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[712/713] I forzati di Dryfork

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I forzati di Dryfork - Tex 712 cover

 

 

Una spettacolare evasione, una rocambolesca caccia ai fuggiaschi…

TEX

N° : 712

Periodicità: mensile

I FORZATI DI DRYFORK

uscita: 07/02/2020

Formato: 16x21 cm, b/n

Pagine: 112

Codice a barre: 977112156104600712

Soggetto: Jacopo Rauch

Sceneggiatura: Jacopo Rauch

Disegni: Giuseppe Prisco

Copertina: Claudio Villa


Con l’aiuto della sua banda, Bill Decker ha deciso di liberare il fratello Frank dal penitenziario di Dryfork, con un piano ad alto tasso esplosivo di spettacolarità e spargimento di sangue. Ma altri forzati ne approfittano per evadere: tra loro il giovane Greg Taylor e il veterano Ray Cooper, artefice in passato di una leggendaria rapina. Per vendicare un suo amico sceriffo, che crede sia stato ucciso da Taylor nel corso dell’evasione, Tex si mette con Carson sulle tracce dei fuggitivi. È una doppia pista, ma che sta per diventare una sola, perché i fratelli Decker si mettono alle costole di Taylor e Cooper, convinti che quest’ultimo stia andando a recuperare il ricco bottino in polvere d’oro da lui nascosto anni addietro sulle montagne…

 

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Un Carson in grande spolvero, si direbbe da queste due tavole in anteprima. Ottumo!

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Dopo le buonissime prove su Zagor mi aspetto tanto Rauch

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Nelle precedenti prove su Tex, una storia breve e una per il Magazine, Rauch non mi era affatto dispiaciuto. Ora vedremo come saprà barcamenarsi con una storia di due albi, io sono abbastanza fiducioso. E, del resto, dalle poche anticipazioni la trama sembra poter essere interessante. Per quanto riguarda i disegni di Prisco, dopo la prima buonissima prova di circa due anni fa confido possa confermarsi sui medesimi standard qualitativi.

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Anche io sono molto fiducioso nelle doti di Rauch che su Zagor, specie negli ultimi anni, non mi ha mai deluso 

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Su Zagor sta andando alla grande.

Consiglio di recuperare anche per chi non segue Zagor regolarmente la sua storia attualmente in edicola.

 

 

Curiosità: avete notato quelle righe strane nella copertina riportata qui sopra?

 

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Anche io ho apprezzato le sue storie su zagor.Speriamo scriva ottime storie anche per tex .Mi sembra che e' anche abbastanza giovane  pensando al futuro  Prisco  nella sua prova texiana mi era piaciuto molto Sono molto fiducioso

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La sua storia con Poli era debolissima, speriamo che in questa nuova prova sia piu' ispirato. 

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Non conosco il Rauch zagoriano, ma mi fido del vostro giudizio. Inoltre la trama sembra molto interessante. Infine, quel mio vecchio Carson... c'è da lustrarsi gli occhi.

 

Confido tanto in questo nuovo autore e aspetto con ansia il prossimo albo. 

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Direttamente da The Bos

 

Pubblica una risposta Screen21

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"Il Texone arriva finalmente in edicola" lo dovremo dire noi, caro signor Frediani... o no?

  • +1 1

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Molto fiducioso per la storia di Rauch.. su Zagor non delude mai

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Arrivato stamane in edicola. Copertina che si nota subito. :)

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Al momento mi limito a scrivere: gran bella storia e buonissimi disegni.

Un arrivo sulla serie regolare da parte di Rauch col botto.

Pur avendo tematiche classiche, questa è la dimostrazione che Tex è una serie che ha ancora tantissimo da dire.

 

Come prima parte posso dire che mi ha stupito positivamente, forse tra le migliori cose uscite negli ultimi tempi.

Avanti così

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In attesa del prossimo numero, il mio giudizio parziale alla storia di Rauch & Prisco è estremamente positivo: ottimi disegni, trama molto scorrevole, ritmi serrati, adrenalina e colpi di scena ben bilanciati, non eclatantissimi ma a loro modo d'effetto nel contesto narrativo. Antagonisti caratterizzati come meglio non avrebbe consentito l'andamento degli eventi, in particolare sono molto curioso di vedere come evolverà la figura di Greg Taylor, personaggio che a mio parere potrebbe riservare grosse sorprese, considerando l'alone di mistero che sinora sembra aver volutamente mantenuto su di sé. Sarà parimenti interessante scoprire quali dinamiche si innescheranno tra la banda di Decker e l'accoppiata - nemmeno troppo affiatata - formata dal giovane Taylor e dal più esperto e smaliziato Cooper. Gli elementi per sperare di poter dare un giudizio totale positivo, insomma, ci sono davvero tutti, e credo proprio che le attese saranno rispettate.

 

Non posso che concordare totalmente con Sam Stone: è "puro vangelo" - per citare il Vecchio Cammello - che Tex dimostri di continuo di essere una serie che ha ancora moltissimo da dire e da dare, e tutto lascia pensare che sarà tale ancora a lungo, poiché pur nella sua classicità di base sa sempre reinventarsi e rinnovarsi.

 

 

 

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Anch'io confermo che è un primo albo di una storia scritta bene, che caratterizza diversi personaggi destinati ad avere sviluppi ulteriori in modo coinvolgente e stimolante. Ben fatti, quasi sempre accurati e vari i disegni. Come già detto da JuanRaza85, fra gli evasi quello che risulta più intrigante è il giovane Taylor. Al fatto che sia gravato di una colpa imprecisata,  ora si aggiunge l'aver sparato a un uomo durante la fuga (ma Tex viene indotto dal direttore del carcere a ritenere che abbia responsabilità ancora maggiori). In effetti, si coglie che non è un criminale incallito, ma un uomo capace di qualche sussulto di coscienza, probabilmente destinato a riproporsi in questa veste nel successivo albo: un personaggio piuttosto sfaccettato, non totalmente intriso di malvagità, cui forse verrà data una seconda possibilità (come accaduto, di recente, a Bowen).

Interessante l'espediente narrativo che rende la caccia al gruppo dei fuggitivi divisa in due gruppi con motivazioni totalmente diverse.

Insomma, una storia scritta in maniera valida, con un Carson che effettivamente appare ben determinato e  valida spalla di Tex. L'attesa di leggere il prossimo albo è rilevante, segno che non solo sulla serie "parallela" Tex Willer, ma anche su quella principale si possono trovare delle storie degne della tradizione di cui Tex si è reso protagonista.

Edited by dario63

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Ottimo albo anche per me. Ci ho messo piu del solito a leggerlo, ma devo dire che lo svolgimento della storia e i dialoghi sono perfetti e mi hanno coinvolto nella lettura,e se il secondo albo sara allo stesso livello di questo ,Rauch per me sara promasso a pieni voti. Ottimo anche Prisco che a me oltre a Ticci a ricordato anche un po Repetto.

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S
P
O
I
L
E
R
Infatti il personaggio di Taylor, secondo me riserverà qualche grossa sorpresa.

Molto strano che voglia mantenere misterioso il motivo della sua condanna.

Non so perchè ma mi dà quasi l'idea di "infiltrato" e forse sta dalla parte della legge :unsure2: 

 

Resto molto curioso della seconda parte

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Ottimo esordio di Rauch sulla serie regolare di Tex.

Ben coadiuvato dai disegni di Prisco costruisce un primo albo scoppiettante con tanti personaggi che si muovono sulla scena.

Attendiamo con fiducia il proseguimento.

 

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<span style="color:red;">14 ore fa</span>, natural killer dice:

Ottimo esordio di Rauch sulla serie regolare di Tex.

 

 

Ci andrei più cauto. Se vai in profondità, queste 110 pagine ruotano tutte su una singola idea - la fuga - con il tema dell'inseguimento che offre interessanti variazioni ma resta pur sempre un'idea che per esempio Faraci ha sfruttato fino alla nausea. Mi sa che mi toccherà di leggerne anche nel prossimo texone di Villa.

 

Carson che si fa scappare l'uomo è piccione solo nelle storie che scrive Nizzi ? Per me qui ci può stare che il giovanotto gli sfugga di mano dalla finestra, però il metro deve essere uguale per tutti gli autori, altrimenti si bara.

 

Poi, tutti questi amici/nemici che Tex incontra per la prima volta tirano un pochino la manica al lettore (c'è a chi danno fastidio gli origlioni, c'è chi trova come me questi "nuovi" amici del tutto improbabili). D'accordo che sono assolutamente funzionali alla trama però con tutti i personaggi "anonimi" che hanno popolato più di settecento numeri con un po' di lavoro di ricerca tiri fuori qualcosa di più originalee fai l'opportuna citazione, con annessa didascalia come accadeva negli anni sessanta.

 

La forzatura più grande sta però nella gestione dell'evasione, rocambolesca quanto vuoi, ma le guardie carcerarie fanno una figura idiota e gli uomini della scorta sono dei damerini che lo sceriffo ha raccattato chissà dove. Qualche candelotto di dinamite e meno di una decina di uomini per mettere in scacco un penitenziario, fate un po' voi.

 

Venendo alle ultime pagine, i prigionieri in fuga tendono da sempre a mettere più miglia che possono tra loro e i mastini che li inseguono, questi si preoccupano visibilmente d'altro e visto lo spessore delle guardie, forse fanno anche bene di pensare a un malloppo che forse non esiste neppure.

 

D'altronde l'unico personaggio veramente degno di nota, il capo delle guardie - gran pezzo di carogna - muore quasi subito e c'è proprio da pensare che, a parte Tex e Carson, sulle tracce di mezzo carcere evaso ci sia solo il nulla.

 

Disegnata da Font starei a dirne peste e corne, con i disegni di Prisco invece mi sembra quasi una bella storia. Il suo Carson, tuttavia, è inguardabile e assolutamente da rivedere nelle prossime storie. Qui il disegnatore ha un po' mollato lo stile ticciano andando a pescare da altri disegnatori, la differenza si vede e il calo rispetto alla sua prima storia è evidente. Gli consiglierei di guardare solo a Ticci, se lo fa persino Villa con quel bellissimo Carson in copertina, me ne fregherei altamente dei detrattori.

 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

 

 

Ci andrei più cauto. Se vai in profondità, queste 110 pagine ruotano tutte su una singola idea - la fuga - con il tema dell'inseguimento che offre interessanti variazioni ma resta pur sempre un'idea che per esempio Faraci ha sfruttato fino alla nausea. Mi sa che mi toccherà di leggerne anche nel prossimo texone di Villa.

 

Carson che si fa scappare l'uomo è piccione solo nelle storie che scrive Nizzi ? Per me qui ci può stare che il giovanotto gli sfugga di mano dalla finestra, però il metro deve essere uguale per tutti gli autori, altrimenti si bara.

 

Poi, tutti questi amici/nemici che Tex incontra per la prima volta tirano un pochino la manica al lettore (c'è a chi danno fastidio gli origlioni, c'è chi trova come me questi "nuovi" amici del tutto improbabili). D'accordo che sono assolutamente funzionali alla trama però con tutti i personaggi "anonimi" che hanno popolato più di settecento numeri con un po' di lavoro di ricerca tiri fuori qualcosa di più originalee fai l'opportuna citazione, con annessa didascalia come accadeva negli anni sessanta.

 

La forzatura più grande sta però nella gestione dell'evasione, rocambolesca quanto vuoi, ma le guardie carcerarie fanno una figura idiota e gli uomini della scorta sono dei damerini che lo sceriffo ha raccattato chissà dove. Qualche candelotto di dinamite e meno di una decina di uomini per mettere in scacco un penitenziario, fate un po' voi.

 

Venendo alle ultime pagine, i prigionieri in fuga tendono da sempre a mettere più miglia che possono tra loro e i mastini che li inseguono, questi si preoccupano visibilmente d'altro e visto lo spessore delle guardie, forse fanno anche bene di pensare a un malloppo che forse non esiste neppure.

 

D'altronde l'unico personaggio veramente degno di nota, il capo delle guardie - gran pezzo di carogna - muore quasi subito e c'è proprio da pensare che, a parte Tex e Carson, sulle tracce di mezzo carcere evaso ci sia solo il nulla.

 

Disegnata da Font starei a dirne peste e corne, con i disegni di Prisco invece mi sembra quasi una bella storia. Il suo Carson, tuttavia, è inguardabile e assolutamente da rivedere nelle prossime storie. Qui il disegnatore ha un po' mollato lo stile ticciano andando a pescare da altri disegnatori, la differenza si vede e il calo rispetto alla sua prima storia è evidente. Gli consiglierei di guardare solo a Ticci, se lo fa persino Villa con quel bellissimo Carson in copertina, me ne fregherei altamente dei detrattori.

 

Per me tra questa storia e le ultime di Faraci con vari inseguimenti c'e un abisso,questa mi ha subito coinvolto e l'ho trovata complessa e verosimile  quelle di Faraci  mi sembravano mandate avanti per forza senza nessun pathos con continue sparatorie per arrivare alla fine.  Poi Carson io l'ho trovato ben disegnato.

<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, Piombo Caldo dice:

Per me tra questa storia e le ultime di Faraci con vari inseguimenti c'e un abisso,questa mi ha subito coinvolto e l'ho trovata complessa e verosimile  quelle di Faraci  mi sembravano mandate avanti per forza senza nessun pathos con continue sparatorie per arrivare alla fine.  Poi Carson io l'ho trovato ben disegnato.

Questo pero e' solo ol primo albo, per un giudizio definitivo direi di aspettate la fine della storia.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Ci andrei più cauto. Se vai in profondità, queste 110 pagine ruotano tutte su una singola idea - la fuga - con il tema dell'inseguimento che offre interessanti variazioni ma resta pur sempre un'idea che per esempio Faraci ha sfruttato fino alla nausea.

Il tema della fuga è un elemento classico. Bisogna vedere come poi viene sviluppato. Se c'è una fuga è ovvio che ci debba essere anche l'inseguimento, altrimenti non ci sarebbe storia. Però non mi pare di aver letto soltanto di un gruppo che fugge e Tex che lo insegue. I due gruppi di evasi in fuga, la banda Decker intenzionata a metter le mani sul fantomatico bottino di Cooper, l'enigmatico Taylor, la futura entrata in scena dei Mohave, sono tutti elementi che irrobustiscono l'intreccio di una storia di cui, come ho detto ieri, attendo con fiducia il proseguimento.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Mi sa che mi toccherà di leggerne anche nel prossimo texone di Villa.

Questo te lo confermo, ma non anticipo altro..

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Carson che si fa scappare l'uomo è piccione solo nelle storie che scrive Nizzi ? Per me qui ci può stare che il giovanotto gli sfugga di mano dalla finestra, però il metro deve essere uguale per tutti gli autori, altrimenti si bara.

Non condivido la sensazione di Carson piccione, anzi... Individua Ginger, lo segue, lo affronta e lo fa secco. Se avesse eliminato anche il ragazzo sarebbe venuta meno la possibilità di farlo cantare. Se lo avesse messo in condizioni di non nuocere avrebbe privato Tex dell'occasione di mettersi in luce bloccandolo. Quindi merito a entrambi :ok:

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Poi, tutti questi amici/nemici che Tex incontra per la prima volta tirano un pochino la manica al lettore (c'è a chi danno fastidio gli origlioni, c'è chi trova come me questi "nuovi" amici del tutto improbabili). D'accordo che sono assolutamente funzionali alla trama però con tutti i personaggi "anonimi" che hanno popolato più di settecento numeri con un po' di lavoro di ricerca tiri fuori qualcosa di più originalee fai l'opportuna citazione, con annessa didascalia come accadeva negli anni sessanta.

Ormai abbiamo capito e metabolizzato che nel passato (recente e meno recente) ci sono vuoti da colmare e avvenimenti che non ci sono stati ancora narrati. Non sorprende più di tanto dunque che Tex nel suo lungo vagabondare possa aver incontrato tanto Cooper, quanto lo sceriffo e il direttore del carcere senza che noi ne fossimo al corrente. E d'altra parte, visto poi che lo sceriffo era destinato a una triste fine, non sarebbe stato simpatico ripescare un personaggio, per quanto secondario della saga, costruito da altri autori, per farlo fuori dopo poche tavole. Quanto alla citazione con annessa didascalia, come giustamente dici, è roba di qualche decennio fa...

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

La forzatura più grande sta però nella gestione dell'evasione, rocambolesca quanto vuoi, ma le guardie carcerarie fanno una figura idiota e gli uomini della scorta sono dei damerini che lo sceriffo ha raccattato chissà dove. Qualche candelotto di dinamite e meno di una decina di uomini per mettere in scacco un penitenziario, fate un po' voi.

Qua posso anche darti ragione, ma siamo in un fumetto per Giove! Quanto alla figura barbina delle guardie carcerarie non è la prima volta che la leggiamo e non solo su Tex. E non dimentichiamo che i banditi potevano contare sull'appoggio di un Giuda tra le guardie.

Purtroppo anche nella real life ogni tanto capita di assistere a rocambolesche evasioni

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Venendo alle ultime pagine, i prigionieri in fuga tendono da sempre a mettere più miglia che possono tra loro e i mastini che li inseguono, questi si preoccupano visibilmente d'altro e visto lo spessore delle guardie, forse fanno anche bene di pensare a un malloppo che forse non esiste neppure.

Beh almeno non assistiamo al tema io scappo e tu insegui senza sussulti...

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

D'altronde l'unico personaggio veramente degno di nota, il capo delle guardie - gran pezzo di carogna - muore quasi subito

Anche qui mi trovi d'accordo, la resa dei conti poteva avvenire più avanti ed essere risolta meno rapidamente di una palla in fronte

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

e c'è proprio da pensare che, a parte Tex e Carson, sulle tracce di mezzo carcere evaso ci sia solo il nulla.

Non dimenticare che entreranno in scena i Mohave...

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Disegnata da Font starei a dirne peste e corna,

Riesci a lamentarti di Font anche quando non c'entra :lol:

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

con i disegni di Prisco invece mi sembra quasi una bella storia. Il suo Carson, tuttavia, è inguardabile e assolutamente da rivedere nelle prossime storie. Qui il disegnatore ha un po' mollato lo stile ticciano andando a pescare da altri disegnatori, la differenza si vede e il calo rispetto alla sua prima storia è evidente. Gli consiglierei di guardare solo a Ticci, se lo fa persino Villa con quel bellissimo Carson in copertina, me ne fregherei altamente dei detrattori.

Che Prisco trovi una sua personale interpretazione discostandosi dal modello Ticciano non mi pare poi un gran difetto

  • +1 1

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

 

 

Ci andrei più cauto. Se vai in profondità, queste 110 pagine ruotano tutte su una singola idea - la fuga - con il tema dell'inseguimento che offre interessanti variazioni ma resta pur sempre un'idea che per esempio Faraci ha sfruttato fino alla nausea. Mi sa che mi toccherà di leggerne anche nel prossimo texone di Villa.

 

Carson che si fa scappare l'uomo è piccione solo nelle storie che scrive Nizzi ? Per me qui ci può stare che il giovanotto gli sfugga di mano dalla finestra, però il metro deve essere uguale per tutti gli autori, altrimenti si bara.

 

Poi, tutti questi amici/nemici che Tex incontra per la prima volta tirano un pochino la manica al lettore (c'è a chi danno fastidio gli origlioni, c'è chi trova come me questi "nuovi" amici del tutto improbabili). D'accordo che sono assolutamente funzionali alla trama però con tutti i personaggi "anonimi" che hanno popolato più di settecento numeri con un po' di lavoro di ricerca tiri fuori qualcosa di più originalee fai l'opportuna citazione, con annessa didascalia come accadeva negli anni sessanta.

 

La forzatura più grande sta però nella gestione dell'evasione, rocambolesca quanto vuoi, ma le guardie carcerarie fanno una figura idiota e gli uomini della scorta sono dei damerini che lo sceriffo ha raccattato chissà dove. Qualche candelotto di dinamite e meno di una decina di uomini per mettere in scacco un penitenziario, fate un po' voi.

 

Venendo alle ultime pagine, i prigionieri in fuga tendono da sempre a mettere più miglia che possono tra loro e i mastini che li inseguono, questi si preoccupano visibilmente d'altro e visto lo spessore delle guardie, forse fanno anche bene di pensare a un malloppo che forse non esiste neppure.

 

D'altronde l'unico personaggio veramente degno di nota, il capo delle guardie - gran pezzo di carogna - muore quasi subito e c'è proprio da pensare che, a parte Tex e Carson, sulle tracce di mezzo carcere evaso ci sia solo il nulla.

 

Disegnata da Font starei a dirne peste e corne, con i disegni di Prisco invece mi sembra quasi una bella storia. Il suo Carson, tuttavia, è inguardabile e assolutamente da rivedere nelle prossime storie. Qui il disegnatore ha un po' mollato lo stile ticciano andando a pescare da altri disegnatori, la differenza si vede e il calo rispetto alla sua prima storia è evidente. Gli consiglierei di guardare solo a Ticci, se lo fa persino Villa con quel bellissimo Carson in copertina, me ne fregherei altamente dei detrattori.

 

Giudizio più che legittimo, ma che mi sembra un po' severo...

Il richiamo ad una conoscenza fra Tex e lo sceriffo Ike credo sia fatto anzitutto per sottolineare che nell'inseguire i fuggitivi Tex sarà ora spinto non solo da un senso di giustizia, ma anche dalla volontà di vendicare un amico ucciso a pochi mesi dall'agognato ritiro. Questo elemento per me è funzionale ad accentuare l'aspetto emotivamente coinvolgente della vicenda e pertanto non mi sembra che stoni. Che Tex incontri persone definite come amici ma che risultano ai lettori completi sconosciuti mi sembra una pratica di lunghissimo corso e che non mi sento affatto di condannare (né di mettere sullo stesso piano dei cosiddetti "origlioni", che invece rischiano con i loro interventi di agevolare la conoscenza di piani complessi e raffinati senza dover investigare più di tanto e quindi apportano alla trama un indebolimento eccessivo).

Anche Carson non mi pare faccia la figura del "piccione": affronta con fare determinato una coppia di banditi e ne stende uno. L'altro fugge con un pizzico di fortuna a lui, ma ci sta, anche perché così potrà dar modo anche a Tex di entrare in scena con un ruolo attivo; quindi questa complementarietà dei pards non mi pare così negativa, anzi...

Condivido invece il fatto che l'evasione sembra orchestrata in tutti i minimi dettagli da un gruppo di delinquenti cui va tutto alla perfezione anche perché la vigilanza ha lasciato alquanto a desiderare (al di là della presenza di una spia interna al carcere). Ma in effetti non può non destare un po' di perplessità la facilità con cui il carcere venga tenuto sotto osservazione e, soprattutto, che le guardie sugli spalti siano inesorabilmente abbattute dal fuoco dei winchester da parte di persone appostate su rilievi così vicini alla struttura penitenziale da poter sparare con grande precisione (e con esiti devastanti). Insomma, c'è da stupirsi che chi ha progettato quel carcere non abbia badato alla struttura morfologica dell'ambiente circostante, così favorevole ad agguati e a una sorveglianza esterna così agevole. 

Ma a parte questo elemento, per me la storia è costruita bene e il suo elemento centrale penso stia proprio nell'inseguimento e nelle dinamiche che si svilupperanno nel gruppo dei fuggitivi (oltre che, naturalmente, nell'intervento risolutivo degli inseguitori). Non è un tema orginalissimo, ma credo che si debba attendere di osservarne lo svolgimento prima di valutarne gli esiti. Per ora, a me la storia piace.

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Storia abbastanza interessante, piena zeppa di citazioni e topoi texiani classici...prima, però,una mia breve analisi della trama

 

Il tema della fuga dal penitenziario, sviscerato in moltissimi film western e non, rappresenta sempre un buono spunto per una trama.Rauch dimostra una buona conoscenza del genere e di Tex, mettendo in campo un gruppo di scampaforche abbastanza interessante,tra cui un Comanche e un paio di Redneck della Virginia (i fratelli Decker)duri quanto basta per essere degni avversari del Nostro.l uso di Cooper e del ragazzo "chiuso"potrebbe rappresentare un asso di Rauch per vivacizzare la trama,staremo a vedere.

<span style="color:red;">3 ore fa</span>, ymalpas dice:

La forzatura più grande sta però nella gestione dell'evasione, rocambolesca quanto vuoi, ma le guardie carcerarie fanno una figura idiota e gli uomini della scorta sono dei damerini che lo sceriffo ha raccattato chissà dove. Qualche candelotto di dinamite e meno di una decina di uomini per mettere in scacco un penitenziario, fate un po' voi.

Ecco un limite che condivido in pieno,per Giove!le guardie carcerarie sembrano inizialmente dei duri,a partire dal rude sergente capo degli aguzzini,uguale sputato nella forma e nei modi ad un certo "Signor" Maksen di un Texone di Nizzi (L ultimo Ribelle)...fatto fuori un po' troppo in fretta.l evasione avviene in modo spettacolare, ma inverosimile.d altra parte che un gruppo continui in diligenza è una forzatura,dal momento che le tracce di un trabiccolo sono facili da seguire...

 

<span style="color:red;">3 ore fa</span>, ymalpas dice:

Poi, tutti questi amici/nemici che Tex incontra per la prima volta tirano un pochino la manica al lettore (c'è a chi danno fastidio gli origlioni, c'è chi trova come me questi "nuovi" amici del tutto improbabili). 

Anche io ho notato questo..aggiungo che Rauch,da buon novizio,cerca di immettere nella storia molti riferimenti a personaggi "copia"di altre storie per rendere più Texiana la storia.quali?per esempio lo sceriffo ucciso dai banditi, prossimo alla pensione, è una copia di quello ucciso da El Muerto nella nota storia nolittiana.del Gorilla capo carceriere ho già detto,aggiungo pure il buon Cooper,del tutto simile al delinquente con stetson incontrato da Tex nel penitenziario in "Missione Suicida",sempre di Nolitta.

 

Dialoghi abbastanza buoni.

Per ora ci siamo, stiamo a vedere il finale

 

 

 

 

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Guardando la copertina del secondo albo sembrerebbe che i Mohave siano nemici di Tex , ricordo che invece nel grande intrigo i Mohave di Victorio aiutarono tex a fuggire dal carcere di Vichsburg, e poi mi sembra si rifugiarono nella riserva navajo,questi invece saranno di un altra zona o tribu.

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