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TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


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<span style="color:red">1 ora fa</span>, San Antonio Spurs dice:

London Crabbe viene definito "Lo strangolatore di Frisco", a pagina 97 del primo albo.
O sulle rive del Golden Gate ha ucciso una volta sola, a mani nude e in due secondi il bisnonno di Adriano Pappalardo, e dunque per la tempistica dell'impresa si è guadagnato l'appellativo, oppure - se si intendeva serial killer locale - dovremmo forse intendere un'altra Frisco. Ce n'è una nel Texas, ma il nome alla città venne dato solo nel 1904.
 

 

 

Vabbè, magari ha ucciso sua moglie o una ragazza in un postribolo..

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Oggi si pensa subito a "serial killer", perchè vanno di moda, sono delle superstar (e il fenomeno mi fa abbastanza schifo, anche perchè ne genera altri). All'epoca di questa storia di Tex non esisteva nemmeno il termine o il concetto. Si conoscevano casi anche famosi ma non erano una "categoria".

 

Quindi quando dicono di una locandiera che avvelenava i clienti, è oggi che spinti dalla moda e dalla TV pensiamo allo stereotipo del serial killer.  Quando la motivazione più ovvia è la rapina, specie in tempi in cui un viaggiatore portava con sé i soldi per il viaggio e non una carta di credito. Idem per uno "strangolatore", perchè dovrebbe essere un serial killer e non un sicario, un rapinatore, un venditore di cadaveri, o altro?

  • +1 1
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<span style="color:red">21 minuti fa</span>, Diablero dice:

Oggi si pensa subito a "serial killer", perchè vanno di moda, sono delle superstar (e il fenomeno mi fa abbastanza schifo, anche perchè ne genera altri). All'epoca di questa storia di Tex non esisteva nemmeno il termine o il concetto. Si conoscevano casi anche famosi ma non erano una "categoria".

 

Quindi quando dicono di una locandiera che avvelenava i clienti, è oggi che spinti dalla moda e dalla TV pensiamo allo stereotipo del serial killer.  Quando la motivazione più ovvia è la rapina, specie in tempi in cui un viaggiatore portava con sé i soldi per il viaggio e non una carta di credito. Idem per uno "strangolatore", perchè dovrebbe essere un serial killer e non un sicario, un rapinatore, un venditore di cadaveri, o altro?

Chiederemo a Borden di impiegare Narbas in una seduta spiritica con Jack lo Squartatore, più o meno contemporaneo.

  • Haha (0) 1
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Tra i tanti spunti che si potrebbero tirare fuori da questo splendido albo voglio segnalare una curiosità che ho notato spesso negli ultimi anni ma che rimuovevo a lettura ultimata. 

Nei momenti ironici il Tex bonelliano chiamava Kit Carson "vecchio cammello", "vecchio gufo" o "satanasso", ma nei momenti più drammatici di pericolo esclamava "KIT!", come viene normale chiamare per nome un amico fraterno. 

Possibile che oggi, nonostante l'omonimia col figlio si preferisca la forma "Kit Carson" o "Carson"?

Sarei curioso di capire se gli autori premino questa formula consapevolmente. 

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Il 3/6/2022 at 19:01, Carlo Monni dice:

 

Io ritengo che questo sia stato un fattore fondamentale nel far decidere a Boselli di pubblicare la terza parte della trilogia del ritorno di Yama e Mefisto immediatamente dopo la seconda. Dalle prime informazioni che avevo avuto a suo tempo, l'idea iniziale era di pubblicarla dopo un certo tempo (Borden potrà facilmente smentirmi se mi sbaglio). Una volta, però,  deciso che alla fine della storia dei Cestaro Mefisto sarebbe sfuggito alla cattura (e non  credo che dirlo sia uno spoiler), Boselli ha immediatamente concluso che Tex non avrebbe mai potuto tornarsene tranquillo alla Riserva sapendolo libero ma avrebbe proseguito la caccia sino alla fine.

Queste parole, rilette dopo aver finito di leggere il terzo e ultimo capitolo, "Bedlam", sono musica celestiale e mai furono più profetiche.

Per cancellare l'indegna "mefistolata" nizziana, Boselli ha sapientemente (e beffardamente verso Nizzi) inscenato un epilogo pressoché identico a quello della "mefistolata" (pards prigionieri nel covo di Mefisto e poi liberati dai nostri) ma con il finale che AVREBBE DOVUTO ESSERE SCRITTO nella "mefistolata": Tex e soci che INSEGUONO Mefisto in fuga, non che vanno a scolarsi una bottiglia in compagnia, "tanto si farà vivo lui prima o poi"!

 

Edited by PapeSatan
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Un terzo episodio della prima parte molto discutibile. Attenzione, nell'accezione originale del termine, perché fornisce molti spunti di discussione in una trama articolata ma non frammentata. Uno, in particolare: le situazioni incrociate all'elemento base, che è la sfida fra Tex e Mefisto. Tanti personaggi fluttuanti intorno mi hanno ricordato certi romanzi d'appendice ottocenteschi. Non ho detto "Il conte di Montecristo" di Dumas, ma nemmeno "Francesco Lennois" di Mastriani.
Ne riparleremo, annacquato il rischio spoiler.

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Finalmente anche io, poco fa, ho avuto il piacere di terminare la mia lettura del terzo ed ultimo albo della prima delle due avventure di Tex contro Mefisto. Un terzo albo dai ritmi incalzanti ed estremamente adrenalinici, che per ovvi motivi di contingenza (Tex e Carson prigionieri dell'Arcinemico, così come Devlin) parte forte sin dalla prima pagina, dipanandosi tra scontri, magie, corse contro il tempo e colpi di scena. Anche io ho molto gradito le varie situazioni, di varia rilevanza ma tutte comunque funzionali alla trama (ne avrei di aspetti da sottolineare, ma attendo diligentemente qualche giorno e qualche altro intervento :laugh:), che vengono ad intrecciarsi con la lotta tra i Nostri e Mefisto, ennesima dimostrazione della capacità di Boselli di imbastire sceneggiature ricche di sottotrame che non solo non ostacolano, ma addirittura valorizzano ancor di più la trama principale. Un plauso va giustamente riservato anche al lavoro dei Cestaro, bravissimi ad illustrare una storia di siffatta portata conferendole un sublime ed assai evocativo tratto gotico, che a mio giudizio raggiunge in culmine in quest'ultimo albo.

 

Appuntamento tra un mese, con l'inizio del secondo capitolo di Tex vs Mefisto. Con la speranza, assai fondata, che possa risultare ancor migliore di questo appena concluso, ottimamente riuscito.

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Il mio sintetico commento sui primi tre episodi di questa lunga avventura:

Per le copertine Villa è bravo come sempre, ma per questi albi avrei gradito qualcosa di diverso ( gusti personali)

Disegni dei Cestaro molto buoni ( soprattutto nelle parti oniriche) anche se ,mi sembra, non abbiano ancora uno stile ben definito

Storia che si legge bene, ma non mi ha lasciato la sensazione di avere tra le mani qualcosa di indimenticabile; il fatto che Mefisto lasci a Tex quel qualcosa che ne permetterà la fuga e il ruolo di Yama non mi hanno entusiasmato, assieme ad altre cose che non sto qui a elencare. 

 

Copertine 6

Storia 6

Disegni 7

Edited by Gas Gas
Errori
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<span style="color:red">57 minuti fa</span>, Gas Gas dice:

Disegni dei Cestaro molto buoni ( soprattutto nelle parti oniriche) anche se ,mi sembra, non abbiano ancora uno stile ben definito

 

Non hanno uno stile ben definito? Vedi che si tratta di fior di professionisti con dei lunghi curricula di tutto rispetto. Come ho già scritto, ci vedo la sintesi di 3 artisti successivi, ovvero Dore', Molino e Albertarelli.

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La storia a me è piaciuta davvero molto, anche per il suo (parziale) epilogo.

 

 

 

POSSIBILE   S P O I  L  E  R

 

 

 

Come notato da altri, il ritmo è decisamente incalzante: rileggendo i tre albi, si nota che Tex, ma anche i suoi pards, non indugiano nemmeno un istante nel compiere prima delle indagini, poi nello sviluppare la caccia al loro nemico, costringendo  il pur agguerrito Mefisto a individuare nuove risorse per portare avanti il suo progetto malvagio e vendicativo. L'elemento del tempo (e la sua gestione) va apprezzato, per me, non solo perché ha reso la lettura sempre molto intensa e coinvolgente, ma prima ancora perché ha evitato incongruenze logiche rispetto ad un'azione che deve essere determinata e senza alcun tentennamento di fronte a nemici così pericolosi.  
Mi è anche piaciuto l'intervento dell'allegra e forzuta brigata della palestra di Lefty Potrero, che ha una giustificazione narrativa idonea, non essendo né un semplice "revival", né l'inserimento forzato di un gruppo "folkloristico" di personaggi già visti aggiunti solo per vivacizzare la storia.

In generale, ho gradito molto come tutti e quattro i pards abbiano ricevuto una funzione attiva, ovviamente riservando comunque a Tex un ruolo più elevato, rimarcato anche dai complimenti che lo stesso Mefisto è suo malgrado costretto a rivolgere al suo nemico per il suo coraggio e per la sua fermezza. Ho molto gradito il ruolo riservato a Kit Carson che, per quanto costretto a sopportare a lungo le torture di Mefisto, al momento opportuno coglie immediatamente l'opportunità per dare al suo vecchio pard il tempo per potersi parzialmente liberare, giocando così un ruolo fondamentale (e rischioso) per la finale riscossa.

Interessante e nuovo lo spunto (tipico di Ruju, ma che Boselli sa gestire in modo ottimale) del rapporto  in parte conflittuale fra padre e figlio (Mefisto/Yama), inserito anche per offrire un appiglio narrativo importante per l'evoluzione della vicenda. Ad ogni modo, Mefisto finalmente si scrolla di dosso quell'immagine da psicopatico dai nervi fragili e dalle scelte strategiche incomprensibili e inconcludenti, che Nizzi ci aveva consegnato e riesce in tutti e tre gli albi ad orchestrare un'azione complessa e plausibile nei suoi tentativi di successo. Certo, alla fine commette degli errori, che sono in parte legati alla necessità di affidarsi comunque a dei "servitori umani" che non sono alla sua altezza (in questo gruppo, finisce per rientrare in qualche modo lo stesso Yama, anche se ha le sue brave attenuanti), ma forse il suo "tallone d'Achille" sta nella sua stessa presunzione di essere imbattibile. Da un punto di vista più "razionale", risulta poco opportuno che Mefisto, quando avrebbe la possibilità di finire i suoi avversari, completamente in sua balia, ritardi la loro immediata esecuzione per cercare di compiere la sua vendetta in modo più raffinato e crudele (e innescando indirettamente, con questa sua peraltro comprensibile esitazione, le premesse per una potenziale reazione dei suoi nemici). Ma se si comportasse in modo pienamente razionale, non sarebbe più Mefisto, con il suo ego smisurato e con la sua esigenza maniacale di far risaltare la sua presunta grandezza proprio in modi più spettacolari per sopprimere i suoi storici avversari, al di là dei rischi correlativi. 

Disegni molto validi, sia per le atmosfere così inquietanti e "dark", ma anche per il loro estremo dinamismo. Nella realizzazione di alcuni volti (in particolare Kit Willer e, soprattutto, Tiger) mi hanno ricordato un poco il tratto di Mastantuono.

Dalle anteprime del prossimo albo, si coglie che lo stile di Civitelli è lontano anni luce da quello dei fratelli Cestaro, con una capacità di rifinire i dettagli minuziosamente che contrasta con quello molto più rapido ma non per questo affrettato o lasciato al caso dei fratelli disegnatori. E devo dire che anche questo elemento di differente interpretazione dei personaggi costituisce un ulteriore stimolo per seguire con rinnovato interesse il nuovo capitolo di questa "saga".

Edited by dario63
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<span style="color:red">37 minuti fa</span>, Jeff_Weber dice:

 

Non hanno uno stile ben definito? Vedi che si tratta di fior di professionisti con dei lunghi curricula di tutto rispetto. Come ho già scritto, ci vedo la sintesi di 3 artisti successivi, ovvero Dore', Molino e Albertarelli.

 

Il mio non vuoleva essere un commento negativo verso i fratelli Cestaro, che seguo dai tempi di Nick Raider e non certo da questa storia.

Probabilmente non ci capisco granché di disegno, però mi sembra che passare da uno stile che ricordava Villa a uno che ricorda Albertarelli ( secondo il tuo parere) vuol dire che sono autori in cerca di una identità non ancora definita.

Lo stesso Ticci ha avuto un suo percorso stilistico che lo ha portato a essere quello che è oggi.

Nessuna polemica,  ma solo mie impressioni. 

PS

ho conosciuto personalmente i fratelli Cestaro durante una manifestazione fumettistica e non li ringrazierò mai abbastanza per gli splendidi disegni che hanno realizzato per me.

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, grandeincognito dice:

Tra i tanti spunti che si potrebbero tirare fuori da questo splendido albo voglio segnalare una curiosità che ho notato spesso negli ultimi anni ma che rimuovevo a lettura ultimata. 

Nei momenti ironici il Tex bonelliano chiamava Kit Carson "vecchio cammello", "vecchio gufo" o "satanasso", ma nei momenti più drammatici di pericolo esclamava "KIT!", come viene normale chiamare per nome un amico fraterno. 

Possibile che oggi, nonostante l'omonimia col figlio si preferisca la forma "Kit Carson" o "Carson"?

Sarei curioso di capire se gli autori premino questa formula consapevolmente. 

 

 

Ti sbagli. A un certo punto Bonelli lo ha SEMPRE fatto chiamare Carson specialmente se nella storia compare anche KIT Willer! Lo so, ho studiato a fondo  il mio argomento, come potrai ben immaginare...

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<span style="color:red">56 minuti fa</span>, borden dice:

A un certo punto Bonelli lo ha SEMPRE fatto chiamare Carson

Bonelli Primo o come è più probabile Bonelli Secondo?

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Bonelli Primo o come è più probabile Bonelli Secondo?

 

GL.

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

 

GL.

Grazie, aveva già capito - ma non c'erano dubbi - l'identificazione più facile del lettore con il cognome Carson ed esisteva già il precedente significativo con Montales. Come si usa ancora fra molti compagni di scuola, il nome proprio è quasi secondario.

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Beati voi che avete già letto la fine della prima parte di questa saga. 

Nel secondo albo è facile vedere che Mefisto si è fatto una certa fama nella malavita. Penso che tutti gli amici storici di Tex lo conoscono alla fine: alcuni hanno avuto a che fare con lui direttamente, altri no come Brandon, Gros Jean e Pat Mac Ryan. 

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Posted (edited)

Mi riservo di commentare tutta la storia più avanti, dopo averla riletta, per adesso c'è un dettaglio per me molto stonato...

 

 

...la maniera in cui Tex si libera è assurda!

 

Ricapitoliamo: Tex è legato con cinghie di cuoio al tavolaccio, Mefisto gli pianta un coltello arroventato a filo della guancia (quindi a diversi cm di distanza dalle mani, in fondo non può essere tanto idiota da metterlo a portata delle dita).

E... cosa vediamo a pagina 52? Tex che ALLUNGANDO IL CUOIO COME UN ELASTICO riesce a raggiungere il coltello e bruciare la cinghia.

il problema è... guardate il disegno: Tex è un idiota: con la cinghia allungata a quel modo, cosa gli impedisce di SFILARE SEMPLICEMENTE LA MANO? L'apertura DISEGNATA è chiaramente abbastanza larga per sfilare la mano!

 

La scena è palesemente ridicola, Tex che fa sforzi titanici per liberare una mano che È GIÀ LIBERA, basterebbe che la sfilasse. Non so se nelle intenzioni di Boselli la scena era diversa e hanno sbagliato i Cestaro (forse la cinghia era attorno alla mano di tex e c'era una corda che la collegava al tavolo), o se l'errore è di Boselli e i Cestaro non se ne sono accorti mentre la disegnavano, in ogni caso era un palese errore da vedere correggendo le tavole, è una cosa così ridicola che mi ha fatto precipitare tutta la sospensione dell'incredulità, peccato che la scena era emozionante...

Avrebbe avuto magari un po' più senso se PRIMA liberava la mano, e poi usava il coltello arroventato per tagliare l'ALTRA cinghia, non per liberarsi di qualcosa di cui si era già liberato (mi ricorda la famosa assurdità della fuga di Bullseye di Frank Miller: Bullseye dà un CALCIO alla mano del poliziotto, gli fa volare via la pistola, poi l'afferra e spara... alle catene che gli tengono uniti i piedi impedendogli di calciare. Verificate pure, Daredevil 181 del 1982)

Ma andiamo più in là: è plausibile che una cinghia di cuoio sia deformabile a quel modo? Perché i malati non si liberano tutti allora? Era difettosa? Ma possibile che Mefisto, dovendo tenere imprigionato il suo peggiore nemico, sia stato così sciatto?

Sì, lo so, "la cinghia che cede" è un classico dell'avventura, l'avrò già visto centinaia di volte. Persino troppe (avrei apprezzato una fuga più fantasiosa), ma quando viene usata bene viene un minimo giustificata: celle vecchie, prigionieri poco importanti dimenticati per molto tempo, celle non costruite per tenere in gabbia forzuti eroi del fumetto, topi che rosicchiano le cinghie, etc...

Qui siamo in un "moderno" (per l'epoca) ospedale, dove la sopravvivenza stessa degli infermieri dipende dal fatto che le cinghia tengano (come viene ampiamente dimostrato dopo) e quindi sono sicuramente dimensionate per non cedere anche di fronte a pazzi di notevoli dimensioni, Mefisto dedica al "caso Tex" la massima attenzione e cura ogni dettaglio... NON È CREDIBILE, qui, il vecchio cliché della "cinghia che cede", soprattutto se cede come un elastico di gomma.

Fuga alternativa: il tavolo su cui è legato Tex è regolabile. Se Mefisto fosse stato visto regolarlo per mettere Tex in qualche posizione, e proprio allora fosse stato interrotto, potrebbe non averlo fissato bene (sarebbe una cosa dovuta alla fretta, non una cinghia che aveva avuto tutto il tempo di controllare). Tex agitandosi mentre Yama è in trance potrebbe far cadere il tavolo, il pugnale si stacca per l'urto e finisce a portata di dita, oppure negli alambicchi che si vedono dietro potrebbe esserci acidi o altre sostanze utili, oppure si rompe proprio il tavolo...  tutti metodi che non ci avrebbero fatto vedere Tex allungare una cinghia di cuoio abbastanza da farci passare cinque polsi, con lui che non capisce che gli basta sfilare la mano...  :rolleyes:

 

Edited by Diablero
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E'una storia da metabolizzare per bene, sono d'accordo con Diablero. Su due cose certe non cambierò idea: 1) Ho fatto fatica, in alcuni casi a distinguere al volo i personaggi, vedi Bingo e Mike o altri comprimari - da Devlin a Tony a Duke - sempre con lo stesso tipo di baffetti. Vabbeh, andavano di moda così, la caratterizzazione dei volti non mi è sembrata però  impeccabile; 2) Con Yama, basta. Che sia di nuovo regredito, che il residuo amore paterno prevalga ancora anche a dispetto degli spiriti neri, tutto quel che si vuole, ma la patente di inutile idiota ormai non gliela leva nessuno e il fascino che poteva avere nelle prime apparizioni si è trasformato in un ormai fastidiosa presenza scontata. Vedremo se e come verrà riproposto, il mio "Ma anche no, grazie" è convinto.
 

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Diablero dice:

Mi riservo di commentare tutta la storia più avanti, dopo averla riletta, per adesso c'è un dettaglio per me molto stonato...

 

  Scopri testo nascosto

...la maniera in cui Tex si libera è assurda!

 

Ricapitoliamo: Tex è legato con cinghie di cuoio al tavolaccio, Mefisto gli pianta un coltello arroventato a filo della guancia (quindi a diversi cm di distanza dalle mani, in fondo non può essere tanto idiota da metterlo a portata delle dita).

E... cosa vediamo a pagina 52? Tex che ALLUNGANDO IL CUOIO COME UN ELASTICO riesce a raggiungere il coltello e bruciare la cinghia.

il problema è... guardate il disegno: Tex è un idiota: con la cinghia allungata a quel modo, cosa gli impedisce di SFILARE SEMPLICEMENTE LA MANO? L'apertura DISEGNATA è chiaramente abbastanza larga per sfilare la mano!

 

La scena è palesemente ridicola, Tex che fa sforzi titanici per liberare una mano che È GIÀ LIBERA, basterebbe che la sfilasse. Non so se nelle intenzioni di Boselli la scena era diversa e hanno sbagliato i Cestaro (forse la cinghia era attorno alla mano di tex e c'era una corda che la collegava al tavolo), o se l'errore è di Boselli e i Cestaro non se ne sono accorti mentre la disegnavano, in ogni caso era un palese errore da vedere correggendo le tavole, è una cosa così ridicola che mi ha fatto precipitare tutta la sospensione dell'incredulità, peccato che la scena era emozionante...

Avrebbe avuto magari un po' più senso se PRIMA liberava la mano, e poi usava il coltello arroventato per tagliare l'ALTRA cinghia, non per liberarsi di qualcosa di cui si era già liberato (mi ricorda la famosa assurdità della fuga di Bullseye di Frank Miller: Bullseye dà un CALCIO alla mano del poliziotto, gli fa volare via la pistola, poi l'afferra e spara... alle catene che gli tengono uniti i piedi impedendogli di calciare. Verificate pure, Daredevil 181 del 1982)

Ma andiamo più in là: è plausibile che una cinghia di cuoio sia deformabile a quel modo? Perché i malati non si liberano tutti allora? Era difettosa? Ma possibile che Mefisto, dovendo tenere imprigionato il suo peggiore nemico, sia stato così sciatto?

Sì, lo so, "la cinghia che cede" è un classico dell'avventura, l'avrò già visto centinaia di volte. Persino troppe (avrei apprezzato una fuga più fantasiosa), ma quando viene usata bene viene un minimo giustificata: celle vecchie, prigionieri poco importanti dimenticati per molto tempo, celle non costruite per tenere in gabbia forzuti eroi del fumetto, topi che rosicchiano le cinghie, etc...

Qui siamo in un "moderno" (per l'epoca) ospedale, dove la sopravvivenza stessa degli infermieri dipende dal fatto che le cinghia tengano (come viene ampiamente dimostrato dopo) e quindi sono sicuramente dimensionate per non cedere anche di fronte a pazzi di notevoli dimensioni, Mefisto dedica al "caso Tex" la massima attenzione e cura ogni dettaglio... NON È CREDIBILE, qui, il vecchio cliché della "cinghia che cede", soprattutto se cede come un elastico di gomma.

Fuga alternativa: il tavolo su cui è legato Tex è regolabile. Se Mefisto fosse stato visto regolarlo per mettere Tex in qualche posizione, e proprio allora fosse stato interrotto, potrebbe non averlo fissato bene (sarebbe una cosa dovuta alla fretta, non una cinghia che aveva avuto tutto il tempo di controllare). Tex agitandosi mentre Yama è in trance potrebbe far cadere il tavolo, il pugnale si stacca per l'urto e finisce a portata di dita, oppure negli alambicchi che si vedono dietro potrebbe esserci acidi o altre sostanze utili, oppure si rompe proprio il tavolo...  tutti metodi che non ci avrebbero fatto vedere Tex allungare una cinghia di cuoio abbastanza da farci passare cinque polsi, con lui che non capisce che gli basta sfilare la mano...  :rolleyes:

 

Il colmo è nella seconda e terza vignetta di pagina 54, quando usa il coltello per tagliare la cinghia, visto che non lo fa dalla parte affilata. Potrebbe essere che lo fosse da entrambi i lati, non sono un esperto. Di sicuro c'è che nell'occasione ha una forma completamente diversa, priva di smussatura, da quelli disegnati prima e dopo.

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Posted (edited)

Terzo albo letto, dopo aver riletto le prime due parti. Scrivo la mia, anche io ho diversi dubbi, con possibili

 

SPOILER 

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Il terzo albo si mantiene su buoni livelli ma a mio avviso se questa storia avesse l'aspetto di un oggetto sarebbe quello di una campana.

Parte come un diesel, fa scaldare il lettore nel primo albo, introducendo tutto ciò che c'è da introdurre e lo fa bene. Ti fa venir voglia di leggere il continuo e l'attesa di un mese si sopporta davvero a fatica. Disegni belli, giusti per la storia, anzi direi proprio al servizio della storia che per me è uno dei migliori complimenti si possano fare a un disegnatore (in questo caso disegnatori). 

 

Il secondo albo raggiunge vette davvero alte a mio avviso, con tantissima azione, dalla folle corsa sul promontorio con annessa apparizione della morte e di un diavolo, spaventosi, perfetti, scena davvero suggestiva, passando dal rapimento di Devlin, alla trappola quasi fatale per Tex e Carson nel vecchio edificio abbandonato.

Quest'ultima scena del secondo atto è spettacolare, terrificante, angosciante, ma i nostri si battono fino all'ultimo, spettacolare Carson che spezza la corda al secondo colpo di pistola (si contano i millisecondi in questa scena), e il ragazzo che si cala dall'edificio ormai in fiamme dondolando alla campana, i cui rintocchi fanno da eco agli spari. Un richiamo della recente "le navi perdute" con la campana nella nebbia a fare da richiamo? Bello bello.

Dopo le altissime vette, si scivola verso il terzo atto, vissuto in tempo reale o quasi (con i minuti che si sovrappongono alle vignette), quasi per intero nel manicomio. Terzo atto buono, ma più da storia normale che eccezionale (come invece si può supporre leggendo il secondo albo).

 

Nel terzo albo qualche nota stonata a fronte comunque di una storia godibile e con degli ottimi disegni (anche se leggermente tirati via rispetto alla quasi perfezione del secondo albo).

Note stonate che fanno si che per me, questa storia che ha sfiorato un 9 pieno, si assesti su una media di 8 (7 per il primo albo e il terzo, 9 per il secondo+ un bonus per la storia nell'insieme). 

- Si parte con la quasi inutilità di Tiger e Kit Willer. Si battono un po', più Kit che Tiger ma oltre a sfuggire ad un primo rapimento (per merito anche della polizia), comunque poi finiscono per farsi catturare alla seconda occasione utile (pur avendo la certezza di aver a che fare con Mefisto e avendo Tiger capito che Devlin non è chiaramente se stesso), e vengono liberati solo grazie all'intervento dei ragazzi della palestra. Forse invece di dare tanto rilievo a così tanti personaggi secondari, si poteva dare a Tiger e Kit Willer un ruolo maggiore nel liberare Devlin e mettere Mefisto tra due fuochi.

- Tex si libera in modo troppo banale. Bella la tortura di Carson, ma difficile da comprendere il modo di agire di Mefisto, che torna ad essere terrificante per davvero rispetto alla macchietta Nizziana, ma non sembra averci guadagnato poi così tanto in termini di intelligenza. 

Alterna lo scherno e l'amore per il figlio, ma di fatto lo considera un imbecille eppure lo lascia da solo a controllare Tex e Carson. Risultato: Yama è un imbecille per davvero, e comunque il lettore non lo prende mai per un attimo sul serio.

- Mefisto lascia un coltello piantato a pochi centimetri dalla mano di Tex. No no no non ci siamo Steve, mi sa che l'imbecille sei anche un po' tu. Lasciando perdere Tex in versione Hulk, che allunga le cinghie all'inverosimile, forse si poteva trovare un'altra via di fuga.

- Mefisto rivela la sua identità a mezza San Francisco, sicuro di non pagarne le conseguenze. Risultato: tutta la polizia e un'intera palestra di forzuti invadono il suo manicomio. Well done Mefisto. Avrei comunque trovato più poetico vedere i 4 pard districarsi nel covo di Mefisto tra agguati e pazzi assassini senza tutto quel supporto, ma attraverso una sfida giocata tra passaggi segreti di un manicomio che deve averne molti.

-Yama, per me totalmente inutile (almeno per questa prima parte della storia) se non a liberare di fatto i pards con le sue azioni da imbecille. 

Sarà meno forte del padre, ma di fatto non ne è nemmeno l'ombra. Un pazzo come molti altri (anzi meno temibile) all'interno di un manicomio. Ordinario rispetto a tanti criminali presenti nella storia. Tempo dieci minuti e tempo di fare una cazzata di troppo e Yama torna a fare il pazzo.

Finora il peggiore della storia per distacco, sarà una palla al piede anche nel secondo?

Magari Mefisto alla fine della storia in sette albi uscirà sconfitto male ma non morirà del tutto, in modo da poter tornare tra vent'anni. Ma questa rappresentazione di Yama come un pazzo all'ultima spiaggia mi fa pensare che forse almeno lui verrà ammazzato per sempre (e ci starebbe), così da accontentare almeno in parte chi vuole il mondo di Mefisto fuori dal mondo di Tex senza far danni irrimediabili e sacrificando una pedina sacrificabile. Una possibile morte di Yama potrebbe dare a Mefisto una ragione di ritorno tra tanto tempo, con l'odio per il ranger ogni oltre confine immaginabile.

Mefisto dice chiaramente di voler ammazzare l'unico figlio di Tex di fronte al ranger, chissà magari subirà una sorta di beffa subendo proprio lui questa sorte (in fondo Yama è l'unico figlio di Mefisto).

 

Sembrano dettagli abbastanza pesanti per come riportati e dal mio punto di vista lo sono se messi a confronto con la quasi perfezione del secondo albo, ma nonostante questi aspetti che non ho molto gradito, la storia nel complesso è riuscita bene, non era facile infatti trattare il ritorno di Mefisto, e soprattutto andrà rivista in parte dopo averne letto il seguito che sicuramente ci terrà incollati alle pagine!

 

 

Edited by LedZepp
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Concordo sul disappunto su quel dettaglio (l'unico, a mio avviso, un po' stonato in tutti i tre albi) messo in luce da @Diablero.

 

 

 

 

POSSIBILE SPOILER (?)

 

 

In particolare, ben prima della scena "incriminata", lo stesso Tex aveva espresso un pensiero preciso. A p. 25 "...questi legacci non cedono di un millimetro".

Inoltre, a p. 28 si vede chiaramente che Mefisto inchioda la lama incandescente vicinissima al viso di Tex, tanto da affermare esplicitamente "la lama rovente è a un pelo dalla tua guancia". Ora, fra la guancia di Tex e la posizione della sua mano ci deve essere una distanza notevole, se l'avambraccio di Tex è fissato in modo ortogonale o quasi rispetto al resto del suo braccio. A meno di sostenere che Tex, in un empito di tirchieria (in questo caso, quanto mai provvidenziale) sia dotato di un braccino corto....

Quindi questi elementi sono scarsamente compatibili con la piena verosimiglianza degli sviluppi successivi (e anche i disegni non contribuiscono a dissipare i dubbi, anzi...). 
Detto questo, abbiamo assistito a liberazioni di Tex ben più discutibili (già con GL Bonelli, un Tex che allarga la distanza fra sbarre che dovrebbero essere d'acciaio con le sue mani quasi fossero di burro), per cui io non me la prendo poi tanto ....

Rispetto a quanto osservato da LedZepp, mi sento in disaccordo su un punto.

 

 



POSSIBILE SPOILER

 

 

 

Per me, Mefisto non fa la figura di un uomo poco intelligente. E' un uomo pieno di sé, che presume di essere invincibile e  che vuole tendere tutto sotto controllo. Però viene anche pressato dalle iniziative non perfette, ma comunque incalzanti in primis dei pards di Tex, poi anche di alcuni dei suoi stessi sottoposti. Che senso avrebbe l'episodio di Lorna e Duke, se non quello di costituire un ulteriore elemento di deviazione dell'attenzione di Mefisto dal vero centro di tutta la vicenda? In tutta onestà, pur con una teleologia completamente differente, questo dato mi ha istintivamente fatto venire in mente il tentativo, chiaramente inadeguato e privo di possibilità di successo, svolto da Aragorn e un gruppo di uomini (ovviamente, ne Il signore degli Anelli) per andare ad attaccare il cancello di Mordor, giusto per distrarre Sauron e consentire a Frodo qualche chance in più di riuscita nella sua difficilissima impresa.

Del resto, questo meccanismo di deviazione dell'attenzione del "cattivo", si vede anche con Carson che tenta (con esito positivo) di distrarre Yama. Quindi Mefisto pecca di presunzione, a mio avviso, non difetta di intelligenza. A meno di argomentare che la presunzione, spinta oltre certi limiti, si traduca in un offuscamento dell'intelligenza di una persona che pure non ne sarebbe priva...

Su Yama, poi, mi pare eccessiva la definizione di imbecille. Per me la sua condotta è chiaramente segnata dalla follia da cui è stato da poco estratto, ma che lo mantiene ancora, con quell'efficace immagine impiegata da uno dei demoni su cui ha fatto affidamento, in questa condizione di confine. No, per me Yama ha proprio un comportamento "borderline", da persona instabile, che però, come il padre, è contraddistinto da un ardente orgoglio che non gli fa percepire in modo nitido i suoi limiti. Che certamente, rispetto al suo diabolico genitore, nel suo caso sono nettamente superiori, anche per comprensibili motivi contingenti, stante questa condizione di essere stato da pochissimo sottratto a un periodo lunghissimo di allucinazioni devastanti.

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Da una prima veloce lettura del terzo albo.

Spoiler

Ho trovato notevoli i colpi di scena, in questo terzo albo, con i quali lo sceneggiatore ha portato alla conclusione questa storia di Tex. 

Ed era tutt’altro che facile.

Per come si erano messe le cose si poteva pensare che ci sarebbe voluta una notevole complicità del lettore per accettare un finale nel quale i quattro pards e i loro alleati, ne uscissero quantomeno vivi. 

Come vivi ne dovevano uscire Mefisto e suo figlio.

 Non mi aspettavo che Yama (in questo albo almeno, vedremo nella prossima avventura) fosse l'anello debole della catena, l'anello che non tiene come direbbe Montale.

 E' questo che rende credibile la conclusione.

Non è potente come il padre, nè tantomeno suo degno figlio. 

E’ psicologicamente vittima di un rapporto impari con il genitore e questo lo rende goffo, avventato, rancoroso, raggirabile dai nemici. 

Anche Mefisto è profondamente deluso da lui e non lo nasconde, lo vuole salvare ma ne è imbarazzato. Al punto che Tex è certo di non poter ricattare Mefisto servendosi di Yama. Ma il nostro eroe, invece, utilizzerà abilmente sua debolezza “psicologica”, la sua impazienza nel voler dimostrare che il suo valore ed i suoi poteri non sono inferiori a quelli paterni.

E anche in questo, antitesi totale tra i due grandi nemici.

Mefisto sa bene che la cattura di Kit e, la sua conseguente cruenta uccisione davanti agli occhi di Tex, procurerebbe al suo odiato nemico un dolore lacerante, straziante. L’apoteosi della sua vendetta.

Altrettanto non si può certo dire di Mefisto, il cui interesse a riportare in vita il figlio è, almeno per me, legato unicamente ad avere un alleato dotato di poteri “magici”, che potrebbero rivelarsi utili nella lotta, finale, contro i suoi nemici

Una riga ancora per dire che trovo azzeccatissima in questa storia, la parte assegnata agli energumeni della Palestra Hercules, pronti a menare le mani e a risolvere così situazioni complicate. Suscitano simpatia e sono un elemento di leggerezza in una storia necessariamente cupa.

I disegni dei fratelli Cestaro, sempre a mio avviso, perfetti. Un’ottima prova la loro. Ma che erano bravi lo si sapeva già.

 

 

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Spoiler

Se Nizzi ci fa vedere Tex & Co mangiare bistecche e patatine, qui Kit e Tiger, invece di precipitarsi al manicomio con winchester e dinamite (ogni attimo è prezioso per salvare la vita a Tex e Carson), si gustano un buon caffè aspettando i comodi dei poliziotti che non sono ancora disponibili.

 

Poi però ci ripensano ma, per fortuna, nel frattempo arrivano i rinforzi e, dopo essere scampati ad un attentato e perso ulteriore tempo, che fanno? Si precipitano cercando di recuperare il tempo perduto? Macchè, organizzano un incontro con gli amici della palestra Hercules.

 

Infine si dirigono verso il manicomio, chiacchierando tranquillamente.
Ma i loro propositi sono terribili: piombo caldo, tutto a soqquadro, demolizione del manicomio pietra per pietra.
Tutto vero? Macchè.

 

Come arrivano al manicomio, vedono Devlin che li tranquillizza e non sospettano minimamente che sia manipolato da Mefisto (perché sanno benissimo che c'è lui dietro tutto), anche se Tiger sospetta qualcosa (fatto che aggrava la sua passività).

 

Dunque Kit è tranquillo e non teme più per l'incolumità di Tex e Carson che, nel frattempo sono in guai molto grossi: Tex rischia di essere marchiato come una mucca, Carson viene torturato con un ferro rovente, ecc.
Naturalmente cadono tutti nella trappola e Mefisto si trova vincitore con tutti i suoi nemici nelle sue mani.

 

Meno male che Tex, approfittando dell'imbecilità di Blacky (ma, a proposito, chi glielo ha dato un nome così stupido?) e dell'elasticità delle robustissime ma larghissime cinghie di cuoio dalle quali poteva sfilare le sue manone persino Hulk, si toglie dai pasticci da solo perché, se aspettava aiuto dal figlio, stava fresco.

E così finisce con la fuga di Mefisto e del suo figlio scemo.
Ma i quattro non sono mica quelli di Nizzi e (dopo aver fatto la figura dei pirla) si gettano subito all'inseguimento della diabolica coppia.

 

Faccio però molta fatica a immaginare che la cupa immagine nella prossima copertina sia bau bau Blacky.
Ma forse il buon Yama in questo episodio era sotto gli effetti nefasti del limbo demoniaco da cui non era ancora uscito del tutto.

 

Date le aspettative dei primi due episodi, avrei sperato in qualcosa di più.

 

Brutte, a mio avviso, le tavole dei Cestaro che, tra l'altro, non differenziano di più i comprimari, riconoscibili solo dagli abiti.
 

 

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Posted (edited)
1 hour ago, dario63 said:

Concordo sul disappunto su quel dettaglio (l'unico, a mio avviso, un po' stonato in tutti i tre albi) messo in luce da @Diablero.

 

 

 

 

POSSIBILE SPOILER (?)

 

 

In particolare, ben prima della scena "incriminata", lo stesso Tex aveva espresso un pensiero preciso. A p. 25 "...questi legacci non cedono di un millimetro".

Inoltre, a p. 28 si vede chiaramente che Mefisto inchioda la lama incandescente vicinissima al viso di Tex, tanto da affermare esplicitamente "la lama rovente è a un pelo dalla tua guancia". Ora, fra la guancia di Tex e la posizione della sua mano ci deve essere una distanza notevole, se l'avambraccio di Tex è fissato in modo ortogonale o quasi rispetto al resto del suo braccio. A meno di sostenere che Tex, in un empito di tirchieria (in questo caso, quanto mai provvidenziale) sia dotato di un braccino corto....

Quindi questi elementi sono scarsamente compatibili con la piena verosimiglianza degli sviluppi successivi (e anche i disegni non contribuiscono a dissipare i dubbi, anzi...). 
Detto questo, abbiamo assistito a liberazioni di Tex ben più discutibili (già con GL Bonelli, un Tex che allarga la distanza fra sbarre che dovrebbero essere d'acciaio con le sue mani quasi fossero di burro), per cui io non me la prendo poi tanto ....

Rispetto a quanto osservato da LedZepp, mi sento in disaccordo su un punto.

 

 



POSSIBILE SPOILER

 

 

 

Per me, Mefisto non fa la figura di un uomo poco intelligente. E' un uomo pieno di sé, che presume di essere invincibile e  che vuole tendere tutto sotto controllo. Però viene anche pressato dalle iniziative non perfette, ma comunque incalzanti in primis dei pards di Tex, poi anche di alcuni dei suoi stessi sottoposti. Che senso avrebbe l'episodio di Lorna e Duke, se non quello di costituire un ulteriore elemento di deviazione dell'attenzione di Mefisto dal vero centro di tutta la vicenda? In tutta onestà, pur con una teleologia completamente differente, questo dato mi ha istintivamente fatto venire in mente il tentativo, chiaramente inadeguato e privo di possibilità di successo, svolto da Aragorn e un gruppo di uomini (ovviamente, ne Il signore degli Anelli) per andare ad attaccare il cancello di Mordor, giusto per distrarre Sauron e consentire a Frodo qualche chance in più di riuscita nella sua difficilissima impresa.

Del resto, questo meccanismo di deviazione dell'attenzione del "cattivo", si vede anche con Carson che tenta (con esito positivo) di distrarre Yama. Quindi Mefisto pecca di presunzione, a mio avviso, non difetta di intelligenza. A meno di argomentare che la presunzione, spinta oltre certi limiti, si traduca in un offuscamento dell'intelligenza di una persona che pure non ne sarebbe priva...

Su Yama, poi, mi pare eccessiva la definizione di imbecille. Per me la sua condotta è chiaramente segnata dalla follia da cui è stato da poco estratto, ma che lo mantiene ancora, con quell'efficace immagine impiegata da uno dei demoni su cui ha fatto affidamento, in questa condizione di confine. No, per me Yama ha proprio un comportamento "borderline", da persona instabile, che però, come il padre, è contraddistinto da un ardente orgoglio che non gli fa percepire in modo nitido i suoi limiti. Che certamente, rispetto al suo diabolico genitore, nel suo caso sono nettamente superiori, anche per comprensibili motivi contingenti, stante questa condizione di essere stato da pochissimo sottratto a un periodo lunghissimo di allucinazioni devastanti.

A mio modo di vedere l'eccesso di arroganza e presunzione se ti portano a distorcere la realtà, sottostimando i tuoi avversari o sovrastimando te stesso, sono una via attraverso la quale si manifesta se non la stupidità ma l'assenza di un'intelligenza degna di nota. Mefisto per me è un super cattivo ma non così tanto intelligente e lo dimostra non solo ora ma anche in passato. 

Rimane atipico, in generale Tex incontra nemici bravi con le pistole o con la violenza, altre volte incontra uomini intelligenti che risultano anche più pericolosi di quelli che menano le mani e usano le armi. 

Mefisto non rientra in nessuna delle due categorie, non è un genio del male, ma il male puro, spesso incontrollato. Nel senso che dopo aver ordito piani quasi perfetti, tutto va in vacca per errori anche banali e in una serie di eventi che sfuggono al controllo di Mefisto. 

Non lo definirei certamente più intelligente di nessuno dei 4 pards, forse scaltro in alcune circostanze ed ingannevole, ma non più intelligente. Ordinario e umano da quel punto di vista. 

Yama lo si giustifica con la storia della follia quando ammazza gente senza rendersene conto. Evidentemente alterna momenti di lucidità a momenti in cui torna ad uno stato di allucinazioni.

Ma quando poco prima tortura Carson e lo libera dall'incubo è abbastanza lucido da capire come liberare un uomo dall'ipnosi, agisce seguendo una logica (seppur facendo la figura dell'idiota), sa cosa sta facendo, si impegna per conseguire il risultato ed è evidentemente abbastanza forte mentalmente da imporre la sua volontà al demone e da liberare Carson dall'ipnosi di Mefisto.

Per cui è capace di intendere e di volere in quel frangente, ed in uno stato di lucidità piuttosto evidente si comporta comunque da imbecille. 

Se dovesse, nel proseguo della storia tornare lucido in pianta stabile, credi che Yama potrebbe essere un serio nemico? Per me risulterebbe davvero difficile da credere, sarebbe inferiore a Mefisto di molto e Mefisto è già stato in parte sconfitto. Ergo, Yama è davvero inutile se non per diventare sacrificabile o per creare qualche danno. 

MI stupirei e sarebbe grottesco se Yama fosse capace di dar noia ai nostri pards, svilirebbe i pards

Edited by LedZepp
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