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TWF - Tex Willer Forum
natural killer

[696/699] L'ombra del Maestro

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Mi spanciavo dalle risate da ragazzo e non trattengo un sorriso adesso a leggere Tex che pronuncia quelle frasi!

E non solo alle persone di diversa etnia, ma ai militari, ai politicanti ai nobili e indistintamente a tutti coloro che si

comportano male. Noi ci becchiamo minimo una denuncia al solo pensarlo, almeno lasciamolo fare a lui!

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Umile appello al curatore,

 

la prossima volta che al collezionista di cose infantili verrà l'idea di inserire carte, figurine (o tutto il resto che cercava di smerciare alla Panini) in un albo di Tex, 

 

di

 

programmare le uscite in modo tale che gli albi bersagliati siano quelli di un altro autore e non quelli, invece, di una sua storia tra le più attese.

 

La presenza del bollino pubblicitario mi indisporrà altamente alla lettura dell'albo,

 

e la sua storia passerà nei miei ricordi come quella dei triangolini con le "esclusive" figurine.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Ulzana dice:

Il Tex di Bonelli USAVA questo tipo di espressioni, anzi... fa bene Boselli a riportarle in auge. Fa parte del mito.

Quoto quest'ultima, ma sono d'accordo anche con Boselli e Ymalpas, andiamo avanti così, signori questo è Tex!

  • Mi piace (+1) 1

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

Umile appello al curatore,

 

la prossima volta che al collezionista di cose infantili verrà l'idea di inserire carte, figurine (o tutto il resto che cercava di smerciare alla Panini) in un albo di Tex, 

 

di

 

programmare le uscite in modo tale che gli albi bersagliati siano quelli di un altro autore e non quelli, invece, di una sua storia tra le più attese.

 

La presenza del bollino pubblicitario mi indisporrà altamente alla lettura dell'albo,

 

e la sua storia passerà nei miei ricordi come quella dei triangolini con le "esclusive" figurine.

 

Non  so, credo che di splash ce ne siano stati altri in passato. Non mi sembra così drammatico. A me sembra una reazione francamente esagerata.

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<span style="color:red;">8 ore fa</span>, Barbanera dice:

Limoncino,canarino vestito a festa,bambola di zafferano,Palla di neve,testa rossa,greaser ok...espressioni del TUTTO inoffensive e goliardiche.forse in alcune storie Tex diceva anche faccia di carbone o muso di carbone che risulterebbero un po' più offensive...

 

Senza dimenticare "sacco di carbone"...

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Si, anch´io credo che quel piccolo triangolino sia insignificante. Anche perché probabilmente qui all´estero non ci saranno neppure le figurine di Tex e quindi il triangolino scomparira´ nell´adattamento... l´aspetto negativo e´ che dovrò aspettare i soliti 4-5 mesi di ritardo per leggerla <_<

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che goduria questa anteprima: La copertina è una vera gioia per i miei occhi cosi come le tavole e i discorsi annessi :)

 

Pat mi sembra in ottima forma: Reputo che ne vedremo delle belle :):)

 

Ma Buffalo Bill mi sembra ingrassato (è lui o mi sbaglio?)

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On 4/9/2018 at 10:54, Barbanera dice:

Limoncino,canarino vestito a festa,bambola di zafferano,Palla di neve,testa rossa,greaser ok...espressioni del TUTTO inoffensive e goliardiche.forse in alcune storie Tex diceva anche faccia di carbone o muso di carbone che risulterebbero un po' più offensive...ma potrei ricordarmi male.in ogni caso ho trovato SOLO un accenno di razzismo in tutta la serie,cioe quando un trio di negri aggredisce Tex e i pard nell avventura Uomini Senza Paura.dopo essere stati disarmati i negri chiamano tex e i pard "Padrone".ecco, forse questa scena è un po' offensiva e si poteva evitare...

 

Stiamo parlando di oltre quaranta anni fa (l'albo con quel titolo è del dicembre 1976) ed allora una certa sensibilità linguistica semplicemente non esisteva. A questo va aggiunto che, specie in certe zone degli Stati Uniti era normale per i neri rivolgersi ai bianchi chiamandoli "padrone" (Master o Massa nei dialetti del Sud) e specialmente nel Sud i bianchi si rivolgevano ai neri chiamandoli "ragazzo" o "ragazza".

Per coerenza storica GLB non poteva evitare certe espressioni.

Modificato da Carlo Monni

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<span style="color:red;">40 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

era normale per i neri rivolgersi ai bianchi chiamandoli "padrone" (Master o Massa nei dialetti del Sud) e specialmente nel Sud i bianchi si rivolgevano ai neri chiamandoli "ragazzo" o "ragazza".

Questo è vero,l ho letto anche io...diciamo che forse mi ha urtato un po' visto che Tex detesta i razzisti e soprattutto chi fa il gradasso coi negri.ricordo sempre con piacere quando devasta un saloon di un alleato dei comanchero nell albo "Sulle tracce di Tom Foster" per vendicare i torti subiti da un povero stalliere di colore...oppure quando pesta di santa ragione in Alabama Harding e gli altri redneck che hanno picchiati il povero Harch nell avventura "la croce fiammeggiante" o quando difende da un ingiusta impiccagione un povero ragazzo di colore mettendosi contro un intera comunità in "Linciaggio".oppure quando prende le parti dei cubani in "i ribelli di Cuba".o quando promette a se stesso e a Tom in "Fuga da Anderville" di combattare più che mai contro i razzisti che vogliono tenere schiavi i negri.scusate la digressione,ma.questo è una caratteristica di Tex che ho sempre amato...

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ATTENZIONE: POSSIBILI SPOILER!!

 

Posto un doveroso ma bonario ammonimento qui sopra, onde evitare di rovinare la sorpresa a chi non abbia ancora avuto modo di leggere la prima parte dell'attesissimo ritorno di Andrew Liddel nonché di Nick Castle, passo ora ad esprimere un mio parere - cercando accuratamente di non spoilerare - sull'albo in questione, che ho letto tutto di un fiato. Devo dire di esserne rimasto più che soddisfatto: albo sostanzialmente introduttivo a quella che sarà la vicenda, con tanto di prologo iniziale (se la memoria non mi fa difetto, è la prima volta che l'inizio vero e proprio di una storia di Tex viene preceduto da un prologo), soluzione che a mio avviso ci sta tutta data la lunghezza della storia (in quattro albi, dovrebbe esserci spazio a sufficienza per l'esaustività) e, nondimeno, la sua complessità, data dalla riproposizione di due avversari scaltri e pericolosi che hanno imbastito un'alleanza potenzialmente devastante (e già questo elemento da solo, in virtù della loro caratura, presenta affascinanti insidie), comprimari storici e promettenti "esordienti", il tutto in una location inedita quale New York. In altre parole, un crogiuolo di ingredienti che possono portare alla stesura di una storia che rasenti il capolavoro, ma vanno per tale motivo inseriti e gestiti con estrema oculatezza: in un contesto simile, dunque, a mio parere una prima parte introduttiva ha la sua buona ragion d'essere, anche solo per aumentare l'attesa di noi lettori per il prosieguo della narrazione.

 

Ho trovato ottima la modalità adoperata per far sì che il Maestro potesse tornare a funestare la vita di Tex, per quanto mi hanno convinto fino ad un certo punto le motivazioni che hanno mosso Castle a favorirne la fuga dal carcere, in quanto lui stesso si era definito più pratico che vendicativo, dichiarazione che a mio parere stona con la voglia di vendetta nei confronti di Tex che ha successivamente palesato (avesse voluto fare nuovi "affari", aveva una gamma infinita di alternative). Ho trovato un po' forzata anche la copertura utilizzata dei pards per giustificare la propria presenza in quel di New York, ma si tratta in ambedue i casi di sottigliezze che non pregiudicano in alcun modo il mio giudizio assolutamente positivo per questa prima parte, che non ha fatto davvero altro che aumentare la mia impazienza di leggere i successivi capitoli della vicenda.

 

Divertente, ed al contempo significativa e decisamente logica, la reazione dei pards una volta messo piede nella Grande Mela: un po' spaesati, in soggezione ma al tempo stesso affascinati da una metropoli cosmopolita che a fine '800 superava già abbondantemente il milione di abitanti, ancor più caotica e moderna delle grandi città dell'Est - e della stessa San Francisco - che avevano pure già visitato, un contesto insomma diametralmente opposto alle sconfinate praterie del loro amato Ovest, ai deserti della loro amata Arizona, ai monti della loro Riserva. Va da sé, comunque, che ci metteranno sicuramente poco ad ambientarsi ed adempiere al proprio dovere di castigamatti..!

 

 

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

ATTENZIONE: POSSIBILI SPOILER!!

 

 (se la memoria non mi fa difetto, è la prima volta che l'inizio vero e proprio di una storia di Tex viene preceduto da un prologo)

 

L'ultimo ritorno di Mefisto disegnato da Villa si è aperto con il lungo prologo a Parigi e poi negli Stati Uniti di Lily ed il marito insieme al maestro Narbas, prima di vedere comparire Tex :)

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<span style="color:red;">45 minuti fa</span>, gilas2 dice:

L'ultimo ritorno di Mefisto disegnato da Villa si è aperto con il lungo prologo a Parigi e poi negli Stati Uniti di Lily ed il marito insieme al maestro Narbas, prima di vedere comparire Tex :)

 

Io in realtà intendevo il prologo di questa storia nel suo senso più stretto e letterale: in occasione della resurrezione di Mefisto la storia partì sin dalla prima pagina con il titolo, regalandoci poi un albo sostanzialmente introduttivo (e fin quei sono d'accordo con voi), mentre nel caso di questo nuovo ritorno del Maestro abbiano avuto un prologo di una ventina abbondante di pagine prima di partire con la storia vera e propria, contrassegnata dal titolo. Era questo che intendevo sottolineare, non l'impostazione degli eventi narrati che io per primo ho applaudito ;).

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Ho letto il primo albo e come antipasto non è niente male ;)

 

Ancora non ho capito come mai Dotti (e solo Dotti) disegna il cappello di Carson con la fascia a 'monete', ma non importa, sarà una specie di sua 'firma' :P

 

Piuttosto, il fatto che per 'fare da esca' Buffalo Bill abbia fatto venire i pards a New York è solo una coincidenza o c'è qualche indizio della presenza del Maestro dei suoi complici nella metropoli?

 

ps. per vedere pestare un po' di limoncini bisogna aspettare un altro mese. Peste!

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Buon primo albo che getta le basi al futuro sviluppo della storia con tanti "ripescaggi"

 

1. Nick Castle, che al sottoscritto sta simpatico quanto un granello di sabbia in un occhio, che ricompare dove l'abbiamo lasciato, sull'isola delle nebbie, per tornare in scena e ricevere, spero, un'oncia di piombo caldo nello stomaco o, se proprio deve ancora sopravvivere, che almeno possa essere contagiato dai germi del maestro e perdere quella sua deliziosa faccina da schiaffi o quanto meno finire a marcire in un penitenziario, dal quale potrà pur sempre in futuro evadere se a Mauro pungesse vaghezza di rimetterlo in pista.

In ogni caso finora il Castle è ineffabile nel riuscire a farsi riportare dall'isola, a far evadere il Maestro e allearsi con lui e a reclutare niente meno che Pat 

 

2. Andrew Liddel, il Maestro che mette in scena la trasposizione della sua lucida follia simulando uno stato di demenza capace di indurre in compassione persino il vecchio cammello, ma non certamente quel tizzone d'inferno che è Tex, che sfodera l'intuito affinato in 70 anni si vita editoriale, pur senza riuscire, per ovvie esigenze narrative a sventare ciò che temeva sarebbe accaduto.

 

3. Pat Mac Ryan, il simpatico gigante irlandese, che in questo primo albo appare essere meno imbranato del solito anche se inconsapevolmente finisce per essere arruolato da Nick Castle per esibirsi per suo conto nell'arte che gli riesce meglio, il pugilato. Ma sarà solo un caso o il biondino è consapevole dell'amicizia che lega Pat a Tex e anche l'ingaggio dell'irlandese rientra nel grande piano ordito dal connubio delle due menti malate della ditta Castle & Liddel?

 

4. William Cody, Buffalo Bill, che introduce Tex e Carson a New York, offrendo loro la copertura del suo spettacolo itinerante e fornendo il contatto con l'ispettore Byrns, la cui conoscenza sembra essere imminente quando alla fine dell'albo i nostri si apprestano a partecipare allo scontro tra la polizia e la banda di cinesi.

 

Il lungo respiro concesso dallo sviluppo su quattro albi dà modo a Boselli di distribuire bene le carte in tavola coadiuvato dall'ottima prova grafica di Dotti che conferma ancora una volta di essere uno dei maggiori interpreti attuali di Tex.

 

Ottima partenza!

:!::!::!::!:

manca ancora un mese al prossimo...

 

 

Manhattan - Tex 697 cover

 

 

Due rangers del West tra i canyons urbani di New York!

TEX

N° : 697

Periodicità: mensile

MANHATTAN

uscita: 07/11/2018

Soggetto: Mauro Boselli

Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Maurizio Dotti

Copertina: Claudio Villa


Tra agguati, intrighi, scazzottate, sparatorie e dardi velenosi, prosegue l’avventura newyorchese di Tex e Carson. Misteriosi assassini uccidono i capi delle gangs di New York. L’ispettore Byrnes segue la pista cinese, ma Tex è convinto che dietro l’oscuro disegno ci sia Andrew Liddel, il Maestro!

 

In regalo il numero 0 di Tex Willer!

Modificato da natural killer

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Ottimo inizio,con un primo albo magistralmente sceneggiato.Sono davvero ansioso di leggere la continuazione, la storia per ora regge benissimo e promette faville...un omaggio di Borden a "Gangs of Newyork", capolavoro  di  Scorsese,sia per la citazione dei malfamati "Five Points" sia per la riproposizione di un manigoldo abile coi bastoni/coltelli del tutto simile a "Bill il macellaio" capo dei "Nativi"(pagina.81,ultima vignetta).per ora nulla di aggiungere,con 4 albi verranno sicuramente sviluppate un sacco di sottotrame.Avvincente lo sviluppo della evasione del "Maestro".bravo Mauro:clapping:

Modificato da Barbanera

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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, ElyParker dice:

Esatto! In quel albo del luglio 2012, Tex & co. comparvero verso metà albo.

Ma pure il prologo ne "il segno di Yama" è stato piuttosto consistente, ricordate?

 

Ricordiamo il prologo, tra l'altro molto bello, di Nizzi nella storia "Il lungo viaggio", disegni di Ortiz.

Oppure quello GLbonelliano de "Il figlio di Mefisto".

 

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Barbanera dice:

Ottimo inizio,con un primo albo magistralmente sceneggiato.

 

Per una volta devo scrivere parole che  non mi sarei mai aspettato di scrivere: albo penoso, una schifezza!

 

Scherzo, ovviamente.

 

Albo spettacolare!

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