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TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


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<span style="color:red">23 minuti fa</span>, Diablero dice:

Più che altro in quella copertina ci sarebbe stata meglio la camicia rossa...   chissà che un giorno, dopo Dinamite, Boselli non ci racconti che fine ha fatto quello storico capo d'abbigliamento...  :P

Da quando il rosso, nel 1961, è apparso come colore iconico dell'altro big di casa Bonelli, cioè Zagor, Boselli ci racconterà della generosità di Tex che ha dato la precedenza all'ultimo arrivato e ha ripiegato sempre più sulla... maglia da trasferta, fino a che questa è diventata la sua nuova divisa ufficiale :laugh: 

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Nelle prima serie a striscia Tex ha la camicia rossa, pure nel logo. Nel primo numero della serie Gigante, "la mano rossa", ha la camicia rossa. E per decenni sono state più frequenti le volte che aveva la camicia rossa che non quella gialla. La camicia rossa è STORICA!  Ed è durata molto più di dinamite! L'ultima volta si è vista nel 1983, (numero 276, "la grande minaccia"), dopo 35 anni di pubblicazioni, praticamente in concomitanza con l'arrivo di Nizzi!

 

Basta con l'uniformità omogeneizzata! Ridate a Tex le sue camice! (che c'era, anche se rado, anche quella bianca e quella gialla ma più scura...)

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In effetti non ci vedrei proprio nulla di strano nell'alternanza delle colorazioni delle camicie in copertina. 

Non trovo che un simile fattore possa "snaturare" il personaggio. A maggior ragione del fatto, che, come fatto notare da Diablero, agli albori capitava spesso nelle cover classiche di Galep. 

Trovo molto più grave, ricollegandoci alla copertina dell'albo in questione, l'impietoso  paragone fra gli effetti del panneggio realizzati nell'originale di Villa e la colorazione piatta digitale che finisce in edicola.

Un vero peccato sprecare così, gli ottimi dettagli grafici dell'impareggiabile Claudio.

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Dopo che nell'ultima storia con Quercia Rossa Ruju ha ufficializzato la camicia gialla come elemento caratterizzante e imprescindibile del personaggio di Tex, temo siaormai impossibile tornare indietro... 

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<span style="color:red">20 ore fa</span>, Diablero dice:

Più che altro in quella copertina ci sarebbe stata meglio la camicia rossa...   chissà che un giorno, dopo Dinamite, Boselli non ci racconti che fine ha fatto quello storico capo d'abbigliamento...  :P

Ricordando quello che mi disse Decio Canzio, ma non certo per un riferimento diretto a questo particolare, potrei insinuare che la camicia rossa avrebbe fatto troppo Garibaldi. Risultando quindi più divisiva di Nizzi:lol2:

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1 hour ago, Testa di Vitello said:

Dopo che nell'ultima storia con Quercia Rossa Ruju ha ufficializzato la camicia gialla come elemento caratterizzante e imprescindibile del personaggio di Tex, temo siaormai impossibile tornare indietro... 

Quella davvero è incredibile che sia passata ad ogni controllo.... "grande capo, c'è un tizio che ci segue" . "Chissà chi può essere, è un vero mistero". "Ha una camicia giallo canarino". "Ah, è aquila della Notte! Solo lui porta quella camicia in tutto il west!"

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Quella davvero è incredibile che sia passata ad ogni controllo.... "grande capo, c'è un tizio che ci segue" . "Chissà chi può essere, è un vero mistero". "Ha una camicia giallo canarino". "Ah, è aquila della Notte! Solo lui porta quella camicia in tutto il west!"

 In effetti  lo considero un nostro errore. Ho già cancellato un’osservazione simile dalla storia di un altro autore. 
 

Come considero erroraccio quando in una storia tutti ma proprio tutto conoscono già Tex e Carson. Faccio salti mortali per sistemare le cose in sceneggiature che prevedono questo 

 

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14 minutes ago, borden said:

In effetti  lo considero un nostro errore. Ho già cancellato un’osservazione simile dalla storia di un altro autore. 
 

Come considero erroraccio quando in una storia tutti ma proprio tutto conoscono già Tex e Carson. Faccio salti mortali per sistemare le cose in sceneggiature che prevedono questo 

Ma non ti conviene "pubblicizzare" un po' queste correzioni, fare una specie di lista di cose che non si devono fare, cosi non devi stare a correggerle ogni volta? :blink:

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1 ora fa, Diablero dice:

 

Credi che non lo faccia?:rolleyes:

Edited by borden
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  • co fondatore

Nell'Ottocento la maggior parte delle persone potevano avere un'idea dell'aspetto di Tex e Kit solo attraverso i ritratti sui giornali (non le foto, i ritratti). Troppo poco, a volte.

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Certo che Aquila della Notte ha un fascino superiore a Camicia Gialla, combinazione che mi fa parafrasare la hit di Gianni Pettenati: "Finché vedrai/arrivar Camicia gialla/tu saprai che qui si balla/ed il tempo volerà…".
Mi sembra anche di udire, in lontananza, Mario Tessuto che canta "Lilyth dagli occhi blu".
Ho tempo per le ca+++te, la mia squadra di calcio gioca domani...

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  • Collaboratori

Nel West pare che la "camicia gialla" fosse in realtà molto diffusa. Almeno lo era nelle dime novels. Una copertina tra le centinaia:

 

Image 1 - The Fool of the Family by Bracebridge Hemyng-Vintage Street &amp; Smith Dime Novel

 

E' il comandante Mark ?

Chi quello con il procione in testa e la camicia blu ?

Si.

No, è Squatty Dick.

 

Image 1 - 1909 -SQUATTY DICK-Capt, Carleton- Beadles Frontier #33 Western dime novel

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Letto "Il Manicomio" : dopo il prologo col delirio di Yama, si parte subito a bomba col tour guidato del neo-arrivato Crane nei meandri di muta e perenne sofferenza del manicomio, vera "anticamera dell'inferno" come verrà più avanti definito...ma è un inferno ribaltato, dove i malvagi vengono premiati, e gli innocenti sottoposti a supplizi senza possibilità di fuga.

Mefisto, dopo l'infelice partentesi Nizziana, torna nel pieno del suo oscuro e glaciale carisma di vera emanazione infernale sulla terra...in più, in questo ambientazione, in veste di "uomo di scienza" dedito all'occulto, col suo ufficio traboccante oscuri e blasfemi libri esoterici, i suoi laboratori pieni di alambicchi ed enigmatiche apparecchiature, le cavie umane alla mercè delle sue oscure macchinazioni, mi ha dato fortissime suggestioni Lovercraftiane...amplificate nella successiva scena del delirio di Yama, trasportato da una nera creatura alata al di sopra di un apocalittico deserto vegliato da muti guardiani di pietra...mi ha ricordato moltissimo i momenti finali dell'immenso "Sconosciuto Kadath". Inoltre la galleria di criminali bestiali e serial killer a disposizione di Mefisto promette benissimo per il prosieguo, comprese le due damigelle oscure, rappresentate dalla sadica infermiera e la locandiera assassina. Disegni di Cestaro spettacolari nel dar vita alla brumosa e melanconica atmosfera gotica che ammanta il tutto. Unica cosa che mi ha fatto storcere il naso : Tex che aspetta acquattato nell'acqua putrida della fogna (colera come minimo), e balza fuori con la molla tipo Aldo Baglio dalla sabbia in "Tre uomini e una gamba". Ma a parte questa inezia, un inizio semplicemente entusiasmante.

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<span style="color:red">58 minuti fa</span>, Testa di Vitello dice:

è un inferno ribaltato, dove i malvagi vengono premiati, e gli innocenti sottoposti a supplizi senza possibilità di fuga

Sì, e non dimentichiamo che lo stesso Mefisto era stato internato in un manicomio criminale ai tempi di "Black Baron", quindi questa è di fatto la sua rivincita e il completo ribaltamento della situazione di una volta: da pazzoide rinchiuso in una cella, a capo incontrastato del manicomio. (Una bella carriera! )Da folle nascosto tra le paludi, a lucida mente diabolica in procinto di estendere il suo potere a tutta una città. Beh, l'idea del soggetto è veramente notevole...

Forse ispirata dal dottor Mabuse, protagonista della trilogia filmica di Fritz Lang su un medico psicoanalista (moderna incarnazione del Male) che cerca con i suoi poteri di manipolare e soggiogare gli individui e l'intera società (girati i primi due nel periodo pre-nazista). 

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Testa di Vitello dice:

Disegni di Cestaro spettacolari nel dar vita alla brumosa e melanconica atmosfera gotica che ammanta il tutto.

Su questo non c'è dubbio, secondo me, grandissimi disegni. (E per chi li ha apprezzati e non legge Dylan Dog, consiglio l'albo "...E cenere tornerai" da loro illustrato).

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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, Poe dice:
1 ora fa, Testa di Vitello dice:

è un inferno ribaltato, dove i malvagi vengono premiati, e gli innocenti sottoposti a supplizi senza possibilità di fuga

Sì, e non dimentichiamo che lo stesso Mefisto era stato internato in un manicomio criminale ai tempi di "Black Baron", quindi questa è di fatto la sua rivincita e il completo ribaltamento della situazione di una volta: da pazzoide rinchiuso in una cella, a capo incontrastato del manicomio. (Una bella carriera! )Da folle nascosto tra le paludi, a lucida mente diabolica in procinto di estendere il suo potere a tutta una città. Beh, l'idea del soggetto è veramente notevole...

 

Chiavi di lettura entrambe molto affascinanti, che voi avete opportunamente posto in evidenza. In effetti, soprattutto la nuova "carriera" di Mefisto ha un qualcosa di contrappasso dantesco "rovesciato". Ne è logica conseguenza l'organizzazione del manicomio da lui diretto, che egli, date la sua natura e le sue inclinazioni, ha plasmato secondo i suoi canoni, a sua immagine e somiglianza.

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Il 14/4/2022 at 19:43, Enrico dice:

Ok, vediamo se ci riesco:

Tex-1.jpg

Tex-2.jpg

Perfetto! grazie juanraza85

Mi piace questo gioco di trovare le differenze: per esempio manca l'ombra del cappello appeso all'attaccapanni ed e' sparito un quadretto in alto a destra dello specchio con Mefisto

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<span style="color:red">41 minuti fa</span>, shidra dice:

Mi piace questo gioco di trovare le differenze: per esempio manca l'ombra del cappello appeso all'attaccapanni ed e' sparito un quadretto in alto a destra dello specchio con Mefisto

Acute osservazioni.

Il quadretto è sparito in modo ovvio perchè sarebbe stato occultato quasi tutto dal logo.

Più grave, dal mio punto di vista (e suppongo anche da quello di Villa), la mancanza dell'ombra del cappello, a maggior ragione perchè la ben più esigua ombra del bastone con teschio è presente.

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Il 18/4/2022 at 10:47, Poe dice:

Sì, e non dimentichiamo che lo stesso Mefisto era stato internato in un manicomio criminale ai tempi di "Black Baron", quindi questa è di fatto la sua rivincita e il completo ribaltamento della situazione di una volta: da pazzoide rinchiuso in una cella, a capo incontrastato del manicomio. (Una bella carriera! )Da folle nascosto tra le paludi, a lucida mente diabolica in procinto di estendere il suo potere a tutta una città. Beh, l'idea del soggetto è veramente notevole...

Forse ispirata dal dottor Mabuse, protagonista della trilogia filmica di Fritz Lang su un medico psicoanalista (moderna incarnazione del Male) che cerca con i suoi poteri di manipolare e soggiogare gli individui e l'intera società (girati i primi due nel periodo pre-nazista). 

 

Su questo non c'è dubbio, secondo me, grandissimi disegni. (E per chi li ha apprezzati e non legge Dylan Dog, consiglio l'albo "...E cenere tornerai" da loro illustrato).

Belle considerazioni ! Sia quella del "contrappasso" (anche questo al contrario) di Mefisto, da internato a signore e padrone di un manicomio, e anche il suggestivo parallelo con Mabuse...

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, shidra dice:

Mi piace questo gioco di trovare le differenze: per esempio manca l'ombra del cappello appeso all'attaccapanni ed e' sparito un quadretto in alto a destra dello specchio con Mefisto

Certo che è in qualche modo doloroso constatare quanto ancora più belle sarebbero le copertine di Villa, se i coloristi seguissero le sue indicazioni e i grafici non le storpiassero...

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  • 2 weeks later...
Il 14/4/2022 at 22:27, Diablero dice:

Nelle prima serie a striscia Tex ha la camicia rossa, pure nel logo. Nel primo numero della serie Gigante, "la mano rossa", ha la camicia rossa. E per decenni sono state più frequenti le volte che aveva la camicia rossa che non quella gialla. La camicia rossa è STORICA!  Ed è durata molto più di dinamite! L'ultima volta si è vista nel 1983, (numero 276, "la grande minaccia"), dopo 35 anni di pubblicazioni, praticamente in concomitanza con l'arrivo di Nizzi

E, come se non bastasse, viene regolarmente riproposta in tutte le ristampe, anche le più recenti.

Questo della camicia rossa è un mistero editoriale che non ho mai compreso.

Per l'inedito, evidentemente, hanno paura che nessuno riconosca Tex in copertina.

Tornando al tema della discussione, questo primo albo mi è piaciuto parecchio.

Protagonista assoluto è il manicomio con Tex ancora in un ruolo marginale.

I disegni dei Cestaro calzano a pennello con il tipo di storia; il loro stile lo vedo un po' cambiato rispetto ai precedenti albi e in un paio di vignette, il volto allungato di Tex e Tiger non mi ha fatto impazzire.

Due cose mi vengono in mente:

1- Nelle scene iniziali il ragazzo appare giustamente terrorizzato di finire nelle acque delle fogne infestate dai topi, mentre Tex si apposta in agguato, e chissà per quanto tempo, proprio in quelle acque... speriamo non l'abbiano morso troppe volte 😀

2 - mi stranizza come Mefisto, che odia Tex fino allo spasimo, in questa storia lo "incontri" per puro caso ( o almeno così sembra in questo primo albo), mentre io mi aspettavo che architettasse qualcosa per attirarlo fra le sue grinfie (aspettava forse la guarigione di Yama?)

Tralasciando queste mie elucubrazioni, davvero un bel numero che lascia la voglia di proseguire nella lettura del successivo.

La cosa che mi preoccupa è il ricorso a un sempre vasto numero di personaggi che, a un certo punto, mi fanno perdere il filo del racconto ( speriamo non accada questa volta)

 

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Il 14/4/2022 at 20:31, Diablero dice:

Più che altro in quella copertina ci sarebbe stata meglio la camicia rossa...   chissà che un giorno, dopo Dinamite, Boselli non ci racconti che fine ha fatto quello storico capo d'abbigliamento...  :P

Ok come battuta, ma speriamo che non venga colto come suggerimento. Altrove è stata fatta una storia (breve, per fortuna) per spiegare come mai non compaia più un bracciale al polso di un noto personaggio che si muove nelle foreste americane della prima metà dell'800.

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Sul sito SBE contrariamente al solito è uscita l'anteprima del numero di giugno e confesso di essermi pentito di aver voluto guardare comunque le tavole, perché anziché aumentare la voglia di attesa per l'albo di domani hanno quasi avuto invece l'effetto di svuotarlo a momento di passaggio verso la conclusione della trilogia. Vabbeh, non aggiungo altro se non il sospetto crescente che questa volta Borden ci riserverà un finale aperto sì, ma a suo modo epocale. 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Sul sito SBE contrariamente al solito è uscita l'anteprima del numero di giugno e confesso di essermi pentito di aver voluto guardare comunque le tavole, perché anziché aumentare la voglia di attesa per l'albo di domani hanno quasi avuto invece l'effetto di svuotarlo a momento di passaggio verso la conclusione della trilogia. Vabbeh, non aggiungo altro se non il sospetto crescente che questa volta Borden ci riserverà un finale aperto sì, ma a suo modo epocale. 

 

Sulla storia non ho dubbi ... ne vedremo certamente di tutti i colori ! Tavole fantastiche, sarei ben felice di vedere i fratelli Cestaro anche su Dampyr, l'Altra Parte disegnata da loro non sfiguerebbe affatto con l'Inferno dantesco illustrato da Dore'.

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