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[Magazine N.9 - 2023] La palude del morto - La strada del male


MacParland
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Magazine 2023: Soggetto, sceneggiatura, disegni  

28 members have voted

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L’APPUNTAMENTO ANNUALE CON IL SELVAGGIO WEST! 176 PAGINE DI SERVIZI E DOSSIER, PIÙ DUE RACCONTI DI TEX, INEDITI E COMPLETI! 
 

Uscita: 25/01/2023 
 

Soggetto:  Rauch Jacopo,  Boselli Mauro

Sceneggiatura:  Rauch Jacopo, Boselli Mauro

Disegni:  Mastantuono Corrado, Cestaro Gianluca,  Cestaro Raul

Copertina:  Villa Claudio 
 

 

Sotto il segno del diabolico stregone che è, da sempre, l’acerrimo nemico del Ranger, un viaggio nel lato più oscuro, “strano” e soprannaturale dell’epopea della Frontiera!
Inoltre le notizie dell’annata western, un nuovo appuntamento con le avventure di Susy & Merz e due storie di Tex inedite e complete. 
 

Caccia all’uomo tra gli acquitrini maledetti…

 

La Palude del Morto
Testi di Jacopo Rauch
Disegni di Corrado Mastantuono

Molti anni prima, un massacro insanguinò la palude nota da allora nota come “Dead Man’s Swamp”… Cercando la sua preda, Tex porterà alla luce antichi segreti e risveglierà spettri assetati di vendetta… 

 

Un’avventura del giovane Mefisto…

 

La strada del male
Testi di Mauro Boselli
Disegni di Gianluca e Raul Cestaro

Durante la Guerra Civile, liberato dal carcere, Steve Dickart accetta di servire il Sud… Ma per approfondire i suoi studi di magia nera, ha bisogno dell’assistenza di sua moglie Myriam… 
 

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© Sergio Bonelli Editore

 

Edited by MacParland
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Il Tex Magazine 2023 si preannuncia portatore di due storie più che interessanti e di certo non banali, dal momento che promettono di mettere a confronto il Nostro con il lato più oscuro della Frontiera. Termine riguardo il cui significato, del resto, mai come in questa circostanza viene da presumere non stia ad indicare il solo confine - più o meno netto, più o meno esplicito - tra due aree geografiche (quali l'Est e l'Ovest o il Nord ed il Sud del continente nordamericano, nel caso in esame), ma anche il confine, spesso ancor più sottile, tra razionale ed irrazionale.

 

Per ovvi motivi che ritengo superfluo specificare, con grande probabilità tra le due storie quella che noi texiani attendiamo di leggere con maggior trepidazione è quella in cui Boselli ed i Cestaro ci illustreranno un ulteriore e fondamentale tassello del passato di Mefisto, ma anche la storia curata dal sempre più convincente Rauch e dalla garanzia Mastantuono, la cui impostazione dalle anteprime mi ricorda non poco un'avventura di Magico Vento (collana della quale, forse non a caso, Mastantuono fu una delle colonne portanti), pare avere tutte le carte in regola per lasciare il segno.

 

Non rimane che attendere con pazienza l'uscita dell'albo, confidando anche nella validità dei contenuti extra.

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A mè Mastantuono piace, ma in questa tavola in anteprima i volti di Tex sono davvero brutti.

Occhi e bocca della prima vignetta con Tex faccio veramente fatica a digerirli.

Tutto il resto è ok.🙋‍♂️

 

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  • 5 weeks later...

== NON contiene spoiler ==

Quand'ero adolescente andavo dal barbiere usualmente il sabato pomeriggio, all'epoca non vigeva la prassi di prenotare ed essendo sabato il giorno di maggior picco di clientela mi rassegnavo ad attendere pazientemente il mio turno. Ma era sempre un'attesa piacevole, perchè sapevo che sul tavolino accanto alle poltrone avrei trovato, oltre all'immancabile pila di "Cronaca Vera", i fumetti di Topolino, di Diabolik e di Tex (il mensile, a quel tempo non usciva altro). Tra i vari albi disponibili, prediligevo Tex e naturalmente sceglievo sempre un albo in cui la storia si concludeva, perchè con il riassunto in testa mi mettevo comunque in pari con la vicenda.

Perchè questo nostalgico preambolo?

Perchè, dopo aver letto questo Magazine, mi sono domandato quanto, da 1 a 100, un lettore novizio di Tex possa avere compreso i contenuti delle due storie. Ebbene, mi sono dato la seguente risposta: assolutamente 100 per quanto riguarda "La palude del morto", non più di 30-40 per quanto riguarda "La strada del male". Infatti, la prima storia è completamente autoconsistente, nel senso che non presuppone conoscenze di albi precedenti; peraltro, si articola in un numero di pagine adeguato allo sviluppo non frettoloso della narrazione.

La seconda storia, quella con protagonista Mefisto, invece, è densa di richiami al "prima" e di prodromi al "dopo", che solo un affezionato lettore di tutte le serie di Tex può cogliere, sebbene non manchino qua e là dialoghi esplicativi (sinteticamente "spiegazionistici") e l'articolo introduttivo alla storia si premuri di riassumere tutta l'evoluzione del personaggio che abbiamo letto (noi, appunto, affezionati cultori texiani) attraverso tutte le collane in cui tale evoluzione si è dispiegata ("Tex" mensile, "Tex Willer", "Speciale Tex Willer"). E da affezionato lettore di Tex, ho colto pienamente i "tappi" posti su alcuni buchi narrativi finora aperti: Come ha fatto Steve Dickart a uscire di prigione? Che ne era stato di moglie e figlio? Era confermato che i suoi poteri erano ancora instabili e altalenanti, giustificando l'apparente incongruenza tra i notevoli di "Pinkerton Lady" e i ridotti del successivo "Fuorilegge"? Queste circostanze, che non sono affatto sfumature di dettaglio ma eventi cruciali nello snodo delle vicende tra Mefisto e Tex, possono per l'appunto essere "gustati" pienamente da chi ha letto e assimilato tutte le storie nello sviluppo cronologico del personaggio. A maggior ragione considerando che il tutto è stato condensato in un numero esiguo di pagine che, come ho detto sopra, risultano così dense di rimandi e prodromi. E' stata una ovvia e inevitabile scelta, visto che si parla di un nemico storico ricorrente di cui si sono volute colmare le lacune narrative passate e incastrare alla perfezione tutte le tessere del mosaico già confezionate. Accettabilissima (e riuscita) scelta, visto che si parla del nemico di Tex per eccellenza. Fuori da questi contesti fatti di ritorni eccellenti, che impongono agganci e rimandi e che auspico avvengano col contagocce, spero che le storie di Tex siano sempre caratterizzate da quella atemporalità e indipendenza narrativa, slegata da altri albi, che possa consentire il pieno godimento di una lettura autoconsistente, senza dover far appello alla memoria: da "barbiere", appunto.

I miei voti, ovviamente da affezionato lettore di Tex (da novizio avrei potuto non comprendere tutti i passaggi e quindi penalizzare il giudizio):

"La palude del morto": 7 a sceneggiatura, 6,5 a disegni (che ho trovato spesso rigidi, cioè da posa, e non tesi, cioè evocanti tensione).

"La strada del male": 7 sia a sceneggiatura sia a disegni (equilibrati e senza esagerazioni di drammaticità mefistofelica... senza pupille dilatate all'eccesso, per intenderci...)

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Ho terminato da pochissimi minuti di deliziarmi con la lettura del Magazine, e come credo molti intuiranno sono rimasto abbastanza soddisfatto. Interessanti i contenuti extra in merito ai vari tentativi di commistione tra western ed horror/fantasy che negli anni hanno avuto luogo nella letteratura e nel cinema, ma va da sé come il vero banco di prova dell'albo fossero le due storie, e devo dire di esserne rimasto abbastanza ben impressionato.

 

La palude del morto, di Rauch e Mastantuono, sulla carta avrebbe potuto rischiare di passare come storia riempitiva destinata ad occupare spazio nell'albo, ed invece a me è sembrata una storia ampiamente dotata di una propria dignità, ovvero perfettamente in grado di risultare avvincente e gradevole da leggere. La carta vincente risiede nel tocco di soprannaturale (dal sapore quasi "magicoventesco", oserei :laugh:, non a caso valorizzato dai disegni di un ex veterano di quella serie), non plateale né tangibilissimo ma anzi sfumato ed intriso di valenze psicologiche, che accompagna quella che sulla carta sarebbe una classica avventura western. A mio modo di vedere, Rauch avrebbe forse potuto realizzare un finale un po' meno prevedibile ed un po' meno vago, ma resta comunque il mio giudizio positivo.

 

Pochissimo da dire, nel senso più edificante di tale espressione, riguardo La strada del Male, ennesima graditissima incursione nel passato dell'Arcinemico, curata nei minimi dettagli da Boselli in sede di sceneggiatura ed ai disegni dai Cestaro, bravissimi quasi quanto nella recente storia sulla regolare ad evocare con il loro tratto le atmosfere cupe ed orrorifiche che circonda(va)no il "buon" Mefisto. Finalmente abbiamo appreso un altro fondamentale tassello sul suo passato, relativo al periodo intercorso tra il primo ed il secondo scontro vis a vis con Tex, periodo nel quale Steve Dickart non si risparmia certo in nefandezze e turpitudini di varia natura. Ed ho tratto la vaga impressione che potremmo aspettarci, prima o poi, ulteriori ragguagli sulla sua fase di "apprendistato"...

Edited by juanraza85
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SPOILER

SPOILER

SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

Il consueto Magazine invernale si ripresenta con la solita veste grafica e la serie di articoli e approfondimenti dedicati al western nelle sue varie forme. Presente, ovviamente, un articolo-riassuntone su Mefisto. Il tuttologo texiano/western-dipendente non troverà niente di nuovo sotto il sole, ma sta di fatto che si tratta pur sempre di una lettura piacevole.

 

Voto al prodotto in quanto tale: 8

 

"La palude del morto" di Jacopo Rauch e Corrado Mastantuono è una storia di 78 molto weird e horror, valorizzata soprattutto dal lavoro del disegnatore romano che si conferma un maestro.

Tex è sulle tracce di un gruppo di banditi e la sua missione lo porta nei pressi della Dead Man Swamp, palude dove, molti anni prima, si era verificato un massacro ai danni di una famiglia di persone pacifiche, i McCullen, perché erano accusate, ingiustamente, di aver ucciso un comandante nordista.

La sceneggiatura di Rauch si presenta liscia e scorrevole senza troppi fronzoli e, soprattutto, senza grossi inciampi.

L'unica nota un po' stonata, ma riconosco che è una fisima mia, è il finale.

 

SPOILERISSIMO

 

Io capisco la volontà di stupire il lettore con gli effetti speciali, capisco che il colpo di scena finale faccia sempre il suo effetto, ma stavolta no, non ci siamo proprio.

Alla fine si scopre che l'oste Zachary ha fatto secco il colonnello nordista e che si è disfatto del fucile con cui ha sparato. Zachary è tutt'altro che un santo perché ha cercato di intascarsi il bottino della rapina, ma il finale della storia lascia suggerire che la sua morte abbia "liberato" gli spiriti dei McCullen e che ora possano riposare in pace.

Scusate, ma no! Zachary era in guerra e ha accoppato un colonnello nordista responsabile di saccheggi e chissà quali tipi di uccisioni, torture e violenze.

Fosse per me gli avrei dato una medaglia!

Zachary non può essere considerato responsabile della morte dei McCullen perché la loro morte è stata decisa dai soldati della compagnia, i quali sospettavano comunque che l'assassino non fosse fra loro. Nella storia non è presente niente, ma proprio niente, che faccia supporre che Zachary abbia volontariamente fatto ricadere la colpa dell'uccisione del colonnello nordista Warren sui McCullen.

 

Voto alla storia: 7

Voto al "colpo di scena" finale: 4

 

"La strada del male" di Mauro Boselli e dei Cesari è un racconto breve sul passato di Mefisto che si aggiudica il premio come miglior storia del volume.

Il suo unico difetto, se vogliamo chiamarlo così, è che è una storia per aficionados che di Mefisto sanno più o meno tutto, o perlomeno che hanno letto "Fuorilegge" e le storie su Tex Willer perché i collegamenti sono tanti.

A parte questo, Boselli sceneggia con la consueta maestria inserendo un gran numero di scene in sole 32 pagine. La storia è narrativamente inattaccabile e si preannuncia come la prima di una serie di vicende, per quanto brevi, destinate a collegare il finale di "Fuorilegge" con il ritorno in pompa magna di Mefisto alla testa degli Hualpai e, soprattutto, con la leggendaria "Il figlio di Mefisto".

I Cestaro ormai sono i nuovi interpreti del negromante (ben più indicati del pur bravissimo Civitelli e strappano il premio anche a Roberto De Angelis, che pure lui ha interpretato benissimo lo storico nemico) e chissà che dopo il Texone non vi sia qualche altra loro incursione con il vecchio mattoide.

 

Voto: 8

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Salve a tutti. Mi presento qui. Sono Jacopo Rauch. Di solito non lo faccio, ma questa volta intervengo, perché mi pare che a forza di voler far le pulci alle virgole, a volte si finisca per andar fuori dal seminato.;) 

 

SPOILERISSIMO

 

@Laramie. La tua interpretazione (molto libera) del finale, è del tutto sbagliata.

Prima di tutto, Zachary riceve la giusta paga perché è un farabutto che ammazza i viaggiatori solitari per derubarli (e chissà quanti ne ha seppelliti nella palude, dando la colpa ai fantasmi). Altro che "intascarsi il bottino della rapina!" ;)

In secondo luogo, è del tutto indifferente che abbia fatto ricadere la colpa dell'omicidio sui McCullen in maniera involontaria. Il responsabile della strage è lui! Perché quei poveretti se ne stavano tranquilli a coltivare patate, fino a quando all'egregio Zachary non è venuta la bella pensata di sparare una fucilata contro il colonnello Warren. Non pensi dunque che dal loro punto di vista, avessero un tantino di ragione ad avercela con lui (ma giusto un tantinello, eh)?

Ultimo, ma non da ultimo, alle anime inquiete non interessa solo la vendetta, ma anche, e soprattutto, il ripristino della verità, per riposare in pace (e cioé che loro erano innocenti!). Ed è giusto quello che sottolinea Tex nell'ultima frase, usando non a caso il termine 'giustizia' e non 'vendetta' .

Saluti

 

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Ombra Silenziosa dice:

Salve a tutti. Mi presento qui. Sono Jacopo Rauch. Di solito non lo faccio, ma questa volta intervengo, perché mi pare che a forza di voler far le pulci alle virgole, a volte si finisca per andar fuori dal seminato.;) 

 

SPOILERISSIMO

 

@Laramie. La tua interpretazione (molto libera) del finale, è del tutto sbagliata.

Prima di tutto, Zachary riceve la giusta paga perché è un farabutto che ammazza i viaggiatori solitari per derubarli (e chissà quanti ne ha seppelliti nella palude, dando la colpa ai fantasmi). Altro che "intascarsi il bottino della rapina!" ;)

In secondo luogo, è del tutto indifferente che abbia fatto ricadere la colpa dell'omicidio sui McCullen in maniera involontaria. Il responsabile della strage è lui! Perché quei poveretti se ne stavano tranquilli a coltivare patate, fino a quando all'egregio Zachary non è venuta la bella pensata di sparare una fucilata contro il colonnello Warren. Non pensi dunque che dal loro punto di vista, avessero un tantino di ragione ad avercela con lui (ma giusto un tantinello, eh)?

Ultimo, ma non da ultimo, alle anime inquiete non interessa solo la vendetta, ma anche, e soprattutto, il ripristino della verità, per riposare in pace (e cioé che loro erano innocenti!). Ed è giusto quello che sottolinea Tex nell'ultima frase, usando non a caso il termine 'giustizia' e non 'vendetta' .

Saluti

 

Buonasera, @Ombra Silenziosa 😉

Prendo atto della risposta e provo ad argomentare meglio la mia posizione: in effetti ho scritto che Zachary è "tutt'altro che un santo", ma sono stato troppo buono con lui.

 

SPOILERISSIMO BIS

 

Che abbia meritato l'indigestione di piombo ad opera di Tex per le persone che ha ucciso è innegabile.

 

Per me il punto critico sono proprio le ultimissime pagine, ma qui credo sia tutta una questione di sensibilità differenti. 

Per quanto mi sforzi, non riesco proprio a vedere in Zachary il responsabile della strage dei McCullen: il suo obiettivo era uccidere il colonnello Warren, comandante di una compagnia dedita al saccheggio. Poteva forse prevedere la strage successiva? No, è Jack Spade che ammette che anche secondo lui il colpevole non era fra i McCullen e che il loro fu solo uno sfogo sanguinoso, neanche gli interessava vendicare il colonnello. Quella di Spade e degli altri è stata una pura rappresaglia, un crimine di guerra bello e buono.

Se nella storia venisse detto che Zachary ha deliberatamente fatto ricadere la responsabilità della morte del colonnello Warren sui McCullen per salvarsi la pellaccia, magari indirizzando i soldati verso la loro casa, allora capirei l'incazzatura dei fantasmi, ma, per come vengono presentati gli eventi, non riesco a percepire la sua morte come giustizia per i morti.

È Zina, dopo la morte di Spade, a dire che la storia non è ancora finita, quindi è ovvio che è la morte di Zachary a essere decisiva in questo senso. A meno che gli spiriti non ce l'avessero con Zachary per il fatto che ha messo in piedi un "business del crimine" sfruttando il loro nome, ma la vedo difficile.

 

Ciò detto, a questo punto è chiaro che qui il tema è la percezione delle responsabilità individuali: ognuno ha la propria sensibilità in merito e le nostre divergono.

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Caro Laramie, tu continui a dare una tua interpretazione personale. Le storie vanno lette per quello che sono, non interpretate motu proprio.

 

SPOILERONE

 

Che i fantasmi volessero vendicarsi di Zachary, nel testo non c'è. Lo dici tu, affermando erroneamente in modo inequivocabile che così viene comunicato nella storia (dall'autore). Ma non è così. Non è esplicito nel testo. Questo è il primo punto. Può darsi che i fantasmi (ammesso che esistano, nella storia) volessero vendicarsi di Zachary (e per i motivi che ti ho spiegato, è perfettamente plausibile. Non è questione di sensibilità personali. Il responsabile della strage è lui, non c'è cavoli!). Però è tutto sfumato. Nulla è sicuro. Volutamente è così (che tu per esigenze tue voglia che la storia sia scritta in un altro modo per sottolineare meglio che Zachary merita il rancore dei fantasmi, è cosa che non riguarda presunti errori nella storia in questione. Perché non è necessario attorcigliarsi nella spiegazione sul movente e le motivazioni di Zachary). In ogni caso, sia che i fantasmi esistano davvero, sia che si tratti solo di un 'sesto senso' di Zina, camuffato (che le fa intuire i colpevoli e i retroscena), è perfettamente logico che lei dica che la storia non è finita, con la morte dei due responsabili diretti dell'eccidio. Perché rimane comunque il responsabile indiretto (oltretutto un assassino in libertà) e perché comunque il cerchio va chiuso.

 

Ciao

J

 

 

Edited by Ombra Silenziosa
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Cioé, per spiegarmi meglio...

 

SPOILERONE QUATER

 

@Laramie"... per come vengono presentati gli eventi, non riesco a percepire la sua morte come giustizia per i morti."

E' questo il tuo errore di focus. La tua mala interpretazione. Nessuno presenta la morte di Zachary come giustizia per i McCullen. E' la piena conclusione della vicenda a rendere loro giustizia. E Zachary viene fatto secco perché è un pluriomicida, non per aver sparato a suo tempo al colonnello Warren.

 

E comunque sui McCullen: "... A meno che gli spiriti non ce l'avessero con Zachary per il fatto che ha messo in piedi un "business del crimine" sfruttando il loro nome.."

Beh, insomma!... Colui che con la sua bravata ha causato la loro tragica morte, adesso prospera ammazzando disgraziati che butta poi nella palude... Fai te. Ma a me sembra che ce ne sia abbastanza per far incacchiare anche i fantasmi più comprensivi.

 

 

Edited by Ombra Silenziosa
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Letto il magazine (e tornato sul forum dopo lunghissima assenza). Devo dire che sono molto soddisfatto. Gli editoriali li leggerò con calma nei prossimi giorni, ma le storie mi sono piaciute.

 

CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

 

La Palude del Morto: voto 8
Bella storia, bei disegni e soprattutto belle atmosfere. Su queste ultime Rauch è stata una piacevole conferma, visto il lavoro che fa da anni su Zagor (l'ultima di Rakosi, per rimanere in tempi recenti). Ho molto apprezzato il senso di misterioso che avvolge tutta la storia, con l'inseguimento in mezzo al canneto ed i fantasmi che intervengono (a modo loro) per punire i colpevoli di un massacro risalente ai tempi della guerra civile. Poi ovviamente dove non possono i fantasmi, provvede il nostro ranger, chiudendo la partita con Zachary (colui che con il suo colpo di fucile prima ha provocato la strage, e poi ha sfruttato i fantasmi per il suo tornaconto). Buono anche l'uso che viene fatto del soprannaturale per risolvere i lati oscuri della vicenda (Zina). I personaggi sono ben caratterizzati, anche i secondari e nonostante le poche pagine a disposizione. Anche i cattivi non sono banali: non stanno messi nella storia solo per essere uccisi al primo colpo di colt. Per me storia promossa a pieni voti.

 

La Strada del Male: voto 8
Ennesimo buon lavoro del Bos. Una storia "attappabuchi" nel senso buono del termine, che va a riempire alcuni dei "buchi" nelle vicende dello storico arcinemico di Tex. Soprattutto, chiarisce il perché della differenza che hanno i poteri di Mefisto nelle varie storie, e della difficoltà che ha avuto per riuscire a controllarli pienamente (e credo, a questo punto, che ci saranno anche altre storie sul tema). Bello il personaggio di Brahm, che crede di servirsi di Mefisto quando in realtà è il contrario. L'unico limite, se così si può chiamare, è che la storia si apprezza pienamente solo se uno conosce i precedenti. Capitolo disegni: quelli dei Cestaro sono di altissimo livello. Una sola cosa (che, lo dico, per me NON influisce minimamente sul voto finale): la bandiera. All'inizio si dice che siamo nel penitenziario di Huntsville, Texas, poco dopo l'inizio della guerra civile. Bene, sul penitenziario e nell'ufficio del direttore ci sta una normalissima bandiera americana. Ma non dovrebbe esserci quella confederata? Svista oppure una chicca storia?

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Appena completata la lettura del Magazine caratterizzato da tre delle migliori matite della produzione recente di Tex.

 

Mastantuono, sebbene con un tratto in alcune scene leggermente semplificato rispetto all'ultima storia di Ruju, coinvolge e cattura l'attenzione del lettore in maniera quasi ipnotica. I fratelli Cestaro cesellano come sempre la loro arte dimostrando di essere ormai dei mostri sacri del fumetto.

 

Prima storia di Rauch particolarmente scorrevole e tradizionale, con dialoghi freschi e incisivi. L'aspetto paranormale aleggia senza essere invadente. La lunghezza limitata della storia rende poi il tutto particolarmente "efficace".

 

Seconda storia di @borden un bel complemento a quanto abbiamo letto su Mefisto nell'ultimo anno, con precisazioni che rendono più intelligibile la vita di questo arcinemico di Tex.

 

Bei redazionali, mi fa molto piacere ritrovare Maurizio Colombo.

 

Di certo questa testata ha un suo motivo d'essere, forse più di altre anche più classiche come il maxi le cui storie potrebbero trovare collocazione nella regolare.

 

Voto complessivo: 8.5

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10 ore fa, Thor983 dice:

 

 

LCapitolo disegni: quelli dei Cestaro sono di altissimo livello. Una sola cosa (che, lo dico, per me NON influisce minimamente sul voto finale): la bandiera. All'inizio si dice che siamo nel penitenziario di Huntsville, Texas, poco dopo l'inizio della guerra civile. Bene, sul penitenziario e nell'ufficio del direttore ci sta una normalissima bandiera americana. Ma non dovrebbe esserci quella confederata? Svista oppure una chicca storia?

 

 

Avrebbe dovuto essere così: images-1.jpeg.e936034536a8f9417fcc1795a9704b00.jpeg

 

 

Ma la guerra era iniziata da così poco che ancora non l'avevano preparata...  

Edited by borden
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I miei post tendono ad essere troppo lunghi, quindi per ridurne la lunghezza parlo separatamente delle due storie. Qui parlo de "La palude del morto" (non dovrebbe essere "dei morti"?) di Rauch e Mastantuono.

 

La presenza di Rauch nella discussione cambierà radicalmente questo post. Se non fosse intervenuto questo sarebbe stato il solito rant contro gli sceneggiatori moderni e il loro abuso del "colpo di scena" nelle storie, mettendo in un unico pentolone questa storia e le ultime di Ruju, ma visto che abbiamo l'autore qui mi sembrerebbe un post sprecato a dedicarlo al solito rant. Parlerò quindi solo della sua storia. Con una premessa per specificare le "condizioni al contorno" di cui lui non ha colpa: negli ultimi mesi (anni) come sa chi frequenta il forum, sono stato sempre più infastidito dall'eccesso di storie "weird" più adatte a Zagor che a Tex e dall'abuso del "colpo di scena" come unica stella polare degli sceneggiatori, a scapito di caratterizzazione dei personaggi, atmosfera, logica e coerenza della storia, etc.

 

Quindi, mi scuso con Rauch dell'importanza che darò a questi elementi, probabilmente esagerata se fosse un UNICA storia, ma quando una tendenza arriva all'esasperazione finisci per diventare più sensibile a certi difetti, se li trovi ogni volta...

 

Da qui in avanti, ATTENZIONE, SPOILER!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Esperienza di lettura: all'inizio positiva. Mastantuono a volte è un po' frettoloso e alcune facce sono caricaturali (soprattutto nelle espressioni) ma non si può negare che sia bravo, e quelle espressioni "esagerate" (soprattutto gli occhioni spalancati di alcuni personaggi) non sminuiscono troppo la sua capacità di farli "recitare" e renderli ben riconoscibili. La storia segue un percorso coerente (almeno all'inizio), senza stravolgere tutto alla ricerca di colpi di scena, e riesce a creare un atmosfera di pericolo e tensione.

 

C'è qualcosa, anche all'inizio, che mi ha disturbato un po', ma con un buon finale me ne sarei pure dimenticato (ne parlo dopo)

 

Purtroppo, il finale per me fa precipitare la storia: come in tante storie recenti, la ricerca del "finale a sorpresa" (in questo caso, che gli spettri erano innocenti della morte di Hogan e che il locandiere l'aveva avvelenato E CONTEMPORANEAMENTE era pure il colpevole della morte del Colonnello e IN PIÙ era pure un serial killer) e il voler prendere subito una strada quasi "gialla" in poche pagine porta ad un finale frettoloso con cose che hanno ben poco senso.

 

1) Perché Zachary non è tornato a prendere il fucile? Già ha poco senso che l'abbia gettato (ti insegue gente armata e getti il fucile? Il fucile su cui, guarda caso, hai inciso le tue iniziali, così ti trovano subito?), anche se l'avesse perduto è un abitante della zona, non è credibile che non saprebbe ripercorrere il suo percorso per ritrovarlo, una volta andati via i soldati. E poi, in tempo di guerra, sta senza fucile? Come fa a cacciare per procurarsi il cibo?

Non stiamo parlando di qualche giorno: Zachary ha lasciato lì il fucile per VENT'ANNI. E andava regolarmente nella palude (anche per recuperare i corpi delle sue vittime e derubarli, e i fantasmi non gli hanno mai dato il minimo fastidio, segno che anche per loro non era responsabile, direi...)

 

2) Perché nessuno ha trovato il fucile per vent'anni? Era "non lontano dall'albero dei McCuller", cioè in un percorso fatto probabilmente da dozzine di persone quando hanno recuperato i corpi e li hanno sepolti... già è strano che non l'abbia trovato un intera compagnia di soldati che ha organizzato il linciaggio e hanno girovagato per quell'area per chissà quanto tempo, e Tex lo trova in cinque minuti? Sa tanto di "devo sbrigarmi, ho chiuso la trama horror per aprirne una gialla ma mi rimangono solo 2 pagine, inventiamoci una cosa qualunque anche se molto improbabile"

 

3) Nella locanda ci sono 4 uomini armati compreso Tex (ed escluso Zachary, che è disarmato) e due donne. Ha senso che il ragazzino di sua iniziativa in preda al panico si metta a sparare da solo contro tutti? Anche questa, non è una cosa impossibile, si può sempre dire che il ragazzo era molto affezionato a Zachary, o aveva paura di essere impiccato, e ha perso la testa. Il problema non è tanto l'improbabilità, quanto la frettolosità: a differenza della trama "horror" creata con un adeguato numero di pagine e poi buttata via, questa nuova trama "gialla" post-colpo-di-scena deve risolversi in pochissime pagine e quindi tutto è "buttato là" rapidamente senza tante sfumature, il ragazzo spara perché mancano solo 7 pagine e così Tex li fa fuori tutti e due e amen.

 

Ma riprendiamo dall'inizio parlando della cosa che mi aveva un po' disturbato: la maniera di usare gli elementi "weird".

 

Su Zagor negli ultimi anni (decenni) si è imposta una maniera di utilizzare questi elementi molto "banalizzante": Zagor incontra alieni, aliens (quelli proprio del film Aliens), terminator, stregoni, etc ed è come fare una gita dal droghiere, niente lo scompone e tutto è normale.  Su Tex, anche se si vedono anche qui stregoni, spettri, magie, etc, non vengono trattate in maniera così "quotidiana".  Mentre Zagor ormai gli alieni li invita ogni domenica per il pranzo, Tex quando ha incontrato un alieno non l'ha nemmeno riconosciuto come tale, non ci ha proprio pensato. Anche se ha visto spettri, erano casi rari, e di solito l'elemento centrale della storia (La Dama di Picche, Santa Cruz, Colorado Belle, etc), non un "red herring" per distogliere l'attenzione dal vero colpevole...

 

Adesso, specialmente con le ultime storie di Ruju, anche Tex ha preso un po' la strada di Zagor, e la cosa mi sta dando molto fastidio (anche perchè ho visto i danni che ha fatto su Zagor, che non leggo più)

 

Ho visto che Rauch ha scritto "i fantasmi, ammesso che esistano", come se potessero essere visioni o allucinazioni, anche per il fatto che Tex in realtà non li vede mai. Onestamente, mentre la leggevo, quando ho visto che Tex non li vedeva ho pensato che mostrandoli così sfacciatamente Rauch avesse perso un occasione, e che sarebbero stati molto più inquietante se anche il lettore non li avesse visti, mentre Zina gli diceva che erano lì attorno. Insomma, l'idea detta da Rauch, che i fantasmi potrebbero non esistere veramente, mi piace...  ma penso che per come è presentata la storia, come ipotesi non stia in piedi.

Gli spettri vengono presentati da subito come reali, vengono mostrati chiaramente al lettore, e vengono addirittura usati come colpevoli della morte di Hogan.  Più tardi vengono mostrati quando attaccano Jack, e sono IDENTICI. Due persone senza parlarsi hanno la stessa identica allucinazione? Poi, parlano a Zina... e gli danno informazioni ESATTE? Direi che l'interpretazione "gli spettri non esistono davvero" non sta in piedi, questi spettri non solo esistono, ma sono pure ciarlieri...

 

Il fatto che Tex non li veda lo rende un po' uno "spettatore" della storia, i cui veri protagonisti sembrano essere gli ex confederati e gli spettri con la loro vendetta.  E oltretutto, uno spettatore che, a differenza dei lettori, non vede niente...  come ho detto, avrei preferito che non si vedessero, così che

1) L'idea detta da Rauch, che gli spettri in realtà non ci siano, fosse più plausibile, e il lettore avesse gli stessi dubbi che ha Tex (invece di vedere Tex che...brancola senza vederli)

2) Fosse minore il livello di "sovrannaturale palese", e venisse trattato con più "mistero" e quindi in maniera più adatta a Tex

 

Però, fino a qui sono difetti minimi. Avrei potuto citare altri difetti, come il fatto che i personaggi sono un po' di cartone e praticamente degli stereotipi, ma mi rendo conto non è che si possa pretendere chissà quale approfondimento in una storia di 78 pagine.

 

Nonostante questi difetti, come storia di vendetta sovrannaturale funziona, c'è l'atmosfera lugubre, la vendetta è un tema che funziona sempre, e ci sono abbastanza pagine per non avere un finale frettoloso. e finire la storia coerentemente.

 

E invece no. Puntuale come la morte, le tasse e le nuove patacche dei settantacinquesimo in copertina, ecco che arriva il colpo di scena. I fantasmi sono buoni, al massimo fanno paura ma non uccidono (e se poi uno dalla coscienza sporca muore di paura a vederli, mica è colpa loro, era lui che aveva il cuore debole). Però fanno da origlioni, spiattellano tutto, e in una manciata di pagine Tex trova il corpo, deduce che è morto avvelenato, indovina subito chi l'ha avvelenato, e poi mentre torna alla taverna per sbaglio inciampa in un fucile che è lì da vent'anni con le iniziali del taverniere.

 

Davvero, cosa ha dato "in più" questo "colpo di scena" finale alla storia? Per me ha solo tolto fascino e atmosfera, riducendo il tutto al solito "giallo", risolto con "origlioni" (spettrali) e coincidenze.

 

Ed per mettere questo "colpo di scena", la storia prende anche una piega molto antipatica...

 

il taverniere è un pluriomicida e va punito, e va bene. Accetto anche, come dice Rauch, che i fantasmi l'abbiano fatto sgamare dalla legge solo perchè sono chiacchieroni e non perchè la loro vendetta comprenda anche lui, Ok. Ma comunque la cosa rimane "storta". Che sia un pluriomicida viene detta alla fine ed è una mera deduzione da parte di Tex, anche se noi lettori sappiamo che ha ragione. Ma non non abbiamo "visto" nella storia tutti questi omicidi.  L'unico che abbiamo visto è quello del Colonnello. E anch'io alla fine ho avuto l'impressione, anche per i dialoghi, che gli spettri volessero punirlo per quello.

 

Durante la guerra, Zachary ha semplicemente sparato ad un ufficiale nemico. Un ufficiale che oltretutto si era macchiato di crimini di guerra contro la popolazione civile. Un buon paragone potrebbe essere quello delle SS naziste in Italia nella seconda guerra mondiale. Era un crimine sparargli addosso?

 

La cosa diventa ancora più antipatica perchè effettivamente c'è una corrente di pensiero, in Italia, secondo cui le SS erano timidi agnellini indifesi, e se i cattivi partigiani non gli avessero sparato addosso non avrebbero fatto male a nessuno...

 

Ora, non credo che Rauch aderisca a questa corrente di pensiero (altrimenti avrebbe detto chiaramente che Zachary andava punito per quell'azione di guerra senza aggiungere i viandanti avvelenati) ma per me come minimo la cosa è presentata in modo abbastanza maldestro, da dare l'impressione che si consideri Zachary come responsabile, LUI, della strage di civili, solo perchè ha sparato ad un ufficiale nemico, in guerra.

 

insomma, per me non solo ha "annacquato" la storia diluendo la componente horror su cui si basava all'inizio, per fare il solito "colpo di scena", ma si è andato dritto dritto ad infilare per similitudine dentro un vespaio "politico" abbastanza "caldo" negli ultimi tempi.

 

Tutto per fare un colpo di scena. Ma, dico...  è una nuova legge? Gli sceneggiatori sono obbligati ad inserire una modica quantità di colpi di scena? (poi, chiamarla modica, pare che non fanno più una storia senza...)

 

Davvero, una preghiera, a Rauch se sta ancora leggendo questo thread, e a tutti gli altri sceneggiatori che eventualmente lo stiano leggendo: provate a fare, per un po', storie senza "colpi di scena finali"? A fare storie basate sui personaggi, sull'atmosfera, che abbiano uno svolgimento coerente con le loro premesse?  E magari con meno fantasy, grazie!

 

P.S,: Alla fine Tex dice che "quei poveretti hanno avuto giustizia" e "potranno riposare in pace"...  ma nel flashback si vedono DECINE di soldati... sono tutti morti? Sono tutti passati dalla palude? Quante cavolo di tombe ha trovato Tex per essere sicuro che sono finiti tutti?  :lol:

 

(e anche quella battuta fa davvero pensare che gli spettri fossero lì soprattutto per Zachary, e morto "il partigiano", le SS rimaste si potrebbero pure perdonare...)

 

 

 

 

Edited by Diablero
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Non conosco Rauch come sceneggiatore d'altro oltre Tex e finora ha lavorato a poche storie, quindi non so valutare se sia adatto o meno a scrivere per il ranger.

 

Per il poco che ho visto mi sembra che sia giusto dargli la possibilità di provarci, perché del buono imho cen'era, e anche di sbagliare. Conoscendo Diablero immagino che leggendo il racconto è possibile che rimarrei insoddisfatto.

 

Aggiungo però anche un mio consiglio non richiesto. Se ti piace veramente questo fumetto rileggiti solo le storie di Gianluigi Bonelli fino a Gli eroi di Devil Pass e lasciati guidare dall'istinto.

Era proprio un modo diverso di sceneggiare, ora ritenuto forse vecchio stile, ma credimi funziona sempre.

 

Io aspetto di leggerti sulla serie classica se torneranno a pubblicarli lì e nel frattempo non ti preoccupare troppo delle critiche nostre. Chissà perché ma anche i texiani sono terribilmente esigenti e rompiscatole :D

Edited by Exit
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Mah... io sinceramente di tutti questi difetti non ne ho visto neanche uno... Senza offesa, ma mi pare che a volte ci si perda in elucubrazioni che non hanno riscontro nella storia, che in realtà è molto semplice e immediata.

 

SPOILER SPOILER SPOILER

SPOILER

SPOILER

1 ora fa, Diablero dice:

gli spettri erano innocenti della morte di Hogan e che il locandiere l'aveva avvelenato

Una cosa non esclude l'altra: Hogan è stato avvelenato, poi come si vede nella prima sequenza gli spettri (o la loro proiezione immaginata da Hogan) hanno completato l'opera.

 

1 ora fa, Diablero dice:

1) Perché Zachary non è tornato a prendere il fucile? Già ha poco senso che l'abbia gettato (ti insegue gente armata e getti il fucile? Il fucile su cui, guarda caso, hai inciso le tue iniziali, così ti trovano subito?), anche se l'avesse perduto è un abitante della zona, non è credibile che non saprebbe ripercorrere il suo percorso per ritrovarlo, una volta andati via i soldati.

Zachary l'ha gettato nella fuga (ci può stare no? per scappare veloce) in un acquitrino dove nessuno sa che c'è e nessuno riuscirà a recuperarlo. Una volta data la colpa ai Mc Cullen nessuno s'è messo a fare indagini. E vallo a trovare immerso in un acquitrino!

1 ora fa, Diablero dice:

E poi, in tempo di guerra, sta senza fucile? Come fa a cacciare per procurarsi il cibo?

Forse ne ha comprato un altro, appena messosi al sicuro?

 

1 ora fa, Diablero dice:

e Tex lo trova in cinque minuti?

Tex lo trova SOLO GRAZIE A ZINA, che è una sensitiva, altrimenti non l'avrebbe trovato neppure lui nascosto nella palude.

 

1 ora fa, Diablero dice:

il ragazzo spara perché mancano solo 7 pagine e così Tex li fa fuori tutti e due e amen

Il ragazzo spara perché è complice di un pluriomicida: rischia anche lui l'impiccagione. Cosa dovrebbe fare? Se i suoi colpi vanno a segno fa fuori Tex e poi Zachary l'aiuta a far fuori gli altri. Tutto normalissimo, secondo me.

 

1 ora fa, Diablero dice:

Poi, parlano a Zina... e gli danno informazioni ESATTE? Direi che l'interpretazione "gli spettri non esistono davvero" non sta in piedi, questi spettri non solo esistono, ma sono pure ciarlieri...

Gli spettri potrebbero esistere o essere una proiezione delle paure dei personaggi. Zina è una sensitiva e riesce a percepire cosa è successo vent'anni prima, cosa ha fatto Zachary e dov'è il suo fucile. L'elemento sicuramente magico qui sono le "percezioni" di Zina. I fantasmi forse esistono, forse no.

 

1 ora fa, Diablero dice:

Durante la guerra, Zachary ha semplicemente sparato ad un ufficiale nemico. Un ufficiale che oltretutto si era macchiato di crimini di guerra contro la popolazione civile. Un buon paragone potrebbe essere quello delle SS naziste in Italia nella seconda guerra mondiale. Era un crimine sparargli addosso?

Zachary è colpevole:

1) di avere ucciso i viandanti che si fermavano alla locanda

2) di aver provocato indirettamente la morte degli innocenti McCullen (non di aver ucciso l'ufficiale nemico). Poteva scagionarli dalle accuse , invece non l'ha fatto, quindi è colpevole della loro morte.

 

1 ora fa, Diablero dice:

Ma non non abbiamo "visto" nella storia tutti questi omicidi.  L'unico che abbiamo visto è quello del Colonnello. E anch'io alla fine ho avuto l'impressione, anche per i dialoghi, che gli spettri volessero punirlo per quello

Nella storia non si dice da nessuna parte che gli spettri volevano punire Zachary, è solo una tua impressione. Quando Zina dice che la storia non è ancora finita non si riferisce al fatto che gli spettri devono uccidere ancora Zachary, ma che Tex deve fare giustizia di un pluriomicida. E l'ultima frase di Tex lo conferma: ha fatto giustizia, spettri o non spettri, e infatti nel finale loro non compaiono (spariscono dopo la morte di Spade e non compaiono più).

 

1 ora fa, Diablero dice:

Durante la guerra, Zachary ha semplicemente sparato ad un ufficiale nemico. Un ufficiale che oltretutto si era macchiato di crimini di guerra contro la popolazione civile.

Zachary ha provocato la morte degli innocenti McCullen. Ha lasciato che venissero accusati ingiustamente e li ha lasciati ammazzare. E' questa la sua colpa. E le SS non c'entrano molto.

 

1 ora fa, Diablero dice:

P.S,: Alla fine Tex dice che "quei poveretti hanno avuto giustizia" e "potranno riposare in pace"...  ma nel flashback si vedono DECINE di soldati... sono tutti morti? Sono tutti passati dalla palude? Quante cavolo di tombe ha trovato Tex per essere sicuro che sono finiti tutti?

Magari Zina ha avuto la "percezione" che dopo vent'anni tutti i responsabili sono passati a miglior vita. Oppure sono morti i principali responsabili del gruppo di irregolari, e dei pesci piccoli chi se ne frega (mentalità, tra l'altro, tipicamente texiana)...

 

1 ora fa, Diablero dice:

e anche quella battuta fa davvero pensare che gli spettri fossero lì soprattutto per Zachary, e morto "il partigiano", le SS rimaste si potrebbero pure perdonare...

La battuta finale di Tex non c'entra niente con gli spettri, anche perché Tex non crede agli spettri.

Quella frase vuol dire semplicemente che I Mac Cullen hanno ottenuto giustizia perché sono morti i loro assassini diretti e quello indiretto (Zachary), e soprattutto hanno ottenuto una riabilitazione, perché finalmente si è detta la verità sulla vicenda, e ci sono persino le prove (il fucile).

E i partigiani e le SS ancora una volta non c'entrano molto...

 

 

Infine una piccolo commento alla storia di Mefisto

Bella ma troppo corta. Il problema non è che chi non conosce Mefisto non la capisce (secondo me si apprezza lo stesso, anche se ovviamente chi non conosce i precedenti si perde tutte le sfumature), il problema è che è una storia sospesa. Sembra l'incipit, il prologo, di una storia di 3 albi, non ha un finale, come invece per esempio le precedenti storielle sul Magazine di Montales (l'anno scorso) o Jim Brandon l'anno prima. Qui, appunto, sembra il prologo di una futura storia che sicuramente vedremo, magari in un prossimo Speciale Tex Willer (magari con De Angelis ai disegni?). Comunque, anche se sospesa, a me è piaciuta.

 

Due osservazioni:

1) i Cestaro sono bravissimi come sempre, tranne per una cosa: lo scimmione che appare a Myriam. Poco impressionante. Potevano fare meglio. Sarà che ho in mente quelli di Galep, che erano veramente inquietanti (vedi quello che appare dall'oblò ne "I quattro amuleti").

2) non mi appassiona molto il tema "poteri di Mefisto", ma mi sorge spontaneo: non ne ha un po' troppi in questa storia? Uccidere a distanza un generale...??!

 

Edited by Poe
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Ci potrebbero essere alcuni SPOILER! La prima l'ho apprezzata. Una delle migliori storie a 78 pagine che ho letto su questa collana. 

 

Il problema è la seconda. 

 

Non serve praticamente a nulla, l'ho letta svogliatamente soffermandomi poco sui balloon e vignette disegnate. Alla fine non è nemmeno una storia ma un'accozzaglia di scene, forse siamo stati abituati troppo bene con le ultime due, in particolare quella di Jim Brandon, un vero gioiellino. Ci sono tante cose che non mi tornano o che non ho capito, visto il modo in cui l'ho letta: 

 

- Come dice Poe, ma Mefisto non ha davvero troppi poteri? Uccide addirittura a distanza. Se ha questa forza perchè vuole mettersi sulle tracce di Tex? Gli basterebbe fare la stessa cosa che ha fatto con il direttore. Ok, Tex non è uno qualunque ma con quei poteri chiunque morirebbe. 

- Che senso ha fare una storia per mostrare ai lettori il passaggio da Steve Dickart a Mefisto quando la spiegazione sull'aumento di poteri è: "In prigione, all'oscuro, con le tenebre a mio favore, le mie capacità mentali sono aumentate" Piuttosto che dedicare una storia intera Mefisto non poteva spiegarlo velocemente (come fa qui, tra l'altro) nella storia uscita pochi mesi fa? Con 788 pagine a disposizione un momento poteva anche essere dedicato a questo periodo. 

 

Concordo ancora con Poe, non apprezzo Galleppini ma i suoi mostri erano molto belli. Io penso immediatamente a Gombo di Satania. I Cestaro perdono il "duello" anche con Mastantuono che disegna con facilità tutte le storie: dal fluviale al soprannaturale, dai panorami del nord fino ad arrivare alle classiche storie nel west, più duttile dell'alluminio.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Perché Zachary non è tornato a prendere il fucile?

Perché l'ha perso: era dentro l'acquitrino.

L'ha cercato più volte in tempi diversi senza successo (per quello che ne sappiamo, non possiamo escludere che sia ritornato a cercarlo).

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

E poi, in tempo di guerra, sta senza fucile? Come fa a cacciare per procurarsi il cibo?

Io ho visto che ne ha almeno altri due, uno l'ha preso il ragazzo e l'altro è quello a canne mozze, ma magari ne ha altri 3 o 4.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Perché nessuno ha trovato il fucile per vent'anni?

Perché era dentro l'acqua.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Tex lo trova in cinque minuti?

Tex non trova nulla, glielo dice Zina.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

problema non è tanto l'improbabilità, quanto la frettolosità

Il ragazzino, visto che Zachary era in pericolo, doveva aspettare la pagina 112.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

"i fantasmi, ammesso che esistano"

Infatti non esistono, si tratta solo di rimorso e suggestione dovuta anche ai luoghi.

Zina poi non vede fantasmi ma sente delle presenze: è una sensitiva paranormale.

Cose cui non credo minimamente ma che ammetto in un'opera di fantasia.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

IDENTICI. Due persone senza parlarsi hanno la stessa identica allucinazione?

Colpa di Corrado?

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

parlano a Zina... e gli danno informazioni ESATTE?

I fantasmi, che non esistono, non parlano.

Zina ha delle percezioni extrasensoriali che, appunto perché fantastiche, non possono essere fallaci.

Le informazioni che Zina percepisce sono un po' troppe e un po' troppo particolareggiate?

E Allora?

Se utilizzo il paranormale, devo farlo con parsimonia?

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Tex trova il corpo, deduce che è morto avvelenato, indovina subito chi l'ha avvelenato, e poi mentre torna alla taverna per sbaglio inciampa in un fucile

 Il corpo non presenta segni di ferite di armi da fuoco, presenta evidenti segni di avvelenamento (labbra scure per esempio), sospetta di... caspita, è un bel problema, ci sono troppi sospettati (il ragazzo e Zachary, magari anche il ragazzo era complice).

E per quanto riguarda il fucile, già detto, non ci inciampa.

Quando si fanno le pulci, dobbiamo stare attenti di non cadere nello stesso tranello: potrebbero fare le pulci a noi.

 

Origlioni e colpi di scena non ti piacciono?

Benissimo.

Ma io a dire il vero non ho visto né i primi né i secondi.

Il coinvolgimento di Zachary nell'eccidio, almeno per me, è stato palese, fino dalla sua prima apparizione.

 

Il paragone poi con SS e resistenza è fuori luogo.

Mia nonna paterna, sfollata a Seravezza, ha rischiato, se non veniva avvisata della presenza di tedeschi nella zona, di finire tra le vittime di Sant'Anna.

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, borden dice:

 

 

Avrebbe dovuto essere così: images-1.jpeg.e936034536a8f9417fcc1795a9704b00.jpeg

 

 

Ma la guerra era iniziata da così poco che ancora non l'avevano preparata...  

Chiaro, grazie per la spiegazione

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@Diablero  Senza offesa, ma mi sembra che tu non ne abbia detta una giusta.

 

SPOILER

 

Per prima cosa, sei subito partito da una base sbagliata, dicendo che questa storia non va bene perché ha un finale a sorpresa. Questa è una storia di MISTERO. Se a te piacciono di più le storie di semplice azione, benissimo, ma in una storia di mistero, la rivelazione finale con twist è d'obbligo. A maggior ragione in questa caso che la storia è pure breve!... Non è una ricerca sensazionalistica a tutti costi dell'autore, è semplicemente che una storia del genere si scrive così. Senza un minimo di pepe e di rimescolio di carte, diventa piatta e prevedibile, e questo è un difetto che una storia di mistero NON DEVE avere. Inoltre non ha un finale frettoloso proprio per nulla. E se te lo dico io, da autore ultradecennale e con qualche migliaia di tavole all'attivo, mi sa che ti tocca darmi ragione a scatola chiusa. :P

 

Per il resto, mi sa che è il tuo approccio metodologico alla critica che è un po' contorto. Tu parli di presunti errori nella storia, fondandoti su delle motivazioni che presenti come oggettive, ma che invece di oggettivo non hanno proprio nulla.

Esempio. Il fucile. Tu dici che non è credibile né che l'abbia gettato, né che poi non l'abbia ritrovato.

Ma scusa. Da dove l'hai dedotto che l'ha 'gettato' a caso? E in un luogo in cui era facile recuperarlo? Se nel testo ci fosse stato scritto che l'ha gettato nella prateria, potrei anche darti ragione, ma Tex usa invece queste parole "RECUPERATO" "NELLA PALUDE" ed "ERA NELL'ACQUITRINO". Dal che si deduce semmai, com'è logico, che l'abbia gettato in un luogo inaccessibile. E proprio perché ci sono le sue iniziali scritte sopra e nessuno deve ritrovarlo mai più.

Ora, tutto questo non c'è bisogno di spiattellarlo in sceneggiatura. Uno dei lavori dello sceneggiatore è sfrondare e ripulire, essere sintetico ed essenziale, perché la narrazione deve rispettare dei tempi per essere efficace, e se mi fossi impelagato a spiegare per filo e per segno tutte le cose di cui sopra, ci avrei messo tre vignette e il climax sarebbe andato a farsi friggere. Basta invece dire "RECUPERATO" "NELLA PALUDE" ed "ERA NELL'ACQUITRINO" e tutto è più che esplicito. Stop. Non c'è bisogno di aggiungere altro.

 

Tutte le altre tue osservazioni sono su questa stessa falsa riga e, per fortuna, ci hanno già pensato @Poe e @Letizia a riponderti nel merito in maniera più che egregia.

 

Su Zagor, infine, mi permetto di dirti che sono abbastanza sicuro che tu non abbia mai letto una mia storia. Perché, sebbene io su Zagor faccia abbondante uso del soprannaturale, non l'ho mai presentato come cosa normale, per Zagor e soci. E questo, se vuoi risparmiarti una rilettura della saga, puoi anche verificarlo andando a leggerti i commenti sui forum dello Spirito con la Scure.

 

Detto tutto ciò (senza alcuna venatura polemica, beninteso) chiudo qui la conversazione, perché so per esperienza che parlare delle mie storie coi lettori conduce solo a battibecchi che detesto e che mi drenano energie e tempo che non ho in abbondanza. E anche perché in fondo un lettore deve essere libero di dire quello che cavolo gli pare senza sentirsi redarguito dall'autore di turno.:P

Un saluto e un abbraccio.

 

Caro @Exit, ti ringrazio molto del tuo consiglio, ma io sono già un profondo conoscitore dell'opera texiana di GL, che leggo fin dalla più tenera età e che considero caposaldo della mia formazione professionale (e non solo).

Ciao

J

Edited by Ombra Silenziosa
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4 ore fa, MacParland dice:

Il problema è la seconda. 

 

Non serve praticamente a nulla

 

In realtà, copre un buco nella vita di Mefisto e alcune cose taciute in altre storie.

4 ore fa, MacParland dice:

 

 

l'ho letta svogliatamente soffermandomi poco sui balloon e vignette disegnate.

 

 

Forse è questo il problema?

:lol:

4 ore fa, MacParland dice:

 

- Che senso ha fare una storia per mostrare ai lettori il passaggio da Steve Dickart a Mefisto quando la spiegazione sull'aumento di poteri è: "In prigione, all'oscuro, con le tenebre a mio favore, le mie capacità mentali sono aumentate" Piuttosto che dedicare una storia intera Mefisto non poteva spiegarlo velocemente (come fa qui, tra l'altro) nella storia uscita pochi mesi fa? Con 788 pagine a disposizione un momento poteva anche essere dedicato a questo periodo. 

 

 

 

 

In quell'altra storia, di grazia, come avrei potuto inserirlo? Già c'era troppa carne al fuoco

 

E questa , come taluni hanno intuito e io stesso ho scritto sulla rubrica di Tex Willer, è "area Tex Willer" e riceverà a suo tempo, in quella collana, un'integrazione e un trattamento più ampio... E' una storia- trailer, scritta appositamente così. E se i non lettori di Tex non la capiscono me ne faccio un baffo...:lol:  Mi stupiscono le obiezioni di chi la saga di Tex la conosce...;)

 

Edited by borden
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Intuisco che la conversazione su questa storia è movimentata ma non voglio leggere nulla prima di aver espresso le mie opinioni a caldo su questa avventura.

 

Per una volta, vado al di fuori dei miei consueti schemi e parlo per prima cosa del disegnatore: dopo la tripla di Ruju, quest'altra sua prova è semplicemente clamorosa. Mastantuono dimostra che può andare al di là dei generi, e se le sue performance puramente western sono eccezionali, l'autore romano non è da meno nel ricreare atmosfere gotiche e noir come quelle di questa storia, in cui la palude del morto e i fantasmi dei poveri McCulleen sono così potentemente evocativi da contribuire in maniera determinante alla resa della sinistra ambientazione pensata da Rauch.

 

Già, Rauch. Una delle prime scene mi fa storcere subito il naso: Jack Spade si fa scudo di una donna, ma ecco che arriva il suo Tex rambo e, da un cavallo in corsa, riesce col fucile a colpire solo la mano del bandito, non mettendo minimamente a repentaglio la vita dell'ostaggio. La scena è texiana, l'abbiamo vista altre volte. Ma per me resta un abuso: Tex è comunque un uomo, non un robocop, e non capisco come gli autori non colgano che una scena del genere, che toglie verosimiglianza al personaggio, non rende affatto un buon servizio allo stesso, e lungi dall'esaltarlo, invero lo sminuisce. Tanto più che dopo, in circostanze più comode, a Tex ci vorranno diversi colpi di pistola per avere la meglio sui suoi avversari, così che anche all'interno della stessa avventura possiamo vedere due versioni, contraddittorie tra di loro, di Tex: quello che spara senza pensarci (direi quasi infischiandosene) al bandito nonostante la donna faccia da schermo a quest'ultimo, e quello nella stalla nel trading post che ha bisogno di tre colpi per mettere il suo avversario in condizioni di non nuocere.

 

Curioso, poi, poco oltre, mi è parso che non si sia più parlato del povero gambler che, con un gesto eroico, ha tentato di aiutare Tex, pagando con la vita.

 

Al netto di quanto sopra, devo dire che raramente io sono contento di una storia breve, e questa è una di quelle volte. Bella la leggenda della palude, con la povera famiglia di coloni sterminata dai guerriglieri nordisti; carismatici e ben tratteggiati questi pendagli da forca al servizio del Colonnello Warren, da Ben Hogan a Jack Spade, con le loro grinte truci; ben caratterizzati anche i comprimari, a partire da Doc William fino a Zina, per finire all'ex sergente di Fort Defiance.

 

Tutti loro danno vita a una trama appassionante, che sa essere cattiva e cruda, con avversari crudeli e impreziosita dalla tragica atmosfera dei tempi della Guerra Civile. Ben architettato è anche l'elemento soprannaturale, che solitamente io non amo in Tex ma che qui si innesta perfettamente nel solco di quelle storie inverosimili "soft", come la Dama di Picche o Colorado Belle, i cui tratti gotici ben convivono, ed anzi diventano il punto saliente, con i solidi contesti western cui siamo abituati.

 

Inaspettato anche il finale, che mi ha sorpreso e divertito.

 

A questo punto, non mi resta che fare i miei più sinceri complimenti ad una accoppiata di autori che spero lavorino sempre più spesso, magari insieme, su Tex, di cui sono già oggi risorse preziose e di cui possono diventare, sperabilmente, i punti di riferimento del futuro.              

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:

In realtà, copre un buco nella vita di Mefisto e alcune cose taciute in altre storie.

Un buco piccolissimo, non un crepa. L'unica cosa che mi ha colpito è che sembra la prima volta in cui si accenna al Tex ranger-ranchero-ranger nelle storie. 

 

<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

 

In quell'altra storia, di grazia, come avrei potuto inserirlo? Già c'era troppa carne al fuoco

In 788 pagine un buco di due vignette lo trovi. Forse all'inizio quando Mefisto entra nella stanza dove Mandip sorveglia il redivivo Yama. 

 

<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

Forse è questo il problema?

:lol:

Credo che sia la conseguenza e non la causa.

 

<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

 

E questa , come taluni hanno intuito e io stesso ho scritto sulla rubrica di Tex Willer, è "area Tex Willer" e riceverà a suo tempo, in quella collana, un'integrazione e un trattamento più ampio... E' una storia- trailer, scritta appositamente così.

Non sono fan dei trailer preferisco le storie autoconclusive. Mi piacque quell'idea delle storie collegate nei cartonati di Andreucci e Mastantuono, ma quelle erano storie fatte e finite. Qui, invece, la storia sembra più che un trailer assomiglia ad un intermezzo tra la classica di Bonelli e quella futura che vedremo. Sono un fan di questa formula con la storia dedicata esclusivamente agli altri. E già l'anno scorso avevo combattuto contro quelli che volevano le storie minori sul Magazine dicendo che quella di Montales era sprecata. Vedremo tra 9 mesi cosa ci sarà nel secondo magazine, sono incuriosito dalla storia unica. 

 

 

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