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[Color Tex N. 20] La Terribile Banda e altre Storie


MacParland
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Color che mi è molto piaciuto.Devo dire che rimpiango davvero che il compianto Emmanuele Mosca non potrà più scrivere per Tex,dato che per me ha scritto davvero una bella storia,ben pensata e commovente.Anche i disegni sono ottimi,i migliori del lotto.La storia di Ruju è ottima, superiore ai suoi standard,se la cava quasi sempre bene quando c' è da analizzare psicologicamente un personaggio secondario.Torricelli meglio del solito,molto aiutato dal colore.

Nizzi è come al solito,scrive una storia che di per sè non sarebbe niente di che ma la riempie di tanto mestiere da renderla molto gradevole.Peccato per i pessimi disegni.

 

Infine i più sentiti complimenti a Mister P per l'ottimo soggetto,sceneggiato egregiamente da Boselli e ben disegnato.Vai così,pard! ;)

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Grande Tex dice:

Color che mi è molto piaciuto.Devo dire che rimpiango davvero che il compianto Emmanuele Mosca non potrà più scrivere per Tex,dato che per me ha scritto davvero una bella storia,ben pensata e commovente.Anche i disegni sono ottimi,i migliori del lotto.La storia di Ruju è ottima, superiore ai suoi standard,se la cava quasi sempre bene quando c' è da analizzare psicologicamente un personaggio secondario.Torricelli meglio del solito,molto aiutato dal colore.

Nizzi è come al solito,scrive una storia che di per sè non sarebbe niente di che ma la riempie di tanto mestiere da renderla molto gradevole.Peccato per i pessimi disegni.

 

Infine i più sentiti complimenti a Mister P per l'ottimo soggetto,sceneggiato egregiamente da Boselli e ben disegnato.Vai così,pard! ;)

Ma non stona il silenzio del colpevole per così tante pagine? BAH mi sono cadute le braccia. Reazione zero.

<span style="color:red">1 minuto fa</span>, Diablorojo82 dice:

Ma non stona il silenzio del colpevole per così tante pagine? BAH mi sono cadute le braccia. Reazione zero.

Parlo della storia di Nizzi.

<span style="color:red">4 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Un Color in cui le 5 storie hanno tutte un'ambientazione e un carattere da puro western nudo e crudo, senza contaminazioni mistiche, misteriche, sciamaniche o che dir si voglia. E questa omogeneità di atmosfera senza voli pindarici ha giovato alla mia lettura, rilassante e immediata.

La prima storia ("La terribile banda") è quella che mi è piaciuta di più, sceneggiatura ad incastro perfetto dove la mano di Boselli si vede tutta: anche se il soggetto non è suo, interpreta in modo non banale e suscitando continua emozione la vicenda costruita intorno alla figura del ragazzino, con cui da lettore ho stabilito fin da subito profonda empatia. Bellissima storia, originalissima per la serie di Tex, perfetta per una breve. Disegni e colorazione notevoli, naturali e con tante sfumature, quasi acquarellate: il meglio tra le 5 storie.

"La voce del muto" e "Memorie di un soldato" sono accomunate dalla costruzione intorno allo stato d'animo del co-protagonista (insieme a Tex): disperazione e odio del muto, nostalgia, ammirazione e un costante velo di tristezza dell'ex soldato. Cambia il finale: di speranza il primo, amaro e commovente il secondo. Anche per queste due storie, i rispettivi autori sono riusciti a suscitare emozione in me lettore, aiutati da disegni chiari e definiti, pur con una colorazione tipica pastellata uniforme che appiattisce alquanto le scene.

"La lama del rasoio" ha una trama semplice, risolta con troppi bang-bang nel finale, ma anche qui da lettore sono entrato in empatia con il povero barbiere, quindi la storia si legge con coinvolgimento. Bello il finale con il "colpo di mano" (propriamente, di gomito!) del barbiere.

"Funerale a Sierrita": tra tutte, è la storia che mi ha coinvolto di meno. Trama banale, banale, banale, già letta tantissime volte (lo sceriffo che chiede aiuto a Tex e Tex che sgomina i malfattori) ma senza quella variante o quello spunto che possa rendere originale uno sviluppo classico. Emblematica l'ultima vignetta, con Tex davanti alla tomba dello sceriffo: un pathos così freddo che mi è sembrato quasi che Tex dicesse "Non sono arrivato in tempo, PAZIENZA!". Disegni dal tratto ticciano (a me molto gradito), con spigolosità talvolta un po' troppo accentuata (eccetto le rotondità della cantante di saloon :D).

VOTI riepilogativi:

La terribile banda: 7,5

La voce del muto: 6,5

Funerale a Sierrita: 5

Memorie di un soldato: 6,5

La lama del rasoio: 6

 

Troppi bang quella di Ruju.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Grande Tex dice:

Infine i più sentiti complimenti a Mister P per l'ottimo soggetto,sceneggiato egregiamente da Boselli e ben disegnato.Vai così,pard! ;)

Mi unisco ai complimenti. Avevo già evidenziato nel mio post poco sopra che tra le 5 storie quella che mi è piaciuta di più è proprio la prima ("La terribile banda"), dando grande merito allo sceneggiatore Boselli, ma estendendo ora il mio apprezzamento anche al bellissimo ed originalissimo soggetto del nostro amico forumista. Il mio voto alla storia (7,5, v. sopra) è il risultato di soggetto + sceneggiatura + disegni +colorazione, in un connubio perfetto.

  • +1 1
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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Diablorojo82 dice:

Ma non stona il silenzio del colpevole per così tante pagine? BAH mi sono cadute le braccia. Reazione zero.

sinceramente,non ci ho neanche fatto caso

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  • Sceriffi

I miei complimenti a @Mister P per lo spunto della sua storia, per me la migliore del lotto e tra le migliori storie brevi apparse su questa collana. Davvero davvero piacevole! Bravo!

  • +1 1
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  • Collaboratori

L'ho comprato solo ieri e ho letto solo la prima storia. Bel soggetto, emozionante e con un capo e una coda, bravissimo Marco ;)

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Avevo deciso di non comprare questo Tex Color Storie Brevi, data la delusione dei precedenti numeri.

L'ho poi acquistato perché ho ritenuto giusto leggere la prima e unica sceneggiatura di Ulzana, Emanuele Mosca, per Tex.

E devo dire che le storie mi sono mediamente piaciute.

 

Originale e divertente La terribile banda, sceneggiata da Boselli su idea di Mister P.

Piuttosto suggestive sia La voce del morto, sia Memorie di un soldato.

Molto incentrata sulle sparatorie, eppure serrata nel ritmo La lama del rasoio.

 

La più debole del lorro è la storia di Nizzi, Funerale a Sierrita, che però raggiunge la sufficienza.

 

Ho trovato i disegni generalmente buoni. I migliori mi sono parsi quelli di Masala.

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Ho letto l'albo su prestito, e meno male. Lette le prime 4 perchè dopo la quarta ho desistito.

 

Mi sono parse tutte storielle senza arte nè parte.

 

La prima abbastanza insulsa, si salvano i disegni (molto interessanti, devo dire).

Quella sul muto altrettanta poca roba, niente di che, ma menzione speciale negativa per i disegni, scopiazzati impunemente (e male) da Ticci.

La storia di Nizzi ordinarissima amministrazione ma Torti a me piace molto (spero di rivederlo in una storia lunga e in b/n).

Infine (per me) la storia del soldato, del povero Ulzana, altrettanto insufficiente come le altre: nessuna trama, credibilità zero (quante probabilità c'erano che il tizio venisse salvato ben 4 volte da Tex? Dai su...) e un finale così telefonato non l'avevo mai visto... si nota solo l'atmosfera di tristezza, forse riflesso della situazione del suo autore.

 

Insomma, per farla brevissima: risparmiatevi sti 8 euro, che oggi non sono pochi.

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  • Collaboratori

Ho letto le altre storie (quattro) che ancora mi restavano e lascio un ultimo commento solo per quella scritta da Ulzana.

 

Prima considerazione: è una storia dedicata a Tex, un tributo alla sua grandezza e a quello che rappresenta per noi lettori. Tante volte la lettura di un Tex ci ha tolto dalla mente pensieri, preoccupazioni. Tante volte in questo senso ci è venuto in aiuto senza che noi si potesse dirgli grazie alla fine della lettura. In questo vecchio soldato Ulzana ci ha messo se stesso, ci ha messo noi lettori. Poter incontrare Tex, per mezzo di un personaggio fittizio, nelle sue pagine e nella sua storia che ne declina ancora una volta il mito, è un po' il sogno di tutti noi. Una storia tutta per dirgli grazie, semplicemente questa parola per decine, centinaia di avventure che ci hanno fatto divertire nella sua compagnia. Beh Ulzana, il gioco dell'immedesimazione l'ha giocato fino in fondo, ci ha lasciato come il suo personaggio, dopo aver detto un grazie a Tex e senza potergli spiegare il perché.

 

Che io ricordi di albi dedicati a Tex e al suo mito ce ne sono stati pochi. C'è quello di Magnus che è il massimo tributo dedicato da un'artista al personaggio creato da Bonelli e Galleppini. Anche Magnus, come Ulzana, per pochi mesi non ha potuto vedere l'albo in edicola, con il suo nome riportato sopra. E' un qualcosa che, tutte le proporzioni mantenute, li accomuna.

 

La storia è una storia crepuscolare, c'è il Tex che salta fuori all'improvviso, nel momento di maggior bisogno. E' quello che ci si aspetta da un eroe. Ulzana l'aveva capito benissimo. Lo capiscono molto meno quegli autori che pur di metterlo in difficoltà non fanno di lui il salvatore, quello che ti tira le castagne dal fuoco, ma quello che ha bisogno di essere aiutato e qualche volta salvato. Il che ci sta anche, ma le figure da piccione per il Tex glbonelliano non sono mai ammesse. Ecco perché il Tex immaginato da Ulzana è un Tex glbonelliano nel profondo dell'anima, il Tex che noi lettori amiamo e pretendiamo, sbrigativo nel risolvere i problemi. Ecco perché questa storia vale molto di più di quello che può sembrare di primo acchito. E che questa sia la sua prima e ultima storia per Tex ci aggiunge malinconicamente quel tocco poetico in più, una storia di cui saresti potuto andare ben fiero. Adios amigo!

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Una raccolta di storie volutamente minori, e questo termine lo intendo non in senso qualitativo ma in senso di lunghezza e di respiro, tutte più o meno carine ma senza capolavori (che potrebbero starci anche in una storia molto breve).

 

Riguardo la prima storia, presenta un inciampo che me la fa ritenere troppo irrealistica, persino per Tex che, come si sa, è uno che disarma gli avversari sparando alla loro pistola (sono un discreto tiratore e ho visto all'opera dei campioni, e approfitto per assicurare agli eventuali indecisi che è impossibile riuscirci, a meno di clamorosi colpi di fortuna).

 

L'inciampo è questo:

 

SPOILER

SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

non riesco a capire come si possa fingere di aver bevuto un caffé quando, dopo aver appunto finto di farlo, si è posata la tazza (ovviamente piena come prima) sul bancone, proprio davanti a chi ha servito la bevanda, il quale, si badi, per motivi legati alla propria sopravvivenza personale ha sicuramente messo tutta la sua attenzione nello scoprire se il cliente il caffé l'ha bevuto davvero oppure no.

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, R come Ramon dice:

Una raccolta di storie volutamente minori, e questo termine lo intendo non in senso qualitativo ma in senso di lunghezza e di respiro, tutte più o meno carine ma senza capolavori (che potrebbero starci anche in una storia molto breve).

 

Riguardo la prima storia, presenta un inciampo che me la fa ritenere troppo irrealistica, persino per Tex che, come si sa, è uno che disarma gli avversari sparando alla loro pistola (sono un discreto tiratore e ho visto all'opera dei campioni, e approfitto per assicurare agli eventuali indecisi che è impossibile riuscirci, a meno di clamorosi colpi di fortuna).

 

L'inciampo è questo:

 

SPOILER

SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

non riesco a capire come si possa fingere di aver bevuto un caffé quando, dopo aver appunto finto di farlo, si è posata la tazza (ovviamente piena come prima) sul bancone, proprio davanti a chi ha servito la bevanda, il quale, si badi, per motivi legati alla propria sopravvivenza personale ha sicuramente messo tutta la sua attenzione nello scoprire se il cliente il caffé l'ha bevuto davvero oppure no.

Ci può stare il problema del caffè... Io l'ho "superato" in due modi: Tex lo butta(e non lo vediamo), Tex ne beve un goccio e l'albergatore (non un genio) non è zelante nel controllo.

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

Ci può stare il problema del caffè... Io l'ho "superato" in due modi: Tex lo butta(e non lo vediamo), Tex ne beve un goccio e l'albergatore (non un genio) non è zelante nel controllo.

Se Tex lo butta, avrei voluto vedere dove e come lo fa (dentro il locale? mi sembra impossibile o quasi) e soprattutto come fa a farlo senza farsi vedere dall'albergatore, che, come detto, sa perfettamente che se Tex non lo beve lui fa una brutta fine. Stesso discorso se ne beve un goccio, anzi peggio: come poteva Tex sapere che anche un goccio non l'avrebbe messo KO (dipende da che sostanza ci hanno messo e dalla quantità)? E se ne avesse bevuto solo un goccio, l'albergatore come avrebbe fatto a non insospettirsi? Tieni poi presente che chiede a Tex se ne vuole ancora, offrendosi di versargliene di più nella tazza, quindi di sicuro non ne mancava solo un goccio.

 

Se giustifichiamo tutti i buchi di sceneggiatura col discorso che è successo qualcosa di molto particolare (per non dire implausibile) che però non vediamo nei disegni, allora per definizione non possono esistere buchi di sceneggiatura nelle storie di Tex ;)

 

Continuo a pensare che sia una storia carina ma che nel suo snodo centrale diventa improvvisamente incredibile.

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<span style="color:red">13 minuti fa</span>, R come Ramon dice:

Se Tex lo butta, avrei voluto vedere dove e come lo fa (dentro il locale? mi sembra impossibile o quasi) e soprattutto come fa a farlo senza farsi vedere dall'albergatore, che, come detto, sa perfettamente che se Tex non lo beve lui fa una brutta fine. Stesso discorso se ne beve un goccio, anzi peggio: come poteva Tex sapere che anche un goccio non l'avrebbe messo KO (dipende da che sostanza ci hanno messo e dalla quantità)? E se ne avesse bevuto solo un goccio, l'albergatore come avrebbe fatto a non insospettirsi? Tieni poi presente che chiede a Tex se ne vuole ancora, offrendosi di versargliene di più nella tazza, quindi di sicuro non ne mancava solo un goccio.

 

Se giustifichiamo tutti i buchi di sceneggiatura col discorso che è successo qualcosa di molto particolare (per non dire implausibile) che però non vediamo nei disegni, allora per definizione non possono esistere buchi di sceneggiatura nelle storie di Tex ;)

 

Continuo a pensare che sia una storia carina ma che nel suo snodo centrale diventa improvvisamente incredibile.

Ci può stare il tuo ragionamento...Io ho cercato una spiegazione ad un espediente narrativo.

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<span style="color:red">10 minuti fa</span>, borden dice:

Ovvio, ma, se lo facciamo vedere, si perde la sorpresa.

E, se lo spieghiamo dopo, è insopportabile spiegazionismo.

D'accordo, ma così la storia è inverosimile. Allora è meglio lo spiegazionismo che, se plausibile, avrebbe potuto essere reso in modo non così insopportabile e non ci avrebbe fatto venire i dubbi di trovarci di fronte a una trama con un buco grande come l'albergo ;)

 

Sempre ammesso, ripeto, che la spiegazione fosse davvero valida: io resto convinto che l'albergatore, per scemo che potesse essere, non avrebbe dato il via libera ai malviventi se non fosse stato assolutamente certo che Tex ha bevuto, perché ne andava della sua pelle. Va bene che nei fumetti i cattivi sono sempre stupidotti (partono da posizioni di grande vantaggio e però perdono sempre), ma non è che si può giustificare tutto con "il tipo non era tanto sveglio"... buttarne una tazza nella sputacchiera avrebbe fatto rumore nell'atrio vuoto, a parte Tex e l'albergatore, che non gli avrà tolto gli occhi di dosso. E se Tex avesse atteso il momento di distrazione dell'albergatore, lo stesso si sarebbe insospettito dal tempo che passava senza che bevesse.

Dai, siamo onesti: chi di noi avrebbe dato il via libera ai complici se non avesse visto con i propri occhi Tex ingurgitare la pozione? Col minimo dubbio che il ranger potesse aver buttato il caffé da qualche parte mentre ci eravamo chinati a prendere qualcosa da sotto il bancone, ci avremmo scommesso la nostra vita?

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

Ovvio, ma, se lo facciamo vedere, si perde la sorpresa.

E, se lo spieghiamo dopo, è insopportabile spiegazionismo.

Concordo

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, R come Ramon dice:

D'accordo, ma così la storia è inverosimile. Allora è meglio lo spiegazionismo che, se plausibile, avrebbe potuto essere reso in modo non così insopportabile e non ci avrebbe fatto venire i dubbi di trovarci di fronte a una trama con un buco grande come l'albergo ;)

 

Sempre ammesso, ripeto, che la spiegazione fosse davvero valida: io resto convinto che l'albergatore, per scemo che potesse essere, non avrebbe dato il via libera ai malviventi se non fosse stato assolutamente certo che Tex ha bevuto, perché ne andava della sua pelle. Va bene che nei fumetti i cattivi sono sempre stupidotti (partono da posizioni di grande vantaggio e però perdono sempre), ma non è che si può giustificare tutto con "il tipo non era tanto sveglio"... buttarne una tazza nella sputacchiera avrebbe fatto rumore nell'atrio vuoto, a parte Tex e l'albergatore, che non gli avrà tolto gli occhi di dosso. E se Tex avesse atteso il momento di distrazione dell'albergatore, lo stesso si sarebbe insospettito dal tempo che passava senza che bevesse.

Dai, siamo onesti: chi di noi avrebbe dato il via libera ai complici se non avesse visto con i propri occhi Tex ingurgitare la pozione? Col minimo dubbio che il ranger potesse aver buttato il caffé da qualche parte mentre ci eravamo chinati a prendere qualcosa da sotto il bancone, ci avremmo scommesso la nostra vita?

 

 

La spiegazione tecnica l'hai avuta. Se ragioni così, allora dovresti chiedere conto di tutte le volte che Arsenio Lupin, Fantomas, Dexter, James Bond e Diabolik entrano in un luogo supersorvegliato senza farsi beccare e senza spiegazioni precise degli autori su come diamine, realmente, hanno fatto... C'è una "sospensione dell'incredulità" che deve dare per scontata l'abilità dell'eroe, che non è una persona normale, non sei tu, è l'eroe.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:

 

 

La spiegazione tecnica l'hai avuta. Se ragioni così, allora dovresti chiedere conto di tutte le volte che Arsenio Lupin, Fantomas, Dexter, James Bond e Diabolik entrano in un luogo supersorvegliato senza farsi beccare e senza spiegazioni precise degli autori su come diamine, realmente, hanno fatto... C'è una "sospensione dell'incredulità" che deve dare per scontata l'abilità dell'eroe, che non è una persona normale, non sei tu, è l'eroe.

La spiegazione tecnica che hai dato non può spiegare qualunque buco di sceneggiatura, altrimenti non si potrebbe più distinguere una storia ben scritta da una storia mal scritta. La sospensione dell'incredulità non può essere la scusante di qualunque inverosimiglianza, se no ci potrebbe capitare persino di vedere il ranger planare giù dai canyon e atterrare dolcemente perché in quel momento, guarda caso, c'era una fortissima corrente ascensionale. Naturalmente la sospensione dell'incredulità c'è in tutte le storie di Tex, ma un conto è applicarla per, ad esempio, la mira infallibile di Tex (che pure a volte fallisce il bersaglio, il che ce lo rende più "reale"), un conto è fargli sparire nel nulla una tazza di liquido sotto gli occhi di uno la cui vita dipende dal fatto che Tex la beva. La prima è una delle caratteristiche eccezionali del personaggio che ci vengono proposte dagli autori e che accettiamo, la seconda è sì un'altra caratteristica eccezionale, ma di Mandrake, che è un mago, non di Tex. E sia Mandrake che Tex hanno bisogno di spiegazioni, se fanno qualcosa che non è caratteristico delle loro eccezionalità. Se vedessimo Mandrake che fa fuori cinque avversari armati sparando cinque precisi colpi da una colt sarebbe la stessa cosa: non ci crederemmo (a meno di una spiegazione convincente che ci deve essere data all'interno del fumetto) perché sappiamo che quella cosa lui non la sa fare. Le convenzioni tra autore e lettore devono essere salde, pena la fine della sospensione dell'incredulità: Spiderman non ha la vista a raggi X per vedere attraverso i muri, Mandrake non sa fare a cazzotti, Tex non fa sparire nel nulla le cose.

Per restare nel tuo esempio, Arsenio Lupin, Fantomas, Dexter, James Bond e Diabolik entrano in luoghi supersorvegliati senza farsi beccare perché hanno la caratteristica di poterlo fare; va aggiunto, comunque, che tutti sono decisamente meno realistici di Tex, il quale ha quindi bisogno di trame più credibili degli altri personaggi, ai quali si perdona di più, o meglio, si concede di farci sospendere di più l'incredulità perché più "fantastici". Tu scrivi Tex e non Diabolik con i suoi marchingegni, ti tocca essere più rigoroso. Hai voluto la bicicletta? ;)

 

Data la stima grande che ho di te come autore, so perfettamente che queste cose le conosci molto meglio di me. E sai benissimo che quella che tu chiami "spiegazione insopportabile", quando Tex ha fatto qualcosa di apparentemente inspiegabile, nelle storie di Tex l'abbiamo trovata molte volte, e a mia memoria non è mai stata insopportabile, perché ben collocata e ben esposta. Si può fare, e tu lo sai bene perché l'hai già fatto: è capitato molte volte, ad esempio, che a fine albo Tex chiarisse dei passaggi o dei fatti rimasti oscuri.

 

No, mi spiace: qui la trama non regge perché Tex fa qualcosa di impossibile (per lui); non ci viene data all'interno della storia una spiegazione accettabile di come potrebbe averlo fatto e quindi arrivo alla fine della storia non credendoci, il che rovina tutto il divertimento.

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Tex al Barman: Guarda, guarda, un canarino morto!

Il barman, guardando in alto verso il soffitto: Dove, dove?

Tex, che di nascosto versa il caffè nella sputacchiera senza fare il minimo rumore (*): Niente, ormai è volato via.

(*) hai presente quando fai la pipì in un barattolo dirigendo il getto sulle pareti del barattolo stesso per evitare rumori poco delicati?

 

Con una simile correzione la sceneggiatura sarebbe stata impagabile.

Credo.

 

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Argomentazione eccellente. Ma in una storia di sole 32 pagine in cui l'accento della vicenda non è certo sulla tazzOna, resto dell'idea che si tratta di un dettaglio insignificante e che non ci fosse né lo spazio  né la volontà (la mia, per ragioni stilistiche) di inserire una bruttura tipo:

 

RAGAZZINO. "Ma Tex, come hai fatto con il caffè?"

 

TEX " Come si solito faccio con le carte da gioco (solo che in quel caso non me lo chiede mai nessuno...): sono in gamba e svelto di mano e di cervello, mentre il portiere è un tonto!"

 

Essendo una tazza grande di caffè lungo, mica Tex doveva vuotarla tutta. E il portiere resta un tonto. Magari si sarà chiesto, "Diamine, ne ha bevuto solo un sorso insignificante...", ma non aveva ragione alcuna di sospettare che Tex SAPESSE, quindi... 

 

 

 

 

 

 

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Premessa

 

Si sostiene che è un sintomo di senilità ripetere le stesse cose: e sia, forse mi sto rincitrullendo veramente :D, tuttavia, come scritto già altre volte, il color brevi non dovrebbe essere un albo che rientra tra i miei acquisti, visto che non mi appassiona più di tanto, eppure per il secondo anno consecutivo (coerenza questa sconosciuta! :D) ho ceduto alla tentazione di acquistarlo. Se l'anno scorso la motivazione della bellezza della copertina era alquanto labile, lo ammetto, quest'anno i motivi erano più di uno per fare uno strappo alla regola. Come perdersi il debutto come soggettista del nostro pard Mister P? Purtroppo avrei voluto pure complimentarmi qui sul forum con Emanuele, ma son certo che ovunque adesso sia, il nostro compianto pard avrà modo di leggere i nostri commenti. 

 

Le scadenze e impegni vari mi stanno molto ostacolando e sono indietro con le letture, di fatto ho deciso di commentare singolarmente le varie storie che compongono l'albo, sperando di poter dedicare il giusto tempo per i commenti.

 

Mi accorgo che quello in questione è il primo Color Tex che recensisco qui sul forum (sempre se ricordo bene, sapete la senilità avanza :D) e credo che sia giusto così, visto l'importanza che riveste per noi utenti del forum. Non so come spiegarlo: sembra sentire aria di casa e per nulla al mondo avrei permesso di saltare l'appuntamento in edicola.

 

Perdonandomi per la mia consueta mancanza di sintesi, mi accingo alla stesura del primo commento.

 

La terribile banda

 

Di bambini sulla saga del ranger ne sono apparsi molti; non so perchè il primo che mi viene in mente mentre sto scrivendo è quello che GL Bonelli fece apparire nelle prime strisce, che, galvanizzato da una stretta di mano con Tex, si trasformò in "un eroe" rifilando un papagno sul muso di un gattaccio nel saloon. A differenza di quel piccolo monello, colui che Marco e Mauro ci presentano, non idolatra né conosce il celebre ranger ma avrà l'onore di essere il protagonista della breve vicenda. Il buon soggetto, abbastanza originale e ideale nel contesto delle brevi, viene sviluppato con la dovuta ironia e leggerezza da Mauro e il prodotto finale è una storia carina e d'evasione, che non stona in un simile format.

 

Borden, così come lo scorso anno, riesce a cavarsela bene nel brevissimo spazio delle trentadue tavole, dimostrando di saper svariare bene anche con le tematiche: claustrofobica e con sprizzi di gotico quella del 2020, divertente e da tenero "racconto di Natale" quella attuale. 

 

Come non intenerirsi assistendo alla caparbia del giovanissimo comprimario, che pur di conquistarsi il rispetto della banda di bulli del paese, è disposto  a giocare col fuoco, accettando l'impresa più proibitiva che nemmeno il più feroce dei nemici è mai riuscito a vincere?

 

Ovviamente le sorti della sua "scommessa" sarebbero segnate, se il fato non offrisse al piccolo "soldo di cacio" l'occasione per divenire l'inatteso "eroe per un giorno". 

 

Non starò qui a riassumere i vari passaggi, sia per non spoilerare troppo che per non annoiare chi ha già avuto modo di leggere l'episodio, tuttavia posso dire che ho apprezzato la breve vicenda; di tanto in tanto fa piacere imbattersi in una storiellina più leggera e reputo coerente pure la scelta di non far apparire nessun morto tra le pagine.

 

La sequenza del caffè drogato, che finora ha fatto discutere, è un tantino forzata, ma non da fare un dramma: durante una narrazione può capitare qualche snodo narrativo meno convincente, ma nel complesso incide non in maniera esagerata in una simile sceneggiatura minore. Forse avrei evitato di far riempire la seconda tazza, così si poteva più facilmente credere al fatto che il nostro avesse svuotato il contenuto dietro il bancone, beffando il tonto albergatore, ma non è un simile dettaglio a decretare la bocciatura di una storia, a mio avviso.

 

Molto divertente l'epilogo, con il piccolo Eddie che si gode la meritata rivincita. Ormai per lui è riduttivo entrare nella banda di Chief, infatti prima umilia il bullo per poi congedarlo con un papagno sul naso (citazione al bimbo di GL Bonelli?), tanto da meritarsi l'appellativo di "collega" da Tex. A dire il vero il consiglio del pugno gli viene dato da Hank il bandito, ma Tex di par suo, saprà pareggiare gli insegnamenti, consigliando acqua e sale per la ferita alle nocche. :)

 

Validi ed eleganti i disegni del debuttante Masala, che credo abbia tutte le carte in regola per ulteriori apparizioni sulla saga; ho trovato altresì molto interessante la colorazione che valorizza e non appesantisce le vignette. Un binomio ben reso per una prova grafica degna per il personaggio più famoso del fumetto italiano. 

 

Nel complesso lettura piacevole e divertente.  Il mio voto finale è 7    

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