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TWF - Tex Willer Forum

Storia dei Maxi Tex


ymalpas
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<span style="color:red">5 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

Hai perfettamente ragione pard: "Boccaccia mia statti zitta!" :D

Non sia mai che venga preso in parola e oltre al maxi trimestrale, ci ritroviamo pure il cartonato bimestrale, l'albo tris a Natale e la raccolta punti sugli albi per vincere il modellino della diligenza. :P:D

Ovviamente concordo su tutto, ma un modellino della diligenza per gli appassionati sarebbe appetibile.

Hanno fatto modellini di automobili, camion, aerei, treni, navi, carri armati, astronavi... ma le diligenze non le ho mai viste. 

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In ogni caso da Marcheselli deriva il  Tex Color. Da me  (con il suo appoggio), Tex Color Storie Brevi e Tex cartonato alla francese. Questi erano i nostri progetti, secondo e terzo usciti dopo la scomparsa di Sergio.

Airoldi ha proposto Tex Willer, progetto che dopo qualche incertezza tecnicoproduttiva ho fatto mio con entusiasmo. Sua l'dea del Tex Bis. Della Direzione in genere le strisce anastatiche (e anche le future strisce nuove...)e il raddoppio del Maxi. Masiero ha ideato e cura la nuova ristampa SuperTex. Mia l'idea degli Speciali Tex Willer, di Tex Willer Extra (questa è davvero una marchetta! :lol:) e delle Grandi Storie. 

 

Ora sapete con chi prendervela.:P

 

 

 

 

Edited by borden
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43 minuti fa, borden dice:

In ogni caso da Marcheselli deriva il  Tex Color. Da me  (con il suo appoggio), Tex Color Storie Brevi e Tex cartonato alla francese. Questi erano i nostri progetti, secondo e terzo usciti dopo la scomparsa di Sergio.

Airoldi ha proposto Tex Willer, progetto che dopo qualche incertezza tecnicoproduttiva ho fatto mio con entusiasmo. Sua l'dea del Tex Bis. Della Direzione in genere le strisce anastatiche (e anche le future strisce nuove...)e il raddoppio del Maxi. Masiero ha ideato e cura la nuova ristampa SuperTex. Mia l'idea degli Speciali Tex Willer, di Tex Willer Extra (questa è davvero una marchetta! :lol:) e delle Grandi Storie. 

 

Ora sapete con chi prendervela.:P

 

 

 

 

E i progetti realizzati esternamente (es. Collezione storica a colori, Tex 70 anni di un mito, figurine Panini) nascono esternamente e vengono proposti alla Bonelli oppure è la Bonelli che va in cerca di partner progettando e proponendo lei le iniziative? Per esempio, nel caso delle recenti figurine Panini, chi ha progettato e selezionato testi e contenuti (i soggetti delle figurine)? Panini (e la Bonelli si è accontentata dei diritti) oppure i curatori della Bonelli (e Panini l'ha semplicemente realizzata)?

Edited by PapeSatan
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41 minutes ago, borden said:

(e anche le future strisce nuove...)

 

? Mi sono perso qualcosa? Ho capito bene? Ci saranno strisce inedite?

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<span style="color:red">11 minuti fa</span>, Paxa dice:

 

? Mi sono perso qualcosa? Ho capito bene? Ci saranno strisce inedite?

Niente di più facile che per trainare le vendite delle strisce anastatiche future, nel probabile allungamento alle serie successive, ripropongano strisce inedite. Personalmente è una cosa che ho dato per scontata fin da subito. E' solo un diverso formato, originale al giorno d'oggi, di storie brevi che già si pubblicavano occasionalmente anni fa su riviste e inserti vari.

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4 hours ago, LedZepp said:
6 hours ago, borden said:

 

 

 

Contesto che la qualità sia così scaduta. Ci sono annate di Tex del passato che io da lettore ho ritenuto mediocri per non dir di peggio. Pur consapevole di alcuni difetti, mi sembra che teniamo botta, è quasi un miracolo. In particolare sono contento di Tex Willer, serie a cui come sai ero contrario, perché, secondo logica, la pensavo come te. Ma ho dovuto farla per forza di cose e ora trovo che stia funzionando e, per ora, non abbia troppo danneggiato la serie regolare

 

 

Questa è una cosa che non sapevo. Pensavo Boselli avesse voluto Tex Willer, considerando che dalla qualità della serie e delle sue storie su questa serie, fosse una sorta di figlio prediletto (ma non a scapito della regolare). E invece....

 

Se ne è parlato diverse volte. L'idea originale viene da Airoldi (o almeno, è lui a promuoverla, poi magari gliel'ha consigliato il suo salumiere e l'idea parte da lì), ed era TOTALMENTE diversa.

 

Come in tantissime nuove iniziative della Bonelli attuale (che sembra non conoscere più i propri lettori) il modello seguito è il "boom speculativo" della Marvel degli anni a cavallo fra la fine degli anni 80 (quando viene rimosso Shooter) e l'inizio degli anni 90 e seguenti. Anni in cui la Marvel viene acquistata con un operazione speculativa da un pirata della borsa, che "pompa" a dismisura le uscite per potersi presentare agli operatori di borsa (che non sapevano una mazza di fumetti), in vista della trasformazione in società per azioni quotata in borsa, con un azienda che in pochi mesi aveva raddoppiato o triplicato gli utili (se raddoppi le testate, i lettori ci mettono un po' a reagire, per qualche mese continuano a comprare). Quando le azioni diventano disponibili vanno a ruba, con quotazioni straordinarie. Il furbo (e truffaldino) proprietario vende praticamente tutte le sue azioni, incassa per qualche tempo i maggiori ricavi, e quando i lettori schifati abbandonano le varie serie, portando la Marvel ai minimi storici (in pochi mesi l'uomo ragno passa da 400.000 a 40.000 copie di venduto), in pratica vuota la cassa e scappa all'estero con il bottino (non sono molto aggiornato sulle sue vicende, ma credo che ancora non l'abbiano beccato e sia da qualche parte a godersi i soldi che è riuscito a spillare contemporaneamente agli speculatori sui fumetti e agli speculatori di borsa).

 

La Marvel deve dichiarare bancarotta, ma non va in fallimento perchè la legge americana prevede varie possibilità di salvataggio. Viene salvata dai suoi creditori (fra cui i produttori dei giocattoli dei suoi personaggi), le azioni vengono ricomprate al prezzo credo di 1 centesimo di dollaro l'una, e per pagare i debiti con le banche devono svendere i diritti dei personaggi di punta (X-Men, Uomo Ragno, Fantastici Quattro) alla Fox e alla Sony.

 

Per cercare di recuperare i lettori ormai disillusi da serie in cui, per speculare e fare crossover, i personaggi sono stati totalmente snaturati, il nuovo direttore generale della Marvel per qualche anno (prima di venire defenestrato perchè stava esagerando...) le prova tutte. Ma davvero tutte. La Marvel inizia a produrre fumetti romantici come negli anni 50 (iniziando da una serie in cui si narra della storia fra i genitori di Peter Parker e di come si sono innamorati, e in cui si scopre che Zia May in realtà è la sua madre biologica - ovviamente oggi è considerata fuori continuity), fumetti satirici, fumetti gangsta, hip-hop, fumetti ispirati a telefilm tipo Ally McBeal, etc... e una delle idee è "rifare tutto da zero".

 

Viene lanciata la linea "ultimate" in cui cui si RACCONTANO DI NUOVO le prime avventure di Spider-man e degli X-men, con narrazioni più "moderne", disegnatori più "alla moda", e con tantissime modifiche per adeguare il tutto ai canoni moderni politicamente corretti. Sulle prima è un successone, specialmente la serie ultimate di Spider-man e poi quella degli Avengers, ma poi si scontrano con il problema base: non esistono "personaggi superati", esistono autori scarsi, e se affidi il reboot agli stessi autori che non vendono...  beh, passata la novità, non vendono di nuovo. "L'universo ultimate" viene ufficialmente distrutto nell'ennesimo mega-ultra-crossover anni dopo.

 

Ora, questa credo sia oggettivamente una storia di fallimenti, almeno a lungo termine. Chi ne esce bene è quello che è scappato con i soldi, e il fatto che con quei personaggi (ad ulteriore dimostrazione che non esistono personaggi superati) hanno fatto un mega-successo al cinema (con sceneggiatori diversi e sotto la guida Disney)

 

Ecco, più o meno tutte le strategie messe poi in atto dalla Bonelli, copiano anche abbastanza pedissequamente questa storia di fallimenti (a parte forse il film di Dampyr, ma con tutta la benevolenza possibile dubito che possa rappresentare per la Bonelli quello che è stato il film di Iron Man per la Marvel. E ricordo che quello che ha rappresentato per la Marvel come casa editrice è "evviva, adesso possiamo vendere tutta la baracca alla Disney!!!!")

 

Gadget, figurine, cover variant, moltiplicazione delle uscite dei personaggi di punta, edizioni sempre più costose, reboot... sono tutte cose che scopiazzano le strategie fallimentari di Marvel e DC. i giapponesi non ne hanno mai avuto bisogno, loro fanno direttamente fumetti che si vendono. Idem i francesi. Anche a voler imitare per forza il fumetto americano ci sono altri esempi diversi (la Image che è diventata un ombrello per serie creator-owned, attirando così gli autori migliori ottenendo serie come The Walking Dead, per esempio). Possibile che i tanti esempi di case editrici che negli ultimi 30 anni se la sono cavata bene o si sono ingrandite, la Bonelli debba proprio seguire l'esempio di quelle che sono andate in bancarotta e adesso vendono pochissimo rispetto a 30 anni fa? Boh...

 

Dove ero rimasto? Che quando parlo delle vicende Marvel mi capita di partire per la tangente e fare filippiche sui danni fatti a quei personaggi...

 

Ah, sì, all'idea di Airoldi.

 

A quanto se ne sa in giro, l'idea era, sia per Tex che per Zagor, un "reboot", cioè raccontare di nuovo le storie, con autori più "moderni" e senza tutto quel "vecchiume" di Galep, GLBonelli, Nolitta e Ferri.

 

Su Zagor è passata credo con poche modifiche, e il risultato, che vale anche come esempio di cosa sarebbe dovuta essere per Tex, è "Zagor: Le Origini": una nuova serie A COLORI (che è più moderna, sprint, fast, per i ggggggggiovani!), nel "moderno" formato Audace (ebbasta con il "vecchio" formato Bonelli, imitiamo il formato dei supereroi!), che RACCONTA DI NUOVO LE VECCHIE STORIE (in questo caso, "Zagor Racconta" e altre storie ambientate subito dopo o con flashback di quell'epoca) con disegnatori più "moderni" che non seguono più la gabbia bonelliana e la divisione in strisce,

 

Già su Zagor la cosa non è stata proprio graditissima (anche perchè le origini di Zagor ne escono davvero molto alterate, è un vero e proprio reboot), a pensare di fare una cosa simile su Tex...insomma, se Sergio Bonelli aveva molta paura delle reazioni dei lettori, mi sa che Airoldi non ne ha ABBASTANZA...  ma aveva davvero tanta voglia di trovarsi una folla armata di torce e forconi fuori dalla redazione?  :blink:

 

Ci è andata bene che Boselli, contrario a quell'idea iniziale, gli ha fatto una contro-proposta che poi è passata, quella dell'attuale serie Tex Willer, che è sì in parte un reboot, ma molto più rispettoso del personaggio, nel formato (quasi) originale, gabbia bonelliana anche se con qualche libertà e soprattutto gran parte delle storie sono avventure nuove (e anche quelle vecchie sono molto ampliate con parti nuove)

 

Cosa che da una parte dimostra che anche dalle idee peggiori, modificandole e adattandoli si può tirar fuori qualcosa di buono, ma dall'altra, fa capire che razza di idee hanno i piani alti per "svecchiare" i loro personaggi...

 

[Edit: crosspost con Borden che ha spiegato la faccenda con meno prolissità e senza partire a scrivere la storia della Marvel, se lo faceva prima mi risparmiavo di scrivere tutta questa roba...]

 

 

Edited by Diablero
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<span style="color:red">44 minuti fa</span>, PapeSatan dice:

E i progetti realizzati esternamente (es. Collezione storica a colori, Tex 70 anni di un mito, figurine Panini) nascono esternamente e vengono proposti alla Bonelli oppure è la Bonelli che va in cerca di partner progettando e proponendo lei le iniziative? Per esempio, nel caso delle recenti figurine Panini, chi ha progettato e selezionato testi e contenuti (i soggetti delle figurine)? Panini (e la Bonelli si è accontentata dei diritti) oppure i curatori della Bonelli (e Panini l'ha semplicemente realizzata)?

 La varie collezioni proposte da repubblica o RCS o  Gazzetta etc, con cui  ovviamente la collaborazione è di antica data.

 

Troppo lungo parlare qui dei vari gradi di collaborazione redazionale, ma a parte le strisce attuali, non sono mai state appaltate fuori. 

 

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18 minutes ago, Diablero said:

 

Se ne è parlato diverse volte. L'idea originale viene da Airoldi (o almeno, è lui a promuoverla, poi magari gliel'ha consigliato il suo salumiere e l'idea parte da lì), ed era TOTALMENTE diversa.

 

Come in tantissime nuove iniziative della Bonelli attuale (che sembra non conoscere più i propri lettori) il modello seguito è il "boom speculativo" della Marvel degli anni a cavallo fra la fine degli anni 80 (quando viene rimosso Shooter) e l'inizio degli anni 90 e seguenti. Anni in cui la Marvel viene acquistata con un operazione speculativa da un pirata della borsa, che "pompa" a dismisura le uscite per potersi presentare agli operatori di borsa (che non sapevano una mazza di fumetti), in vista della trasformazione in società per azioni quotata in borsa, con un azienda che in pochi mesi aveva raddoppiato o triplicato gli utili (se raddoppi le testate, i lettori ci mettono un po' a reagire, per qualche mese continuano a comprare). Quando le azioni diventano disponibili vanno a ruba, con quotazioni straordinarie. Il furbo (e truffaldino) proprietario vende praticamente tutte le sue azioni, incassa per qualche tempo i maggiori ricavi, e quando i lettori schifati abbandonano le varie serie, portando la Marvel ai minimi storici (in pochi mesi l'uomo ragno passa da 400.000 a 40.000 copie di venduto), in pratica vuota la cassa e scappa all'estero con il bottino (non sono molto aggiornato sulle sue vicende, ma credo che ancora non l'abbiano beccato e sia da qualche parte a godersi i soldi che è riuscito a spillare contemporaneamente agli speculatori sui fumetti e agli speculatori di borsa).

 

La Marvel deve dichiarare bancarotta, ma non va in fallimento perchè la legge americana prevede varie possibilità di salvataggio. Viene salvata dai suoi creditori (fra cui i produttori dei giocattoli dei suoi personaggi), le azioni vengono ricomprate al prezzo credo di 1 centesimo di dollaro l'una, e per pagare i debiti con le banche devono svendere i diritti dei personaggi di punta (X-Men, Uomo Ragno, Fantastici Quattro) alla Fox e alla Sony.

 

Per cercare di recuperare i lettori ormai disillusi da serie in cui, per speculare e fare crossover, i personaggi sono stati totalmente snaturati, il nuovo direttore generale della Marvel per qualche anno (prima di venire defenestrato perchè stava esagerando...) le prova tutte. Ma davvero tutte. La Marvel inizia a produrre fumetti romantici come negli anni 50 (iniziando da una serie in cui si narra della storia fra i genitori di Peter Parker e di come si sono innamorati, e in cui si scopre che Zia May in realtà è la sua madre biologica - ovviamente oggi è considerata fuori continuity), fumetti satirici, fumetti gangsta, hip-hop, fumetti ispirati a telefilm tipo Ally McBeal, etc... e una delle idee è "rifare tutto da zero".

 

Viene lanciata la linea "ultimate" in cui cui si RACCONTANO DI NUOVO le prime avventure di Spider-man e degli X-men, con narrazioni più "moderne", disegnatori più "alla moda", e con tantissime modifiche per adeguare il tutto ai canoni moderni politicamente corretti. Sulle prima è un successone, specialmente la serie ultimate di Spider-man e poi quella degli Avengers, ma poi si scontrano con il problema base: non esistono "personaggi superati", esistono autori scarsi, e se affidi il reboot agli stessi autori che non vendono...  beh, passata la novità, non vendono di nuovo. "L'universo ultimate" viene ufficialmente distrutto nell'ennesimo mega-ultra-crossover anni dopo.

 

Ora, questa credo sia oggettivamente una storia di fallimenti, almeno a lungo termine. Chi ne esce bene è quello che è scappato con i soldi, e il fatto che con quei personaggi (ad ulteriore dimostrazione che non esistono personaggi superati) hanno fatto un mega-successo al cinema (con sceneggiatori diversi e sotto la guida Disney)

 

Ecco, più o meno tutte le strategie messe poi in atto dalla Bonelli, copiano anche abbastanza pedissequamente questa storia di fallimenti (a parte forse il film di Dampyr, ma con tutta la benevolenza possibile dubito che possa rappresentare per la Bonelli quello che è stato il film di Iron Man per la Marvel. E ricordo che quello che ha rappresentato per la Marvel come casa editrice è "evviva, adesso possiamo vendere tutta la baracca alla Disney!!!!")

 

Gadget, figurine, cover variant, moltiplicazione delle uscite dei personaggi di punta, edizioni sempre più costose, reboot... sono tutte cose che scopiazzano le strategie fallimentari di Marvel e DC. i giapponesi non ne hanno mai avuto bisogno, loro fanno direttamente fumetti che si vendono. Idem i francesi. Anche a voler imitare per forza il fumetto americano ci sono altri esempi diversi (la Image che è diventata un ombrello per serie creator-owned, attirando così gli autori migliori ottenendo serie come The Walking Dead, per esempio). Possibile che i tanti esempi di case editrici che negli ultimi 30 anni se la sono cavata bene o si sono ingrandite, la Bonelli debba proprio seguire l'esempio di quelle che sono andate in bancarotta e adesso vendono pochissimo rispetto a 30 anni fa? Boh...

 

Dove ero rimasto? Che quando parlo delle vicende Marvel mi capita di partire per la tangente e fare filippiche sui danni fatti a quei personaggi...

 

Ah, sì, all'idea di Airoldi.

 

A quanto se ne sa in giro, l'idea era, sia per Tex che per Zagor, un "reboot", cioè raccontare di nuovo le storie, con autori più "moderni" e senza tutto quel "vecchiume" di Galep, GLBonelli, Nolitta e Ferri.

 

Su Zagor è passata credo con poche modifiche, e il risultato, che vale anche come esempio di cosa sarebbe dovuta essere per Tex, è "Zagor: Le Origini": una nuova serie A COLORI (che è più moderna, sprint, fast, per i ggggggggiovani!), nel "moderno" formato Audace (ebbasta con il "vecchio" formato Bonelli, imitiamo il formato dei supereroi!), che RACCONTA DI NUOVO LE VECCHIE STORIE (in questo caso, "Zagor Racconta" e altre storie ambientate subito dopo o con flashback di quell'epoca) con disegnatori più "moderni" che non seguono più la gabbia bonelliana e la divisione in strisce,

 

Già su Zagor la cosa non è stata proprio graditissima (anche perchè le origini di Zagor ne escono davvero molto alterate, è un vero e proprio reboot), a pensare di fare una cosa simile su Tex...insomma, se Sergio Bonelli aveva molta paura delle reazioni dei lettori, mi sa che Airoldi non ne ha ABBASTANZA...  ma aveva davvero tanta voglia di trovarsi una folla armata di torce e forconi fuori dalla redazione?  :blink:

 

Ci è andata bene che Boselli, contrario a quell'idea iniziale, gli ha fatto una contro-proposta che poi è passata, quella dell'attuale serie Tex Willer, che è sì in parte un reboot, ma molto più rispettoso del personaggio, nel formato (quasi) originale, gabbia bonelliana anche se con qualche libertà e soprattutto gran parte delle storie sono avventure nuove (e anche quelle vecchie sono molto ampliate con parti nuove)

 

Cosa che da una parte dimostra che anche dalle idee peggiori, modificandole e adattandoli si può tirar fuori qualcosa di buono, ma dall'altra, fa capire che razza di idee hanno i piani alti per "svecchiare" i loro personaggi...

 

[Edit: crosspost con Borden che ha spiegato la faccenda con meno prolissità e senza partire a scrivere la storia della Marvel, se lo faceva prima mi risparmiavo di scrivere tutta questa roba...]

 

 

Grazie della spiegazione. Si, per fortuna Tex Willer non ha mantenuto l'idea iniziale. Le storie di GLB sono perfette come sono. Va bene se uno sceneggiatore navigato come Borden riscrive alcune storie ampliandone la trama, di Borden mi fido e lo reputo come l'erede ideale di GLB in termini di dedizione e amore per il personaggio, ma meglio decisamente l'idea di raccontare nuove storie in quel periodo. Esiste modo e modo di "svecchiare" nel senso di provare a ringiovanire una veste del personaggio, senza far apparire l'originale come più vecchio di quello che è (ammesso che lo sia, e non lo credo). 

Inserirsi nei "buchi" lasciati da GLB provando a creare una linea temporale di eventi e a infoltire la biografia di un personaggio come Tex è secondo me un'operazione sensata se ne fatta, non lo è il reboot di classici irripetibili. 

Perché ridisegnare le cose disegnate da Galep? Il bello di quelle storie è proprio il respiro, il tratto del disegnatore oltre ai testi frizzanti di Bonelli padre. Chissenefrega di vedere le stesse storie disegnate da un disegnatore "moderno". Opere che per molti versi reputo attuali, il limite semmai è nel lettore se non riesce a coglierne la freschezza...

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Molto difficile anche perchè il substrato culturale era il feuilleton, o Salgari, Verne, Stevenson, Cooper, john Ford...  Non ci sono più autori che hanno il substrato di GLB perchè Salgari e Cooper non li hanno letti. Mancano le basi. 

Se fosse semplice come la fai tu, io sarei l'autore ideale per Tex perché Salgari, Verne, Stevenson e anche Mickey Spillane li ho letti. Peccato che la cosa sia più complicata.

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La serie "Tex Willer" è l'ultima idea brillante da parecchi anni a questa parte (e le vendite sembrano ribadirlo) ma è indubbio che il merito sia tutto di Mauro, che portando estremo rispetto al personaggio creato da G.L. Bonelli, ha reso valido uno spunto sbilenco (e sciagurato!) suggeritogli dall'alto.

 

Se l'idea fosse rimasta quella originale di Ayroldi, non credo si sarebbe superato il decimo numero.

 

P.s. Mi stupisce come i "piani alti" non si stiano pensando a varare il "Maxi Tex Willer" o il "Color Tex Willer". Si dovrà pur arrivare alle cinquanta uscite annuali citate da @Diablero:P:D

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Il 22/3/2022 at 00:14, Diablero dice:

È qui la cosa assurda e paradossale.

 

Nelle altre testate, di solito se una storia rimaneva nel cassetto era perchè era una ciofeca e non avevano voglia di far incavolare i lettori pubblicandola.

 

Su Tex, invece, le ciofeche LE PUBBLICAVANO, comprese cose che facevano incavolare tutti tranne i nizziani più accaniti, e poi si tenevano nel cassetto "Oklahoma"....  :rolleyes:

 

 

Immagino che un altro fattore in quel caso fosse la cadenza delle uscite da rispettare

Insomma, c'era poca scelta

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12 minutes ago, Condor senza meta said:

P.s. Mi stupisce come i "piani alti" non si stiano pensando a varare il "Maxi Tex Willer" o il "Color Tex Willer". Si dovrà pur arrivare alle cinquanta uscite annuali citate da @Diablero:P:D

Ecco le mie oziose considerazioni da ozioso lettore che può dire qualunque cazzata, tanto se ha torto nessuno se ne ricorderà fra cinque minuti...

 

Secondo me il formato "maxi" sta diventando troppo impegnativo per il guadagno. I balenotteri impegnano autori per troppo tempo, costano tanto, e hanno ormai già raggiunto la soglia psicologica dei 10 euro, probabilmente piuttosto che aumentare di nuovo il prezzo ci sarà una riduzione di pagine. A quel punto mi aspetto qualcosa come quello che si è già visto su Dylan Dog: diminuzione di pagine con aumento della periodicità. Probabilmente bimestrale. (+4 uscite all'anno)

 

una cosa che si è vista molto alla Marvel all'epoca e mi stupisce un po' che non sia stata copiata finora sono le serie spin-off con lo stesso personaggio. Finora alla Bonelli si sono viste le serie di Legs e qualche speciale con esse-esse o groucho, ma negli USA la Marvel all'epoca pubblicava anche 4 serie mensili proprio con lo stesso personaggio, con differenziazioni "in teoria" (tipo, Peter Parker doveva essere più concentrata sulla vita privata rispetto a The Amazing Spider-man) o anche più sostanziali (Marvel team-up aveva Spider-man con un altro eroe). Penso sia solo questione di tempo prima di vedere una nuova serie di Tex (quello regolare, non Tex Willer) con una qualche scusa tipo "storie più legate al mondo magico", o "storie più legate al mondo indiano", o "storie con solo Tex e Carson" o "storie con qualche comprimario, a rotazione fra Gros-Jean, El Morisco, etc.) [+12 albi, +1 speciale annuale)

 

Le strisce inedite potrebbero diventare una ricorrenza annuale, indipendentemente dall'anastatica (6 nuove uscite)

 

E siamo già a 57 uscite. Visto com'è facile?

 

Poi basta rendere il color bimestrale (a rotazione con il maxi) e si arriva a 61 uscite all'anno. Cinque Tex al mese.

 

Ed è ancora poco. Non l'avete letto Masiero su Robinson? La Bonelli DEVE ARRIVARE AD UN USCITA AL GIORNO. Cioè, devono uscire 365 albi in un anno! Che devono essere tutti in attivo! Preparatevi a mettere mano al portafoglio....

 

Pagina 4 di Robinson:

"Il bonelliano capo bianco dei Navajos viaggia sulle 150 mila copie mensili. E il suo editore rilascia in edicola 22, 23 testate ogni trenta giorni, tra inediti, ristampe e speciali, dedicati anche agli altri attori della foltissima scuderia. «La nostra distribuzione aumenterà con l’arrivo dell’estate, fino a una uscita al giorno» precisa Masiero. I consumatori la assorbono senza fare una piega."

  • +1 3
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1 hour ago, Diablero said:

Ecco le mie oziose considerazioni da ozioso lettore che può dire qualunque cazzata, tanto se ha torto nessuno se ne ricorderà fra cinque minuti...

 

Secondo me il formato "maxi" sta diventando troppo impegnativo per il guadagno. I balenotteri impegnano autori per troppo tempo, costano tanto, e hanno ormai già raggiunto la soglia psicologica dei 10 euro, probabilmente piuttosto che aumentare di nuovo il prezzo ci sarà una riduzione di pagine. A quel punto mi aspetto qualcosa come quello che si è già visto su Dylan Dog: diminuzione di pagine con aumento della periodicità. Probabilmente bimestrale. (+4 uscite all'anno)

 

una cosa che si è vista molto alla Marvel all'epoca e mi stupisce un po' che non sia stata copiata finora sono le serie spin-off con lo stesso personaggio. Finora alla Bonelli si sono viste le serie di Legs e qualche speciale con esse-esse o groucho, ma negli USA la Marvel all'epoca pubblicava anche 4 serie mensili proprio con lo stesso personaggio, con differenziazioni "in teoria" (tipo, Peter Parker doveva essere più concentrata sulla vita privata rispetto a The Amazing Spider-man) o anche più sostanziali (Marvel team-up aveva Spider-man con un altro eroe). Penso sia solo questione di tempo prima di vedere una nuova serie di Tex (quello regolare, non Tex Willer) con una qualche scusa tipo "storie più legate al mondo magico", o "storie più legate al mondo indiano", o "storie con solo Tex e Carson" o "storie con qualche comprimario, a rotazione fra Gros-Jean, El Morisco, etc.) [+12 albi, +1 speciale annuale)

 

Le strisce inedite potrebbero diventare una ricorrenza annuale, indipendentemente dall'anastatica (6 nuove uscite)

 

E siamo già a 57 uscite. Visto com'è facile?

 

Poi basta rendere il color bimestrale (a rotazione con il maxi) e si arriva a 61 uscite all'anno. Cinque Tex al mese.

 

si, però anche tu... non dar loro certe idee. A te sembrano bislacche, ma magari potrebbero prenderti sul serio .... :D e magari dare a Nizzi storie della serie "Tex solo con Carson".

 

Edited by LedZepp
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11 minutes ago, virgin said:

Se c'è una cosa che lo studio della storia ci insegna è che il futuro è, regolarmente, peggiore delle più pessimistiche previsioni. :D

Volendo immaginare il peggior scenario:

Boselli decide di godersi il frutto di anni di fatiche immani mollando tutto e andando a vivere in un luogo sperduto dove nemmeno le macchine da scrivere funzionano per chissà quale motivo. 

 

Non amo mitizzare le persone, però è un dato di fatto che se Boselli decidesse di lasciar perdere la cura di Tex (cosa che mi auguro non gli passi mai per la testa), chi altro potrebbe garantire la qualità attuale a fronte del marketing sfrenato che strizza l'occhio alla quantità? 

Io ad esempio non sapevo di come fosse nato Tex Willer, e dico a posteriori, grazie a dio qualcuno c ha messo una pezza.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Pagina 4 di Robinson:

"Il bonelliano capo bianco dei Navajos viaggia sulle 150 mila copie mensili. E il suo editore rilascia in edicola 22, 23 testate ogni trenta giorni, tra inediti, ristampe e speciali, dedicati anche agli altri attori della foltissima scuderia. «La nostra distribuzione aumenterà con l’arrivo dell’estate, fino a una uscita al giorno» precisa Masiero. I consumatori la assorbono senza fare una piega."

Sinteticamente: Masiero è un c...

  • Confused (0) 1
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se posso dire la mia,l' ideale sarebbe che restassero solo regolare , texone e cartonati.

Il maxi magari una tantum.

E che Boselli sceneggiasse di più le storie di due albi e Ruju quelle più lunghe.Questo perchè altrimenti ci sarà sempre il compitino di due albi di bassa qualità,mentre così anche le storie brevi saranno più interessanti e sulle storie lunghe Ruju potrà mostrare più potenzialità

Detto questo,non sono sicurissimo che Ruju sia veramente adatto a Tex, i protagonisti delle sue storie sono sempre personaggi seriosi da noir ( tipo Cassidy o Demian) , e il suo Tex purtroppo ha questa tendenza.

Edited by Grande Tex
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, LedZepp dice:

Non amo mitizzare le persone, però è un dato di fatto che se Boselli decidesse di lasciar perdere la cura di Tex (cosa che mi auguro non gli passi mai per la testa), chi altro potrebbe garantire la qualità attuale a fronte del marketing sfrenato che strizza l'occhio alla quantità? 

Io ad esempio non sapevo di come fosse nato Tex Willer, e dico a posteriori, grazie a dio qualcuno c ha messo una pezza.

Io direi di non esagerare troppo. Più volte lo stesso Mauro ha detto che le decisioni della direzione sono oltre il suo campo di influenza e che certe scelte dei piani alti sono state definitive anche di fronte al suo veto o alle sue perplessità. Quindi Boselli o non Boselli, tutte le scellerate novità partorite alla SBE sarebbero comunque state messe in atto.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Mister P dice:

Sinteticamente: Masiero è un c...

Ma anche i consumatori, se è per questo.

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Tutto questo convalida la decisione drastica che ormai ho preso. Con l'avventura di Mefisto termineranno tutte le mie collezioni di Tex. L'unica soluzione possibile per continuare a leggere le avventure inedite sarebbe stata l'edizione digitale (una bestemmia per i "piani alti" della casa editrice), quindi a fine anno scendo, ringrazio di tutto e mi godrò quello che possiedo senza più la spiacevolissima sensazione di una valanga di carta lenta e inesorabile alle spalle.

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Qualcuno con più pazienza e bernoccolo per l'aritmetica del sottoscritto vorrebbe calcolarmi l'esborso annuo per acquistare tutti gli INEDITI texiani oggi pubblicati? Ringrazio anticipatamente.

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13 albi della serie "Gigante"    a 4,40 ciascuno 

12 albi della serie "Tex Willer" a 3,50 ciascuno

2 cartonati                                a 9,90 ciascuno

2 maxi                                        a 8,90 ciascuno

1 Magazine                                 a 8,50

1 speciale Tex Willer                  a 6,40

2 Color Tex                                 a 7,90

1 Texone                                     a 9,90

 

Non dovrebbe mancare nulla. Il conto fatelo voi.

Ma non sono i soldi a far tremare i polsi (ne spendiamo di più in altre cose anche meno importanti di un sano fumetto realizzato ai massimi livelli). Bisogna trovare il posto dove mettere tutta 'sta roba e trovare il tempo e la voglia per leggerli. Io non ne ho più!

 

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Dix Leroy dice:

13 albi della serie "Gigante"    a 4,40 ciascuno 

12 albi della serie "Tex Willer" a 3,50 ciascuno

2 cartonati                                a 9,90 ciascuno

2 maxi                                        a 8,90 ciascuno

1 Magazine                                 a 8,50

1 speciale Tex Willer                  a 6,40

2 Color Tex                                 a 7,90

1 Texone                                     a 9,90

 

Non dovrebbe mancare nulla. Il conto fatelo voi.

Ma non sono i soldi a far tremare i polsi (ne spendiamo di più in altre cose anche meno importanti di un sano fumetto realizzato ai massimi livelli). Bisogna trovare il posto dove mettere tutta 'sta roba e trovare il tempo e la voglia per leggerli. Io non ne ho più!

 

Concordo con te. Fortunatamente i soldi per le mie passioni non  mancano ma il problema è lo spazio e il tempo (non tanto la voglia). Poi io rileggo ogni tanto le vecchie storie o recupero storie non lette del passato. Inoltre, per non essere "saturo " di Tex, mi prendo sempre almeno una settimana di pausa nella quale o leggo solo libri o altri fumetti (Storia del West, Ken Parker e Magico Vento).

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