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TWF - Tex Willer Forum

[732/735] Alla Ricerca delle Navi Perdute


MacParland
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Preso il secondo albo: la lettura mi sta prendendo molto. Mi sembra di essere immerso nelle vaste e fredde distese del settentrione. Ci sono tutti gli elementi per un'ottima storia. Quindi adesso ci possono essere tre minacce da affrontare: il solitario e crudele Tornuak, i misteriosi Mahaha e infine Taqukag. Ne vedremo delle belle, penso.

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  • 2 weeks later...

In attesa dei commenti su "La campana nella nebbia" e sulla storia giunta al terzo atto, nota sulla copertina del numero 735, in uscita l'8 gennaio 2022 (Duemilaventidue): ancora con il marchio degli 80 anni.
Che facciamo, ci finiamo il decennio o nel 2028 lo adattiamo a Tex ottuagenario?

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  • Collaboratori

Anche nel sito SBE tutte le uscite di gennaio 2022 portano il bollino 80 anni.

 

Alla Bonelli gli anni contano ormai 13 mesi :lol:

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Prima notarella sparsa. A pagina 80 di questo terzo albo della storia, Tex cita gli antagonisti del numero 600, i demoni del Nord, definendoli "una tribù di feroci assassini che abbiamo affrontato in Alaska". Ehm, ehm... Alaska?
Dopo la citazione di Sokami anziché Ho Kuan, nel primo episodio, quest'altra imprecisione.
Alla memoria di Tex o a quella di "chi per lui" il Grande Nord deve far male. Me ne faccio una ragione, vista la bellezza di un racconto sempre più avvincente e con un colpo di scena finale tanto inatteso quanto promettente per l'ultimo capitolo, a gennaio.

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Prima notarella sparsa. A pagina 80 di questo terzo albo della storia, Tex cita gli antagonisti del numero 600, i demoni del Nord, definendoli "una tribù di feroci assassini che abbiamo affrontato in Alaska". Ehm, ehm... Alaska?

 

A parte questa evidente imprecisione di carattere geografico, leggendo il terzo albo ho potuto constatare come la similitudine da me ravvisata un mese addietro tra i famigerati Mahaha ed i cosiddetti "demoni del Nord" apparsi nel numero 600 aveva evidentemente fondamento. Non si è ancora ben capito se si tratti della medesima tribù o piuttosto di un altro popolo sconosciuto, comunque la similitudine è palese.

 

Per il resto, la lettura del terzo albo mi ha molto soddisfatto. I nostri pards continuano a cavarsela egregiamente in luoghi ancora inesplorati ed inospitali, e sono oltremodo curioso di poter vedere, tra un mese, come gestiranno ed affronteranno le varie minacce che, parallelamente, sembrano prossime ad abbattersi loro addosso.

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Da pagina 98 a 101, un Tex insolito; quanto mai (e quasi mai prima) umano. Sicuramente stanco, pieno di perplessità e di dubbi, povero, per sua stessa ammissione, di riferimenti. Insolito, per farla breve. Per me, un valore aggiunto ad una storia nella quale si percepiscono molto bene gli sforzi, le fatiche, il disorientamento anche da parte di chi ne ha viste di cotte e di crude e che ai limiti dell'ignoto ci si è già trovato. Ma questi, di limiti, appaiono all'improvviso. Se non nella sostanza, perché ci sono state altre avventure che non sono state gite di piacere, nella forma è una situazione inedita. Molto ben congegnata, molto realistica. Molto apprezzata, da me.

  • +1 2
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<span style="color:red">5 ore fa</span>, juanraza85 dice:

Non si è ancora ben capito se si tratti della medesima tribù o piuttosto di un altro popolo sconosciuto, comunque la similitudine è palese.

 

Davvero non hai capito chi sono? Eppure il riferimento al fatto che hanno tratti da bianco dovrebbe darti almeno un indizio.

Ovviamente io posso aver preso una bella cantonata ma lo vedremo nel prossimo albo.

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<span style="color:red">9 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Davvero non hai capito chi sono? Eppure il riferimento al fatto che hanno tratti da bianco dovrebbe darti almeno un indizio.

Ovviamente io posso aver preso una bella cantonata ma lo vedremo nel prossimo albo.

Aggiungerei la parola "acqua" e non in riferimento al vecchio giochino.

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Sempre più bella questa storia.

La tribù dei cannibali che appaiono con i denti aguzzi é rappresentata benissimo anche dal punto di vista grafico. L'idea di chi siano e da dove sono saltati fuori, ce l'avranno ormai in diversi.

La scena in cui Dallas ne uccide uno colpendolo ripetutamente alla testa con il calcio del fucile, rende l'idea di quanto possano incutere timore.

A meno di un'improbabile crollo nell'ultimo albo, questa sarà da ricordare come una delle migliori storie degli ultimi anni.

Edited by zagor70
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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Aggiungerei la parola "acqua" e non in riferimento al vecchio giochino.

 

Già. Dimenticavo anche quello. Dunque, ricapitoliamo: sono bianchi, almeno in parte, alcuni di loro hanno capelli biondi ed occhi chiari, conoscono l'Inglese (che noi leggiamo come Italiano ma non sottilizziamo), chi mai potranno essere? Uhm.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Davvero non hai capito chi sono? Eppure il riferimento al fatto che hanno tratti da bianco dovrebbe darti almeno un indizio.

 

Potrebbero essere bianchi solo alcuni di loro, magari gli ultimi superstiti delle due navi, o qualche loro discendente di sangue misto. Ma secondo me si sono uniti tempo addietro (volenti o nolenti, onde sopravvivere) alla primitiva tribù dei Mahaha. 

 

Lo scopriremo nel prossimo albo.

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Quanta invidia nel sapere che avete già potuto leggere la terza parte. Quindi non si può escludere che qualcuno della spedizione originale sia sopravvissuto e quindi adattatosi alla nuova condizione. Ci si imbatte in orsi polari?

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Essendo ancora in netto ritardo con le letture arretrate, e impossibilitato a transitare negli appositi topic per evitare spoiler :D, rieccomi in questa sessione a rilasciare le mie ultime impressioni, dopo aver gustato il terzo albo.

 

Complice il rigido pomeriggio invernale, con furiose folate di vento gelido che ululava alle finestre, l'immedesimazione con la lettura è stata perfetta. Pagina dopo pagina ho battuto i denti con i personaggi esuli tra le gelide lande del Nord e trasalito dinanzi ai tanti colpi di scena di cui è infarcito il terzo volume. Dai rintocchi fantasma della campana della "Terror", passando dal miraggio dovuto alla "Fata Morgana", ai misteriosi cannibali e altro, non ci si è annoiati di certo. Una lettura davvero interessante e coinvolgente.

 

Un episodio corale, ben sceneggiato, efficacissimo come atmosfera e tensione narrativa, a tratti epico. Riconfermate nettamente le ottime impressioni delle prime due uscite. Di certo la migliore storia della regolare degli ultimi anni.

 

Attendo con trepidazione la quarta uscita, e dopo la conclusione proverò a recensire la storia nel complesso.

 

P.s. Soddisfatto dalla lettura, mi tufferò domani nell'attesissimo speciale "Bandera" (il Tex Willer di Giuffredi e il Maxi di Manfredi possono attendere ancora qualche giorno). Confido che il livello di divertimento sia pari a quello provato oggi. 

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Temo di esser in forte controtendenza: a me la storia sta lasciando un grande amaro in bocca per l'occasione mancata e questo terzo volume ben ne evidenzia i difetti e i limiti, a mio parere.

Non ho trovato un pulsante che adempia alla funzione di nascondere gli elementi di testo che possano rischiare di rovinare la trama a chi non l'abbia letta, quindi farò alla vecchia maniera.

 

 

 

 

SPOILER

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Il primo fattore negativo della storia è legato al ritmo: sostanzialmente, non avviene niente fino a pagina 36, ad eccezione di un orso ferito. A quel punto siamo già a un terzo dell'albo. L'inizio è davvero lento, fatto di mille parole. 

Mi si osserverà che sì, certo, da lì in poi vi sono una ventina di pagine molto avvincenti e dal ritmo sostenuto... però non sono pagine con Tex! Questo è il secondo problema: per vedere il protagonista in azione occorre aspettare addirittura pagina 77, quando, finalmente, impugna un'arma e la usa. Siamo a due terzi della storia e fino a quel momento il protagonista si era dedicato ad una passeggiata sui ghiacci e in barca.

Ci sono quattro pard più uno, in questa vicenda: chi li ha visti? Tiger Jack compare un paio di volte durante lo scontro coi Mahaha (lo inquadrano per fargli dire "Whoah!") e poi nella sequenza conclusiva, in cui, fateci caso, a sparare per salvare il compagno è Aquila; Kit lo si vede sparare in un paio di vignette e tanto deve bastarci e Jim... beh, praticamente non si vede.

Onestamente, questo non mi soddisfa.

Il grande Boselli ci ha sempre abituato a trame articolate, ricche di personaggi e complesse, cosa che nei suoi momenti più ispirati ha prodotto una serie di gioielli, ma che, nelle storie meno riuscite presenta il potenziale contraltare di incorrere in pedanteria oppure di perder di vista i protagonisti doverosi delle vicende narrate in una collana che si chiama TEX per far assurgere altri attori a fulcro della scena. Non provvisoriamente, intendo, che sarebbe un'apprezzabile soluzione per caratterizzare in poche pagine un personaggio: intendo proprio in modo ripetuto.

Ecco, ritengo che il secondo aspetto sia quello dinnanzi a cui ci troviamo. 

Guardate: Dallas e Tornuak fronteggiano sei nemici in due... Tex e i pard ne affrontano più o meno altrettanti in una condizione di parità o addirittura superiorità numerica. I nemici che assaltano la spedizione usano le lance come cecchini, quasi non sbagliano un colpo; quelli che attaccano i nostri eroi le usano come leve per girar barche e per accoppare gente addormentata, ma non uno che la scagli contro i pistoleri che li incalzano.

E si badi che Tex sparisce a pagina 11 per riapparire a pagina 60... è stato fuori scena per 50 pagine!

Insomma... questa è una storia CON Tex, non una storia DI Tex, a mia sensazione, e la presenza dei pard è giustificata dal nome che reca l'albo sulla propria costola, ma non deve togliere vigore al reale focus, che è l'intento di narrare una propria versione romanzata dei fatti della Erebus e della Terror.

La storia non manca d'intensità, eh: come si potrebbe dire, in buona fede, che non siano presenti momenti palpitanti o scene avvincenti?
Il fatto è che, oltre a presentare il difetto sopra descritto, ossia la subalternità del "filone pard" alla spedizione scientifica, sono presenti un paio di altri aspetti che non mi soddisfano e di cui vi chiedo in tutta onestà un parere: se storco il naso alla vista di cowboy che si proteggono il capo semplicemente con un cappello a tesa larga e di indiani del nord che addirittura si aggirano per i ghiacci a testa rasata e scoperta, la vista di esseri umani che addirittura vaghino per le lande polari a petto ignudo appare aldilà della mia comprensione e supera di gran lunga la mia sospensione dell'incredulità (sarà perché ho vissuto in Russia per 15 anni... che vi devo dire?).

A riguardo dei Mahaha, il quarto albo ci spiegherà senza dubbio quanto già è lasciato all'intuizione dei lettori e motiverà senza esitare anche questo aspetto... però il quarto albo l'avrò letto per ovvia natura dopo il terzo e nel mentre il mio giudizio si sarà formato (e si è già formato) sugli aspetti in mio possesso in questo momento.

Aggiungo che anche i testi non mi hanno convinto come altrove: naturalmente so che un autore della sua levatura non possa esser sempre ispirato allo stesso modo e tra il lavoro da curatore, le storie su Dampyr e le mille testate texiane ci può anche stare il momento in cui egli usi più il grande mestiere in suo possesso che l'ispirazione. Ciò detto, la sceneggiatura ha più di un punto in cui non palesa gran vigore e qualche scambio è perfino un poco banalotto.

"Un morto non può comandare!"

"Però una testa vuota... può essere sbatacchiata!"

Suvvia...


In calce, anche i disegni di Bruzzo non mi convincono: i volti cambiano sovente lineamenti e ogni tanto non rispettano le proporzioni (guardate il Tex della prima vignetta di pagina 11).

 

Nel complesso, per le motivazioni sopra esposte, ritengo la storia per il momento insufficiente.

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CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

CONTIENE SPOILER

 

Nel primo albo e mezzo di questa lunga avventura le scene d'azione dei nostri si risolvono in battaglie con alcuni componenti delle tribù del Nord, Fox prima e Hare poi, e in entrambi i casi non c'è nulla di molto dissimile dagli scontri che i pards hanno vissuto tante altre volte, lungo il corso della saga, sia a Nord che a Sud del continente nordamericano. In entrambe le circostanze, inoltre, trovo molto al limite due situazioni decisive, quali sono l' inverosimile precisione di Tiger Jack, che uccide lo sciamano prendendosi in realtà l'incredibile rischio di ammazzare il capo tribù dei Fox, e poi le pallottole di Tex che intercettano una lancia scagliata con forza contro di lui. Scene poco verosimili, che mi sarei risparmiato. 

 

Per il resto, siamo di fronte a una narrazione maiuscola. In un contesto ambientale altamente drammatico e suggestivo, vari gruppi di uomini si muovono separatamente, con aspirazioni e desideri diversi (la ricerca dell'amata perduta, il portare aiuto a vecchie amiche - e nemiche - il ritrovamento delle navi scomparse, una preda sessuale, delle prede sotto forma di carne umana), ma tutti convergenti verso il luogo del destino, verso il punto in cui, quaranta anni prima, i sogni e le ambizioni di una precedente spedizione svanirono risucchiati da una tragedia dalle proporzioni immani. 

L'alone tragico di quattro decenni prima, forse conservato e riflesso da tutto quel ghiaccio, si riverbera nel presente della storia, prendendo le forme della follia del cacciatore inuit pazzo, delle paure ataviche degli indigeni, degli occhi famelici e delle bocche mostruose di strane creature di cui tutti qua pare abbiano capito l'origine tranne me, senza dimenticare l'effetto meraviglioso della fata morgana e quello spettrale della campana, testimoni arcani dei fatali eventi che segnarono il destino della Erebus e della Terror.

 

Per ora, una storia davvero bella, supportata da disegni ticciani semplicemente straordinari. Complimenti a entrambi gli autori, spero che il quarto albo sia all'altezza, mi preoccupa un pochino la presenza della tribù dei cannibali, non vorrei fossero un elemento troppo inverosimile da diventare poi per me indigesto, per ora non ne so né immagino nulla e mi godo la bellezza di un racconto svolto in maniera  magistrale.

Edited by Leo
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<span style="color:red">14 minuti fa</span>, Leo dice:

mi preoccupa un pochino la presenza della tribù dei cannibali, non vorrei fossero un elemento troppo inverosimile da diventare poi per me indigesto

Nel contesto della frase estrapolata, la parola "indigesto" rivela il timore che la conclusione della storia si riveli per te un boccone amaro.:lol:

  • Haha (0) 1
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Con questo albo, si conferma l'impressione iniziale, ovvero che siamo di fronte ad un'avventura davvero straordinaria, direi epica. E' vero che ormai si è capito l'origine dei mostruosi cannibali, ma resta del tutto inalterata la suspence. 

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11 minuti fa, james dice:

Con questo albo, si conferma l'impressione iniziale, ovvero che siamo di fronte ad un'avventura davvero straordinaria, direi epica. E' vero che ormai si è capito l'origine dei mostruosi cannibali, ma resta del tutto inalterata la suspence. 

 

Praticamente non l'ho capita solo io? Mi viene da pensare solo a una ipotesi, che ha ha che fare con i componenti della spedizione Franklin, ma è un'ipotesi che non mi convince... per questo, durante la lettura, ho messo da parte questo mio sospetto, rimandando la soluzione al mese prossimo, sperando che mi convinca: mi ci vuol poco per farmi rovinare una storia, purtroppo, sono un lettore difficile, cosa di cui non vado per nulla fiero...

 

Comunque concordo sulla straordinarietà della storia.

Edited by Leo
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La storia mi sta piacendo abbastanza,ma,come @Vecchio Serpente, anche io trovo che si dia poco spazio ai pards.Intendiamoci,non mi lamento del numero di pagine a loro concesso,ma trovo Brandon e Kit veramente inutili,forse se veniva solo Carson con Tex era meglio.

Inoltre,un altro difetto, è finora l' assoluta mancanza di avversari in gamba,o perlomeno in qualche modo memorabili, contro i pards.Solo indiani anonimi e per giunta abbastanza incapaci.Ultimamente,devo purtroppo dire che è una costante nelle storie di Tex avere avversari poco all' altezza.

Altro difetto,ma qui entriamo nella soggetività più pura, sono i dialoghi  che ogni tanto mette Boselli ,tipo( faccio un esempio) : " Testa dura di un dogrib" oppure" Ci vuole di più per sconfiggere uno Hare". A me hanno sempre dato fastidio,lo confesso.

 

Detto questo,Boselli scrive comunque con la solita maestria, i personaggi secondari sono ottimamente caratterizzati e le loro vicende molto appassionanti( più dei pards in effetti). Bruzzo abbastanza bravo

 

Edited by Grande Tex
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Che storia incredibile!!!!

Per il momento mi appassiona sempre di più: bravo Borden!

 

 

S

P

O

I

L

E

R

Son curioso di vedere quando entrerà in scena il feroce Taqukag e mi posso immaginare che potrebbe uccidere qualcuno. Forse morirà con Tornuak? Ammazzerà qualche Mahaha? Son comunque diversi i nemici che dovranno affrontare i nostri pards. Chissà se gli antropofagi alla fine sono i discendenti dei marinai impazziti (considerando che son passati diverse decadi)?

Chissà se per qualcuno dei comprimari ci sarà un lieto fine?

 

Molte son le domande e le congetture che mi pongo, tanto grande è l'interesse per questa strepitosa storia.

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Questa storia è di una bellezza indescrivibile !

A tratti sto respirando le stesse emozioni e suggestioni della prima volta che lessi "Alle montagne della follia" (anche se la eravamo in Antartide).

Per me potrebbe anche andare avanti all'infinito...

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Effettivamente è una storia grandiosa. Rileggendo glivalbifinora usciti, è ancora meglio! Un vero gioiello. Il lege tra cannibali e sopravvissuti è ormai evidente. C'è da scoprire come abbiano figliato, ma possiamo immaginare che non si siano fatti scrupolo di praticare "ratti di sabine". Anzi, chissà che il folle gigantesco esquimese non scopra qualcosa di inaspettato sulla sorte della moglie... 

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  • Sceriffi

Finalmente con l'avvicinarsi delle feste ho trovato il tempo e la serenità per gustarmi i primi tre albi di questa storia che attendevo da anni. La vicenda della Erebus e della Terror mi affascinava da tempo, e nell'attesa ho letto anche un libro sull'argomento che ricostruisce la storia della spedizione perduta del capitano Franklin; ma è ancora meglio andare alla ricerca delle navi perdute accompagnati dalla fantasia di Boselli, che racconta e reinventa la storia arrivando con la fantasia laddove mancano i documenti e le testimonianze, e attraversare grazie ai pennelli di Bruzzo le solitudini della tundra selvaggia e desolata.

 

La storia forse stenta un po' a decollare nel primo albo, e sinceramente faticavo a capire dove volesse andare a parare Boselli, e cosa avrebbero trovato i nostri ad attenderli nell'estremo Nord. Chi sarebbe stato l'antagonista in uno scenario del genere? Il pur temibile Tornuak non mi sembrava certo un avversario all'altezza, in grado di sostenere da solo il ruolo di avversario principale in una storia ambiziosa come questa. Davvero, per due albi interi sono rimasto nella nebbia, senza capire cosa aveva in mente Boselli e come si sarebbe sviluppata la storia. Ma proseguendo con la lettura, Borden scopre le sue carte e svela a poco a poco il mistero, che al termine del terzo albo è ormai chiaro, anche se dovremo aspettare l'ultima parte per la conferma definitiva. Davvero una bella costruzione della storia e un bel colpo di scena!

 

Certo, alcuni saranno scontenti per la relativamente scarsa presenza di Tex al centro dell'azione, ed in effetti critiche in questo senso ne ho lette nei post precedenti. Che dire, da un certo punto di vista sono anche giustificate - dal punto di vista di chi vorrebbe che la telecamera fosse sempre fissa sull'eroe. Però questa è una storia corale, di quelle puramente boselliane, con tanti gruppi di personaggi che si muovono in uno scenario inedito, affascinante ed estremo, oltre il circolo polare.

 

Un appunto, però, lo devo muovere. Boselli rimane fedele alla realtà storica, con diversi accenni a ciò che negli anni è stato scoperto sulla spedizione perduta di Franklin (il biglietto di Victory point, la morte di Franklin, il possibile avvelenamento da piombo...). Dal momento del ritrovamento della Terror, e con la lettura del diario di bordo del capitano Crozier, parte invece con la fantasia e inventa un epilogo alternativo, senza fondamento storico, per la spedizione perduta. Ecco, forse sarebbe stato il caso di sfruttare l'inutile rubrica di Frediani per dare qualche indicazione al lettore sullo sfondo storico di questa vicenda; spiegare cosa c'è di vero e a che punto la storia si discosta dalla realtà; magari fornire qualche suggerimento di lettura al lettore incuriosito dalla storia della spedizione di Franklin. A mio avviso, in occasioni come queste, dove le vicende narrate hanno come sfondo un preciso episodio storico, sarebbe doveroso spendere qualche parola per informarne il lettore. Invece, anche questa volta, non è stato fatto.

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2 ore fa, pecos dice:

La storia forse stenta un po' a decollare nel primo albo, e sinceramente faticavo a capire dove volesse andare a parare Boselli, e cosa avrebbero trovato i nostri ad attenderli nell'estremo Nord. Chi sarebbe stato l'antagonista in uno scenario del genere? Il pur temibile Tornuak non mi sembrava certo un avversario all'altezza, in grado di sostenere da solo il ruolo di avversario principale in una storia ambiziosa come questa. Davvero, per due albi interi sono rimasto nella nebbia, senza capire cosa aveva in mente Boselli e come si sarebbe sviluppata la storia.

 

Abbiamo fatto, caro pard, un percorso inverso. Io i primi due albi me li sono proprio goduti, con tutti quei gruppi che partono separatamente ma fatalmente destinati a ricongiungersi in quella landa estrema. Come quella pubblicità in cui si diceva che l'attesa del piacere è essa stessa il piacere, i primi due albi sono sì introduttivi ma comunque già appaganti, con tutta una serie di "promesse" fatte al lettore che non mancano di "cuocerlo a puntino" nell'attesa del prosieguo. 

 

2 ore fa, pecos dice:

proseguendo con la lettura, Borden scopre le sue carte e svela a poco a poco il mistero, che al termine del terzo albo è ormai chiaro, anche se dovremo aspettare l'ultima parte per la conferma definitiva. Davvero una bella costruzione della storia e un bel colpo di scena!

 

Dicevo percorso al contrario perché il "bel colpo di scena" a me invece mi ha preoccupato: vedo già all'orizzonte un finale con elementi improbabili che potrei non accogliere bene. Spero di no, spero che questa si confermi una delle grandi storie (l'ennesima) di Boselli, ma non nascondo che i cannibali ora come ora mi turbano un po' (naturalmente per i miei personalissimi gusti)...

 

2 ore fa, pecos dice:

 Ecco, forse sarebbe stato il caso di sfruttare l'inutile rubrica di Frediani per dare qualche indicazione al lettore sullo sfondo storico di questa vicenda; spiegare cosa c'è di vero e a che punto la storia si discosta dalla realtà; magari fornire qualche suggerimento di lettura al lettore incuriosito dalla storia della spedizione di Franklin. A mio avviso, in occasioni come queste, dove le vicende narrate hanno come sfondo un preciso episodio storico, sarebbe doveroso spendere qualche parola per informarne il lettore. Invece, anche questa volta, non è stato fatto.

 

Come non quotarti...

Edited by Leo
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