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[Texone N. 38] I due fuggitivi


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texone.jpg

 

SPECIALE TEX N°38
I DUE FUGGITIVI
 
Uscita: 22/06/2022
Soggetto e Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni e copertina : Giovanni Freghieri
 
Quanto costa cambiare vita? Billy e Josephine lo scopriranno a loro spese!
 
 
Billy è una mezza tacca di bandito e ha deciso di lasciare la carriera criminale alle spalle per una fuga d’amore con la sua bella Josephine… I due però portano con loro il bottino della banda di Wade Gorman, che dà loro una caccia spietata … Il malloppo e le taglie dei banditi fanno gola anche a un gruppo di spietati bounty hunters… Ma sulla pista ci sono un misterioso mago della pioggia e le colt di Tex Willer e Kit Carson!
 
 

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© Sergio Bonelli Editore

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I disegni di Freghieri promettono terribilmente bene, c'è da ben sperare, e se questa come credo è la sua prima prova con il western da queste anteprime sembra averla superata appieno.

 

Anche la trama, dalle anticipazioni riportate da @Sam Stone, parte da una base classica alla quale Manfredi sembra aver aggiunto elementi che diano un po' di originalità e, forse, imprevedibilità, la quale confido sarà anche garantita dalla valorizzazione che in genere egli garantisce alle sfumature psicologiche dei suoi personaggi.

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Posted (edited)

I disegni sembrano molto validi, speriamo la storia sia all'altezza...

Edited by Jim Brandon
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<span style="color:red">42 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

se questa come credo è la sua prima prova con il western da queste anteprime sembra averla superata appieno.

In realtà Freghieri - che è del 1950 - ha già disegnato storie western, sia da giovane per Lanciostory , che successivamente per la Bonelli: due episodi di "Bella & Bronco", su testi di Gino D'Antonio, e uno di Ken Parker, "Il marchio dei McCormack", su testi di Berardi (l'ultimo periodo di Ken Parker). Poi è passato a Martyn Mystere e a Dylan, ma ha disegnato un po' di tutto. Non credo proprio abbia avuto problemi con il West.

Non sarà un capolavoro come altri, questo Texone, ma dalle premesse ha tutte le carte in regola per essere una più che buona storia.

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, Poe dice:

In realtà Freghieri - che è del 1950 - ha già disegnato storie western, sia da giovane per Lanciostory , che successivamente per la Bonelli: due episodi di "Bella & Bronco", su testi di Gino D'Antonio, e uno di Ken Parker, "Il marchio dei McCormack", su testi di Berardi (l'ultimo periodo di Ken Parker). Poi è passato a Martyn Mystere e a Dylan, ma ha disegnato un po' di tutto. Non credo proprio abbia avuto problemi con il West.

 

Grazie per la precisazione, pard :ok:!

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  • Rangers

Recentemente ha disegnato anche un albo per Zagor Le Origini e uno per le Darkwood Novels  :)

Naturalmente la presenza femminile in quell'episodio è stata importante e ben rappresentata :wub: , poi ovviamente ha disegnato meravigliosamente anche tutto il resto!

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<span style="color:red">13 ore fa</span>, juanraza85 dice:

e questa come credo è la sua prima prova con il western da queste anteprime sembra averla superata appieno.

 

Ti hanno già risposto ma lo ribadisco anch'io: Freghieri è tutt'altro che nuovo al western. La prima volta che ho visto la sua firma su un fumetto, è stato nel 1972 sulla serie western Black Rider, il cavaliere nero, pubblicata sull'Intrepido. Se non ha cominciato con il western poco ci manca.

 

<span style="color:red">11 ore fa</span>, Sam Stone dice:

Recentemente ha disegnato anche un albo per Zagor Le Origini e uno per le Darkwood Novels  :)

 

E molto presto lo vedremo di nuovo su Tex. Dopo aver terminato il Texone lo scorso ottobre, è stato messo all'opera sul n. 741 bis che uscirà nel prossimo luglio. attualmente è al lavoro su un Maxi.

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  • Sceriffi

Grandi notizie, queste.

Peccato forse avere Freghieri su Tex solo a un'età già abbastanza avanzata, perché sarebbe stato bello poterselo godere per decenni e decenni... Ma ha fatto la storia su Dylan Dog, non lamentiamoci. Certo, dispiace pensare che, se non si fosse tirato indietro, la sua avventura texiana sarebbe potuta cominciare già anni fa.

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I disegni mi fanno sperare bene, avendolo già visto all'opera su DD, spero in una bella sceneggiatura di Manfredi che sto molto apprezzando avendo recuperato recentemente Magico Vento.

Complimenti per la celerità nel creare il topic.

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La prima storia di Manfredi che lessi, fu "Delitti a passo di danza" apparsa sul Dylan Dog Gigante n.4 nel lontano 1995.

La sceneggiatura era affidata ai pennelli di Freghieri, disegnatore che avevo già avuto modo di apprezzare su Dyd, e ricordo che allora la storia mi piacque.

Ora, a quasi trent'anni di distanza, la coppia di autori si ricompone per un albo gigante di Tex e spero che il precedente positivo, sia di buon auspicio.

 

P.s.  Quel vecchio "Dylandogone" mi fece conoscere pure Andrea Venturi, autore del primo episodio dell'albo, e segnò il debutto di Ruju sulla saga (e sulla Bonelli in genere se ricordo bene) :)

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Sono molto incuriosito dal Texone di quest'anno, dalle anteprime i disegni di Freghieri mi piacciono molto. Il soggetto di Manfredi sembra classico, due innamorati in fuga da una banda di fuorilegge, una rapina al treno, una vecchia missione abbandonata però poi si parla anche di un misterioso mago della pioggia. Manfredi per me su Tex è sempre stato altalenante, trovo ottime storie come "La Grande Sete" e "Sei divise nella polvere" ma altre storie come "La banda dei serpenti" e l'ultimo color tex non le ho trovate molto gradevoli. Vabbè spero sarà un bella storia, comunque ho notato che negli ultimi tre anni i Texoni sono stati disegnati da disegnatori provenienti da Dylan Dog (Carnevale, Casertano e adesso Freghieri) 

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  • 3 weeks later...

Bellissima storia di un grande Manfredi in ottima forma. Eccellentemente ritmata: succede qualcosa in ogni pagina, dall'inizio alla fine, e poi, ragazzi, i dialoghi sono un piacere da leggere, secchi, concisi e molto "quotidiani" se così posso dire. Forse l'unica cosa che si nota è una leggera mancanza di quell'ironia che solitamente distingue le storie di Manfredi. Questa comunque è una signora storia, un grandissimo western che è tutto arrosto e niente fumo. La vicenda si dipana così naturalmente ed è così altamente leggibile che pare di star letteralmente galoppando a fianco di tutti i personaggi. Un unico, insignificante appunto è che nelle ultime scene (diciamo da quando Wade arriva da Theo) i giochi si fanno più intrecciati e i molti personaggi aggiungono un po' di confusione alla conclusione della vicenda. A me piacerebbe che alla SBE facessero una cosa: che mettessero Manfredi fisso sui Texoni, visto che sembra del tutto a suo agio.

 

Sui disegni, che dire: appaiano alla perfezione i testi di Manfredi. Tratto stupendo quello di Freghieri, la cosa bella è che non cala alla distanza come è capitato con certi altri texoni, ma mantiene costante l'altissima qualità. Il volto che appare nella seconda pagina dell'articolo introduttivo di Frediani è puro Tex al 1000% e anche Carson è rappresentato benissimo, ed entrambi i pard forse più giovani di come siamo abituati a vederli, slanciati e agili. Sono davvero soddisfatto.

 

Aggiungo solo un'ultima cosa: dispiace che finora, anche se son passati solo 1-2 giorni dall'uscita, questo Texone non sia ancora stato discusso e sia stato messo in ombra dalla discussione su quella stupida storia di Mefisto.

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Nel complesso, la lettura di questo Texone mi ha lasciato impressioni più che positive. Di certo, Manfredi ha realizzato un'ottima sceneggiatura, forse una delle migliori sulle pagine di Tex, senza ricercare il colpo di scena a tutti i costi e, non secondariamente, caricando nella giusta misura - senza eccedere - le sfumature psicologiche dei personaggi, sia quelli di contorno sia soprattutto i coprotagonisti Billy Cobb e Josephine (saggiamente situati in una posizione di ambiguità al pari del sedicente mago della pioggia Doc Spaulding), che gli antagonisti, da una parte la banda di criminali capeggiata da Wade Gorman e dall'altra la famiglia di cacciatori di teglie di Jeff Barnes. Ottima, globalmente parlando, anche la gestione dei pards Tex e Carson: deciso, risoluti, ma sempre con equilibrio, e - ciò che più conta - sempre in grado di prendere la decisione migliore senza stare troppo a rimuginare.

 

Al pari del pard @Gunny, inoltre, anche io ho trovato che gli eventi si siano succeduti con ammirevole naturalezza e scorrevolezza, in modo tale da rendere la lettura scorrevole e piacevole, con qualche piccola parentesi di sarcasmo che ha strappato un sorriso al lettore ed ha sgravato un po' di tensione dalla vicenda. 

 

Grandissimi applausi, infine, per la performance di Giovanni Freghieri sulla parte grafica: disegni puliti e senza fronzoli, ma al contempo estremamente suggestivi ed evocativi. 

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SPOILER SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

Buon Texone di Manfredi/Freghieri che ha il pregio, come detto da altri, della scorrevolezza e della facilità di lettura, con dialoghi veloci e una trama classicamente western, semplice e lineare, ben costruita, senza sbavature.

 

Resta il fatto che questa è una storia di Tex, ma non di Manfredi.

Nel senso che a me pare che l’autore abbia deciso di scrivere una sceneggiatura perfettamente texiana, tradizionalissima, ma senza metterci niente di suo. Per molti questa è una fortuna, per me un limite. Ogni autore è giusto che aggiunga qualcosa di sé in ciò che scrive, altrimenti il risultato rischia di essere un freddo compitino ben fatto e corretto, ma un po’ insipido, che si legge bene ma poi si dimentica presto.

 

Manfredi ha abituato a storie originali su Tex, sia quelle più riuscite che quelle piuttosto bruttine. Questa è la sua più normale, perfettamente texiana, senza nessun eccesso, inattaccabile dalle critiche (Tex e Carson sono Tex e Carson e la trama non ha incongruenze), ma con poco pathos (il finale è ben poco emozionante e originale).

Sembra quasi l’opposto esatto di quello che di solito Manfredi scrive.

Un esempio? Nella sua prima storia sulla regolare, “La grande sete”, aveva descritto una cittadina attraversata da conflitti, con contadini che per rimediare alla carenza d’acqua si riuniscono in assemblea nel fienile per contrastare gli speculatori, qui invece in questo Texone non c’è nessun conflitto, i paesani si riuniscono nel fienile ma solo per decidere di pagare il mago della pioggia, ossia un ciarlatano che sconfigga per loro la siccità (poi la pioggia arriverà da sola provvidenzialmente).

 

Altro esempio: in tutte le sue storie di Tex (ma non solo) Manfredi descrivere bene i pezzi grossi cittadini, i notabili che controllano con i soldi e i loro sgherri le fiorenti cittadine del west (in sintonia con il Tex di GL Bonelli), dettando la loro legge e facendo i prepotenti (vedi “Oro nero” e sempre "La grande sete"), qui invece il boss della città, Kane, è una brava persona, che tiene l’ordine in città in modo encomiabile e che aiuta i due rangers a sconfiggere i banditi (unici cattivi della storia).

 

Il lieto fine poi è smaccato: Manfredi ci aveva abituato a cinismo, personaggi poco simpatici e tanti morti ammazzati (vedi “Sei divise nella polvere”, “Mississippi Ring”), qui, complice i disegni puliti di Freghieri la violenza c'è ma è molto mitigata, e alla fine i personaggi che sembravano “grigi” in realtà sono tutti buonissimi: sia i due piccioncini, che fanno persino tenerezza nella loro ingenuità, che il mago della pioggia, che in fondo è un gran brav’uomo con istinti paterni (anche se è un ciarlatano che vive alle spalle dei gonzi), con in più l’anziana madre che si presta nel finale a riaccogliere il figliuolo che ha frequentato le cattive compagnie, ricomponendo l'ideale famiglia.

 

Manfredi sembra, insomma, col freno a mano, evita di sbandare ma anche di sorprendere. Anche Tex e Carson sembrano “frenati”, con bei dialoghi ma con poca ironia e sarcasmo, senza impennate (e anche i volti di Tex sono per lo più seriosi).

 

Insomma è senz’altro un buon Texone, questo, ma si è visto di meglio e se lo si paragona alle più riuscite storie di Manfredi su Tex (“Verso l’Oregon”, “La grande sete”, “Mississippi Ring”), o anche ad altri Texoni di argomento simile (vedi “La grande rapina” di Nizzi/Ortiz, che preferisco di gran lunga), è un po’ troppo prevedibile, “perbene” e perfettino, troppo levigato e pulito, come i disegni di Freghieri, belli ma non bellissimi (le pagine migliori sono quelle sotto la pioggia; un consiglio ai prossimi sceneggiatori di Freghieri: fategli disegnare tutta la storia sotto un’acquazzone!:lol:)

 

Storie scritte da Manfredi per Tex:

  

1.       La pista degli agguati   (Maxi 2005)   ***

2.       Verso l'Oregon     (Texone 2011)  ****

3.       La grande sete      (2012)           ****

4.       L'ultimo della lista (color storie brevi)  ***

5.       Sei divise nella polvere  ***

6.       Oro nero!  **

7.       La banda dei Serpenti  *

8.       Sfida nel Montana  (cartonato)  ***

9.       Deserto Mohave!  (Maxi) *

10.     La regina dei Vampiri  ***

11.      Il killer fantasma  (color  lungo)  *

12.     Mississippi Ring  (Maxi)   ****

13.      I due fuggitivi  (Texone)  ***

 

Edited by Poe
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Ottima storia, sia per i testi che per i disegni. Manfredi ha scritto una storia completamente classica, ed è sempre più difficile scriverle di questi tempi, perché con tutte le storie di Tex uscite finora, si rischia di andare a ripetersi. Una scena ho trovato un po' stonata, Tex e Carson sul treno,  che per mè, dovevano essere già con le pistole sfoderare, visto che avevano capito che quei cavalieri  stavano per assalirlo. (L'unica storia  di Manfredi che proprio non ho digerito è stato il killer fantasma, davvero pessima.)🙋‍♂️

 

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<span style="color:red">13 ore fa</span>, Gunny dice:

Aggiungo solo un'ultima cosa: dispiace che finora, anche se son passati solo 1-2 giorni dall'uscita, questo Texone non sia ancora stato discusso e sia stato messo in ombra dalla discussione su quella stupida storia di Mefisto.

 

Sarà stupida per te, ma per me è molto bella.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Piombo Caldo dice:

Ottima storia, sia per i testi che per i disegni. Manfredi ha scritto una storia completamente classica, ed è sempre più difficile scriverle di questi tempi, perché con tutte le storie di Tex uscite finora, si rischia di andare a ripetersi. Una scena ho trovato un po' stonata, Tex e Carson sul treno,  che per mè, dovevano essere già con le pistole sfoderare, visto che avevano capito che quei cavalieri  stavano per assalirlo. (L'unica storia  di Manfredi che proprio non ho digerito è stato il killer fantasma, davvero pessima.)🙋‍♂️

 

 

Orripilante la scrittura e disgustosi i disegni.

  • Confused (0) 1
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Jeff_Weber dice:

 

Orripilante la scrittura e disgustosi i disegni.

 

Ma sei serio? Spero sinceramente di no.

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1 hour ago, Jeff_Weber said:

 

Orripilante la scrittura e disgustosi i disegni.

 

Come si fa a controbattere a un commento cosi' elegante, pacato e ben argomentato? :wacko:

  • +1 1
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

Orripilante la scrittura e disgustosi i disegni.

 

<span style="color:red">41 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Ma sei serio? Spero sinceramente di no.

 

Penso che @Jeff_Webersi riferisse a Il killer fantasma

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, F80T dice:

 

 

Penso che @Jeff_Webersi riferisse a Il killer fantasma

 

Ohibò ... mi sono già espresso con encomio per quest'ultimo texone in chat e mi sono congratulato direttamente con @borden per la scelta di tutti i disegnatori degli albi in edicola, Cestaro, Brindisi e Freghieri. Il giudizio pacato riguarda invece quella ciofeca de il Killer Fantasma, mi sembra ovvio come compreso da @F80T.

 

Un saluto a @Carlo Monni e @MarrFarr :mazza:

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  • Sceriffi

Però la mia copia del texone puzza :mellow:

L'odore della carta è diverso dal solito, non mi piace

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<span style="color:red">40 minuti fa</span>, pecos dice:

Però la mia copia del texone puzza :mellow:

L'odore della carta è diverso dal solito, non mi piace

Vero, però più che diverso mi sembra che sia più forte del solito.

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  • Sceriffi

Anche la mia copia ha un odore molto forte. Lo stesso, come dice @Gunny, ma molto più forte.

Pensavo che fosse la mia memoria a fare difetto.

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