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TWF - Tex Willer Forum

[Maxi Tex N. 31] I Quattro Vendicatori


Sam Stone
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13 minutes ago, Letizia said:
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Dissento sul prezzo per nulla eccessivo.

Sono 328 pagine di fumetto, l'equivalente di tre albi mensili.

Quanto sarebbe costata la storia se fossero stati tre mensili?

 

Qui dissento. Il prezzo per il formato è più che onesto, ma non vale per questa storia.

Tra l'altro questa storia non credo sarebbe stata pubblicata sulla regolare, dove avrebbe richiesto tra l'altro due copertine aggiuntive, che avranno un costo, in aggiunta alla distribuzione di tre albi anziché uno e altri costi che ora non mi sovvengono ma sicuramente ci sono. Se poi è vero che Nizzi è ancora oggi tra i più pagati sceneggiatori, così ho letto da qualche parte qui nel forum, se questo Maxi pur equivalendo a tre albi mensili in termini di impegno di disegnatore e sceneggiatore, costa al pubblico come due albi, o ci sono ampi margini di guadagno sulla regolare tra costi di realizzazione e guadagni (il prezzo finale di 330 pagine è di 4.40*3) o più probabilmente sul Maxi si pubblicano davvero le cose non all'altezza della regolare anche a costo di realizzare margini di profitto molto minori (sia per le minori vendite dei Maxi, sia per il prezzo finale al consumatore sulla singola pagina che è inferiore a parità di costo per disegnatore e sceneggaitore, che tra l'altro non mi sembrano proprio dei pivelli e quindi pagati quattro becchi per oltre 300 tavole).

Ma al di là del prezzo, per te alla fine questa storia vale il tempo impiegato a leggerla? Per me nì, solo per i disegni

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<span style="color:red">45 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Qui dissento. Il prezzo per il formato è più che onesto, ma non vale per questa storia.

Non mi è chiaro il concetto.

Il prezzo di un albo deve essere proporzionale al gradimento riscontrato?

Al gradimento di chi?

Del lettore medio?

<span style="color:red">47 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Ma al di là del prezzo, per te alla fine questa storia vale il tempo impiegato a leggerla? Per me nì, solo per i disegni

Per me sì e non per i disegni.

La storia mi ha dato qualcosa?

Sì, ha arricchito il mio spirito critico, la mia capacità di giudizio.

Sì, mi ha dato un paio d'ore di relax (a cervello acceso: perdonatemi, non so come si fa a spegnerlo).

Poteva darmi di più?

Sì, ma per quel prezzo non posso certo pretendere di più.

Ah certo, per quella cifra, e anche meno, si trova sicuramente di meglio, alcune Bibbie ad esempio.

Ma, a dire il vero, sono edizioni di riedizioni di riediz... e i diritti d'autore sono leggermente scaduti.

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43 minutes ago, Letizia said:

Non mi è chiaro il concetto.

Il prezzo di un albo deve essere proporzionale al gradimento riscontrato?

Al gradimento di chi?

Del lettore medio?

Non capisco cosa ci sia di difficile nel concetto. Il mercato si basa su domanda e offerta. Ma come ti spiego poi, hai frainteso quanto da me scritto, ma la premessa voglio farla comunque.

L'offerta è 8.90 euro per il Maxi Tex. 

Ora, non faccio le indagini di mercato per la Bonelli ma immagino che il prezzo finale al consumatore tenga conto dei costi per realizzare l'albo (per quanto questa storia difficilmente fosse da regolare non credo che la politica sia di dirottarla sul Maxi anche a perderci per cui i costi si coprono, almeno in questa mia ipotesi generale), dei costi connessi (distribuzione etc.,) e di quanto, secondo le indagini di mercato, il prezzo si collochi in una fascia accettabile per il consumatore, disposto a pagarlo, e che massimizzi il profitto. Quindi domanda e offerta si incrociano ma non sono la stessa cosa e come ti chiarirò poi, il mio commento non pretende di imporre alla Bonelli il prezzo dell'albo.

 

Ma si, seppur indirettamente è ovvio che il prezzo finale al consumatore, pur tenendo conto dei costi di produzione, tiene conto anche del gradimento, ovvero della disponibilità del consumatore ad acquistare a quel prezzo sulla base anche del gradimento delle storie precedenti, delle anteprime, degli autori coinvolti etc.,.

 

O come nel caso delle vendite a stock e dei residui di magazzino, e magari siamo in quella casistica, si accetta di recuperare il costo di produzione o addirittura di andare in perdita sulla singola uscita per recuperare però qualcosa, se al tempo stesso altri prodotti garantiscono un buon margine, in modo che nel complesso Tex sia comunque in positivo. Questo non lo so, dovrei conoscere informazioni riservate, ma qui si parlava di altro.

 

Il gradimento però, e concludo la premessa, che è parte della domanda, di chi è se non dal lettore medio che paga a quel prezzo oppure non paga? E questo, cali o aumenti di vendite, non influiscono sui prezzi costringendo ad aumenti o a valutazioni di altro tipo?

 

 

Provo a riscrivere quanto da me scritto e vengo al punto!

 

" Il prezzo per il formato è più che onesto [sono d'accordo con te, per un Maxi in generale 8.90 sono un buon prezzo, le pagine sono tante c'è tanto lavoro dietro etc., etc.,], ma [per me] non vale [valore attribuito e prezzo sono concetti molto diversi] per questa storia [il contenuto e la qualità di una storia non equivalgono alla quantità di pagine].

 

Mi pare chiaro che il valore che un potenziale consumatore di un bene attribuisce al bene e quindi anche la sua disponibilità a pagare per acquistare, non equivalgano al prezzo! Non capisco quindi così ti abbia confuso in un commento dove si parla di prezzo e di valore.

Tu confondi quindi la mia disponibilità a pagare 8.90 per una storia (e li ritengo troppi per quanto vale questa storia) con il prezzo attribuito.

 

Il prezzo lo fa la Bonelli, il valore lo attribuisco io (e ogni lettore a modo suo), il mio commento parlava di entrambi ma mi pare in modo distinto.

Il prezzo è onesto, ma questa storia per me non vale quei soldi anche se ci sono voluti quei soldi per produrla.

In altre parole, la Bonelli farebbe bene, per i miei gusti, a spendere quei soldi per creare altre storie e fatte diversamente e magari un Maxi lo pagherei anche di più, ma le prossime di Nizzi sugli speciali per me restano in edicola!

Ecco la differenza tra il prezzo (offerta) e il mio gradimento da lettore medio (domanda)

 

 

 

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<span style="color:red">7 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Ecco la differenza tra il prezzo (offerta) e il mio gradimento da lettore medio (domanda)

 

Hai fatto un'attenta analisi, che io condivido pienamente, che però non sposta il concetto di una virgola.

La SBE pubblica qualcosa e stabilisce il prezzo a monte, prima di un riscontro più o meno positivo dell'utenza.

Come stabilisce il prezzo?

In base a dei criteri che non hanno nulla a che vedere con la qualità del prodotto.

 

E' evidente che la SBE ha tutto l'interesse che ogni suo prodotto sia di qualità perché  la soddisfazione dell'utente medio incide prepotentemente sull'incasso.

Ma se la soddisfazione media risulta sufficientemente alta da garantire un buon margine di guadagno, questo non vuol dire che il tuo (o il mio) gradimento sia altrettanto alto.

Anzi è probabile che due utenti, esigenti come noi due, non risultino per nulla o poco soddisfatti.

 

Il prezzo di un singolo albo non può essere proporzionale al gradimento che riscontrerà.

E' questo che intendevo.

E non può essere neanche essere proporzionale al gradimento riscontrato dall'albo immediatamente precedente (unico confronto possibile) perchè la differenza qualitativa può essere abissale.

Pagare di più per un capolavoro e di meno per una ciofeca?

Oggettivamente non si può.

Inoltre sarebbe difficilissimo stabilirlo: l'unica cosa che si può stabilire con assoluta precisione è il gradimento medio a posteriori, leggendo i dati sulle vendite e le rese.

 

Se tu, invece di scrivere "Il prezzo per il formato è più che onesto, ma non vale per questa storia", avessi scritto "Il prezzo per il formato è più che onesto, ma questa storia non vale il prezzo pagato" sarebbe stato più chiaro.

La frase "non vale per questa storia" presuppone che il soggetto sia "il prezzo", cioè "il prezzo non vale per questa storia" mentre il soggetto sarebbe dovuto essere "la storia" che non vale il prezzo.

Sarò anche pignola e avrei dovuto capirlo subito, il concetto.

Ma per me "il prezzo non vale per questa storia" è un concetto poco chiaro.

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11 minutes ago, Letizia said:

 

Pagare di più per un capolavoro e di meno per una ciofeca?

Oggettivamente non si può.

 

Vero, ma il prezzo di una collana si può aggiustare e secondo me i conti si fanno anche con le vendite attese, leggasi gradimento. 

 

Resta il fatto che se il consumatore ha il sentore che sul Maxi finiscono le ciofeche o gli scarti della regolare o storie non proprio spettacolari a lungo andare qualche influenza c'è. E salvo alcune belle storie sul Maxi finiscono o storie mediocri, o storie che si rivelano belle ma di autori magari meno in vista.

Il penultimo Maxi con Scascitelli ai disegni era spettacolare graficamente, ma si trattava di un prodotto che crea comunque a priori minor attesa di un Texone. 

 

Io se mi aumenti il Texone di 1 euro te lo compro ancora, per i Maxi non lo so. E molto lo fa l'esperienza. 

Ci sono in generale delle collane considerate meno appettibili (non vale per tutti ma non dirmi che non è un sentimento discretamente diffuso), ed è un dato di fatto che il Maxi non ha lo stesso appeal del Texone e se resiste è solo perché appunto a un prezzo contenuto (per il numero di pagine) ti rifila 330 pagine. E quindi lo compri sperando pure di beccarci la bella storia, sennò male che va hai 330 pagine di fumetti da leggere.

 

Il Maxi è un po' come il prosciutto nazionale, per carità lo puoi beccare buono e succede come con tanti prodotti in offerta o non di marca, ma è il prodotto in offerta perché magari poco stagionato o meno richiesto.

 

Il Texone è un buon prosciutto di quelli da tagliare a mano. Ha meno pagine eppure non mi pare costi meno del Maxi. 

 

Dici che dipende solo dai costi di produzione? Non credo che Nizzi e Casertano per 330 pagine prendano meno di Ruju e Freghieri per farne 240. E allora c'è qualcosa, l'appeal per il pubblico a determinare anche come piazzarlo in termini di prezzi. Quanto costerebbe un Texone di 330 pagine ai prezzi attuali? Poi per carità i Maxi te li tirano, si trovano anche ai mercatini più facilmente e ne escono due per anno... Ma volevo solo dire che per me questo Maxi è deludente e non lo dico con felicità ma con rammarico.

Sto leggendo Nizzi e vorrei farmelo piacere ma queste letture non mi aiutano proprio

 

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@LedZepp Solo una piccola nota: le pagine del texone sono notevolmente più ampie.

L'area complessiva di carta per stampare un texone è di 149688 cm quadrati

Mentre per un maxi è di 114240 cm quadrati

P.S. non ho calcolato la copertina e la retro cover

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Pesante è un aggettivo sintetico per tutto: la storia, le pagine, il prezzo, i disegni dei volti che cambiano in maniera confusa e confusionaria.
Salvo solo qualche dialogo fra Tex e Carson in stile Sandra e Raimondo, Nizzi per me torna ad avere il suo significato in bolognese: lividi.
Grazie, Setif Man, hai già dato.
8.90: una copia venduta. La mia, quindi acquistata.
 

 

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Allora...Questa storia e questo Nizzi mi danno la stessa impressione di quando vedo un calciatore a fine carriera.

Il gioco lo conosce, ogni tanto si vede qualche tocco (i dialoghi tra Tex e Carson), ogni tanto qualche sprint (le ultime pagine con il colonnello Hamilton), ogni tanto una sciabolata morbida.

E rivedi il calciatore di un tempo però vedi anche l'affanno ( storia lineare), i vecchi difetti( i soliti origlioni/guide), il corpo che non risponde più (personaggi, tranne forse Hamilton, non incisivi).

Globalmente siamo davanti ad un vecchio filibustiere con una storia per me non brutta ma veramente con nessun guizzo.

Casertano...Casertano...A tratti sembra che disegni sempre lo stesso personaggio cambiandogli pettinatura. In altre vignette è pulito e preciso.

Alla fine un lavoro valido seppur non esente da difetti.

Il 11/10/2022 at 17:15, juanraza85 dice:

Personalmente, ho trovato questa storia appena sufficiente, nulla di più. Nulla contro Nizzi, come ho più volte detto e ribadito fino ad nauseam, ma davvero ritengo che ormai Nizzi non abbia più nulla da dare come autore, e questa storia all'insegna della prevedibilità e piena di situazioni uguali a sé stesse - o almeno piuttosto simili tra loro - ne è lapalissiana dimostrazione.

 

Tacendo del primo incontro col capostazione, quando seppure dinanzi all'evidenza delle tracce che il carro con i cani aveva lasciato sul terreno Tex e Carson si bevono le balle rifilate loro dall'omuncolo andandosene via come nulla fosse (e tornando indietro per interrogarlo più energicamente solo dietro imbeccata di un simpatico perdigiorno), quel che più mi ha colpito in negativo sono stati gli incontri casuali col vecchio amico ingegnere prima e col boscaiolo poi (quest'ultimo, in particolare, oltremodo fortunoso per Nostri), incontri che permettono ai due pards di avere la meglio sugli avversari (tutti messi sull'avviso prima del loro arrivo sui rispettivi luoghi). Ho notato inoltre la sequenza del rapimento della ragazza spiccicata nelle modalità e nelle finalità a quella del rapimento della pulzella in Tex il grande!: un po' di fantasia in più non avrebbe guastato.

 

Per cui, mi spiace ma decisamente ho letto di meglio.

Concordo.

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Albo finito, grazie a Dio.

Arrivato a pagina 200 circa avevo già contato tre situazioni con bistecche, patatine e torta di mele funzionali a far filare la storia liscia, senza troppo impegno e a qualche battibecco patetico tra Tex e Carson.

In conto anche un origlione alla stazione che indirizza un Tex davvero tonto, e un origlione in casa del primo nemico che fa andare avanti la trama alla solita maniera dell'autore. 

 

Speravo fosse finita lì e invece la guida michelin continua con Tex e Carson che affrontano nella parte finale anche un tacchino di 4 Kg e un'altra torta per gradire, ma non è chiaro se di mele, Nizzi si dimentica di dircelo. 

 

Arriva un altro origlione/spione (il ragazzo della figlia di Ethan) grazie al quale si va verso il finale in modo liscio e facile. 

Per digerire questo mattone devastante ci viene regalato un Carson finale che per farsi ripagare dalla giovane donzella tratta in salvo, in modo ironico e per nulla scontato e banale, le fa sapere che come ringraziamento sarà più che sufficiente se per colazione potrà trovare una mezza dozzina di uova fritte con bacon croccante e caffè. 

 

Che originalità. Tra l'altro ok scherzare sul cibo, ma qui il contesto fa passare Carson quasi da cafone. 

Una donna rapita e segregata, la liberi e il giorno dopo ti fai preparare la colazione. Ok che è un fumetto, ma sono proprio queste situazioni a classificare il cibo come un cliché e non uno stile narrativo.

Nizzi lo mette ovunque, senza chiedersi se possa risultare sensato o meno, il caffè con Carson ci sta sempre bene, in fondo il lettore si ferma alla vignetta, non costruisce nel frattempo un contorno a quella situazione. E alla fine risulta ridicolo e ripetitivo.

 

Finisce tutto bene, i pards digeriscono le patatine e le bistecche che in un primo momento si erano rivelate più temibili dei veri nemici, i quali alla fine in pratica si quasi suicidano (almeno due di loro), e ci regalano anche una mini guida dei migliori ristoranti del luogo.

 

Tra i nemici spunta Muller o come si chiama (insomma il penultimo vendicatore) muore come un pirla, in pratica critica l'amico troppo impulsivo e lui si comporta allo stesso modo, dopo che ci era sembrato un nemico interessante. Buttato nel cesso.

 

Resta il capoccia dei nemici, forse l'unico che rimane fino all'ultima pagina interessante e ben sfruttato ma tanto non basta a salvare questo albo dall'essere uno scempio. Fermo restando che lo si descrive come un galantuomo, ma non si fa scrupoli a rapire delle donne, per cui una caratterizzazione comunque traballante.

 

Se da un lato l'idea dei cani era buona, alla fine l'assenza di una qualche redenzione per loro mi fa incazzare.

Sono addestrati per uccidere è vero, ma non si rivoltano mai e poi mai non tanto contro il loro padrone ma nemmeno contro uno dei suoi scagnozzi o soci (questo si, poteva essere un bel modo per far morire il penultimo dei vendicatori).

 

No, restano bestie cattive, e mentre c'è posto per un minimo di compassione persino verso il colonnello (che avrà anche delle ragioni nell'aver cercato vendetta verso il sadico nemico ai tempi della guerra, ma di certo non può riceverla per essere stato un feroce prepotente rapitore di donne e mi pare pure mandante di qualche omicidio di lavoratori innocenti), i cani vengono mandati a morire e fine della storia.

 

Lo dico pur non essendo un amante sfegatato dei cani (sono più un gattaro), semplicemente l'utilizzo degli animali incattiviti lo gradisco ma se fatto con stile e impegno.

 

Molto fa anche il modo di disegnarli. 

Esempio? Il gorilla Gombo di Satania, un animale terrificante ma a cui Galep diede nel suo aspetto atroce un qualcosa di triste per cui alla fine nel suo ferimento/sconfitta si percepisce almeno per me una certa compassione. Qui per i cani nulla, tutti muscoli e ringhiate e nessun dubbio su chi azzannare. Rispondono a tutti allo stesso modo, sono macchine, non uno stralcio di emozione. 

 

Disegni buoni che tengono a galla l'albo ma nulla di impressionante alla fine di tutto; voto 6

 

Soggetto; 6.5

 

Sceneggiatura: 4 (solo perché c'è stato anche di peggio). Ma ad oggi questo è il peggior Maxi che io abbia letto, noioso, non necessario se non per riempire la libreria. 

 

A proposito di gradimento di cui si parlava con Letizia, io dopo questo mi sento preso in giro e non so se prenderò i prossimi Maxi a meno che non ci siano autori di cui davvero sento di potermi fidare (ovvero Borden). 

Edited by LedZepp
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3 minutes ago, virgin said:

@LedZepp, non hai ancora letto Figlio del vento e Fort Sahara, vero? :D

Figlio del Vento ce l'ho.. Ma l'ho letto quando è uscito, non ho particolari ricordi se non di un cavallo indomabile o qualcosa del genere, che poi viene domato alla faccia degli indiani che lo ritenevano una sorta di Dio.

Potrei sbagliare ma è l'unica cosa che mi è rimasta in mente.

Poi ho smesso di leggere e comprare Tex per circa 20 anni e ho ripreso un annetto fa. 

Ma gli ultimi numeri "inediti" che ho in collezione di quell'epoca pre-rottura con Tex sono Figlio del Vento come Maxi e più o meno i numeri intorno ai fucili di shannon. Avevo credo sui 13 anni quindi ricordi anche confusi e mescolati.

Forse non è un caso che ho smesso di leggere Tex con quei numeri, come un trauma avevo rimosso tutte quelle storie e alcune purtroppo le ho rilette...

 

L'altro Maxi che citi mi manca. Ma se è di Nizzi lo evito, date le premesse. Più lo leggo meno fa per me tranne qualche rarissima eccezione. 

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Mi ha fatto passare un paio d'orette in relax. Ho chiuso l'albo soddisfatto. Tanto mi basta per giustificare la spesa.

Un elemento positivo dei maxi è che sono "in più". Quindi anche se sono brutti, non hanno tolto nulla alla serie principale.  E si fanno leggere senza pensieri.

Perchè se penso alla quadrupla di mefisto o sull'esagonale texana di Texwiller, mi accorgo che faccio fatica a decidere di leggerle perchè mi sembrano cose preziose e cominciando a leggerle comincio anche a finirle, non so se mi spiego: la felicità sta nell'attesa della felicità, no :D?  Un maxi invece, essendo in più, è grasso che cola, oro colato, si legge con leggerezza. 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, LedZepp dice:

L'altro Maxi che citi mi manca. Ma se è di Nizzi lo evito, date le premesse.

 

Fai male: un caposaldo della letteratura horror mondiale, anche se non nel senso che solitamente si intende.

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28 minuti fa, virgin dice:

 

Fai male: un caposaldo della letteratura horror mondiale, anche se non nel senso che solitamente si intende.

storia indifendibile, ma i disegni sono un pugno nello stomaco ancora peggiore...più che altro, ci sono scopiazzature di trama da "The Legionary" di Van Damme e da "La bandera: marcia o muori!" di Terence hill e Gene Hackman, due film non certo memorabili

Edited by Barbanera
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Ma insomma, si possono riprendere pesantemente cose anche non memorabili e poi non fare un disastro così memorabile. :D

Diso è un disegnatore immenso (nell'altro topic si rivendica il divieto di critica a Mastantuono e qui si fanno affermazioni leggere su un disegnatore di ben altra caratura... ora vado su una vecchia discussione a sparare a zero su Galep), ancora oggi; purtroppo quando arrivò su Tex i suoi decenni migliori erano già alle spalle e secondo me non ha mai caratterizzato in maniera convincente il nostro eroe.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, virgin dice:

non hai ancora letto Figlio del vento e Fort Sahara, vero?

"Fort Sahara" non è un brutto Maxi: c'è un soggetto molto interessante e una storia che si fa leggere senza troppi affanni sino alla fine.

Il suo problema è che è una storia COMPLETAMENTE SBAGLIATA; i personaggi con le fattezze dei 4 pard sono evidentemente degli impostori, le situazioni in cui vengono posti (da antologia quella iniziale in cui fanno da spettatori al massacro) sono l'antitesi del fumetto che abbiamo imparato a conoscere in tutti questi anni.

E taccio dei dialoghi dall'umorismo involontario.

 

<span style="color:red">4 ore fa</span>, LedZepp dice:

Figlio del Vento ce l'ho.. Ma l'ho letto quando è uscito, non ho particolari ricordi se non di un cavallo indomabile o qualcosa del genere, che poi viene domato alla faccia degli indiani che lo ritenevano una sorta di Dio.

Ricordi bene! Peccato che sia una scopiazzatura di "Silver Star":D

Ecco questo Maxi è micidiale, di una pesantezza inaudita, quel che si suol dire una fucilata nei coglioni!

A parziale scusante di Nizzi, ci furono alcune importanti traversie nella realizzazione, se ben ricordo indipendenti dalla sua volontà.

Resta il fatto che è uno di quegli albi che non rileggerei mai e poi mai.

<span style="color:red">1 ora fa</span>, virgin dice:

Diso è un disegnatore immenso

Concordo!

Per me il suo Mister No è il vero Mister No.

Su Tex l'ho sempre visto come un pesce fuor d'acqua, ma non ne parlerò mai male, nemmeno sotto tortura!

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, LedZepp dice:

da un lato l'idea dei cani era buona, alla fine l'assenza di una qualche redenzione per loro mi fa incazzare.

Sono addestrati per uccidere è vero, ma non si rivoltano mai e poi mai non tanto contro il loro padrone ma nemmeno contro uno dei suoi scagnozzi o soci (questo si, poteva essere un bel modo per far morire il penultimo dei vendicatori).

nella vita spesso non è così

non è mica un cartone Disney con gli amimali che si redimono

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8 minutes ago, Grande Tex said:

nella vita spesso non è così

non è mica un cartone Disney con gli amimali che si redimono

Nella vita reale c'è gente che vive con i leoni per anni e poi di colpo finisce sbranata. 

E capita anche ai domatori.

Non è redenzione dell'animale ma l'istinto naturale che manca. Manca la possibilità per noi di riabilitare quei cani, non mi aspetto certo che il cane decida di compiere un atto di giustizia e redimersi. Mi sa mi hai capito male. Gombo si redime forse in Satania?

No, ma nel terrificante aspetto io non riesco a trovarlo cattivo, qui i cani sono fredde macchine e alla fine sono loro i cattivi più cattivi della storia. Mentre in un qualche modo almeno gli ultimi due vendicatori passano quasi per eroi tutti di un pezzo con un grande senso dell'amicizia e dell'onore. Da ridere!

Ecco, mi sta bene che ad esempio un lupo sbrani un uomo, non mi sta bene che alla fine passi per il "personaggio" più stronzo di una storia, il male assoluto senza via di scampo.

Nizzi in generale ha personaggi e protagonisti di un piattume atroce, qui non si fa eccezione.

 

 

Poteva esserci più fantasia proprio perché è la vita reale ad offrire spazio per scenari diversi, ma da questo autore ormai è davvero chiedere troppo

 

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Mi ha fatto passare un paio d'orette in relax. Ho chiuso l'albo soddisfatto. Tanto mi basta per giustificare la spesa.

Un elemento positivo dei maxi è che sono "in più". Quindi anche se sono brutti, non hanno tolto nulla alla serie principale.  E si fanno leggere senza pensieri.

Perchè se penso alla quadrupla di mefisto o sull'esagonale texana di Texwiller, mi accorgo che faccio fatica a decidere di leggerle perchè mi sembrano cose preziose e cominciando a leggerle comincio anche a finirle, non so se mi spiego: la felicità sta nell'attesa della felicità, no :D?  Un maxi invece, essendo in più, è grasso che cola, oro colato, si legge con leggerezza. 

 

 

Ecco lo spirito!

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  • Rangers
<span style="color:red">5 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Mi ha fatto passare un paio d'orette in relax. Ho chiuso l'albo soddisfatto. Tanto mi basta per giustificare la spesa.

Un elemento positivo dei maxi è che sono "in più". Quindi anche se sono brutti, non hanno tolto nulla alla serie principale.  E si fanno leggere senza pensieri.

Perchè se penso alla quadrupla di mefisto o sull'esagonale texana di Texwiller, mi accorgo che faccio fatica a decidere di leggerle perchè mi sembrano cose preziose e cominciando a leggerle comincio anche a finirle, non so se mi spiego: la felicità sta nell'attesa della felicità, no :D?  Un maxi invece, essendo in più, è grasso che cola, oro colato, si legge con leggerezza. 

Concordo.

Questo è lo spirito giusto per leggere qualsiasi cosa.

Io sicuramente la rileggerò, quando riprenderò in mano la serie per l'ennesima volta.

Probabilmente ero anche in un momento di stanchezza e non so perchè questa storia mi ha annoiato.

Spesso diverse cose della vita quotidiana, ti appesantiscono e influenzano anche quelle due orette di lettura - relax!

Difficile a volte lasciar fuori i problemi quotidiani anche dalle nostre letture preferite.

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Io questa filosofia la rispetto, ma non la capisco proprio per niente.

Quindi in una testata di Tex si possono pubblicare "pessime" storie, ma va bene così?

 

Pensa se fosse stata la regola. Credete che Tex sarebbe sopravvissuto tutto questo tempo?

 

Allora a che serve "curare" una serie se poi si può mandare in edicola qualsiasi cosa che fa passare due ore di tempo, non importa se divertendo o facendo arrabbiare l'acquirente?

 

Imho tutti, autori e lettori dovrebbero sempre volere il meglio!

  • +1 1
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<span style="color:red">48 minuti fa</span>, LedZepp dice:

, ma nel terrificante aspetto io non riesco a trovarlo cattivo, qui i cani sono fredde macchine e alla fine sono loro i cattivi più cattivi della storia

ma non mi sembra ptoprio

i cani uccidono percgè qualcuno li ha addestrati

<span style="color:red">49 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Nizzi in generale ha personaggi e protagonisti di un piattume atroce, qui non si fa eccezione.

 

permettimi di dissentire

 

<span style="color:red">14 minuti fa</span>, Exit dice:

Quindi in una testata di Tex si possono pubblicare "pessime" storie, ma va bene così?

no il punto è che c ' è chi non l' ha trovata affatto pessima,come me.

 

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Grande Tex non mi rivolgevo a te, ma ad Angelo che affermava che il Maxi va bene anche se brutto.

 

La storia è pessima con tutti i luoghi comuni tipici dell'autore. Tex e Carson irriconoscibili, svogliati e aiutati da beninformati che gli risparmiano la fatica di impegnarsi. Nemici massacrati in quantità elevate, inversamente proporzionale la loro pericolosità.

E un diluvio di pranzi e bisticci durante le infinite cavalcate.

Se però tu la trovi positiva è evidente che non posso che prenderne atto e immaginare che per te sia stato un buon acquisto.

 

Non mi spiego però come a un lettore possa piacere un capolavoro come Sulle piste del Nord - mi auguro che tu possa condividere il giudizio - e apprezzare questo racconto. Va oltre ogni mia possibile capacità di comprensione, per mia colpa senza dubbio.

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<span style="color:red">21 minuti fa</span>, Exit dice:

Non mi spiego però come a un lettore possa piacere un capolavoro come Sulle piste del Nord - mi auguro che tu possa condividere il giudizio - e apprezzare questo racconto. Va oltre ogni mia possibile capacità di comprensione, per mia colpa senza dubbio

1) non sono un gramde fan di quella storia o di Glb in generale.

 

2) Facciamo un altro paragone con una storia famosa e apprezzata:" Gli invincibili".Mi é piaciuta quella e anche questa.Non alla stessa maniera ovviamente.La prima é un capolavoro,questa una storia carina

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<span style="color:red">14 minuti fa</span>, Exit dice:

Non mi spiego però come a un lettore possa piacere un capolavoro come Sulle piste del Nord - mi auguro che tu possa condividere il giudizio - e apprezzare questo racconto. Va oltre ogni mia possibile capacità di comprensione, per mia colpa senza dubbio.

Non è una questione di colpa ma di punti di vista diametralmente opposti.

Posto che la penso come te, ovvero che vorrei stimolare ed essere stimolato a leggere sempre storie di spessore, capisco anche che tanti lettori cerchino una lettura rilassante, con quelli che sono gli ingredienti tipici di un fumetto come Tex, ovvero sparatorie, scazzottate, indiani e soldati e, perché no, anche bistecche e patatine.

E' in qualche modo una lettura rassicurante, quella di cui parlava Nizzi nel famoso sfogo di qualche tempo fa.

Nella pagina FB di Tex Willer, dove partecipano anche alcuni utenti di questo forum, questa storia risulta generalmente molto apprezzata, proprio per quegli elementi che ho scritto sopra.

Non ci trovo nulla di male, anche se non rientra nella mia visione di un fumetto.

Tanto per dire le ultime storie dell'OldBoy di Dylan Dog le ho trovate pessime e piene di scene viste e straviste, eppure a tanti sono piaciute perchè gli ricordano "il caro vecchio Dylan".

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