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[Texone N. 38] I due fuggitivi


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Confermo l'odore forte, me lo ha fatto notare mia figlia di 8 anni...

Ho sfogliato le tavole, mi sembra che Freghieri abbia fatto un lavoro eccellente. A breve mi dedicherò alla lettura. 

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<span style="color:red">57 minuti fa</span>, virgin dice:

Anche la mia copia ha un odore molto forte. Lo stesso, come dice @Gunny, ma molto più forte.

Pensavo che fosse la mia memoria a fare difetto.

 

Confermo anch'io. E' come odore di petrolio (forse particolari inchiostri moderni?), capita talvolta da circa 2 anni a questa parte anche con albi editi da altre case editrici, ma mai un odore così intenso. Non volevo raccontarlo, per evitare di sembrare un tipo dalla critica facile, ma ho acquistato il Texone insieme al n. 8 di Nick Raider che aveva il classico odore di carta appena stampata. Messo a contatto con il Texone per mezza giornata, con questo caldo torrido pur al chiuso e nelle migliori condizioni di conservazione, ha assunto un pò di quel sentore di petrolio anche NR. A questo punto li ho imbustati entrambi prima della classica lettura.

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SPOILER 

 

Texone decisamente migliore di quello dell'anno scorso.

Il soggetto  riprende per grandi linee quello del Texone n. 7  di Nizzi/Ortiz  , tuttavia  Manfredi riesce a tessere una trama tutta sua , senza fronzoli , con la giusta ironia e senza sbavature, la lettura scorre gradevolmente,  seguendo tutti i vari fili e sottotrame che alla fine convergono all'esito finale. Nessun dettaglio è lasciato al caso.

Un Manfredi, dunque, in perfetta sintonia con Tex e Carson. Ottimo anche la caratterizzazione dei vari personaggi: tutti interessanti e funzionali alla trama. ( la banda dei rapinatori, i cacciatori di taglie, il Doc, i vari Barman, il macchinista, i cittadini in consiglio, Il Capoccia del paese,  la mamma di Bill, Theo  il mugnaio , shorty,... ed un cenno particolare alla bella Josephine:P)

Freghieri , dopo qualche esitazione incomprensibile per le  altre storie di Tex iniziate e  lasciate nel passato, sfodera una prova da grandissimo Maestro del fumetto. E' in piena sintonia con il personaggio ( in particolare il suo Carson  mi ha ricordato tanto Galep) , la caratterizzazione dei vari personaggi è spettacolare ! ha centrato per ognuno la caratterizzazione somatica adatta a quella psicologica data dal soggettista, per non parlare della sua Josie, che non ha nulla da invidiare alle tante "femmes" disegnate per DyD, ... la sua pioggia , i paesaggi..  sono bellissimi... il forte abbandonato, il saloon, l'emporio,... la citazione della " casa nella prateria" ...  non dico altro.

Aspetto adesso di rileggerlo sul numero Bis , che uscirà il mese prossimo.

Due piccole note, a mio avviso,  stonate : una grafica (all'arrivo di Shorty al rifugio  chiama il bandito di guardia  "Menphis" ma non sembra lui o almeno in seguito cambierà vestiario :wub:) l'altra di trama : Non ho capito o risulta debole l'atteggiamento dello scout meticcio alla fine della storia che d'improvviso abbandona i suoi amici cacciatori di Taglie beccandosi una pugnalata alle spalle ,...

Voto sceneggiatura 9

voto disegni 9,5

 

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Letto in treno.

probabilmente non ero dell'umore giusto (e si, bisogna essere dell'umore giusto anche per leggere), ma pur considerandola una storia riuscita non mi ha appassionato.

Manfredi meglio del solito direi, ma continua a non essere la mia tazza di the su Tex.

Comunque fila tutto liscio, a parte che le capacità mediatiche di Tex che capisce solo dalla faccia della madre che il morto non è quello giusto, farebbero concorrenza a quelle di padre Pio, che al solo vederti capiva che eri stato a letto con la cugina e ti dava dello sporcaccione.

A parte questo la storia fila.

Ma, ripeto, sarà manfredi, sarà che ero di umore strano, non ho provato alcuna emozione.

Belli i disegni, del tutto al livello della testata.

Non metto voti, ho difficoltà a votare la sceneggiatura.

I disegni invece 9.

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5 hours ago, valerio said:

Comunque fila tutto liscio, a parte che le capacità mediatiche di Tex che capisce solo dalla faccia della madre che il morto non è quello giusto, farebbero concorrenza a quelle di padre Pio, che al solo vederti capiva che eri stato a letto con la cugina e ti dava dello sporcaccione.

Concordo. E subito dopo da due iniziali capisce subito chi è il morto (non "sospetta", che dopo l'indizio delle iniziali sarebbe quasi ovvio: no, è proprio sicuro e sa già tutto quello che è successo... ) :laugh:

 

E non è l'unico "miracolo" che vediamo avvenire: i contadini pregano DISPERATI per la mancanza di pioggia, arriva Tex e DOPO DIECI MINUTI C'È UN TEMPORALE...  da cui si capisce che Manfredi non ha mai fatto il contadino in vita sua, se pensa che le nubi temporalesche arrivino in cinque minuti senza essere annunciate nemmeno da un cambio di temperatura...  :laughing:

 

Non ho molto altro da dire sulla storia, nel bene o nel male: non pessima, non eccezionale, dubito che la ricorderò in futuro, quindi meglio che ne parli adesso per un aspetto che mi pare quello più peculiare. Peculiare come le (non) reazioni che ha provocato in giro.

 

Mi immagino così la scena: Manfredi legge le recensioni di qualche Tex di Boselli, e gli va di traverso il caffè, a leggere che nessuno mette più comprimari di lui, che nessuno ci mette i personaggi "grigi" come fa lui... e Manfredi si sente punto sul piano professionale. E fra lampi, tuoni e fulmini (che non mancano mai nelle scene di giuramento), grida che saprà scrivere una storia con tanti comprimari da fare il record su Tex!

 

Contiamo i personaggi che sono (1) identificati e (2) parlanti (i due criteri di solito usati per distinguere i veri e propri personaggi dai passanti sullo sfondo):

Abbiamo Billy, Martin e Josephine, la madre di Billy, e poi... quanti membri della banda di Wade? Erano in 14 (12 tolti Billy e Martin), 3 vengono stecchiti da Tex e Carson, hanno delle battute, viene detto il loro nome e quanto valgono. Non sono personaggi che appaiono più volte ma non sono nemmeno comparse sullo sfondo. Per adesso li tengo e mi riprometto di fare una scrematura più avanti considerando solo i personaggi più importanti. Comunque sono finora 16 personaggi.

 

Non metto il ragazzino che chiama lo sceriffo anche se parla e ha un nome, non esageriamo, ma ci metto lo sceriffo che parla un sacco con i pards ed è caratterizzato individualmente. e siamo a 17. Poi arrivano Jeff Barnes e i suoi cacciatori di taglie (e sono 5, e facciamo 22 in tutto). Poi c'è Gordon Wills, Murray, Doc Spaulding, Johnson il barman, Rose, Yancey, Theo, Silver Kane e Gilbert,  In tutto sono 31 PERSONAGGI nominati e caratterizzati!

 

Per fare un confronto, nella recente storia di Mefisto in cui molti si sono lamentati per "i troppi personaggi", i nuovi personaggi erano : Ruth, il dottor Crane, Gradmore, Willy, Mister Morryson, Medina, London Crabbe, Hsiang Tao, Somerset, Duke e Lorna, il giudice Matthews, Madame Li. SOLO 13 PERSONAGGI. Meno della metà.

 

Perché allora "il manicomio del Dottor Weyland" sarebbe una storia "con troppi personaggi", e la stessa cosa non si dice di questo texone?

 

Forse perchè nella storia di Mefisto ci sono anche vecchi personaggi? Non trovo molto corretto sommarli, non sono la stessa cosa: i nuovi personaggi vanno presentati e caratterizzati e il lettore deve fare uno sforzo di memoria per ricordarseli poi, mentre su Tex tutti sanno già che sono Yama e Mefisto (e paradossalmente, se contassimo anche i vecchi personaggi dovrei contare anche Tex e Carson e questo texone raggiunge i 33 personaggi, praticamente un record!). Ma dai, leviamoci la curiosità e sommiamo pure quelli: sono Mefisto, Yama, Tom Devlin, Mike, Mandip, Tony Bamonte, Angelo, Bingo, Lefty, e Sam (e gli ultimi 4 per me sarebbero un unico personaggio, "la palestra Hercules", ma vabbè...). Contando anche questi dieci sono 23 personaggi. Contro 31. La differenza rimane notevole.

 

Vogliamo contare i luoghi? Praticamente tutta la storia di Mefisto si svolge in un unica città e in un manicomio. Quante città tocca il Texone?

 

Guardiamo le vicende? OK, sfido chiuque a fare lo schemino degli spostamenti dei 31 personaggi nel Texone con le varie motivazioni.

 

"Personaggi grigi"? Nel Texone ci ne sono Billy, Martin, Doc Spaulding, Silver Kane e il cacciatore di taglie indiano. Nella storia di Mefisto non ce n'è nemmeno uno (anche se Duke e Lorna tradiscono Mefisto, lo fanno solo per avidità e paura)

 

Chiarisco una cosa: NON SONO RIMASTO CONFUSO DAGLI AVVENIMENTI DEL TEXONE, E NEMMENO DI QUELLI DELLA STORIA DI MEFISTO! Entrambe le trame presentano complicazioni, ma non certo al livello di essere poco comprensibili. Solo che mi chiedo come sia possibile che ci siano tante proteste per i "troppi personaggi" (13) e non ce ne siano per 31....

 

Se la storia dei troppi personaggi è una critica reale e non una "frase fatta" tirata fuori quando si parla di Boselli, per me vuol dire che il problema in realtà è un altro: cioè, se effettivamente c'è qualcosa che rende poco comprensibili al "lettore medio" le storie di Boselli...  si vede che non è il numero di personaggi il problema.

 

A parte queste comparazioni numeriche, ne ho una qualitativa:

 

Per molti aspetti, questo Texone mi ricorda il primo di Manfredi, "Verso l'Oregon". Entrambi sono dei viaggi, di diversi personaggi che si incontreranno solo nel finale. Un viaggio in cui i pards vengono ostacolati non solo dalle persone ma anche dagli eventi naturali, frane, alluvioni, etc.  In entrambi ci sono continui cambi di location e cambiano le persone che i pard incontrano.

 

E le similitudini finiscono qui... mentre le altre differenze sono tutte "negative" per questo Texone. Mentre in "Verso l'Oregon" la destinazione e le motivazioni erano chiarissime, e tutti puntavano dritti come un fuso sin dall'inizio perso un punto, qui i personaggi vagano un po' come api impazzite. Se in "Verso l'Oregon" da una parte imparavano a conoscere le compagne di viaggio di Tex e Carson, e Tex e Carson erano personaggi a tutti gli effetti di quella carovana, con le loro reazioni e i loro sforzi, qui i vari personaggi sembrano sagome, anche Spaulding che dovrebbe essere borderline alla fine si mostra una pasta d'uomo che potrebbe tranquillamente anche essere un serial killer, la sua (assente) caratterizzazione giustificherebbe entrambe le cose. Tex e Carson qui non sono personaggi, sono una "funzione narrativa", servono a sfoltire man mano i cattivi e non fanno altro.

 

Come dicevo, non un pessimo texone, anche se abbastanza arzigogolato e di sicuro non memorabile. Ma il confronto con Verso l'Oregon, proprio anche solo a livello di caratterizzazione dei personaggi, fa vedere quanto sia calato ultimamente Manfredi come sceneggiatore...

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, valerio dice:

le capacità mediatiche di Tex che capisce solo dalla faccia della madre che il morto non è quello giusto,

Ma questa è sempre stata una caratteristica di Tex, quella di riconoscere se una persona mente o dice la verità. E qui il sollievo della madre per aver scoperto che il figlio non è morto dev'essere ben visibile. Tra parentesi, questo è un aspetto di vari personaggi della Bonelli: Julia, Nathan, Nick Raider spesso dopo aver parlato con qualcuno dicono: "mi sembra sincero", "secondo me nasconde qualcosa", "se mente è un grande attore" o cose simili. Non ci trovo niente di strano, considerato appunto che la madre del bandito è una persona piuttosto trasparente.

<span style="color:red">3 ore fa</span>, Diablero dice:

E subito dopo da due iniziali capisce subito chi è il morto

Be', anche qui è elementare la deduzione: ci sono due iniziali sulla cintura, Tex ha in tasca le taglie dei banditi, c'è un bandito con le stesse iniziali, non c'è bisogno di essere Sherlock Holmes...

<span style="color:red">3 ore fa</span>, Diablero dice:

Perché allora "il manicomio del Dottor Weyland" sarebbe una storia "con troppi personaggi", e la stessa cosa non si dice di questo texone?

Ma le critiche al "manicomio del Dottor Weyland" non erano che ci sono troppi personaggi nella storia in generale, ma che nel finale, solo nel finale, c'è un affollamento eccessivo di personaggi nel manicomio, e questo trasforma una storia partita come un horror in una storia d'azione che toglie un po' di atmosfera e di drammaticità per i troppi cambi di prospettiva. Sono due cose differenti. Nessuno si è lamentato stavolta che Boselli ha scritto una storia troppo contorta con Tex poco centrale (come si fa di solito).

 

<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

"Personaggi grigi"? Nel Texone ci ne sono Billy, Martin, Doc Spaulding, Silver Kane e il cacciatore di taglie indiano.

Per me questi non sono personaggi "grigi". Alla fine risultano tutti brave persone, che non farebbero male a una mosca, compresi i due fuggitivi. La storia è piuttosto manichea: i buoni da una parte, i cattivi dall'altra. Il Doc è un ciarlatano ma definirlo per questo "grigio" mi sembra eccessivo, il cacciatore di taglie che non vuole mettersi nei guai uccidendo due rangers famosi (e temibili) mi sembra solo dotato di buon senso, Kane è il padrone della città ma è onesto tanto che Tex dice "mi sembra un tipo a posto" (anche qui capacità medianiche?, no solo capacità di saper valutare le persone tipica di Tex).

 

<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

Tex e Carson qui non sono personaggi, sono una "funzione narrativa", servono a sfoltire man mano i cattivi e non fanno altro.

Questo forse è il difetto principale della storia, oltre che una certa mancanza di pathos, che non fa appassionare molto. 

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Ho letto “I due fuggitivi” solo ieri e mi sento di essere pienamente soddisfatto. Ottima storia, ben architettata e con comprimari generalmente interessanti e ben costruiti. Senza grandi fronzoli o particolari orpelli, la scrittura risulta tutto sommato gradevole nonostante due cedimenti logici abbastanza vistosi: l’occhio della madre e il diluvio universale improvviso.  
I disegni li ho trovati nel complesso sontuosi e molto piacevoli, é un peccato che alcune vignette non siano  realizzate con la stessa cura di altre ma risultano decisamente apprezzabili le tavole mute perché fu fatto risaltano i disegni di un grande come Freghieri.

“I due fuggitivi” non é certo il miglior Texone mai prodotto ma penso che si difenda bene grazie alla sua semplicità: abbiamo letto storie che si annunciavano magniloquenti ma che alla lettura presentavano falle su falle, l’ultimo speciale é bello e semplice come forse molte storie dovrebbero semplicemente pretendere di essere. Per me il voto é un 8 pieno!

P.S. Anche io ho riscontrato un odore leggermente più intenso del normale ma mi sono accorto soprattutto della grammatura inferiore delle pagine!

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Il texone puzza da morire. L'ho letto in treno con la FFP2 e sentivo un puzzo infernale.

Sulle capacità medianiche di Tex, ok che le ha sempre avute, ma mi è parso un po' troppo.

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<span style="color:red">50 minuti fa</span>, valerio dice:

Sulle capacità medianiche di Tex, ok che le ha sempre avute, ma mi è parso un po' troppo.

Tutti noi abbiamo visto ben di peggio suvvia, la sospensione dell’incredulità in Tex si é dimostrata anche con stupidaggini più clamorose…

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Buongiorno!

 

La lettura di questo Texone è stata sicuramente molto gradevole.

 

Lo ritengo un buon lavoro in generale e un'ottima prova di Giovanni Freghieri ai disegni al punto che stupisce il fatto che abbia già gettato la spugna in due precedenti occasioni. Disegni "luminosamente oscuri", meravigliose le scene sotto la pioggia e una caratterizzazione grafica di tutti i personaggi pienamente azzeccata. Peccato doverci godere Freghieri solo adesso, ma ora che è scuderia conviene non farselo scappare.

 

Manfredi non spende troppe parole per delineare le motivazioni dei personaggi, le informazioni vengono fatte passare al lettore attraverso dialoghi secchi e diretti. Dal punto di vista prettamente tecnico, per quanto non mi possa affatto definire un esperto, la sceneggiatura mi sembra ottima nel senso che mette in scena un elevato numero di personaggi dando ad ognuno la propria caratterizzazione (per quanto qualcuno risulti più abbozzato di altri, vedi il mago della pioggia) e sviluppa la narrazione in modo sciolto e lineare. Certo, qualche passaggio narrativo è giustificato con molta fatica (le già citate capacità medianiche di Tex, per dirne una) e i continui spostamenti dei vari gruppi di personaggi costringono il lettore a tenere tutti i neuroni attivi per non perdersi, ma nel complesso sono rimasto più che soddisfatto.

 

Sceneggiatura a parte, l'impressione che ho avuto è che Manfredi abbia usato tutto il proprio mestiere, che è buono e sostanzioso, ma poco cuore.

 

Mi spiego: "tecnicamente" è tutto a posto, ma mi sembra che Manfredi abbia scritto un po' con il freno a mano tirato, sceneggiando la storia con sapiente mestiere, ma senza aggiungerci troppo di suo. Vero che siamo su Tex e gli sceneggiatori devono state attenti a lasciarsi andare con i loro guizzi, ma è anche vero che storie precedenti di Manfredi (il Texone "Verso l'Oregon", "La grande sete", "Sei divise nella polvere", ma pure il recente "Mississippi Ring") erano indiscutibilmente "sue" e un lettore scafato ci sarebbe arrivato senza neanche leggere i crediti. In questo caso, ma ripeto che è un'impressione mia, non dico che la storia avrebbe potuto scriverla "mio cuGGGino", ma non ci vedo traccia del solito Manfredi, se non nel mestiere messo in campo.

 

In definitiva, mi sento di dare un 8. 

Migliore del Texone dell'anno scorso, ma un gradino sotto a quelli dei 4/5 anni precedenti.

 

p.s. Anche io ho percepito un fastidiosissimo odore provenire dalle pagine. Non sono il tipo da buste, bustine e bustoni per conservare gli albi, ma mi sa che per questo faccio un'eccezione, babba bia! :blink:

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Il Texone di quest'anno l'ho trovato molto buono, di certo Manfredi non imbastisce una sceneggiatura memorabile ma la storia abbastanza classica fila via senza fronzoli o troppe incongruenze. Chiaramente i protagonisti della storia sono i due fidanzatini, Billy e Josephine, in fuga da una banda di fuorilegge e cacciatori di taglie con Tex e Carson a fare da angeli custodi ai due aspiranti sposi. I dialoghi tra Tex e Carson sono secchi ed efficaci, anche se manca un po' di ironia tra i due. La storia presenta moltissimi personaggi molto caratterizzati ma per me non sono un problema se sono funzionali alla storia, e almeno rispetto ad altre storie di Manfredi non ci sono personaggi fuori dal comune. Diciamo che Manfredi ha scritto un'ottima storia perfettamente texiana riprendendosi dalla prova non del tutto riuscita del "Il killer fantasma". I disegni di Giovanni Freghieri li ho trovati ottimi, Tex e Carson sono caratterizzati perfettamente con il suo stile personale. In questo Texone poi ha rappresentato molti paesaggi e alcuni molto suggestivi come le scene sotto la pioggia. Ieri era anche San Giovanni, se mai leggerà questo messaggio gli faccio i miei auguri con un giorno di ritardo :D

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<span style="color:red">20 ore fa</span>, Diablero dice:

 

Non metto il ragazzino che chiama lo sceriffo anche se parla e ha un nome, non esageriamo, ma ci metto lo sceriffo che parla un sacco con i pards ed è caratterizzato individualmente. e siamo a 17. Poi arrivano Jeff Barnes e i suoi cacciatori di taglie (e sono 5, e facciamo 22 in tutto). Poi c'è Gordon Wills, Murray, Doc Spaulding, Johnson il barman, Rose, Yancey, Theo, Silver Kane e Gilbert,  In tutto sono 31 PERSONAGGI nominati e caratterizzati!

 

Per una volta non sono d'accordo con te. Letto ed abbastanza apprezzato. Forse è colpa delle donnine di Freghieri :D

 

Comunque 31 personaggi non sono poi molti, in 224 tavole.

 

Ricordo il record assoluto di Borden: 45 personaggi in 126 pagine. Bandera!

 

Austin colonnello
Barry Buck
Baylor John
Bert
Burnette
Burnette Rose
Burnette Jane
Bridger Jim
Buffalo Hump
Clint
Cochise
Crane Adam
Estrella
Fields
Fiore della prateria (Topsana)
Fiore nascente
Ford Rip
Glanton Joel
Grant
Heger Sam
Houston Sam
Hutter figlia
Hutter figlio
Hutter Klaus
Ike
Iron Jacket
Jake
Lockhart
Lupo Grigio
Manley Ranger padre Rose
Naduah (Cynthia Ann Parker)
Neighbors Bob
Parker Isaac
Parker Qanah
Parker Pecos
Peta Nocona
Pierce Amos
Powell
Ross
Spotted Pony
Tomas
Tex
Van Dorn
Von Meusebach
Zagor
 
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3 hours ago, ggaaco said:

Comunque 31 personaggi non sono poi molti, in 224 tavole.

 

Ricordo il record assoluto di Borden: 45 personaggi in 126 pagine. Bandera!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Contesto il conteggio! :P

 

Io avevo contato solo i personaggi NUOVI, che vanno presentati al lettore (altrimenti avrei dovuto contare anche Tex e Carson...), è diverso con personaggi che il lettore conosce già o perchè sono stati "presentati" in un'altra storia o sono "personaggi storici" che si limitano al loro ruolo "storico".

 

E se controlla tua lista...

 

Austin colonnello  (personaggio storico, che mi sono riletto l'albo, non mi pare si veda mai, lo nominano e basta...)

Barry Buck   (personaggio ricorrente di Tex Willer)

Baylor John  (OK)

Bert (il locandiere che si vede in 3-4 pagine? vabbè che è lui che vendica l'agente indiano...mmm.. OK, lo conto)

Burnette   (personaggio ricorrente)

Burnette Rose   (personaggio ricorrente che qui si vede in due pagine solo a fare la locandiera)

Burnette Jane  (si intravede in tre vignette, sullo sfondo, e la sua battuta più rilevante è "Mamma!")

Bridger Jim   (personaggio storico ricorrente che tra l'altro viene solo citato di striscio in un balloon, non bariamo...)

Buffalo Hump (personaggio storico, si vede appena)

Clint (il vice tontolone che si vede in 4 vignette?)

Cochise  (personaggio storico ricorrente, e qui lo nominano solo in una vignetta)

Crane Adam  (personaggio ricorrente, ormai alla sua terza apparizione)

Estrella  (Personaggio ricorrente come bambina, ora è adulta e si vede solo in due vignette sullo sfondo e non parla nemmeno)

Fields  (non si vede nemmeno, si dice solo che è stato ammazzato da un ubriaco la sera prima)

Fiore della prateria (Topsana) (la bambina neonata che si vede in due vignette in braccio a Naduah? Ah ah ah...)

Fiore nascente  (personaggio ricorrente che qui appare in una manciata di paginette)

Ford Rip  (personaggio storico e ricorrente)

Glanton Joel  (OK)

Grant (ovvero "soldato stordito da Zagor #1 che parla solo un attimo prima nella stessa scena, prende la botta in testa e non compare più"? Andiamo, dai..)

Heger Sam  (OK)

Houston Sam (personaggio storico solo citato)

Hutter figlia (si vede in due vignette, non parla mai e manco dicono il nome, non bariamo...)

Hutter figlio  (si vede? Si vede in una vignetta un bambino non nominato e che non parla, non si dice nemmeno che è parente delle altre figure nella stessa vignetta...)

Hutter Klaus  (si vede in due vignette...)

Ike  (chi???)

Iron Jacket  (personaggio storico, solo nominato di sfuggita)

Jake (ovvero "soldato stordito da Zagor #2 che parla solo un attimo prima nella stessa scena, prende la botta in testa e non compare più"? Andiamo, dai..)

Lockhart  (chi???)

Lupo Grigio  (personaggio ricorrente che qui appare solo in un flashback)

Manley Ranger padre Rose  (che non si vede nemmeno, viene citato solo nel riassunto delle due storie degli special...)

Naduah (Cynthia Ann Parker) (personaggio storico, storia narrata mille volte in mille albi Bonelli, che qui si vede in due pagine)

Neighbors Bob  (personaggio storico)

Parker Isaac (personaggio storico.. che qui non si vede nemmeno!)

Parker Qanah (personaggio storico, storia narrata mille volte in mille albi Bonelli)

Parker Pecos (personaggio storico.. che qui non si vede nemmeno!)

Peta Nocona (personaggio storico, storia narrata mille volte in mille albi Bonelli)

Pierce Amos  (OK)

Powell (il tenentino saccente che si vede in 3 vignette?)

Ross  (personaggio storico, qui presentato come uno st####o, ma senza fargli fare nulla che non gli sia già assegnato dalla Storia)

Spotted Pony (personaggio storico solo nominato)

Tomas  (Personaggio ricorrente)

Tex  (Ah ah ah ah..)

Van Dorn  (mmm.... è il "tipico militare scaldasedie" numero 5000 della serie, si potrebbe dire che è un personaggio ricorrente, ma è nominato e dice quattro cazzate, OK)

Von Meusebach  (personaggio storico che qui si vede in due vignette da lontano...)

Zagor  (Ah ah ah...)

 

Insomma, per arrivare a 45 hai dovuto infilare una quindicina di personaggi solo nominati come Cochise o Jeff Bridger, personaggi che si vedono da lontano, personaggi descrivibili come "bambino in fondo a destra della vignetta 2 di pagina x che secondo me è il figlio del tizio che si vede in due vignette e quindi li conto tutti e due", e hai dovuto pure contare Tex e Carson...  direi che è una lista MOLTO "gonfiata, per non dire di peggio...)   :laugh:

 

Alla fine, quanti sono DAVVERO i nuovi personaggi di Bandera, senza questi giochini? Sono solo sei:

Baylor John 

Bert

Glanton Joel

Heger Sam

Pierce Amos

Van Dorn 

 

Ci aggiungiamo quelli storici che hanno comunque una parte di rilievo? Sono quattro:

Neighbors Bob

Parker Qanah

Peta Nocona

Ross

 

Ci aggiungiamo anche quelli ricorrenti che si sono visti un sacco di volte già noti ai lettori? Sono sei anche loro:

Barry Buck  

Burnette

Crane Adam

Fiore nascente

Ford Rip

Tomas

 

In tutto, non arriviamo nemmeno a 20 personaggi contando anche quelli che i lettori conoscono benissimo o perchè li hanno già visti 3-4 volte in altre storie di Tex o li hanno visti in un sacco di fumetti Bonelli in quanto storici: i personaggi "nuovi" inventati sono 6, altro che i 31 del texone...

 

P.S.: sul fatto che questo texone sia meglio del precedente concordo, ma non è che ci voleva chissà cosa...  "Old South" era costruito come una barzelletta, non nel senso che faceva ridere, ma nel senso che per tutta la storia gli eventi sono piegati in maniera maldestra, con scelte assurde, solo per ottenere una "punchline", come la battuta finale di una barzelletta: la "scena f##a" (nelle intenzioni) della corsa col cannone e l'oro. Questo Texone è già meglio solo per il fatto che è una STORIA, e gli basta questo per arrivarci, ci arriverebbe anche se fosse una storia pessima...

Edited by Diablero
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Bravo, Diablero! Inserire Isaac Parker ... sleale! :lol:

 

Ma lo vedremo nelle prossima! Con Carson e Cico...

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Dire che il Texone è brutto "mi pare" esagerato.

Ma affermare il contrario "è" esagerato.

A parte il diluvio senza preavvisi tipo "mi fanno male i calli, tra poco piove", se il sopravvissuto fra i due fosse stato così furbo da cambiare la cintura con le iniziali, sono convinto che i poteri ipersensoriali di Tex gli avrebbero fatto capire l'avvenuto scambio di identità.

 

La storia si riduce a un conteggio alla rovescia: I cattivi da raggiungere ed eliminare un po' alla volta.

E allora, vista la trama un po'debole, si arricchisce il percorso: se lo scenario fosse stato unico, chessò il deserto salato, sarebbe stata una noia mortale.

Eppoi, se i cattivi fossero stati tanti quanto i componenti della Mano Rossa, Tex non ne avrebbe potuti accoppare più di uno alla volta e la storia sarebbe terminata a pagina 70.

Poteva al massimo arrivare a pagina 90 se Tex ne avesse accoppato mezzo alla volta, o meglio, uno in due volte, prima ferito e poi cadaverizzato.

 

Tutta la parentesi di Wichita Falls, con il personaggio di Kane (per me poco credibile) si può tranquillamente cancellare; è come la pistola che non spara.

Tex segue i cattivi che, lo sa bene, vanno a Wichita Falls.

Ma i cattivi (ma come, Tex non lo sapeva?) non vanno "a" Wichita ma "verso" Wichita, nei dintorni, dall'amico Theo.

A Whichita ci va solo Memphis, disobbedendo agli ordini e condannandosi così a morte.

Per cui l'inutile Kane è un enorme riempitivo che serve solo a giustificare il meno uno di Memphis.

Elimina il personaggio di Menphis e Kane sparisce con Wichita, il treno ecc. ecc.

 

Ho dovuto rileggere, controvoglia, il Texone per capirci qualcosa.

Porta pazienza, è l'età, direte voi.

Un cavolo, sono ancora giovane.

Ho cercato su google map Wichita Falls, nel Texas ai confini con l'Oklahoma senza però capirci qualcosina di più e cavare un ragno dal buco.

E allora ho costruito la mappa degli spostamenti per rendermi conto infine che c'erano solo tappe che, se indicate con A, B e C, la situazione sarebbe stata molto più chiara.

Insomma geografia complicatrice: meno capisci e meno ti accorgi dell'inconsistenza della trama.

 

Poi, per finire con l'inizio, che ruolo aveva la rapina al treno iniziale?

Solo quella di partire da meno tre?

La rapina fallisce e la caccia al tesoro si riferisce a un non ben quantificato malloppo frutto di una rapina precedente.

Ma sì, a qualcosa è servita.

A mostrare la maestria di Tex e Carson che, seduti, estraggono ciascuno entrambe le colt e sparano, sempre seduti, quattro colpi ai due banditi che, con le armi già puntate contro i due pard, non riescono neanche a imprimere una leggera pressione all'indice della mano destra.

 

A me la paura e l'adrenalina avrebbero fatto scattare l'indice come una molla almeno mezza dozzina di volte.

Ci avrei sicuramente lasciata la pelle, ma avrei ridotto Tex e Carson come il mio colapasta preferito.

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La mia idea @Letizia è che forse questa storia sia stata pensata e costruita un passo per volta subordinandola alle tavole di Freghieri e in ciò Manfredi credo abbia fatto un buon lavoro, anche se alcune sequenze sembrano pretestuose. In realtà esse potenziano positivamente l'impatto piacevole di tipo grafico di tutto il texone.

 

È quello che succedeva soprattutto negli anni Novanta con gli albi dei supereroi Image, Marvel e un pò anche DC.

 

In questo caso, comunque, la storia sebbene abbastanza semplice, non si può annoverare fra le cose mal riuscite di Manfredi. Avevo paura dopo l'esperienza disastrosa del suo Color Tex e le assurde polemiche contro @bordenper la copertina di Bedlam, che ce lo fossimo giocati. Fortunatamente no :D 

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Dopo alcuni mesi di digiuno, ho ripreso in mano un Tex, con questa storia di Manfredi. Dopo il Maxi, bella storia ma troppo carica, non mi sentivo molto ben disposto verso uno sceneggiatore che sono più le volte che mi ha deluso su Tex che quelle che mi ha soddisfatto. Considero la sua storia più bella Verso l'Oregon, un piccolo capolavoro, e il fatto che questo fosse un Texone costituiva un precedente tuttavia beneaugurante.

 

Billy e Josephine nella parte della preda. 

La banda del crudele Wade Morgan che li bracca, anche grazie all'astuzia del vecchio Shorty, aspetto da mezza cartuccia che dissimula un cervello fine. 

Appostati come avvoltoi, i subdoli cacciatori di taglie, che seguono le vicende da sciacalli quali sono.

A complicare le cose, un ciarlatano girovago, le cui fattezze fanno intravvedere un'anima che potrebbe rivelarsi nera.

 

Tanti personaggi che si alternano sulla scena in un'avventura maschia, solida, molto western. Le grinte dei personaggi, magistralmente resi da Freghieri, fanno sentire il lettore circondato da un cumulo di carogne che hanno annusato l'odore del sangue. Da Shorty ai bounty killer, da Wade allo stesso notabile Kane, hanno tutti facce rudi, poco rassicuranti, e il vecchio Doc Spaulding non è da meno quanto a viso truce e poco raccomandabile. 

 

Come è già stato fatto notare, anche questo Texone, come Verso l'Oregon, è un viaggio, e forse questo incedere peripatetico giova alle sceneggiature manfrediane. Perché l'avventura è appassionante, si dipana perfettamente pur tra i tanti personaggi, si svolge fluida in un contesto deliziosamente western (e anche qui, complice è Freghieri, autore di una prova stupenda).

 

Western è la piccola comunità in attesa della pioggia, e chi se ne frega (scusate ;) ) se questa arriva miracolosamente, senza preavviso. La liberazione del cielo segue la scena tesa dei fuorilegge che stanno per prostrare quel villaggio di brava gente, che insperatamente passa dalla rovina alla salvezza nel giro di un amen, e ben venga l'acquazzone dopo l'altro miracolo costituito dall'intervento provvidenziale dei rangers. Abbracciatevi, gente, l'acqua è arrivata. 

 

E western sono anche gli abitanti del paese che guardano la bella cantante, con tanto di scemo del villaggio che ricorda un pò, anche per ciò che fa dopo, il personaggio grande e grosso del capolavoro di Steinbeck Uomini e Topi. 

 

Western è infine Doc Spaulding, col suo spaccio di intrugli e bugie. Lui è stata per me la sorpresa più grande: i suoi occhi rivelano un'anima se non nera almeno grigia, e uno spirito se non crudele almeno pragmatico. Mi aspettavo che scappasse col bottino, rapendo la donna. E invece...

 

Western è tutta questa storia. Nel senso classico del termine. Ed è un bel senso e un bel termine. Manfredi, e anche questo è già stato detto, non ci aggiunge i suoi eccessi caricaturali, le sue soluzioni alle volte tortuose. Sceglie una strada dritta,  rispetta i canoni western, sottrae sé stesso a beneficio di Tex. E fa bene.

Edited by Leo
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Se ai bambini degli anni 40, 50, 60 e 70 avessero proposto questo Texone l'avrebbero semplicemente bocciato. Buttato tra i rifiuti senza tanti complimenti.

Non è scritto male, la vicenda ha un inizio e una fine che posso dire sensata, Tex e Carson fanno il minimo sindacale senza svarioni.

E ciò dovrebbe bastare?

Tex un tempo, e ancor oggi leggendo le storie di quei decenni, emozionava.

Qui nulla. Se non fosse per qualche inutile variazione sul tema - tipo lo spettacolo reso dall'imbonitore e dalla ragazza - tutto sarebbe previsto e prevedibile. Non uno scossone al torpore nel leggerlo.

 

Se una storia siffatta riscuote perlopiù buoni riscontri si vede che i lettori sono diventati imho molto meno esigenti, dei fanciulli di allora.

 

E se Freghieri si fa apprezzare ed è un fatto positivo, stupisce come un Manfredi, capace di scrivere ottime storie e non solo per MV, possa limitarsi al compitino ragionieristico di queste tavole.

E si che con Verso l'Oregon aveva fatto un buon lavoro...

  • +1 1
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36 minuti fa, Leo dice:

Dopo alcuni mesi di digiuno, ho ripreso in mano un Tex, con questa storia di Manfredi. Dopo il Maxi, bella storia ma troppo carica, non mi sentivo molto ben disposto verso uno sceneggiatore che sono più le volte che mi ha deluso su Tex che quelle che mi ha soddisfatto. Considero la sua storia più bella Verso l'Oregon, un piccolo capolavoro, e il fatto che questo fosse un Texone costituiva un precedente tuttavia beneaugurante.

 

Billy e Josephine nella parte della preda. 

La banda del crudele Wade Morgan che li bracca, anche grazie all'astuzia del vecchio Shorty, aspetto da mezza cartuccia che dissimula un cervello fine. 

Appostati come avvoltoi, i subdoli cacciatori di taglie, che seguono le vicende da sciacalli quali sono.

A complicare le cose, un ciarlatano girovago, le cui fattezze fanno intravvedere un'anima che potrebbe rivelarsi nera.

 

Tanti personaggi che si alternano sulla scena in un'avventura maschia, solida, molto western. Le grinte dei personaggi, magistralmente resi da Freghieri, fanno sentire il lettore circondato da un cumulo di carogne che hanno annusato l'odore del sangue. Da Shorty ai bounty killer, da Wade allo stesso notabile Kane, hanno tutti facce rudi, poco rassicuranti, e il vecchio Doc Spaulding non è da meno quanto a viso truce e poco raccomandabile. 

 

Come è già stato fatto notare, anche questo Texone, come Verso l'Oregon, è un viaggio, e forse questo incedere peripatetico giova alle sceneggiature manfrediane. Perché l'avventura è appassionante, si dipana perfettamente pur tra i tanti personaggi, si svolge fluida in un contesto deliziosamente western (e anche qui, complice è Freghieri, autore di una prova stupenda).

 

Western è la piccola comunità in attesa della pioggia, e chi se ne frega (scusate ;) ) se questa arriva miracolosamente, senza preavviso. La liberazione del cielo segue la scena tesa dei fuorilegge che stanno per prostrare quel villaggio di brava gente, che insperatamente passa dalla rovina alla salvezza nel giro di un amen, e ben venga l'acquazzone dopo l'altro miracolo costituito dall'intervento provvidenziale dei rangers. Abbracciatevi, gente, l'acqua è arrivata. 

 

E western sono anche gli abitanti del paese che guardano la bella cantante, con tanto di scemo del villaggio che ricorda un pò, anche per ciò che fa dopo, il personaggio grande e grosso del capolavoro di Steinbeck Uomini e Topi. 

 

Western è infine Doc Spaulding, col suo spaccio di intrugli e bugie. Lui è stata per me la sorpresa più grande: i suoi occhi rivelano un'anima se non nera almeno grigia, e uno spirito se non crudele almeno pragmatico. Mi aspettavo che scappasse col bottino, rapendo la donna. E invece...

 

Western è tutta questa storia. Nel senso classico del termine. Ed è un bel senso e un bel termine. Manfredi, e anche questo è già stato detto, non ci aggiunge i suoi eccessi caricaturali, le sue soluzioni alle volte tortuose. Sceglie una strada dritta,  rispetta i canoni western, sottrae sé stesso a beneficio di Tex. E fa bene.

 

Perfetta recensione @Leo, meglio qualcosa di lineare, ma tipicamente western che storie falsamente investigative come quel bruttissimo Color Tex. E torno a dire ... storia al servizio dei disegni di Freghieri, come fece Nizzi con il texone di Magnus.

Edited by Jeff_Weber
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Scusate, ma ci sarà sicuramente stato un lavoro di revisione, al pari del Maxi Tex a storia lunga dello scorso anno, dove venne detto che ci fu una modifica preponderante ai dialoghi. Probabilmente è successo anche in questo Texone, dove la storia risulta essere più Texiana e meno Manfrediana. Qui è riuscito meglio, l'anno scorso peggio.

Edited by Doudou
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<span style="color:red">1 minuto fa</span>, Doudou dice:

Scusate, ma ci sarà sicuramente stato un lavoro di revisione, al pari del Maxi Tex a storia lunga dello scorso anno, dove venne detto che ci fu una modifica preponderante ai dialoghi. Probabilmente è successo anche in questo Texone, dove la storia risulta essere più Texiana e meno Manfrediana. Qui è riuscito meglio, l'anno scorso peggio.

 

L'ho pensato anch'io, ma siccome non ne so nulla non ne ho parlato. E comunque non credo che il lavoro redazionale abbia snaturato la storia. Nel Maxi i personaggi, pur con le sfrondature cui Boselli ha sottoposto la storia, sono rimasti carichi, perché quelli erano, e non è che il curatore potesse riscrivere tutto. Qui, invece, almeno Boselli e il suo staff avranno avuto vita più facile, perché le caratteristiche dei personaggi sono meno marcate e più lineari.

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Sarà sicuramente come dite voi @Doudou e @Leo, in più metti la necessità di essere particolarmente al servizio del disegnatore e il gioco è presto fatto, positivamente s'intende.

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Siccome non riesco ad incollare tra thread .....

 

il 6/12/2021 at 01:21 ggaaco dice:

In queste 126 tavole sono presenti o citati 45 personaggi  (Thread Bandera, pagina 6)

 

Quindi ho sbagliato io a non riportare anche qui che contavo pure i soli citati. Quando leggo un TEX mi piace sapere anche chi sono i soli citati e li ritengo come presenti nella storia. Questa è l'unica considerazione che faccio, per il resto mi limito, come al solito, a fornire un numero semplice e lineare.

 

Diablero avrà pure ragione a fare tutte le sue considerazioni, ma di questo passo si ingarbuglia su tutto e si finisce in una vera discussione da forum, tipo le varie cronologie, dove non si capisce più niente e tutti hanno ragione.

 

10 ore fa, Diablero dice:

Contesto il conteggio! :P

 

Vostro onore. Respingo la contestazione. :P

Edited by ggaaco
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39 minuti fa, Leo dice:

 

L'ho pensato anch'io, ma siccome non ne so nulla non ne ho parlato. E comunque non credo che il lavoro redazionale abbia snaturato la storia. Nel Maxi i personaggi, pur con le sfrondature cui Boselli ha sottoposto la storia, sono rimasti carichi, perché quelli erano, e non è che il curatore potesse riscrivere tutto. Qui, invece, almeno Boselli e il suo staff avranno avuto vita più facile, perché le caratteristiche dei personaggi sono meno marcate e più lineari.

 

 

A parte qualche sfrondatura ai dialoghi nella sequenza di Kane, dove nell'originale Tex trattava con incredibile arroganza e maleducazione un personaggio che in fondo risulta onesto e pure dalla sua parte (!!!), questa storia, esclusi minimi dettagli, è come l'ha scritta Manfredi.

 

 

13 minuti fa, ggaaco dice:

Siccome non riesco ad incollare tra thread .....

 

il 6/12/2021 at 01:21 ggaaco dice:

In queste 126 tavole sono presenti o citati 45 personaggi  (Thread Bandera, pagina 6)

 

Quindi ho sbagliato io a non riportare anche qui che contavo pure i soli citati. Quando leggo un TEX mi piace sapere anche chi sono i soli citati e li ritengo come presenti nella storia. Questa è l'unica considerazione che faccio, per il resto mi limito, come al solito, a fornire un numero semplice e lineare.

 

Diablero avrà pure ragione a fare tutte le sue considerazioni, ma di questo passo si ingarbuglia su tutto e si finisce in una vera discussione da forum, tipo le varie cronologie, dove non si capisce più niente e tutti hanno ragione.

 

 

Vostro onore. Respingo la contestazione. :P

 

 

Solo i personaggi che COMPAIONO sono personaggi. Se cito Garibalidi o Mozart non è un nuovo personaggio!

Edited by borden
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<span style="color:red">8 minuti fa</span>, borden dice:

Solo i personaggi che COMPAIONO sono personaggi. Se cito Garibalidi o Mozart non è un nuovo personaggio!

 

Intendo personaggi citati già presenti nella saga o nel contesto storico di TEX. Garibaldi, Mozart e mia madre non centrano nulla.

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