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TWF - Tex Willer Forum

[741 BIS] L’eredità del Bandito


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5 minutes ago, Letizia said:

La storia, per me, è godibile; le telefonate ci sono, è vero, ma, lettori smaliziati che hanno letto più di mille storie di Tex, senza contare le migliaia di film di ogni genere, telefilm, fumetti vari e compagnia bella, valli a stupire con un bel colpo di scena imprevedibile.

Ed è questa la debolezza di base di sceneggiare "a colpi di scena". O fai cose assurde che non erano prevedibili perchè non hanno senso, o fai cose che qualunque lettore un minimo scafato prevede con 20 pagine di anticipo.

 

È una maniera di scrivere adatta a "lettori ingenui". Non a caso ho detto che mi ha ricordato le vecchie storie western dell'intrepido. Perché erano rivolte a lettori di quel tipo, che leggevano poco, distrattamente, e che appena sono arrivate le TV commerciali sono passati a guardarsi "i bellissimi di Rete4" senza più guardare un fumetto.

 

9 minutes ago, Letizia said:

Che volevate?

 

una maniera di scrivere con più frecce al proprio arco. Che invece di usare SEMPRE il "colpo di scena" utilizzi l'approfondimento psicologico (che non puoi usare se sceneggi a colpi di scena, fa capire al lettore come si comporterebbe il personaggio, che è quello che NON vuoi, per questo se sceneggi a "colpi di scena" i personaggi devono essere sagome di cartone che potrebbero fare qualunque cosa), l'anticipazione (far sapere subito al lettore le intenzioni della donna e costruire quindi tensione e dramma su questo), o tante altre tecniche diverse.

 

Un esempio di quanto è limitante usare solo i colpi di scena: come fanno a trovare la mappa nel calcio della pistola? Ovvio, "colpo di scena", una pallottola colpisce guarda caso la pistola proprio nel punto giusto. (le incredibili coincidenze sono l'altro lato dei colpi di scena). È un momento nella storia in cui davvero ti cascano le....

 

E se invece la donna avesse sempre saputo che la mappa era lì, perchè lo aveva spiato mentre la nascondeva? Per metà della storia solamente lei e il lettore avrebbero saputo dell'importanza di quella pistola. Si poteva usare per creare un minimo di tensione in questa storia ultra-piatta. Ma così si rovinava il colpo di scena...

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15 minutes ago, Letizia said:

 

L'acqua melmosa nasconde tutto fuorché un elefante.

 

ri-commento con segnalazione possibile SPOILER

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fuorché un elefante e una catena di nemmeno un metro a quanto pare.

 

A me la storia nel complesso è andata giù senza guizzi negativi o positivi, e per questo ho evitato di farne un'analisi che non serve e forse non interessa a nessuno. Ho solo sollevato due punti che mi fanno storcere il naso, uno ha a che fare con le scelte editoriali e in parte sui disegni rispetto al Texone, l'altra riguardante l'escamotage del tesoro sepolto e su come fosse sepolto (ho tra l'altro segnalato lo spoiler perché secondo me si tratta di un elemento sensibile). 

18 minutes ago, Letizia said:

 

Non so se sei mai andato a fare il bagno in fiume.

L'acqua melmosa nasconde tutto fuorché un elefante.

 

Se la storia non ti è piaciuta, padronissimo, ci mancherebbe, ma trovare assurde cose possibilissime solo perché un po' strane, questo non mi sembra accettabile.

Si, confermo, padronissimo di criticare, soprattutto se argomento e dato che acquisto gli albi e li leggo (e molto spesso li critico positivamente, più raramente sollevo dubbi cercando di essere anche cortese).

 

Al fiume vado spesso, in molti fiumi il fondale è ben visibile, in altri la melma può ricoprire tutto (anche una catena), dipende dalle correnti, dal fondale etc., In generale confermo che la scelta si manda giù, ma non era così necessaria, bastava già la mappa nella pistola come espediente carino, ma ho l'impressione che Ruju ami strafare con le trovate e gli effetti a sorpresa (ho citato il cannone con l'oro dentro, una zavorra che in Old South i soldati si portano dietro, ma potrei citare il finale del suo ultimo cartonato con la diga e il suicida mandato a morire da Tex e dai pards).

18 minutes ago, Letizia said:

Che volevate?

Tex che chiede la mano alla bella vedova, la porta con sé al villaggio centrale della riserva navajo, presenta la di lei figlia a suo figlio Piccolo Falco che se ne innamora perdutamente?

Che volete, la doppia cerimonia nuziale con le due signore che assumono i nomi indiani di "Lupa Amorevole" e "Gazzella Indifesa"?

 

Non mi pare di aver detto questo, è una tua speculazione. 

Dal mio commento, a meno che tu non lo voglia travisare critico due aspetti:

1) far uscire un bis con una storia abbastanza ordinaria e comunque dimenticabile come molte altre (che non significa brutta ma semplicemente non speciale) su un filone simile al texone, e con lo stesso disegnatore a distanza di un mese.

2) un escamotage nello specifico che mi pare più una trovata sensazionale che una cosa realistica. 

 

Il tutto corredato da un bel "chiaramente è un parere soggettivo". 

Per me è una storia sufficiente, un riempitivo da leggere senza enormi pretese ma che secondo me fa un po' scemare  l'entusiasmo verso un nuovo disegnatore Texano, quasi soffocando la bella sorpresa del Texone; una storia poi non fortissima ma normale. Soffre secondo me il confronto col primo bis, quello un quasi capolavoro in 114 pagine. 

 

Cosa di tutto ciò è inaccettabile? 

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Mi pare chiaro che un numero "bis" non ha proprio nulla di straordinario.

 

Facciamo prima di tutto due conti. Ogni anno escono:

12x110 =  1320 pagine della serie regolare

12 x 62 =  740 pagine di Tex Willer

...e 2 maxi,  2 color, un texone, un magazine, uno special, due cartonati e un bis, totale (572+320+224+100+126+110) = 1452 pagine di "speciali".

Cioè, da tempo la produzione "speciale" ha superato la produzione "regolare", gran parte dei Tex sono "speciali" e quindi gli speciali sono ancora più "normali" e "comuni" della serie regolare...

 

Poi, alcuni "speciali" lo sono per ragioni di formato o di idea alla base (i Texoni prima di tutto, ma anche gli altri, il color per i color, la lunghezza maxi per i maxi, gli articoli per il magazine, il formato e il colore per i cartonati...), ma il "bis" non è altro che un numero in più, stesso formato e stesse pagine della serie regolare.

 

È, se vogliamo, più "onesto" e chiaro nel suo essere una semplice spremitura, una maniera per vendere 13 albi invece di 12.

 

Inoltre, c'è pure un precedente alla Bonelli: i "bis" sono stati usati su Martin Mystere per svuotare i cassetti dalle storie "fondo di magazzino", quindi per me e per tutti i vecchi lettori dà l'idea dello scarto recuperato, di un qualcosa di scarsa qualità (e da qui si vede come chi dirige la Bonelli oggi non ne conosce la storia e non si rende conto di certe associazioni d'idee...)

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<span style="color:red">19 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Non mi pare di aver detto questo, è una tua speculazione. 

Infatti non hai parlato di telefonate, quindi tutta la mia "speculazione" (così tu hai interpretato la mia ironia) non è diretta a te.

A te ho solo contestato il tesoro nascosto che, per te, tanto nascosto non è e per me, invece, lo è eccome.

La catena non è visibile per chi sta in riva al fiume (e neanche tanto visibile per chi è sott'acqua: Tex la nota solo alla seconda immersione) e il cofano è stato sepolto dalla melma con il tempo: il peso lo ha fatto sprofondare nel fondo molle e fangoso e lo scorrere dell'acqua ha fatto il resto.

Con Diablero concordo sulla ricerca ad ogni costo del colpo di scena che, come ho già detto, è molto difficile far funzionare.

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, LedZepp dice:

Storia nel complesso piacevole con discreti disegni (parere ovviamente soggettivo).

Per me due spunti principali di critica:

 

1) i disegni secondo me in calo rispetto al Texone sempre di Freghieri appena uscito. Se è vero che il Texone, in generale, ha il suo punto forte proprio nei disegni ed immagino che il disegnatore cerchi in tutti i modi di rendergli giustizia e ritagliarsi uno spazio di gloria nella storia Texiana,  nel bis c'è un calo nei disegni rispetto al Texone abbastanza evidente per me (che per carità può anche starci, diverso formato, uscite e forse consegne ravvicinate) ma che inevitabilmente si rende più evidente proprio per le uscite ravvicinate. Se col Texone sembrava di aver fatto un acquisto del secolo con Freghieri su Tex, col bis l'entusiasmo scema e la mia opinione è che si vada ad aggiungere un ottimo disegnatore per Tex ma non un fenomeno per cui attendere con trepidazione la prossima uscita (il mio giudizio è su Tex e non sui lavori precedenti o collaterali su altre serie ed è ovviamente soggettivo).

In linea di massima lo apprezzo ma le due uscite ravvicinate mi lasciano perplesso e secondo me non è una scelta azzeccata. Anche perché sia il Texone che il bis perdono un po' di "speciale"-> Freghieri esce col Texone, evento eccezionale, e dopo un mese è fuori con un albo della regolare. 

 

2) Resto dell'idea, che pur trattandosi di una storia godibile, questa uscita non abbia nulla di speciale. La storia è diversa da quella del Texone ma ha diversi punti in comune (il filone è simile). Si tratta di un'azione commerciale pura e dura, che ci sta, la Bonelli non è una Onlus, ma io mi aspetto che quando si opta per un bis o uno speciale si cerchi di portare in edicola una storia particolare e non un riempitivo per spezzare la saga di Mefisto e che poteva benissimo essere pubblicato post- Mefisto come riempitivo. Basti guardare il bis dell'anno scorso o quello di quest'anno di Julia. Questi sono bis a prescindere dalla bellezza della storia.

La storia seppur godibile nel mentre della lettura, è tra l'altro abbastanza anonima e dimenticabile appena si passa ad una nuova lettura. Inutile soffermarsi su peli e contropeli, l'unica nota stonata che mi sento di citare è il tesoro nascosto...........

 

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in acqua.

Il bandito lo avrebbe nascosto come? Gettandolo in acqua e facendo si che venisse ricoperto perfettamente dalla melma del fondale lasciando però la catena perfettamente visibile anche a distanza di mesi/anni per favorirne il ritrovamento? Tra l'altro una catena di ferro in prossimità di una riva poteva essere visibile a qualcuno intento a fare un bagno e rinfrescarsi (meglio un classico sottoterra no?).

Lo avrebbe ricoperto lui sott'acqua, da solo? Volete davvero dirmi che un bandito non poteva trovare una sistemazione più semplice ma ugualmente sicura ed efficace e che comportasse meno rischi?

Questa non è una soluzione tanto diversa da Tex che nasconde il tesoro dei pawnee nella grotta sott'acqua, il problema è che Tex è Tex e può farle certe cose ed essere credibile. Comunque, meglio del cannone pieno di monete e pesante tonnellate trainato da un cavallo su un ponte di pietra (penultimo Texone Old South).

A me pare davvero irrealistico, ma soltanto funzionale ad una scena spettacolare, ovvero il ritrovamento da parte di Tex del tesoro

Concordo sul calo rispetto al Texone nei disegni di Freghieri.

<span style="color:red">20 minuti fa</span>, Diablero dice:

Mi pare chiaro che un numero "bis" non ha proprio nulla di straordinario.

 

Facciamo prima di tutto due conti. Ogni anno escono:

12x110 =  1320 pagine della serie regolare

12 x 62 =  740 pagine di Tex Willer

...e 2 maxi,  2 color, un texone, un magazine, uno special, due cartonati e un bis, totale (572+320+224+100+126+110) = 1452 pagine di "speciali".

Cioè, da tempo la produzione "speciale" ha superato la produzione "regolare", gran parte dei Tex sono "speciali" e quindi gli speciali sono ancora più "normali" e "comuni" della serie regolare...

 

Poi, alcuni "speciali" lo sono per ragioni di formato o di idea alla base (i Texoni prima di tutto, ma anche gli altri, il color per i color, la lunghezza maxi per i maxi, gli articoli per il magazine, il formato e il colore per i cartonati...), ma il "bis" non è altro che un numero in più, stesso formato e stesse pagine della serie regolare.

 

È, se vogliamo, più "onesto" e chiaro nel suo essere una semplice spremitura, una maniera per vendere 13 albi invece di 12.

 

Inoltre, c'è pure un precedente alla Bonelli: i "bis" sono stati usati su Martin Mystere per svuotare i cassetti dalle storie "fondo di magazzino", quindi per me e per tutti i vecchi lettori dà l'idea dello scarto recuperato, di un qualcosa di scarsa qualità (e da qui si vede come chi dirige la Bonelli oggi non ne conosce la storia e non si rende conto di certe associazioni d'idee...)

Alla fine sì...E' una spremitura. Venderne 13 invece di 12. Però uno ci mette la speranza sempre di trovare qualcosa che sia un po' più succoso e pepato.

Diciamo che Ruju dopo le "ambizioni" non lineari di Aguas Negras e il Pistolero Vodoo con questa storia di un albo ha giocato sul sicuro. Un usato sicuro per me però dimenticabile.

Ricorderò e rileggerò sicuramente di più gli "ambiziosi" tentativi di Ruju che questo "usato sicuro".

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Riguardo all'effetto "sorpresa" (o colpo di scena), gli sceneggiatori di oggi, e Ruju in particolare, dovrebbero rivedersi le sceneggiature dei capolavori di Hitchcock e studiarsi bene la differenza di impatto nelo spettatore (o lettore) tra sorpresa e suspense. Come ebbe ben a dire il maestro Alfred: "Se stai assistendo a una conversazione tra persone sedute intorno a un tavolo intente a cenare e improvvisamente sotto il tavolo esplode una bomba hai procurato alcuni minuti di noia nel seguire la conversazione e qualche secondo di sorpresa allo scoppio della bomba. Ma sei hai fatto subito vedere il criminale che piazza la bomba sotto il tavolo hai procurato, in quegli stessi minuti di conversazione, una tensione crescente e un'ansia palpabile nel timore dell'evento deflagrante, sperando ogni secondo che a qualcuno cada un cucchiaio in terra e si chini a accoglierlo, scoprendo la bomba. Questa é la differenza tra sorpresa e suspense. Cosa ha catturato lo spettatore per piú tempo? Ovvio, la suspense."

  • +1 2
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43 minutes ago, Letizia said:

Infatti non hai parlato di telefonate, quindi tutta la mia "speculazione" (così tu hai interpretato la mia ironia) non è diretta a te.

A te ho solo contestato il tesoro nascosto che, per te, tanto nascosto non è e per me, invece, lo è eccome.

La catena non è visibile per chi sta in riva al fiume (e neanche tanto visibile per chi è sott'acqua: Tex la nota solo alla seconda immersione) e il cofano è stato sepolto dalla melma con il tempo: il peso lo ha fatto sprofondare nel fondo molle e fangoso e lo scorrere dell'acqua ha fatto il resto.

Con Diablero concordo sulla ricerca ad ogni costo del colpo di scena che, come ho già detto, è molto difficile far funzionare.

Si ma hai citato solo il mio post, io non ho la palla di vetro e non leggo attraverso il computer nella mente degli utenti. 

Ma citando solo il mio post, ti rivolgi con un "cosa volevate".

 

In ogni caso, ho risposto chiarendo la mia critica legittima, magari non condivisa da te, ma legittima come quella di altri (la critica non è una teorema ma frutto di un processo di analisi e di un'opinione personale, per cui a meno che non si basi sul nulla assoluto sempre legittima), di certo non "inaccettabile". O forse l'inaccettabile era rivolto ad altri. 

 

Per me resta inverosimile, considerando che come dici il cassone è stato inghiottito dalla melma e casualmente solo la catena ne resta fuori. E tutto questo accaduto in pochi giorni (il bandito, ma potrei sbagliarmi, era morto non da molto). 

Ergo, era un nascondiglio pensato per brevissimi periodi (tempo qualche altro giorno e ciao ciao catena?), e per sua sfortuna il bandito ci è rimasto secco nel mentre e Tex ha avuto però la fortuna di trovare il tesoro così rapidamente da non farlo andar perso per sempre, ma nella sua perfetta posizione (nascosto ma individuabile per quella  catena che vibra pulita sul fondale nettamente stagliato).

L'unica spiegazione è che il bandito braccato da qualcuno, magari da Tex abbia scaraventato il baule nel fiume, disegnato una mappa e nascosta nella pistola. Ma fa sorridere che un bandito se ne vada in giro con tutta la refurtiva, a naso avrebbe dovuto nasconderla già da tempo. L'atto impulsivo pare inverosimile.

Si dice poi che non si separava mai dalla sua pistola e il tutto fa pensare che più che per un senso di autodifesa questo avvenga proprio perché la pistola nasconde un segreto (mi pare abbastanza sottointesa la cosa), il che fa pensare che o ogni due mesi il bandito spostava il mega baule tirandolo fuori da fiumi e campi disegnando nuove mappe da custodire nella pistola o che quel nascondiglio comunque fosse un nascondiglio di lungo termine e che il suo segreto fosse nella pistola. Un baule buttato in un fiume col fondale melmoso, per lunghi periodi. Tutta la refurtiva di una vita. 

Io non sono un bandito ma non nasconderei tutti i miei soldi in un baule buttato in un fiume. 

Ma sarebbe più facile ammettere che la storia di suo non è male ma che Ruju deve per forza infilare dentro scene strappa applausi che però riescono una volta su dieci, col rischio di strafare.

Il suggerimento di Diablero, ovvero la moglie che conosce il segreto della mappa nella pistola poteva essere un espediente ben più interessante, semplice ma raffinato

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<span style="color:red">54 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Ma citando solo il mio post, ti rivolgi con un "cosa volevate".

Appunto, il plurale doveva suggerirti che mi rivolgevo a una pluralità di persone.

Poi, ripeto, un'opinione vale un'altra.

Però vi sono cose obiettive.

La catena poteva sparire tra la melma?

Benissimo: ma il bandito sa che c'è e la cerca.

L'unica obiezione che accetto è la facilità con cui Tex la trova.

Era meglio che Tex non la trovasse e che il tesoro rimanesse sepolto nel fango.

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2 minutes ago, Letizia said:

Appunto, il plurale doveva suggerirti che mi rivolgevo a una pluralità di persone.

Poi, ripeto, un'opinione vale un'altra.

Però vi sono cose obiettive.

La catena poteva sparire tra la melma?

Benissimo: ma il bandito sa che c'è e la cerca.

L'unica obiezione che accetto è la facilità con cui Tex la trova.

Era meglio che Tex non la trovasse e che il tesoro rimanesse sepolto nel fango.

Si, appunto, se ti rivolgi al plurale citando l'intervento di un solo utente, magari ti rivolgi ad una pluralità di cui potrei far parte. Così, a intuito non mi pare folle come cosa... :) non scandalizzarti se qualcuno dalla non chiara identificata pluralità ti risponde (poi nemmeno t'avessi preso a male parole nel risponderti.... :) )

 

Comunque, sulla catena, beh... sicuramente il tesoro non trovato poteva avere un suo perché ma poi sarebbe servito un finale diverso, a mio avviso fino al ritrovamento della mappa la storia scorre bene (anche se c'è la casualità a farla da padrone). Poi diventa un po' stucchevole e fiacca, sempre per me....

Però la moglie del bandito consapevole del tesoro e della mappa non era male come espediente. 

 

All'inizio una brava donna, vittima del bandito/marito padrone, e successivamente seppur non complice ne vorrebbe sfruttare le malefatte diventando quasi un personaggio negativo o grigio per davvero. In fondo un tentativo timido c'è alla fine, ma tutto rientra nella normalità per il finale strappalacrime. 

Il west è fatto anche di gente che fatica a tirare avanti, con meno scrupoli, e che fa a cazzotti con la vita tutti i giorni.

Perché quella donna non poteva avere il diritto di trasformarsi in un'opportunista?

O addirittura lei stessa in un'assassina, facendole uccidere il marito (e mascherando la morte) per poi essere vessata dalla banda del marito alla ricerca del tesoro?

Ecco per rispondere alla tua ironia, più che un finale tutto rose e fiori, avrei quasi visto meglio un finale o un racconto amaro, senza veri vincitori se non Tex. Ma serviva un bis da ombrellone

E sia chiaro il termine bis da ombrellone si sposa con le intenzioni dichiarate "è estate, c'è tempo libero e si legge di più". 

Non è un termine negativo, denota dal mio punto di vista una storia carina ma non memorabile, neanche lontanamente

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<span style="color:red">25 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Si, appunto, se ti rivolgi al plurale citando l'intervento di un solo utente, magari ti rivolgi ad una pluralità di cui potrei far parte. Così, a intuito non mi pare folle come cosa... :) non scandalizzarti se qualcuno dalla non chiara identificata pluralità ti risponde (poi nemmeno t'avessi preso a male parole nel risponderti.... :) )

 

Nessun problema da parte mia.

E' chiaro che, usando il plurale ci si rivolge a tutti.

Ma anche a quelli che non sono intervenuti nella discussione?

No di certo.

E anche a quelli che, pur essendo intervenuti, non hanno mai in alcun modo menzionato la parola "telefonata" che era il secondo argomento da me trattato?

No di certo.

Se ti sei sentito coinvolto, me ne dispiaccio, non era mia intenzione.

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4 minutes ago, Letizia said:

Nessun problema da parte mia.

E' chiaro che, usando il plurale ci si rivolge a tutti.

Ma anche a quelli che non sono intervenuti nella discussione?

No di certo.

E anche a quelli che, pur essendo intervenuti, non hanno mai in alcun modo menzionato la parola "telefonata" che era il secondo argomento da me trattato?

No di certo.

Se ti sei sentito coinvolto, me ne dispiaccio, non era mia intenzione.

non è un problema sentirsi coinvolto, ma semmai che una volta che uno risponde sul tema il sentirsi dire "non era mica rivolto a te" , fermo restando che mi era apparsa la notifica dove mi quoti e scrivi anche quelle cose al plurale (per cui si intende che c'è un'apertura al dialogo verso chi partecipa in modo vivo al dibattito o perlomeno verso chi sta commentando in quelle ore la storia con argomenti vicini o contrastanti con i tuoi). Ma magari te sei selettiva e puoi fare ironia o provocazioni al plurale decidendo a posteriori chi può rispondere su un topic pubblico (sigh!).

Ho in fondo colto la palla al balzo per risponderti ad un qualcosa di interessante, pensando di essere a quel punto un tuo interlocutore sull'argomento albo bis, magari pensando di essere il target diretto insieme ad altri (mio errore apparentemente), ed ignorando invece che non mi stavi rivolgendo la parola nello specifico da circa metà post.

 

Poi se permetti, io non avrò usato la parola "telefonata" ma ho criticato un espediente conclusivo della trama per cui ci può stare il sentirsi interlocutore in quel plurale. E onestamente penso che se un utente dovesse intervenire rispondendo alla tua ironia, sarebbe opportuno e normale essendo questo un topic pubblico dove si raccolgono gli interventi di altri utenti per costruire un dibattito.

Non mi pare assurdo, assurdo è il puntarsi su certe cose piuttosto che semplicemente limitarsi a discutere del fumetto con chi interviene.

Dalle mie parti quando ero piccolo e vedevamo un ragazzino arrivare al campetto sotto casa, lo si metteva in squadra con qualcuno e si giocava, mica gli si diceva "si ma non ti abbiamo convocato". 

Se qualcuno mi rispondesse qui dal nulla su una provocazione/domanda mica mi scandalizzerei e mica andrei a controllare se quel soggetto aveva usato determinate parole.

 

Boh, è un atteggiamento un po' Snob nel complesso, che si sposa col definire, come hai fatto tu, la mia opinione come inaccettabile. Credo che di tutta la storia quell'inaccettabile sia l'unico problema, lo trovo un po' offensivo e prevaricante. 

Detto questo, a me la storia nel complesso nemmeno era dispiaciuta, spero si sia capito, non mi piace la collocazione nella serie e trovo sbagliato avere questo disegnatore di nuovo subito dopo il suo texone, evento per definizione eccezionale e speciale, oltre a criticare una scelta nella trama. 

 

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, LedZepp dice:

non è un problema sentirsi coinvolto, ma semmai che una volta che uno risponde sul tema il sentirsi dire "non era mica rivolto a te" , fermo restando che mi era apparsa la notifica dove mi quoti e scrivi anche quelle cose al plurale (per cui si intende che c'è un'apertura al dialogo verso chi partecipa in modo vivo al dibattito o perlomeno verso chi sta commentando in quelle ore la storia con argomenti vicini o contrastanti con i tuoi). Ma magari te sei selettiva e puoi fare ironia o provocazioni al plurale decidendo a posteriori chi può rispondere su un topic pubblico (sigh!).

Ho in fondo colto la palla al balzo per risponderti ad un qualcosa di interessante, pensando di essere a quel punto un tuo interlocutore sull'argomento albo bis, magari pensando di essere il target diretto insieme ad altri (mio errore apparentemente), ed ignorando invece che non mi stavi rivolgendo la parola nello specifico da circa metà post.

 

Poi se permetti, io non avrò usato la parola "telefonata" ma ho criticato un espediente conclusivo della trama per cui ci può stare il sentirsi interlocutore in quel plurale. E onestamente penso che se un utente dovesse intervenire rispondendo alla tua ironia, sarebbe opportuno e normale essendo questo un topic pubblico dove si raccolgono gli interventi di altri utenti per costruire un dibattito.

Non mi pare assurdo, assurdo è il puntarsi su certe cose piuttosto che semplicemente limitarsi a discutere del fumetto con chi interviene.

Dalle mie parti quando ero piccolo e vedevamo un ragazzino arrivare al campetto sotto casa, lo si metteva in squadra con qualcuno e si giocava, mica gli si diceva "si ma non ti abbiamo convocato". 

Se qualcuno mi rispondesse qui dal nulla su una provocazione/domanda mica mi scandalizzerei e mica andrei a controllare se quel soggetto aveva usato determinate parole.

 

Boh, è un atteggiamento un po' Snob nel complesso, che si sposa col definire, come hai fatto tu, la mia opinione come inaccettabile. Credo che di tutta la storia quell'inaccettabile sia l'unico problema, lo trovo un po' offensivo e prevaricante. 

Detto questo, a me la storia nel complesso nemmeno era dispiaciuta, spero si sia capito, non mi piace la collocazione nella serie e trovo sbagliato avere questo disegnatore di nuovo subito dopo il suo texone, evento per definizione eccezionale e speciale, oltre a criticare una scelta nella trama. 

 

 

Vediamo di chiarirci.

 

Tu dici:
"Tra l'altro una catena di ferro in prossimità di una riva poteva essere visibile a qualcuno intento a fare un bagno e rinfrescarsi..."

 

Io rispondo:
"No.
Non so se sei mai andato a fare il bagno in fiume.
L'acqua melmosa nasconde tutto fuorché un elefante.
In più è noto a tutti che i fiumi nel West erano frequentatissimi, specialmente dove non c'erano guadi.
Se la storia non ti è piaciuta, padronissimo, ci mancherebbe, ma trovare assurde cose possibilissime solo perché un po' strane, questo non mi sembra accettabile."

 

Vediamo l'interpretazione autentica e, se hai capito qualcos'altro, colpa mia e me ne scuso.
"L'acqua melmosa nasconde tutto fuorché un elefante."
E' dimostrato dal fatto che Tex dalla riva non vede la catena, si tuffa una prima volta e non la vede, si tuffa una seconda volta e infine la vede sul fondo del fiume le cui acque sono torbide e profonde (lo dice Tex: pagg. 92/93 "L'acqua è così torbida che non si vede un accidente, qua sotto!" e "La portata del fiume è ingannevole. Da riva non sembrava così profondo..."
Quindi con la frase "L'acqua melmosa nasconde tutto fuorché un elefante" volevo solo contestare il tuo "poteva essere visibile": non poteva e infatti non era visibile.

 

"In più è noto a tutti che i fiumi nel West erano frequentatissimi, specialmente dove non c'erano guadi."
Qui sono un po' ironica: ma voglio solo sottolineare che in quel punto non c'è un guado e che ci si deve andare apposta per fare un bagno o pescare: la seconda ipotesi (la pesca) è abbastanza plausibile, ma la prima lo è quasi per nulla.
Questo per rimarcare che la probabilità che qualcuno passasse di lì e vedesse la catena è praticamente uguale a zero.

 

"Se la storia non ti è piaciuta, padronissimo, ci mancherebbe.." mi sembra che non ci sia nulla da chiarire: ognuno ha le proprie opinioni che sono rispettabilissime.
"... ma trovare assurde cose possibilissime solo perché un po' strane, questo non mi sembra accettabile."
Intanto ho usato il termine "mi sembra" che significa sicuramente "a mio modesto parere".
Poi ho rimarcato il fatto che nascondere un forziere legato ad una catena nelle acque torbide e profonde di un fiume può essere una stramberia ma non è per nulla una cosa irrealistica: affermare che è una cosa irrealistica non è, per me, accettabile.
Il tutto senza l'intenzione di offendere nessuno e nel rispetto delle opinioni altrui ancorché diverse dalle mie.

 

A questo punto io proseguo e non faccio più riferimento al tuo post.
E qui hai ragione; avrei dovuto rimarcare la cosa e dire, che so, "cambiamo argomento" oppure "in risposta a quelli che parlano di telefonate" oppure ancora, non so, citare qualcun altro.
Oppure ancora finire qui il commento, aspettare poi un commento successivo (due commenti successivi dello stesso utente vengono riuniti in uno solo e siamo punto e a capo) e poi inserire un altro commento con la seconda parte (la telefonata).
E così avremmo evitato le "speculazioni" varie.
Ma, ripeto, è colpa mia e me ne scuso ancora.

 

Con simpatia.

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Io francamente non vedo in questa storia dei colpi di scena fini a sé stessi. Vedo un solido racconto western, classico che più non si può (ma non è un male) tra banditi e bounty hunter canaglia, ma con in più le donne schiavizzate e traumatizzate da tanta violenza. I pensieri di Gillian, i suoi tormentati ricordi, non aggiungono nulla alla trama; sono tuttavia un approfondimento del dramma della donna, ed è bello e significativo che Tex, come di consueto fine psicologo, riesca a cogliere i neri pensieri dietro i momenti in cui la donna appare assorta, tanto da riuscire a dirle di dimenticare.

 

Ma la donna, pur forte come è, non può dimenticare, e d'altronde la sua bellezza la porta nuovamente ad essere considerata come un oggetto da bramare, sia dal fuorilegge complice del suo ex compagno che dal cacciatore di taglie. È sempre una preda, Gillian, costretta a subire le bramosie lussuriose degli uomini e a stare zitta per amore della figlia, finché non arriva un cavaliere senza macchia e senza paura che, non senza qualche difficoltà, la porta finalmente in salvo.

 

Banditi, bounty killer, donne da salvare. Il West più classico, condensato in poche e ben scritte pagine. Il tutto in un numero fuori collana che propone una storia balneare il cui intento è, dichiaratamente, quello di intrattenere sotto l'ombrellone. E ci riesce egregiamente, ed anzi non capisco sinceramente come si faccia a trovarla così piatta. La figura delle donne brutalizzate, i tarli nella testa della madre, la sua reazione nella cupidigia del denaro, pur sporco di sangue: ma cosa deve fare un autore per non scrivere una storia considerabile piatta, soprattutto considerando le poche pagine messegli a disposizione da una storia "estiva"?

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E' consuetudine nei banchetti nuziali dalle mie parti, intervallare, dopo svariate portate (che vanno dagli antipasti ai tris di primi e almeno due secondi) con il sorbetto al limone, prima di proseguire con il resto del ricco menù.

Ovviamente l'invitato apprezza e ricorda molto di più il ben di Dio di portate che si strafoga durante il pasto, ma quel break rinfrescante aromatizzato ha il suo perchè e si gradisce oltremodo, prima della seconda trance di piatti.

 

Così come un fresco sorbetto al limone, il bis composto da Ruju, non avrà la pretesa di farsi ricordare in mezzo al kolossal "mefistiano" che, vuoi o non vuoi, segnerà la storia della saga, ma per spezzare il ritmo, si fa apprezzare e si gusta d'un fiato.

 

Non entrando in merito sull'annosa questione dell'eccessiva produzione attuale che rischia di stancare i lettori e far scendere la qualità delle proposte, ormai sembra assodato che a luglio ci troveremo in edicola un tredicesimo albo aggiuntivo e di certo non potremo sempre aspettarci albi ambiziosi come quello dell'Agente Indiano, ottimamente sfornato da Mauro lo scorso anno per tenere a battesimo l'ennesima uscita speciale extra (più extra che speciale, a dire il vero, visto il format, ma il marketing è marketing! :D

 

Tutto sommato Ruju, reduce da prove balbettanti nell'ultimo periodo, stavolta si disimpegna abbastanza bene, con una trama classica e alquanto semplice, ma discretamente ritmata e attenta.

Siamo in "piena zona Ruju" nulla di trascendentale quindi, ma rispetto ai vari scivoloni evidenti in cui l'autore è incappato ultimamente, la breve storia si mostra alquanto solida e accettabile.

 

Ho letto molte critiche sulla presunta linearità della trama, ma credo che il palato di noi forumisti texiani sia ormai diventato troppo fino e non invidio affatto gli autori che si devono accingere ad affrontare una simile platea di appassionati. :D

 

Riassumendo prima di entrare nel dettaglio: episodio poco ambizioso e lineare ma che al sottoscritto è abbastanza piaciuto. Un buon "sorbetto" prima di rituffarci, con appetito nuovamente stuzzicato, nella seconda parte del ricco menù mefistiano.

 

Salvaguardando chi ancora non ha avuto modo di leggere il bis, provo a entrare un po' nel dettaglio della trama con il mio commento:

 

Spoiler

Il soggetto è poco originale e a tratti ricorda quello appena pubblicato nel texone di Manfredi, ma, a mio avviso, in un arco più limitato di pagine, Ruju riesce a essere più conciso e coerente rispetto al papà di Magico Vento.

 

Ho trovato la sceneggiatura più coesa e più convincente la caratterizzazione dei personaggi, passando dagli sgherri della banda, all'infido bounty killer, ma è fuor dubbio che il lavoro migliore l'autore lo fa con la figura di Gillian, la consueta donna di spessore che va ad arricchire la schiera di comprimarie interessanti nate dalla penna dello sceneggiatore sardo.

 

Peccato per l'assenza di Carson, ma in compenso Tex non mi è dispiaciuto nelle sue azioni, così come ho trovato alquanto verosimile il vacillare dinanzi al tesoro della povera Gillan, affranta da anni di vessazioni e violenze subite e tentata dall'oro per ottenere una rivalsa dopo tanto tribolare. Tuttavia la sua indole buona prenderà il sopravvento e Tex, premierà comunque la donna regalandole una buona fetta di refurtiva come risarcimento.

 

Ho trovato un po' forzato, a dire il vero, il nascondiglio nel calcio della pistola della mappa e ancor più la casualità che porta Tex a scoprirlo. Avrei pure evitato la stucchevole caccia al tesoro, che poco si confà con la tensione narrativa espressa fino a quel punto, ma Ruju non è nuovo a scelte simili per colpire l'attenzione del lettore. 

 

Non so a voi, ma al sottoscritto non è andata nemmeno giù la scena in cui Tex disarmato affronta Gillan, in preda alla crisi dovuta alla sete di rivalsa e cupidigia: comprendo che Tex sia un ottimo giudice di uomini, ma una scena così a limite, molto cinematografica per usare un esempio, alla lunga stona. L'autore l'aveva usata pure nella pessima storia in cui Carson era posseduto dalla strega del famigerato pistolero vudù, ma non mi va di citare oltre quel pastrocchio, qui il livello è notevolmente maggiore.

 

Freghieri, dopo l'ottimo debutto sul texone, si riconferma nel tradizionale formato bonelliano.

Suppongo che, rispetto alla prestigiosa vetrina dello speciale, la fretta della consegna abbia un po' inciso sulla cura dei disegni, che tuttavia mantengono una lodevole fattura. Contrariamente ad alcuni giudizi letti in precedenza, ritengo che l'esperto disegnatore sia uno straordinario acquisto per la saga, visto che riesce a coniugare alla grande uno stile personale elegante, ottima resa narrativa e dinamica e notevole celerità esecutiva.

 

Da valutare che il formato più grande del texone permette alle vignette di conservare molti particolari e dettagli che nel più concisa forma regolare bonelliana si apprezzano meno, tuttavia le tavole sono sempre molto ben bilanciate, i volti estremamente espressivi e poi ditemi quanti disegnatori superano il buon Freghieri nel rappresentare la grazia femminile? Non trovate che il primo piano dell'ultima vignetta di pagina 13 sia intriso di un fascino disarmante? Il mio voto finale è 7

 

 

 

Edited by Condor senza meta
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Armato con una discreta dose di pregiudizi (vedasi mio vecchio commento sull'opportunità di realizzare un altro bis estivo) ho letto ieri, in un colpo solo prima di dormire, questa storia.

Ho letto, ho chiuso l'albo, ho bofonchiato un "mah..." ed ho spento la luce.

Stamattina ricordo solo in paio di scene di violenza domestica e uno finale del tipo:

"oh guarda, ci ha lasciato un sacchetto d'oro... Diciamolo ad alta voce che il lettore scemo potrebbe non aver intuito il contenuto"

seguito da:

"anche io dico che ho lasciato dell'oro in casa, e ribadisco che essendo roba di valore le aiuterà nelle avversità... Magari qualcuno pensa che me lo sono scordato sul tavolo".

 

Storia dimenticabilissima a parer mio: 4,40 € immolati per la causa "la mia collezione è completa".

E tra l'altro a me, non fustigatemi, sti disegni di Freghieri non fanno gridare al miracolo.

 

I miei 2 cents...

 

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Sul fatto che "i lettori oggi sono più esigenti"...

 

..siete proprio sicuri?

 

Da quali studi statistici lo ricavate? Dal fatto che i tanti flop dell'epoca (che mica tutti i fumetti duravano come Tex...) in genere chiudevano prima (vedi Gil, Judan, Bella e Bronco) mentre adesso si trascinano stancamente per più anni?

 

I lettori oggi sono magari più scafati, in genere hanno visto una quantità di film, telefilm e fiction in generale inimmaginabile prima dell'avvento di internet e delle TV commerciali. Quindi magari 50 anni fa Bonelli poteva spacciare il mostro della laguna nera come una sua idea e lo beccavano in pochi, mentre oggi sarebbe sgamato subito sui social (idem per Sclavi su Dylan Dog, comunque). Riesce più facile quindi fare un confronto con altri "passatempi" e valutare il livello di un opera.

 

E, per lo stesso motivo, è più forte la concorrenza, e quindi ci sono sempre meno nuovi lettori (ma a questo punto bisognerebbe ogni tanto chiedersi come mai il fumetto in questa concorrenza perde sempre, quando anche senza soldi ed effetti speciali romanzi, serie e film a volte vincono...)

 

Però io ricordo anche un'altra cosa. Che Tex era il mio fumetto preferito. E bastarono tre storie di Nolitta per farmi smettere di comprarlo.

 

Idem per Zagor: pochissime storie di Sclavi, e avevo già smesso.

 

(e non ero io che ero rapido, gran parte dei miei amici che leggevano fumetti smettevano molto prima di me)

 

Quante storie di Alan Ford non disegnate da Magnus bastarono per farmi smettere di comprarlo? Non ricordo il numero esatto, ma non più di 20.

 

Perchè eravamo così spietati? Perchè avevamo pochi soldi, e c'erano un sacco di fumetti (e film e altri divertimenti) fra cui scegliere.

 

Certo, magari non riuscivi a scrivere una lunga dimostrazione sul fatto che una certa storia di Zagor di Sclavi era scopiazzata da x e y, ma non ti serviva. Bastava che non ti divertiva abbastanza. A quel punto era out.  E il mese dopo mi compravo Ken Parker o la Storia del West o gli Eterni o La Compagnia della Forca o Alter Alter. 

 

Perché è vero che all'epoca c'era meno concorrenza da film e TV... ma c'erano molti, molti, molti più fumetti appassionanti fra cui scegliere!

 

Oggi è vero che ci lamentiamo perchè un albo non è ad un livello adeguato per divertirci e non incontra le nostre aspettative, ma poi che facciamo? Il mese dopo lo compriamo lo stesso. Per abitudine. Perché avendo molti più soldi in tasca non dobbiamo più essere spietati come allora. E poi un po' anche perchè siamo diventati vecchi e il ricordo dei vecchi albi pesa di più del valore dei nuovi. Abbiamo una collezione da mantenere, cosa importa se un albo poi non lo rileggerai più?

 

L'idea che "oggi siamo lettori più esigenti" è totalmente farlocca. Al massimo siamo lettori più "colti" (nel senso di beccare le citazioni e più abituati a riconoscere certi cliché)) e meno entusiasti. Ma poi che succede? Che ci ACCONTENTIAMO. Altro che "esigenti". "Accontentarsi", il dire "non è come una volta ma lo compro lo stesso per passare il tempo) è IL CONTRARIO dell'essere "esigenti".

 

Fate lo sforzo di ricordarvi come eravate DAVVERO a 13-14 anni. Non il pupazzetto da mulino bianco che vi spacciano per l'infanzia generica di tutti, ma come eravate davvero voi.  E pensare all'epoca se avreste continuato a comprare per anni molte cose che comprate ora.

 

"Esigenti" oggi? Non fatemi ridere. Nessuno è più esigente di un ragazzino che ha i soldi per 4-5 fumetti al mese al massimo e non gliene frega nulla della collezione, dell’abitudine, dei ricordi di 40 anni fa, e che vuole solo divertirsi più che può con quei soldi.

 

Pensate che qualcuno dei fumetti di oggi sopravviverebbe se come pubblico avesse quel pubblico "così poco esigente"?

 

 

Edited by Diablero
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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Diablero dice:

Sul fatto che "i lettori oggi sono più esigenti"...

 

..siete proprio sicuri?

 

Da quali studi statistici lo ricavate? Dal fatto che i tanti flop dell'epoca (che mica tutti i fumetti duravano come Tex...) in genere chiudevano prima (vedi Gil, Judan, Bella e Bronco) mentre adesso si trascinano stancamente per più anni?

 

I lettori oggi sono magari più scafati, in genere hanno visto una quantità di film, telefilm e fiction in generale inimmaginabile prima dell'avvento di internet e delle TV commerciali. Quindi magari 50 anni fa Bonelli poteva spacciare il mostro della laguna nera come una sua idea e lo beccavano in pochi, mentre oggi sarebbe sgamato subito sui social (idem per Sclavi su Dylan Dog, comunque). Riesce più facile quindi fare un confronto con altri "passatempi" e valutare il livello di un opera.

 

E, per lo stesso motivo, è più forte la concorrenza, e quindi ci sono sempre meno nuovi lettori (ma a questo punto bisognerebbe ogni tanto chiedersi come mai il fumetto in questa concorrenza perde sempre, quando anche senza soldi ed effetti speciali romanzi, serie e film a volte vincono...)

 

Però io ricordo anche un'altra cosa. Che Tex era il mio fumetto preferito. E bastarono tre storie di Nolitta per farmi smettere di comprarlo.

 

Idem per Zagor: pochissime storie di Sclavi, e avevo già smesso.

 

(e non ero io che ero rapido, gran parte dei miei amici che leggevano fumetti smettevano molto prima di me)

 

Quante storie di Alan Ford non disegnate da Magnus bastarono per farmi smettere di comprarlo? Non ricordo il numero esatto, ma non più di 20.

 

Perchè eravamo così spietati? Perchè avevamo pochi soldi, e c'erano un sacco di fumetti (e film e altri divertimenti) fra cui scegliere.

 

Certo, magari non riuscivi a scrivere una lunga dimostrazione sul fatto che una certa storia di Zagor di Sclavi era scopiazzata da x e y, ma non ti serviva. Bastava che non ti divertiva abbastanza. A quel punto era out.  E il mese dopo mi compravo Ken Parker o la Storia del West o gli Eterni o La Compagnia della Forca o Alter Alter. 

 

Perché è vero che all'epoca c'era meno concorrenza da film e TV... ma c'erano molti, molti, molti più fumetti appassionanti fra cui scegliere!

 

Oggi è vero che ci lamentiamo perchè un albo non è ad un livello adeguato per divertirci e non incontra le nostre aspettative, ma poi che facciamo? Il mese dopo lo compriamo lo stesso. Per abitudine. Perché avendo molti più soldi in tasca non dobbiamo più essere spietati come allora. E poi un po' anche perchè siamo diventati vecchi e il ricordo dei vecchi albi pesa di più del valore dei nuovi. Abbiamo una collezione da mantenere, cosa importa se un albo poi non lo rileggerai più?

 

L'idea che "oggi siamo lettori più esigenti" è totalmente farlocca. Al massimo siamo lettori più "colti" (nel senso di beccare le citazioni e più abituati a riconoscere certi cliché)) e meno entusiasti. Ma poi che succede? Che ci ACCONTENTIAMO. Altro che "esigenti". "Accontentarsi", il dire "non è come una volta ma lo compro lo stesso per passare il tempo) è IL CONTRARIO dell'essere "esigenti".

 

Fate lo sforzo di ricordarvi come eravate DAVVERO a 13-14 anni. Non il pupazzetto da mulino bianco che vi spacciano per l'infanzia generica di tutti, ma come eravate davvero voi.  E pensare all'epoca se avreste continuato a comprare per anni molte cose che comprate ora.

 

"Esigenti" oggi? Non fatemi ridere. Nessuno è più esigente di un ragazzino che ha i soldi per 4-5 fumetti al mese al massimo e non gliene frega nulla della collezione, dell’abitudine, dei ricordi di 40 anni fa, e che vuole solo divertirsi più che può con quei soldi.

 

Pensate che qualcuno dei fumetti di oggi sopravviverebbe se come pubblico avesse quel pubblico "così poco esigente"?

 

 

Mmm...Visto che non ci sono dati oggettivi(tranne le vendite ad esempio) si fanno ipotesi.

Prendendo ad occhio come riferimento il forum...

Globalmente c'è molta più insoddisfazione. Il forum è fatto da gente che legge Tex, e non solo, da anni. Gente più scafata e più esigente secondo me che in passato (passato come numero dell'albo) con Tex ha avuto più soddisfazioni (ai tempi di GLB, del primo Nizzi, del Boselli tra 400 e 500).

Detto questo...Oggi ci sono molti passatempi (letture, serie TV, film etc).

Quindi se dopo un'ora utilizzata per la storia di Ruju e Freghieri rimpiangi o di non aver letto altro o aver fatto altro non è un buon segno.

Se questo capita troppo spesso non è un buon segno.

Questo secondo me dipende, mi limito al forum, dal nostro livello medio di lettori più scafati, più esperti, più "vecchi", più formati, più esigenti.

Sono ipotesi e sensazioni in base al forum.

Non voglio affrontare un discorso macro su fumetti, lettori, generazione attuale etc.

Non è la sede adatta e non ne ho le competenze (numeri e cultura).

 

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Vuoi numeri?

 

Chi è più esigente, chi non si accontenta, o chi si accontenta e continua a comprare?

 

Non raccontiamoci balle, "i più esigenti" non siamo noi. Sono quelli che HANNO SMESSO.

 

Cioè, circa l'80% dei lettori di Tex degli anni 70. (considerando anche un minimo di ricambio, più facile che sia il 95%).

 

E noi che continuiamo a comprarlo, ci vantiamo l'uno con l'altro che siamo noi "i più esigenti", che gli altri, il 95%, magari ha smesso perchè era troppo di bocca buona e non capiva certe "raffinatezze"...  :laughing:

 

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Vuoi numeri?

 

Chi è più esigente, chi non si accontenta, o chi si accontenta e continua a comprare?

 

Non raccontiamoci balle, "i più esigenti" non siamo noi. Sono quelli che HANNO SMESSO.

 

Cioè, circa l'80% dei lettori di Tex degli anni 70. (considerando anche un minimo di ricambio, più facile che sia il 95%).

 

E noi che continuiamo a comprarlo, ci vantiamo l'uno con l'altro che siamo noi "i più esigenti", che gli altri, il 95%, magari ha smesso perchè era troppo di bocca buona e non capiva certe "raffinatezze"...  :laughing:

 

 

Non concordo. A titolo personale continuo Tex perché sono affezionato al personaggio (lo leggo dal 1992) ma questo non mi ha impedito di smettere per almeno 120 numeri (fai tu il conto degli anni). Continuo a leggerlo perché mi piacciono ambientazione, personaggi e disegni.

Mi soddisfa come prima? Non più come prima, a tratti.

Mi sono fiondato su Tex Willer per cercare qualcosa in più...L'ho trovata e mi soddisfa di più della regolare.

Mi lamento di più delle storie e lo scrivo.

Il malcontento non è solo mollare una serie.

Dopo una "brutta" di Tex provo con Tex Willer, o rileggo Magico Vento, o Ken Parker, o Storia del West.

Oppure, come è capitato dopo Ruju/Freghieri, ho preso a caso una storia (Rancho Dorado) di Nizzi della fascia 300/400, e mi sono divertito ed appassionato alla storia (con i suoi difetti).

Chi ha smesso di leggere Tex perché lo ha fatto?

Boh...Io lo feci perché non mi dava più niente, perché smisi di leggere completamente i fumetti, perché ero preso da altro.

Ciascuno ha le sue ragioni.

  • +1 3
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Graditissimo. Per tanti motivi. Intanto è una buona storia, non eccelsa, ma più che potabile.  Poi è ben disegnata.  Interessante la presenza di 2 donne. Tex, da questo punto di vista resta se stesso (e non poteva essere altrimenti), ma si legge sullo sfondo l'ammirazione che mamma e figlia nutrono per lui, l'una per un papabile compagno, l'altra per un papabile padre putativo. Non viene detto, ma sullo sfondo (molto sullo sfondo) si intravvede.  Un altro merito (per me non indifferente) è che spezza la lunga astinenza che mi sono autoimposto (e altri come me) fino alla fine della storia Yamefistotelica. 

Insomma, reputo i bis una manna dal cielo.  Facciamolo semestrale! :D

 

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Praticamente Bonelli ha copiato le compagnie di cellulari che si erano messe a fatturare ogni 4 settimane invece che mensilmente, così gli saltava fuori una bolletta in più, a loro invece esce un numero in più all’anno 

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Dopo il giudizio sui disegni, ecco cosa penso di questo nuovo bis. Cosa dire? Apprezzo quasi sempre Ruju, anche perché si alterna bene allo stile profondamente più complesso e articolato di @borden dando così variabilità alla testata, senza mai prove sciocche. Anche qui fa un buon lavoro, sebbene concordi che la trama sia abbastanza prevedibile. È stato fatto il paragone di questa storia con quelle dell'Intrepido e sono d'accordo anche su questo. Ma aggiungo che in quelle storie si osava forse di più ... ci sarebbe stata maggiore tensione sessuale tra Tex e le due donne, per certi versi addirittura in competizione tra loro per questo eroe. E anche nel finale la madre sarebbe stata più dura di quanto non faccia Ruju. Per il resto  non vedo incongruenze nel ritrovamento del "tesoro", Tex utilizza bene il frasario di G.L. Bonelli, mentre non credete che Brody sia disegnato con le fattezze di Nizzi ? ;)

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Claude dice:

Praticamente Bonelli ha copiato le compagnie di cellulari che si erano messe a fatturare ogni 4 settimane invece che mensilmente, così gli saltava fuori una bolletta in più, a loro invece esce un numero in più all’anno 

Sarebbe come dici tu se anzichè 110 pagine, facessero il mensile di 100. Cioè una una forma di shirikflation, così com'era il "trucco" delle compagnie telefoniche. 

Nessuno ci obbliga ad acquistare il bis.  

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Disegni a fasi alterne, con qualche personaggio dalla  figura a volte deformata e la conferma al sospetto che Freghieri avrebbe potuto dare il meglio di sé in un'ipotetica serie chiamata Texa con protagonista una procace eroina del West e le sue discinte amiche. Gli eventuali avversari, arrapati bruti con l'ormone a palla ma la lussuria frenata dalla cupidigia (prima il dovere, poi il piacere) sono comunque stati ampiamente utilizzati in questa storia. 
Prevedibile come il menu di una piadineria a Cesenatico, il che non significa scarsa qualità ma prodotto senza sorprese e non è che da una arzdora romagnola ci si aspetti dei nachos, vanno sempre bene prosciutto, squacquerone e rucola, ma solo quello no. Tutte le radiocronache sportive raccontano una competizione, e le parole sono sempre più o meno le stesse, ma quando Sandro Ciotti ci infilava dentro un "Ventilazione inapprezzabile" o "Risultato a occhiali" il prodotto migliorava anche se poi magari sparava un "Siamo giunti al minuto che intercorre fra il 16° e il 18°".
Ho apprezzato il Tex che va a fare il bagno e quando esce scopre che gli hanno rubato il "costume", omaggio alla commedia all'italiana: da Alberto Sordi "Nando" in "Un giorno in pretura" a Fernandel "Don Camillo". Ma se non è un omaggio è uno scivolone che rivaluta il Tex sul battello in mutande di...  Lo dico? Non lo dico?

Edited by San Antonio Spurs
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