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bressimar

[maxi 1991] Oklahoma!

Voto alla storia  

49 members have voted

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Pochi anni dopo l'uscita di "Oklahoma!", in uno dei tanti sabato pomeriggio passati con mio padre in giro per fumetterie per completare la collezione di Tex, incappammo in questo volume di insolito formato di cui non sapevamo niente... Ricordo perfettamente le parole del negoziante a proposito: "L'Oklahoma? E' bellissimo!"... quanto aveva ragione!
Una delle mie storie preferite di Tex, sicuramente il migliore della collana Maxi, con un Berardi molto ispirato che riesce a calare Tex e Carson in un contesto abbastanza inusuale (la corsa ai terreni) e in un'atmosfera quasi kenparkeriana, ma senza snaturare le caratteristiche del ranger. Spettacolari i dialoghi. Unica nota negativa il ruolo di spalla quasi inutile riservato a Carson - emblematica la scena del duello in cui Tex affronta da solo due avversari, obbligando Carson a fare da spettatore.

Voto, inutile dirlo, 10.

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albo epocale... lo ricordo come un'anomalia quando usc', ero un ragazzino, ed ero abituato solo agli albi della regolare non a questi sontuosi mallopponi. Se tutti i maxi fossero così!

 

Lo devo rilggere. Quello che comunque di più mi è rimasto impresso nella memoria è la corsa per i terreni che ha citato Pecos sopra... quando un autore riesce a inserire eventi della storia vera in un contesto inventato come può essere un'avventura di Tex suscita sempre il mio plauso. Berardi ci riuscì. Letteri strepitoso.

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Il primo maxi non si scorda mai e questo,come già scritto,è "Il Maxi" ! Storia memorabile,disegni fantastici,trama che non annoia un secondo,riletto pochi giorni fa dopo molto tempo,eppure ancora avvincente,infarcito di scene coinvolgenti,struggenti ed alcune crudeli. Tex GLBonelliano al massimo,con Carson nel ruolo della spalla,stavolta neanche troppo rilevante,ma è solo un pelino nel pelino dell'uovo...

 

Da ricordare :

 

1) Carson per ferire solamente ce la mette proprio tutta,sparando fin a due mani,ma....niente da fare ! Il vecchio cammello è assodato che spara solo       per uccidere.

 

2) Scene durissime quelle a pag.102,114 e 262 (come Benson finisce Ray).

 

3) All'ufficiale che gli chiede se "mai qualcuno lo abbia soddisfatto completamente",Tex risponde :< Un'amica,ha una canna,un calcio e sei cartucce           calibro 45..>........ Mitico !

 

Voto 10 su tutta linea !!!

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La copertina di questo primo maxi tex è inspiegabilmente una cover di una vecchia edizione albi d'oro di tex del 50'.
Già dal 1991 da moltissimi anni non venivano più riproposte copertine-cover di questo tipo, infatti è davvero difficile da capire il perchè di questa decisione.

5c0qaw.jpg

 

Grazie Piero, era da qualche annetto che cercavo di rintracciare l'albo in questione  :Ave: ...!

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Riletto in questi giorni, confermo la prima impressione. Storia da 10, fra le migliori apparse in tutte le collane di Tex.

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Oklahoma mi fece una gran rabbia: una bella storia, ottimi disegni, ma un trattamento indegno riservato a Kit Carson!!!

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In effetti anche a me fece una gran rabbia, tuttavia in quel periodo Carson era trattato così praticamente sempre. Solo Boselli cambiò questo andazzo che ora è per fortuna solo un ricordo.

 

In ogni caso Oklahoma è un capolavoro ed una delle storie più belle in assoluto 

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Storia che trae origine dalla celeberrima "corsa alla terra"in cui circa 20000 coloni bianchi si accaparrarono i lotti di terreno messi in palio dal Governo Usa.

 

Per tornare alla trama, Berardi confeziona un prodotto di alto livello in cui riesce nell'impresa non facile di "preservare"Tex,senza cedere alla tentazione di copiare Ken Parker:o meglio,Berardi mette intorno a Tex diversi comprimari, abbastanza interessanti e variegati, cercando però di non appannare mai il carisma e la perfezione del Nostro.Se vogliamo,pur nelle differenze di stile,anche Boselli utilizzerà questo schema in diverse delle sue storie texiane,con successo maggiore.

Tutti i principali "prodotti"western sono gestiti in modo perfetto da un autore che conosce il mestiere come pochi.

 

Ad ogni modo,una trama avvincente e fluida,con colpi di scena nel finale e dialoghi spumeggianti,anche se talvolta un po' "macchiettistici".

Se la corsa è resa in modo stupendo, così come la costruzione della città, dall' altra posso affermare che i cattivi che Berardi ci presenta non sono poi così memorabili.I due pistoleri sono ridicoli,per esempio,e ben poco pericolosi.il cattivo principale è invece ben caratterizzato,idem i gambler.

 

Il "growing up" di uno neo Stato come il "Territorio indiano dell'Oklahoma", contornato però dalle tragedie familiari che contornano tale evento storico, è dunque il canovaccio in cui agisce un Tex vendicatore disinteressato,ma sempre sul pezzo e mai in difficoltà.

Molto bella e veritiera la massima che il colonnello che deve vigilare sulla regolarità della "corsa" sciorina a Tex:"in un territorio vergine come questo ci vogliono gli uomini d'affari spregiudicati e speculatori,ma anche i difensori degli umili" (Tex, appunto)

 

Una storia innovativa,un esperimento riuscito che,non so quanto casualmente,coincide con l'inizio dell'appannamento del Tex nizziano.

 

Berardi mi è sempre piaciuto,lo ammiro:non so dire, però,se sarebbe stato in grado di diventare un grande autore texiano...

Edited by Barbanera

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Caro concittadino, il bravissimo Berardi ha un DNA in completo contrasto con la filosofia con la quale è stato "costruito" in nostro Ranger.

Almeno, questo è il mio personale pensiero.

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<span style="color:red;">25 minuti fa</span>, francob dice:

Caro concittadino, il bravissimo Berardi ha un DNA in completo contrasto con la filosofia con la quale è stato "costruito" in nostro Ranger.

Almeno, questo è il mio personale pensiero.

Anche io Franco penso che il nostro Berardi non sarebbe riuscito a "calarsi"pienamente in Tex a tempo pieno...posso però dire che in questa storia il suo Tex mi è piaciuto

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Io, invece, la penso in maniera differente, se non addirittura diametralmente opposta. In questa storia, che per me merita di stare tra le dieci migliori in assoluto, Berardi riesce ottimamente nel compito di rispettare Tex ed il suo mondo senza rinunciare al suo stile personale e sarebbe stato un acquisto prezioso per Tex se Sergio Bonelli non avesse avuto le sue fisime personali.

  • +1 1

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Siccome probabilmente non lo sapremo mai, visto che Berardi non vuole scrivere Tex, si può ipotizzare di tutto.

Dico solo che scrivere una storia ottima come Oklahoma è una cosa, scrivere Tex a livelli buoni/ottimi per anni, come ad esempio Nizzi e Boselli, è tutt'altro.  Ma la controprova non c'è. Quindi di cosa stiamo parlando?

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Io, invece, sono molto felice del fatto che Berardi non sia venuto a far parte dello staff di Tex. Ricordo molto bene la saga di Ken Parker, per averla letta quasi integralmente. Anche se la lettura risultava gradevole,  a volte avvincente, l'impianto, lo spirito era quello tipico del cinema western revisionista, anni '70, con un personaggio ritagliato su modello di un ideale libera del XX secolo, calato, in maniera antistorica, negli anni '70 del XIX.

E aggiungo che Oklahoma non mi entusiasma affatto, non fosse che per l'infimo trattamento riservato a Kit Carson.

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, james dice:

Io, invece, sono molto felice del fatto che Berardi non sia venuto a far parte dello staff di Tex. Ricordo molto bene la saga di Ken Parker, per averla letta quasi integralmente. Anche se la lettura risultava gradevole,  a volte avvincente, l'impianto, lo spirito era quello tipico del cinema western revisionista, anni '70, con un personaggio ritagliato su modello di un ideale libera del XX secolo, calato, in maniera antistorica, negli anni '70 del XIX.

E aggiungo che Oklahoma non mi entusiasma affatto, non fosse che per l'infimo trattamento riservato a Kit Carson.

Io ritengo Oklahoma un capolavoro, e non ci vedo niente di lesivo alla figura di Carson, a parte forse in parte la scena della caccia, e non mi sembra il caso di criticare l' intera storia per due pagine.

 

Per quel che riguarda Berardi, io sono un grande ammiratore sia suo che di Ken Parker, e in questa storia Tex é tutt' altro che Kenparkeriano. Anzi, é l'opposto di Parker. Se Berardi avesse scritto sempre storie così ( con questo stile e con questo Tex)  lo avrei visto molto volentieri su Tex.

  • +1 1

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<span style="color:red;">17 ore fa</span>, james dice:

Io, invece, sono molto felice del fatto che Berardi non sia venuto a far parte dello staff di Tex. Ricordo molto bene la saga di Ken Parker, per averla letta quasi integralmente. Anche se la lettura risultava gradevole,  a volte avvincente, l'impianto, lo spirito era quello tipico del cinema western revisionista, anni '70, con un personaggio ritagliato su modello di un ideale libera del XX secolo, calato, in maniera antistorica, negli anni '70 del XIX.

 

Ma questo cosa c'entra?

Ken Parker è un personaggio e Tex è un altro. Non hanno la stessa personalità e caratterizzazione, le loro storie sono diverse e di questo uno sceneggiatore appena bravo sa scriverli in modo differente.

Leggi Julia ? Ti sembra identica a Ken Parker forse?

Quel che rimane identico o quasi  è lo stile, il modo tecnico con cui il singolo autore scrive che è unico come le impronte digitali.

In "Oklahoma" si nota.la  predisposizione di  Berardi alla narrazione corale con un certo spazio anche alle vicende dei comprimari (vedi la storia  d'amore tra i due adolescenti) ma Tex è tratteggiato come Tex e non certo come Ken Parker.

 

<span style="color:red;">18 ore fa</span>, james dice:

E aggiungo che Oklahoma non mi entusiasma affatto, non fosse che per l'infimo trattamento riservato a Kit Carson

 

Infimo trattamento? Mi sa che non abbiamo letto la stessa storia.

Se ti riferisci alla gag della caccia, è solo una gag, appunto, e nel resto della storia il vecchio cammello risalta eccome.

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Vero, l'ho riletta più volte e a parte la gag della caccia, che è appunto solo una gag, non ho proprio notato questo infimo trattamento fatto a Carson. La storia fila via

che è un piacere: Tex è Tex e Carson fa degnamente la sua parte. A me sinceramente spiace che Berardi non voglia scrivere Tex. Probabilmente avremmo avuto storie

di livello superiore a molte di quelle pubblicate, magari non capolavori come questo, ma sicuramente ottime storie.

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Bellissima! Oserei definirla quasi epica!
Mi è piaciuta l'idea di base, di partire da un fatto storico per costruire una storia molto realistica che ci illustra, anche con dovizia di particolari, quali fossero i problemi dei coloni americani in quella porzione di territorio, in quella determinata epoca.
Molto attraenti le tavole che ci mostrano i coloni in fila orizzontale, pronti alla partenza, e con vari mezzi di locomozione.
Per quanto riguarda Tex e Carson, Berardi li ha beccati in pieno, azzeccando le loro caratteristiche e descrivendo dialoghi che sembrano usciti dalla penna di GLB.
Ottima storia, in definitiva, che non annovero tra i capolavori assoluti senza sapermi spiegare il perché. Forse i disegni….

Voto alla storia: 8,7
Voto ai disegni: 7

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