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TWF - Tex Willer Forum

[756/759] La Tigre colpisce ancora


MacParland
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Il 12/10/2023 at 08:21, Diablero dice:

 

P.S.: non mi sembra che in questo albo la tigre "colpisca ancora". Per adesso fugge e pianifica. Capisco che "la tigre fugge ancora" non sarebbe stato epico, ma hanno perso l'occasione di fare davvero una bella citazione con "La Tigre è ancora viva!"...

Vero. Dopo aver salutato l'America a pagina 29 non può più "colpire" lì, però all'inizio tira una bella frustata all'aguzzino dei cinesi, oltre a mostrare il suo vero volto. Forse è un po' poco per estendere a tutto l'albo il titolo, però mi aveva convinto proprio per quell'incipit. Spero dunque che il prossimo albo, dopo - magari - pochissime pagine nella palude con i vuduisti, abbia per lo più nello sfondo dell'ambientazione il mare oceanico e che vengano risparmiati degli eventuali dialoghi corposi con dei commissari portuali di turno... (Mi ricordo ancora la storia "Yucatan" di Nizzi con quel secondo albo che sembrava piuttosto tirato avanti forzatamente). 

Il 8/10/2023 at 15:44, Exit dice:

 nulla che riguardi le tue storie, che eviterò come la peste. 

Dopo la Brexit arriva la BreTexit :pianti:, (sigh!).

Il 12/10/2023 at 09:53, ymalpas dice:

(Spoiler del secondo albo)

 

Nella palude ci sarà una strage di uomini ma Tex, Tiger, MacKenneth e  Chabrol sopravvivranno

Notizia che mi leva un peso dal cuore :smile:: sono piuttosto affezionato anche a Chabrol. 

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Il 12/10/2023 at 08:21, Diablero dice:

 

P.S.: non mi sembra che in questo albo la tigre "colpisca ancora". Per adesso fugge e pianifica. Capisco che "la tigre fugge ancora" non sarebbe stato epico, ma hanno perso l'occasione di fare davvero una bella citazione con "La Tigre è ancora viva!"...

 

Pochi mesi dopo WOLFMAN E' VIVO!...   ?

Si vede che non lo fate di professione...

 

 

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  • Rangers

In futuro oltre a scriverci noi i testi e alla Bonelli dovranno quindi lasciare le pagine bianche a disposizione dei lettori-scrittori-professionisti, io propongo una cosa fenomenale a cui nessuno ha mai pensato!

invece che scervellarsi sempre a trovare nuovi titoli sempre diversi, potrebbero: o lasciare solo il numero della testata anche sulla copertina senza titolo, oppure fare tipo l'impiccato, con la prima lettera e l'ultima e il resto lo dobbiamo inventare e riempire noi, a scelta... a caso :old::P

 

  • Haha (0) 1
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Ehm... non so interpretare l'altrui pensiero, ma sospetto che Diablero stesse scherzando...

 

Comunque firmo la petizione per nominarlo titolista ufficiale di Tex.

So che ci sarebbe un po' di movimento finalmente :P

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CONTIENE SPOILER

 

Bell'avvio forte, con la Tigre che sfoga la sua frustrazione per l'ennesima sconfitta vendicandosi dell'odiato bianco razzista, in una scena cruda ma evocativa di una situazione, quella dello sfruttamento schiavista delle minoranze, che contribuisce al fascino della figura della Tigre, presentato già da Nizzi non solo come un folle e spietato assassino, ma anche come un campione dell'autodeterminazione dei popoli orientali in contrapposizione all'imperialismo europeo.

 

Sono reduce dalla lettura dei tre capitoli della saga di Nizzi, che ho trovato appaganti. Come ho scritto altrove, la Tigre è probabilmente il miglior personaggio dell'autore, che ne aveva decisa e raccontata la morte. E' questa quindi la seconda resurrezione improbabile, per non dire impossibile, nel giro di due mesi, dopo quella di Higgins (che non vediamo morto nella storia precedente, ok, però...), in un gioco di ritorni che sembra non aver fine. Ma il problema non sono i ritorni, perché, come ha scritto Betta53, se la storia è bella il ritorno è ben accetto ed io la penso come lei. Però io credo anche che il ritorno non debba abusare del patto di incredulità con il lettore perché quest'ultimo, il lettore, non è un singolo individuo che "firma" questo famigerato patto: ci sono tanti tipi di lettori, alcuni accettano tutto, altri si fanno andar bene le cose, altri storcono il naso, a seconda della sensibilità e dei gusti di ciascuno. Il mio modo di essere, un limite mio ma che non credo sia solo mio, non mi fa accettare di buon grado espedienti così forzati, come quello di un sosia spiattellato lì al momento giusto, e fatto cadere più o meno nella stessa posizione dell'originale. Ma il problema non sta neanche nella forzatura: quella la devi fare per forza, se vuoi proporre il ritorno. Il problema allora sta a monte, sta proprio nel ritorno appunto, ritorno di un morto che forse andava lasciato morto. Non nel ritorno in sé di un personaggio, ma nel ritorno di un personaggio morto, la cui "resurrezione" implica in automatico la forzatura improbabile.

 

La storia si ricollega all'ultima di Nizzi con l'adrenalinica scena del duello tra Tex e la Tigre: scena appassionante, ma obiettivamente inaccettabile, con Tex in posizione di vantaggio che si fa quasi spacciare dall'avversario. Qui Boselli rimedia alla scelta di Nizzi, facendo dire alla Tigre che lo sguardo del ranger era ancora indomito, e che di sicuro avrebbe potuto sconfiggerlo anche da quella scomoda posizione, se solo la Tigre si fosse avvicinata troppo per colpirlo, quasi a dire che Tex non era ancora vinto, nonostante la scelta "scellerata" di Nizzi. Da qui l'esitazione della Tigre, che è giustificata anche da una certa fascinazione del folle criminale per il suo nemico ranger, una fascinazione che già si era intravista nelle ultime vignette de Il Castello nero ma che qui è ulteriormente esplicitata, con l'ammirazione espressa da Sumankan per un uomo diverso dagli altri bianchi, che avrebbe dovuto battersi al mio fianco.

 

Poi, comincia una storia di infiltrati e di doppi e tripli giochi estremamente intrigante, anche grazie al fascino immancabilmente sprigionato dalle paludi della Louisiana e dai suoi figli settari del voodoo, tra tutti l'inquietante Omoro e la bellissima Lohana ma anche Juffure e il sanguinario Guedé. Colma di tensione in particolare la scena in cui Omoro costringe Jim a bere l'intruglio che propizia l'allucinazione sul Baron Samedi, e che si conclude con la rivelazione del tradimento di Lohana. 

 

Non concordo con le eccezioni sollevate sulla partecipazione di Tex ad un piano che lo stesso ranger sapeva fallato sin dall'origine. I pards non hanno alternative, non si fidano ma ormai sono in ballo e, come sempre, non si tirano indietro. 

 

In definitiva, superata la forzatura iniziale, la storia si fa appassionante e fa ben sperare in un seguito altrettanto avvincente. Unica stranezza, le tre pagine spese inutilmente per raccontare i segnali di fumo: non le ho capite, né ho capito la risposta di Borden su questo punto nel presente topic :mellow: 

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6 ore fa, Leo dice:

 

 

In definitiva, superata la forzatura iniziale, la storia si fa appassionante e fa ben sperare in un seguito altrettanto avvincente. Unica stranezza, le tre pagine spese inutilmente per raccontare i segnali di fumo: non le ho capite, né ho capito la risposta di Borden su questo punto nel presente topic :mellow: 

Semplice: Tex mancava da troppe pagine e doveva comparire. Inoltre la scena di come riceve i messaggi non era mai stata mostrata prima. Siete sempre a dire che mancano i siparietti di vita vera e le pause: eccone una.

6 ore fa, Leo dice:

 

6 ore fa, Leo dice:

Come ho scritto altrove, la Tigre è probabilmente il miglior personaggio dell'autore, che ne aveva decisa e raccontata la morte.

 

 

 

 

 

L'aveva SUBITA, la morte, e controvoglia. Nizzi voleva raccontare la storia che io sto raccontando adesso (pur se a mio modo), ma non potè semplicemente farlo. 

Edited by borden
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Il 7/10/2023 at 15:40, Poe dice:

Un bel primo albo che lascia ben sperare per il proseguimento. Il modo in cui viene ripresa la Tigre Nera viene spiegato subito e, per me, è soddisfacente e plausibile (plausibile ovviamente nel mondo dei fumetti). Ci si è tanto arrovellati qui sul forum sui possibili escamotage per il suo ritorno, ma alla fine non è questa la cosa fondamentale (in fondo i modi per far tornare i vecchi avversari sono sempre quelli, e non dico altro per non spoilerare): l'importante è che questo primo albo non assomiglia per niente a quelli precedenti della Tigre e lasci presagire un'avventura coinvolgente, con personaggi e scenari inediti e avvincenti.

L'intrigo è ben costruito, i dialoghi sono scorrevoli , tutto fila liscio e i disegni di Venturi sono notevoli, soprattutto nel raffigurare le scene nella palude (o anche sul versante orrorifico-visonario, p. 98). Per tutto l'albo si respira una bella atmosfera di mistero, tensione, pericolo, e, insomma, questo inizio è un po' come il primo albo del Mefisto dei Cestaro, quindi pienamente promosso. Speriamo continui così.

 

Dalle prime pagine si può già prevedere, comunque, un tema interessante, già accennato nell'ultima storia di Nizzi: la voglia di riscatto delle minoranze straniere (cinesi e malesi, in questo caso) contro il sopruso  e il razzismo dei bianchi ("è il fardello di noi uomini bianchi comandare alle razze inferiori", dice un personaggio). E' questo il motivo per cui la Tigre Nera si è dedicata al crimine, per vendicarsi degli invasori bianchi che prima gli hanno sottratto il suo regno e poi l'hanno sfruttato e umiliato una volta giunto in terra americana. La sua è sempre stata una forma di vendetta contro una civiltà basata sull'oppressione dei più deboli (tema non certo inedito in Tex, vedi, uno su tutti, Lucero). Quindi la curiosità per il seguito della storia non è solo per come Tex riuscirà a catturare la Tigre Nera, ma anche per come si rapporterà con un personaggio che non è un semplice cattivone, ma che nelle mani di Boselli potrebbe diventare qualcosa di più complesso e interessante...

 

 

Se non sbaglio, la tomba di Lucero non è mai stata aperta per verificare l'effettiva sua scomparsa, quindi sull'onda del parere favorevole di molti alla riproposizione delle storie, unita alla giusta pazzoide di Borden a "sistemare" un po' di passato...

Il 8/10/2023 at 15:44, Exit dice:

un dirigente Bonelli per invogliare i clienti a comprare la mercanzia.

Queste parole giustificano il tuo nick in auspicabile uscita. Magari riprova ad entrare con Solone.

Una cosa che ho apprezzato molto e la rarità dei contrasti fra i vari esponenti delle forze dell'ordine, a volte aspri ma quasi sempre in passato sottaciuti, a volte schiacciati dall'autorità di Tex e qui invece giusta base ad una serie di strategie difensive e offensive. 

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Ammetto di essermi sbagliato. Ho dipinto un quadro più fosco di quello che realmente si è presentato.

Detto ciò, non significa che la forzatura non ci sia stata per far "resuscitare" il villain nizziano, ma la soluzione trovata è fumettisticamente accettabile e almeno stavolta in nostro buon Borden si eviterà un fiume di critiche e commenti negativi.

 

In effetti è molto diverso pure il contesto a pensarci bene; se lo scorso mese il recupero "prodigioso" di Higgins andava a toccare una storia gioiello della saga e dell'amato creatore, la Tigre Nera, sebbene il villain più riuscito dalla penna di Nizzi, aveva perso alquanto mordente nei sequel e un recupero adesso, può solo riabilitarlo.

 

Le premesse ci sono tutte e già si intravedono nel lungo albo preparativo andato in edicola. 

Il principe malese spodestato è ormai votato a combattere gli usurpatori del suo trono in patria e nella scena dell'incipit, si finisce col parteggiare per lui, visto che (anche se con crudeltà) difende alcuni orientali vessati dal razzismo dei guardiani ai lavori.

 

Già con Nizzi, la figura di Sumankan stava evolvendosi e son certo che Mauro, riuscirà a completare il quadro caratteriale di questo affascinante antagonista, in una storia che si prospetta epica e avvincente, e con scenari esotici intriganti.

 

Fra piani, pedinamenti e doppi giochi, il primo albo scivola via bene e il recupero ti tanti personaggi come Omoro, Juffur, Loana e l'apparizione degli storici amici come Devlin, Mac Kennett e Mac Parland, mettono sale alla ricca pietanza.

 

Avremo i pards al completo e un viaggio inusuale e tanto atteso da noi lettori. Oltretutto si profila la strana alleanza fra i due acerrimi nemici, uniti stavolta da avversari comuni. Non a caso la Tigre Nera mostra per la prima volta una sorta di sinistra stima verso colui che lo ha ripetutamente sconfitto e lo ritiene l'eroe adatto per aiutarlo nella sua difficilissima impresa nel Borneo. Di certo non credo che finirà a baci e abbracci fra i due, intenti a stipulare la pace stringendosi il mignolino :D, ma l'idea che possano anche per poco battersi fianco a fianco, a me stimola parecchio.

 

Riuscirà Mauro a rendere memorabile questo ritorno, in passato auspicato da Nizzi? Ci spero molto!

 

Sarebbe stato splendido se, per l'occasione, ai pennelli ci fosse stato Villa, autore del capolavoro grafico dell'esordio, ma non essendo possibile, la scelta di Venturi è adatta e già nel primo albo, che spazia da San Francisco, alle paludi sella Louisiana, il bravissimo disegnatore mostra tutto il suo talento.

 

Cresce l'attesa per il prossimo albo. Quattro mesi saranno lunghi, ma questo è un buon segno.

Era dai tempi dell'epica ricerca delle navi perdute che non provavo questa sensazione. :)

 

 

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On 10/13/2023 at 4:07 PM, borden said:

Pochi mesi dopo WOLFMAN E' VIVO!...   ?

Si vede che non lo fate di professione...

 

Sì, ma è l'albo di Wolfman che si doveva chiamare "Wolfman colpisce ancora", avete scambiato i titoli!  :P

 

(che poi "colpisce ancora" non mi piace proprio in generale, "colpisce" cosa? Al massimo lo dici di un rapinatore o qualcuno come Diabolik che fa "colpi", ci sono un infinità di soluzioni migliori, da "il ritorno di" a "la vendetta di", etc etc)

 

Ma vabbè, il titolo è proprio il problema minore, era una battuta sul suo passato da Sandokan...

 

Sulla soluzione "improbabile" della sopravvivenza della Tigre: non è più improbabile della sopravvivenza di Higgins. Su quella è stata fatta una decisa ret-con (presenza di acqua non conosciuta agli indiani che stavano con Tex, Higgins senza un segno in faccia, Sherman risparmiato perché avrebbe fatto i nomi di Brenna e Teller) e si sono usate improvvise capacità sovrumane di Higgins (superforza e supervelocità dopo 2 giorni nel deserto senz'acqua), così come erano state fatte decise retcon con Padma (nonostante in una storia di Nizzi la scena del salvataggio fosse stata rappresentata in maniera totalmente diversa). E allora...  perchè rispettare come vangelo proprio QUESTA scena, decisamente sbagliata, con Tex salvato dalla fucilata? Sarebbero bastate capacità meno "sovrumane" alla Tigre per salvarsi e fingersi morto nonostante la caduta...

 

Su questo:

7 hours ago, borden said:
13 hours ago, Leo said:

In definitiva, superata la forzatura iniziale, la storia si fa appassionante e fa ben sperare in un seguito altrettanto avvincente. Unica stranezza, le tre pagine spese inutilmente per raccontare i segnali di fumo: non le ho capite, né ho capito la risposta di Borden su questo punto nel presente topic :mellow: 

Semplice: Tex mancava da troppe pagine e doveva comparire. Inoltre la scena di come riceve i messaggi non era mai stata mostrata prima. Siete sempre a dire che mancano i siparietti di vita vera e le pause: eccone una.

 

Non sono sicuro che non si sia mai vista la consegna della posta, mi sembra che in un sacco di storie si sia visto un militare che arriva con un dispaccio dal forte, oppure posta che viene consegnata a Tex o Tiger o altri quando vanno a Gallup, e mi pare di aver visto storie dove vedono segnali di fumo che annunciano lettere. Non ricordo i titoli specifici ma non mi sembra una scena inedita.

 

Sul fatto che non si vedeva Tex da...pagina 41! (e siamo a pagina 63, BEN 22 PAGINE SENZA TEX! Anche senza questo "intermezzo" Tex arriva a pagina 78, senza le quattro pagine di consegna della posta era pagina 74, ben 33 PAGINE SENZA TEX!!!! )... davvero siamo a questo punto? Sono davvero tanti i lettori che se passano 33 pagine senza Tex che magari mangia patatine, si lamentano? lettori che non avrebbero mai "tollerato" storie in cui Tex scompare per periodi enormemente più lunghi come "il figlio di Mefisto", "Pony Express", "il cacciatore di Taglie", o "in nome della legge"?

 

Per me il problema di quelle pagine, e la noia che mi hanno provocato, non ha nulla a che vedere con la presenza o assenza di Tex. Le pagine dalla 30 alla 41 hanno Tex praticamente in continuazione, e sono fra le più noiose, perchè Tex e Carson scoprono cose che sappiamo già, poi cercano di ingannare Lohana ma lei non si fa ingannare, sono chiacchiere inutili e totalmente irrilevanti nel seguito della storia, e alla fine servono solo a "giustificare" il fatto che la lascino andare sotto sorveglianza, cosa per cui bastava una vignetta ("sai Lohana? l'abbiamo liberata ma tenuta sotto sorveglianza")

 

Poi come ho già detto probabilmente è anche il fatto che non ho alcun "attaccamento" a questi personaggi, ma questo albo sicuramente non mi ha spinto a rivalutarli.  Anche il nuovo arrivato Jim pare solo il classico pollo, non riesco a preoccuparmi per lui. Quindi tutto il "teatrino" con i vari ti amo, come ti amo, ma in realtà non ti amo e ti frego, mi ha annoiato abbastanza.

 

Boh, spero che con la partenza dei pards alla volta del covo della Tigre la vicenda prenda un po' più di slancio.

 

Sui numero "ritorni" riflettevo sul fastidio che hanno iniziato a darmi, ed è legato davvero tanto a come vengono "evidenziati" in scena con salamelecchi vari. Per esempio il ritorno di Chabrol comporta DUE PAGINE DI SALAMELECCHI , con non solo l';indicazione di quando era apparso prima, ma il solito estenuante "dialogo esplicativo" (il vero grande problema di troppe sceneggiature attuali) in cui si raccontano a vicenda cose che sanno già facendo il riassunto de "la casa dell'alchimista". Aggiungendo "cose da imparare/ricordare" e spiegazioni inutili totalmente irrilevanti per QUESTA storia. (Poi per forza i lettori si lamentano delle storie di Boselli con "troppi personaggi" e "troppo complicate", se ogni personaggio si porta, tipo lumachina con la casina sulla schiena, tutto il suo pregresso che va raccontato ogni volta, i "ritorni" invece di essere visti con piacere diventano cose di cui avere terrore...)

 

Basta fare un confronto con il ritorno di Gros-Jean DOPO QUASI 15 ANNI ne "La Bufera" (numero 75): non c'è il minimo riassunto, ZERO, non viene nemmeno detto quando era apparso prima. O GL Bonelli si fidava di più della memoria dei suoi lettori, o sapeva che tanto in fondo non era importante (idem per il ritorno di Mefisto nella Gola Misteriosa, zero riassunti)

 

Oppure, quando del riassunto C'È BISOGNO come all'inizio de "il figlio di Mefisto" (che come tipo di "ritorno", con la narrazione che riprende esattamente dal finale della storia precedente, somiglia molto a questo): non fa i mortiferi "dialoghi esplicativi", il riassunto lo fa uno scheletro! (RICORDATE?)

 

Perché faccio questi esempi? per dire che GL Bonelli scriveva diversamente? Sai che notiziona, due autori diversi che scrivono diversamente, roba da scriverla sul giornale....  NO, il punto non è quello. Non parlo di stile. Parlo di FIDUCIA NEL LETTORE, fiducia nel fatto che sia in grado di seguire la storia senza spiegargli per filo e per segno chi erano i vari personaggi e cosa avevano fatti nelle storie passate. (e soprattutto, fiducia nel fatto che se gli fai un flashback utilizzando una tecnica un pochino più elaborata del solito "dialogo esplicativo" con due tipi che si raccontano a vicenda cose che sanno già, i lettori non si buttano dalla finestra in preda al panico...),

 

 

 

 

 

 

 

 

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Queste parole giustificano il tuo nick in auspicabile uscita. Magari riprova ad entrare con Solone. 

Sai che non ti ho mica capito. Mi sembrava che la questione fosse conclusa e che tutti avessero detto la loro, invece vedo che non è così.

 

Non mi pare d'averti mai rivolto la parola, né di averlo fatto con parole inopportune. Quindi perché tirare ancora in ballo la polemica?

 

Se è per esprimere solidarietà verso l'autore, lo si può fare senza essere necessariamente scortesi.

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, Diablero dice:

"sai Lohana? l'abbiamo liberata ma tenuta sotto sorveglianza"

Sai la Tigre Nera?

È scappata in Borneo, l'abbiamo seguita e l'abbiamo ripresa.

Perché sprecare 4 albi?

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11 minutes ago, Letizia said:

Sai la Tigre Nera?

È scappata in Borneo, l'abbiamo seguita e l'abbiamo ripresa.

Perché sprecare 4 albi?

Non vedi la differenza fra un avventura e fare la spesa?

 

"Ovvio che dobbiamo vedere Tex mentre fa la spesa a Gallup per 40 pagine. Dobbiamo vedere tutto, anche quante scatole di fagioli compra. Altrimenti è come non farci vedere come sconfigge la Tigre Nera. uguale uguale, proprio"

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Non vedi la differenza fra un avventura e fare la spesa?

 

"Ovvio che dobbiamo vedere Tex mentre fa la spesa a Gallup per 40 pagine. Dobbiamo vedere tutto, anche quante scatole di fagioli compra. Altrimenti è come non farci vedere come sconfigge la Tigre Nera. uguale uguale, proprio"

Si vede che non sei mai andato a fare la spesa.

Non sai cosa ti può capitare!

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<span style="color:red">21 ore fa</span>, Diablero dice:

Per esempio il ritorno di Chabrol comporta DUE PAGINE DI SALAMELECCHI , con non solo l';indicazione di quando era apparso prima, ma il solito estenuante "dialogo esplicativo" (il vero grande problema di troppe sceneggiature attuali) in cui si raccontano a vicenda cose che sanno già facendo il riassunto de "la casa dell'alchimista". Aggiungendo "cose da imparare/ricordare" e spiegazioni inutili totalmente irrilevanti per QUESTA storia. (Poi per forza i lettori si lamentano delle storie di Boselli con "troppi personaggi" e "troppo complicate", se ogni personaggio si porta, tipo lumachina con la casina sulla schiena, tutto il suo pregresso che va raccontato ogni volta, i "ritorni" invece di essere visti con piacere diventano cose di cui avere terrore...)

 

Basta fare un confronto con il ritorno di Gros-Jean DOPO QUASI 15 ANNI ne "La Bufera" (numero 75): non c'è il minimo riassunto, ZERO, non viene nemmeno detto quando era apparso prima. O GL Bonelli si fidava di più della memoria dei suoi lettori, o sapeva che tanto in fondo non era importante (idem per il ritorno di Mefisto nella Gola Misteriosa, zero riassunti)

 

Oppure, quando del riassunto C'È BISOGNO come all'inizio de "il figlio di Mefisto" (che come tipo di "ritorno", con la narrazione che riprende esattamente dal finale della storia precedente, somiglia molto a questo): non fa i mortiferi "dialoghi esplicativi", il riassunto lo fa uno scheletro! (RICORDATE?)

 

Perché faccio questi esempi? per dire che GL Bonelli scriveva diversamente? Sai che notiziona, due autori diversi che scrivono diversamente, roba da scriverla sul giornale....  NO, il punto non è quello. Non parlo di stile. Parlo di FIDUCIA NEL LETTORE, fiducia nel fatto che sia in grado di seguire la storia senza spiegargli per filo e per segno chi erano i vari personaggi e cosa avevano fatti nelle storie passate. (e soprattutto, fiducia nel fatto che se gli fai un flashback utilizzando una tecnica un pochino più elaborata del solito "dialogo esplicativo" con due tipi che si raccontano a vicenda cose che sanno già, i lettori non si buttano dalla finestra in preda al panico...),

 

Non concordo con Diablero. Chabrol ha una funzione ben specifica, e la assolve in pieno. Il richiamo all'avventura de Il Vecchio di Mezzanotte non si risolve in "due pagine di salamelecchi" o in spiegazioni INUTILI e IRRILEVANTI per questa storia. Nel teatro delle paludi della Lousiana, i nostri stanno per affrontare Omoro e la setta del voodoo. C'è il pericolo che il soprannaturale intervenga e che possa essere fatale per i nostri: Chabrol, con la sua presenza e le sue parole, non sta spiegando qualcosa di irrilevante portandosi la casetta da lumachina dietro la schiena; sta invece rafforzando l'atmosfera di pericolo, richiamando l'esistenza degli spiriti e del potere degli stregoni. Sono in realtà poche vignette, una sorta di intermezzo in una storia serrata, che però non funge solo da mero intermezzo ma fa salire la percezione di un qualche pericolo arcano che aleggia lì nell'aria mefitica della palude. Sta creando un'atmosfera di tensione a beneficio del lettore.

 

In merito all'altra critica, sul flashback in cui la Tigre e Mayang si raccontano qualcosa che già sanno, dissento anche qui. La Tigre non racconta solo a beneficio del lettore qualcosa che il suo servo malese sa già, cosa che è comunque una convenzione non solo fumettistica che ha sempre funzionato, ma coglie anche l'occasione per riferire a qualcuno, forse per la prima volta per quel che ne sappiamo, le sue impressioni sull'episodio, dalla nobiltà d'animo di Tex alle sue esitazioni sul burrone di fronte a un uomo che in fin dei conti avrebbe voluto come alleato. In questo senso il flashback raccontato dalla Tigre e non da una didascalia fuori campo ha un valore aggiunto.

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5 hours ago, Leo said:

cosa che è comunque una convenzione non solo fumettistica che ha sempre funzionato

Insomma...  :rolleyes:

 

Prima di tutto, è un cliché abbastanza recente. Ovvio che ci sono sempre stati casi di personaggi che si raccontano cose, ma la cosa dovrebbe avere un senso. Quando non ce l'aveva, si sono semplicemente usate altre cose, in base al bisogno: didascalie, flashback, "narratori onniscienti" come lo scheletro del figlio di Mefisto o il commento in rima dell'Inferno di Topolino.

 

Poi arriva in Italia negli anni 70 l'orrore per le didascalie, in cui tutti gli autori giovani volevano "berardeggiare" imitando l'autore di moda, Berardi (e dimostrando un notevole provincialismo: proprio in quegli anni Alan Moore e Frank Miller arrivarono ad avere fama mondiale - cosa sempre sfuggita a Berardi - proprio sfruttando in maniera innovativa le "odiate" didascalie: pensando di essere "moderni" quegli autori in realtà diventavano "vecchi" per tutto il resto del mondo...), e le didascalie diventano un peccato mortale.

 

E i fumetti si riempiono di dialoghi finti, fintissimi, innaturali, pallosissimi, e lunghissimi, a scopo "esplicativo" per avere i personaggi che spiegano al lettore in modo innaturale le cose che si potevano mettere in una didascalia...  :rolleyes:

 

Quindi sì, OGGI quel tipo di dialogo penoso, SOLO NEL FUMETTO ITALIANO, è considerato "normale", ma NO, NON HA SEMPRE FUNZIONATO (eufemismo, in realtà non funziona quasi mai, bisogna essere davvero bravi per far funzionare un dialogo esplicativo in maniera che sembri naturale e non forzato. Diciamo che il lettore assuefatto e rassegnato "fa finta" che funzioni...)

 

(Notare che i più grandi successi Bonelli non erano preda di questa "mania", che non ha contagiato nè GL Bonelli nè Nolitta e nemmeno lo Sclavi di Dylan Dog, che anzi con il suo utilizzo di didascalie le ha fatte tornare un po' di moda per un po', e pure Medda scopiazzando Miller ne faceva largo uso: ma non c'è niente da fare, l'uso "sclaviano" poteva essere tollerato, ma per tutto il resto, solo i pallosissimi dialoghi esplicativi...)

 

Come può sopravvivere il fumetto se invece di sfruttare le sue tecniche che non sono così efficaci in altri media (tipo appunto la possibilità di inserire informazioni in didascalia), vuole solo scopiazzare altri media nel loro campo? Voler diventare "cinema su carta", che colossale e masochistica fesseria...

 

Tornando al caso concreto, scusa Leo ma non vedo proprio gli effetti che dici:

 

Chabrol sarebbe stato MOLTO più efficace nel "ruolo" che gli assegni (per me abbastanza superfluo in quel momento) se avesse reagito di più a quello che li circonda, e fatto meno riassuntini puntate precedenti che in quel momento hanno il solo effetto di far ricordare al lettore la Casa del'Alchimista, STACCANDOLO dalla situazione e distraendolo (per fare un esempio: se durante la resurrezione dello zombie ne "Il figlio di Mefisto" invece di farci vedere la reazione terrorizzata del seguace del voodoo che gli ha messo il feticcio al collo e fa appello alla loro vecchia amicizia....   un bel discorsone che descrive cosa hanno fatto insieme da amici! oppure un bel dialogo esplicativo fra lo zombie e l'amico, in cui spiegano dove vivono, cosa fanno, dove si sono conosciuti...  avrebbe davvero aumentato l'atmosfera di orrore?

 

"L'atmosfera di pericolo" non passa MAI dal ricordare vecchie avventure. Se ti trovi a leggere una paginata di Tex e Carson che si ricordano a vicenda  "il figlio di mefisto", ti fa paura?  Paradossalmente se funzionasse quello che dici, dovrebbe fartene DI PIÙ del Figlio di Mefisto, in cui a parte l'inizio non c'era grandi riassunti puntate precedenti che "aumentavano la paura"... 

 

Sui discorsi della Tigre sul rispetto che porta per Tex, stenderei un velo pietoso. li ho trovati estremamente cringe. Sono scene abbastanza imbarazzanti e suonano sempre molto "finte": sono un esempio "in negativo", cioè come "ragazzi non fate mai così", di come si dovrebbero MOSTRARE certe cose se vuoi davvero che sembrino "vere", "show don't tell"...

 

(e non è un effetto della Tigre Nera e del mio disinteresse, questi dialoghi davvero cringe e sentimentali in situazioni come queste li ho sempre considerati un difetto di Boselli, come si vede da diversi miei vecchi commenti a vecchie storie)

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On 10/16/2023 at 10:15 AM, Letizia said:

Sai la Tigre Nera?

È scappata in Borneo, l'abbiamo seguita e l'abbiamo ripresa.

Perché sprecare 4 albi?

Mi hai fatto fare quattro risate di cuore!

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16 ore fa, Diablero dice:

Chabrol sarebbe stato MOLTO più efficace nel "ruolo" che gli assegni (per me abbastanza superfluo in quel momento) se avesse reagito di più a quello che li circonda, e fatto meno riassuntini puntate precedenti che in quel momento hanno il solo effetto di far ricordare al lettore la Casa del'Alchimista, STACCANDOLO dalla situazione e distraendolo (per fare un esempio: se durante la resurrezione dello zombie ne "Il figlio di Mefisto" invece di farci vedere la reazione terrorizzata del seguace del voodoo che gli ha messo il feticcio al collo e fa appello alla loro vecchia amicizia....   un bel discorsone che descrive cosa hanno fatto insieme da amici! oppure un bel dialogo esplicativo fra lo zombie e l'amico, in cui spiegano dove vivono, cosa fanno, dove si sono conosciuti...  avrebbe davvero aumentato l'atmosfera di orrore?

 

 

"Il soprannaturale esiste", dice Chabrol, e richiama l'astuzia di Omoro. E' evidentemente un momento preparatorio, non siamo ancora nella fase dell'azione (tipo "la resurrezione dello zombie"); siamo in un momento precedente, i nostri si avvicinano alla meta, sanno che potrebbe essere una trappola, e nei loro pensieri fa capolino il vecchio di mezzanotte... sarà che ho amato Omicidio in Bourbon Street, ma a me il parallelo è piaciuto, mi ha calato ancor di più nell'atmosfera.

 

16 ore fa, Diablero dice:

Sui discorsi della Tigre sul rispetto che porta per Tex, stenderei un velo pietoso. li ho trovati estremamente cringe. Sono scene abbastanza imbarazzanti e suonano sempre molto "finte": sono un esempio "in negativo", cioè come "ragazzi non fate mai così", di come si dovrebbero MOSTRARE certe cose se vuoi davvero che sembrino "vere", "show don't tell"...

 

(e non è un effetto della Tigre Nera e del mio disinteresse, questi dialoghi davvero cringe e sentimentali in situazioni come queste li ho sempre considerati un difetto di Boselli, come si vede da diversi miei vecchi commenti a vecchie storie)

 

La Tigre è un personaggio a più livelli. E' un criminale, uno spietato assassino, un folle. Ma è anche a suo modo un idealista, e il suo punto di vista su Tex è importante per inquadrare il personaggio e immagino anche per i futuri sviluppi della storia (anche se io spero vivamente che non ci sia una riconciliazione, perché la Tigre è un personaggio troppo negativo per accettare compromessi con lui). In questo senso non trovo quindi affatto cringe i dialoghi in questione; certo, ci vuole la complicità del lettore che "tollera" tale espediente, ma è una convenzione a cui siamo stati abituati e che mi tocca poco.  

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Primo albo discreto. Soliti "spiegoni" e salvataggio della Tigre Nera che strappa un sorriso di "comprensione" o, se volete, "rassegnazione". Per il resto non male, ci sono gli ingredienti per una buona storia...a patto che acquisti un pò di "ritmo" e gusto dell'avventura. Si potrà commentare questa storia dopo averla letta tutta, per ora solo impressioni parziali che potrebbero pure essere clamorosamente smentite.

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A me finora sta piacendo, Boselli al solito è insuperabile nel creare la giusta suspence e sono sicuro che la storia prenderà il volo nel prossimo album.

D'altronde gli ingredienti ci sono tutti, la Tigre Nera, i tre amici poliziotti al completo e anche i rimandi alla storia "Omicidio in Bourbon street" li ho trovati interessanti.

Lo "spiegone" era necessario e non mi ha infastidito specie dopo la buona entrata in scena della Tigre Nera nell' incipit.

Finora trovo un solo unico grandissimo difetto: troppe pagine dedicate alla sottotrama Jim-Lohana...8 pagine di smancerie, pianti, dichiarazioni d'amore  (e poco importa che siano finti e funzionali al triplo gioco di Loa, facilmente indovinabile dal lettore prima ancora che da Tex) sono francamente troppe!

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L'albo mi è piaciuto molto, ha ottime premesse e un lato "esoterico" che non mi dispiace al momento, vedremo come andrà avanti ma per il momento molto bene.

 

Piccola nota a margine, la grotta della tigre continua a sembrarmi (sia in compertina che all'interno) come la caverna di Alladin, non riesco a non vederla, scusatemi :lol:

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Come già detto il mese scorso dopo il primo albo, commenteró solo a fine storia.

Ho visto un'infinità di secondi tempi calcistici o terzi-quarti-quinti set tennistici che hanno totalmente sovvertito le impressioni e le risultanze dei primi tempi o dei primi due set rispettivamente.

Peró voglio intanto sottolineare:

- Sumankan --> Sandokan

- La Perla Negra  --> La Perla di Labuan

- Il Rajà Bianco --> Brooke, il rajà bianco di Sarawak.

Boselli si è divertito a disseminare citazioni e richiami onomastici al Sandokan salgariano e la cosa MI PIACE!

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Peró voglio intanto sottolineare:

- Sumankan --> Sandokan

- La Perla Negra  --> La Perla di Labuan

- Il Rajà Bianco --> Brooke, il rajà bianco di Sarawak.

Boselli si è divertito a disseminare citazioni e richiami onomastici al Sandokan salgariano e la cosa MI PIACE!

 

Come ha ammesso lo stesso Giusfredi nell'incontro di Lucca, le fattezze del Governatore del Principato che fu di Sumankan sono state basate su quelle di Adolfo Celi e questa è un'altra citazione.:D

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