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TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


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<span style="color:red">40 minuti fa</span>, Diablero dice:

Ho apprezzato molto i primi due albi del tentativo di Boselli di "redimere" il vecchio arcinemico di Tex e di levarlo da quell'abisso di ridicolo, ma ho trovato anch'io nel finale le magagne rilevate da tanti (che ho dettagliato nella mia recensione).

 

La mia impressione, riflettendoci a giorni dalla lettura, è che Boselli si sia ritrovato con due grossi problemi: PRIMA ripristinare la natura "pericolosa, non ridicola" di Mefisto, e POI riuscire a spiegare come fa Tex a salvarsi da questo Mefisto "pericoloso".

 

Per me non gli è riuscito, alla fine sia Mefisto che (soprattutto) Yama fanno troppi errori e la fuga di Tex è decisamente improbabile. 

Sì, siamo in molti, mi sembra, a dire che la scena della fuga di Tex e l'eccesso di pazzia (chiamiamola così) di Yama, non abbiano funzionato come dovevano, ma Boselli aveva tante altre possibilità per risolvere la questione.

Poteva per esempio rendere Kit Willer e Tiger meno pirla, visto che conoscevano bene la capacità di Mefisto di ipnotizzare le persone (in questo caso Devlin) e di trasformarsi in un altro personaggio (il direttore del manicomio) e renderli molto più pericolosi (di fatto sono inutili) e - una volta tanto! - decisivi per la storia.

Oppure poteva far liberare Tex e Carson dai traditori (Lorna e Duke) che avevano bisogno di un diversivo per fuggire da Mefisto, o altre soluzioni che io non so immaginare ma meno improbabili del coltello a pochi centimetri dalla guancia di Tex...

 

<span style="color:red">40 minuti fa</span>, Diablero dice:

ECCO perchè definire i poteri di Mefisto, come ha fatto Nizzi, significa rovinarlo come personaggio)

 

Mah, adesso Boselli ha altri quattro albi per riuscire a dare un degno finale al vero grande nemico di Tex, ma forse sarebbe stato tutto molto più facile se semplicemente si fosse detto che la Mefistolata non era mai avvenuta, era un allucinazione di Mefisto, e riprendere dal Mefisto "misterioso" di GL Bonelli

Per quanto io non abbia apprezzato la Mefistolata, non si può sempre dare tutta la colpa a Nizzi: qui Boselli, secondo me, non ha "chiuso" bene la storia e amen. Capita anche a lui.

Il terzo albo poi ha troppi personaggi (il manicomio è affollatissimo!), l'"arrivano i nostri" si poteva evitare, una storia con atmosfera horror doveva avere pochi personaggi e momenti più di suspense, a mio modesto parere.

(Nonostante questo comunque io la ritengo un'ottima storia).

Complimenti ancora ai Cestaro, che spero si mettano presto a disegnare un Texone.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Letizia dice:

Mefisto non mi piace.
Ma come, Letizia, proprio tu con la tua passione per il paranormale?
Ebbene sì.
E vi spiego perché. 

 

Tex non è un fumetto Marvel o DC, dove gli eroi hanno i superpoteri e i villain non devono essere da meno.
Tex non ha superpoteri, ma solo abilità, con le armi, con i pugni e con il cervello.
E anche con queste abilità non esagererei troppo: la colt, si sa, è precisa da qui a lì, ma da lì in poi non colpisci neanche una mucca; ma va bene così.

I cattivi di Tex non devono essere in grado di compiere mirabilia perché altrimenti Tex fa la figura di Thor+Superman+Hulk.


Sappiamo tutti che nel West è più facile accoppare qualcuno che accendersi una sigaretta.
Se qualcuno volesse far fuori Tex o Carson o chiunque altro, non c'è cosa più facile.
Non c'è protezione da una pallottola a tradimento nella schiena.
Tutti quelli che hanno provato a tendere un agguato ai nostri erano dei pirla patentati o più scalognati di Paolino Paperino quando ce la mette tutta.
La storia insegna: Bill Hickok e Jesse James sono due esempi di come fosse facile uccidere persone che non avresti mai voluto avere di fronte con la colt in pugno.

Un avversario senza scrupoli e troppo abile diventa automaticamente un idiota se non riesce nemmeno a ferire Tex.


Non c'è poi nulla di più patetico del cattivo di turno che ha nelle sue mani, legati con filo spinato e inermi che più di così non si può, Tex e/o i suoi pard, tutti o in parte e che si domanda: che faccio, li accoppo subito o aspetto almeno un paio di giorni?
No, che dico mai; aspetto, così, quando si saranno liberati, ci sarà più soddisfazione a spedirli all'inferno; se poi saranno loro a spedire me all'inferno, pazienza, bisogna essere sportivi.

 

Se poi questo capita al furfante una volta sola, ci può stare; è un pirla ma, se campa, in futuro non ci casca più.
Ma no, ti capita ogni volta, sempre sempre, e tu che fai?
Hai imparato dagli errori precedenti e non ci caschi più?
No no, ormai la patente (di pirla) l'hai presa, scade tra dieci anni e la sfrutti più che puoi.
Anzi, cerchi di recuperare punti persi con le rare azioni intelligenti.
E allora pianti un coltello affilato per aiutare il prigioniero a liberarsi, lasci come sorvegliante un figlio decerebrato appena uscito dal coma e pensi "speriamo che Tex si liberi alla svelta ché siamo appena a pagina 28".

 

Se si vogliono evitare situazioni ridicole, si devono scegliere sapientemente gli avversari di Tex, si devono costruire caratteri e comportamenti plausibili.
Gli argomenti ci sono, anzi abbondano: rapine, rapimenti, vendette, indiani buoni bistrattati, indiani feroci, galeotti evasi, amori contrastati, padroni e servi, prepotenti... e chi più ne ha più ne metta.
Certo tutta roba già vista, ma quel che conta è come lo si conta.
Non vedremo più sparatorie, scazzottate ecc. perché ne abbiamo già viste troppe?
Speriamo di no.

 

Insomma non voglio più vedere Mefisto perché è una grandissima contraddizione: ingegnoso fino al punto di catturare i nostri e poi idiota nel farseli scappare?
Ma Mefisto è così, lucido nella sua follia.
No, troppo comodo.
In questa storia l'unica follia è quella di Yama.
Mefisto è solo un avversario sano di mente che fa errori incredibili solo perché è richiesto dalla trama, solo perché Tex non può morire.

 

Un avversario ricorrente, che perde sempre, è molto difficile da gestire.
Una volta perde perché commette un errore, un'altra perché è sfortunato.
Ma poi?
Ma, perbacco, perché Tex è bravo!
No, non regge.
Se Tex è bravo, non si fa catturare.

Mefisto sta diventando ridicolo.
E' stato un errore riproporlo mediante Yama che ne è la fotocopia, e successivamente con il suo ritorno dagli inferi.
E' stato un bel personaggio che doveva terminare con Black Baron.
Indietro tutta insegna.

 

Naturalmente, a mio modesto avviso.

Sono d'accordo, ma solo in relazione a questa storia...Mefisto è un grande personaggio ma, proprio in virtù delle sue doti larger-than-life, molto difficile da gestire...

E infatti G.L. Bonelli, già da "Black Baron" in poi, architettò trame in cui, Tex e pards agivano per larga parte a distanza di Mefisto (e Yama poi) per incontrarsi solo nella fase conclusiva della storia...e inoltre sempre appoggiati da alleati numericamente preponderanti, in modo da rendere "coerente" la loro vittoria contro alleati delle Forze Infernali come Mefisto e Yama (senza contare ulteriori "agevolazioni" magiche come gli amuleti).

In questo caso, Boselli fa cadere Tex e Carson in mano a Mefisto-la qual cosa subito mi aveva esaltato, grazie a un cliffhanger davvero figo- ma a questo punto, per riuscire a "ribaltare" la situazione, ricorre poi ad una serie di escamotages che finiscono per declassare Mefisto (più ancora che Yama, che in fondo "si limita" a risvegliare Carson dalla trance infernale) alla stregua del classico cattivo fessacchiotto da serie z, che parla, parla, ha svariate occasioni per chiudere i conti con i suoi arci-nemici (anche in extremis, quando si sta buttando in una fuga precipitosa dal manicomio in subbuglio, ha Tex e Carson ai suoi piedi soggiogati nel delirio, e ciononostante continua a tergiversare), e finisce per prenderla in saccoccia.

Senza contare che la trovata del coltello piantato a una spanna dal legaccio di Tex è veramente forzatissima, come già detto da altri, c'erano altre soluzioni più sensate per portare alla liberazione di Tex...

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  • co fondatore
<span style="color:red">39 minuti fa</span>, Testa di Vitello dice:

c'erano altre soluzioni più sensate per portare alla liberazione di Tex...

Al di là del fatto che in parte la penso come te, proponine qualcuna.

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4 hours ago, Mister P said:
4 hours ago, Testa di Vitello said:

c'erano altre soluzioni più sensate per portare alla liberazione di Tex...

Al di là del fatto che in parte la penso come te, proponine qualcuna.

Beh, qualcuna l'ha già proposta Poe (potevano essere liberati da Kit e Tiger che non cadevano nell'agguato o, aggiungo io, invece di entrare dalla porta principale potevano farlo di nascosto approfittando della distrazione fornita dai poliziotti e dai forzuti della Hercules, oppure potevano essere liberati da Lorna e Duke.

 

In entrambi i casi ci sarebbero state comunque molte proteste, da parte della frangia di lettori che non sopporta che Tex venga salvato da qualcun altro, una frangia che comprendo perchè di questa cosa se ne è fatto un abuso assurdo sotto Nizzi, decenni di storie in cui Tex veniva sempre salvato da qualcun altro, da un bambino, da un cane, da un paralitico, dal primo che passava, etc, e capisco che molti lettori siano "sensibilizzati" su questa cosa, però adesso non è che si passi dall'eccesso all'altro, dopo anni di storie rigide in cui Tex veniva sempre salvato si passa ad anni di storie in cui non può essere salvato, le storie diventano prevedibili in entrambi i casi.

 

Anch'io però preferisco soluzioni in cui Tex si salvi per la sua abilità e non per l'intervento di altri. un altro metodo che usava GFL Bonelli era la variabilità dei poteri di Yama e Mefisto, una variabilità tranquillamente giustificata in fiction: serve che Yama non riesca a fare una cosa? È passata una nuvola davanti alla luna. O Mefisto deve mantenere la concentrazione per tenere Tex nel delirio e l'arrivo di kit e degli altri rompe la concentrazione e Tex si sveglia, ma da solo senza altra gente nella cella a parte Carson.  O semplicemente la forza di volontà di Tex è tale che Mefisto non può tenerlo lì a lungo e dopo un po' torna in sè.

 

Oppure, per dimostrare la superiorità di Tex su Yama, gli riesce ciò che Yama non è riuscito a fare... fuggire dall'incubo in cui è confinato, da solo! (in pratica è sempre il caso della forza di volontà, ma più spettacolare, invece di vedere Tex che si sforza nel sonno si vede Tex nel sogno che stende demoni a cazzotti e pistolettate)

 

O magari, più prosaicamente, quello che avevo suggerito nella mia recensione, il tavolo su cui si trova Tex è chiaramente regolabile, se fosse stato fissato male nella fretta di andarsene bastava che Tex rovesciasse il tavolo e lo rompesse o liberasse il pugnale (richiede comunque una distrazione di Mefisto, ma "per la fretta causata dall'arrivo dei poliziotti non fissa bene fino in fondo la ruota di regolazione del tavolo" mi pare molto più accettabile del "lascia apposta la lama che servirà a Tex per liberarsi, lama che si sposterà da sola per poter essere afferrata"

 

Ma alla fine, il punto è che PRIMA di far catturare Tex devi avere una buona idea su come liberarlo, senza che la cosa faccia perdere la sospensione dell'incredulità al lettore.  Se non ce l'hai, allora è semplicemente meglio non farlo catturare...

 

(ho l'impressione che qui Boselli invece si sia fidato troppo del fatto che in seguito avrebbe trovato qualche maniera e si sia allargato troppo con la vittoria - temporanea - di Mefisto)

Edited by Diablero
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Il 2022 verrà ricordato da noi lettori texiani come l'anno di Mefisto.

 

In effetti è una scelta redazionale forte quella di sfoderare, in rapida sequenza, una minisaga di sette albi riguardante lo scontro (finale?) fra Tex e il suo acerrimo nemico. (con tanto di bollino in copertina che un po' ci ha fatto discutere :D)

 

Il primo capitolo di tre albi, si è concluso e adesso, a bocce ferme, provo a recensirlo, sebbene non sia affatto facile farlo dopo che è stato in lungo e in largo analizzato dagli altri utenti prima di me. 

 

Per la prima volta mi avvalgo pure del comando "spoiler", visto che reputo doveroso evitare che qualcuno che ha intenzione di leggere solo alla fine dei sette mesi tutta la storia, possa rischiare di incorrere in qualche elemento spoilerante nel mio commento.

 

Spoiler

L'episodio parte bene, anzi rincaro la dose sostenendo che l'incipit è davvero notevole.

 

Mauro, conscio di trovarsi al cospetto di un evento epico da non sprecare, tira fuori un soggetto molto raffinato e interessante.

 

Mefisto ritorna a essere una nemesi con i fiocchi: freddo, cinico e molto pericoloso nella sua lucidità.

Mette su un piano ambizioso e la location scelta dall'autore per la rivincita dello stregone è davvero a effetto.

 

Nel primo albo il lettore viene catapultato in un vortice di malvagità e mistero, che si respira a pieni polmoni tra gli antri dell'inquietante manicomio criminale e fra la bruma dei tenebrosi quartieri di Frisco, resi perfettamente dai fratelli Cestaro in grande spolvero.

 

La trama si dipana bene e si appoggia su alcune scene molto efficaci che rappresentano il punto di forza dei primi due albi, vedi l'angosciante sequenza del ristorante, o la stupenda sessione della visita dei nostri in casa del sospettato giudice, con tanta di folle corsa lungo il bordo del burrone con demoni in cassetta e visioni arcane che fanno schizzare a mille la tensione narrativa e il coinvolgimento emotivo del lettore.

 

Mefisto, che ha avuto tutto il tempo di recuperare smalto dopo la brutta rappresentazione macchiettistica offertaci da Nizzi, intesse la sua tela per avvolgere i nemici giurati ed estendere il suo potere sulla città, appoggiandosi a una squadra di manovalanza molto pericolosa, scelta fra la feccia dei criminali della zona.

I nostri, sebbene non del tutto sicuri, avvertono subito che qualcosa di terribile si nasconde dietro a quella moderna struttura per la cura delle malattie mentali e soprattutto Tiger all'inizio, sembra voler sostituire lo stregone della tribù e "sente" il male gravitare attorno.

 

Mauro che in questi scenari gotici si sente molto a suo agio, si diverte e ci dona un'altra sequenza molto carica di adrenalina, ovvero la cattura dei due pards nell'insolito e interessante scenario della sede in disuso dei pompieri, fra scale a chiocciola, visioni e follia criminale che culminerà con l'incendio e la fiamme a forma di teschio che sancirà la definitiva prova per Kit e Tiger di trovarsi al cospetto di un non comune nemico, ed è ovvio che i loro sospetti, a tal punto, ricadono su Mefisto.

 

I primi due albi, quasi perfetti, si concludono con il colpo di scena del rinsavimento di Yama, con Tex, immobilizzato, che assiste al delirio del suo caro pard e che sembra quasi trovarsi in un incubo, visto che vede a pochi passi da sé i due antichi nemici.

 

Purtroppo così come, dopo aver pazientemente montato un bel castello di carte a più piani, l'accidentale caduta di una fila, rischia di compromettere tutto il precedente lavoro appena svolto, un terzo albo meno ispirato e a tratti un po' arruffato, se non inficia del tutto l'esito della prova, incide comunque ad abbassarne il fin allora ottimo livello.

 

Sulla questione che Mefisto usi gas allucinogeni nei confronti di Tex e Carson credo che ci possa stare: negli anni ha sperimentato che i nemici non si fanno soggiogare dai suoi poteri e quindi, visto che la semplice apparizione non basta, ha affinato un trucco che gli permette di metterli in seria difficoltà. Difatti in difficoltà li mette davvero, anche troppo direi, visto che Borden, così come accadde nella storia del Segno di Yama, si ritrova costretto a forzare un po’ la mano per tirarsi fuori dal cul de sac in cui rischia di essersi ficcato.

 

Non mi soffermerò più di tanto sulla forzatura del pugnale incandescente a filo di guancia e lacci “elastici” visto che già si è speso “fiumi d’inchiostro” sul topic, tuttavia la scena ci mostra tutta la difficoltà in cui incorre un autore in simili sfide.

Mefisto per essere battuto deve sbagliare, il coraggio e la forza di Tex da soli non possono bastare contro un simile potere e forze infernali. Capitava nelle prove di Bonelli e deve capitare anche oggi, tuttavia la differenza la fa il modo in cui il villain cada in errore.

In effetti di colpo lo stregone perde la lucidità fino ad allora mostrata e si permette alcune leggerezze che diventano determinanti. Capisco la pressione esterna ma stona che un piano così accuratamente studiato negli anni, venga sciupato da errori di valutazione marchiani, come la scelta di lasciare a guardia dei nemici il solo Yama, non del tutto in forma psichica come vedremo in seguito.

In effetti è propria la figura del figlio di Mefisto a uscire totalmente con le ossa rotte in questo primo episodio, e dire che Mauro era stato molto abile a recuperarne lo spessore nella prova precedente. La scena con Yama che si fa infinocchiare da Tex e incorre nell’errore fatale per malcelato orgoglio e presunzione, è un po’ stucchevole. Capisco la rivalità col padre (aspetto interessante se ben approfondito), ma il modo in cui permette ai due pards di liberarsi, lo rende una macchietta inaccettabile.

Vedremo cosa gli riserverà il proseguo nella storia di Civitelli, ma, a mio modo di vedere, Borden ha un po’ troppo forzato la mano e rischiato di bruciare definitivamente il personaggio, dopo avergli in passato ridonato un po’ di vitalità.

 

Che la gestione di Kit Willer non sia facile e anche Mauro stenti ad affrontarla, lo abbiamo già accennato in altri topic e io sono uno di quelli che ha sempre reputato che il giovane rampollo è il personaggio che a Borden riesce peggio; ci viene donata un’ulteriore dimostrazione visto che è un tantino esagerata l’ingenuità mostrata da Piccolo Falco nella scena clou del manicomio.

 

Purtroppo anche Tiger brilla poco stavolta e di solito invece è un pard molto valorizzato dal curatore. Evidentemente l’esigenza di dover frettolosamente sciogliere i troppi nodi nel terzo albo ha portato pure a queste imprecisioni.

 

Il concitato finale, affollato da troppe presenze, ci rimanda al prossimo capitolo e la mia speranza è che si possa ottimizzare al meglio lo scontro finale.

 

Ricapitolando, due ottimi albi, penalizzati da un terzo meno idoneo, ma nel complesso la prova si mantiene avvincente, sebbene non ai livelli di epicità della ricerca artica delle navi scomparse.

 

Per ciò che concerne l’aspetto grafico, ribadisco che ho apprezzato oltremodo la prova dei Cestaro Bros: il loro tratto sporco e spigoloso si sposa perfettamente con la tematica gotica della storia e gli scorci cittadini, sembrano davvero emanare un’aurea di malvagità.

Migliorabile la resa dei primi piani dei protagonisti, ma la grande capacità narrativa e dinamicità di sequenze come quella della morte del giudice, fanno pendere totalmente l’ago della bilancia verso l’eccellenza di esito grafico. Complimenti vivissimi ai fratelli campani, ottima prova e ora sotto al grande Civitelli per concludere questo kolossal texiano. Il mio voto finale è 7

 

 

 

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Premesso che ho nell'insieme gradito questa storia per come è stata impostata e, in parte, conclusa (fermo restando che dobbiamo ancora vedere il secondo episodio che sarà pubblicato), condivido che nella fuga di Tex ci siano delle soluzioni discutibili.

Spoiler

Non ho la presunzione di fare lo sceneggiatore al posto di Boselli (che lo sa fare da par suo, ossia ottimamente, ma è un essere umano...), per quanto riguarda la "famigerata" questione del coltello, quello che a me ha dato fastidio è che Mefisto lo inchiodi così vicino alla guancia di Tex (e quindi lontano dal suo polso) e questo dato non è solo intuibile dai disegni, ma è rimarcato dalle stesse parole di Mefisto. Ora, per legittimare le modalità con le quali Tex riesce poi a liberarsi, forse (e mi scuso per la presunzione di fornire questa mia alternativa) sarebbe stato più semplice e credibile fare in modo che Mefisto si trovasse a una certa distanza da Tex e gli scagliasse contro il pugnale in un empito di rabbia (o per un desiderio di incutergli paura, anche se poi sa bene che il suo avversario non la conosce), facendo fissare il coltello vicino al polso di Tex e, immediatamente dopo, venisse interrotto nella sua azione, dall'imprevisto arrivo del tirapiedi di turno (un Mandip a caso) che gli annunciava l'arrivo di Kit e Tiger o dei forzuti della palestra Hercules. Di fronte a questo diversivo, Mefisto è costretto a spostarsi e a non rendersi conto pienamente che la lasciato un coltello che può poi essere utilizzato da Tex grazie a questa imprevista distrazione del suo avversario. Troppo banale? Probabile, ma forse nemmeno così inverosimile...

 

Edited by dario63
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Letti e confermo che i primi 3 si leggono con senso compiuto. Aggiungo che, mentre Manicomio e San Francisco sono molto, molto buoni, soprattutto San Francisco, Bedlam è troppo concitato, troppo pregno di personaggi, tropo sbrigativo per certi versi rispetto alla, troppa, carne al fuoco.

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Credo che "l'effetto concitazione" fosse voluto. Alla fine Mefisto viene sconfitto perchè non riesce a mantenere la concentrazione, troppo distratto da:

1) Tex e Carson liberi (ed è su di loro che cerca di concentrarsi

2) I due complici disertori

3) Yama di nuovo folle e il suo servitore

4) I forzuti della Hercules che sfasciano tutto

5) i pazienti rinchiusi, ora liberi, che scorazzano per l'ospedale per vendicarsi di quello che gli hanno fatto patire

6) Kit, Tiger e i poliziotti

 

Non è una mia interpretazione: la cosa è detta chiaramente, lo dice lo stesso mefisto che ha bisogno della massima concentrazione, altrimenti Tex si libera, poi arriva una distrazione, due, tre, con Mefisto sempre più nervoso e irritato, e Tex si libera dal suo controllo.

 

È una variante del solito "attacco in massa" che tante volte ha sconfitto Mefisto. Il problema è che stavolta, invece di far arrivare UNA massa (di Navajos, di soldati armati di cannone, di cultisti, etc.) la confusione viene data da almeno una mezza dozzina di gruppi, contando solo quelli ostili a Mefisto.

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Ok, ma è un fumetto. E in un fumetto le regole le detta chi scrive. Per cui, se l'effetto concitazione risulta negativo al lettore, si poteva scegliere qualche altro espediente o inventarsi una motivazione diversa dalla necessità di concentrazione di Mefisto.  Ripeto che parlo a titolo personale e magari, l'effetto negativo della concitazione, c'è stato solo per me e pochi altri, mentre la stragrande maggioranza ha gradito. 

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Sarà una mia intuizione, magari non corrispondente alla realtà, ma il fatto che il Bos non spicchi in presenza su questo topic, me lo fa vedere con un sorriso sardonico sul volto, come a dire: sfogatevi pure con la vostra fantasia e le vostre argomentazioni ché ho una sorpresina per voi.

 

Voi che dite, Il Bos ci farà vedere i sorci verdi?

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 Quando ho visto che Mefisto lanciava il coltello arroventato, ho capito come... ;)

 

Ma Mefisto, puoi essere così idiota? :D

 

Un grande punto a favore, comunque è il fatto che, a differenza di un suo collega, non ci ha costretti a sorbirci un passato neonazista ante litteram di Mefisto....:craniate:

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43 minuti fa, Letizia dice:

Voi che dite, Il Bos ci farà vedere i sorci verdi?

hai fatto lo spoiler per la fine che farà Mefisto nel prossimo capitolo?:D:D:P...io spero che il Bos abbia trovato un finale più avvincente :old:;)B)

Mefisto nasce con Tex. Avversario di Tex fin dagli albori, è la sua nemesi. è un personaggio antico, quasi vecchio come Tex...  Tanto è concreto e positivo Tex quanto è irrazionale e malefico Mefisto...due forze opposte, che non si attraggono ma sono PER FORZA DI COSE IN COMPETIZIONE l'una con l'altra. Un dualismo che piaceva moltissimo ai ruspanti lettori del Primo Tex, abituati ad un ritmo delle storie diverso da quello attuale. io ricordo che quando parlo con i vecchi lettori di Tex, tutti ma proprio tutti mi dicono: "mefisto mi paiceva perchè riusciva sempre a salvarsi e si ripresentava di fronte a Tex a distanza di tempo"...piaceva perchè era il nemico perfetto di Tex, era nato insieme a lui: non si riusciva a concepire Tex senza Mefisto

GLB, che era un grande scrittore, ad un certo punto ha capito che riproporre Mefisto ad libitum avrebbe stancato alla lunga i lettori, anche perchè lo aveva già impiegato in tutte le salse possibili...la discesa agli inferi e la crezione di Yama (che preferisco come avversario al suo Vecchio) è riuscita a "rinverdire" il mito di Mefisto and C., creando probabilmente alcune delle storie più belle di Tex. 

La "caratura" del supercattivo ha obbligato Borden a sacrifiacre Yama come cattivo guest star, e non c erano altri modi per riuscire a mio modo di vedere di "preservare" l'infallibilità demoniaca di Mefisto, se non "diminuendo" il carisma e le capacità da supercattivo di Blacky, che sta a Mefisto come Kit willer sta al suo Satanasso di un genitore...

 

 

Il 18/6/2022 at 23:25, borden dice:

Caro Barbanera, ingenuo tu a pensare che due agenti qualsiasi di San Francisco debbano conoscere ogni criminale degli Stati Uniti… 😉

io infatti parlavo di una "ingenuità"che non inficia la storia in se, che rimane molto buona per i primi due albi...personalmente avrei preferito Mefisto sotto mentite spoglie, non presentato subito con la sua reale faccia diabolica

Edited by Barbanera
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18 ore fa, Diablero dice:

Beh, qualcuna l'ha già proposta Poe (potevano essere liberati da Kit e Tiger che non cadevano nell'agguato o, aggiungo io, invece di entrare dalla porta principale potevano farlo di nascosto approfittando della distrazione fornita dai poliziotti e dai forzuti della Hercules, oppure potevano essere liberati da Lorna e Duke.

 

In entrambi i casi ci sarebbero state comunque molte proteste, da parte della frangia di lettori che non sopporta che Tex venga salvato da qualcun altro, una frangia che comprendo perchè di questa cosa se ne è fatto un abuso assurdo sotto Nizzi, decenni di storie in cui Tex veniva sempre salvato da qualcun altro, da un bambino, da un cane, da un paralitico, dal primo che passava, etc, e capisco che molti lettori siano "sensibilizzati" su questa cosa, però adesso non è che si passi dall'eccesso all'altro, dopo anni di storie rigide in cui Tex veniva sempre salvato si passa ad anni di storie in cui non può essere salvato, le storie diventano prevedibili in entrambi i casi.

 

Anch'io però preferisco soluzioni in cui Tex si salvi per la sua abilità e non per l'intervento di altri. un altro metodo che usava GFL Bonelli era la variabilità dei poteri di Yama e Mefisto, una variabilità tranquillamente giustificata in fiction: serve che Yama non riesca a fare una cosa? È passata una nuvola davanti alla luna. O Mefisto deve mantenere la concentrazione per tenere Tex nel delirio e l'arrivo di kit e degli altri rompe la concentrazione e Tex si sveglia, ma da solo senza altra gente nella cella a parte Carson.  O semplicemente la forza di volontà di Tex è tale che Mefisto non può tenerlo lì a lungo e dopo un po' torna in sè.

 

Oppure, per dimostrare la superiorità di Tex su Yama, gli riesce ciò che Yama non è riuscito a fare... fuggire dall'incubo in cui è confinato, da solo! (in pratica è sempre il caso della forza di volontà, ma più spettacolare, invece di vedere Tex che si sforza nel sonno si vede Tex nel sogno che stende demoni a cazzotti e pistolettate)

 

O magari, più prosaicamente, quello che avevo suggerito nella mia recensione, il tavolo su cui si trova Tex è chiaramente regolabile, se fosse stato fissato male nella fretta di andarsene bastava che Tex rovesciasse il tavolo e lo rompesse o liberasse il pugnale (richiede comunque una distrazione di Mefisto, ma "per la fretta causata dall'arrivo dei poliziotti non fissa bene fino in fondo la ruota di regolazione del tavolo" mi pare molto più accettabile del "lascia apposta la lama che servirà a Tex per liberarsi, lama che si sposterà da sola per poter essere afferrata"

 

Ma alla fine, il punto è che PRIMA di far catturare Tex devi avere una buona idea su come liberarlo, senza che la cosa faccia perdere la sospensione dell'incredulità al lettore.  Se non ce l'hai, allora è semplicemente meglio non farlo catturare...

 

(ho l'impressione che qui Boselli invece si sia fidato troppo del fatto che in seguito avrebbe trovato qualche maniera e si sia allargato troppo con la vittoria - temporanea - di Mefisto)

 

 

Comunque tutte le soluzioni in cui Tex venisse salvato da qualcuno che non fossero  i pards più stretti sarebbero peggiori, ovviamente 

Edited by borden
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<span style="color:red">22 ore fa</span>, Mister P dice:

Al di là del fatto che in parte la penso come te, proponine qualcuna.

Qualcuna l'ha proposta Poe, altre Diablero...

Secondo me, arrivati a quel punto, con Tex e Carson legati ai tavolacci di tortura da solidi legacci di cuoio, l'unica soluzione per venirne fuori, è che fossero liberati da qualcuno...anche se Boselli ha appena scritto che secondo lui sarebbe stato peggio, ma io non sono d'accordo;)

Potevano essere Lorna e Duke per creare un diversivo ed agevolarsi la fuga ?

Poteva essere il servo Mandip illuminato sulla via di Damasco, che realizza la follia dei suoi due padroni e vuol porvi un freno ?

Potevano essere i pards (quindi ben più avanti nella storia) dopo aver portato lo scompiglio nel manicomio ?

Potevano essere i pazzi (o finti pazzi tenuti prigionieri) in fuga dalle loro gabbie ?

Qualsiasi di queste soluzioni per me sarebbe stata meglio del coltello piantato da Mefisto (che quindi diviene LUI il principale artefice della liberazione di Tex) a una spanna da Tex con conseguente legaccio di cuoio elastico che si allunga fino alla lama, e Yama distratto da Carson che gliela conta su e non si accorge di niente.

Ma questa è solo la mia opinione;)

  • +1 1
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Tex deve liberarsi da solo, in casi come questo. E' la mia opinione.

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  • Sceriffi

Ormai avete già detto tutto a proposito di questa storia, ma lascio anch'io qualche piccola osservazione.

 

1) Per quanto ne dicano i suoi detrattori e quei lettori che proprio non lo possono soffrire, il buon vecchio Mefisto aveva ancora qualcosa da dire. Questa storia dimostra che uno sceneggiatore ispirato poteva ancora tirare fuori qualcosa che valesse la pena di raccontare, muovendosi tra cliché delle vecchie storie (i pard catturati) e situazioni inedite (l'ambientazione al manicomio).

 

2) Anch'io condivido i molti giudizi che vedono i primi due albi - ma soprattutto il secondo - superiori al terzo, un po' meno riuscito. Il secondo albo, appunto, è davvero notevole per la gestione del ritmo narrativo per le due scene-madri - la corsa pazza delle carrozze demoniache, e la trappola nella vecchia caserma dei pompieri - che sono davvero coinvolgenti e ti tengono incollato alle pagine.

Il terzo albo, pur rimanendo una lettura più che piacevole, è però un po' più farraginoso, e non solo per qualche piccola incertezza di sceneggiatura che è già stata sottolineata (la "trovata" di Borden per far liberare Tex questa volta non è così felice come al solito). Quella che dovrebbe essere la scena-madre del terzo albo risulta eccessivamente frammentata e caotica per l'accavallarsi di scene e personaggi che, se da un lato sono funzionali nell'economia della narrazione a distrarre Mefisto e a fargli perdere la concentrazione necessaria per mantenere il controllo della situazione, dall'altro spezzettano in maniera forse eccessiva il finale.

 

3) Kit e Tiger. Non al meglio della forma: si fanno abbindolare un po' troppo facilmente una volta arrivati al manicomio, soprattutto dato che si sono convinti (anche in questo caso, un po' troppo facilmente) che ci sia Mefisto dietro la scomparsa di Tex e Carson.

 

4) Mefisto e Yama. Mi è molto piaciuto come Borden ha ripreso e ha gestito i due grandi nemici di Tex. Mefisto è lucidissimo, ma ha anche un paio di sprazzi di quella follia improvvisa che lo ha sempre accompagnato e che lo ha portato alla rovina in passato. Molti invece hanno parlato di Yama ridotto a macchietta; dissento ed anzi ho trovato   azzeccata la scelta di giocare sulla sua mente ottenebrata ed imprigionata dalle "sentinelle di pietra", ed il modo in cui Tex riesce ad approfittarne. Sono curioso di vedere quale sarà l'evoluzione di Yama nella seconda parte della storia...

 

5) I disegni. Quando ero piccolo - erano gli anni '90 e mi ero letto tutto il Tex di GLB, mentre seguivo l'inedito in edicola mese per mese - chiesi a mio papà perché Mefisto non tornasse più nelle nuove storie. La sua risposta: "Perché nessuno lo sa più disegnare come lo faceva Galep".

Ecco, io credo che in fondo qualcosa di vero ci sia in questa affermazione e che il successo di questo personaggio debba comunque tanto anche alla matita di Galleppini, che con "Black Baron" e "Il figlio di Mefisto" ha creato scene ed atmosfere indimenticabili.

I Cestaro fanno comunque un egregio lavoro soprattutto per l'atmosfera gotica che sanno creare - in questo sono senza dubbio fra i migliori dello staff di Tex, insieme direi a Carnevale. Un po' meno bene invece nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli secondari, a volte poco distinguibili.

 

 

In conclusione, se la storia fosse a sé stante e si concludesse qui, ci sarebbe un po' di insoddisfazione per un terzo albo sotto tono rispetto alle grandi cose viste nei primi due. Ma il bello è proprio che non finisce qui, anzi credo che non si possa davvero valutare compiutamente questa storia prima di averne letto anche la seconda parte. Per fortuna non c'è troppo da aspettare :lol:

 

 

 

 

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Barbanera dice:

Mefisto nasce con Tex. Avversario di Tex fin dagli albori, è la sua nemesi. è un personaggio antico, quasi vecchio come Tex...  Tanto è concreto e positivo Tex quanto è irrazionale e malefico Mefisto...due forze opposte, che non si attraggono ma sono PER FORZA DI COSE IN COMPETIZIONE l'una con l'altra. Un dualismo che piaceva moltissimo ai ruspanti lettori del Primo Tex, abituati ad un ritmo delle storie diverso da quello attuale.

 

IMHO.

Piace moltissimo ancora oggi, anche se sono uno dei ruspanti lettori citati, e ribadisco che Mefisto morirà con TEX, per ragioni di saga oppure commerciali.

Il ritmo è chiaramente diverso da TexWiller (mica tanto dalla regolare), calcola che per leggere l'ultima avventura su TexWiller ho dovuto ogni volta rileggere tutto dall'inizio, non so se sia il ritmo o la miriade di personaggi, comunque per capire fino in fondo devo fare lo stesso di Borden: ogni volta che arriva un nuovo albo devo rileggere la storia dall'inizio (sto parlando solo dell'ultima avventura).

Preciso che con il "dover fare lo stesso di Borden" significa che, come lui ha più volte dichiarato, ogni volta che riprende in mano una sceneggiatura la rilegge tutta dall'inizio,  d'accordo che lui ha una decina o più di storie in sospeso però, a volte, sottopone i lettori come me a questa piacevole "tortura".

A Yama è stata fatta fare una figuraccia che di più non  si può, risvegliato dal coma per 5 minuti ne ha combinate di tutti i colori, poi rimesso in catalessi. Meno male che l'ombra aleggiante sul nuovo TEX 741 sia quella di Mefisto, altrimenti avrebbe suscitato ilarità.

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Ho letto tutti i commenti e concordo in particolare con quelli di Diablero.

Per me semplicemente Tex non andava fatto catturare, magari qualcuno dei pards si con il nostro che poi li libera ma messa giù come è stata messa poi diventa ovviamente difficile da gestire senza far passare Mefisto per Will Coyote, che poi direi che dopo quaòche centinaia di storie possiamo anche fare a meno del topoi dell'eroe inerme legato al tavolo della tortura a favore di qualcosa di più fresco e sorprendente.

La storia comunque mi è piaciuta molto nonostante il calo e l'arruffamento dell'ultimo albo, curioso di leggere il seguito soprattutto per l'inedita ambientazione.

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Premetto che Mefisto è in assoluto il mio personaggio preferito e, proprio per questo motivo, quando ho saputo del suo ritorno dopo quasi vent’anni di oblio, le mie aspettative erano molto alte, se poi aggiungiamo che l’evento era ancora più epocale dato che avremmo visto, per la prima volta, Yama e Mefisto insieme, bè le mie aspettative erano decisamente altissime.

Spoiler

I primi due albi hanno mantenuto quanto promesso e, soprattutto, il cliffhanger del secondo è stato per me un grandissimo colpo di scena perché, se la memoria non mi inganna, era la prima volta di Tex inerme e totalmente alla mercé del diabolico negromante e, pur sapendo che comunque il nostro ne sarebbe uscito illeso (e questo per forza, altrimenti dal n. 741 l’albo mensile si sarebbe dovuto chiamare Mefisto e non più Tex), nonostante la situazione si presentasse senza una plausibile via d’uscita perché, evidentemente, se il tuo acerrimo nemico, che ti odia più di ogni altro al mondo, che a causa tua ha dovuto ingoiare dei rospi grandi come dei gatti randagi ed addirittura, sempre per colpa tua, è morto mangiato vivo dai ratti, una volta tornato in vita (tipica esperienza, tra l’altro, da fumetti di supereroi come il Norman Osborn di spider man) quando finalmente riesce a catturarti ed a renderti inerme come un insaccato in attesa di stagionatura, cosa vorrà farti? raccontarti la sua esperienza extracorporea in uno dei gironi dell’inferno dantesco? O la sua esperienza di padre deluso da un figlio poco centrato di testa e con l’hobby della magia? bè, come minimo vorrà scuoiarti vivo un centimetro alla volta e smontarti pezzo per pezzo come i mattoncini della lego, quindi, viste queste premesse c’era la crescente curiosità, da parte mia, di vedere quale soluzione narrativa, e aggiungo anche  spettacolare, avrebbe escogitato Boselli per fare uscire Tex fuori da quel cul-de-sac in cui lo aveva cacciato.

Purtroppo tutte le mie aspettative sono state disattese e non sto a tirare fuori le varie incongruenze già evidenziate da altri utenti (oltretutto di molte non ci avevo fatto neanche caso o comunque mi erano sembrate passabili, ma Tex che si libera in quel modo da quella specie di letto di contenzione, cui era immobilizzato, mi ha ricordato l’altrettanto improbabile liberazione dal palo della tortura in “Old South”, il Texone dell’anno scorso) ma a come, nel terzo albo, sia venuta a mancare quella narrazione ricca di pathos, di colpi di scena ed anche di una certa epicità  dovuta, almeno da quello che era il mio desiderio, allo scontro faccia a faccia tra Tex e l’inedita accoppiata Mefisto e Yama che mi sarei aspettato sensazionale se non, come ho già detto, epocale. Tutto questo, a parer mio, non c’è stato sia a causa di qualche soluzione risibile e sia perché invece di sfruttare il potenziale dalla coppia padre figlio ( del resto si sa che “du maghi is megl che uan”) si è puntato sull’instabilità mentale di Yama e sul rapporto conflittuale tra i due con Mefisto che dopo averlo avuto in cura per chissà quanto tempo e dopo aver chiesto aiuto finanche ai demoni degli inferi per farlo tornare dalla prigione della pazzia in cui era intrappolato che fa, lo accoglie e lo accudisce da vero padre/stregone amorevole? Nooo! non perde occasione per ricordargli quanto è bello papà, quanto è forte papà e che papà ha pure più capelli di lui, ridicolizzandolo anche davanti a Mandip, l’unico che vedeva Yama come l’idolo delle folle, e facendogli venire ancora più complessi di inferiorità di quanti già ne avesse palesati prima; e per forza che poi non riesce neanche fare il cane da guardia a Tex e Carson.

Peccato, il terzo albo, a mio parere, si è dimostrato un’occasione persa come un gol sbagliato a porta vuota dopo un grande assist, ma non dispero del tutto, ce ne sono altri quattro e sono convinto che Boselli saprà chiudere il cerchio in maniera spettacolare aiutato anche dai pennelli di Civitelli.  

 

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Ecco per fortuna David Padovani, che vorrebbe far studiare a scuola di sceneggiatura il terzo albo della saga che per molti di voi è semplicemente "arruffato", quando non decisamente sbagliato e brutto... :DChe volete, mi consolo così!

 

 

https://www.lospaziobianco.it/tex-740-chiusi-in-manicomio/

 

E' evidente che se a molti di voi non è piaciuto avrò fatto una scelta sbagliata, decidendo di serrare l'azione e alternarla vorticosamente sul finale, come nei vaudeville francesi, per causare il bailamme (bedlam, appunto)  che avrebbe fatto perdere i cattivi... Mi spiace, io ne ero soddisfatto.

 

Ma devo dire  che una cosa mi perplime. Che qualcuno continui a parlare di buchi e incongruenze evidenti  senza però mai dire quali effettivamente siano (a parte il laccio di Diablero, che considero personalmente solo un problema di difficile esecuzione grafica e un'accettabile scelta "da fumetto" popolare). Insomma, caro Bob Rock e compagnia, quali sarebbero le altre incongruenze "ampiamente citate" dai forumisti? Ancora attendo di conoscerle. E non mi dite che Yama e Kit fanno degli errori, perché questa non è un'incongruenza, bensì una normalissima scelta narrativa. Contesto che i personaggi non possano mai fare errori. Se Renzo  non facesse gravissimi errori durante l'assalto ai forni  di Milano, il romanzo di Manzoni finirebbe quattrocento pagine prima. Se Laverdure o Frankie Bellevan o Haddock o Salvini non facessero errori anche grossi, Tanguy, Kit Teller, Tintin e la Lega non sarebbero mai in difficoltà...  Perché solo Tex deve vivere in un mondo dove sbagliare non è consentito??:blink:

 

 

 

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2 hours ago, borden said:

Ecco per fortuna David Padovani, che vorrebbe far studiare a scuola di sceneggiatura il terzo albo della saga che per molti di voi è semplicemente "arruffato", quando non decisamente sbagliato e brutto... :DChe volete, mi consolo così!

 

 

https://www.lospaziobianco.it/tex-740-chiusi-in-manicomio/

 

E' evidente che se a molti di voi non è piaciuto avrò fatto una scelta sbagliata, decidendo di serrare l'azione e alternarla vorticosamente sul finale, come nei vaudeville francesi, per causare il bailamme (bedlam, appunto)  che avrebbe fatto perdere i cattivi... Mi spiace, io ne ero soddisfatto.

 

Ma devo dire  che una cosa mi perplime. Che qualcuno continui a parlare di buchi e incongruenze evidenti  senza però mai dire quali effettivamente siano (a parte il laccio di Diablero, che considero personalmente solo un problema di difficile esecuzione grafica e un'accettabile scelta "da fumetto" popolare). Insomma, caro Bob Rock e compagnia, quali sarebbero le altre incongruenze "ampiamente citate" dai forumisti? Ancora attendo di conoscerle. E non mi dite che Yama e Kit fanno degli errori, perché questa non è un'incongruenza, bensì una normalissima scelta narrativa. Contesto che i personaggi non possano mai fare errori. Se Renzo  non facesse gravissimi errori durante l'assalto ai forni  di Milano, il romanzo di Manzoni finirebbe quattrocento pagine prima. Se Laverdure o Frankie Bellevan o Haddock o Salvini non facessero errori anche grossi, Tanguy, Kit Teller, Tintin e la Lega non sarebbero mai in difficoltà...  Perché solo Tex deve vivere in un mondo dove sbagliare non è consentito??:blink:

 

 

 

forse la critica su Yama e Kit nasce dal fatto che per una volta Kit poteva essere un po' più scafato. Dopo la storia con la Montoya in cui sembra più risoluto del solito (e che ho apprezzato) qui forse è involuto come abilità e sicurezza trasmessa al lettore. Yama invece forse ce lo aspettavamo un po' meno fiacco e palla al piede, soprattutto nel momento in cui  torna alla realtà. Ma sono scelte narrative che piacciono o meno. Nel mio caso il terzo albo risulta meno entusiasmante perché seguito di un secondo albo, sempre per me, ai limiti della perfezione.

Nel complesso però sono comunque contento della storia al netto di diverse cose che ho scritto e che un po' non mi sono piaciute (ma sempre facendo riferimento ad una storia bella e che sono tentato già di rileggere per la terza volta). 

 

Con queste premesse penso che le critiche si possano anche cogliere come un segnale di stima da parte del lettore, che di fronte ad una storia di alta qualità cerca sempre di spingere l'asticella più in alto. Cosa che si può fare solo quando si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad uno sceneggiatore con i numeri per saltare sempre più in alto ;) 

 

Dopo la storia sulle navi, il bis dell'anno scorso, questa storia di Mefisto e le tante belle storie su Tex Willer che ci regali, non puoi certo stupirti di chi ti spacca il capello in due e non solo il capello! Non è un esercizio che si può fare con tutti, quindi mi sa che le tue storie saranno paradossalmente quelle che subiranno la critica più spietata ma anche i riconoscimenti dovuti!

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, LedZepp dice:

forse la critica su Yama e Kit nasce dal fatto che per una volta Kit poteva essere un po' più scafato. Dopo la storia con la Montoya in cui sembra più risoluto del solito (e che ho apprezzato) qui forse è involuto come abilità e sicurezza trasmessa al lettore. Yama invece forse ce lo aspettavamo un po' meno fiacco e palla al piede, soprattutto nel momento in cui  torna alla realtà. Ma sono scelte narrative che piacciono o meno. Nel mio caso il terzo albo risulta meno entusiasmante perché seguito di un secondo albo, sempre per me, ai limiti della perfezione.

Nel complesso però sono comunque contento della storia al netto di diverse cose che ho scritto e che un po' non mi sono piaciute (ma sempre facendo riferimento ad una storia bella e che sono tentato già di rileggere per la terza volta). 

 

Con queste premesse penso che le critiche si possano anche cogliere come un segnale di stima da parte del lettore, che di fronte ad una storia di alta qualità cerca sempre di spingere l'asticella più in alto. Cosa che si può fare solo quando si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad uno sceneggiatore con i numeri per saltare sempre più in alto ;) 

 

Dopo la storia sulle navi, il bis dell'anno scorso, questa storia di Mefisto e le tante belle storie su Tex Willer che ci regali, non puoi certo stupirti di chi ti spacca il capello in due e non solo il capello! Non è un esercizio che si può fare con tutti, quindi mi sa che le tue storie saranno paradossalmente quelle che subiranno la critica più spietata ma anche i riconoscimenti dovuti!

 

Ma certamente, hai ragione! Non mi lamento di questo. Quel che vorrei sapere è dove sono le incongruenze! Questo, se permetti, è spiacevole. Sento parlare di incongruenze, ma, a parte Diablero , nessuno le tira fuori o dice quali sono...  Che Kit o Yama facciano i fessi, come ho spiegato, NON è un'incongruenza.

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Nel terzo albo non ci sono incongruenze, a mio avviso, ma solo scelte discutibili.

Nessuno è perfetto e, vivaddio, ogni tanto qualcuno commette errori.

Ma ci sono errori ed errori.

Kit e Tiger, che si gettano a braccia spalancate nella trappola, mi sembra un errore imperdonabile, la ricaduta nello stato di demenza di Yama è una scelta accettabile, il doppio errore di Mefisto del coltello e di lasciare un carceriere poco affidabile un po' meno, ma ci sta.

 

Una cosa che a me è parsa un'incongruenza sta invece nel secondo albo.

Mefisto vuole catturare i 4 pard vivi per poi poterli far soffrire e uccidere a poco a poco, oppure li vuole accoppare subito facendoli precipitare nel dirupo con la carrozza?

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, borden dice:

Ecco per fortuna David Padovani, che vorrebbe far studiare a scuola di sceneggiatura il terzo albo della saga che per molti di voi è semplicemente "arruffato", quando non decisamente sbagliato e brutto... :DChe volete, mi consolo così!

 

 

https://www.lospaziobianco.it/tex-740-chiusi-in-manicomio/

 

E' evidente che se a molti di voi non è piaciuto avrò fatto una scelta sbagliata, decidendo di serrare l'azione e alternarla vorticosamente sul finale, come nei vaudeville francesi, per causare il bailamme (bedlam, appunto)  che avrebbe fatto perdere i cattivi... Mi spiace, io ne ero soddisfatto.

 

Premetto che, a mio avviso, buchi e incongruenze non ce ne sono; al più, si può dire che la trovata per far liberare Tex non è riuscitissima (secondo me in parte anche per la sua realizzazione grafica).

 

Il terzo albo - come al solito nelle sceneggiature boselliane - è un ingranaggio perfetto in cui tutti i fili narrativi si incastrano alla perfezione. Dal punto di vista tecnico, non c'è una pedina fuori posto. E in questo caso la complessa costruzione e alternanza di scene e personaggi è anche un elemento chiave della storia, perché causa la distrazione di Mefisto che perde il controllo della situazione e proprio per questo viene sconfitto.

Tutto bene, quindi? Nì, perché secondo me in tutto questo l'effetto è quello di una frammentazione eccessiva, viene un po' a mancare l'atmosfera horror e soprattutto l'ambientazione del manicomio non è sfruttata al meglio: mi sarei aspettato un finale claustrofobico tra pazzi, demoni e visioni evocati da Mefisto, celle e strumenti di cura/tortura (quelli visti nel primo albo, che poi scompaiono)...

Da lettore, mi sono sentito molto più coinvolto dalla lettura delle scene-madri del secondo albo, dalla corsa folle delle carrozze demoniache, che da questo finale al manicomio. A confronto con un secondo albo coinvolgente, che ti tiene col fiato sospeso ad ogni pagina, il terzo albo ha un po' meno mordente. A questo si aggiunge una inevitabile sensazione di conclusione non conclusa, perché sappiamo che la storia continuerà per altri 4 albi ma ci troviamo qui lo stesso a commentarne un finale :lol:

 

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<span style="color:red">22 minuti fa</span>, Letizia dice:

Una cosa che a me è parsa un'incongruenza sta invece nel secondo albo.

Mefisto vuole catturare i 4 pard vivi per poi poterli far soffrire e uccidere a poco a poco, oppure li vuole accoppare subito facendoli precipitare nel dirupo con la carrozza?

Questo me lo chiedo anch'io. Difficile entrare nella mente di  Mefisto! 

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