Vai al contenuto
TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[387/392] Il Segreto Del Morisco

Voto alla storia  

42 voti

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Si è pregati di collegarsi o iscriversi per poter votare in questo sondaggio.

Messaggi consigliati/raccomandati

Immagine postata

La strana arma rinvenuta nella cripta della missione, nell'albo "Il dio azteco", non è una banale pistola inventata di sana pianta da Letteri, bensìla "murchadna", ossia la pistola a raggi usata per anni da Martin Mystere e che provveniva addirittura dal continente perduto di Atlantide. Anche gli altri oggetti nascosti nel sotterraneo della missione di San Diego, giudicati "pericolosi" dalle autorit? ecclesiastiche, ricordano molto quelli conservati in un nascondiglio segreto di cui si parla nel n° 241 di Martin Mystere. L'omaggio alla saga del Detective dell'impossibile ideato da Castelli e Alessandrini fu voluto dallo stesso Sergio Bonelli, autore della storia.

Se è vero, è sintomatico di come possa cambiare idea una persona. Solo pochi anni dopo Sergio Bonelli avrebbe posto il veto a qualsiasi tipo di team up tra i personaggi della sua casa editrice mentre in questa storia è stato lui stesso a stabilire, sia pure indirettamente, che Tex e Martin Mystere (e di conseguenza anche Zagor, Mister No e Dylan Dog) condividono lo stesso universo narrativo.


Forse questo è il momento buono per affermare che io non sono affatto contrario a questi incontri tra personaggi di serei differenti, purch? siano giustificati ela storia sia soddisfacente.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

questo veto è un vero peccato... ma in qualche modo capisco che bisogna anche essere capaci di creare collegamenti opportuni senza stancare il lettore. Tornando alla storia: più albi in cui Tex sente le ore contate per il figlio, in un contesto a lui quasi completamente ostile. Gli sono venuti i nervi a fior di pelle, fino alla scoperta del figlio VIVO, è tutto un susseguirsi di prepotenze e attacchi, tra ipnosi e oggetti strani. Un Tex "umano" che usa la sua rabbia per andare contro l'impossibile. I personaggi che non sono i pards, cambiano radicalmente il carattere e la forma di lettura di Tex! Come si è visto, se perde il figlio con al fianco i fraterni Carson e Tiger, è meno "nervoso" , ragiona di più, anche meno istintivo (come quando fa trasparire che non ne può più "Non me ne va bene una" o altre)Ho trovato davvero suggestivo a questa storia il contorno di paura degli abitanti, il sopranaturale non ostentato ma ben inserito... la vecchia euforia giovanile di Kit Willer che qui sembra avere 14-16 anni al massimo.. altro che 20!Qui Tex anche se incontra Montales e si appoggia a lui come farebbe con un Pard, agisce da difensore numero uno di chi sta dalla sua parte, si preoccupa di tutti... non dormendo per giorni, cercando di non spaventarsi di quello che accade... E' un Tex in compagnia, ma solitario... Quando riconosce il pazzo sotto la maschera, tutto si ridimensiona e un po' alla volta si sbroglia, lasciando che il finale sia reale al di l' di una storia che ha dell'incredibile! Insomma, anche la storia stessa, come il carattere di TEx, da misteriosa diventa scettica e si definisce. Non è facile costruire una storia così lunga, ma il bello è che: NON STUFA! Anzi...? piena di piccoli pensieri e annedoti (come l'opera di convincimento di Montales al frate) che ti portano avanti con una nuova curiosità ad ogni albo. VOTO 9

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

nolitta.jpgDixit:

Per quanto mi riguarda, ormai è noto, io prediligo le avventure "fiume", anche perchè quando una particolare atmosfera e dei personaggi interessanti mi catturano, non riesco più a fermarmi e a mettere la parola fine. E la cosa sta puntualmente accadendo anche con l'interminabile storia di Tex in cui ritornano El Morisco e Montales. Ho ormai raggiunto quota 500 tavole, ma la conclusione è ancora lontana. Dopo molti anni di ambientazioni amazzoniche e africane per Mister No, avevo una grande nostalgia per le storie western e soprattutto per Tex. Ecco perchè pur essendo partito con l'intenzione di sfruttare il filone parallelo e misterioso del Morisco, nel corso della narrazione non ho saputo resistere alla tentazione di inserire anche tutti quei temi che sono tipici dell'epopea del West e che vanno dall'assalto degli apache alla rissa nel saloon. E contando le pagine, vi confesso che mi sento anche un po' imbarazzato, perchè mi sembra quasi di essere coinvolto in una di quelle esibizioni da Guinness dei primati che si leggono di tanto in tanto sui giornali, del tipo: il sandwich più lungo del mondo o l'uomo che beve più birra. Ora mi chiedo se voi lettori vi lascerete impressionare soltanto dal cospicuo numero di pagine, oppure verrete coinvolti dall'incalzare degli avvenimenti, dai colpi di scena e dalla simpatia dei personaggi.
 

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Io ero uno di quelli che disprezzava questa storia, che la riteneva una brodaglia allungata all'inverosimile, una noia mortale, la più brutta storia texiana di Nolitta. Dopo averla letta una prima volta da piccolo (lettura che ricordo come tutt?altro che avvincente e partecipata) l'idea di rileggerla non mi si era mai nemmeno affacciata nell'anticamera del cervello!Eppure qualche giorno fa ho deciso di rileggerla e, forse perchè nell'ultimo anno la mia cultura nolittiana è notevolmente cresciuta, l'ho rivalutata alla grande!Tanto che adesso dico che di lungaggini non ce ne sono; o meglio: quelle che possono sembrare lungaggini sono semplicemente tratti caratteristici dello stile di Nolitta: egli, a differenza del padre, preferisce una narrazione più lenta, uno svolgimento degli eventi più ?meditato?, una sottolineatura maggiore degli stati d'animo dei personaggi e delle loro reazioni psicologiche; infine, il tentativo costante di creare il pathos, l'attesa dell'evento- qui, per esempio, quando Tex, Montales e Matewa entrano in chiesa dopo lo scontro finale con gli Uomini Giaguaro e attendono ansiosi, nel buio, l'entrata degli uomini fuori. Ho rivalutato tutto, dicevo, anche il Tex ?poco Tex?: perchè se è vero che alcune sue reazioni sono diverse da quelle solitamente ?olimpiche? del nostro, se è vero che qui appare costantemente nervoso, troppo nervoso, e addirittura irascibile, è altrettanto vero che Nolitta lo mette in una situazione davvero complicata, complicata in primis a livello psicologico: Tex è qui un padre angosciato, roso dal sapere il figlio nelle mani di assassini spietati che potrebbero ucciderlo in ogni momento- sempre che non l'abbiano già fatto!Altra cosa che mi è piaciuta: la non facile (almeno sulla carta) convivenza di due comprimari storici e tanto caratterizzati come El Morisco e Montales. A entrambi Nolitta regala un ruolo non marginale nella vicenda, entrambi sono a modo loro spesso risolutivi: d'altronde lo sceneggiatore si perita di imbastire una trama che, mischiando complotto politico e magia allo stato puro con tanto di riferimento ad antichi culti aztechi, può accontentare le caratteristiche di entrambi. Ottimi sia i nemici che i comprimari. Comprimari che, comparendo anche in poche sequenze, risultano memorabili: mi riferisco al frate del convento, figura oltremodo inquietante, protagonista di una delle scene più belle della storia, con cui Nolitta sembra quasi avanzare una critica all'oscurantismo religioso- il pazzo, con la sua risata isterica sulle macerie della missione, rimane impresso nel ricordo!E poi Matewa, fiero guerriero, coraggioso e valoroso, grazie al quale i Nostri riescono a trovare il bandolo della matassa, che con la sua morte da alla storia un tono ancor più drammatico e , perchè no?, commovente- mi sembra che costui abbia preso, per le sue caratteristiche, un po' le veci di Tiger Jack. Ci sarebbe molto ancora da dire su una storia tanto lunga e complessa. Ci sarebbe, per esempio, da parlare dei disegni di un Letteri che, seppur sul viale del tramonto e spesso in evidente affanno, dona a piene mani una sensazione di inquietudine e mistero che altri non avrebbero saputo rendere alla stessa maniera: per cui, nonostante tutto, la scelta di far disegnare a lui questa ?Gli uomini giaguaro? risulta, a mio avviso, azzeccata e vincente. Ci sarebbe da parlare della bellezza del Messico affrescato da Nolitta: una terra contraddittoria, che vive ancora della sedimentazione inconscia di culti antichi e misteriosi, violenti e terribili; un Messico quindi superstizioso e insieme assolutamente e miseramente razionale nei suoi intrichi politici. Insomma, per me siamo di fronte a una grande storia; probabilmente non è un capolavoro, sicuramente non è la più bella storia che Nolitta abbia scritto per Tex. Ma senza dubbio è una mega avventura da rileggere, riconsiderare e rivalutare. Voto 8,5

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Di norma, occorrerebbe armarsi di un minimo di obiettivit? nel giudicare una storia. Ma a volte le sensazioni ricevute hanno il sopravvento, e il giudizio va a costruirsi prepotentemente ed esclusivamente su di esse. E' il caso di questa storia, per quanto mi riguarda. Caso pressocch? unico, lo garantisco, in cui non riesco nemmeno a tentaredi essere un pochino obiettivo. Con la premessa appena fatta, devo confessare che "Il segreto del morisco" è la storia più noiosa che abbia mai letto in vita mia, non solo di Tex ma di tutto ciò che di fumettistico mi sia capitato per le mani. Sei mesi interminabili di tedio assoluto. Commento da considerare solo a titolo statistico. Con rispetto immutato per Nolitta e Letteri, ai quali va sempre il mio grazie per tutto quello che ci hanno dato. -ave_

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

E' la prima storia alla quale ho dato 10 ed è anche l'ultima perchè secondo me è la migliore storia di tex in assoluto -ave_ Sicuramente in molti la pensano diversamente e magari storceranno il naso nel leggere quello che ho appena scritto però.. iniziai da "gli uomini giaguaro" con la ristampa tre stelle e, nonostante mi mancasse l'inizio, la trovai una storia meravigliosa. Quando poi l'ho completata il giudizio non è cambiato, anzi a rileggerla tutta mi sono reso conto che è un capolavoro. Tex si trova ad affrontare dei nemici spietati e sanguinari che hanno rapito suo figlio, non ha idea di chi siano e che cosa vogliano ma lui è pronto a tutto per ritrovarlo, anche a picchiare un frate :shock: (poi però ci ha pensato montales) la frase ?i romani erano sicuramente dei dilettanti in confronto agli apache? è da incorniciare!Il mistero e la tensione sono i punti di forza di questa storia e il finale non delude. La ribellione di uno degli uomini di herrera che rinfaccia agli altri tutto quello che il frate, da loro ucciso, aveva fatto per aiutarli è forse un p? inverosimile ma fa comunque molto effetto.10 e lode

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Stiamo parlando senza ombra di dubbio di una delle migliori storie di sempre con protagonista Tex, una delle pietre miliari dell'intera serie. Una storia che rasenta la perfezione, a mio parere condotta e gestita in maniera impeccabile da Nolitta. Per quel che mi riguarda è sempre un piacere vedere Tex confrontarsi con avversari astuti ed in grado di creargli tante difficolt?. Difficolt? che evidentemente lasciano la loro impronta sul nostro Ranger, dal momento che si lascia cogliere impreparato quando gli organizzatori della congiura gettano in modo repentino la maschera, dopo aver abilmente dissimulato fino a quel momento. Di primo istinto persino i meno puristi come il sottoscritto avranno o potrebbero aver storto il naso dinanzi all'inconsueto abbassamento della guardia di Tex, notoriamente tendente a stare sempre sul chi vive. Tuttavia, ad un'analisi più fredda della storia, ho personalmente inquadrato il calo di attenzione di Tex come legittima conseguenza della mole di fatiche e di stress superate e/o accumulate nei giorni precedenti e fino a mezz'ora prima, dunque è umanamente comprensibile come, dopo tutto ciò, il suo proverbiale atteggiamento guardingo si fosse preso una pausa. Conseguentemente a ciò, è secondo me stato altrettanto oppurtuno da parte di Nolitta consentire a Tex e soci di uscire dai guai una volta per tutte grazie al provvidenziale ravvedimento di uno dei congiurati, ribellatosi ai compagni. Ho da sempre un debole per le storie di Tex a sfondo esoterico e misterioso, e tra queste forse la presente è la migliore tra tutte, anche per i rimandi, che io ho molto gradito, alle teorie del complotto ed alla cosiddtta archeologia misteriosa, secondo le quali la storia del mondo è di fatto falsata dalle menzogne dell'archeologia e della storiografia ufficiali. Tralasciando queste questioni, la sola nota stonata è rappresentata secondo me dalla mancata motivazione trovata o fornita per spiegare il massacro dei rurales poco lontano da Pilares, oltre che dall'assenza nella storia del Vecchio Cammello. In definitiva, assegno un bel 9,5 sia all'impeccabile sceneggiatura di Nolitta che ai disegni di Leteri, di gran lunga l'artista più adatto nel tratteggiare tale tipo di storie.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

In alcuni punti la storia a mio modesto parere sembra un pochino ridondante e sono sicuro che un albo in meno ci sarebbe potuto stare... ottimo comunque il mistero intorno alla figura di Tezcaplipoca ed il ruolo nella vicenda degli Herrera, che viene chiarito in modo più preciso nell'ultimo albo. Buono l'uso di El Morisco. Invece il frate del convento è un caratteristico personaggio simil zagoriano prestato a Tex e non mi ha convinto granch?. Un applauso a Letteri per essere riuscito a completare questa maratona!Soggetto: 7Sceneggiatura: 7Disegni:8Voto complessivo alla storia: 7

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Di norma, occorrerebbe armarsi di un minimo di obiettivit? nel giudicare una storia. Ma a volte le sensazioni ricevute hanno il sopravvento, e il giudizio va a costruirsi prepotentemente ed esclusivamente su di esse.

Concordo pienamente con questa affermazione ed è per questo che, anche leggendo i commenti successivi, mi impongo di essere obiettivo al massimo e premetto quanto segue:1) sono un Nolittiano di ferro e d'annata, tanto che qualunque cosa scritta da Nolitta mi piace "a prescindere"...2) amo le storie con uno sfondo misterioso, magico, esoterico ma anche buona azione western in una miscela continua...3) Amo le storie ad ampio respiro per cui storie che si dilungano 4/5/6 albi non mi danno alcun fastidio, anzi mi intrigano ancora di piùDetto questo non posso non riconoscere che questa non è una delle storie migliori di Nolitta su Tex. Anzi forse è una delle meno felici. Soggetto buono ma sceneggiatura un p? fiacca e un p? tirata alla lunga. A mio giudizio mancano la freschezza, il pathos, le tematiche a sfondo sociale e anche l'ironia delle storie migliori (Il solitario del West, El Muerto, Il colonnello Watson, Il giudice Maddox, Contro tutti, Sasquatch, ecc.). Letteri è ancora discreto ma perde molto nel confronto con le sue storie passate (Una campana per Lucero). Il calo è evidente. In sostanza una storia da 6/7, 7 per la stima verso Nolitta, ma non certamente un capolavoro!!!!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Di norma, occorrerebbe armarsi di un minimo di obiettivit? nel giudicare una storia. Ma a volte le sensazioni ricevute hanno il sopravvento, e il giudizio va a costruirsi prepotentemente ed esclusivamente su di esse.

Concordo pienamente con questa affermazione ed è per questo che, anche leggendo i commenti successivi, mi impongo di essere obiettivo al massimo e premetto quanto segue:1) sono un Nolittiano di ferro e d'annata, tanto che qualunque cosa scritta da Nolitta mi piace "a prescindere"...2) amo le storie con uno sfondo misterioso, magico, esoterico ma anche buona azione western in una miscela continua...3) Amo le storie ad ampio respiro per cui storie che si dilungano 4/5/6 albi non mi danno alcun fastidio, anzi mi intrigano ancora di piùDetto questo non posso non riconoscere che questa non è una delle storie migliori di Nolitta su Tex. Anzi forse è una delle meno felici. Soggetto buono ma sceneggiatura un p? fiacca e un p? tirata alla lunga. A mio giudizio mancano la freschezza, il pathos, le tematiche a sfondo sociale e anche l'ironia delle storie migliori (Il solitario del West, El Muerto, Il colonnello Watson, Il giudice Maddox, Contro tutti, Sasquatch, ecc.). Letteri è ancora discreto ma perde molto nel confronto con le sue storie passate (Una campana per Lucero). Il calo è evidente. In sostanza una storia da 6/7, 7 per la stima verso Nolitta, ma non certamente un capolavoro!!!!
quoto tutto quanto detto da Ted soprattutto i tre punti iniziali! :)Che dire... i gusti sono gusti, certo questa storia non è la migliore di Nolitta eppure... eppure io non la trovai noiosa, caro Jesey! Voglio dire... ricordo quando usc?... beh dovevo avere una decina di anni... attesi sei mesi per leggermela tutta. Ero eccitato dalla sua lunghezza e le storie con il brujo El Morisco mi hanno sempre intrigato. Pur avendo un ritmo a tratti lento la ritengo una vicenda ben sceneggiata e in alcuni punti ricordo che c'è quel poco di archeologia misteriosa, riconducibile ai libri di Kolosimo, che ho tanto amato poi da adolescente. Certo Letteri un po' in calo ma... il suo segno chiaro è sempre super!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Riletto in questi giorni nella versione "miti mondadori", quasi 600 pagine......... che dire... storia meravigliosa... qualche lungaggine come è ovvio che sia.. ma che bella!!! e che disegni......... Rispetto chi dice di non amare le storie cosi lunghe, soprattutto perchè bisogna aspettare un lungo mese per avere il seguito...... ma a storia conclusa rileggersela tutta d'un fiato (meglio ancora come nel mio caso in un unico albo) è veramente impagabile!!!speriamo al più presto Boselli o chi per lui ci delizi ancora con una storia di 4/5 albi.... con Gros-Jean, Jim Brandon o chi si vuole... purch? si faccia :-)

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Tutto su questa storia è già stato detto negli interventi precedenti, quindi mi limito ad aggiungere alcune impressioni personali. Anzitutto, vale la pena di osservare alcuni elementi caratteristici dello stile di Nolitta presenti in questa storia:- la lunghezza spropositata, ben 6 albi, che a molti ha fatto storcere il naso: io invece ho sempre apprezzato le avventure-fiume, soprattutto quando, come in questo caso, non annoiano e sono ricche di episodi e situazioni diverse. Onestamente spero sempre che, presto o tardi, ci venga di nuovo riproposta una storia di così ampio respiro;- l'azione di Tex in solitaria (anche se affiancato da due amici storici, escludendo il ruolo marginale di Kit Willer che rimane prigioniero per tutta la storia): una scelta che, in un'avventura di questa lunghezza, non trovo molto azzeccata. In particolare, il ruolo ricoperto dallo scout Matewa poteva essere benissimo affidato a Tiger, ed è un rimpianto non averlo visto al fianco di Tex;- il nervosismo, l'irascibilit? di Tex, che sembra sempre avercela con il mondo intero, a partire dal suo ingresso iniziale a Pilares. In questa avventura il ranger si lascia più volte andare a veri e propri scatti d'ira e deve essere ricondotto alla ragionevolezza dagli amici che lo accompagnano. Questa è una caratterizzazione del personaggio che non combacia perfettamente con quella degli altri autori (ma in questo caso è parzialmente giustificata dall'angoscia per il figlio nelle mani degli uomini giaguaro);- Tex è sempre al centro della narrazione, e non ci vengono mai mostrati i nemici nell'atto di formulare i loro piani. Se da un lato questo mantiene l'incertezza sull'identit? e sugli scopi degli antagonisti fino all'ultimo, dall'altro impone allo sceneggiatore uno "spiegone" finale per chiarire al lettore i tanti punti rimasti in sospeso. Detto questo, trovo sempre piacevole rileggere questa appassionante storia. Menzione d'onore per El Morisco e Montales, che hanno un ruolo di primo piano in più di una occasione (Montales, in particolare, si ricorda qui di essere anche un uomo d'azione e di saper impugnare una pistola!). I disegni sono quelli del grande Letteri, sempre a suo agio nella rappresentazione del Morisco e di avventure che hanno come sfondo la mitologia e le tradizioni atzeche. Se alcuni sottolineano come il suo segno non sia più quello dei tempi d'oro, mi viene da pensare: avercene, oggi, di disegnatori in grado di portare a termine una tale quantit? di tavole, e di questo livello!Concludo con il voto alla storia: 8, per me.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
On Thursday, November 17, 2011 at 15:39, ymalpas dice:

Immagine postata

La strana arma rinvenuta nella cripta della missione, nell'albo "Il dio azteco", non è una banale pistola inventata di sana pianta da Letteri, bensìla "murchadna", ossia la pistola a raggi usata per anni da Martin Mystere e che provveniva addirittura dal continente perduto di Atlantide. Anche gli altri oggetti nascosti nel sotterraneo della missione di San Diego, giudicati "pericolosi" dalle autorit? ecclesiastiche, ricordano molto quelli conservati in un nascondiglio segreto di cui si parla nel n° 241 di Martin Mystere. L'omaggio alla saga del Detective dell'impossibile ideato da Castelli e Alessandrini fu voluto dallo stesso Sergio Bonelli, autore della storia.

Peccato non aver potuto approfondire l' argomento della cripta...

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.