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[Romanzi A Fumetti 14] Aguas Negras


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  • Rangers

texromanz.png

 

Un fiume in secca bagnato solo dal sangue dei vinti.

 

Tex Romanzi a Fumetti

N° : 14 AGUAS NEGRAS

Periodicità: semestrale

Uscita: 17/02/2022

 

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni e copertina: Giampiero Casertano

Colori: Matteo Vattani 

 

 

Nell’arido Sudovest, un villaggio di poveri contadini deve fare i conti con la siccità e il tallone di ferro dello spietato ranchero Vicente Samargo e dei suoi letali pistoleros... Dopo un sanguinoso massacro, Tex e Carson affrontano Samargo, solo per scoprire che la sua unica figlia è stata rapita da una banda di feroci desperados...

 

 

texromanz1.jpg

texromanz2.jpg

texromanz3.jpg

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Posto che la cover è la cover è l'ultima cosa che mi interessa di un albo, devo dire che questa è bruttina... E mi pare anche un Tex corto di gamba.

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Anche nel Texone dello scorso anno, i personaggi e gli animali tendevano ad apparire un po' tracagnotti, ma evidentemente tali fattezze sono nello stile di Casertani, che per quanto mi riguarda non risulta poi così spiacevole, in quanto siffatte fattezze vengono compensate da un gran lavoro di caratterizzazione.

 

La copertina, al netto delle caratteristiche sopra evidenziate, non mi pare così brutta, anzi, al pari delle tavole in anteprima, che secondo me grazie al colore mettono ancor più in risalto il lavoro di Casertano.

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  • 5 weeks later...

SPOILER SPOILER SPOILER

SPOILER SPOILER

SPOILER SPOILER

SPOILER SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

"Un fiume in secca bagnato solo dal sangue dei vinti", bella frase che sintetizza nel modo migliore quest'ottimo cartonato di Ruju e Casertano. 

Tex e Carson questa volta devono portare giustizia tra i poveri contadini del Sudovest, gli ultimi tra gli ultimi, da sempre sfruttati dai ricchi rancheri e massacrati senza pietà ogni qual volta osino alzare la testa. In questo caso, per contestare la costruzione di una diga che li priva dell'acqua necessaria per i campi.

 

Ma in questo mondo arido e crudele non si può nemmeno protestare. E se qualcuno lo fa bisogna impartirgli una dura lezione, in modo che non la dimentichi per un bel pezzo e tutto torni come prima, come sempre. Ognuno ha il suo posto fisso nella società, dice il prepotente di turno. E Tex è d'accordo con lui, solo che il posto del ricco ranchero a cui pensa Tex è... dietro le sbarre di una prigione!

 

Trama semplice ma ben sceneggiata. Mi viene da pensare che sarebbe stata perfetta per i disegni di Ortiz. Quelli di Casertano - sempre più a suo agio col vecchio e polveroso West - seppur molto diversi, non sono certo da meno. Soliti visi eccezionalmente espressivi, anche quelli dei personaggi minori, che recitano come attori. Paesaggi e scene notturne suggestivi. Grande capacità narrativa e di sintesi. Un ottimo acquisto per Tex, che ben presto rivedremo sulla serie regolare, annuncia Davide Bonelli nell'introduzione.

 

Difetti? Forse il personaggio di Camila, la giovane, bella e ingenua figlia del ranchero prepotente. Un personaggio già visto innumerevoli volte. Anzi, si può dire che è un classico di Tex fin dal numero uno, quando nella storia di El Diablo compare sua figlia Florecita (che verrà poi uccisa da Bill Mohican), ignara dell'identità del padre criminale. Lì GL Bonelli riusciva a sintetizzare in poche vignette un rapporto affettivo molto intenso e poetico tra padre e figlia (lui che vuole che la figlia non sappia dei suoi delitti, per non farla soffrire, lei che corre disperatamente in cerca di un dottore per salvarlo a tutti i costi).

 

Qui Camila è un personaggio appena abbozzato, di lei alla fine viene messo in risalto solo la sua grande ingenuità: sa che il padre non è uno stinco di santo ma continua a ripetere che non immaginava che arrivasse a tanto, che non pensava potesse sparare a dei contadini inermi e fare una strage. :rolleyes: Una ragazza sentimentale, che anche dopo tutto il sangue versato continua a dire: "se solo mio padre mi avesse dato ascolto..." Come se tutto quello che è successo dipendesse da lei e dalla sua capacità di persuadere il genitore... 

 

Un personaggio poco sviluppato, sì, ma che tutto sommato rende bene la mentalità di chi si adatta, e si illude che le cose possano cambiare, quando invece è impossibile che questo avvenga, perché chi si ha di fronte - in questo caso il proprio padre - è molto, ma molto peggio di quello che si è sempre immaginato. 

 

Fortuna che ci sono Tex e Carson in gran forma. E dei poveri contadini che non si arrendono.

Finale col botto. Letteralmente.

 

 

 

Edited by Poe
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SPOILER

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SPOILER

SPOILER

 

SPOILER

SPOILER

 

Storia molto convenzionale in questo cartonato, sicuramente il meno valido tra gli ultimi 3 pubblicati. Ruju, come già in l'Uomo dalle pistole d'oro e La Frustata, ci riporta in atmosfere polverose con protagonisti messicani, che evidentemente lo affascinano molto, ma che ogni tanto si potrebbero anche un po' variare. Anche qui, come ne La Frustata, troviamo un ranchero prepotente e la sua bella figlia (stavolta ingenua ragazza anziché dark lady). 

Il risultato è una storia complessivamente anche sufficiente, ma che di certo non avvince. Non manca il "colpo di teatro finale" caro a Ruju, con tanto di cintura esplosiva, che stavolta evoca lugubri scenari mediorientali. 

Buoni i disegni di Casertano: li ho apprezzati più che in Old South, dove non mi hanno convinto le fisionomie troppo dal carattere grottesco di alcuni personaggi.

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SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

 

Dal momento che l'oggetto del contendere è l'acqua, usiamola come metafora: una storia che scivola come acqua sui vetri senza nemmeno farsi notare come rumore della pioggia. Pard che vanno e vengono e che forse mancano, a sorpresa, nel presunto incontro riappacificatore; miglior attore non protagonista confuso e infelice; comprimari schizzati (in tutti i sensi), signorotto del Sudovest agghindato come un bostoniano (dettagli, certo), finale inatteso.
Sarà piaciuto a quelli che altrove hanno giudicato un mattone la storia degli ultimi quattro albi mensili e così ho già detto tutto. Vado a rileggere le due precedenti produzioni di questo mese, prima di pontificare ancora nelle apposite sezioni. Riprendere in mano "Aguas Negras" sarà già più difficile e per un bel po', credo.

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Evento epocale! Per la prima volta a mia memoria nella mia edicola di fiducia, dalla quale mi servo da quasi mezzo secolo, ieri sono usciti NELLO STESSO GIORNO due inediti di Tex programmati a distanza di un giorno l'uno dall'altro, come ormai sembra consuetudine per far scomodare due volte l'acquirente, aumentare le emissioni di CO2, ecc...: "Tex romanzi a fumetti" e "Tex Willer". Ciò che non puó l'editore, finalmente poté il distributore!

Scusate, sono ancora cosí emozionato che non mi sono ancora accinto alla lettura. Seguirà mio commento meno "logistico"...

  • Haha (0) 1
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Sei sicuro che siano usciti lo stesso giorno? 

Quassù il cartonato era disponibile mercoledì.

E ieri il GiovinTex.

Ho preso solo il GiovinTex.

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55 minuti fa, Angelo1961 dice:

Sei sicuro che siano usciti lo stesso giorno? 

Quassù il cartonato era disponibile mercoledì.

E ieri il GiovinTex.

Ho preso solo il GiovinTex.

Torino nord, usciti entrambi mercoledí, almeno nella mia edicola (nella quale ho trovato le uscite di Tex SEMPRE nel giorno comunicato dalla Bonelli, forse qualche volta un giorno dopo in casi veramente eccezionali, ma mai un giorno prima come successo con "Tex Willer").

Edited by PapeSatan
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Prova più che dignitosa di Ruju in sede di sceneggiatura, bravo a caratterizzare a tutto tondo i personaggi principali con cui Tex e Carson hanno a che fare, in modo tale che essi non risultino banali o troppo facilmente inquadrabili. Sulle prime, devo ammettere di aver temuto di dovermi apprestare a leggere una versione 2.0 del rapimento di Manuela Montoya nella sua prima apparizione, invece Ruju ha mostrato a mio avviso grande abilità nel dare una svolta imprevista alla vicenda, culminata in un finale drammatico che, per quanto spiacevole sul piano empatico, io ho trovato perfetto quale epilogo dal punto di vista narrativo.

 

Parimenti alla sceneggiatura di Ruju, per quanto mi riguarda sono promossi a pieni voti anche i disegni di Casertano, mai banali nelle singole caratterizzazioni dei personaggi, che anzi a colori risaltano ancora di più rispetto al canonico bianco e nero.

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Letto (con avidità) "Aguas Negras". Mi é piaciuto molto. Storia classica, ma che nelle poche pagine sa dipanarsi attraverso numerosi cambi di scena e di ritmo. In questa collana, però, le caratteristiche salienti sono soprattutto i disegni e la colorazione. I primi non si discutono, profondi ed espressivi, per me Casertano é un maestro che eccelle soprattutto nelle inquadrature e nelle prospettive, con taglio direi "registico": esemplificativa, al riguardo, la scena con i due carri (quello con i campesinos morti in primo piano e quello di Don Vicente sullo sfondo) che, in simmetria prospettica, si dirigono nelle opposte direzioni. Magistrale!

Riguardo alla colorazione, l'ho trovata di gran effetto, soprattutto nelle scene in notturna con la luce bluastra ben sfumata, ma non ho apprezzato le molte vignette diurne in cui lo sfondo o il cielo sono stati lasciati in bianco. Forse é una tecnica di alternanza (visto che subito prima e subito dopo lo sfondo o il cielo sono colorati) ma mi dà l'idea di incompletezza, dove peraltro l'assenza di colore nello sfondo non raggiunge lo scopo di dare maggior risalto al soggetto in primo piano.

I miei voti:

- soggetto e sceneggiatura: 7

- disegni: 7,5

- colorazione: 6,5

- media ponderata: 7. In definitiva, un bel volume.

Edited by PapeSatan
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<span style="color:red">14 ore fa</span>, Poe dice:

 

 

Fortuna che ci sono Tex e Carson in gran forma. E dei poveri contadini che non si arrendono.

Finale col botto. Letteralmente.

 

 

 

Attenzione SPOILER 

 

Proprio il finale non mi convince.. Il piano di Tex era usare Felipe come esca per incastrare Don Vincente? 

Povero Felipe, era imbottito di dinamite e poteva rischiare la vita in qualsiasi momento e alla fine ci ha rimesso le penne.. 

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<span style="color:red">8 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Sei sicuro che siano usciti lo stesso giorno? 

Quassù il cartonato era disponibile mercoledì.

E ieri il GiovinTex.

Ho preso solo il GiovinTex.

Paese che vai, uscite che trovi, a Trieste cartonato il 15 Tex Willer il 18 :P

<span style="color:red">8 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Evento epocale!

Scusate, sono ancora cosí emozionato. 

Mi hai  commosso! Chissà cosa avresti scritto se le uscite fossero state tre ;)

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SPOILER
SPOILER

 

 

 

A me il finale è piaciuto, ma hai ragione, il piano di Tex di usare Felipe come esca era azzardato a dir poco.

Forse i due pards non si aspettavano così tanti uomini di Don Vicente (Carson dice: Si è portato dietro un mezzo esercito), o forse è possibile che sia stato Felipe stesso, per redimersi dal rapimento, a voler rischiare così tanto la vita e a convincere Tex dell'impresa... Le ultime pagine sono piuttosto ellittiche, qualche balloons in più, anche di commento finale, forse sarebbe stato meglio...

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  • Rangers

@Poe ricordati sempre di segnalare lo spoiler.

Molti non hanno ancora letto la storia e rischi di rovinare il finale.

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Non faccio una recensione, perché l'albo è uscito ieri e non sono capace. Dico solo che mi è piaciuto, Casertano lo voglio fisso, meglio del suo recente texone. Sarà merito dei colori di Vattani. Faccio i complimenti a chi ha scelto la scaletta del 2022. Presumo Boselli. È importante alternare tante storie western, tra pochi mesi arriverà la maratona di Mefisto e saranno dolori. Soprattutto per chi come me non è abituato a leggere una storia di Mefisto in diretta, solo tutta insieme o proprio non le sopporta. 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Sam Stone dice:

@Poe ricordati sempre di segnalare lo spoiler.

Molti non hanno ancora letto la storia e rischi di rovinare il finale.

Mannaggia, mi ero proprio scordato! :unsure:

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Da tempo mi riprometto di smettere di comprare i cartonati di Tex, che da tempo si sono rivelati uno spreco di soldi con storie banali e dimenticabili. Stavolta gli ho dato ancora fiducia per i disegni di Casertano, ma ho fatto male.  E non solo per il formato e il prezzo, ci sono GROSSE magagne relative alla storia e alla caratterizzazione di Tex. che qui arriva ai livelli infimi delle storie di Nolitta (con ciliegina finale stile Nizzi).

 

Ma della storia parlo dopo, sotto spoiler. Partiamo dal formato.

 

Quando fu annunciata questa collana ero contento, mi immaginavo dei Tex particolari, che non fossero possibili nel formato Bonelli. Con il senno di poi ero stato ingenuo, in realtà è solo una nuova collana collaterale con storie brevi, perchè quelle lunghe più adatte a Tex non sono possibili in quel formato.

 

Ogni personaggio ha particolari ritmi, stili di narrazione, maniere di raccontare una storia. Tex è nato e cresciuto su ritmi più distesi, e 46 pagine sono troppo poche per raccontare una storia di Tex con quel ritmo, specie se ci aggiungi lo stile "decompresso" oggi di moda che impiega 5 pagine per raccontare quello che una volta non ne riempiva una. Finisce che, non potendo (o non riuscendo) a raccontare una sparatoria in meno pagine, a saltare e ad essere tagliati sono l'intreccio, le complicazioni e le caratterizzazioni, risultando in storie banali, ripetitive con dei cliché come personaggi.

 

Il formato "album" francese nasce con ben altri ritmi narrativi! Ecco qualche esempio, presi da un "Blueberry" e da un "Comanche" degli anni 70

 

blueberry1970-1.jpg blueberry1970-2.jpg Comanche1.jpg

 

Confrontate con il ritmo di questo scontro a fuoco, preso da un Tex cartonato, che occupa ben TRE pagine (con tanto di fastidiosa e stucchevole "citazione" da nerd di Emiliano da Lo Chiamavano Trinità)

 

Tex1.jpg Tex2.jpg Tex3.jpg

 

Tutti ci ricordiamo le ariose, maestose avventure pubblicate negli albi di Blueberry e Comanche, come se fossero film di John Ford (il fatto di avere come disegnatori Giraud e Hermann aiuta, eh... B)) poi vediamo questi Tex... e sono puntate di un telefilm. Di quelli da 25 minuti.

 

La soluzione non può essere però il seguire i ritmi degli anni 70: in primo luogo, gli sceneggiatori odierni non sarebbero più capaci. In secondo luogo, renderebbe il personaggio "Tex" ancora meno riconoscibile. Una storia di Tex ha bisogno di certe battute, certi tempi, e se li togli, hai la storia di un ranger qualsiasi.

 

E infatti vedi che anche così, con così poche pagine, gran parte dei cartonati di Tex pubblicati (questo compreso) potrebbero avere come protagonisti ranger anonimi, non sembrano nemmeno "storie di Tex". Finiscono così a non essere nè carne nè pesce, troppo decompressi per essere storie western come quelle classiche francesi, troppo breve per essere una buona storia di Tex.

 

Il tutto ad un prezzo che è più del doppio di un albo di Tex regolare, e lo stesso di un texone da 224 pagine!

 

Il formato album, con così poche pagine, è purtroppo inadatto a Tex. Finisci per pagare di più per avere di meno. Molto meno.

 

I disegni? Sono ormai realizzati dagli stessi disegnatori della serie regolare o dei texoni. Che essendo in genere maestri del bianco e nero, non vengono minimamente "valorizzati" dalle photoshoppate sovrapposte alla loro arte. Vengono coperti.

 

I colori? Photoshoppate, come ho detto, anche in maniera invasiva e fastidiosa. Gli "effetti di luce" fatti con protoshop sono ormai intrusivi e fastidiosi come le lens flare che Leo Ortolani giustamente deride nei film di J. J. Abrams.  Guardate l'effetto di luce nella prima pagina di "Aquas Negras". È fastidioso e intrusivo, danneggia il disegno di Casertano, altro che "valorizzarlo".

 

Queste sono le magagne generali della collana. Passiamo invece a cosa ha combinato Ruju in questo albo. Metto lo spoiler:

 

 

 


E Tex questo?

È Tex questo ranger ligio e fedele alle leggi e ai regolamenti, tanto cercare "prove" per "incastrare" il ricco possidente, dopo che ha visto con i suoi occhi il carro che portava i corpi di 12 (DODICI) contadini disarmati massacrati a fucilate dagli sgherri del ricco prepotente?

Non l'ha mai letto Ruju "Sulle piste del nord"? Il suo Tex in quella storia sarebbe stato zitto e buono, senza dare il minimo grattacapo al capo della polizia. Anzi, seguendo fedelmente i regolamenti, avrebbe evitato di fare il minimo danno ad una persona ricca e stimata, per semplici sospetti (altro che agire come banditi e bruciargli i magazzini, come gli fa fare GL Bonelli... ma forse oggi un Tex simile non sarebbe più possibile, troppo diseducativo, chissà cosa direbbe il Moige o il Codacons... ma pensiamo che Bonelli scriveva quelle storie in un Italia molto più politicizzata di quell'attuale, senza farsi tanti problemi)

E ve lo ricordate il Tex di GL Bonelli, che di fronte all'uccisione di PECORE, prende una MANDRIA DI BUOI e la scaglia contro il ranch del prepotente, buttando giù tutto?

Questo Tex timido, incapace di fare il minimo sgarro al regolamento, è quello di Guido Nolitta. Quello ripreso poi da Nizzi. L'Anti-Tex che speravo di non vedere mai più, e che invece viene ancora riproposto da troppi autori.

Emblematico il finale. In cui Tex, per essere arci-arci-super-sicurissimo di "avere le prove", ASPETTA CHE LEGHINO LA DINAMITE ADDOSSO ALLA VITTIMA (ma qui mi sa che la colpa è dell'ossessione di Ruju per i "colpi di scena" del ca##o, se Tex agiva prima era meno "colpo di scena", ecchissenefrega se l'aspettare fino a quel momento è una cosa assurda fino al ridicolo). E ovviamente... finisce che la persona che Tex doveva salvare salta in aria, risolvendo anche la situazione che Tex era incapace di risolvere...

(infatti, se il piano di Tex riusciva, al massimo il prepotente finiva in galera, ma la diga rimaneva lì, visto che Tex non ci pensa nemmeno ad abbatterla, sarebbe contro la legge...)

Facciamo una checklist?

1) Tex ligio alla legge, non importa quanti innocenti muoiano e quanto i loro campi rimangano aridi affamando i loro figli (il Tex di Nolitta, impotente e inutile)

2) La persona che Tex doveva salvare muore, quindi Tex fallisce, ma il morto riesce comunque a risolvere la situazione al posto di Tex, che non ci sarebbe riuscito (il Tex di Nizzi, che fa più danni che altro,  che porta alla morte chi si fida di lui)

3) Non solo la persona che Tex doveva salvare muore, ma lo muore direttamente per colpa di una cretinata di Tex (che attende l'ultimo minuto) (il Tex cretino e ottuso di Nizzi)

4) Tex fa quella cretinata per ottenere un banale e stratelefonatissimo "colpetto di scenetta" (il tex di Ruju che passa da colpetto di scenetta a colpetto di scenetta senza alcun senso)

Insomma, in sole 46 pagine non si riesce a fare una storia articolata, solo una storia banale piena di clichè e con personaggi visti e stravisti, ma in compenso bastano per raccogliere insieme i peggiori difetti delle storie di Ruju, Nolitta e Nizzi.  Ma stavolta li paghi più del doppio! (è un "prendi 3 e paghi 2!!!", i difetti di tre autori al prezzo di due albi!!!)

Quando compri un oggetto e te ne danno un altro, si può chiedere di essere rimborsati. Qui mettono "Tex" in copertina, ci sarebbero gli estremi per farsi rimborsare l'acquisto...

 

Edited by Diablero
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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Diablero dice:

...ci sono GROSSE magagne relative alla storia e alla caratterizzazione di Tex. che qui arriva ai livelli infimi delle storie di Nolitta (con ciliegina finale stile Nizzi).

 

Pard, ad una analisi razionale come darti torto... ma personalmente leggo ogni fumetto principalmente d'istinto... D'altronde, di Agatha Christie o di sorelle Giussani ne nasce solo qualcuna ogni cento anni, forse...

Chi oggi compra un'automobile sa che non deve aspettarsi una Citroen DS 19, una Jaguar E-Type, una Ferrari 250 GTO e potrei andare avanti con almeno una decina di capolavori imperituri. Morti quei creatori, i successori hanno altra formazione, altra personalità e probabilmente altro talento, che oltretutto devono piegare alle logiche commerciali odierne.

Potremmo quasi dire lo stesso del cinema, della musica, della pittura...

Se dovessi dire quale delle automobili di oggi diventerà iconica domani, beh... ho serie difficoltà a individuarne una, non dieci. Per non parlare degli interni, oggi certamente più completi con tanti specchietti (di plastica) per le allodole ma ben poca sostanza (leggi pelle e radica, che un tempo mettevano persino sulla pur economicissima NSU Prinz...).

Riguardo a cinema e musica, il 95% delle mie collezioni riguarda autentici mostri sacri del passato, solo il 5% è dopo il 1990... E non certo per nostalgia!

Peraltro,anche tu hai citato alcuni esemplari degli anni '70 come ottimi esempi di cartonati alla francese.

Se poi dovessimo parlare della produzione televisiva italiana, da parte mia sarebbe una stroncatura totale.

Perchè questa decadenza? Mancanza di talenti, certo, ma anche logiche di business, serialità, massificazione, quantità a scapito della qualità... perchè le idee buone ed originali sono rare persino in chi le sa trovare, figuriamoci negli altri...

Le vere cag*te davvero inaccettabili in Tex per me rimangono il bastone che uccide di Cane Giallo e Tex che in mutande chiede scusa a dei sabotatori di barche per essersi permesso di disturbarli mentre erano intenti a svolgere il loro compito. Inaccettabili perchè mi è venuto il voltastomaco pur con la sola lettura "a istinto". 

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ATTENZIONE

 

 

 

SPOILER.

 

Non certo una grande storia.

Intanto mi domando come faccia a salvarsi dal massacro  il solo Felipe, che era il primo li davanti.

Il Felipe che se è vivo Tex e Carson riporteranno dalla madre. Ma purtroppo non lo rivedrà più, e forse un po anche a causa loro.

Se fossero stati Tex e Carson a far saltare con la dinamite lo sbarramento, e con una bella sparatoria  contro gli uomini del ranchero, forse sarebbe stato un finale banale ma migliore e più da Tex.

Un cartonato dunque non dei migliori, molto al di sotto dell'ultimo  di Boselli.

I disegni non sono tra i miei preferiti, ma li è tutta una questione di gusti.

La confezione per mè è ottima e.il costo è giusto per un prodotto così.

Intanto sto già scalpitano per il prossimo  cartonato di Giusfredi e Gomez.🙋‍♂️

 

 

 

 

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Per riavvicinarmi un pochetto al fumetto dopo mesi passati a comprarli e innalzare una pila di carta in soggiorno

che ormai arriva quasi al soffitto ho deciso di cominciare con la miniserie Star Wars Panini "EROI" in sei volumi.

Ogni tomo contiene sei storie di 21 pagine, ognuna slegata dalle successive e con conoscenze minime pur se inseritein un universo che comprende film, cartoni animati, telefilm, romanzi, fumetti e pure videogiochi.

Ne ho letta una al giorno e ognuna mi ha soddisfatto, pur raccontando un episodio non cruciale per ogni eroe e la settimana prossima attaccherò col prossimo.

"Agua Nigras" l'ho preso, ho dato una occhiata ai disegni e l'ho messo sopra la pila, eppure Tex resta il mio fumetto preferito, ma ho come un timore ad affrontarne la lettura, per i vari motivi che piano piano mi hanno disaffezionato.

 

Edited by Dix Leroy
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5 ore fa, PapeSatan dice:

Riguardo a cinema e musica, il 95% delle mie collezioni riguarda autentici mostri sacri del passato, solo il 5% è dopo il 1990... E non certo per nostalgia!

Ma dai! Questi sono invece i tipici discorsi da nostalgici! :laugh:

Ah, il bel tempo antico... Ah, i giovani d'oggi... Eh, qui una volta era tutta campagna!:old:

Dopo il 1990 sono stati girati tantissimi film meravigliosi e registrati capolavori musicali. Se uno poi a un certo punto smette di interessarsi alle novità e si riguarda sempre gli stessi film e riascolta sempre la stessa musica, ok, va bene...

 

Non è stato creato nel forum pochi giorni fa il topic sulle serie televisive? Beh, le serie televisive degli ultimi vent'anni sono il doppio più belle di quelle del passato, alcune sono vere e proprie opere d'arte, curate come se fossero film. Non lo dico io, che me ne intendo poco, lo dicono tutti gli esperti...

 

5 ore fa, PapeSatan dice:

Perchè questa decadenza? Mancanza di talenti, certo, ma anche logiche di business, serialità, massificazione, quantità a scapito della qualità...

Il business, le logiche commerciali, la massificazione, ecc. ci sono da un pezzo: c'erano anche prima degli anni '90, ben prima dei '70...

Oggi non è che le cose belle, i talenti non esistono, solo che sono in mezzo a tantissime altre schifezze - maggiormente pubblicizzate  - che finiscono per oscurarli. 

 

Per quanto riguarda Tex dopo gli anni '90 sono state scritte alcune delle migliori storie del ranger. Non sto a elencarle, le conosciamo tutti...

 

11 ore fa, Diablero dice:

E Tex questo?

È Tex questo ranger ligio e fedele alle leggi e ai regolamenti, tanto cercare "prove" per "incastrare" il ricco possidente

 

Il Tex di Boselli, Nizzi, Nolitta, Ruju, Segura non sono come il Tex di GL Bonelli, questo è ovvio, ognuno interpreta il personaggio a suo modo, ma non è che tutte le volte che c'è una differenza si può continuare a gridare al tradimento del personaggio! 

"In questa storia Tex non è abbastanza al centro dell'azione, in quest'altra è troppo serioso, in questa invece cerca le prove come uno sbirro qualunque, ecc." Il Tex perfettamente glbonelliano non l'ha più riproposto nessuno, com'è inevitabile che sia.

 

E poi non l'ha inventato Ruju che Tex è un ranger. E' GL Bonelli che ha creato il personaggio di Tex come uomo di legge, poteva benissimo farne un giustiziere senza alcun incarico ufficiale, che risolve le ingiustizie del mondo a modo suo, a suon di pallottole e basta, com'era all'inizio.

Invece il Tex di GL Bonelli  - per quanto atipico, per quanto abituato a infrangere le leggi per ottenere giustizia, per quanto sempre pronto a prendere a calci nei denti i delinquenti e i potenti di ogni tipo - resta comunque un ranger, che ha bisogno di prove e di testimoni per incastrare i malviventi e i pezzi grossi (era così anche in tante storie di GL Bonelli).

In molte storie cittadine bruciava sì i magazzini del potente di turno, lo malmenava introducendosi in casa, ecc. ma poi per arrestarlo aveva bisogno di prove o testimoni, a meno che il pezzo grosso non gli sparasse addosso, Tex reagiva e amen, finiva lì.

11 ore fa, Diablero dice:

E ve lo ricordate il Tex di GL Bonelli, che di fronte all'uccisione di PECORE, prende una MANDRIA DI BUOI e la scaglia contro il ranch del prepotente, buttando giù tutto?

Se non ricordo male, in quella vecchia storia ("Incendio allo Star-O") Tex irrideva e umiliava l'allevatore prepotente, è vero, ma alla fine, dopo aver comprato il terreno ai pastori, poi lo rivendeva al doppio del prezzo al suddetto allevatore, mettendo pace tra mandriani e pecorai. Insomma non un Tex molto rivoluzionario, in quella storia...

Il fatto è che GL Bonelli non aveva una formula fissa e a volte mostrava un Tex più implacabile e sbrigativo, e altre volte più legalitario...

 

SPOILER  SPOILER

SPOILER SPOILER

 

Comunque, vedere in questa storia un Tex ligio ai regolamenti, timido, e che la diga - se non fosse stato per il sacrificio di Felipe - neanche l'avrebbe toccata, mi sembra una lettura molto prevenuta. Così come vedere in questa breve storia il peggior Nolitta e Nizzi dove in realtà non ci sono. Questo è il Ruju di sempre, che piaccia o meno.

 

Il finale effettivamente - con Tex che usa Felipe come esca ad altissimo rischio - poteva rendere maggior giustizia all'abilità di Tex nell'escogitare piani, su questo sono d'accordo. Ma non penso che basti questo a decretare che la storia addirittura sia al di fuori dei canoni texiani. 

 

Un finale migliore poteva essere questo: i contadini, mentre Tex e Carson liberano Camila, si sono organizzati per far saltare la diga. Al loro ritorno, i due pards insieme a Felipe, saputo del progettato attentato, si recano sul posto. Inevitabile scontro a fuoco. E, visto che le forze dei nemici sono preponderanti, Felipe prende la dinamite e si sacrifica.

Edited by Poe
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1 ora fa, Poe dice:

Ma dai! Questi sono invece i tipici discorsi da nostalgici! :laugh:

Ah, il bel tempo antico... Ah, i giovani d'oggi... Eh, qui una volta era tutta campagna!:old:

Dopo il 1990 sono stati girati tantissimi film meravigliosi e registrati capolavori musicali. Se uno poi a un certo punto smette di interessarsi alle novità e si riguarda sempre gli stessi film e riascolta sempre la stessa musica, ok, va bene...

Non volermene, eh?

Il tuo mi sembra il ragionamento forzato (commercialissimo) che fanno le case discografiche quando a Sanremo devono ogni anno per forza lanciare un nuovo fenomeno sconosciuto, facendolo passare per il nuovo fuoriclasse del momento, anziché dare credito ad autentici maestri della canzone che hanno la sola colpa di essere già affermati, perché fanno vecchio, fuori moda, sorpassato...

Oppure quelli che in casa vorrebbero un Banksy anzichè un Tintoretto, perché i paesaggi (ancorché riprodotti con i dettagli di una moderna fotografia) sono roba da vecchi, mentre vuoi mettere farsi dipingere la camera da letto da Banksy anziché dall'imbianchino sotto casa con 30 anni di esperienza in tamponati e terre di Siena...

Perché semplicemente non riconoscere che c'é un'arte SENZA TEMPO, che a distanza di anni se non secoli é ancora qua, più forte di prima, Dante, Manzoni, Caravaggio, Beethoven, Michelangelo, Pascoli, Leonardo, Canova, Shakespeare... molto più di pur valenti artisti contemporanei come Ammaniti, Pistoletto, Sciarrino, Merini, Warhol, Rostropovic, Modigliani... Ne conosco di gente che alle mostre d'arte si vanta di essere tra i pochi ad apprezzare il genio di Cattelan ma ignorano totalmente chi sia Cimabue...

Trovami una decina di nomi che una qualunque forma d'arte, diciamo per es. il cinema, ha saputo esprimere negli ultimi 20 anni all'altezza di quelli che sono stati espressi dal ventennio d'oro 1960-80, quello che chiameresti dei "nostalgici" (Gassman, Mastroianni, Sordi, Tognazzi, Manfredi, Totò, Volonté, Giannini, Vitti...).

Se poi andassimo in campo musicale, nel ventennio 1960-80 pescheresti a mani basse, mentre nei successivi 40 anni si fa oggettiva fatica a trovare una schiera di nomi all'altezza dei vari Frank Sinatra, Aretha Franklin, Ray Charles, John Lennon, Elvis Presley, Bob Dylan, Mina... e mi fermo perché potrei continuare fino a domani. Nostalgico? Come ho già detto: no. Io mi definirei, senza falsa modestia visto che non sono io ma la storia ad aver elevato tutti i nomi che ho citato al rango che meritano: "competente ed amante del bello (nelle sue varie declinazioni)".

Sicuramente non cambierei una qualsiasi moderna Dacia Duster con una vecchia Prinz, ma qualsiasi auto di oggi con una Citroen DS o una Jaguar E-Type di ieri certamente sí!!!

Per concludere: riconosco che anche negli ultimi tempi sono state prodotte eccellenti cose, ma non nel numero e nella qualità media di quando produrre arte (cinema, televisione, musica, pittura e, perché no, politica) era più una missione di vita che un obiettivo commerciale. Detto in altri termini, ieri la qualità vendeva da sola, oggi non basta più: serve il merchandising, il battage pubblicitario, il "photoshop" dell'offerta.

Edited by PapeSatan
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CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

 

I corvi che gracchiano, i forconi e i badili verso il cielo in segno di protesta. Al centro pagina, campeggia una scena che richiama vagamente il Quarto Stato, il ritratto di Pellizza da Volpedo: contadini in cammino che rialzano la testa, che chiedono giustizia. Di fronte, una diga che asseta la povera gente, come in Fontamara di Silone. E già alla terza pagina, una strage di contadini, come a Portella della Ginestra. Richiami facili, direte voi, ma il dramma dei braccianti si è sempre svolto con modalità simili in tutti i luoghi del mondo, e che lo racconti un Silone o un pittore o il Bacchelli de Il Mulino del Po o la Allende ne La Casa degli spiriti, è sempre qualcosa che mi colpisce, che mi rende partecipe, che desta il mio interesse per ciò che sto leggendo.

 

Il responsabile dell'eccidio sembra la classica carne da macello per i nostri, ma ecco l'inatteso: anch'egli, da carnefice diviene vittima, ci aspettavamo il bieco affamatore della povera gente e ci troviamo davanti un padre disperato. Seguono delle scene in notturna suggestive, anche grazie alla riuscita colorazione del cielo, in cui Felipe si riscatta dall'ingenuità iniziale, che per la verità mi è parsa un po' tirata per i capelli: possibile che il ragazzo non potesse immaginare le reali intenzioni di quel pendaglio da forca che aveva accanto? D'altronde, erano stati amici in gioventù, erano entrambi cresciuti in un mondo difficile, e l'esasperazione per la situazione cui Don Samargo aveva messo i contadini può forse giustificare le azioni iniziali di Felipe. 

 

Si arriva alla fine, che mi è piaciuta molto. Diablero dice di aver visto un Tex ligio ai regolamenti, del tutto non canonico rispetto a GLB. La vedo molto diversamente. Intanto, è da diverso tempo che Tex si è, per così dire, calmato, e non ha più quell'irruenza inarrestabile che sfoderava con Bonelli senior. E questo non lo si vede solo con il "Tex cretino di Nizzi" (citazione che trovo offensiva, ma vabbè, non scateniamo flames per così poco), ma anche con lo stesso Boselli. Ma al di là di questo, io qui non vedo proprio il Tex ligio o cretino: io qui vedo il Tex conoscitore di uomini. Incriminare don Samargo, con tutte le sue verosimili potenti amicizie, è già cosa difficile di per sé. Nell'eccidio lui non c'era nemmeno, e comunque poteva accampare il pretesto di aver subito lui, l'attacco, da parte dei peones. Bisogna quindi incastrarlo in altro modo, e Tex sa che il vecchio farà un passo falso, che non si farà commuovere dal salvataggio di sua figlia da parte di Felipe. Ciò che Tex non sa è come avverrà il passo falso: Samargo non ucciderà certo il peone in casa sua, magari gli tenderà un agguato dopo o magari lo lascerà andare, confidando che non rappresenti più una minaccia. E invece Samargo ha un'idea diversa: facciamogli fare la fine che alcuni attribuiscono a Feltrinelli, pensa Ruju, ri-citando nuovamente la situazione politica novecentesca nella storia in argomento: facciamolo passare per colpevole di un fallito attentato in cui chi si fa male è solo lui. Tex non può immaginare tale modalità, ma nonostante questo il ranger è destinato a vincere lo scontro a fuoco con gli scannagatti del ranchero, di cui sta facendo strage insieme a Carson. Non è dunque Tex che fallisce, è Felipe che fa la sua scelta. La sua sete di vendetta, l'esasperazione per le ingiustizie subite, la situazione al limite cui è sottoposto in quel momento e da anni, l'atavica miseria in cui è cresciuto, tutto il suo vissuto lo portano a quel gesto kamikaze, con l'acqua che torna nel suo letto in un giorno di giustizia. 

 

Come valutare questo colpo di scena? E' un "colpetto di scenetta", come dice Diablero? Sono emozioni a un tanto al chilo? Non lo so. Forse, l'ho già detto in un altro post, sono un sempliciotto, i cui occhi si fanno lustri al leggere espedienti letterari di serie B. Però a me il botto è piaciuto. E' piaciuta l'acqua che torna nel suo alveo, la rabbia del vinto che si prende la sua rivincita, il sole che tramonta sul dramma appena consumatosi con la sua consueta serenità. 

 

EDIT:

Ho letto dopo il messaggio di Poe. Concordo con lui per quanto riguarda la storia, mentre non entro nel merito con PapeSatan: materia molto complicata, comunque mi è piaciuta la sua definizione di "amante del bello in tutte le sue declinazioni" ;)

Edited by Leo
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1 ora fa, Leo dice:

 

Ho letto dopo il messaggio di Poe. Concordo con lui per quanto riguarda la storia, mentre non entro nel merito con PapeSatan: materia molto complicata, comunque mi è piaciuta la sua definizione di "amante del bello in tutte le sue declinazioni" ;)

Se ci limitiamo alla storia in questione (e non al perchè oggi non si scrive più Tex come una volta) direi che siamo tutti e tre (io, te e Poe) sulla stessa lunghezza d'onda.

Riconosco il limite della mia analisi "a istinto" rispetto a quella esegetico-razionale di Diablero. Però, se ho accettato la Ford guidata da Pat, l'alieno con pistola laser e i dinosauri (tutti sceneggiati dalla penna di GLB, anche se il soggetto dell'alieno era del figlio Sergio), posso accettare di buon grado anche qualche lacuna nella trama di "Aguas Negras". Non così, ripeto autocitandomi, per autentiche boiate come il bastone che uccide di Cane Giallo e Tex che in mutande chiede scusa a dei sabotatori di barche per essersi permesso di disturbarli mentre erano intenti a svolgere il loro sporco compito.

Edited by PapeSatan
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