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TWF - Tex Willer Forum

[Tex Willer N. 64/66] Le cinque dita della Mano Rossa


MacParland
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Black Jim dice:

* Vedi il primo cartonato alla francese col Tex fuori continuity: disegni magistrali, dialoghi da elementari.

 

E' già stato detto in precedenza, ed io sono d'accordo. Eleuteri Serpieri si compra per i disegni e non per la sceneggiatura. Non solo per TEX, ma per TEX hai a disposizione un altro migliaio di albi per le sceneggiature.

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, ggaaco dice:

 

E' già stato detto in precedenza, ed io sono d'accordo. Eleuteri Serpieri si compra per i disegni e non per la sceneggiatura. Non solo per TEX, ma per TEX hai a disposizione un altro migliaio di albi per le sceneggiature.

Vero!

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<span style="color:red">14 ore fa</span>, Letizia dice:

E se invece se ne fosse abbondantemente fregato?

 

Non sarebbe da @borden fregarsene. Tu che sei un'appassionata di fumetti western classici (non soltanto Tex, ma anche Pecos Bill, ecc.), sai perfettamente che spesso cuochi e soprattutto barbieri venissero rappresentati da persone di origine asiatica.

 

Il fatto che si sia cambiata l'etnia del barbiere la vedo pertanto come una precisa scelta, alla luce del fatto che nel Texas e negli anni raccontati in queste storie i "cinesi" fossero molto meno numerosi rispetto alle storie del Tex maturo della serie regolare.

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Oltre alla revisione sulla morte di Burke (freccia-caduta), c'è una dilatazione molto marcata del tempo che intercorre prima che Tex ritrovi Dinamite. Ma parliamo di niente, comunque...rilettura davvero piacevole

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4 ore fa, Jeff_Weber dice:

Non sarebbe da @borden fregarsene

Non conosci il Bos, è evidente.

Lui, di un particolare così insignificante, credimi, se ne strafotte (mi si perdono il francesismo).

 

Per quanto riguarda la mia passione per I fumetti, e in particolare per Pecos Bill, proprio Pecos Bill mi ha insegnato a non far troppo caso a fatti o eventi di secondaria importanza.

È noto infatti che la velocità di Martina e l'uscita spesso settimanale degli albi costringeva l'utilizzo di più autori grafici nella stessa storia: questo provocava delle vistose differenze nelle sembianze e negli abiti dei vari personaggi che, dall'ultima pagina dell'episodio precedente e la prima di quello successivo, presentavano differenze tali da renderli (orrore, orrore) irriconoscibili.

 

Quindi non mi scandalizzo troppo se per un autore un barbiere è cinese e per un altro è messicano.

Un particolare che può risultare interessante per qualcuno: nella versione non censurata di GLB Burke, riconoscendo Tex che credeva morto e sepolto nella grotta, lo chiama Tex Killer.

È una delle tre o quattro vignette che è sfuggita ai correttori che modificavano tutti i Killer in Willer su ordine di Tea.

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, Letizia dice:

Non conosci il Bos, è evidente.

Lui, di un particolare così insignificante, credimi, se ne strafotte (mi si perdono il francesismo).

 

Per quanto riguarda la mia passione per I fumetti, e in particolare per Pecos Bill, proprio Pecos Bill mi ha insegnato a non far troppo caso a fatti o eventi di secondaria importanza.

È noto infatti che la velocità di Martina e l'uscita spesso settimanale degli albi costringeva l'utilizzo di più autori grafici nella stessa storia: questo provocava delle vistose differenze nelle sembianze e negli abiti dei vari personaggi che, dall'ultima pagina dell'episodio precedente e la prima di quello successivo, presentavano differenze tali da renderli (orrore, orrore) irriconoscibili.

 

Quindi non mi scandalizzo troppo se per un autore un barbiere è cinese e per un altro è messicano.

Un particolare che può risultare interessante per qualcuno: nella versione non censurata di GLB Burke, riconoscendo Tex che credeva morto e sepolto nella grotta, lo chiama Tex Killer.

È una delle tre o quattro vignette che è sfuggita ai correttori che modificavano tutti i Killer in Willer su ordine di Tea.

 

Sai perché di questo particolare @borden non se ne "straf..e"?

 

Perché per lui ogni modifica alla storia originale ha una "concreta" motivazione, il più delle volte legata ad una supposta mancanza di congruità e logica, oppure perché nel 2024 Tex è molto più politically correct rispetto al passato.

 

Se facessimo un confronto scena per scena, vedremmo che le modifiche sostanziali sono numerose, non soltanto nei fatti e fatterelli (freccia, ecc.), ma soprattutto nelle intenzioni dei personaggi, Tex compreso.

 

Da questo punto di vista @bordennon si esime dal modificare ciò che vuole perché ritiene che storia così sia più logica, completa e corretta.

 

Ha totalmente ragione? Difficile dirlo in maniera assoluta. Per me la storia di GL Bonelli andava bene come concepita. Ma se leggo la nuova versione dimenticando il passato, a me piace anche questa. Qualche perplessità rimane soltanto nel confronto.

 

Quindi, tornando al barbiere "cinese", per @borden era giusto modificare anche quello, non per mancanza di logica, non perché poco politically correct, ma per altro... a mio avviso per la questione del contesto storico.

 

 

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<span style="color:red">20 minuti fa</span>, Jeff_Weber dice:

a mio avviso per la questione del contesto storico

Parere indiscutibilmente accettato ma non condiviso.

E sai perché?

Perché la modifica non migliora né peggiora assolutamente nulla.

A nessuno, che leggesse oggi la Mano Rossa di GLB per la prima volta, verrebbe in mente: certo che un barbiere cinese stona proprio, perché l'autore non ci ha messo un barbiere messicano?

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<span style="color:red">25 minuti fa</span>, Letizia dice:

Parere indiscutibilmente accettato ma non condiviso.

E sai perché?

Perché la modifica non migliora né peggiora assolutamente nulla.

A nessuno, che leggesse oggi la Mano Rossa di GLB per la prima volta, verrebbe in mente: certo che un barbiere cinese stona proprio, perché l'autore non ci ha messo un barbiere messicano?

 

Infatti, l'ho scritto qualche messaggio più indietro. Risalta soltanto la modifica, se il barbiere fosse rimasto un cinese credo che nessuno (compresi i docenti di Storia) avrebbero storto il naso affermando fosse sbagliato. E per quello credo nella modifica volontaria e ponderata, come per tutto il resto.

 

A me sarebbe andato bene anche un barbiere francese, di certo non afroamericano come si vuol imporre a tutti i costi al cinema e in TV.

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A proposito di politicamente corretto.

In questi giorni ho rivisto per l'ennesima volta i Blues Brothers.

A parte il fatto che i nazisti dell'Illinois ci fanno una figura di m...a e che si tratta di satira antinazista, ma il loro capo dice "... l'ebreo sta usando il negro ..." e io, sarò profondamente scorretta, ma preferisco di gran lunga la frase originale piuttosto che "... l'israelita sta usando l'uomo di colore ...".

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<span style="color:red">49 minuti fa</span>, Letizia dice:

A proposito di politicamente corretto.

In questi giorni ho rivisto per l'ennesima volta i Blues Brothers.

A parte il fatto che i nazisti dell'Illinois ci fanno una figura di m...a e che si tratta di satira antinazista, ma il loro capo dice "... l'ebreo sta usando il negro ..." e io, sarò profondamente scorretta, ma preferisco di gran lunga la frase originale piuttosto che "... l'israelita sta usando l'uomo di colore ...".

"Io odio i nazisti dell'Illinois"cit.

Gran film :wub:

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<span style="color:red">21 ore fa</span>, Letizia dice:

 

A parte il fatto che i nazisti dell'Illinois ci fanno una figura di m...

Ma è politicamente scorretto nei confronti dei nazisti dell'Illinois...

Il 26/3/2024 at 20:45, ggaaco dice:

 

E' già stato detto in precedenza, ed io sono d'accordo. Eleuteri Serpieri si compra per i disegni e non per la sceneggiatura. Non solo per TEX, ma per TEX hai a disposizione un altro migliaio di albi per le sceneggiature.

A parte che, se scarseggia la sceneggiatura, il bel disegno per me non è un  motivo valido per l'acquisto. :D

Io penso che non c'entrino le migliaia di albi con sceneggiature migliori. Pesa, enormemente in un appasionato di Tex, che Tex sia descritto come un macellaio scalpatore e Carson un futuro rintronato. Non pesa (e nulla sarebbe cambiato) se anzichè Tex e Carson, i due personaggi si fossero chiamati Billy Smith e John Ross, ma se si tratta dei due principali eroi della serie la cosa infastidisce parecchio. 

'Sto qua, chiccavolo si crede. E' la prima volta che si cimenta in Tex e si permette di deciderne il futuro? Ma che decida il futuro di Druuna, non di Tex...

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<span style="color:red">37 minuti fa</span>, Angelo1961 dice:

'Sto qua, chiccavolo si crede. E' la prima volta che si cimenta in Tex e si permette di deciderne il futuro? Ma che decida il futuro di Druuna, non di Tex...

 

Sei unico @Angelo1961:D

Non ti si può dar torto, ma per chi ama la parte grafica di un fumetto quanto la sceneggiatura (delle volte anche di più), come gran parte qui dentro, parlare così di Serpieri mette un pò allegria. Ma tutti sappiamo che tu badi poco al disegno ... il mondo è bello perché vario.

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Non bado poco al disegno. Ma rtitengo che il disegno possa SOLO peggiorare una storia. Come ho già sostenuto, il fumetto è "letteratura disegnata", per cui il disegno deve essere al servizio della sceneggiatura e non viceversa. 

Da ragazzino, quando un Tex era di Muzzi, piangevo. Quando era di Nicolò gioivo. Lo Zagor di Pini Segna era quanto di più brutto potessi auspicare. Idem il Piccolo Ranger di Buffolente. Questo per dire che il disegno è importante. Un Tex disegnato da Blasco non lo rileggerò mai. Il ricordo mi provoca repulsione.  Serpieri mi piace tantissimo e vorrei vedere un Tex vero disegnato da lui. Ma, appunto, un Tex vero, non quella presa per i fondelli del cartonato che, secondo me, è solamente un adattamento a Tex di qualcosa che Serpieri aveva già quasi pronto.

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<span style="color:red">4 minuti fa</span>, Angelo1961 dice:

 Serpieri mi piace tantissimo e vorrei vedere un Tex vero disegnato da lui. Ma, appunto, un Tex vero, non quella presa per i fondelli del cartonato che, secondo me, è solamente un adattamento a Tex di qualcosa che Serpieri aveva già quasi pronto.

 

Se togli Tex quella storia non funziona. L'eroe e la leggenda è una storia su Tex o, meglio, sul suo mito. Poi ognuno è libero di gradire o meno. Io ho gradito moltissimo. 

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“L'eroe e la leggenda” fu il primo Tex inedito che non acquistai, quindi un albo per me davvero significativo, l'inizio del percorso che mi portò a diventare un ex-acquirente di Tex (ex-lettore mai). Certo, negli anni successivi arrivarono i Color con le storie brevi, i Color di Recchioni, i passi falsi di Faraci e Manfredi sulla serie regolare e dei Maxi poco riusciti di Ruju a farmi maturare la decisione di diminuire e poi troncare del tutto gli acquisti; ma “L'eroe e la leggenda” nella mia memoria rimarrà sempre il momento in cui si ruppe qualcosa, come quando guardi la ragazza con cui stai da tempo e, per la prima volta, ti chiedi: “Ma io che ci faccio con questa qui?”

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Serpieri per me era un grande ai tempi in cui disegnava le sceneggiature western di Ambrosio su Lanciostory: se volete vedere un Serpieri che si sforza, che cerca di superare i suoi limiti, cercate il suo periodo PRIMA che gli si appiccicasse sopra la ridicola etichetta di "autore di fumetto d'autore": come per tanti altri suoi colleghi, una volta che ti appiccicano quella etichetta, e allora sei un "autore", scendi nella auto-parodia

 

Agli inizi della sua strada nelle "riviste d'autore", in quella che fu la migliore del mazzo (Orient Express) ancora fa storie western tipo "l'Indiana Bianca", ma già si nota la debolezza delle sue sceneggiature: il problema è che a quel punto (1985) si inventa (o copia dal vivo, pare) il culo di Druuna: la formula per il successo: perchè impegnarsi quando basta il culo di Druuna per fare soldi?

 

Ora, anch'io apprezzo molto il culo di Druuna, ma ad un certo punto le storie associate diventano così insensate, contraddittorie, prolisse, che manco il culo di Druuna è più bastato a farmele leggere. (A differenza di Angelo, io posso anche apprezzare un fumetto basato solo sui disegni: basta che i testi si levino davvero di mezzo, tipo Harzack di Moebius, e non stiano a rompere le scatole in mega-ballons pallosissimi e scritti male). Il Serpieri di Druuna è un autore che si ripete da anni sempre con le stesse cose, per me non ha fatto più nulla di valido in trent'anni.

 

E la cosa peculiare è che... Tex è stato disegnato NUMEROSE VOLTE da disegnatori migliori di lui. Per me sia il Galep degli anni 50 che Ticci sono più bravi, sanno "raccontare" meglio, ma se andiamo a cercare anche i "nomi"...  per me come considerazione e valore delle loro opere extra-Tex, sia Magnus che Buzzelli si mangiano Serpieri a colazione. E si sono approcciati a Tex con molta più umiltà e senza bizza da primadonna.

 

Ma purtroppo, alla Bonelli ce ne sono tanti che si sono bevuti la storiella del "fumetto d'autore" (incredibile, pensando a cosa hanno pubblicato... ma parliamo di gente che ha sempre invidiato i supereroi dopotutto)

 

 

  • +1 2
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Ritornando in topic, mi va di esprimere un pensiero che si è insinuato nella mia mente durante la lettura del secondo albo.

A parte l'esordio della saga, che lambiva e s'intersecava con "Il totem misterioso", il resto delle storie, sebbene legato da una continuity fedele alle vicende originali, manteneva una certa libertà narrativa, che ha permesso a Borden di sfornare trame interessanti come quella in Florida, o nel Montana, nonchè quella dei due disertori e l'episodio con Mefisto. 

 

Il buco presente tra i primi due episodi bonelliani, ha fornito la possibilità di ottimi spunti da inserire nella continuity con Tex giovane fuorilegge, storie che si son fatte apprezzare per freschezza e stile narrativo più moderno e accurato in fase di documentazione, ma "La Mano Rossa" segna un passaggio cruciale a mio modo di vedere.

 

Mauro avrà ancora modo di dare sfoggio alla sua creatività, ma gli spazi da colmare diventano un tantino più stretti, vuoi per quei passaggi della saga imprescindibili, nonchè i personaggi bonelliani che giocoforza dovranno essere presenti e con caratteristiche ben definite.

 

L'episodio in questione è ben scritto, ma per quanto l'autore sia abile a dimenarsi nella sceneggiatura, non riesce ad aggiungere molto alla trama originale (e i lettori datati l'originale la conoscono a menadito). Definirlo un remake non è esatto, ma mi dà comunque l'impressione di una ottima cover musicale, ma niente più. 

 

Mi auguro che questa sensazione che sto provando sia solo temporanea e riducibile al singolo episodio (confido difatti molto nella trasferta messicana o nel periodo della guerra di secessione), ma non nego che questo aspetto mi mostra "la prima crepa" di un progetto editoriale rischioso (reso interessante dal colpo di genio di Mauro che ha in parte rivoluzionato l'idea discutibile della redazione) ma che col proseguo può porre maggiori difficoltà per mantenere l'autonomia creativa della giovane saga, fattore che ha contribuito finora al successo della pubblicazione.

 

Capisco che il mio pensiero può apparire alquanto controcorrente e criticabile, ma mi andava comunque di esporlo. Spero tuttavia di sbagliarmi in toto con la mia sensazione. 

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Il 28/3/2024 at 22:33, Condor senza meta dice:

Capisco che il mio pensiero può apparire alquanto controcorrente e criticabile, ma mi andava comunque di esporlo. Spero tuttavia di sbagliarmi in toto con la mia sensazione. 

Sensazione per sensazione, per me ti sbagli. Anzi più che una sensazione e' una speranza.

Voglio che questa serie continui visto le bellissime storie fino ad ora proposte. ;)

Cita

:old:

 

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Il 28/3/2024 at 18:01, Diablero dice:

 

Agli inizi della sua strada nelle "riviste d'autore"...(Orient Express) ancora fa storie western tipo "l'Indiana Bianca", ma già si nota la debolezza delle sue sceneggiature.[...]

 

A differenza di Angelo, io posso anche apprezzare un fumetto basato solo sui disegni: basta che i testi si levino davvero di mezzo, tipo Harzack di Moebius, e non stiano a rompere le scatole in mega-ballons pallosissimi e scritti male. 

Quoto in toto!

Peccato che non sia intervenuta la redazione a riscriverli/ridurli, ma forse come "autore d'autore" era "insindacabile"? 

 

I disegni erano bellissimi, sulla trama... chiaramente fuori continuity, ma direi proprio "fuori serie", tuttavia rimangono i dialoghi in quella storia ad essere una vera piaga!

Il 28/3/2024 at 18:01, Diablero dice:

 

E la cosa peculiare è che... Tex è stato disegnato NUMEROSE VOLTE da disegnatori migliori di lui [...]E si sono approcciati a Tex con molta più umiltà e senza bizza da primadonna.

 

Ma purtroppo, alla Bonelli ce ne sono tanti che si sono bevuti la storiella del "fumetto d'autore".

 

 

Non ricordo, Sergio era già morto o il cartonato fu "approvato" da lui?

 

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Il 28/3/2024 at 22:33, Condor senza meta dice:

Ritornando in topic, mi va di esprimere un pensiero che si è insinuato nella mia mente durante la lettura del secondo albo.

A parte l'esordio della saga, che lambiva e s'intersecava con "Il totem misterioso", il resto delle storie, sebbene legato da una continuity fedele alle vicende originali, manteneva una certa libertà narrativa, che ha permesso a Borden di sfornare trame interessanti come quella in Florida, o nel Montana, nonchè quella dei due disertori e l'episodio con Mefisto. 

 

Il buco presente tra i primi due episodi bonelliani, ha fornito la possibilità di ottimi spunti da inserire nella continuity con Tex giovane fuorilegge, storie che si son fatte apprezzare per freschezza e stile narrativo più moderno e accurato in fase di documentazione, ma "La Mano Rossa" segna un passaggio cruciale a mio modo di vedere.

 

Mauro avrà ancora modo di dare sfoggio alla sua creatività, ma gli spazi da colmare diventano un tantino più stretti, vuoi per quei passaggi della saga imprescindibili, nonchè i personaggi bonelliani che giocoforza dovranno essere presenti e con caratteristiche ben definite.

 

L'episodio in questione è ben scritto, ma per quanto l'autore sia abile a dimenarsi nella sceneggiatura, non riesce ad aggiungere molto alla trama originale (e i lettori datati l'originale la conoscono a menadito). Definirlo un remake non è esatto, ma mi dà comunque l'impressione di una ottima cover musicale, ma niente più. 

 

Mi auguro che questa sensazione che sto provando sia solo temporanea e riducibile al singolo episodio (confido difatti molto nella trasferta messicana o nel periodo della guerra di secessione), ma non nego che questo aspetto mi mostra "la prima crepa" di un progetto editoriale rischioso (reso interessante dal colpo di genio di Mauro che ha in parte rivoluzionato l'idea discutibile della redazione) ma che col proseguo può porre maggiori difficoltà per mantenere l'autonomia creativa della giovane saga, fattore che ha contribuito finora al successo della pubblicazione.

 

Capisco che il mio pensiero può apparire alquanto controcorrente e criticabile, ma mi andava comunque di esporlo. Spero tuttavia di sbagliarmi in toto con la mia sensazione. 

Sin da ragazzo, pur apprezzando queste prime  storie di Bonelli/Galep mi ha sempre colpito, avendole lette dopo oltre trent'anni dalla loro prima pubblicazione, la estrema sintesi dei testi e l'approssimazione grafica. E ho sempre sperato in una "rivisitazione" nella sceneggiatura e nei disegni. Rileggere la storia della "mano rossa" che diede il titolo al primo gigante , e che si sviluppava in 50 pagine circa , ampliata e risceneggiata e con i bellissimi disegni di Ghion mi ha molto gratificato. Anche io sono andato a rivedermi la vecchia storia di GLB  ed ho notato le variazioni apportate da Boselli , tuttavia le ho apprezzate ! Molti hanno criticato il cambio del barbiere, da cinese a messicano; io non ricordavo questo dettaglio e leggendo la nuova storia non mi ha dato alcun fastidio, pienamente congruente con lo svolgimento della storia e rispettosa del periodo storico , aspetto a cui Boselli ha prestato attenzione sin dal primo numero. Tutti ricorderanno l'acconciatura dei capelli e del vestiario del padre di Tesah,  consone alle attuali conoscenze dei popoli "rossi". Mi aspetto un analogo trattamento per Freccia Rossa , erroneamente rappresentato da Galep come un capo degli indiani delle pianure, quando sarà presente nelle prossime storie. Anche il contesto ha la sua importanza. Si sta procedendo a raccontare le prime avventure di Tex , integrandole con altre inedite ad inserire nuovi personaggi tenendo conto delle più approfondite conoscenze degli eventi storici, dei contesti degli usi e costumi di quegli anni e cercando di rispettare anche una cronologia storica. Tex, personaggio leggendario che si confronta con l'intera storia del West. Iniziativa che fino ad oggi apprezzo e spero di apprezzare ancora.

Edited by ciro
integrazioni e correzione di errori gramaticali
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Il 28/3/2024 at 15:17, Angelo1961 dice:
Il 26/3/2024 at 20:45, ggaaco dice:

 

E' già stato detto in precedenza, ed io sono d'accordo. Eleuteri Serpieri si compra per i disegni e non per la sceneggiatura. Non solo per TEX, ma per TEX hai a disposizione un altro migliaio di albi per le sceneggiature.

A parte che, se scarseggia la sceneggiatura, il bel disegno per me non è un  motivo valido per l'acquisto. :D

Io penso che non c'entrino le migliaia di albi con sceneggiature migliori. Pesa, enormemente in un appasionato di Tex, che Tex sia descritto come un macellaio scalpatore e Carson un futuro rintronato. Non pesa (e nulla sarebbe cambiato) se anzichè Tex e Carson, i due personaggi si fossero chiamati Billy Smith e John Ross, ma se si tratta dei due principali eroi della serie la cosa infastidisce parecchio. 

'Sto qua, chiccavolo si crede. E' la prima volta che si cimenta in Tex e si permette di deciderne il futuro? Ma che decida il futuro di Druuna, non di Tex...

 

Ormai è acclarato che abbiamo due punti di vista completamente diversi, a volte io preferisco dei bei disegni, tu vuoi la quantità.

Io preferisco un TEX ben disegnato a decine e decine di pagine che ripetono sempre le stesse cose (o quasi...), la tua passata richiesta di aggiungere qualche pagina ai Romanzi per comprali i la ritengo..... (vedi sopra).

Non sono neanche uno che adora TEX immutato nel tempo e sempre al centro della vicenda.

Borden stesso ha definito il primo romanzo di Eleuteri Serpieri un unicum nella saga, che esula da ogni cronologia e da ogni caratteristica peculiare di TEX e soci, ed anche che non si ripeterà.

Io avrò letto si e no una decina di pagine del famoso romanzo nr. 1, mi sono piaciuti tantissimo i disegni, non ho la più pallida idea di come è stato descritto TEX.

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Sensazione per sensazione, per me ti sbagli. Anzi più che una sensazione e' una speranza.

Voglio che questa serie continui visto le bellissime storie fino ad ora proposte. ;)

 

Spero anch'io di sbagliarmi Loriano.

Forse il pizzico di delusione provato durante la lettura dei due albi della Mano Rossa, mi ha reso più pessimista del dovuto. :)

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Per me è chiaro che la serie "Tex Willer", se fosse solo una serie di remake (come era nell'idea iniziale di Airoldi) non avrebbe alcun senso. Non avrebbe senso pagare per ri-leggere storie che conosciamo già solo perchè sono "ammodernate" da Boselli e altri disegnatori. Io preferirò sempre l'originale alla copia. La serie Tex Willer ha un senso quando diventa una maniera per gli autori di proporre storie NUOVE di un Tex DIVERSO.

 

Detto questo, la serie è anche una "sistemazione cronologica" (imperfetta) della storia di Tex e quindi non è pensabile che certi episodi vengano saltati: mi pare quindi ovvio che in qualche maniera gli episodi "storici" tipo La Mano Rossa, come prima Il Totem Misterioso, debbano essere narrati adeguandoli al tono della serie. Una necessità ineludibile. Non lo scopo finale della serie.

 

Accettata questa necessità, nasce una certa curiosità di leggerle queste "nuove versioni": cosa sarà cambiato? Cosa rimarrà uguale? E noi come lettori questi cambiamenti li approviamo o no?

 

A questi aspetti generali, nel caso della Mano Rossa se ne aggiunge un altro: il fatto che in realtà, LA MANO ROSSA NON L'HA LETTA QUASI NESSUNO. Ne hanno letto la versione "censurata politicamente corretta" creata da tante "manine censorie"! edizione dopo edizione alla Bonelli, che l'hanno resa in gran parte insensata.

 

La versione "censurata" pubblicata su TuttoTex o Tex Nuova Ristampa 1 (o nelle ristampe anonime censurate di Tex Gigante 1) non ha alcun senso. Tex vuole consegnarli alla legge, e non lo fa mai. Vuole prenderli vivi e si mette sempre in situazioni in cui può solo prenderli morti. E non ha alcun senso che lo debba fare lui: che ci stanno a fare gli sceriffi? Che senso ha che a "indagare" ci sia un ricercato fuorilegge?

 

La versione DAVVERO originale, che si trova solo nelle anastatiche, ha una coerenza che le versione successive non hanno e non potranno mai avere, perchè risolve l'inconsistenza di base: perchè dovrebbe essere Tex a indagare e consegnare alla legge dei banditi, quando lo stesso Tex è un ricercato? Tutto è molto più chiaro nella versione originale, dove Tex cerca i componenti della banda PER UCCIDERLI, senza pietà, senza remore, senza bisogno di prove, senza bisogno di seguire nessuna "legge" se non quella della giustizia. Solo così le sue azioni hanno un senso.

 

Qui Borden si trova di fronte il problema di dover fare un "remake" di una storia che i lettori conoscono solo in una versione così mutilata da non avere più senso. Da qui certe "spiegazioni", certi arzigogolamenti per spiegare come mai Tex faccia certe cose. Ma alla fine rimane l'elefante nella stanza: una volta che Tex si è scagionato, perchè rimane a "indagare" non avendo alcuna autorità e anzi essendo lui stesso ricercato?

 

Alla fine, la versione originale non censurata per me rimane la versione più sensata.

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