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TWF - Tex Willer Forum

[Texone N. 11] L'ultima Frontiera


ymalpas
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Voto alla storia  

53 members have voted

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Recommended Posts

On 21/6/2020 at 09:40, valerio dice:

Io penso sia assolutamente così.

E quando parlo, a volte, di "pregiudizi", non mi riferisco certamente a oscure macchinazioni o a livori mortali verso questo o quell'autore, bensì mi riferisco proprio a certi meccanismi mentali che possono capitare a tutti noi e che pregiudicano il giudizio sereno e obbiettivo. Capita anche in letteratura. Succede di leggere un romanzo di un autore in declino e, magari trattandosi di romanzo bellissimo, considerarlo brutto perchè scritto in epoca di decadenza, o anche nella musica, se ci fai caso.

Capita di ascoltare un album di un artista magari declinante da decenni e ascoltarlo senza vero interesse. Magari si tratta di un album all'altezza ma non ce ne accorgiamo, impegnati come siamo a lamentarci che l'artista in questione "non è più quello dei bei tempi".

 

Verissimo, osservazione davvero valida. Poi, per quanto uno possa essere un lettore avveduto ed ermeneuticamente solido, delle volte ci sono anche dei fattori puramente emotivi e personali che subentrano. Hai letto quell'albo una sera in cui eri nervoso, non riuscivi ad entrare nell'atmosfera? Probabilmente te lo sei rovinato.

Io ad esempio ho guardato la prima stagione di Jack Ryan in un periodo abbastanza brutto e la ricordo come qualcosa di estremamente angosciante... ma quell'angoscia era evidentemente mia, non nella serie. :D E così ecco che la ricordo come qualcosa di profondo, straziante, anche se con ogni probabilità si tratta di un prodotto di intrattenimento superficiale e scipito come la seconda stagione.

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Texone superlativo... raramente Nizzi ha messo in campo un personaggio maiuscolo e complesso come Zane,un Bastardo in tutti i sensi,un essere privo di pietà e umanità,che però vive un angoscia interiore e una frustrazione per essere stato respinto dalla bella Sheeva... nella sua psicologia è rimasto in fin dei conti un bambino violento, nutrendo tale frustrazione con l odio non solo per Nat ma per tutti i suoi simili.la sua volontà di conquistare Sheeva non è mossa da amore ma solo dalla volontà di dimostrare di non essere inferiore a Nat...Zane non versa una lacrima per la morte di Sheeva, perché in fin dei conti rapendola ha solo voluto nutrire il suo orgoglio marcio e la sua volontà di potenza sul suo vecchio amico/nemico.la sua fine è tragica,ma Tex non si fa minimamente intenerire

 

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  • 3 weeks later...

Ho appena terminato la rilettura di questo Texone, in seguito alla quale ho avuto modo di apprezzare forse ancora più che nelle precedenti occasioni la maestria con la quale Nizzi ha saputo tratteggiare la complessissima psicologia dell'antagonista Jesus Zane, personaggio contorto ed animato da un odio inestinguibile verso il mondo intero, frutto delle traversie che ha dovuto fronteggiare praticamente da sempre. Questo, ovviamente, non ne può giustificare le efferate azioni di cui pagina dopo pagina si rende protagonista, e difatti posso dire con tutta onestà che non sono mai riuscito a provare per lui la minima pena (sin dalla mia prima lettura di molti anni fa), tuttavia i suoi trascorsi ed i suoi tormenti lo rendono al tempo stesso un antagonista decisamente inusuale, mosso da una lucida follia che lo porta a sviluppare una concezione dell'amore - o presunto tale - decisamente contorta, al punto da arrivare a rapire la donna che da sempre ama senza esserne ricambiato, e successivamente ad ucciderne il marito, a suo modo di vedere "reo" di non essersi rassegnato al rapimento della consorte, ed anzi di averne  propiziato la morte  - sempre secondo il punto di vista di Zane - per mano di uno dei compari indiani. Della serie "mia, o di nessun altro", che insieme ai precedenti tentativi di conquistare il cuore di Sheewa lo rende a tutti gli effetti uno stalker ante litteram (nel senso che nel tardo '800 non credo fosse stata neanche formulata un'ipotesi di reato di tal tipo).

 

Quel che invece non mi ha mai convinto della sceneggiatura è invece la sequenza nella quale Nat finge di cadere nelle acque del fiume (che, per inciso, dai pur superlativi disegni di Parlov non sembrano manco così agitate) allo scopo di raggiungere la riva, non farsi scoprire anzitempo dal rivale Jesus e quindi poter tentare di liberare la moglie Sheewa. Ho sempre tovato eccessivamente flemmativa e pacata, se non proprio ai limiti del menefreghismo, la reazione dei tre occupanti della barca su cui Nat viaggiava: d'accordo che, trattandosi di tre contrabbandieri, verosimilmente non abbiano tempo per sentimentalismi di sorta, ma accettare la sorte apparente di un compagno di viaggio dopo un solo breve attimo di iniziale sorpresa e, soprattutto, non fare cenno alcuno dell'accaduto una volta raggiunto il campo di Jesus, mi sono entrambe sempre parse sbavature narrative, sia pure non gravi e non in grado di pregiudicare l'ottima riuscita dell'albo.

 

P. S. Tali considerazioni mi inducono inevitabilmente a riflettere con grande nostalgia su quel che Nizzi è stato fino a pochi anni addietro e quel che almeno per ora sembra non essere più: una storia come questa, così ben riuscita sia pure al netto di qualche eventuale - ed opinabile - punto debole, a mio modo di vedere cozza terribilmente con le sue ultime performances texiane, che mi sono sinora apparse contraddistinte da un perenne ed inarrestabile piattume di fondo che sembra impedire sul nascere qualsiasi eventuale guizzo di brio.

  • +1 1
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  • 4 months later...
On 21/6/2020 at 09:40, valerio dice:

Io penso sia assolutamente così.

E quando parlo, a volte, di "pregiudizi", non mi riferisco certamente a oscure macchinazioni o a livori mortali verso questo o quell'autore, bensì mi riferisco proprio a certi meccanismi mentali che possono capitare a tutti noi e che pregiudicano il giudizio sereno e obbiettivo. Capita anche in letteratura. Succede di leggere un romanzo di un autore in declino e, magari trattandosi di romanzo bellissimo, considerarlo brutto perchè scritto in epoca di decadenza, o anche nella musica, se ci fai caso.

Capita di ascoltare un album di un artista magari declinante da decenni e ascoltarlo senza vero interesse. Magari si tratta di un album all'altezza ma non ce ne accorgiamo, impegnati come siamo a lamentarci che l'artista in questione "non è più quello dei bei tempi".

 

Bravo Valerio...Concordo in pieno. Io ho due divinità musicali (si vede dalla foto profilo). Quando esce un loro album molti partono con un pregiudizio senza essere "onesti" con la nuova produzione.

Passando al Texone...Lo lessi nel '97 ed avevo 15 anni. Ero lettore di Tex da cinque anni (92). Mi piacque e stop. L'ho riletto oggi, ho 39 anni ho recuperato molti Tex, sono un lettore diverso e credo "migliore ". L'ho trovato stupendo. Nella mia top ten. Ambientazione splendida (ben resa da Parlov), un triangolo amoroso nel senso più completo (amore, amicizia, tragedia), un Tex un po' sullo sfondo ma tosto, gagliardo, aggressivo, delinquente (interrogatori ai due contrabbandieri). Alcune scene gustosissime (siparietti con Jim Brandon e Gros Jean con governante), la poesia dell'ultima pagina. Una storia che scorre liscia come una canoa sul Saskatchewan. Veramente ottimo Nizzi ed un Parlov valido ed adatto.

Questo forum mi ha aiutato molto a confrontarmi, a recuperare tanti albi, a leggere "meglio" Tex e mi ha aperto una porta sulle "faide" Nizziane (e le sue fasi), le critiche sulla Bosellizzazione di Tex, le "delusioni" Faraciane e le piattezze Rujane.

 

 

 

 

 

 

 

On 11/7/2020 at 16:00, juanraza85 dice:

Ho appena terminato la rilettura di questo Texone, in seguito alla quale ho avuto modo di apprezzare forse ancora più che nelle precedenti occasioni la maestria con la quale Nizzi ha saputo tratteggiare la complessissima psicologia dell'antagonista Jesus Zane, personaggio contorto ed animato da un odio inestinguibile verso il mondo intero, frutto delle traversie che ha dovuto fronteggiare praticamente da sempre. Questo, ovviamente, non ne può giustificare le efferate azioni di cui pagina dopo pagina si rende protagonista, e difatti posso dire con tutta onestà che non sono mai riuscito a provare per lui la minima pena (sin dalla mia prima lettura di molti anni fa), tuttavia i suoi trascorsi ed i suoi tormenti lo rendono al tempo stesso un antagonista decisamente inusuale, mosso da una lucida follia che lo porta a sviluppare una concezione dell'amore - o presunto tale - decisamente contorta, al punto da arrivare a rapire la donna che da sempre ama senza esserne ricambiato, e successivamente ad ucciderne il marito, a suo modo di vedere "reo" di non essersi rassegnato al rapimento della consorte, ed anzi di averne  propiziato la morte  - sempre secondo il punto di vista di Zane - per mano di uno dei compari indiani. Della serie "mia, o di nessun altro", che insieme ai precedenti tentativi di conquistare il cuore di Sheewa lo rende a tutti gli effetti uno stalker ante litteram (nel senso che nel tardo '800 non credo fosse stata neanche formulata un'ipotesi di reato di tal tipo).

 

Quel che invece non mi ha mai convinto della sceneggiatura è invece la sequenza nella quale Nat finge di cadere nelle acque del fiume (che, per inciso, dai pur superlativi disegni di Parlov non sembrano manco così agitate) allo scopo di raggiungere la riva, non farsi scoprire anzitempo dal rivale Jesus e quindi poter tentare di liberare la moglie Sheewa. Ho sempre tovato eccessivamente flemmativa e pacata, se non proprio ai limiti del menefreghismo, la reazione dei tre occupanti della barca su cui Nat viaggiava: d'accordo che, trattandosi di tre contrabbandieri, verosimilmente non abbiano tempo per sentimentalismi di sorta, ma accettare la sorte apparente di un compagno di viaggio dopo un solo breve attimo di iniziale sorpresa e, soprattutto, non fare cenno alcuno dell'accaduto una volta raggiunto il campo di Jesus, mi sono entrambe sempre parse sbavature narrative, sia pure non gravi e non in grado di pregiudicare l'ottima riuscita dell'albo.

 

P. S. Tali considerazioni mi inducono inevitabilmente a riflettere con grande nostalgia su quel che Nizzi è stato fino a pochi anni addietro e quel che almeno per ora sembra non essere più: una storia come questa, così ben riuscita sia pure al netto di qualche eventuale - ed opinabile - punto debole, a mio modo di vedere cozza terribilmente con le sue ultime performances texiane, che mi sono sinora apparse contraddistinte da un perenne ed inarrestabile piattume di fondo che sembra impedire sul nascere qualsiasi eventuale guizzo di brio.

Scrivere di Tex e del West credo non sia facile. Avere guizzi, brio e non piattume non è semplice. Non è per giustificare Nizzi o il Boss o Ruju. Noi siamo diventati anche lettori "migliori" e rompiballe. :-)

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  • 2 weeks later...

Bellissima storia, che Nizzi confeziona in modo secondo me magistrale, gestendo al meglio tutte le relazioni e i movimenti dei vari personaggi. Ben tratteggiati sono Jesus Zane, Sheewa e Nat, ma svolgono un ruolo molto interessante anche il cognato di Naso Gobbo e il padre della missione. Tutto funziona alla perfezione, con il faccia a faccia tra Tex e Jesus che avviene solamente alla fine. Ottime poi le ambientazioni così come, secondo me toccante ed epico è il finale, quando Tex, forse con una riflessione non proprio in linea con il personaggio che odia fare della filosofia, parla della tragedia umana che è toccata in sorte ai protagonisti della vicenda. Interessante è anche il fatto che la conclusione della storia sia un sostanziale fallimento di Tex, il classico finale con l'amaro in bocca. 

 

Ho trovato i disegni buoni, ma non eccelsi, anche se la qualità delle tavole rimane la stessa lungo tutto l'arco della storia. I volti non sono sempre ben rifiniti, ma risultano comunque più che passabile e i paesaggi potevano essere resi ancora meglio, specie per una storia ambientata nelle meravigliose foreste canadesi. In ogni caso una buona prova del disegnatore. 

 

Voto complessivo (soprattutto per la trama): 9.

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  • 2 months later...

Jesus Zane è il vero protagonista (antagonista) dello speciale di Nizzi. Sulla figura di questo meticcio, con un' infanzia tormentata e con il cuore pieno di odio e rancore, che ruota tutta la storia che si svolge nei nevosi territori del Saskatchewan. Tex e Carson raggiungono un Jim ferito ed insieme a Grosjean si mettono alla caccia di questo criminale che nel frattempo  è riuscito a rapire la ragazza che ha sempre amato, amore mai corrisposto perché Sheewa gli preferisce il suo amico Nat. È proprio sulla figura di Nat che la sceneggiatura ha qualche punto debole, ma per il resto la storia è molto ben congeniata con Tex meno presente ma molto incisivo. 

Non mi hanno invece particolarmente entusiasmato i disegni di Parlow, li ho trovati mediamente buoni ma un po' "piatti" nei paesaggi. Per restare in quegli anni, preferisco quelli di Font del Maxi. 

 

Soggetto 9,5

Sceneggiatura 9

Disegni 7

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  • 2 years later...

A causa di alcuni lavori in casa, ho dovuto riesumare dai luoghi bui in cui li avevo relegati alcuni Texoni. Ultimati i lavori, li ho ripresi per rimetterli a posto. Il primo della copiosa pila (per la verità, erano due pile) di volumi era L'ultima Frontiera... 

 

Leggimi, sembrava dirmi il volumone. Non ripormi nella libreria prima si averlo fatto. Si è scatenata così una lotta interiore: ho talmente tanti libri da leggere, tanti fumetti, che non è davvero possibile che io sprechi il mio tempo a rileggere qualcosa che già conosco e che ricordo. Ma quello non si arrendeva, i disegni superlativi di Parlov mi avvinghiavano, così le atmosfere del Grande Nord...

 

E sia. Ed è un bene che sia stato. Perché ho rivissuto uno dei più bei texoni mai scritti. Jesus Zane, "nato per spandere la morte", il suo odio malato per l'uomo bianco, la tragica storia di sua madre, il suo amore anch'esso insano per la bellissima Sheewa. Una storia drammatica, cupa, senza redenzione. Il male subito dalla madre di Jesus si incarna nell'anima ferita del figlio, un uomo crudele e profondamente infelice, incapace di trovare la pace e per questo condannato al risentimento, all'odio, alla dannazione. Come l'altro Gesu', anche questo è un'incarnazione, solo che la sua non è una concezione immacolata, e allora questo Jesus è l'incarnazione del male, il condensato di tutti i peccati dell'uomo.

 

Una maledizione che genera altro male, altra morte, altro dolore. Anche Jesus è una vittima, vittima della sua storia, del suo vissuto, della crudeltà degli uomini. Ha sempre e solo cercato quell'amore che potesse curare le sue ferite, ma ha trovato solo muri davanti a sé, solo chiusura, e non poteva essere diversamente, dato che la sua anima era stata corrotta sin dall'inizio della sua stessa esistenza. Non c'è salvezza, per Jesus. C'è solo la croce. 

 

Anche se alla fine Tex batte Zane, in definitiva questa è una storia con soli vinti. Il ranger arriva troppo tardi, può solo, da par suo, rimandare all'inferno quel diavolo tormentato che era stato Zane. Dandogli, questo sì, la pace. Perché Zane in ultima analisi quella voleva, anche lui. La pace della sua anima. Alla ricerca di quella, le sue inquietudini e i suoi furori lo hanno portato a fare del male anche a chi amava. Perché il suo amore era tossico, mortale. Perche le sue azioni non potevano che essere distruttive, annientanti. Jesus e' il male, ma anche per esso va provata pietà.

 

Lascia solo cenere e, come dice Tex nel finale, tre tombe improvvisate al cospetto del grande fiume che, ignaro dei drammi umani, continua a scorrere placido davanti ai sepolcri di quelle vittime della crudeltà umana.

Edited by Leo
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Il 11/2/2024 at 13:20, Leo dice:

A causa di alcuni lavori in casa, ho dovuto riesumare dai luoghi bui in cui li avevo relegati alcuni Texoni. Ultimati i lavori, li ho ripresi per rimetterli a posto. Il primo della copiosa pila (per la verità, erano due pile) di volumi era L'ultima Frontiera... 

 

Leggimi, sembrava dirmi il volumone. Non ripormi nella libreria prima si averlo fatto. Si è scatenata così una lotta interiore: ho talmente tanti libri da leggere, tanti fumetti, che non è davvero possibile che io sprechi il mio tempo a rileggere qualcosa che già conosco e che ricordo. Ma quello non si arrendeva, i disegni superlativi di Parlov mi avvinghiavano, così le atmosfere del Grande Nord...

 

E sia. Ed è un bene che sia stato. Perché ho rivissuto uno dei più bei texoni mai scritti. Jesus Zane, "nato per spandere la morte", il suo odio malato per l'uomo bianco, la tragica storia di sua madre, il suo amore anch'esso insano per la bellissima Sheewa. Una storia drammatica, cupa, senza redenzione. Il male subito dalla madre di Jesus si incarna nell'anima ferita del figlio, un uomo crudele e profondamente infelice, incapace di trovare la pace e per questo condannato al risentimento, all'odio, alla dannazione. Come l'altro Gesu', anche questo è un'incarnazione, solo che la sua non è una concezione immacolata, e allora questo Jesus è l'incarnazione del male, il condensato di tutti i peccati dell'uomo.

 

Una maledizione che genera altro male, altra morte, altro dolore. Anche Jesus è una vittima, vittima della sua storia, del suo vissuto, della crudeltà degli uomini. Ha sempre e solo cercato quell'amore che potesse curare le sue ferite, ma ha trovato solo muri davanti a sé, solo chiusura, e non poteva essere diversamente, dato che la sua anima era stata corrotta sin dall'inizio della sua stessa esistenza. Non c'è salvezza, per Jesus. C'è solo la croce. 

 

Anche se alla fine Tex batte Zane, in definitiva questa è una storia con soli vinti. Il ranger arriva troppo tardi, può solo, da par suo, rimandare all'inferno quel diavolo tormentato che era stato Zane. Dandogli, questo sì, la pace. Perché Zane in ultima analisi quella voleva, anche lui. La pace della sua anima. Alla ricerca di quella, le sue inquietudini e i suoi furori lo hanno portato a fare del male anche a chi amava. Perché il suo amore era tossico, mortale. Perche le sue azioni non potevano che essere distruttive, annientanti. Jesus e' il male, ma anche per esso va provata pietà.

 

Lascia solo cenere e, come dice Tex nel finale, tre tombe improvvisate al cospetto del grande fiume che, ignaro dei drammi umani, continua a scorrere placido davanti ai sepolcri di quelle vittime della crudeltà umana.

Concordo Leo...Ultime frasi da brividi.

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Il 11/2/2024 at 13:20, Leo dice:

Jesus Zane, "nato per spandere la morte", il suo odio malato per l'uomo bianco, la tragica storia di sua madre, il suo amore anch'esso insano per la bellissima Sheewa. Una storia drammatica, cupa, senza redenzione. Il male subito dalla madre di Jesus si incarna nell'anima ferita del figlio, un uomo crudele e profondamente infelice, incapace di trovare la pace e per questo condannato al risentimento, all'odio, alla dannazione. Come l'altro Gesu', anche questo è un'incarnazione, solo che la sua non è una concezione immacolata, e allora questo Jesus è l'incarnazione del male, il condensato di tutti i peccati dell'uomo.

 

Una maledizione che genera altro male, altra morte, altro dolore. Anche Jesus è una vittima, vittima della sua storia, del suo vissuto, della crudeltà degli uomini. Ha sempre e solo cercato quell'amore che potesse curare le sue ferite, ma ha trovato solo muri davanti a sé, solo chiusura, e non poteva essere diversamente, dato che la sua anima era stata corrotta sin dall'inizio della sua stessa esistenza. Non c'è salvezza, per Jesus. C'è solo la croce. 

 

Anche se alla fine Tex batte Zane, in definitiva questa è una storia con soli vinti. Il ranger arriva troppo tardi, può solo, da par suo, rimandare all'inferno quel diavolo tormentato che era stato Zane. Dandogli, questo sì, la pace. Perché Zane in ultima analisi quella voleva, anche lui. La pace della sua anima. Alla ricerca di quella, le sue inquietudini e i suoi furori lo hanno portato a fare del male anche a chi amava. Perché il suo amore era tossico, mortale. Perche le sue azioni non potevano che essere distruttive, annientanti. Jesus e' il male, ma anche per esso va provata pietà.

 

Lascia solo cenere e, come dice Tex nel finale, tre tombe improvvisate al cospetto del grande fiume che, ignaro dei drammi umani, continua a scorrere placido davanti ai sepolcri di quelle vittime della crudeltà umana.

 

Analisi molto suggestiva nello stile e pressoché perfetta nei contenuti, che condivido parola per parola. Complimenti, Leo!

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2 ore fa, juanraza85 dice:

 

Analisi molto suggestiva nello stile e pressoché perfetta nei contenuti, che condivido parola per parola. Complimenti, Leo!

 

Grazie Juan. Trovo la  storia una delle piu' belle, tra quelle dei texoni, e una delle migliori scritte da Nizzi. Non rinuncia a nulla in termini di azione ma raggiunge momenti di profondità davvero ispirati. 

 

Una grande, grande storia 

Edited by Leo
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  • co fondatore

Nizzi in questa storia non è nemmeno lontano parente di colui che purtroppo ci ha regalato certe "perle". È la conferma di una cosa che aveva detto lui stesso: se gli lasciavano mano libera scriveva le sue storie migliori.

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18 minutes ago, Mister P said:

Nizzi in questa storia non è nemmeno lontano parente di colui che purtroppo ci ha regalato certe "perle". È la conferma di una cosa che aveva detto lui stesso: se gli lasciavano mano libera scriveva le sue storie migliori.

Penso che qui abbia avuto la stessa "mano libera" che ha avuto per tutte le altre storie. La stessa che hanno avuto gli altri autori (anzi, ha avuto molta più mano libera di quelli attuali sotto Boselli). Non mi sembra una situazione in cui gli sia stato impedito di lavorare...

 

MAGARI gli avessero invece bocciato qualcuna delle sue ultime "perle"...  :rolleyes:

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<span style="color:red">52 minuti fa</span>, Leo dice:

Grazie Juan. Trovo la  storia una delle piu' belle, tra quelle dei texoni, e una delle migliori scritte da Nizzi. Non rinuncia a nulla in termini di azione ma raggiunge momenti di profondità davvero ispirati. 

 

Una grande, grande storia

 

Non posso che essere nuovamente concorde. Come già dissi in passato, l'unico neo di questa bellissima storia è la gestione a mio avviso non ottimale dell dell'incidente apparentemente mortale del marito di Shawea lungo un fiume in quel momento piuttosto placido, quando finge di cadervi. Ma si tratta, per l'appunto, di un dettaglio che può essere accettato tranquillamente.

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59 minuti fa, juanraza85 dice:

 

Non posso che essere nuovamente concorde. Come già dissi in passato, l'unico neo di questa bellissima storia è la gestione a mio avviso non ottimale dell dell'incidente apparentemente mortale del marito di Shawea lungo un fiume in quel momento piuttosto placido, quando finge di cadervi. Ma si tratta, per l'appunto, di un dettaglio che può essere accettato tranquillamente.

 

Possiamo dire, a parziale "discolpa" della sceneggiatura, che i rudi uomini del West - e mezzi criminali per giunta - erano molto pratici, e certo non si formalizzavano chissà quanto dinanzi alla perdita di una vita umana. 

 

1 ora fa, Mister P dice:

Nizzi in questa storia non è nemmeno lontano parente di colui che purtroppo ci ha regalato certe "perle". È la conferma di una cosa che aveva detto lui stesso: se gli lasciavano mano libera scriveva le sue storie migliori.

 

La cosa spiazzante è che Nizzi ha scritto questa storia nel periodo post crisi, quando molti lo davano per bollito. Invece nel periodo 400-500 ha sfoderato ancora ottime prove (anche se non con la continuità impressionante del periodo ante 400) e questa è senz'altro una di quelle. Questa sì, una perla (in senso letterale ;) )

Edited by Leo
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Davvero un'ottima disamina caro @Leo, è sempre un immenso piacere leggere i tuoi interventi.

 

Mi trovo perfettamente sulla tua stessa frequenza d'onda in merito ai giudizi di questo splendido texone. 

Le atmosfere nordiche hanno sempre fatto bene a Nizzi e di solito a quelle latitudini si è difeso alquanto egregiamente.

 

In questa prova in maniera particolare, visto che ha davvero creato un piccolo gioiello compositivo, pervaso da una tristezza e rassegnazione di fondo, che ben si sposa con la vicenda dei protagonisti. (Trovo anch'io che i dialoghi dell'ultima tavola siano pura poesia).

 

Magari in futuro, dopo una meritevole rilettura, scriverò anch'io una recensione, adesso posso solo concordare con i tuoi giudizi, e dire che il tutto fu impreziosito dallo stile molto particolare ed efficace di Parlov, davvero adatto per l'ambientazione e ideale per richiamare la cifra stilitica di Pratt, maestro che ispirò Nizzi in questa splendida escursione canadese dei nostri eroi.

 

Peccato davvero che il disegnatore croato non sia entrato nella scuderia degli artisti texiani.

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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

maestro che ispirò Nizzi in questa splendida escursione canadese dei nostri eroi.

 

Anche per questa storia Nizzi ha preso ispirazione da Pratt? Comunque grazie Condor :)

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47 minuti fa, Leo dice:

Anche per questa storia Nizzi ha preso ispirazione da Pratt?

 

Si, "L'uomo del Grande Nord" della collana "Un uomo un'avventura" e il suo incompleto "seguito" intitolato "Jesuit Joe", pubblicato in origine su Comic Art*.

 

Jesus Zane è una specie di versione clonata dello psicopatico Jesuit Joe, protagonista della storia di Pratt (ma il vero nome è Joseph Montour Riel, ed è indicato come nipote di Louis Riel, lo storico leader delle rivolte metis**).

 

Dopo avergli copiato "La ballata del mare salato" Nizzi ha dedicato un altro omaggio a Pratt, spero che almeno questa volta lo avesse dichiarato prima... ;)

 

 

 

* Storia poi ripubblicata in altre edizioni prattiane, la più recente credo sia quella del volume "Trilogia delle religioni" della Rizzoli (che consiglio vivamente), integrando in alcuni casi alle tavole originali gli storyboard che Pratt aveva realizzato per l'omonimo film del regista canadese Austen.

 

** E colui che ispirò a Nolitta il personaggio di Roger Goudret in "I ribelli del Canada". 

Edited by Augustus McCrae
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Beh, qui le influenze prattiane sono manifeste, non serviva specificarlo da parte di Nizzi, ma restano solo influenze, non copiatura di un canovaccio. Dico prattiane, ma non mi limiterei a L'uomo del grande nord, perchè il nome del protagonsita rimanda a Betty Zane, eroina raccontata da Zane Grey che è uno degli autori amati da Pratt. E poi in Weehling troviamo personaggi realmente esistiti come i fratelli Jonathan e Ebenezer Zane.  Sinceramente non vedo una versione clonata di Jesuit, ma mi limito all'assonanza del nome Jesuit e Jesus. 

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2 ore fa, Angelo1961 dice:

Dico prattiane, ma non mi limiterei a L'uomo del grande nord, perchè il nome del protagonsita rimanda a Betty Zane, eroina raccontata da Zane Grey che è uno degli autori amati da Pratt. 

Betty Zane è un romanzo che adoro. Lo rileggo ciclicamente e ogni volta mi appassiona. Pratt lo omaggio' nel suo grande capolavoro (in coppia con Manara) "Tutto ricominciò da un'estate indiana". La scena eroica del barilotto di polvere è un piacevole omaggio al grande romanzo di Zane Gray. 

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15 minutes ago, Condor senza meta said:

La scena eroica del barilotto di polvere è un piacevole omaggio al grande romanzo di Zane Gray. 

E una vignetta praticamente ricalcata da un Terry e i Pirati di Milton Caniff...  :lol:

 

(ricordavo benissimo quella vignetta, come ci rimasi di sasso leggendo anni dopo Terry e i Pirati ritrovandola uguale, solo disegnata negli anni 40...)

 

Il fumetto è sempre stato così, chi è senza peccato scagli la prima pietra (e Pratt in particolare aveva un adorazione per Caniff, mi pare che ebbe una parte nella pubblicazione italiana di Terry e i Pirati della Comic Art, anche se non posso più controllare perchè li ho venduti per prendete l'edizione in lingua originale, quindi non solo non si nascondeva ma ha voluto far pubblicare il suo "modello"...)

 

Però un conto è rimescolare elementi vari o usare qualche vignetta, o magari anche fare un chiaro (e DICHIARATO) omaggio, ben altro è scopiazzare la storia zitto zitto come fece Nizzi con la "Ballata"...

 

(su questa storia del Texone 11 invece non posso dire nulla, davvero non me la ricordo, non la rileggo da non so quanto...)

Edited by Diablero
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spacer.png

30 minuti fa, Condor senza meta dice:

Betty Zane è un romanzo che adoro. Lo rileggo ciclicamente e ogni volta mi appassiona. Pratt lo omaggio' nel suo grande capolavoro (in coppia con Manara) "Tutto ricominciò da un'estate indiana". La scena eroica del barilotto di polvere è un piacevole omaggio al grande romanzo di Zane Gray. 

Se non lo sai già, ti consiglio la versione a fumetti di Segni d'Autore...

 

<span style="color:red">32 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

 La scena eroica del barilotto di polvere è un piacevole omaggio al grande romanzo di Zane Gray. 

Phillis mi pare si chiamasse. Phillis Lewis! Gran bel "romanzo" quello di Manara-Pratt....

Edited by Angelo1961
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<span style="color:red">25 minuti fa</span>, Diablero dice:

E una vignetta praticamente ricalcata da un Terry e i Pirati di Milton Caniff...  :lol:

 

In realtà credo che Manara intendesse omaggiare lo stesso Pratt

Une des 30 aquarelles réalisées par Pratt en 1969 pour illustrer un catalogue des cuisines vénitiennes "Dixie" pour les modèles "Old America"  !

(poi non so se Pratt abbia copiato Caniff, considerato quanto Caniff abbia influito sul suo disegno non lo escludo di certo)

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Diablero dice:

Però un conto è rimescolare elementi vari o usare qualche vignetta, o magari anche fare un chiaro (e DICHIARATO) omaggio, ben altro è scopiazzare la storia zitto zitto come fece Nizzi con la "Ballata"...

In effetti Nizzi, nella fase della crisi, faticò molto pure con i soggetti.

L'ispirazione venne meno e non fu un mistero che reciclò molte sue vecchie idee su Larry Yuma e in altri casi trovate di altri autori.

 

Mi chiedo: provarono in redazione a fornigli soggetti esterni più freschi e originali da rielaborare e lui rifiuto? O lo lasciarono fare senza interferire, infischiandosi del risultato?

<span style="color:red">10 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

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Se non lo sai già, ti consiglio la versione a fumetti di Segni d'Autore...

Grazie della dritta pard, proverò a reperire la versione a fumetto.

 

A dire il vero posseggo solo una vecchia copia del romanzo, (ereditata da mio nonno) edita dalla Sonzogno nella celebre collana "Romantica" con rigorosa copertina rossa. Lo tengo come una preziosa reliqua e a ogni rilettura delle ingiallite pagine (credo sia un volume di almeno sessant'anni fa) l'emozione è forte.

<span style="color:red">10 ore fa</span>, Magic Wind dice:

 

In realtà credo che Manara intendesse omaggiare lo stesso Pratt

 

(poi non so se Pratt abbia copiato Caniff, considerato quanto Caniff abbia influito sul suo disegno non lo escludo di certo)

E Caniff, presumo, prese ispirazione dalla celebre scena del romanzo di Zane Gray, con la coraggiosa Betty a sfidare il fuoco nemico, pur di reperire polvere da sparo agli assediati. 

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