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Voto alla storia  

27 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Aurelio Galeppini
Periodicità mensile: Dicembre 1971
Inizia nel numero 134 a pag. 64 e finisce nello stesso numero a pag. 114


Una cricca di sterminatori di bisonti semina carcasse putrescenti, appestando la riserva degli Utes: dietro le quinte dell'inutile massacro, si muovono due loschi individui di Monticello, l'affarista Nick Barrow e Cristian Mayer, avido agente indiano che rilascia permessi di caccia in cambio di dollari sonanti. Ma entrambi devono fare i conti con Tex.


Copyright: Sergio Bonelli Editore

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  • Collaboratori

Nizzi si è visibilmente ispirato a questa brevissima avventura di Bonelli/Galep nel momento in cui ha dato vita a "I cacciatori di bisonti". A detta di molti buoni intenditori, Galleppini ha raggiunto in queste pagine il suo vertice creativo. La bellezza delle tavole lascia senza fiato i lettori, vecchi e giovani. La struttura delle tavole è molto particolare, per la prima e unica volta in Tex la pagina non è formata da nove vignette di ugual grandezza suddivise nelle classiche tre strisce! In un'intervista Galep ha dichiarato di non amare molto questo tipo di suddivisione, che sembra doversi interpretare come un omaggio allo stile "futurista" di altri celebri disegnatori di quegli anni, come D'Antonio.

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A quanto pare, questa storia doveva originariamente essere pubblicata in un numero speciale, cosa del resto suggerita anche dalla sua brevit? e dalla particolare cura con cui Galep l'ha disegnata ( visibile anche nell'edizione a colori di Repubblica in cui l'ho letta ), una cura evidenziata anche dalla bravura con cui l'artista evade dalla tradizionale impaginazione a striscia. Date le ridotte dimensioni, la vicenda ha un intreccio ridotto all'osso e basato su situazioni topiche, presentate in modo tale da consentire a Tex di brillare al massimo sia negli scambi verbali che ( e ancora di più ) nelle "spazzolate" ai "cattivi". La mia valutazione personale ?:soggetto 6sceneggiatura 8disegni 10

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Io ho letto la storia a colori con i cartonati mondadori.. e le tavole di Galep a colori acquisiscono un atmosfera pulsante di vita, la storia purtroppo non la ricordo più molto lucidamente, ma ho ancora impresse nella memoria le spettacolari immagini di quei grandi geni che furono Gianluigi Bonelli e Aurelio Galeppini

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  • 1 month later...
Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una storia tutt'altro che appassionante a mio modo di vedere, essendo limitata ad un così breve numero di pagine, nessuno dei personaggi riesce a spiccare in maniera particolare neppure il nostro ranger che, anche se in questa storia si mostra più duro che mai, ha una prestazione tutt'altro che sfavillante. C'è da dire però che il vero gioco-forza de "gli sterminatori" sta proprio nella realizzazione grafica del maestro aurelio Galleppini che tanto nella versione in in bianco e nero quanto in quella a colori da sfoggio delle sue grandi capacità artistiche!!! IMHO la versione in B\N rende 100 volte di più rispetto a quella a colori di repubblica, non ho visto la versione cartonata però... Per concludere disegni ottimi ma storia davvero trooooppo risicata per il nostro ranger!!!Voto complessivo 7 su 10

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IMHO la versione in B\N rende 100 volte di più rispetto a quella a colori di repubblica, non ho visto la versione cartonata però...

cerca di procurartela, allora! ;)

i colori dei cartonati sono qualitativamente più alti rispetto a quelli più commerciali della ristampa a colori di repubblica...

In ogni caso l'albo è questo:

 

 

TEX-CARTONATI-I-EDIZIONE007.jpg


 

7 ) TEX E LA CONQUISTA DEL WEST

Editore e data di pubblicazione: Mondadori, aprile 1986

Contiene: Gli sterminatori ( n° 134 ) e Allarme a Fort Summer ( n° 56, 57, 58 )

Note: Non esistono ristampe. Sulla costola la scritta Tex è in giallo mentre il tirolo è in bianco.


Per altre curiosità ti rimando a questa discussione qui ;)

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  • 1 year later...
  • Rangers

Storia veramente molto corta. La sua brevità è davvero strana per l'epoca, non mi meraviglio che dovesse uscire in un numero speciale, come diceva Pedro. Comunque nonostante sia breve, GLB riesce comunque a mostrare la sua classe. Complici i bellissimi disegni di Galep, che veramente qui sono straordinari, spettacolari!!!Da segnalare il finale con il pestaggio dei due pezzi grossi, veri cattivi della storia.

Voto 7. Voto disegni 10!!! :trapper:

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  • 10 months later...

Io l'ho letta sull'edizione storica a colori. Quando è iniziata sono rimasto piacevolmente impressionato dallo stile delle tavole, non più a striscie, veramente belle. La storia sembrava incanalata su un buon binario poi ha perso mordente ed è terminato in un finale che definire affrettato è poco. In parole povere un mezza delusione salvato dagli ottimi disegni. Ho letto del motivo che mette luce alla brevit? della storia ma una volta che si era deciso di non utilizzarla più per un edizione speciale forse sarebbe stato meglio ristrutturarla ed allungarla un p? perchè lo spunto era ottimo. Alla storia ho votato sette ma sottolineo il dieci ai disegni di Galeppini.

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  • 3 months later...

Credo ci sia poco da dire su questa avventura, che evidentemente fa da riempitivo tra una storia e l'altra (anche se, a quanto pare, nacque per una pubblicazione speciale). Ci sarebbe invece tanto, ma proprio tanto da dire, sull'immenso capolavoro grafico realizzato da Galep! Credo che questa storiella sia, a livello grafico, una delle più importanti nella storia della Bonelli, un punto imprescindibile soprattutto per innovazione e radicalit? delle soluzioni grafiche. Un Galep meraviglioso, che forse disegna con più calma del solito e dimostra, nella maniera più lampante, di essere un artista immenso-a tal proposito, sono curioso di sapere cosa a Luca Raffaelli non ha convinto di questi disegni?Per tornare alla sceneggiatura, due cose mi hanno colpito:1)il fatto che gli Utes si decidano a intervenire addirittura dopo un mese dall'inizio dello sterminio!2)la punizione ai cacciatori, forse un po' troppo blanda:alla fin fine, avevano pur sempre ucciso dei guerrieri!In ogni caso, questa storia un bel 7 lo merita ampiamente perchè, nonostante le poche pagine a disposizione,Bonelli ci offre un saggio di texianit? pura! Tex è duro come l'acciaio, e punisce i colpevoli senza badare alle leggi- anzi,? lui che detta la legge (quando, con lo sceriffo davanti, ordina ai due bastardi di andar via dal paese). E?uno che odia i politicanti e i maneggioni, e che quando li incontra li schiaccia come vermi senza farsi problemi!Ed è un uomo che sa anche essere moderato quando bisogna essere moderati (la giusta fissa di dover evitare interventi delle giacche azzurre).

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  • 3 years later...

ho riletto stanotte questo GIOIELLO e lo volevo commentare.

 

Premetto che per motivi di tempo non sono ancora riuscito a partire dal primo numero di Tex e fare come Monni cioè commentare man mano ogni singola storia. Ma è una cosa che mi riprometto di fare quando sarò più libero di farlo.

 

Tornando a "Gli Sterminatori" ci sono da fare alcune considerazioni: innanzitutto la sceneggiatura evidenzia, pur nell'esiguo numero di pagine, la capacità di GLB di mostrarci un Tex duro, spavaldo e grintoso come non mai e come nessun'altro autore riesce a fare. Per quanto riguarda i disegni non ho avuto modo di vedere la versione color di Repubblica ma penso che in bianco e nero facciano il loro figurone. Qui Galleppini è immenso e, vedendo il prossimo special di Serpieri, si nota volentieri che l'impaginazione voluta all'epoca, ovvero non la tradizionale gabbia, ben si presta a esperimenti di questo tipo.

 

"Gli Sterminatori" era destinata a uno special, come detto e vorrei alle volte soffermarmi sulla potenza dello stile galleppiniano, sulla morbidezza del tratto e la sinuosità delle figure da lui disegnate. Un modo di disegnare unico e che richiama ai grandi del passato come Foster e Raymond. Ecco, di fronte a storie del genere che io mi batto con le nuove generazioni di lettori texiani: ecco il VERO Galleppini e quello che poteva dare quando si dedicava con cura al disegno senza avere incombenti i tempi di consegna delle tavole a dargli il fiato sul collo. In questo senso "Gli Sterminatori" (insieme al capolavoro crepuscolare scritto da Nolitta come "La Vendetta di Tiger Jack" e il classico bonelliano "Il Figlio di Mefisto") è il punto più alto della sua carriera artistica divisa tra illustrazione, modellismo, pittura e fumetto.

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  • 1 year later...
  • Sceriffi

Storia degna di nota soltanto per i disegni strepitosi di Galep, qui forse all'apice della sua carriera. Già nella precedente "Il figlio di Mefisto" il disegnatore aveva realizzato un capolavoro, qui - complice probabilmente il numero ridotto di tavole, la maggiore libertà grafica e i tempi di consegna non troppo stringenti - si supera, con illustrazioni che non hanno nulla da invidiare ai grandi artisti. Sarebbe lungo il discorso su Galep e sui suoi detrattori, che lo ritengono inferiore a tanti disegnatori odierni, ma queste tavole parlano da sole.
La storia, invece, non è davvero niente di che: nonostante l'incipit sia promettente, si sviluppa e si conclude affrettatamente in un numero esiguo di pagine.
Come voto complessivo assegno un 7, ma tenendo conto che i disegni meritano un 10!

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  • 2 years later...

Episodio atipico, sia per l'esiguo numero di pagine, sia per la gabbia molto diversa dalla canonica usata negli albi Bonelli. Trovo molto plausibile come accennato in precedenti interventi, che gli autori avessero concepito la storia per un albo speciale, per poi dirottarlo sulla serie regolare. La trama risente indubbiamente della brevità delle tavole: parte da un buon spunto di Bonelli, ma poi perde di mordente e si conclude con una plateale scazzottata, che in fondo è una punizione troppo leggera per le due anime nere, ovvero l'agente indiano corrotto e il bieco mercante di pelli. Di tutt'altro spessore la prova di Galep; è palese la cura e l'attenzione che il papà grafico di Tex dedica a ogni singola vignetta dell'episodio. Inquadrature efficaci, ottimi primi piani, un eccezionale equilibrio fra bianco e nero, paesaggi mozzafiato. A tal proposito, le stupende scene che vedono immortalata la caccia ai bisonti, sembrano essere uscite dai pennelli di Frederic Remington, e lo studio anatomico dei cavalli è da urlo. A mio avviso un capolavoro grafico che il compianto Galep faticherà a eguagliare. Il breve episodio inoltre, funge da apripista a un filotto di episodi che diverranno dei veri e propri classici della saga, impreziosendo un centinaio di livello eccelso. Il mio voto finale è 8 (ricavato dalla media aritmetica del 6 alla sceneggiatura e il 10 accordato ai disegni). 

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  • 2 weeks later...

Questa storia si ricorda soprattutto per i MERAVIGLIOSI disegni di Galep che non mi stanco mai di ammirare, ma, oltre a questo, nonostante la brevità, é una buona storia che si concretizza nella parte finale, nella quale Tex entra nel paese,
incontra i due malfattori e fa Tex.

Voto alla storia: 7

Voto ai disegni: 10

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  • 1 year later...

Una storia discreta dove per la prima volta in assoluto sulla serie regolare di Tex vengono sperimentate le prime diverse impostazioni delle vignette sulle tavole !!!! Condivido il vostro stesso giudizio positivo sui magnifici disegni di Galep che non solo ho trovato bellissimi e dettagliatissimi ma anche più oscuri . È evidente che sia una storia per mettere in mostra il grande Galep ! 
STORIA : 6,5
DISEGNI : 10

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On 14 novembre 2014 at 12:13, Ulzana dice:

Per quanto riguarda i disegni non ho avuto modo di vedere la versione color di Repubblica ma penso che in bianco e nero facciano il loro figurone.

 

Sulla collezione storica di Repubblica questa storia è stata massacrata.

In nome del "continua al prossimo numero" il volume interrompe la storia dopo appena qualche tavola,

quando sarebbe stato più opportuno allungare la prefazione iniziale e far partire "Gli sterminatori" nell'albo successivo.

La solita colorazione al risparmio (con una paletta di colori limitata e pochissime sfumature) non aiutano certo.

Il cartonato pubblicato dalla SBE al posto di un romanzo a fumetti in ritardo o nella versione ufficiale per i 100 anni dalla nascita del disegnatore

ha finalmente trattato in modo dignitoso questa breve ma sontuosa avventura.

Secondo me questa storia non avrebbe per nulla sfigurato all'interno della serie "Un uomo un'avventura".

Nelle intenzioni originarie questo doveva essere il biglietto da visita per il personaggio di Bonelli per sfondare all'estero

e quando sempre più raramente qualcuno mi chiede da cosa cominciare per avvicinarsi a Tex propongo sempre questa:

se non piace significa che non piacerà nemmeno il resto.

Edited by Dix Leroy
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Storia veramente scialba, anche se disegnata in maniera semplicemente superlativa. Ci ho messo un po' a leggerla solo per gustare quegli splendidi disegni, immortalati su tavole dalla struttura atipica e anche per questo entusiasmanti. Peccato, davvero, che la lettura dei balloon non sia minimamente all'altezza dell'opera grafica, mi sa di spreco. Peraltro, sempre a proposito di Galep, segnalo la bellezza della copertina di Condor Pass e in generale delle copertine di questo periodo. Questo è il centinaio d'oro anche delle copertine galleppiniane.

 

Edited by Leo
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<span style="color:red;">15 minuti fa</span>, Leo dice:

Storia veramente scialba, anche se disegnata in maniera semplicemente superlativa. Ci ho messo un po' a leggerla solo per gustare quegli splendidi disegni, immortalati su tavole dalla struttura atipica e anche per questo entusiasmanti. Peccato, davvero, che la lettura dei balloon non sia minimamente all'altezza dell'opera grafica, mi sa di spreco. Peraltro, sempre a proposito di Galep, segnalo la bellezza della copertina di Condor Pass e in generale delle copertine di questo periodo. Questo è il centinaio d'oro anche delle copertine galleppiniane.

 

 

L'ho riletta proprio in occasione della pubblicazione su cartonato e vista come una normale storia di Tex (e quello era visto

che venne pubblicata nel mensile) potrebbe apparire come dici tu. Eppure mi è servita per far conoscere questa serie a chi non si

sarebbe avvicinato per nessun motivo al mondo al personaggio proprio per la eccessiva lunghezza delle avventure.

"Questi fumetti sono in bianco e nero e poi non finiscono mai… è una tortura!".

Considero ancora "Gli Sterminatori" come un ottimo punto di inizio, un assaggio delle potenzialità del personaggio

per lettori che non conoscono niente e vogliono cominciare.

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<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

 

L'ho riletta proprio in occasione della pubblicazione su cartonato e vista come una normale storia di Tex (e quello era visto

che venne pubblicata nel mensile) potrebbe apparire come dici tu. Eppure mi è servita per far conoscere questa serie a chi non si

sarebbe avvicinato per nessun motivo al mondo al personaggio proprio per la eccessiva lunghezza delle avventure.

"Questi fumetti sono in bianco e nero e poi non finiscono mai… è una tortura!".

Considero ancora "Gli Sterminatori" come un ottimo punto di inizio, un assaggio delle potenzialità del personaggio

per lettori che non conoscono niente e vogliono cominciare.

 

Potrebbe assolvere a quel compito, ma a me non pare nemmeno una storia di Tex. I cattivi se la cavano tutti, nonostante all'inizio della storia si macchino dell'uccisione di diversi Ute. Tex lo sa ma non ne fa mai cenno e la sua punizione è davvero poca cosa, non da Tex.

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  • 5 months later...

Letto nella versione "cartonato" per i 100 anni di Galep. Una prova maiuscola del creatore grafico di Tex, resa più interessante dall'uscita dallo schema classico della gabbia. Un esperimento innovativo, che poi Bonelli dirotto' sulla serie regolare  anziché in una pubblicazione a parte. Peccato che all'epoca non abbia avuto seguito.

La storia, anche per la sua brevità, non è tra quelle memorabili e diventa più che altro l'occasione per ammirare i disegni di Galep, qui probabilmente al suo top. 

Concordo, infine, sulle osservazioni relative alla mano troppo morbida di Tex con i due compari e i loro complici: chissà che questa versione "ammorbidita" del Ranger non fosse legata all'idea di entrare, con  questa versione innovativa, anche per lo schema  dei disegni, in nuovi mercati. 

Edited by Jim Brandon
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