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TWF - Tex Willer Forum

Chi È Secondo Voi Il Miglior Sceneggiatore Di Tex Di Sempre?


pino1980
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Beh, praticamente è stato detto tutto.

 

Vorrei soltanto aggiungere poche riflessioni, sfatando innanzitutto un luogo comune su G.L. Bonelli al quale è attribuito un unico difetto, quello di non aver tenuto conto dell'aderenza storica. Le incongruenze ci sono, ovviamente, ma non aveva Bonelli senjor neppure questo difetto.

 

Se si fa caso, le prime storie che in realtà rappresentano albi su albi a striscia e settimane su settimane di fruizione, raccontano di un Tex "sempre" databile a fine secolo o inizio del successivo. Quelle cosiddette sviste sono tali se ci si intestardisce che Tex debba essere retrodatato.

 

Nelle prime storie vi sono pochi indiani, fra l'altro nessuno che attacchi diligenze, prenda scalpi, ecc. E' soltanto quando Tex inizia ad avere un grosso successo, mancando nuove situazioni di rilievo ambientabili nei primi del Novecento, Bonelli viene convinto a fare eccezioni al progetto iniziale di trattare una storia western più originale di tante altre, comprese sue ulteriori produzioni a striscia, proprio perché ambientata in un'epoca poco battuta dai fumetti di allora.

 

E il colmo si raggiunge anni dopo con la partecipazione di Tex alla guerra di Secessione in momenti diversi della sua vita. Se lo hanno forzato a modificare la sua idea iniziale, ormai peró non è che gli interessi molto, era proprio lui Tex e quindi poteva fare ciò che voleva pur di appassionare lettori.

 

Dal punto di vista dello stile dei primi anni, molta freschezza e assenza di troppi paletti censori, con un approccio simile (come già sottolineato da altri) a quello del primo Salgari, quello non ancora oppresso da mille scadenze e da editori venali. Fortunatamente G.L. Bonelli lavorava per l'ex moglie Tea ... e poi per il figlio Sergio.

 

Di @borden, non per facile piaggeria, possiamo soltanto parlarne con grandi encomi. Il suo è un Tex profondamente diverso da quello di Bonelli senjor, ma credo ci stia bene quasi a tutti. E il lirismo dell'attuale serie di Tex Willer lo dimostra costantemente. Sulla regolare poi è ormai storia ...

 

Si è giustamente anche parlato di Nizzi, dato il suo ruolo importante in un lunghissimo periodo di tempo nella storia di Tex. Sappiamo che che da sempre, non soltanto all'ultima sua esternazione, accusa @borden di produrre storie diverse da quelle di Bonelli. Ha perfettamente ragione, ma al contempo non può dire di essere stato lui lo sceneggiatore che ha mantenuto la tradizione. Nizzi è un bravissimo autore di storie brevi, lineari e senza risvolti complessi. Trovandosi di fronte ad un impegno così faticoso nel produrre così tante pagine di Tex, ha cominciato a demitizzare il personaggio facendogli fare anche figure proprio barbine. Quindi ... altro che legame alla tradizione, tu Nizzi sei stato il primo a romperla proprio. Disprezzarlo per partito preso credo proprio che non lo meriti, né per Tex né sopratutto per le decine e decine di altre sue produzioni in tutti i settori del fumetto.

 

Il fatto che @borden da curatore modifichi dal suo punto di vista il lavoro altrui, primo fra tutti proprio quello di Nizzi che si considera il continuatore diretto del Bonelli, ad una persona di carattere e con un'età ragguardevole, fa saltare quel pò di diplomazia che dovrebbe possedere. Cose di tutti i giorni in ogni ambito lavorativo ...

 

Pur essendo qui tutti lettori di Tex, abbiamo le medesime opinioni sulle stesse questioni? Non sempre, per cui non vedo perché Nizzi, Boselli e altri autori estemporanei debbano avere tutti il medesimo stile e incontrare lo stesso favore.

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<span style="color:red">11 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Le mie scommesse per il futuro: Antonello Rizzo (Alias Barbanera), Carlo Monni e "Il suo vero nome" (Alias Letizia :P- [Faccio il tifo per voi pards] :D

Ma sei matto?:pianti:

Già ho fatto una fatica tremenda a scrivere un Tex come pareva a me, senza qualcuno che mi dicesse: ma sei matta, Letizia, in tre scene sei andata fuori dai margini almeno cinque volte, che vuoi fare adesso, non ti verrà per caso in mente qualche altra idea strampalata tipo farlo diventare vedovo per la seconda volta?

Scrivere il Tex canonico del Grande Vecchio non è difficile.

Il difficile, direi quasi impossibile, è farlo in una storia che non sia banale, ripetitiva, prevedibile, scialba e pallosa.

Scrivere una buona storia, se hai un briciolo di talento (e non è detto che io ne abbia), in fondo è una fatica possibile.

La cosa diventa molto più difficile se non sei libero di spaziare dove ti pare e devi seguire i giusti dettami del curatore.

Insomma, sarei più contenta se venisse pubblicata una mia fatica su una [fuori]serie sperimentale intitolata "Tex: e se...?"

E se Tex si risposasse?

E se Tex avesse tre figli?

E se Tiger morisse nella guerra scatenata da Piccolo Falco contro le giacche azzurre?

E se Carson uccidesse Tex in duello?

Insomma robetta del genere.

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6 ore fa, Jeff_Weber dice:

   

 

 

6 ore fa, Jeff_Weber dice:

 

 

 

 

Il fatto che @borden da curatore modifichi dal suo punto di vista il lavoro altrui, primo fra tutti proprio quello di Nizzi che si considera il continuatore diretto del Bonelli, ad una persona di carattere e con un'età ragguardevole, fa saltare quel pò di diplomazia che dovrebbe possedere. Cose di tutti i giorni in ogni ambito lavorativo ...

 

 

 

   

 E' il compito del curatore. Modifico solo l'indispensabile, che cosa credete? Nella storia nizziana breve del prossimo Tex Color per es, nel bene e nel male, non ho modificato nulla.

 

 

4 ore fa, Letizia dice:

Ma sei matto?:pianti:

Già ho fatto una fatica tremenda a scrivere un Tex come pareva a me, senza qualcuno che mi dicesse: ma sei matta, Letizia, in tre scene sei andata fuori dai margini almeno cinque volte, che vuoi fare adesso, non ti verrà per caso in mente qualche altra idea strampalata tipo farlo diventare vedovo per la seconda volta?

Scrivere il Tex canonico del Grande Vecchio non è difficile.

Il difficile, direi quasi impossibile, è farlo in una storia che non sia banale, ripetitiva, prevedibile, scialba e pallosa.

Scrivere una buona storia, se hai un briciolo di talento (e non è detto che io ne abbia), in fondo è una fatica possibile.

La cosa diventa molto più difficile se non sei libero di spaziare dove ti pare e devi seguire i giusti dettami del curatore.

Insomma, sarei più contenta se venisse pubblicata una mia fatica su una [fuori]serie sperimentale intitolata "Tex: e se...?"

E se Tex si risposasse?

E se Tex avesse tre figli?

E se Tiger morisse nella guerra scatenata da Piccolo Falco contro le giacche azzurre?

E se Carson uccidesse Tex in duello?

Insomma robetta del genere.

 

 

Ma insomma, Letizia,prima dell'estate  hai detto che scrivere Tex è facilissimo. Perché non lo fai, allora? Perché non prendi in parola la mia proposta di luglio e mi mandi un soggetto  pubblicabile? 

Edited by borden
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<span style="color:red">3 minuti fa</span>, borden dice:

 E' il compito del curatore. Modifico solo l'indispensabile, che cosa credete? Nella storia breve del prossimo Tex Color per es, nel bene e nel male, non ho modificato nulla.

 

Non era una critica @borden, soltanto il compito come dici tu di un curatore. Ovviamente però se hai una tua visione precisa di come dovrebbe uscire una storia, questa tua prerogativa la eserciti senza eccezioni, si tratti di un giovane alle prime armi o un anziano autore un pò bizzoso, oppure in maniera diversa un Manfredi al quale non hai forse modificato nulla al suo cartonato alla francese, ma nella tua trasposizione su Tex Willer hai leggermente riadattato alcune situazioni e assunti, secondo un tuo preciso canone. Sono cose che fanno parte della natura umana, ma non è comunque prevaricazione a mio modesto avviso.

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<span style="color:red">27 minuti fa</span>, Jeff_Weber dice:

 

Non era una critica @borden, soltanto il compito come dici tu di un curatore. Ovviamente però se hai una tua visione precisa di come dovrebbe uscire una storia, questa tua prerogativa la eserciti senza eccezioni, si tratti di un giovane alle prime armi o un anziano autore un pò bizzoso, oppure in maniera diversa un Manfredi al quale non hai forse modificato nulla al suo cartonato alla francese, ma nella tua trasposizione su Tex Willer hai leggermente riadattato alcune situazioni e assunti, secondo un tuo preciso canone. Sono cose che fanno parte della natura umana, ma non è comunque prevaricazione a mio modesto avviso.

 

 

Non ho modificato nulla alla storia di Manfredi. Però la seconda storia l'ho scritta io e i materiali li uso come voglio. Stai confondendo due piani di lavoro differenti. L'editing di una storia altrui è il primo. La scrittura di una storia propria è il secondo, non conta il punto di partenza.. 

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<span style="color:red">2 minuti fa</span>, borden dice:

 

 

Non ho modificato nulla alla storia di Manfredi. Però la seconda storia l'ho scritta io e i materiali li uso come voglio. Stai confondendo due piani di lavoro differenti. L'editing di una storia altrui è il primo. La scrittura di una storia propria è il secondo, non conta il punto di partenza.. 

 

L'ho puntualizzato io stesso che si tratta di piani diversi, si tratta comunque di un rimodellamento seppur minimo in base alla tua idea di certe storie, anche ideate da altri. Ma ripeto non è una critica. Ho speso soltanto elogi alla tua gestione in questo topic come in altri. 

 

"Di @borden, non per facile piaggeria, possiamo soltanto parlarne con grandi encomi. Il suo è un Tex profondamente diverso da quello di Bonelli senjor, ma credo ci stia bene quasi a tutti. E il lirismo dell'attuale serie di Tex Willer lo dimostra costantemente. Sulla regolare poi è ormai storia ...".

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Letizia dice:

Scrivere il Tex canonico del Grande Vecchio non è difficile.

Il difficile, direi quasi impossibile, è farlo in una storia che non sia banale, ripetitiva, prevedibile, scialba e pallosa.

Comunque non sottovalutiamo un aspetto molto importante: una cosa è abbozzare un soggetto anche funzionale, tutt'altra storia comporre una sceneggiatura. Gestire i tempi, distribuire le sequenze di azione e intervallarle con le giuste pause, scegliere il taglio "visivo" delle scene, regolare i dialoghi per non intasare le vignette e donare le giuste indicazioni per il disegnatore non è affatto semplice. In fondo lo sceneggiatore è soggettista, montatore e regista allo stesso tempo.

Esperienza e mestiere sono fondamentali pen non cascare in banali errori o snodi non convincenti.

 

In fondo anche il soggetto migliore se non sviluppato con una degna sceneggiatura può divenire banale o noioso.

Ci andrei piano a definire semplice scrivere un fumetto (non solo Tex!). 

 

 

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Comunque non sottovalutiamo un aspetto molto importante: una cosa è abbozzare un soggetto anche funzionale, tutt'altra storia comporre una sceneggiatura. Gestire i tempi, distribuire le sequenze di azione e intervallarle con le giuste pause, scegliere il taglio "visivo" delle scene, regolare i dialoghi per non intasare le vignette e donare le giuste indicazioni per il disegnatore non è affatto semplice. In fondo lo sceneggiatore è soggettista, montatore e regista allo stesso tempo.

Esperienza e mestiere sono fondamentali pen non cascare in banali errori o snodi non convincenti.

 

In fondo anche il soggetto migliore se non sviluppato con una degna sceneggiatura può divenire banale o noioso.

Ci andrei piano a definire semplice scrivere un fumetto (non solo Tex!). 

 

 

e io che ho scritto, prima? :D

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, gilas2 dice:

e io che ho scritto, prima? :D

Ho ribadito un tuo concetto pard? Scusa la ripetizione, non ho fatto caso al tuo commento. :lol:

Spero che tu non mi voglia accusare di plagio :P:D

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A costo di senbrare ripetitivo,il primo sceneggiatore a essere canonico è stato Nizzi come tematiche e tipo di storie

Boselli ha scritto storie canoniche e molto Bonelliane ma il suo stile è totalmente diverso da quello di Bonelli padre

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2 hours ago, andreadelussu74@gmail.com said:

A costo di senbrare ripetitivo,il primo sceneggiatore a essere canonico è stato Nizzi come tematiche e tipo di storie

:inch:

........

:laughing::laughing::laughing:

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Allora il migliore é difficile 

Boselli di sicuro é quello che ha sbagliato meno facendo quasi sempre storie belle o bellissime

Comunque credo che le storie di Tex che preferisco siano quelle di Nizzi,quelle prima del 500 diciamo

Confesso che non sono stato mai in grande fan di Glb.Mi ha sempre un po' annoiato,soprattutto perché( e questa é la mia opinione personale) in varie sue storie c' era un forte eccesso di tecnicismi e di flemma da parte tutti i personaggi.Per questo quelle che apprezzo molto di lui sono le sue storie prima del numero 100,per me le più emozionanti e divertenti.

Nolitta era bravissimo.Spesso non era canonico,ma era talmente bravo che me lo faccio andare bene.

Berardi occasione sprecata.

Ruju ahimé lo trovo solo un mediocre mestierante che fa il suo compitino senza niente di che, e che soprattutto non riesce a rappresentare adeguatamente i protagonisti(Texe Carson sembrano più due investigatori da noir che affrontano gli indiani che due simpatici  e autoironici rangers) .

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Per me GLB rimane ineguagliabile (attenzione: ineguagliabile non significa necessariamente il migliore narrativamente parlando) perché, lavorando su un terreno ancora vergine, ha potuto dare sfogo alla fantasia creando un universo di soggetti estremamente variegati e suggestivi, costruendo il "mondo di Tex". Le sue storie erano scritte spesso in modo istintivo, diretto, certamente dettato dall'iiniziale formato a striscia ma totalmente nelle sue corde, risultando peraltro assolutamente efficace e avvincente.

Dopo di lui gli autori hanno dovuto fare i conti con una miriade di soggetti e "topoi" già affrontati, perció piû che sull'originalità e la fantasia si sono distinti per riuscite variazioni sul tema e per una narrazione più articolata, più ragionata, più costruita, dovendo sempre tenere a mente il modello per non tradirlo.

Inoltre, sono cambiati (e tanto!) i tempi, cioé le sensibilità, le aspettative, il costume, la cultura e anche i registri narrativi: quindi, ogni confronto tra autori di epoche diverse é senz'altro utile e interessante per cogliere affinità e differenze, ma fare classifiche é, a mio modo di vedere, solo un divertente passatempo.

Fermo restando che ogni mia eventuale classifica non contemplerebbe i "fuori classifica", come Maradona nel calcio e GLB nella texianità.  :P

Edited by PapeSatan
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Grande Tex dice:

Nolitta era bravissimo.Spesso non era canonico,ma era talmente bravo che me lo faccio andare bene.

Sergio credo sia stato, nella storia editoriale, l'unico capo a essere "censurato" dai suoi dipendenti.

Nella sua enciclopedica storia "Gli uomini giaguaro" di quasi 6 albi mensili, furono eliminate ben 38 pagine, disegnate dal bravo Letteri e pronte per la stampa (la famosa sequenza dei "Predoni rossi").

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Beh, ovvio che è quasi d'obbligo indicare il creatore del personaggio come il migliore.

In fondo ciò che Tex e gli altri sono lo ha deciso lui.

Ma GLB è anche figlio del suo tempo. Le trame erano spesso lineari, poi quasi basilari verso fine carriera. A volte erano invece già sorprendentemente variegate. Ma la gran parte era lineare.

GLB era un grande narratore di pancia, di istinto. Quasi sempre azzeccava la cosa giusta. Un Boselli è molto più tecnico a mio parere, ma GLB aveva "l'istinto teatrale".

Il Tex tagliato un pò con l'accetta di GLB, visto oggi da un novellino della lettura, potrebbe apparire eccessivo e terribilmente fuori tempo.

Un ranger che agisce spesso contro la legge, con i suoi metodi, che tortura, picchia, incendia, distrugge, insulta oggi ha necessitato di un restiling e infatti i vari "limoncino" "palla di neve" et similia o non ci sono più o sono molto limitati. Le torture quasi scomparse, i cazzotti sempre meno, non si vede più Tex entrare in un saloon e in un nanosecondo mettersi a menare chi lo guarda di traverso. Non so bene quanto per il carattere dei nuovi sceneggiatori e quanto per i tempi che cambiano, ma insomma è così.

In questo senso ha ragione Grande Tex (col quale concordo abbastanza raramente, è troppo estremo con Nizzi, così come altri lo sono allo stesso modo ma nel verso opposto) dicendo che in un certo periodo l'unico a seguire abbastanza questa strada fu Nizzi. Parlo soprattutto del periodo inoltrato del centinaio 300 (e dei relativi speciali da lui scritti in quel periodo). Il Nizzi iniziale era lontano...troppo investigativo e caratteriale quel Tex, e quello poi del declino diventa una sorta di Nolitta 2, ma il Nizzi del periodo Sioux-Leggenda vecchia missione-Uomo con la frusta-Furia Rossa e simili è quanto di più vicino alla tradizione di qualità ci è stato proposto dopo GLB.

Boselli ha una capacità di sviluppo delle vicende superiore agli altri due. Nessuno può stargli dietro quanto a intreccio, controllo, modernità, idee. Non è un autore classico, il suo Tex somiglia pochissimo a quello originale, non tanto per i caratteri dei personaggi, sostanzialmente rispettati anche se è completamente sparito tutto l'armamentario guascone che dicevo più sopra (e anche l'ironia, che invece Nizzi ha magistralmente ripreso da GLB finendo pure per esagerare, dandoci al meglio il Carson più bello e divertente e poi invece più brutto e ridicolo della storia della serie), quanto per tutto l'impianto delle sue storie. La linearità sostanziale diventa intreccio a volte complicatissimo (per quanto di solito magistralmente gestito con enorme talento), la centralità di Tex diventa marginalità, il bianco e il nero diventano grigio, i cattivi un pò buoni, i buoni un pò cattivi, il numero di personaggi in scena esplode tipo le Aide di Zeffirelli dove non si trova più un buco libero in palcoscenico e Aida fatichi ad individuarla. Ma è un Tex molto moderno, dove puoi apprezzare vicende degne di romanzi di avventura e un talento non comune di scrittura e gestione delle storie, che francamente non era così sviluppato nei due autori precedenti. Non che Boselli non sappia scrivere classico (vedi alcune storie minori dei 400 e 500 o vedi il Texone di Villa), ma centellina questa cosa come se si vergognasse di essere semplice e diretto, cosa che è al contempo il suo forte e il suo limite secondo me.

In conclusione, è difficilissimo dire chi sia il migliore, come già dicevo darei sempre la palma a GLB, anche se a volte lo trovo troppo antico, troppo diretto, troppo violento (amo i pestaggi e gli incendi, ma talvolta letto oggi siamo ben oltre la ragionevolezza), e non riesco a rileggere le sue prime storie fino al numero 80 circa e dopo il 200 se non poca roba. Quello che però ha tirato fuori nel centinaio 100 basta e avanza per perpetuarne il Mito.

Gli altri due li metto al secondo posto alla pari, ognuno con le sue caratteristiche, i loro pregi, i loro limiti.

Sul terzo gradino, staccato, c'è Nolitta, che pur non azzeccando minimamente il personaggio era un ottimo narratore e di riffa o di raffa ha indovinato un paio almeno di quasi capolavori, cosa che i vari Ruju, Manfredi, Faraci e gli altri manco ci sono mai andati vicini in anni e anni ormai di onorata carriera Texiana.

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Il 17/9/2022 at 20:03, Letizia dice:

Sergio credo sia stato, nella storia editoriale, l'unico capo a essere "censurato" dai suoi dipendenti.

Nella sua enciclopedica storia "Gli uomini giaguaro" di quasi 6 albi mensili, furono eliminate ben 38 pagine, disegnate dal bravo Letteri e pronte per la stampa (la famosa sequenza dei "Predoni rossi").

Beh... dubito che se non fosse stato l'editore, avrebbe avuto la minima chance di farsi pubblicare un polpettone simile. :lol:

 

Povero Letteri piuttosto: dopo essersi sciroppato più di 600 tavole, ha subito pure la beffa di vedersene "tagliare" un bel mazzetto. Meno male che non apparivano gatti o posate da pesce in sceneggiatura, se no chi lo poteva sentire! :P:D

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Sostanzialmente concordo con Valerio, anche se approdo a una conclusione diversa.

Tralasciando i discorsi su cosa voglia veramente dire scrivere Tex, con cui inevitabilmente si arriva a dire che il migliore (ed unico) sceneggiatore di Tex sia il suo creatore, ma narrativamente parlando e per capacità di scrittura, credo che Boselli sia il migliore. Per intreccio, idee, caratterizzazione dei personaggi. E per qualità delle storie. Ho provato a pensare a una storia brutta del Bos e sinceramente non me ne è venuta in mente nessuna. Certo, ha scritto storie più riuscite e meno riuscite, come tutti, ma di brutte brutte non ne ricordo, cosa che invece è successa, senza ovviamente volerlo sminuire, anche al creatore di Tex in certi casi, specie verso la fine della sua carriera (di Nizzi poi non ne parliamo...).

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Magico Vento dice:

E per qualità delle storie. Ho provato a pensare a una storia brutta del Bos e sinceramente non me ne è venuta in mente nessuna. 

 

In proporzione alla notevole quantità di storie sfornate, sono una piccolissima percentuale, ma anche Mauro è incappato in alcune storie bruttine a mio avviso. E' fisiologico che accada! 

 

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No, anche Boselli ha scritto storie brutte, la peggio di tutte Alaska, in cui si tende a dare la colpa solo ai disegni pessimi, ma anche la sceneggiatura è terribile in realtà. Ma anche altre, per foruna non tra quelle più ambiziose. Le storie ambiziose magari le sbaglia, ma brutte brutte è difficile che le faccia perchè è uno sceneggiatore molto accorto e sa cosa non deve sbagliare.

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Proviamo a farlo con i voti

 

Bonelli padre (non si può dare un voto)

 

Ha creato Tex e questo basterebbe perché questo personaggio ha regalato emozioni a generazioni intere di persone.

Ma non ha fatto solo questo. Ha scritto grandi capolavori, ha fatto la storia del fumetto in Italia, credo di dire senza torto, in un modo difficile da replicare anche per i suoi successori. E il suo Tex è uno dei miei preferiti insieme a quello di Borden.

Duro, giusto, leale, intelligente, fallibile se serve ma con gran stile, che è ciò che lo rende davvero diverso e migliore rispetto al Tex di Nizzi, per esempio, fallibile ma senza stile.

Non tutte le sue storie sono perfette, e ci mancherebbe, e nel non dare un voto esprimo semplicemente l'incapacità di classificare chi ha creato qualcosa. Si può forse dare un voto al creatore e al suo giardino dell'Eden? 

No. Ma possiamo votare chi ha messo piede in quel giardino dopo di lui.

 

Leggendario

 

Nizzi (voto 7)

 

Scindiamo lo sceneggiatore dalla persona (che non conosco ma che in alcune sue dichiarazioni non ha dato gran prova di simpatia e ci sta possa suscitare emozioni contrastanti). Nizzi è un ottimo sceneggiatore, ha scritto Tex dopo ed in contemporanea con il creatore del personaggio, una roba da far tremare i polsi e ha traghettato Tex con migliaia di tavole e storie sicuramente meritevoli, ma tanti bassi dopo gli alti. Ammetto che Nizzi è l'autore che ho letto meno in proporzione tra i fantastici 4 citati nel topic (ma di Nolitta ci sono meno storie che degli altri), perché mi piace meno come stile e non mi entusiasma quasi mai.

Ma da quel che ho letto ad oggi, sono più le storie di Nizzi poco riuscite, con un Tex poco fedele all'originale, quasi ridicolizzato e ridotto a commedia western. Da amante di Carson, non perdono a Nizzi l'averlo ridotto a macchietta troppe volte e no, non riesco ad affrontare la lettura di Tex come un diversivo senza troppe pretese, perché in molti casi il Tex Nizziano è questo, un passatempo disimpegnato.

Il voto è più per la riconoscenza di essersi fatto carico di una gran mole di lavoro (pagata eh) e di aver provato ad emulare GLB, ma ahimè senza migliorare il personaggio, anzi impoverendolo. Non condivido le accuse di chi afferma che Nizzi abbia intenzionalmente ridicolizzato il personaggio, credo sia avvenuto per mancanza di idee, forse perdita di passione e ispirazione, ma non credo che alcun artista ami fare un lavoro di bassa qualità. 

Tra le storie da lui scritte, la mia preferita resta quella sul primo Texone, con un Tex esplosivo e violento.

Fa strano sentir dire a Nizzi che il suo Tex era quello più bilanciato, che non menava le mani se non strettamente necessario, rispetto al Tex di GLB. Il miglior Nizzi è proprio quello che porta in scena un Tex rustico ed efficace.

 

"Può la perpetua felicità del Giardino dell'Eden essere diventata tanto noiosa che mangiare la mela fu un atto giustificato?"

 

Boselli (voto 9.5)

 

A lui il voto lo do. Nel giardino dell'Eden ci è finito e non si è limitato a rinverdire un prato ingiallito, ma ha anche messo giù qualche nuova specie di fiore (penso a Tex Willer ma in generale alla freschezza che si respira su Tex).

Non sono d'accordo con Nizzi, Boselli scrive un Tex diverso da GLB, si, ma nello stile e non nell'essenza del personaggio.

Boselli da l'impressione di essere un uomo d'azienda se paragonato a Nizzi, ma la sensazione è che il suo vero atto di fedeltà sia verso Tex e il suo creatore.

E poi, il Carson di Boselli è davvero un piacere da leggere per chi ama il personaggio e direi che tra i lettori di Tex siano pochi a non amare in modo viscerale il buon vecchio Kit. 

Grande scrittore, soggetti freschi e mai banali, ma a suo agio anche con il classico.

Capace di gestire trame lunghe con tanti personaggi, ottimo anche su storie brevi e classiche (l'Agente Indiano per citarne una recente), qualche volta un po' verboso, ma in fondo le storie meno riuscite di Boselli sono proprio queste, quelle un po' pesanti nei dialoghi. 

Direi che se questo è il peggio che può capitargli, Tex è in una botte di ferro. Talento ce n'è a volontà e quando mancano l'ispirazione o la ciambella ha un buco un po' storto, l'amore e la passione per Tex permettono a Boselli comunque di portare a casa storie che  si salvano e che meritano la sufficienza e in una collana seriale che esce da 70 anni ogni mese, non è una cosa da poco, ma un mezzo capolavoro. Il voto è anche per questo. 

 

Siede alla destra del [Bonelli] padre. 

 

Nolitta (senza voto)

 

Senza voto per l'enorme rispetto verso un grande editore e sceneggiatore (ma non di Tex) che per il suo lavoro sia di editore che di sceneggiatore merita solo un grazie enorme.

Fatico a dir qualcosa, o a giudicare Nolitta su Tex, perché Nolitta Tex non lo ha mai scritto o compreso (e fa strano perché è stato personaggio di punta della sua casa editrice), ha forse scritto storie sul cugino di Tex, un pistolero pavido e isterico, e un po' sborone. Ammetto che di lui ho letto tutto tranne "El Muerto". Potrebbe ribaltare il mio giudizio? 

Ha anche scritto meno degli altri e forse lo ha fatto solo per assicurare la continuità della serie e dar mano forte a Nizzi.

Trovo anche ingeneroso impuntarsi troppo contro il suo Tex, è in fondo un qualcosa di particolare e a parte.

Non lo considererei nemmeno tra gli sceneggiatori principali di Tex ad averne fatto la storia, al pari dei tre sopra citati. 

 

E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito". Poi piegò le ginocchia e gridò forte [ultime parole]: "Signore, non imputar loro questo peccato". Detto questo, morì. ( dagli Atti degli Apostoli)

 

Edited by LedZepp
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Come già accennato non sono in grado di rispondere a questa domanda, troppi fattori in gioco. Come altri metterei GLB fuori concorso in quanto creatore del nostro. In generale sono comunque contento di poter spaziare tra stili e caratterizzazioni anche diversi dall'originale, purchè il personaggio e lo spirito della serie non venga stravolto (e qui ognuno avrà il suo grado di sopportazione).            

  

Relativamente agli sceneggiatori principali posso comunque dire che:

 

- Leggendo il GLB dei tempi d’oro si colgono appieno l'essenza del personaggio, la sua grandezza ed i motivi del successo della serie.

 

- Le storie che più mi hanno emozionato sono quelle di Boselli (in coppia con Marcello).

 

- La storia che più mi ha divertito in assoluto, e in generale quelle più leggere e scorrevoli, sono di Nizzi.

 

Quanto agli altri:

 

- Pur con tutti i difetti universalmente attribuitagli, qualche storia valida l’ha scritta anche il buon Nolitta, anche se globalmente della vecchia guardia è quello che apprezzo meno.

 

- Ormai Ruju ha scritto un buon numero di avventure, ma le prime probabilmente rimango ancora le sue storie migliori. Speriamo recuperi un pò di smalto.

 

- L'ex Manfredi è entrato poco in sintonia con il personaggio, peccato visto l'altra sua ottima serie western.

 

- L'ex Faraci ha scritto relativamente poco e quindi un calo oggettivo e repentino come quello che ha avuto non depone a suo favore.

 

P.S. PESSIMISTICO

Spero che le nuove leve saranno in grado di tenere alta la bandiera texiana nel momento in cui l'attuale curatore sarà costretto a cedere il timone. In caso contrario o piuttosto che assistere ad uno snautramento eccessivo della serie, ne preferirei la chiusura.:deserto:

 

 

 

 

Edited by Il Biondo
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Il 21/9/2022 at 11:11, LedZepp dice:

Proviamo a farlo con i voti

 

Bonelli padre (non si può dare un voto)

 

Ha creato Tex e questo basterebbe perché questo personaggio ha regalato emozioni a generazioni intere di persone.

Ma non ha fatto solo questo. Ha scritto grandi capolavori, ha fatto la storia del fumetto in Italia, credo di dire senza torto, in un modo difficile da replicare anche per i suoi successori. E il suo Tex è uno dei miei preferiti insieme a quello di Borden.

Duro, giusto, leale, intelligente, fallibile se serve ma con gran stile, che è ciò che lo rende davvero diverso e migliore rispetto al Tex di Nizzi, per esempio, fallibile ma senza stile.

Non tutte le sue storie sono perfette, e ci mancherebbe, e nel non dare un voto esprimo semplicemente l'incapacità di classificare chi ha creato qualcosa. Si può forse dare un voto al creatore e al suo giardino dell'Eden? 

No. Ma possiamo votare chi ha messo piede in quel giardino dopo di lui.

 

Leggendario

 

Nizzi (voto 7)

 

Scindiamo lo sceneggiatore dalla persona (che non conosco ma che in alcune sue dichiarazioni non ha dato gran prova di simpatia e ci sta possa suscitare emozioni contrastanti). Nizzi è un ottimo sceneggiatore, ha scritto Tex dopo ed in contemporanea con il creatore del personaggio, una roba da far tremare i polsi e ha traghettato Tex con migliaia di tavole e storie sicuramente meritevoli, ma tanti bassi dopo gli alti. Ammetto che Nizzi è l'autore che ho letto meno in proporzione tra i fantastici 4 citati nel topic (ma di Nolitta ci sono meno storie che degli altri), perché mi piace meno come stile e non mi entusiasma quasi mai.

Ma da quel che ho letto ad oggi, sono più le storie di Nizzi poco riuscite, con un Tex poco fedele all'originale, quasi ridicolizzato e ridotto a commedia western. Da amante di Carson, non perdono a Nizzi l'averlo ridotto a macchietta troppe volte e no, non riesco ad affrontare la lettura di Tex come un diversivo senza troppe pretese, perché in molti casi il Tex Nizziano è questo, un passatempo disimpegnato.

Il voto è più per la riconoscenza di essersi fatto carico di una gran mole di lavoro (pagata eh) e di aver provato ad emulare GLB, ma ahimè senza migliorare il personaggio, anzi impoverendolo. Non condivido le accuse di chi afferma che Nizzi abbia intenzionalmente ridicolizzato il personaggio, credo sia avvenuto per mancanza di idee, forse perdita di passione e ispirazione, ma non credo che alcun artista ami fare un lavoro di bassa qualità. 

Tra le storie da lui scritte, la mia preferita resta quella sul primo Texone, con un Tex esplosivo e violento.

Fa strano sentir dire a Nizzi che il suo Tex era quello più bilanciato, che non menava le mani se non strettamente necessario, rispetto al Tex di GLB. Il miglior Nizzi è proprio quello che porta in scena un Tex rustico ed efficace.

 

"Può la perpetua felicità del Giardino dell'Eden essere diventata tanto noiosa che mangiare la mela fu un atto giustificato?"

 

Boselli (voto 9.5)

 

A lui il voto lo do. Nel giardino dell'Eden ci è finito e non si è limitato a rinverdire un prato ingiallito, ma ha anche messo giù qualche nuova specie di fiore (penso a Tex Willer ma in generale alla freschezza che si respira su Tex).

Non sono d'accordo con Nizzi, Boselli scrive un Tex diverso da GLB, si, ma nello stile e non nell'essenza del personaggio.

Boselli da l'impressione di essere un uomo d'azienda se paragonato a Nizzi, ma la sensazione è che il suo vero atto di fedeltà sia verso Tex e il suo creatore.

E poi, il Carson di Boselli è davvero un piacere da leggere per chi ama il personaggio e direi che tra i lettori di Tex siano pochi a non amare in modo viscerale il buon vecchio Kit. 

Grande scrittore, soggetti freschi e mai banali, ma a suo agio anche con il classico.

Capace di gestire trame lunghe con tanti personaggi, ottimo anche su storie brevi e classiche (l'Agente Indiano per citarne una recente), qualche volta un po' verboso, ma in fondo le storie meno riuscite di Boselli sono proprio queste, quelle un po' pesanti nei dialoghi. 

Direi che se questo è il peggio che può capitargli, Tex è in una botte di ferro. Talento ce n'è a volontà e quando mancano l'ispirazione o la ciambella ha un buco un po' storto, l'amore e la passione per Tex permettono a Boselli comunque di portare a casa storie che  si salvano e che meritano la sufficienza e in una collana seriale che esce da 70 anni ogni mese, non è una cosa da poco, ma un mezzo capolavoro. Il voto è anche per questo. 

 

Siede alla destra del [Bonelli] padre. 

 

Nolitta (senza voto)

 

Senza voto per l'enorme rispetto verso un grande editore e sceneggiatore (ma non di Tex) che per il suo lavoro sia di editore che di sceneggiatore merita solo un grazie enorme.

Fatico a dir qualcosa, o a giudicare Nolitta su Tex, perché Nolitta Tex non lo ha mai scritto o compreso (e fa strano perché è stato personaggio di punta della sua casa editrice), ha forse scritto storie sul cugino di Tex, un pistolero pavido e isterico, e un po' sborone. Ammetto che di lui ho letto tutto tranne "El Muerto". Potrebbe ribaltare il mio giudizio? 

Ha anche scritto meno degli altri e forse lo ha fatto solo per assicurare la continuità della serie e dar mano forte a Nizzi.

Trovo anche ingeneroso impuntarsi troppo contro il suo Tex, è in fondo un qualcosa di particolare e a parte.

Non lo considererei nemmeno tra gli sceneggiatori principali di Tex ad averne fatto la storia, al pari dei tre sopra citati. 

 

E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito". Poi piegò le ginocchia e gridò forte [ultime parole]: "Signore, non imputar loro questo peccato". Detto questo, morì. ( dagli Atti degli Apostoli)

 

Stavo per rispondere, poi ho letto il testo di LedZepp e onestamente non saprei che dire di diverso. 

 

(solo una cosetta su Nolitta: secondo me, consapevolmente o inconsapevolmente Tex lui lo odiava. Problemi col padre, presumo: Tex era costruito a immagine e somiglianza di GLB, e credo che come per tutti i figli di padri troppo prorompenti Sergio Bonelli facesse fatica a confrontarsi- e forse non gli ha mai perdonato la separazione da Tea Bonelli. Come editore, non poteva strozzare la gallina dalle uova d'oro; ma se putacaso Mister No si fosse messo a vendere tanto da sostituire Tex...

Salverei di suo "El Muerto", quello sì: un Tex crepuscolare, diverso dal solito, magari un po' troppo piccione. Ma quando la lessi da bambino mi piacque molto quel Tex più malinconico e non imbattibile (i difetti della storia ho cominciato a vederli da un po' più grande, ma le sensazioni del bambino restano tutta la vita). Fosse rimasta un unicum, come storia, sarebbe stata perfetta. Ma poi Nolitta prese a darci dentro... 

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@borden Io uno collana TEX What If la valuterei magari con un formato, una foliazione e una periodicità non troppo impegnativa. Se gestita non al "tutto è possibile" ma modificando i presupposti e non la logica e le leggi della fisica secondo me potrebbe regalare perle interessanti.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, KitWiller dice:

@borden Io uno collana TEX What If la valuterei magari con un formato, una foliazione e una periodicità non troppo impegnativa. Se gestita non al "tutto è possibile" ma modificando i presupposti e non la logica e le leggi della fisica secondo me potrebbe regalare perle interessanti.

 

 

Non ci sarà mai un Tex IF, finché dipenderà da me.

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