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TWF - Tex Willer Forum

Le copertine dei personaggi bonelliani a confronto


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L'idea di questo topic mi è stata data dalla lettura di un articolo di Arduino de Bonis del 2 marzo 2021 intitolato 

 

LE NUOVE COPERTINE DI ZAGOR NON REGGONO QUELLE DI TEX

 

(clicca sul link per visionare l'articolo)

 

Estrapolo qualche passo interessante:

 

 

Cita

Le copertine sono sempre un elemento importante in un albo Bonelli.
Aurelio Galleppini, che si firmava Galep, riusciva come pochi a disegnare il West. Galep era abilissimo anche a disegnare copertine con tematiche horror.

 

 

Quando Galep lascia Tex nel 1994 Civitelkli rischia di essere declassato a Mister No:

 

 

Cita

Negli ultimi tempi l’art director Luigi Corteggi gli “sistemava” le copertine. È Fabio Civitelli, in un’intervista pubblicata su una fanzine toscana, a dirlo. Per questa rivelazione pare che Sergio Bonelli avesse voluto retrocederlo facendogli tornare a disegnare Mr. No.

 

 

Stano poteva essere il nuovo copertinista di Tex:

 

 

Cita

Claudio Villa aveva già disegnato le copertine di Dylan Dog. Fu Sergio Bonelli a sceglierlo, preferendolo a Stano e al suo stile “pittorico”. Vinse il disegno “al tratto” di Villa.

 

 

L'autore continua a disquisisre sulle copertine per arrivare alla fine alla conclusione: come tanti lettori non ritiene Piccinelli all'altezza del compito che gli è stato conferito:

 

 

Cita

Alcuni lettori chiedono che Zagor torni a essere il personaggio di una volta, vogliono vedere il “vero” volto di Zagor, e spesso invocano Marco Verni e Joevito Nuccio. Si tratta di due lettori diventati autori: Verni scriveva lettere alla rubrica della posta di Zagor, mentre Nuccio era un forumista internettiano.
Marco Verni ha un ripasso di tutto rispetto, veloce e deciso, mentre quello di Joevito Nuccio pare insufficiente (sembra più una matita grossolana).

In definitiva possiamo dire che se una volta le due colonne della Bonelli, Tex e Zagor, potevano confrontarsi alla grande, oggi Tex ha il miglior copertinista esistente e Zagor… be’, forse no.

 

 

Il punto di partenza della nostra discussione è questo:

 

come vedete voi la situazione in generale sulle copertine bonelliane ?

 

Villa rappresenta ancora il top o lascia intravvedere segni di stanchezza ?

 

Chi vorreste vedere al suo posto ?

 

Come giudicate le copertine di un Carnevale su Tex o di un Rubini su Zagor ?

 

Perché la Bonelli insiste nel mantenere un impianto classico sulle copertine del mensile quando potrebbe mietere, forse, più consensi con una spettacolarizzazione delle copertine come per esempio quelle dei cartonati (o per quanto riguarda Zagor e Rubini delle edizioni americane ?)

 

 

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@pecos, il problema è che il Tex di Galep era più giovane e più magro, con l'età si ingrassa...    (e io ne so qualcosa, mannaggia ai carboidrati...)      

Nello staff stavamo giustappunto notando una certa tendenza, negli ultimi tempi, a svalutare le opinioni altrui con espressioni decisamente forti e contrarie all'etichetta del forum, in particolare do

Non mi offendo per così poco. Però cerchiamo davvero una maggiore serenità nei giudizi e nel modo di porci verso gli altri forumisti. E soprattutto ricordiamo che nessuno qui tra noi detiene verità as

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Io ho sempre detto che per me CVilla è un eccellente vignettista ma non è altrettanto bravo nelle copertine. Un cambio di copertinista non mi sconvolgerebbe più di tanto, quindi, anche perchè forse avremo più possibilità di vedere il buon Claudio sulle tavole. A sostituirlo mi piacerebbe Rubini, Bocci o Andreucci. Avrei detto Carnevale ma forse il suo stile è troppo "pittorico" (assumendo utilizzi lo stesso dei cartonati da libreria) per illustrazioni popolari come le copertine da edicola di Tex.

 

Per quanto riguarda Piccinelli, a me non è mai piaciuto neanche come vignettista, ma francamente di Zagor me ne frega niente quindi sta bene lì.

Edited by Gunny
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Dio ci scampi e liberi dalle "spettacolarizzazione delle copertine" all'americana! (quella che hai postato di Zagor è inguardabile...)

 

Penso che sarebbe ora che si affrontasse la realtà: il fumetto cartaceo, e quello Bonelli in particolare, farebbe bene a tenere da conto il più possibile i suoi vecchi lettori. Perchè non ne troverà più di nuovi, non in quel numero. Il fumetto cartaceo è obsoleto. Voler "modernizzare" copertine e storie vuol dire spesso stravolgerle, perdendo i vecchi lettori senza attirarne di nuovi.

 

Sulle copertine, sostituire Ferri non è facile perchè per me era un copertinista eccezionale. Forse il migliore della Bonelli. Meglio anche di Galep. Piccinelli quindi si è trovato di fronte ad una "missione impossibile". Però le sue copertine non mi piacciono molto comunque.

 

Per essere un grande copertinista non basta essere un grande disegnatore. Non basta nemmeno essere un grande illustratore (è il problema per me delle copertine di Cavenago per Dylan Dog: Cavenago fa delle bellissime illustrazioni, ma non "buca" la pagina, non attrae lo sguardo. Quando lo guardi dici "però, questo è proprio bravo"...  ma devo volerlo andare a guardare perchè l'occhio sulla copertina di Dylan Dog non ti cade, non attira l'attenzione.  Una copertina deve colpire al primo sguardo anche l'osservatore più distratto, non deve essere troppo complessa (e tutte le patacche con cui le coprono ultimamente le rendono ancora meno visibili). Non a caso Sergio Bonelli quando "montava" le copertine dei primi numeri di Tex Gigante ritagliando quelle degli albi d'oro, toglieva. Toglieva un sacco di cose. Spesso toglieva gli sfondi, i comprimari, lasciava solo Tex e quello che stava facendo.  (all'epoca aveva avuto l'idea giusta, non capisco come mai anni più tardi invece abbia fatto modificare, peggiorandole, le copertine della Tutto Tex)

 

Per me le copertine di Villa non solo sono eccezionali (e fanno vendere, anche per questo gliene fanno fare tante, non solo per Tex), e hanno il grande vantaggio di sommare un disegno dettagliato e "moderno" ad una perfetta riconoscibilità di Tex. Detta così pare facile ma non lo è, qualunque altro copertinista (pure Ticci...) sarebbe stato un "trauma" maggiore per i lettori, e avrebbe forse portato ad un "rifiuto" come quello che vedo delle cover di piccinelli.

 

Per il resto, non vedo molti grandi copertinisti alla Bonelli, ma non credo nemmeno sia solo colpa loro. Grafiche sovraffollate e caotiche, loghi ingombranti, copertine fredde e plastificate...  riuscire a far risaltare una copertina rischia di diventare una specie di miracolo...

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Ci sono alcune cose su cui non concordo: 

Cita

Un altro copertinista famoso tra gli appassionati dei fumetti Bonelli è Franco Donatelli. Donatelli disegnava le copertine del Piccolo Ranger, un personaggio creato dallo sceneggiatore Andrea Lavezzolo sulla falsariga del Piccolo Sceriffo e di Capitan Miki. Le copertine di Donatelli ricordano certi libri illustrati degli anni cinquanta, con storie ispirate ai racconti di Moby Dick o ad altri classici. Ricordano anche alcuni manifesti western dello stesso periodo.

In realtà, le copertine di Donatelli non sono così belle come si dice oggi. Piacciono per la tecnica pittorica (rara a vedersi in un fumetto), ma hanno parecchi problemi. I dettagli non sono altissimi, il protagonista spesso non sembra Kit Teller, ma una specie di suo parente più grande, e i temi non coincidono sempre con il contenuto dell’albo. Vanno, insomma, un po’ a ruota libera.

Quindi, le copertine (bellissime) di Donatelli, non sono dettagliate e quasi mai non coincidono con il contenuto. Perchè quelle dell'autore che cita poche righe sopra, ovvero Galep no? Le sue cover, hanno gli stessi difetti, il secondo problema soprattutto dopo, si riscontra meno, con l'unica differenza, che quelle di Donatelli hanno quello stile pittorico incredibile. 

Poi: 

Cita

Prima di Villa, Gallieno Ferri teneva botta su Zagor, almeno fino al n. 400. Se Villa ha sempre realizzato un disegno estremamente curato, Ferri poteva contare su un dinamismo che il primo non può vantare. 

Quelle di Ferri (che a me piace come copertinista), sono dinamiche, ma quelle di Villa no. Mmm: 

La prova del fuoco

 

El Supremo - Sergio Bonelli

 

Nei bassifondi di San Francisco

Giusto per citarne tre.

Cita

Moreno Burattini, che ha ereditato il posto di Marcello Toninelli

Non capisco, cosa vuole dire. Subito dopo Burattini, arriva Boselli (guarda caso, arriva con una storia che inizia a metà albo, dopo la fine di una Toninelliana) ed è lui lo scrittore principale, almeno per il primo periodo. Oltre ad essere il curatore. 

Infine: 

Cita

Il suo primo disegno vede uno Zagor immobile, con il simbolo sul petto che sembra un adesivo e il volto trasfigurato. Cico, sullo sfondo, è disegnato con stile realistico, ma infantile.

Riferito ad un disegno, che si vede a fine articolo. L'autore dice che è infantile, quando il disegno di Piccinelli, è venti spanne sopra a quello di "Magia Indiana". Concordo giusto sul simbolo sul petto.

Ora: 

<span style="color:red">49 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Villa rappresenta ancora il top o lascia intravvedere segni di stanchezza ?

Villa è il Top! Il migliore della Bonelli senza ombra di dubbio.

 

<span style="color:red">52 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Chi vorreste vedere al suo posto ?

Nessuno, se proprio dovessi scegliere: Rubini, forse anche Carnevale.

<span style="color:red">52 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Perché la Bonelli insiste nel mantenere un impianto classico sulle copertine del mensile quando potrebbe mietere, forse, più consensi con una spettacolarizzazione delle copertine come per esempio quelle dei cartonati (o per quanto riguarda Zagor e Rubini delle edizioni americane ?)

Perchè non avrebbe più consensi. Dove si può cambiare si cambia: Dylan Dog, Orfani, Mercurio Loi, Il Confine..... Ed in generale le testate nuove, o quelle dove i lettori non sono tradizionalisti. Se su Tex, al posto di Villa mettessero Cavenago, il personaggio perderebbe un buon numero di lettori.

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Per mè, Villa è ancora il top. Se si dovesse cambiare mi andrebbero bene  i Cestaro o Mastantuono. Darei però un po'  più libertà a Villa nella gestione delle copertine, dove possa sperimentare  anche qualcosa di nuovo, visto che non sa più dove sbattere la testa, per non fare copertine  gia viste.

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Non scherziamo, la SBE ha una squadra di copertinisti penso unica al mondo. Tra i due grandi vecchi Galep e Ferri e le generazioni successive con gente come il già citato Villa, Stano (non perdonerò mai a Recchioni di non averlo lasciato alle cover proprio quando stava attraversando una seconda giovinezza con illustrazioni impeccabili, coraggiose e originali), Alessandrini, Soldi, Spadoni, Di Gennaro, il bistrattato Riboldi, Fior, Mastantuono e tanti altri che sicuramente sto dimenticando ci sarebbe materiale per decine e decine di artbook.

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  • Sceriffi
2 ore fa, ymalpas dice:

Stano poteva essere il nuovo copertinista di Tex.

 

 

A me la frase originale suona più come l'espressione di un ballottaggio iniziale fra Stano e Villa per le copertine di Dylan Dog, detto con la consecutio temporum sbagliata. :D

Del resto, anche sui quotidiani nazionali la consecutio temporum è ormai un lusso...

 

1 ora fa, MacParland dice:

L'autore dice che è infantile, quando il disegno di Piccinelli, è venti spanne sopra a quello di "Magia Indiana". Concordo giusto sul simbolo sul petto.

 

Ma ce li hai gli occhi, ragazzo? :D Non esiste neanche un universo parallelo in cui il disegno di Piccinelli stia alla pari della copertina di Ferri per composizione ed equilibrio dei piani, figuriamoci sopra.

 

Ferri, per me, miglior copertinista della storia della Bonelli. Meglio perfino di Galep, mi arrischio a dire.

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Premettendo che sono del tutto scevro di opzioni tecniche di disegno, e quindi posso basare il mio giudizio su mere considerazioni estetiche, personalmente ho sempre ritenuto Villa un disegnatore ed anche un copertinista coi controfiocchi, capace di conferire grande espressività a Tex ed in generale ai personaggi che raffigura nelle sue cover. Ed aggiungo che, forse dietro influenza del mio avvicinamento a Tex datato 2001, sono forse talmente "assuefatto" a lui da ritenerlo, come copertinista, di livello superiore anche ad un mostro sacro come Galep. Al contempo, ed al netto di qualche fisiologico passaggio a vuoto, non ritengo affatto che le cover di Villa siano poco dinamiche, basta citare quelle portate ad esempio da @MacParland.

 

Vogliamo poi trascurare la bellezza evocativa di copertine di Tex l'inesorabile, L'ombra del Maestro o I tre fratelli Bill, solo per citarne tre di grandissimo impatto emotivo, per tacere di quella de Il passato di Carson?

 

Il tutto a dimostrazione, a mio modestissimo parere, di una grande versatilità e volontà di sperimentare, pur nel rispetto di una classicità che mi auguro possa contraddistinguere le copertine di Tex e degli albi SBE in generale ancora molto a lungo, o meglio nei secoli dei secoli 😜.

 

Riservandomi, infine, di riprendere eventualmente in un prossimo post la questione delle altre pubblicazioni bonelliane, mi limito per il momento a sottoscrivere quanto scritto da @MarrFarr, ossia l'altissima qualità del parco di copertinisti di cui la casa editrice può disporre (ne cito giusto due, Piccinelli di Zagor e Riboldi di Dampyr), ed ha dunque il dovere di tenersi stretti.   

Edited by juanraza85
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  • Collaboratori
<span style="color:red">1 ora fa</span>, MacParland dice:

Giusto per citarne tre.

 

Si ma anche:

 

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Quante di Villa con un Tex imbambolato che guarda ? 

 

Quante volte nella stessa posizione con la pistola in mano, una volta a destra una volta a snistra, in mezzo piano ?

 

Le copertine di Galep avevano solo un soggetto: Tex. La ricerca era quella di trovare sempre una nuova posizione, una nuova angolatura. Le copertine erano spoglie di dettagli, volutamente. Al lettore non interessava altro, dopotutto. L'unica cosa che voleva vedere nella copertina era Tex.

 

Ora, quoto il messaggio di Diablero, nella copertina del mese prossimo, patacca, strillo pubblicitario, strega, tutte le gradazioni di colore, in ultimo ti accorgi che c'è Tex. Anonimo.

 

La tecnica di Villa non si mette in discussione. E' il migliore. E il suo Tex è riconoscibile come nessun altro, Diablero cita Ticci, ma probabilmente anche Civitelli sarebbe stato un pessimo copertinista.

 

Però è già a quasi 350 copertine solo per la regolare, non contiamo le centinaia realizzate per Repubblica. Non sa più cosa inventarsi, come e dove mettere Tex, si concentra ormai solo sui dettagli. Su altre cose. 

 

image.thumb.jpeg.542facf63b3dcfab4b605f58ff4700cc.jpeg

 

Da questa copertina, con un tema - Guatemala - dovevi tirarne fuori qualcos'altro. Invece una delle peggiori. Colori smorti. Certo Diablero ha ragione quando parla dei colori eccessivi degli americani, ma cribbio qualcosa di più vivo !!!

 

Forse sarebbe il caso che il curatore gli dettasse anche l'impostazione, che Villa facesse come gli altri che lo hanno preceduto, "copiasse" copertine che "bucano". Per esempio:

 

s-l500.jpg s-l500.jpg s-l500.jpg

 

 

Sono solo esempi, i primi che mi è capitato di trovare. In queste copertine c'è Tex, nient'altro. E in delle pose che non abbiamo mai visto.

 

Per me è questo 'aspetto da recuperare, più che cambiare il copertinista di Tex.

 

 

 

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Credo che Villa sia il migliore dei copertinisti possibili, tenendo conto del fatto che le copertine devono "bucare".
Un altro fuoriclasse come Civitelli, ad esempio, non lo vedrei adatto, perché la sua caratterizzazione in bianco e nero non si adatterebbe molto al colore.. E' un po' lastoria dei comici da TV o da cinema. I tempi sono diversi, ce ne sono stati di grandissimi in entrambi i campi, ma il meglio lo davano e lo danno in un ambito solo.
E poi, abbiamo uno che è bravo e al quale auguro di battere Galep arrivando almeno fino al 801, non vedo neanche tutta questa necessità di cambio e infine: Tex è fatto di tradizione, quando l'innovazione non è sufficiente a motivare un cambiamento. Dunque, semmai, riparliamone fra otto anni. Naturalmente, è solo un'opinione, non una pretesa verità.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

nella copertina del mese prossimo, patacca, strillo pubblicitario, strega, tutte le gradazioni di colore, in ultimo ti accorgi che c'è Tex. Anonimo

 

Io la ritengo una copertina straordinaria, invece. L'ambientazione, le gradazioni di colore, i personaggi sinistri sullo sfondo ne fanno un'immagine tremendamente suggestiva, rendono palpabile la minaccia incombente su un Tex che comunque c'è ed è prossimo all'azione.

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Piccinelli è un grandissimo ragazzi,non scherziamo.Le sue sono copertine bellissime,il problema è che hanno uno stile per me troppo moderno per Zagor

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  • Collaboratori
<span style="color:red">30 minuti fa</span>, Leo dice:

Io la ritengo una copertina straordinaria, invece. L'ambientazione, le gradazioni di colore, i personaggi sinistri sullo sfondo ne fanno un'immagine tremendamente suggestiva, rendono palpabile la minaccia incombente su un Tex che comunque c'è ed è prossimo all'azione.

 

D'accordo, Tex c'è MA NON E' CENTRALE. Il succo del mio discorso sta tutto qui. Nelle copertine di Galep c'era Tex, nelle copertine di Villa c'è ANCHE Tex. Metto il maiuscolo per mettere in evidenza il concetto. 

 

Per spiegarmi meglio:

 

s-l300.jpg

 

In questa copertina Tex è centrale. Tex è in movimento. Ci sono la strega e ci sono i lupi, ma sono secondari, il senso di pericolo grava su Tex. Questa è una copertina di Tex.

 

In quella di Villa Tex è statico e difatti il senso di pericolo non è dato dalla lotta strenua di Tex contro i lupi ma solo dall'immagine sinistra della strega. Cioè è una copertina sulla strega che si approccia e Tex che sta a guardare. 

 

La strega, Mitla, c'è anche nella copertina di Galep e neanche lei, tra l'altro, è statica.

 

Tra le due copertine, quella di Galep merita 10 come voto, quella di Villa 7 oppure 8.

 

Meglio non so spiegarlo.

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<span style="color:red">5 minuti fa</span>, ymalpas dice:

In quella di Villa Tex è statico e difatti il senso di pericolo non è dato dalla lotta strenua di Tex contro i lupi ma solo dall'immagine sinistra della strega. Cioè è una copertina sulla strega che si approccia e Tex che sta a guardare. 

 

La strega, Mitla, c'è anche nella copertina di Galep e neanche lei, tra l'altro, è statica.

 

Tra le due copertine, quella di Galep merita 10 come voto, quella di Villa 7 oppure 8.

Sono d'accordo. Villa è bravissimo, ma ha il difetto di fare troppo spesso copertine statiche, o poco drammatiche, vedi quella dell'ultimo Maxi o quella del suo Texone, che qui nel forum ha vinto come copertina dell'anno ma era inferiore ad altre, secondo me.

 

Detto questo, mi auguro che Villa continui, magari rendendo le sue copertine più essenziali e dinamiche. Anche Recchioni a Stano su Dylan Dog aveva chiesto qualcosa di simile, prima che cedesse l'incarico a Cavenago.

 

Comunque, anche Carnevale a me non dispiacerebbe.

tex by Massimo Carnevale | Arte cowboy, Arte del fumetto, Carnevale𝙼𝚊𝚜𝚜𝚒𝚖𝚘 𝙲𝚊𝚛𝚗𝚎𝚟𝚊𝚕𝚎 on Twitter: "#texwiller  #sergiobonellieditore #bonelli… "Com'è il Texone di Massimo Carnevale - FumettologicaMassimo Carnevale

𝙼𝚊𝚜𝚜𝚒𝚖𝚘 𝙲𝚊𝚛𝚗𝚎𝚟𝚊𝚕𝚎 on Twitter: "#Tex #TexWiller  https://t.co/dExGF40cLM… "Massimo Carnevale (@MaxCarnival) | Twitter | Carnevale, Fumetti, SfondiArtStation - Massimo CarnevaleTex Willer. I due disertori

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, ymalpas dice:

 

D'accordo, Tex c'è MA NON E' CENTRALE. Il succo del mio discorso sta tutto qui. Nelle copertine di Galep c'era Tex, nelle copertine di Villa c'è ANCHE Tex. Metto il maiuscolo per mettere in evidenza il concetto. 

 

Per spiegarmi meglio:

 

s-l300.jpg

 

In questa copertina Tex è centrale. Tex è in movimento. Ci sono la strega e ci sono i lupi, ma sono secondari, il senso di pericolo grava su Tex. Questa è una copertina di Tex.

 

In quella di Villa Tex è statico e difatti il senso di pericolo non è dato dalla lotta strenua di Tex contro i lupi ma solo dall'immagine sinistra della strega. Cioè è una copertina sulla strega che si approccia e Tex che sta a guardare. 

 

La strega, Mitla, c'è anche nella copertina di Galep e neanche lei, tra l'altro, è statica.

 

Tra le due copertine, quella di Galep merita 10 come voto, quella di Villa 7 oppure 8.

 

Meglio non so spiegarlo.

 

Il concetto è chiaro, anche prima ti eri spiegato benissimo. Ma il fatto che Tex sia statico o che non sia centrale ai miei occhi non sminuisce la bellezza della copertina di Villa, né la rende meno texiana. 

 

La copertina di Galep, meravigliosa, coglie Tex in azione mentre un'altra minaccia, Mitla, incombe. Nella copertina di Villa, invece, Tex è colto nel momento della quiete prima della tempesta. Tex non è lì che guarda e basta: dalla sua posa si indovina la tensione, una tensione sempre misurata com'è nello stile del ranger, e lo si immagina già pronto a scattare. Per ora, però, non ce n'è bisogno: anzi, l'approssimarsi lento delle due figure inquietanti sullo sfondo, la loro stessa flemma, rendono la strega e Carrillo ancora più magnetiche, più sinistre, arcane.

 

Decisamente per me la  copertina villiana non è da meno rispetto a quella di Galep.

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Mi sto sfogliando il volume " le copertine di tex gigante 2000-2018 " ,  ce ne sono tantissime con tex centrale, e in azione.  Comunque si fa fatica a trovarne una di brutta🙋‍♂️

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<span style="color:red">6 ore fa</span>, ymalpas dice:

come vedete voi la situazione in generale sulle copertine bonelliane ?

 

Villa rappresenta ancora il top o lascia intravvedere segni di stanchezza ?

 

Chi vorreste vedere al suo posto ?

 

Come giudicate le copertine di un Carnevale su Tex o di un Rubini su Zagor ?

 

Perché la Bonelli insiste nel mantenere un impianto classico sulle copertine del mensile quando potrebbe mietere, forse, più consensi con una spettacolarizzazione delle copertine come per esempio quelle dei cartonati (o per quanto riguarda Zagor e Rubini delle edizioni americane ?)

 

Non sono la persona più adatta a rispondere alla prima domanda, perché acquisto solo Tex e saltuariamente Dampyr. Però delle copertine di Tex sono sempre molto soddisfatto: è vero che qualche posa più dinamica non guasterebbe, ma sono dell'idea che Villa sia davvero il massimo, il migliore tra i copertinisti Bonelli.

 

Piccinelli su Zagor (che non leggo ma mi capita spesso di vederne le copertine in edicola) non mi entusiasma: ha anche lui un tratto realistico come Villa, e ai disegni su Tex mi piace moltissimo, tuttavia non mi trasmette molto, non sono copertine che mi attirerebbero per un acquisto. Il contrario accade con Dylan Dog, le cui copertine invece mi attirano sempre, e devo fare sempre un po' di sforzo per non acquistare l'albo. Tante volte la copertina e il titolo di una storia di Dyd mi hanno promesso delizie che poi puntualmente non sono arrivate, troppe perché possa crederci ancora: ma, se fosse per le copertine, Dyd lo prenderei ancora.

 

Di recente, infine, mi sono capitate sott'occhio le copertine di Nathan Never, che non mi sono affatto piaciute, soprattutto nella resa del protagonista. Uno stile molto differente rispetto a quello che ricordavo e nettamente meno accattivante. 

 

Sulle copertine Bonelli non posso quindi tracciare un bilancio netto, ma senz'altro da quelle poche copertine che vedo oltre a Tex quel bilancio non sarebbe ampiamente positivo. Su Tex invece, come detto sopra, sono ampiamente soddisfatto da Villa e non lo vorrei sostituito da nessun altro. 

 

Carnevale: la sua copertina del Texone è bellissima, e non nascondo che mi piacerebbe vederlo all'opera più spesso in illustrazioni texiane. Ma, per quanto bello, è troppo lontano dalla tradizione per poter essere un candidato credibile. 

Mastantuono: lui lo vedrei meglio, il suo Tex, anche se troppo sintetico e serioso  mi ha sempre entusiasmato.

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  • Sceriffi

Cito @Poe così, perché da telefonetto faccio prima.

Le copertine di Stano per Recchioni, soprattutto le prime, erano bellissime. Per me superiori a quelle di Cavenago, pur molto belle; ma come impatto e suggestioni quelle di Stano erano incredibili, ne ho ancora in mente diverse, a distanza di anni, senza mai averle riviste.

 

Per rispondere a @Leo: su Tex Carnevale non ce lo vedrei proprio e non perché troppo lontano dalla tradizione, ma perché trasmette un'idea di West proprio antitetica a quella texiana. Illustratore fenomenale, comunque, sia ben chiaro.

 

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<span style="color:red">9 minuti fa</span>, virgin dice:

Cito @Poe così, perché da telefonetto faccio prima.

Le copertine di Stano per Recchioni, soprattutto le prime, erano bellissime. Per me superiori a quelle di Cavenago, pur molto belle; ma come impatto e suggestioni quelle di Stano erano incredibili, ne ho ancora in mente diverse, a distanza di anni, senza mai averle riviste.

 

Per rispondere a @Leo: su Tex Carnevale non ce lo vedrei proprio e non perché troppo lontano dalla tradizione, ma perché trasmette un'idea di West proprio antitetica a quella texiana. Illustratore fenomenale, comunque, sia ben chiaro.

 

 

Ma quindi Stano ora cosa fa? Disegna storie per Dyd? Su Carnevale concordo.

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Esempi di copertine di Galep e Villa tra le mie preferite. Essenziali, evocative, drammatiche, Tex centrale.

Non voglio fare confronti - sia chiaro - tutte meravigliose e diverse tra loro come soggetto, ma quelle di Villa tendenzialmente meno drammatiche, con un Tex un po' più "composto", meno in tensione. Quelle di Galep con pochissimi dettagli sullo sfondo, ma ben scelti.

 

I killersIl giudice MaddoxTex N.110 - Chinatown

I banditi della città fantasmaLuna insanguinataGli scorridori di Mackenzie - Tex 670 cover

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Io non riuscirei a immaginare una copertina di Tex realizzata da un altro autore, al momento. In quasi trent'anni il mitico Claudio ha mantenuto, a mio avviso, un livello qualitativo straordinario e consideriamo che è stato "spremuto" parecchio, visto che oltre alla serie regolare e alcuni speciali, si è dovuto sobbarcare tutte le cover della CSAC e una miriade di cartoline allegate alla Nuova Ristampa. Alcune possono apparire un tantino statiche, ma è fisiologico su un campione così ampio. A mio avviso Claudio è anche penalizzato dalla colorazione digitale troppo piatta, imposta dalla redazione sulla regolare. Ogni volta che sui social mostra l'opera originale, il raffronto con quello che finisce in edicola è impietoso! 

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È vero che sono più statiche. Un'altra molto statica era quella con tutti i bisonti morti: una copertina meravigliosa che racchiudeva una storia immeritevole di tanta bellezza. Ma nonostante la staticità le copertine di Villa sono capolavori. Senza nulla togliere alle copertine di Galep, meno accurate di quelle di Villa ma tremendamente evocative, dal sapore di western e avventura 

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Villa è un copertinista nato (il suo ultimo Texone è in pratica una serie di copertine). Dovrebbe riempirle meno di particolari e quando lo fa sono nettamente migliori e stare più attento alle proporzioni. Sono uno dei pochi a preferire la colorazione al computer rispetto alle sue indicazioni (i suoi visi sempre tra il viola e il paonazzo non mi piacciono proprio). Anche Piccinelli dovrebbe "tirar via" in modo che le copertine non siano solo "bei disegni realizzati meticolosamente" ma sopratutto degli "specchietti per le allodole". Una copertina piena zeppa di piccole cose e piena di piccole aree a colori in edicola scompare. Provate a sistemare qualche albo a caso come se fossero in un espositore: vecchi e nuovi Tex o vecchi e nuovi Zagor. Fateci una foto e poi guardatela, scommetto che il vostro occhio cascherà subito sopra una illustrazione di Ferri o di Galep.

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  • Sceriffi

Le copertine perfette:

 

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