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TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


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<span style="color:red">4 minuti fa</span>, Diablero dice:

io devo dire che ho trovato i disegni splenditi e perfettamente adatti alla storia, SEMPRE, non capisco le critiche alla rappresentazione dei pards per esempio, siamo ampiamente dentro la variabilità ormai accettata nella serie.

 

E come lo fai "il confronto fisiognomico" se la foto ce l'ha ancora l'infermiera?

 

Oltretutto... per me Tex non ha bisogno della foto per riconoscere Mefisto dalla descrizione (eventuale) degli agenti! :lol:

Il confronto è proprio nella descrizione degli agenti, che non corrisponderà a quanto visto dai pards. Magari la scintilla scaturira' da un commento di un agente alla presenza di qualcuno dei nostri. D'accordo con te che da tale descrizione Tex ci metterà poco a risalire a Mefisto 

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Riletto: una atmosfera splendida, gotica, mi sembra che tutto sia al posto giusto. Poi l'ambiente di Frisco fa venire in mente molte situazioni: i cinesi, la malavita, le nebbie, gli amici della palestra, altri nemici storici come Ah-Toy, il Maestro, la Tigre Nera, Castle. Il manicomio costituisce una trovata veramente succulenta. 

Sì respira una certa inquietudine e mi fa piacere vedere Mefisto come personaggio alpha fra gli antagonisti. Mi pare proprio padrone di sé e della situazione non solo grazie ai suoi poteri ma anche alle sue conoscenze mediche, che Yama per esempio non dispone, ma questo lo sapevamo già quando si celava sotto l'identità del Dr. Fiesmot. Avete notato un piccolo particolare ossia che porta i guanti? Penso per celare le unghie lunghe, quando entra in contatto con persone diverse dai suoi "collaboratori" o meglio subordinati. Sicuramente un albo molto ben riuscito.

Un weekend che anche per altri motivi, penso che ricorderò a lungo, come quel sabato del 2002 dal mio ritorno dalla Spagna: non vedevo l'ora di calarmi nella lettura dell'albo 501, peccato però per gli albi successivi.

Penso proprio che Boselli ci abbia preparato una storia di cui si parlerà per tanto tempo e speriamo con pathos. 

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  • co fondatore
Posted (edited)

SECONDA PARTE

 

DISEGNI: 9.5

Il lavoro dei Cestaro si caratterizza per uno stile particolareggiato e ricco d'ombre, adatto per le atmosfere da gotoco ottocentesco della storia. Certo, in ambiente urbano ci avrei visto meglio Civitelli, ma anche i due fratelli se la cavano egregiamente.

Particolare cura è riservata agli ambienti, qui si vede il talento.

Le atmosfere mefistoane sono rispettate, se lo stregone è inquietante lo si deve molto a loro, in piena sintonia con lo sceneggiatore.

 

Lo sguardo di Mefisto

L'unica cosa non riuscita perfettamente, almeno secondo me, è lo sguardo dello stregone. Dovrebbe bucare la pagina ma non ci riesce del tutto. Per motivi personali non mostro l'esempio di "sguardo che ti trafigge" che ho in mente ma, comunque, rappresenta l'unica (mezza) pecca di un lavoro altrimenti eccellente.

Edited by Mister P
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On 4/10/2022 at 9:31 PM, Condor senza meta said:

Di recente sul forum abbiamo abbondantemente discusso sul fatto che la qualità della regolare sia "pericolosamente" scesa; si è riempito un post fra commenti pessimistici, eventuali cause  e medie matematiche dei voti, ma di fatto, dopo la convincente prova dell'Agente Indiano, il gioiellino ambientato nell'Artico alla ricerca dell'Erebus e l'ottimo prologo, di questa lunga avventura, che si preannuncia un autentico Kolossal texiano, Mauro ci ha prontamente risposto sul campo. 

Trovo che l'autore sia in un'ottima fase d'ispirazione, peccato solo che Ruju non stia altrettanto tenendo il passo.

Davvero pensi che questa storia sia una confutazione al livello... delle altre storie?

 

Io la vedo diversamente. Questa storia (o almeno, questo albo, per adesso) è un esempio di COME POTREBBE ESSERE SEMPRE TEX.

 

Su Tex ci sono i migliori disegnatori della casa editrice... ma da soli non fanno oltre 3000 pagine all'anno, quindi lo disegnano anche altri. Molti altri. Ormai mi sa che basta saper disegnare i cavalli in maniera decente...

 

Su Tex c'è Boselli che garantisce una quantità di tavole mostruosa, ma che ormai non copre nemmeno il 25% della produzione texiana. Quindi servono anche Nizzi e molti altri.

 

Ma con una minore produzione (che alleggerirebbe anche il lavoro redazionale, magari dando il tempo a Boselli di sceneggiare di più), potremmo avere (immaginando 12 tex, 12 tex willer, 1 texone, totale circa 2300 pagine) il 60-70% delle storie scritte da Boselli, e disegnate dai Cestaro, da Civitelli, da Villa, etc. e non da Torti, Cossu, Danubio, etc.

 

Io mi sono "innamorato" della serie di Tex nel "periodo d'oro". Quando ogni anno uscivano 12 albi (e solo 12) di GLBonelli (tutti) e disegnati da Ticci, Letteri, Nicolò, Galep, etc...

 

Se all'epoca fossero usciti 40 Tex all'anno, scritti anche da Lavezzolo, da Nolitta e da Canzio, e disegnati anche da Gamba, dalla Buffolente, da Polese...  pensi che oggi lo chiameremmo ancora "periodo d'oro"?

 

Poi, lo so anch'io che oggi è improponibile calare davvero la produzione, è nell'ordine delle cose che la produzione aumenterà sempre. Così com'è nell'ordine delle cose che anch'io, come tanti altri, un giorno smetterò di prenderlo...  la vedo dura cercare di spremere come limoni degli ex-lettori, a quel punto...

  • +1 2
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Non so qual è la modalità per citare i messaggi, ma condivido pienamente questa frase di Diablero.

Io mi sono "innamorato" della serie di Tex nel "periodo d'oro". Quando ogni anno uscivano 12 albi (e solo 12) di GLBonelli (tutti) e disegnati da Ticci, Letteri, Nicolò, Galep, etc...

È quello che è successo anche a me e credo a molti altri. Pochi albi, stile riconoscibile dei disegnatori i cui nomi erano fra l'altro ignoti ai lettori e uno sceneggiatore al massimo delle sue possibilità.

 

In merito all'albo in questione è ancora troppo presto per esprimere un giudizio. Io mi limito a dire che ci sono aspetti interessanti che val la pena seguire. E di questi tempi è grasso che cola.

 

Mi metto invece tra coloro che non riescono ad apprezzare davvero i gemelli. Questione di gusti personali. Bravi sono bravi e nelle scene ambientate del manicomio non trovo nulla da ridire. Ma se sei, come me, un fan del Tex alla Nicolò (e alla Letteri), forse non riesci proprio a immaginarteli come quelli visti in questo albo. Il discorso di Diablero sulla ormai vastissima variabilità di versioni mostrate è innegabile, tuttavia io rimango legato a quelle dei cinque storici. O meglio quattro perché al povero Muzzi non è stato concesso se non in via eccezionale mostrarci il suo Tex. Trovo giusta la scelta di Boselli di sceglierli per una storia tenebrosa e mefistofelica.

Edited by Exit
Corretto refuso
  • +1 1
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<span style="color:red">11 ore fa</span>, Mister P dice:

SECONDA PARTE

 

DISEGNI: 9.5

Il lavoro dei Cestaro si caratterizza per uno stile particolareggiato e ricco d'ombre, adatto per le atmosfere da gotoco ottocentesco della storia. Certo, in ambiente urbano ci avrei visto meglio Civitelli, ma anche i due fratelli se la cavano egregiamente.

Particolare cura è riservata agli ambienti, qui si vede il talento.

Le atmosfere mefistoane sono rispettate, se lo stregone è inquietante lo si deve molto a loro, in piena sintonia con lo sceneggiatore.

 

Lo sguardo di Mefisto

L'unica cosa non riuscita perfettamente, almeno secondo me, è lo sguardo dello stregone. Dovrebbe bucare la pagina ma non ci riesce del tutto. Per motivi personali non mostro l'esempio di "sguardo che ti trafigge" che ho in mente ma, comunque, rappresenta l'unica (mezza) pecca di un lavoro altrimenti eccellente.

condivido.. MA se in una storia di rilevanza come questa, mi devo sorbire un Tex irriconoscibile..!!! i conti non tornano..

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2 ore fa, carletto dice:

condivido.. MA se in una storia di rilevanza come questa, mi devo sorbire un Tex irriconoscibile..!!! i conti non tornano..

Non c'é bisogno di guardarlo in faccia per capire se quello é Tex. E d'altronde ogni disegnatore ha sempre interpretato il volto di Tex a modo suo (e non parlo solo della serie regolare, ma anche dei Texoni, dei Maxi, ecc.).

Nel 2022 é anacronistico (e svilente per il disegnatore) chiedere che Tex venga disegnato da eccelsi artisti della matita come copia del Tex di GLB di oltre mezzo secolo fa. Qualcuno  :) si é pure lamentato che Tex ha i capelli troppo lunghi o arruffati: ma a voi, augurandovi di non essere già calvi, i capelli non crescono? E rimangono sempre incollati sulla testa con chili di gel o di lacca? 

Edited by PapeSatan
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45 minutes ago, PapeSatan said:

Non c'é bisogno di guardarlo in faccia per capire se quello é Tex. E d'altronde ogni disegnatore ha sempre interpretato il volto di Tex a modo suo (e non parlo solo della serie regolare, ma anche dei Texoni, dei Maxi, ecc.).

Nel 2022 é anacronistico (e svilente per il disegnatore) chiedere che Tex venga disegnato da eccelsi artisti della matita come copia del Tex di GLB di oltre mezzo secolo fa. Qualcuno  :) si é pure lamentato che Tex ha i capelli troppo lunghi o arruffati: ma a voi, augurandovi di non essere già calvi, i capelli non crescono? E rimangono sempre incollati sulla testa con chili di gel o di lacca? 

Concordo.

 

Per me spesso si confondono 3 diversi concetti:

1) Aderenza alle caratteristiche del personaggio

2) stile del disegnatore

3) stile della serie

 

Sulla (1): Prima che smettessi di comprarlo, una cosa che mi irritava degli ultimi decenni di storie di Zagor è che diversi disegnatori sembravano infischiarsene del suo costume, alterandolo per semplificarsi il lavoro o forse magari per noncuranza.

Guardate le prime pagine di questo albo dove si vedono tutti e quattro i pards insieme: c'è un qualcosa di sbagliato in come sono vestiti? Nel pizzetto di Carson? Nella fascia di Tiger?

Direi che non solo sono perfettamente riconoscibili (non è che ti chiedi chi cavolo sono), ma sono anche rappresentati con cura e precisione.

L'accusa di "Tex irriconoscibile" per me qui è evidentemente, platealmente assurda.  Qualcuno può dirmi, onestamente, che in qualche vignetta ha fatto fatica a capire chi erano Tex o uno degli altri pards?

 

Anzi, qui i Cestaro sono stati molto, molto più curati e precisi di altri disegnatori che vedo molto lodati, ma che al posto del volto di Tex o dei pards mettono attori cinematografici...

 

Dov'è quindi il vero problema che fa storcere il naso di molti? Per me sulla 2 e la 3

 

Lo stile dei Cestaro non è "fotografaro", i loro volti non sono impassibili perchè copiati da fotografie, come avviene purtroppo sempre più spesso oggi, e sono anzi molto animati ed espressivi, ed ecco che questa espressività (che non dovrebbe stupire o lasciare perplesso qualcuno che ha apprezzato il primo Ticci per cui si poteva dire la stessa cosa, ma sono passati decenni da allora e magari si è persa l'abitudine...) lascia perplessi.

 

Ma è soprattutto il terzo il punto dolente: se guardiamo la prima tavola dell'albo, e ci dimentichiamo che quelli sono i quattro pard, e chiedessimo da che fumetto viene fra Tex e Ken Parker, credo che quasi tutti diremmo Ken Parker.  Un fumetto che aveva uno stile di disegno molto diverso da quello che c'era all'epoca su Tex, dove dominavano tre "raymondiani di ferro" come Galep, Letteri e Nicolò.

 

Ma se all'epoca un disegno simile sarebbe stato fuori luogo su Tex...  ma oggi? Oggi davvero si vede di tutto. Anche cose molto, molto più estranee ad ogni tradizione Texiana (tipo Cossu, tanto per non far nomi). Oggi un Milazzo (con più voglia di lavorare e impegnarsi e meno vezzi da primadonna, però) o un Frisenda su Tex lo vedrei benissimo. E quindi vedo benissimo anche i Cestaro. Ce ne fossero, di altri disegnatori simili su Tex...

 

  • +1 3
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Testa di Vitello dice:

Devo ancora leggerlo, ma che figata è la copertina del prossimo "I misteri di San Francisco" ? Villa in grazia totale, in sto periodo...

Concordo, una copertina che esprime potenza e dinamismo, espressiva ed originale, tra le top 5 di Villa.

Rimarrebbe forse da compiere un ultimo passo, che però per esigenze di marketing e riconoscibilità del personaggio (nonchè per tradizione) non credo che vedremo mai: le sfumature nel colore giallo-evidenziatore uniforme della camicia di Tex. Ne "I misteri di San Francisco" tutto è sfumato (la carrozza, il cavallo, il diavolo, lo sfondo) tranne che la solita camicia di Tex (e nell'occasione anche quella di Kit). La cosa appare ancor più un pugno nell'occhio nella copertina de "Il manicomio del dottor Weyland", dove la penombra dell'ambiente avvolge tutto tranne che la solita camicia pennellata di Tex. Colpa del colorista, si badi bene, non di Villa.

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Diablero dice:

Davvero pensi che questa storia sia una confutazione al livello... delle altre storie?I

Essendo sulla regolare e seguendo di fatto altre due ottime storie apparse sul mensile negli ultimissimi mesi, non vedo perchè non si debbano considerare in una eventuale valutazione della media.

 

Potresti obiettare, con ragione, che tutte le tre storie, da me prese in considerazione sono scritte da Mauro, difatti nel mio commento ho pure considerato questo punto (Ruju purtroppo sta faticando a tenere il passo), ma nelle valutazioni dei mesi scorsi anche alcune prove del curatore sono state aspramente criticate (su tutte il ritorno di Manuela Montoya e in parte anche quella dei Nethade, anche se nel secondo caso, a mio avviso, l'esito non era affatto malvagio) di contro, perchè non evidenziare questo netto cambio di passo? 

 

Sul sopraffollamento di uscite e pubblicazioni ne abbiamo parlato fino alla nausea e sai bene che sono perfettamente d'accordo con te, Diablero. E' ovvio che un ritmo lavorativo serrato e pieno di scadenze non aiuta minimamente un autore a mantenere un livello altissimo nel tempo; nessuno sostiene il contrario e d'altronde come darti torto. 

 

Tuttavia le scelte redazionali non dipendono dai consigli di pochi utenti, per quanto appassionati e preparati di un forum (che rappresentano comunque una percentuale risibile fra gli acquirenti della testata), ma dal mercato e se purtroppo la situazione di vendita costringe l'editore a incrementare le uscite per tenere botta, a chi la pensa come noi non resta che prenderne atto e fare le dovute scelte. 

 

Richiedere al giorno d'oggi una riduzione di uscite per preservare la qualità delle stesse, sebbene rappresenti una soluzione valida per la qualità del prodotto, sembra una crociata contro i mulini a vento. Così come è ormai inutile rivangare continuamente i tempi d'oro del passato: le dinamiche cambiano, così come gli usi e i consumi.

 

Se negli anni 60-70' si poteva benissimo sopravvivere con 12 uscite l'anno per via di una valanga di copie vendute, oggi non è più possibile, né lontanamente immaginabile. Lo ammetto è triste, ma è così. Anch'io mi sono innamorato dell'indimenticabile Milan degli olandesi, ma adesso come potrei pretendere che tornasse, dopo quasi quarant'anni, arco di tempo in cui anche le dinamiche del calcio e del mercato sono cambiate? Piaccia o no, indietro non si può tornare.

 

Comunque, siccome siamo in O.T., forse è meglio tornare a parlare della storia in questione.  

 

 

 

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

Guardate le prime pagine di questo albo dove si vedono tutti e quattro i pards insieme: c'è un qualcosa di sbagliato in come sono vestiti? Nel pizzetto di Carson? Nella fascia di Tiger?

Direi che non solo sono perfettamente riconoscibili (non è che ti chiedi chi cavolo sono), ma sono anche rappresentati con cura e precisione.

L'accusa di "Tex irriconoscibile" per me qui è evidentemente, platealmente assurda.  Qualcuno può dirmi, onestamente, che in qualche vignetta ha fatto fatica a capire chi erano Tex o uno degli altri pards?

Hai perfettamente ragione. Aggiungo di essere rimasto colpito dalla prima tavola, una di quelle che troppo spesso, forse perché introduttive rischiano di essere sottovalutate anche se sono capolavori come nel caso del Texone di Laura Zuccheri.
Guardate i quattro pards nelle due vignette "cinematografiche", in avvicinamento. C'è l'idea precisa in che tipo di luogo si trovano e, nella seconda, la trasmissione forte del concetto di entrata in un ambiente che è una sorta di imbuto pericoloso, rafforzata dal passaggio del chiaro in alto alla fascia scura dell'ombra sul terreno. Ma a sorprendere è la riconoscibilità immediata dei personaggi, anche se si tratta di miniature, che però non lasciano adito a dubbi: sappiamo chi sono non sulla fiducia, ma grazie alla resa perfetta dei particolari anche su figure piccolissime.

<span style="color:red">1 ora fa</span>, PapeSatan dice:

Colpa del colorista, si badi bene, non di Villa.

Rilievo giustissimo:  i colori delle opere originali di Villa sono molto spesso penalizzati (eufemismo) dagli interventi successivi. Dicono che per la copertina sia un passaggio obbligato, ma è come mangiare i tortellini fatti dalle sfogline o da Giovanni Rana. Per il resto, usando la stessa metafora, nemmeno i tortellini in brodo sono tutti uguali fra di loro e dunque si può comprendere che il Tex di Galep sia inimitabile come ricetta tradizionale e che nel corso del tempo ci sia stato chi ne ha proposto varianti più o meno ben distinte, ma ugualmente valide. Certo, se penso all'ultima interpretazione di Laurenti mi vengono in mente i tortellini alla panna e penso che non ci sia bisogno di precisare quale valore negativo significhi per me questo accostamento.

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<span style="color:red">6 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Concordo, una copertina che esprime potenza e dinamismo, espressiva ed originale, tra le top 5 di Villa.

Rimarrebbe forse da compiere un ultimo passo, che però per esigenze di marketing e riconoscibilità del personaggio (nonchè per tradizione) non credo che vedremo mai: le sfumature nel colore giallo-evidenziatore uniforme della camicia di Tex. Ne "I misteri di San Francisco" tutto è sfumato (la carrozza, il cavallo, il diavolo, lo sfondo) tranne che la solita camicia di Tex (e nell'occasione anche quella di Kit). La cosa appare ancor più un pugno nell'occhio nella copertina de "Il manicomio del dottor Weyland", dove la penombra dell'ambiente avvolge tutto tranne che la solita camicia pennellata di Tex. Colpa del colorista, si badi bene, non di Villa.

Infatti, ecco la bozza di Villa con le indicazioni per il colorista

E la copertina per come è stata realizzata: l'UNICA INDICAZIONE NON RISPETTATA è proprio la camicia

 

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<span style="color:red">22 minuti fa</span>, Enrico dice:

Ecco! Quella colorata da Villa è una signora camicia, in tono con il resto. Quella in stampa ha il riempimento che fanno i bambini nei quaderni con i disegni da colorare.

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<span style="color:red">14 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Ecco! Quella colorata da Villa è una signora camicia, in tono con il resto. Quella in stampa ha il riempimento che fanno i bambini nei quaderni con i disegni da colorare.

C'è da ammirare la professionalità di Villa che continua a colorare come si deve la camicia pur sapendo che le sue indicazioni non verranno tenute in nessun conto

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Il 8/4/2022 at 09:30, andreadelussu74@gmail.com dice:

Enrico stai prendendo un abbaglio colossale se pensi stia criticando Boselli per aver rimesso Narbas in campo

Ho detto solo che a mio modesto parere Narbas non può nulla

Anche io sono fermamente convinto che un personaggio come Mefisto,vada gestito bene

Di sicuro non sono daccordo ad apparizioni sie ogni anno come ha fatto Buyrattini con Hellngen che lo ha fatto riapparire 2 volte in 3 anni

Ho detto solo che Mefisto dovrà riapparire solo con idee originali

Sicuramente non mi sono espresso bene; io mi riferivo alla tua frase: "Invece di farlo rispedire in quel limbo di farlo riapparire ma non in modo frequente ogni 50 numeri ma con idee  buone".

Sembri pensare, o forse è soltanto una mia impressione, che l'autore decida, di volta in volta, di scrivere usando idee più o meno buone... io penso che, al contrario, un autore scriva SEMPRE convinto della BONTA' DELLE IDEE che utilizza nelle sue storie; se pensa che un'idea non sia tanto buona, o la modifica fino ad esserne convinto, oppure la cestina e passa ad un'altra.

Era quel "farlo riapparire ma con idee  buone" che mi suonava male; si parlava di Narbas ma si poteva parlare anche di altri... infatti, nella tua risposta dici sostanzialmente la stessa cosa parlando di Mefisto ("Mefisto dovrà riapparire solo con idee originali").

Secondo me, un autore è sempre convinto di stare utilizzando idee "idee buone e originali" altrimenti non le scrive; poi, naturalmente, il giudizio finale sta ai lettori la lo scrittore dovrebbe essere sempre in buona fede.

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<span style="color:red">23 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Ecco! Quella colorata da Villa è una signora camicia, in tono con il resto. Quella in stampa ha il riempimento che fanno i bambini nei quaderni con i disegni da colorare.

Non vedo niente. 

Cita

:(

 

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Ora anche a me dà lo stesso errore, ma c'è stato un lasso temporale in cui il link contenente l'immagine era accessibile. Bisogna chiedere a @Enrico che è l'autore del post con il link.

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Enrico dice:

Sicuramente non mi sono espresso bene; io mi riferivo alla tua frase: "Invece di farlo rispedire in quel limbo di farlo riapparire ma non in modo frequente ogni 50 numeri ma con idee  buone".

Sembri pensare, o forse è soltanto una mia impressione, che l'autore decida, di volta in volta, di scrivere usando idee più o meno buone... io penso che, al contrario, un autore scriva SEMPRE convinto della BONTA' DELLE IDEE che utilizza nelle sue storie; se pensa che un'idea non sia tanto buona, o la modifica fino ad esserne convinto, oppure la cestina e passa ad un'altra.

Era quel "farlo riapparire ma con idee  buone" che mi suonava male; si parlava di Narbas ma si poteva parlare anche di altri... infatti, nella tua risposta dici sostanzialmente la stessa cosa parlando di Mefisto ("Mefisto dovrà riapparire solo con idee originali").

Secondo me, un autore è sempre convinto di stare utilizzando idee "idee buone e originali" altrimenti non le scrive; poi, naturalmente, il giudizio finale sta ai lettori la lo scrittore dovrebbe essere sempre in buona fede.

Io sono di quei lettori,contrario a far sparire Mefisto del tutto

Mefisto pur essendo morto aveva ridato i poteri  a suo figlio Yama nella storia L'ombra di mefisto

Lì pur essendo morto aveva un ruolo tutt'altro che marginale visto che andava a trovare suo figlio,dando a lui anche le notizie su El Morisco che Mefisto ha raccontato essere un umo che viene da epoche lontane

Colui che sa così diceva al figlio Yama Mefisto in quella storia

Ebbene se Boselli dovesse farlo tornare in quel limbo e poi farlo tornare come in quella storia l'idea non sarebbe male

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14 ore fa, PapeSatan dice:

Ora anche a me dà lo stesso errore, ma c'è stato un lasso temporale in cui il link contenente l'immagine era accessibile. Bisogna chiedere a @Enrico che è l'autore del post con il link.

Sinceramente, non so cosa sia successo; a me si aprono entrambe le immagini senza problemi... c'è un modo di inserirle direttamente dal mio computer in modo che si vedano subito evitando di dover cliccare il link?

 

Edited by Enrico
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25 minuti fa, Enrico dice:

Sinceramente, non so cosa sia successo; a me si aprono entrambe le immagini senza problemi... c'è un modo di inserirle direttamente dal mio computer in modo che si vedano subito evitando di dover cliccare il link?

 

Potresti usare Postimage e creare un collegamento diretto per forum... E' un sito completamente gratuito dove senza alcuna iscrizione puoi caricare immagini e renderle così inseribili su forum o altro ;).

Edited by juanraza85
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7 ore fa, juanraza85 dice:

 

Potresti usare Postimage e creare un collegamento diretto per forum... E' un sito completamente gratuito dove senza alcuna iscrizione puoi caricare immagini e renderle così inseribili su forum o altro ;).

Ok, vediamo se ci riesco:

Tex-1.jpg

Tex-2.jpg

Perfetto! grazie juanraza85

Edited by Enrico
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<span style="color:red">22 minuti fa</span>, Enrico dice:

 

Tex-1.jpg

Tex-2.jpg

Perfetto! grazie juanraza85

 

Di nulla ;). Inutile sottolineare che la copertina originale colorata da Villa risulta molto più suggestiva...

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Più che altro in quella copertina ci sarebbe stata meglio la camicia rossa...   chissà che un giorno, dopo Dinamite, Boselli non ci racconti che fine ha fatto quello storico capo d'abbigliamento...  :P

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