intrufolo nella discussione e provo a dire la mia.

Per me lo sa scrivere. Certo è un western che ha caratteri personali ma questo sta alla base della sensibilità e della formazione di ogni sceneggiatore.

Hai citato il Tex di GLB: la sua formazione avventurosa si sente decisamente nelle sue storie seppur calata (per me benissimo) in un contesto tipicamente western.

Pensa al cinema: tutti i film di genere western sono uguali e hanno lo stesso canovaccio?

Certo che no!

Ogni regista ha il proprio stile.

Da Ford a Hawks, passando per Mann e Walsh (tanto per citare i primi che mi vengono in mente) ognuno ha portato le sue piccole innovazioni all'interno di un genere comunque ben definito. 

Nizzi ha senza dubbio portato in Tex alcuni elementi caratteristici, che fanno capo alla sua personale visione del genere, come le tinte noir e il giallo talvolta sbilanciato più sul poliziesco (d'altra parte è dalla sua penna che è partita la collana Nick Raider).

Però ha saputo anche mantenersi (secondo me bene) all'interno di ambientazioni western, con tutti i suoi ingredienti principali.

E il suo Tex, almeno inizialmente, a me piace.

Ha scritto storie belle (alcune bellissime), storie mediocri e qualche catastrofe.

Capita. Ogni lettore poi tirerà le somme sul suo operato.

Lo vedo un pò come un estremismo. Ricollegandomi a quello che ho scritto sopra, per me Tex è puro western. GLB era puro western.

Con le sue caratteristiche peculiari, con il suo enorme talento e la sua sconfinata fantasia.

Se rileggo le prime storie devo calarmi nel contesto dell'epoca, soprattutto al pubblico cui erano rivolte quelle prime strisce.

Ma le trovo irrimediabilmente e definitivamente western.

Caro @virgin, permettimi una chiosa finale.

Ti confesso che mi dispiace un po' leggere queste tue righe. In primis perché i tuoi interventi a me piacciono molto, soprattutto quando ci metti quell'ironia che se ne fotte allegramente del politicaly correct che, personalmente, adoro.

Quando sconfini nel satirico poi hai pochi rivali!

Dimentica la "rottura di cabasisi" e spara le tue invettive!

Non so se le discussioni siano sul demenziale andante, non le ho lette tutte: senza fare il ruffiano o trasmettere messaggi smielati io ho trovato e trovo tutt'ora tante discussioni estremamente interessanti (ad esempio questa!), suggerimenti e critiche letterarie di prim'ordine, inviti ad ascolti musicali che non avevo mai provato prima (ci sono almeno un paio di utenti che mi hanno composto la colonna sonora delle mie giornate lavorative), storie personali, la differente visione di Tex che ognuno di noi possiede, tanti simpatici e interessanti retroscena della storia di Tex e dei suoi autori/disegnatori che non conoscevo.

Ma soprattutto questo forum mi ha fatto venire la voglia di riprendere in mano i miei Tex (e pure Mister No, ecc.) e riassaporare un amore, per vari motivi, un po' dimenticato.

E questo vuol dire tanto...

Poi certo, ci sono interventi (e utenti) che apprezzo più di altri ma questo è normale, magari pure quello che scrivo io potrà non piacere.

 

Concludo con una piccola provocazione: se non ci fosse l'annosa e sempre attualissima diatriba sul buon Claudio che noia sarebbe?

Ogni tanto, in periodi di calma piatta, ecco che sbuca la "querelle" Nizzi e ... vai di fuochi artificiali!!!

Io ho il sospetto che siate voi moderatori/sceriffi a far partire tutto di nascosto... ti dirò di più, sono convinto che Diablero e Grande Tex in realtà siano la stessa persona! :D

D'altra parte, ricorda, io sono quello col peccato originale: amo il Tex di Nolitta!

Hasta siempre.

 

Il Forum è una benedizione divina...

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Leggendo un'intervista a Mauro Boselli sul sito "Badtaste" di due mesi fa circa (si trova facilmente su internet) ho trovato una sua risposta interessante sul tema western.

 

Domanda:     Quattro sono le storiche penne di “Tex” che hanno interpretato il personaggio secondo le proprie inclinazioni, pur rimanendogli sempre fedele: Gianluigi e Sergio Bonelli, Claudio Nizzi e ovviamente tu, che sei anche il suo attuale editor. Vorrei che ci descrivessi, dunque, le caratteristiche peculiari di ognuno di questi quattro, grandi “Tex”.

Risposta: "A mio parere il “Tex” di Gianluigi Bonelli è il classico western epico e d’azione: in breve, il mito del Vecchio West. Sergio Bonelli interpreta dal canto suo l’evoluzione del western in chiave moderna, ovvero problematico e drammatico. Con Claudio Nizzi si torna al mito del Vecchio West ma sotto forma di commedia, sullo stile dei film di Burt Kennedy degli anni 60: la familiarità del West, direi. Ciò che invece ho cercato di fare io è stato di recuperare quella dimensione epica, classica – che amo molto – rendendola un po’ più complessa, con un pizzico di romanticismo. Nella collana “Tex Willer”, che vede la gioventù del protagonista, come ben sai, possiamo dire a ragione che il romanticismo galoppa."

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Il 27/7/2021 at 13:12, Grande Tex dice:

ma mi spiegate perchè Fuga da Anderville non sarebbe un western? L'elemento " giallo" riguarda solo l'ultimo albo, e anche lì non è un vero giallo,perchè non ci sono indagini e non ci sono sparatorie.

Per il resto,in questa storia ci sono scontri a fuoco,risse nel saloon,inseguimenti a cavallo ed evasioni da campi di prigionia.Se non è un western,cos' è?

 

 Una storia di guerra, nello specifico la guerra civile americana. Si svolge in un luogo, la Virginia, che con il west non ha nulla a che fare. non ha nessuno dei classici stilemi del western. Le risse nei saloon (che esistevano anche nell'Est), gli inseguimenti sono tipici anche del genere avventuroso classico. Li trovi anche nei Tre Moschettieri. Quanto alla fuga da un campo di prigionia, è un classico del genere bellico avventuroso come nei film "La grande fufa", "Stalag 17", "Il ponte sul fiume Kwai" ma con il west e con il western c'entra come i cavoli a merenda. Poi, per carità, sono il primo ad ammettere che Tex non è solo e soltanto western e che questo è stato probabilmente uno dei motivi del suo successo e non ho difficoltà ad ammetter che "Fuga da Anderville" sia una gran bella storia, ma non è una storia western.

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Nizzi ha scritto storie tipicamente western e storie che non lo sono. Soprattutto ai suoi inizi, ha puntato molto sul "giallo", tema nel quale era particolarmente versato, e sulla commedia, anche qui essendo molto portato per i dialoghi e le situazioni divertenti e leggere. Ma ha scritto anche tante storie western, direi che il 70 per  cento delle sue storie siano tipicamente western, poi chiaro, alcune delle più famose non lo sono, ma questo non significa molto.

Tex è western, ma accoglie da sempre tante cose, tra cui persino la magia e il sovrannaturale. C'è tanto su Tex e tanto ancora è stato aggiunto nel tempo.

Comunque tornando al tema, la maggior parte dei Texoni di Nizzi sono western, curiosamente diverse storie del periodo migliore (il centinaio 300 e ancor più il 200) vagano tra il giallo e la commedia western, ma anche qui abbiamo, solo per citare i migliori, Sioux (bellissima storia sulla guerriglia indiana), Furia rossa, quasi tutte le storie minori sono western, poi ci sono quelle nel grande nord, ok, non saranno western ma non le ha certo inventate lui, le scriveva anche GLB.

Nel 400 c'è tanto western, da quella su Custer in giù. Nel 500 pure, purtroppo qui con risultati molto discutibili o comunque alterni.

Diablero comunque cita sempre Anderville e la Congiura perchè sono le uniche due che si ricorda e che ha riletto negli ultimi 30 anni eh, non credo che si sia mai più riletto Sioux o quelle con Galindez negli ultimi 30 anni, quindi parla un pò per ricordi, molto vecchi. Io non darei troppo peso a quello che dice su Nizzi, ma mi concentrerei su tutto il resto, che è del massimo interesse.

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  • Sceriffi

Prima di decidere se e in quale percentuale sono presenti elementi western nelle storie di Nizzi, bisognerebbe forse mettersi d'accordo su cos'è il western... Non mi sono mai posto questa domanda, e provo a scrivere qualche riflessione; se qualcuno che ne sa più di me vuole intervenire per aggiungere qualcosa o correggermi, ben venga :)

 

La prima cosa che salta alla mente è che il western è anzitutto un'ambientazione, un'atmosfera: quella della Frontiera degli ultimi decenni dell'Ottocento, dopo la guerra di Secessione, in un mondo fatto di spazi sconfinati e piccole comunità che va via via scomparendo con l'arrivo del progresso. Ma questo, da solo, non basta per fare un western; è non è nemmeno condizione necessaria, perché possiamo avere storie puramente western ambientate da tutt'altra parte (il Grande Nord, il Messico, ma non solo) o addirittura in altre epoche.

 

Ci sono invece tematiche così caratteristiche che bastano, forse, a definire cosa sia il Western: tra le principali che mi vengono in mente, menzionerei i conflitti con gli indiani, il rapporto tra l'uomo e le vastità selvagge, la Conquista di quelle vastità e l'avanzata del progresso e della civiltà (simboleggiata dal telegrafo e dalla ferrovia), un ordine sociale dove la legge istituzionale non esiste, "uomo e comunità e l'uomo fuori dalla comunità" (ripreso dal post di Diablero), forse anche il tema della vendetta (molto presente negli spaghetti-western).

("Fuga da Anderville" non ha nessuno di questi temi, come dice Monni è una storia di guerra, non ascrivibile al genere Western).

 

Alla luce di questo, mi pare vero che diverse storie di Nizzi non contengano elementi tali da poterle definire western, ma bisogna anche dire che tante sue storie sono, invece, puramente western. Trovo anche che sia un errore dire che Nizzi scrive commedie e non western: questa è solo una questione di registro, non di sostanza. Il western di può declinare in una varietà di toni: come dice Boselli nell'intervista riportata da Poe, il western di GLB è epico e avventuroso, quello di Nolitta è più problematico e drammatico, quello di Nizzi vira verso la commedia, quello di Borden è un western romantico.

 

Poi anche il western di GLB è contaminato da altri generi (fantastico, fantascienza...) e a volte anche le sue storie non si possono dire storie western. 

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Posted (edited)
3 ore fa, Carlo Monni dice:

 

 Una storia di guerra, nello specifico la guerra civile americana. Si svolge in un luogo, la Virginia, che con il west non ha nulla a che fare. non ha nessuno dei classici stilemi del western. Le risse nei saloon (che esistevano anche nell'Est), gli inseguimenti sono tipici anche del genere avventuroso classico. Li trovi anche nei Tre Moschettieri. Quanto alla fuga da un campo di prigionia, è un classico del genere bellico avventuroso come nei film "La grande fufa", "Stalag 17", "Il ponte sul fiume Kwai" ma con il west e con il western c'entra come i cavoli a merenda. Poi, per carità, sono il primo ad ammettere che Tex non è solo e soltanto western e che questo è stato probabilmente uno dei motivi del suo successo e non ho difficoltà ad ammetter che "Fuga da Anderville" sia una gran bella storia, ma non è una storia western.

se si ragiona così,allora non sono western neanche Gli invincibili,Tra due bandiere o Sasquatch

Per me ,una storia è western quando è ambientata nel west,punto.Poi puo essere western e giallo,western e guerra,western e fantascienza,ma pur sempre western.Credo che sia l'unico genere che si connota completamente col periodo storico in cui è ambientato

Edited by Grande Tex
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  • Sceriffi

 

<span style="color:red">8 minuti fa</span>, Grande Tex dice:

Per me ,una storia è western quando è ambientata nel west,punto.

 

Mmm... potevo risparmiarmi la fatica del post precedente, se bastava questo.

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12 minutes ago, Grande Tex said:

Per me ,una storia è western quando è ambientata nel west,punto.

 

Giungi però così ad un paradosso:

 

Se scrivi una storia gialla ambientata nel 1600, è un giallo.

 

Se lo scrivi ambientato nel 1930 è un giallo.

 

Se lo scrivi ambientato in Arizona nel 1870 è un Western, anche se tratta di una maestrina di scuola che indaga su un delitto passionale fra colleghi e non si vede un cavallo...

 

Un giallo ambientato nell'epoca dei "telefoni bianchi" non diventa una commedia. Rimane un giallo.

 

Un giallo ambientato durante la 2a guerra mondiale non diventa un film di guerra. Rimane un giallo.

 

Perchè col western non accade quello che accade con qualunque altra epoca?

 

A guardare bene, non capita solo con il western.  Capita anche con la fantascienza, il fantasy e la pornografia. Anche un giallo ambientato a Shadizar la corrotta o Aquilonia viene considerato fantasy.

 

Cos'hanno in comune questi "generi" per cui valgono regole particolari? Salta subito all'occhio: sono "popolari", disprezzati dai critici, che per anni li hanno considerati a priori spazzatura priva di qualunque valore, a prescindere.

 

Cioè, gli si è NEGATA una dignità da VERO genere letterario, con canoni, temi intrinseci, etc: come per la merda, per il "critico snob con la puzza al naso", basta uno stetson per rendere una storia un western. Cioè una merda. Esattamente come mettere un pezzo di merda in qualunque altra sostanza rende il tutto merda.

 

Dopo anni di questo, la cosa è stato totalmente interiorizzata dagli stessi fan di questi generi (e infatti capita la stessa cosa con molti fan di fantascienza o del fantasy), che si riuniscono sotto la bandiera del "sì, questi non sono generi come gli altri, basta che ci sia una pistola e un cavallo, o un astronave e un alieno, non hanno nessuna profondità e nessun valore superiore a questo! I temi non esistono!"

 

È semplicemente interiorizzare lo scarso valore con cui per anni è stato considerato il western. Rifiutandosi di accettare che western trattava di qualcosa.

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Posted (edited)
2 ore fa, Diablero dice:

Se scrivi una storia gialla ambientata nel 1600, è un giallo.

no,è un ronanzo storico e giallo.

Vedi dunque come l'epoca conta

Il Western non è un vero genere? Diciamo che rispetto ad altri generi,si caratterizza più per l'ambientazione storica che per delle caratteristiche peculiari.Stessa identica cosa per il romanzo storico.Il che comunque non vuol dire che li voglio svilire

2 ore fa, Diablero dice:

Anche un giallo ambientato a Shadizar la corrotta o Aquilonia viene considerato fantasy.

 

perchè è così: credo che tu tenda a sottovalutare l'importanza dell' ambientazione,che invece è super- essenziale

Ma questo vale per qualunque genere: una storia romantica ambientata in un futuro immaginario per me è anche una storia di fantascienza

Edited by Grande Tex
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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Grande Tex dice:

Per me ,una storia è western quando è ambientata nel west,punto.

 

Quindi, ne consegue che,  in base alla tua stessa definizione, "Fuga da Andervile"  non è un western. Infatti non è ambientato nel West, ma in Virginia.:lol:

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Quindi, ne consegue che,  in base alla tua stessa definizione, "Fuga da Andervile"  non è un western. Infatti non è ambientato nel West, ma in Virginia.:lol:

Tecnicamente ha ragione (un film ambientato durante la guerra di secessione è un film storico e di guerra).

E neanche quando Tex sconfina in Messico non stiamo più veramente parlando di un fumetto western.

Una volta il genere si chiamava affettuosamente "Cowboys e Indiani", poi per forza di cose si è un po' allargato e

Tex è bello perché il west gli è sempre stato stretto.

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Il western è caratterizzato non solo dal periodo storico e dal luogo geografico (che non è solo il West, ma anche il Grande Nord e il Messico, così come non solo la fine dell'800 ma tutto l'800 e anche la fine del '700), ma da tematiche ben precise. E questo vale per tutti i generi: le tematiche sono fondamentali, oltre all'ambientazione.

Se ambiento una storia d'amore su Marte nel 2110 e la vicenda parla SOLO di sentimenti e di conflitti passionali non è una storia di fantascienza è una storia d'amore (su Marte). Se nel Texas del 1880 c'è un vampiro che di notte ammazza tutti non è un western è un horror (ambientato nel West invece che in Transilvania).

 

Il problema, semmai, è che i generi non sono così rigidi come li si definisce in teoria, e molte storie - spesso le migliori - sono al confine tra generi diversi. Anzi, quando si vuol fare i complimenti a uno scrittore o regista di genere si dice: "ha trasceso il genere, l'ha superato, ecc.", perché di solito le opere migliori sono quelle che vanno oltre le gabbie schematiche dei generi. Simenon è un grande scrittore perché i suoi gialli sono anche romanzi psicologici e sociali. Stephen King è un grande scrittore perché  i suoi horror sono anche grandi affreschi dell'America di oggi, ecc.

 

Una storia può appartenere a un genere ma essere influenzato da tanti altri (Tex spesso è così). Domanda: a quale genera appartiene allora? Dipende da "quanto" viene influenzato da altri generi. Esempio: "Blade runner" è un film di fantascienza senza ogni dubbio. Eppure è molto simile a un noir (la città buia, il detective che insegue i cattivi, il tono malinconico, la dark lady, ecc.), la trama e l'ambientazione sono molto noir, però è certamente un film di fantascienza. Perché? Solo perché ci sono le astronavi, gli androidi e siamo nel futuro? No, perché ci sono tematiche ben specifiche tipiche della fantascienza (il rapporto macchina/uomo, i finti ricordi innestati nella mente, la difficoltà di capire se chi ti sta di fronte è umano o androide, il rapporto creato/creatore), tematiche che nei noir non sono presenti. Quindi è fantascienza (con elementi noir).

 

Tex è un western mescolato a tanti altri generi (GL Bonelli l'ha voluto così), e a volte alcune storie fuoriescono dal western ("Il figlio di Mefisto" direi che non si può definire western). Nizzi mescola il western soprattutto col giallo/poliziesco e con la commedia, ma alla fine in gran parte - non tutte - le sue restano storie western. Possono piacere o non piacere, ma western sono.

Che poi lui, come preferenze e come carattere, prediliga - o sia più adatto - ad altri tipi di storie e generi, questo può essere. Non lo so. Forse se non lo avessero ingaggiato su Tex, lui avrebbe scritto tutt'altro dal western nella sua vita. Può darsi, chi lo sa. Resta il fatto che si è adattato a fare fumetti western e li ha fatti.

 

Gli esempi più chiari sono quelli delle storie indiane: "Fiamme sull'Arizona", "Sioux", "Le colline del vento", "Messaggero di morte", "Custer", ecc.  Ha studiato GL Bonelli, ha ripreso certe sue tematiche da "Sangue Navajo" in poi, le ha sviluppate e ha scritto storie western perfettamente classiche. 

 

D'altra parte anche Ken Parker - forse la serie western più osannata di sempre - è molto influenzato dal giallo. Berardi e Milazzo addirittura non volevano fare western: nelle interviste hanno sempre dichiarato che negli anni '70 avrebbero voluto fare tutto tranne il western. Poi all'epoca il genere di moda era quello e la Bonelli quello gli ha chiesto di scrivere. E Berardi e Milazzo nel loro West ci hanno messo un po' di tutto, con tantissime trame gialle (e veramente gialle, di quelle che facevi fatica a capire chi era il colpevole, non come quelle di Nizzi che si intuisce subito), e però Ken Parker western è. Non per i cavalli e le pistole, ma perché tutte le tematiche tipiche, fondamentali e fondanti del genere sono ben presenti e ben sviluppate.

 

Quindi Berardi e Milazzo, senza volerlo, hanno scoperto di avere in fondo in fondo un animo da "cowboy". (Ora con Julia non più)...

Al massimo di Nizzi si può dire che lui invece ha un animo da Nick Raider, più che da Tex.

Mentre invece Boselli è un texiano al 100%, lo si capisce subito, anche se dichiara di amare più l'horror del western (e infatti ha creato Dampyr).

Edited by Poe
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Poe dice:

nel Texas del 1880 c'è un vampiro che di notte ammazza tutti non è un western è un horror (ambientato nel West invece che in Transilvania).

è un western horror

e l' altro è sempre fantascienza

io la penso così

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Poe dice:

e veramente gialle, di quelle che facevi fatica a capire chi era il colpevole, non come quelle di Nizzi che si intuisce subito),

questione di opinioni...in ken parker il colpevole lo capivo sempre,con Nizzi spesso non ci riuscivo

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<span style="color:red">50 minuti fa</span>, Grande Tex dice:

io la penso così

La pensi così, ma non tutto è questione di opinioni...

Il genere western non è caratterizzato dal fatto che è ambientato nel West, come dici tu.

Innanzitutto il concetto di West - secondo il tuo ragionamento - andrebbe perlomeno allargato a tutti gli Stati Uniti dell'800, visto che, per esempio, molte storie di Tex sono ambientate a Washington, a New York, a Boston, ecc. che sono a Est non a Ovest.

 

Poi, seguendo il tuo ragionamento, allora anche "Piccole donne" è un romanzo western. :lol: (E' ambientato durante la Guerra civile.)

Anche "Le avventure di Tom Sawyer" è un famoso romanzo western, no? (Ambientato lungo il Mississippi).

E che dire dei racconti di Edgar Allan Poe? Non sono horror come tutti pensano, sono western, perché ambientati in cittadine americane dell'800.

E tutti gli scrittori americani che scrivevano nell'800 romanzi d'amore, storie psicologiche, storie di fantasmi ambientandole negli Stati Uniti? Tutti scrittori western?

"Paperino nel West"? Un classico fumetto western!

"La febbre dell'oro" di Charlie Chaplin? Un western!

Stanlio e Ollio ne "I fanciulli del West"? Celebre film western!  :laugh:

 

E poi... se una storia di vampiri ambientata in Texas nell'800 secondo te è un western, allora una storia di vampiri ambientata nel Medioevo cos'è, un romanzo storico? E se fosse ambientata in Italia nel 2022 cosa sarebbe, fantascienza solo perché nel futuro? No, è sempre una storia horror (ambientata in tempi e luoghi diversi).

 

 

 

 

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Poe dice:

La pensi così, ma non tutto è questione di opinioni...

Il genere western non è caratterizzato dal fatto che è ambientato nel West, come dici tu.

Innanzitutto il concetto di West - secondo il tuo ragionamento - andrebbe perlomeno allargato a tutti gli Stati Uniti dell'800, visto che, per esempio, molte storie di Tex sono ambientate a Washington, a New York, a Boston, ecc. che sono a Est non a Ovest.

 

Poi, seguendo il tuo ragionamento, allora anche "Piccole donne" è un romanzo western. :lol: (E' ambientato durante la Guerra civile.)

Anche "Le avventure di Tom Sawyer" è un famoso romanzo western, no? (Ambientato lungo il Mississippi).

E che dire dei racconti di Edgar Allan Poe? Non sono horror come tutti pensano, sono western, perché ambientati in cittadine americane dell'800.

E tutti gli scrittori americani che scrivevano nell'800 romanzi d'amore, storie psicologiche, storie di fantasmi ambientandole negli Stati Uniti? Tutti scrittori western?

"Paperino nel West"? Un classico fumetto western!

"La febbre dell'oro" di Charlie Chaplin? Un western!

Stanlio e Ollio ne "I fanciulli del West"? Celebre film western!  :laugh:

 

E poi... se una storia di vampiri ambientata in Texas nell'800 secondo te è un western, allora una storia di vampiri ambientata nel Medioevo cos'è, un romanzo storico? E se fosse ambientata in Italia nel 2022 cosa sarebbe, fantascienza solo perché nel futuro? No, è sempre una storia horror (ambientata in tempi e luoghi diversi).

 

 

 

 

È uno degli elementi quello temporale. Ad esempio La Casa nella prateria parlava di un aspetto(i pionieri) ed era incastrato in un lasso temporale  che ti può far pensare al genere western. È un discorso molto ampio.

<span style="color:red">8 ore fa</span>, Poe dice:

Il western è caratterizzato non solo dal periodo storico e dal luogo geografico (che non è solo il West, ma anche il Grande Nord e il Messico, così come non solo la fine dell'800 ma tutto l'800 e anche la fine del '700), ma da tematiche ben precise. E questo vale per tutti i generi: le tematiche sono fondamentali, oltre all'ambientazione.

Se ambiento una storia d'amore su Marte nel 2110 e la vicenda parla SOLO di sentimenti e di conflitti passionali non è una storia di fantascienza è una storia d'amore (su Marte). Se nel Texas del 1880 c'è un vampiro che di notte ammazza tutti non è un western è un horror (ambientato nel West invece che in Transilvania).

 

Il problema, semmai, è che i generi non sono così rigidi come li si definisce in teoria, e molte storie - spesso le migliori - sono al confine tra generi diversi. Anzi, quando si vuol fare i complimenti a uno scrittore o regista di genere si dice: "ha trasceso il genere, l'ha superato, ecc.", perché di solito le opere migliori sono quelle che vanno oltre le gabbie schematiche dei generi. Simenon è un grande scrittore perché i suoi gialli sono anche romanzi psicologici e sociali. Stephen King è un grande scrittore perché  i suoi horror sono anche grandi affreschi dell'America di oggi, ecc.

 

Una storia può appartenere a un genere ma essere influenzato da tanti altri (Tex spesso è così). Domanda: a quale genera appartiene allora? Dipende da "quanto" viene influenzato da altri generi. Esempio: "Blade runner" è un film di fantascienza senza ogni dubbio. Eppure è molto simile a un noir (la città buia, il detective che insegue i cattivi, il tono malinconico, la dark lady, ecc.), la trama e l'ambientazione sono molto noir, però è certamente un film di fantascienza. Perché? Solo perché ci sono le astronavi, gli androidi e siamo nel futuro? No, perché ci sono tematiche ben specifiche tipiche della fantascienza (il rapporto macchina/uomo, i finti ricordi innestati nella mente, la difficoltà di capire se chi ti sta di fronte è umano o androide, il rapporto creato/creatore), tematiche che nei noir non sono presenti. Quindi è fantascienza (con elementi noir).

 

Tex è un western mescolato a tanti altri generi (GL Bonelli l'ha voluto così), e a volte alcune storie fuoriescono dal western ("Il figlio di Mefisto" direi che non si può definire western). Nizzi mescola il western soprattutto col giallo/poliziesco e con la commedia, ma alla fine in gran parte - non tutte - le sue restano storie western. Possono piacere o non piacere, ma western sono.

Che poi lui, come preferenze e come carattere, prediliga - o sia più adatto - ad altri tipi di storie e generi, questo può essere. Non lo so. Forse se non lo avessero ingaggiato su Tex, lui avrebbe scritto tutt'altro dal western nella sua vita. Può darsi, chi lo sa. Resta il fatto che si è adattato a fare fumetti western e li ha fatti.

 

Gli esempi più chiari sono quelli delle storie indiane: "Fiamme sull'Arizona", "Sioux", "Le colline del vento", "Messaggero di morte", "Custer", ecc.  Ha studiato GL Bonelli, ha ripreso certe sue tematiche da "Sangue Navajo" in poi, le ha sviluppate e ha scritto storie western perfettamente classiche. 

 

D'altra parte anche Ken Parker - forse la serie western più osannata di sempre - è molto influenzato dal giallo. Berardi e Milazzo addirittura non volevano fare western: nelle interviste hanno sempre dichiarato che negli anni '70 avrebbero voluto fare tutto tranne il western. Poi all'epoca il genere di moda era quello e la Bonelli quello gli ha chiesto di scrivere. E Berardi e Milazzo nel loro West ci hanno messo un po' di tutto, con tantissime trame gialle (e veramente gialle, di quelle che facevi fatica a capire chi era il colpevole, non come quelle di Nizzi che si intuisce subito), e però Ken Parker western è. Non per i cavalli e le pistole, ma perché tutte le tematiche tipiche, fondamentali e fondanti del genere sono ben presenti e ben sviluppate.

 

Quindi Berardi e Milazzo, senza volerlo, hanno scoperto di avere in fondo in fondo un animo da "cowboy". (Ora con Julia non più)...

Al massimo di Nizzi si può dire che lui invece ha un animo da Nick Raider, più che da Tex.

Mentre invece Boselli è un texiano al 100%, lo si capisce subito, anche se dichiara di amare più l'horror del western (e infatti ha creato Dampyr).

Concordo su molte cose.

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7 ore fa, Poe dice:

Piccole donne" è un romanzo western. :lol: (E' ambientato durante la Guerra civile.)

Anche "Le avventure di Tom Sawyer" è un famoso romanzo western, no? (Ambientato lungo il Mississippi).

E che dire dei racconti di Edgar Allan Poe? Non sono horror come tutti pensano, sono western, perché ambientati in cittadine americane dell'800.

E tutti gli scrittori americani che scrivevano nell'800 romanzi d'amore, storie psicologiche, storie di fantasmi ambientandole negli Stati Uniti? Tutti scrittori western?

"Paperino nel West"? Un classico fumetto western!

"La febbre dell'oro" di Charlie Chaplin? Un western!

Stanlio e Ollio ne "I fanciulli del West"? Celebre film western!  :laugh:

 

è ovvio che non considero western quelli ambientati nelle grandi città

Gli altri,sì,sono in parte western

Edited by Grande Tex
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In una saga come quella di Tex la classificazione è relativa; il miscuglio e la contaminazione di generi è all'ordine del giorno e guai se non fosse così; difficilmente un'opera costretta nei ferrei stilemi di un genere alla lunga non risulterebbe monotona e ripetitiva. Ma reputo che questo discorso possa essere ampliato a ogni forma di arte creativa. Già il grande Bonelli, sebbene l'autore con uno stile più classico sulla serie, fin dall'inizio spaziò molto nelle sue storie, anche perchè credo gli importasse poco seguire un genere e preferiva lasciarsi condurre dalla sua travolgente fantasia. In quanto a Nizzi, è evidente che alcune sue attitudini narrative lo portino spesso a sconfinare sul giallo o sull'ironia tipica della commedia, però trovo un po' estremo sostenere che non abbia mai composto prove col sapore western. Non so cosa ne pensate in proposito, ma il texone "Il cavaliere solitario" ad esempio, scritto per i pennelli del maestro Kubert e adattato per il mercato americano, vi sembra una commedia? O "Fiamme sull'Arizona"? Il ciclo dei Sioux? Poi si può discutere su cosa sia un western o meno, ma onestamente a me poco importa, mi basta leggere buone storie. P.s. Band leggendarie come i Pink Floyd, ancora oggi fanno discutere gli esperti che vorrebbero classificarle, ma in fondo è davvero importante? Ciò che conta è che i loro capolavori abbiano abbattuto le barriere del tempo, a prescindere se siano rock, progressive o psichedeliici. :) 

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  • 4 weeks later...

Ho letto un po' di questo topic e, secondo me, l'errore di fondo è considerare il western un genere (non lo fanno più neanche i distributori cinematografici che inseriscono i film western nelle categorie avventura, azione etc..) il western è un epopea che si apre con il viaggio di Lewis e Clarck e si chiude con la grande corsa alle terre dell'Oklahoma.  Lo spostamento del flusso migratorio dalla costa atlantica a quella pacifica. Quindi cosa vuol dire che Nizzi non sa scrivere storie western? assolutamente nulla, o sa scrivere o non sa scrivere, trattandosi di Tex scrive storie di avventura ambientate nel vecchio west.

 

Altrimenti anche il film "i due figli di Trinità" con Franco e Ciccio andrebbe considerato western e non comico così come l'Ultimo dei Mohicani un western ambientato nell'est e non un bel film di avventura.

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