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TWF - Tex Willer Forum

[Maxi Tex N. 31] I Quattro Vendicatori


Sam Stone
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Sono a metà lettura e per fortuna ci sono i disegni di Casertano. Ci sono lievi spoiler forse per cui nel dubbio avverto.

 

Sceneggiatura svogliata. Qualcuno qui confonde la serialità con l'utilizzo a valanga di cliché usati e stra-abusati anche a distanza di poche pagine e per più volte.

La serialità è la riproposizione di tematiche classiche della serie, indiani, sceriffi bastardi, potenti di turno che tengono in pugno la città etc., ma le patatine e le torte di mele a iosa con Tex e Carson che si perdono in imboscate e origlioni a causa di queste fanno parte semmai della serialità di un autore ma non del personaggio per come concepito. Per cui per me questi sono cliché che gestiti in questo modo passano dall'essere simpatici intramezzi al chiaro segno di mancanza di idee e di voglia (e direi anche di rispetto per chi legge e paga).

 

Interessante il soggetto, che seppur abbastanza classico (seguire la pista dei cattivi di turno) introduce una variabile carina (i cani e la scena iniziale della vendetta con tutto il background che porta a quella vendetta).

La storia di per sé sta andando avanti grazie alle origliate, prima alla stazione, poi in casa del maggiore (il primo dei vendicatori ad essere beccato). 

Inutile soffermarsi su Tex e Carson che battibeccano in modo stucchevole su chi ha mangiato più patatine o torta di mele, per diverse vignette, per poi dopo una pausa breve ripartire con la stessa solfa.

In 120 pagine circa ci sono state già due abbuffate. 

Andrebbe anche bene, per carità, si sa che Nizzi era partito su Tex col piglio del giallista ed è finito a fare il filone commedia della serie, ma che le abbuffate vengano usate come espediente per fa perdere tempo ai pards...anche no.

In più occasioni Tex e Carson se la prendono comoda (in fondo pensano loro, non corrono rischi, nessuno sa che sono sulle tracce degli assassini, se....certo), e poco importa se al di là di tutto il buon senso suggerirebbe di non giggioneggiare a prescindere troppo con una sola pista da seguire e tracce che si perdono e si ritrovano a fatica.

 

Ma fermarsi a far bagordi nei ristoranti perché tanto c'è tempo e di conseguenza beccarsi imboscate e origlioni che riescono ad anticipare puntualmente le loro mosse... beh è solo un modo facile facile per chi sceneggia di mandare avanti quella che è una storiella senza pretese. 

Da leggere a cervello spento.

 

Se dovessi raccomandarlo agli appassionati direi, per i disegni si, ma con tutte le storie che escono e i vari speciali, a meno che non abbiate tempo a sufficienza per leggere tutto, questo albo è il più sacrificabile tra gli ultimi usciti.

Meglio la regolare, meglio il Tex Willer, meglio le ristampe sugli extra Tex Willer, meglio il color La gazza ladra, meglio l'ultimo Texone, meglio l'ultimo cartonato. Decisamente. 

E se siete stanchi di Mefisto e magia e vi serve qualcosa di classico, beh, avete una serie di oltre 700 numeri, sono certo che grazie alla famosa "serialità se ne possano trovare di ben superiori a questa, con qualche anonimo sceriffo o una masnada di acchiappagalline che prova a tenere in pugno un paese sperduto dove Tex e Carson arrivano puntualmente a sparigliar le carte

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, LedZepp dice:

Ma fermarsi a far bagordi nei ristoranti perché tanto c'è tempo e di conseguenza beccarsi imboscate e origlioni che riescono ad anticipare puntualmente le loro mosse... beh è solo un modo facile facile per chi sceneggia di mandare avanti quella che è una storiella senza pretese. 

Da leggere a cervello spento.

Ho già risposto sopra: 

<span style="color:red">14 ore fa</span>, MacParland dice:

Tutte le volte in cui si parla di tuberi e bistecche, però ogni scena al ristorante o a tavola è funzionale alla storia, ad esempio l'incontro con Baker o l'agguato fuori dal Saloon. 

 

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Premesso che leggere un fumetto con il cervello acceso mi toglierebbe il piacere di leggerlo e la sua funzione fondamentale, per me ovviamente, cioè il relax.  Ma quello che (dal mio punto di vista) non capisco del tuo intervento LedZepp e il paragone con le altre uscite concomitanti. Perchè "sacrificabile?" Perchè "meglio altro"? Cioè, io concordo che ci sia "altro di meglio" (il Tex Willer, la mefistoleide), però, se meglio significa "meglio scegliere altro", non concordo perchè si "può" (e io penso che in questo caso si "deve") leggere questo e quello, senza dover scegliere. Che sarebbe una autoimposta limitazione, in fondo è una buona lettura, non una ciofeca. Leggiamo tutto! :)

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17 minutes ago, Angelo1961 said:

Premesso che leggere un fumetto con il cervello acceso mi toglierebbe il piacere di leggerlo e la sua funzione fondamentale, per me ovviamente, cioè il relax.  Ma quello che (dal mio punto di vista) non capisco del tuo intervento LedZepp e il paragone con le altre uscite concomitanti. Perchè "sacrificabile?" Perchè "meglio altro"? Cioè, io concordo che ci sia "altro di meglio" (il Tex Willer, la mefistoleide), però, se meglio significa "meglio scegliere altro", non concordo perchè si "può" (e io penso che in questo caso si "deve") leggere questo e quello, senza dover scegliere. Che sarebbe una autoimposta limitazione, in fondo è una buona lettura, non una ciofeca. Leggiamo tutto! :)

Io invece lo leggo col cervello acceso e mi rilasso anche al tempo stesso.

Non comprendo il nesso tra cervello spento e relax.

Molti hobby richiedono l'uso di un minimo di cervello e mica sono stressanti!

Ma tralasciando il modo in cui ognuno legge (ma ripeto, io in genere leggo con un minimo di testa, e non faccio enormi distinzioni tra un fumetto e un romanzo, cerco in entrambi un minimo di credibilità e qualità), ma il mio discorso è abbastanza circolare.

Le uscite sono tante, i soldi spendibili per tutte sono molti, e spesso la quantità non va di pari passo con la qualità, non è neanche un mistero e credo sia intuibile che molti lettori non acquistino tutto per vari motivi (spazio, soldi, tempo etc.,) e quindi come in ogni aspetto della vita si facciano delle scelte. Tra l'altro ho dimenticato di citare le strisce, lettura settimanale aggiuntiva che di certo non fa mancare il classico vecchio Tex a chi si è stancato di Mefisto.

 

Se la premessa di una frase poi è "se dovessi raccomandarlo" come esordisco io, ti dico che al momento c'è una tale possibilità di scelta e di offerta che questo tra tutti gli albi recenti in termini di storia mi pare davvero il più scadente al netto dei bei disegni. E quindi essendo un forum di opinioni, al momento non mi sentirei di consigliarlo e ho provato a spiegare il perché.

Qual è il problema? Ti stupisce che io faccia un paragone tra la qualità delle storie e delle serie disponibili per Tex?

Dopo aver speso quasi 9 euro per patatine e torte di mele che appesantiscono i pard e li fanno arrivare puntualmente in ritardo col nemico, direi che la critica non è nemmeno così tanto arzigogolata.... boh, io mi stupisco un po' della tua risposta in realtà, certo che si può leggere tutto e io il Maxi l'ho comprato, ma poi lo sto leggendo e onestamente potendo tornare indietro forse risparmierei quei soldi o lo cercherei al mercatino. Solo i disegni meritano il prezzo, a meno che, ripeto, non si abbia altro da leggere e allora ci sta prendersi questo Tex per riempire un paio di serate in attesa di altro. Ma lo dico con 0 entusiasmo

1 hour ago, MacParland said:

Ho già risposto sopra: 

 

Che è quello che dico io ma con accezione negativa. La scelta di gozzovigliare  e di proporre un cliché abusato serve a rendere facile la scrittura ed è funzionale in tal senso alla storia.

Tex deve incontrare un tizio, mandiamolo al ristorante così poi c'è materiale anche per due tre tavole di battibecco con Carson su chi mangia di più magari. Tex deve finire in un'imboscata o serve dare un vantaggio all'origlione di turno e al nemico? Facciamo mangiare Tex che se la prende comoda e cavalca appesantito.

 

Ma quante torte di mele si mangia Carson? Sono a metà albo ed è patetico, non più simpatico. 

Non si tratta di leggere col cervello acceso o spento, qui siamo sul patetico. Anche col cervello spento, è una noia mortale la ripetizione di situazioni simili a distanza di poche pagine, solo per trascinare la storia senza sforzi

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guarda che in totale se ne parla in un paio di pagine su 330...

 

cioè non capisco il senso fella critica: non si puo' in um paio di pagine scherzare sul cibo? perché? chi lo proibisce? a me non dispiace

Edited by Grande Tex
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E' assodato che Claudio Nizzi non sia più sui suoi migliori livelli. Ma questa storia è quantomeno discreta, e la sceneggiatura regge più che bene, a mio avviso, le oltre 300 pagine. Come del resto affermato dallo stesso curatore della testata. Tex e Carson sono centrali ed assoluti protagonisti. 

 

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Caro Led, è logico che è impossibile spegnere il cervello, per cui il nostro è un modo di dire. Io per "spento" intendo leggere senza sforzarlo, senza stare a fare conteggi, analisi che vedo qualcun altro (legittimamente) fa. E se (punto di vista mio personale) si deve fare, come sottolinei, anche un discorso economico, rinuncio piuttosto alle strisce o al cartonato brossurato, visto che ripropongono cose che ho già. Ma a una novità che può interessarmi non rinuncio. A costo di restare poi deluso. 

Ovviamente così la vedo io e non condanno certo chi vede e fa le cose in maniera diversa. 

Tutte le imperfezioni che elenchi sulla storia, le colgo anche io e pure altre (per esempio SPOILER che riconoscano i personaggi da una foto di 20 anni prima o che non controllino l'armadio o che riescano a seguire le tracce di un carro anche nel "casino" di una cittadina dove si intersecano con chissà quante altre), però sono  particolari che (almeno per me) vengono coperti dalla "potabilità" dell'albo.  :)

 

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45 minutes ago, Grande Tex said:

guarda che in totale se ne parla in un paio di pagine su 330...

 

cioè non capisco il senso fella critica: non si puo' in um paio di pagine scherzare sul cibo? perché? chi lo proibisce? a me non dispiace

Grande Tex, spero tu non sia serio. Ho forse detto che non si può scherzare sul cibo? Ho detto che io sono a metà albo e già ci sono stati battibecchi sul cibo, e che le mega mangiate sono usate guarda caso per far perdere tempo ai pards. Io lo trovo dopo un po' non più simpatico (una volta ogni tanto anche a me fa sorridere la bistecca ma non ogni tre per due) ma patetico e noioso. A te non dispiace a me onestamente mi fa cadere le braccia questo abuso di cliché.

Un po' come le scoregge nei film di Boldi e De Sica. Alla prima ridi, perché è umano ridere, alla ventesima scoreggia nel ventesimo cinepanettone ti rendi conto che a parte le scoregge c'è ben poco da dire.

Chiamiamola serialità se la cosa da un tocco di eleganza, ma le torte di mele alla lunga stanno a Kit Carson come le scoregge a Massimo Boldi

 

27 minutes ago, Athabaska said:

E' assodato che Claudio Nizzi non sia più sui suoi migliori livelli. Ma questa storia è quantomeno discreta, e la sceneggiatura regge più che bene, a mio avviso, le oltre 300 pagine. Come del resto affermato dallo stesso curatore della testata. Tex e Carson sono centrali ed assoluti protagonisti. 

 

Che Nizzi abbia scritto sceneggiature peggiori non c'è dubbio, non molto tempo fa ho letto I fucili di Shannon, per cui so di cosa si può parlare...

Così una a caso.

Ma se mi guardo intorno rispetto alle storie uscite di recente, persino il Color che non amo per varie ragioni ha tirato fuori a confronto un piccolo gioiellino che sono contento di aver acquistato...

Tex e Carson sono centrali e protagonisti anche nell'ultimo cartonato e non condivido l'opinione che la saga di Mefisto li veda fuori dal contesto. Agiscono insieme ad altri personaggi, ma senza di loro la trama non va da nessuna parte. Sono comunque il cuore del gruppo che porta al duello finale con Mefisto. 

16 minutes ago, Angelo1961 said:

Caro Led, è logico che è impossibile spegnere il cervello, per cui il nostro è un modo di dire. Io per "spento" intendo leggere senza sforzarlo, senza stare a fare conteggi, analisi che vedo qualcun altro (legittimamente) fa. E se (punto di vista mio personale) si deve fare, come sottolinei, anche un discorso economico, rinuncio piuttosto alle strisce o al cartonato brossurato, visto che ripropongono cose che ho già. Ma a una novità che può interessarmi non rinuncio. A costo di restare poi deluso. 

Ovviamente così la vedo io e non condanno certo chi vede e fa le cose in maniera diversa. 

Tutte le imperfezioni che elenchi sulla storia, le colgo anche io e pure altre (per esempio SPOILER che riconoscano i personaggi da una foto di 20 anni prima o che non controllino l'armadio o che riescano a seguire le tracce di un carro anche nel "casino" di una cittadina dove si intersecano con chissà quante altre), però sono  particolari che (almeno per me) vengono coperti dalla "potabilità" dell'albo.  :)

 

Che serva un po' di leggerezza nella lettura sono d'accordo, ma con Borden ad esempio non devo sforzarmi troppo o farmi calare giù degli espedienti inverosimili o situazioni da commedia... Per questo trovo la lettura del Tex di Nizzi, proprio nel suo essere terra terra, più difficile, perché devo sforzarmi di credere in quel che leggo e darlo per normale, mentre Borden che a un primo impatto pare cervellotico in realtà per me è molto più facile da leggere perché il suo Tex ha senso e non porta avanti la storia con espedienti al limite del ridicolo. 

 

Per carità viva le bistecche e l'ironia tra pards, ma che un eroe dei fumetti arrivi sempre un passo dopo il nemico perché si è abbuffato di patatine fritte fa abbastanza pena. 

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Sul cervello. Tu ce l'hai a... led per cui consuma poco e puoi permetterti di tenerlo acceso. Il mio ha lampadine vecchio tipo, e devo spegnerlo per risparmiarlo, anche tenendo conto dell'obsolescenza programmata.

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Non ho ancora letto il tomo, che ho preso e leggerò quando lo leggerò, prima devo finire un libro e magari dare precedenza alla Mefisteide.

Comunque, in linea generale le patatine, le bistecche e le torte di mele sono una invenzione di GLB, e sono presenti nella stragrande maggioranza delle storie del medesimo GLB, così come l'ironia tra i pards (poi accentuata da Nizzi, all'inizio in modo anche molto efficace). Non si è inventato niente il Nizzi da questo punto di vista. Persigno gli origlioni sono ben presenti soprattutto nei primi episodi di Tex, e qui davvero Nizzi ne ha abusato.

Poi certo, bisogna anche vedere come si usano questi clichè. Il clichè di suo non è una cosa negativa, ne fanno tutti largo uso. Borden ha quello del nemico grigio e pure questo può venire a noia, o quello dei comprimari a dozzine. Tutti clichè o impronte seriali del proprio stile che dir si voglia.

Mi fate venir voglia di leggere sto maxi per vedere che impressione mi fa, ma prima ho altre cose da leggere. Non vi dico che pila di roba ho sul comodino tra libri e Tex... ieri mi sono riletto anche i ribeli del Canada intanto...per non farmi mancare nulla.

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32 minutes ago, valerio said:

Non ho ancora letto il tomo, che ho preso e leggerò quando lo leggerò, prima devo finire un libro e magari dare precedenza alla Mefisteide.

Comunque, in linea generale le patatine, le bistecche e le torte di mele sono una invenzione di GLB, e sono presenti nella stragrande maggioranza delle storie del medesimo GLB, così come l'ironia tra i pards (poi accentuata da Nizzi, all'inizio in modo anche molto efficace). Non si è inventato niente il Nizzi da questo punto di vista. Persigno gli origlioni sono ben presenti soprattutto nei primi episodi di Tex, e qui davvero Nizzi ne ha abusato.

Poi certo, bisogna anche vedere come si usano questi clichè. Il clichè di suo non è una cosa negativa, ne fanno tutti largo uso. Borden ha quello del nemico grigio e pure questo può venire a noia, o quello dei comprimari a dozzine. Tutti clichè o impronte seriali del proprio stile che dir si voglia.

Mi fate venir voglia di leggere sto maxi per vedere che impressione mi fa, ma prima ho altre cose da leggere. Non vi dico che pila di roba ho sul comodino tra libri e Tex... ieri mi sono riletto anche i ribeli del Canada intanto...per non farmi mancare nulla.

Cliché è un termine generalmente usato con accezione negativa ed indicante scarsa originalità.

Il punto non  sono le bistecche e le patatine, ma l'utilizzo all'interno della storia e il comportamento ridicolo di un eroe che si strafoga di patatine fritte mentre il nemico ne anticipa le mosse. 

Eppure credo di aver scritto in modo comprensibile.... 

GLB aveva un repertorio molto vasto di espressioni e usanze per i pards, poi davvero ridotto all'osso e alla ripetizione nauseante di quelli che sono divenuti dei cliché con Nizzi, come le poche e ripetitive espressioni, figlie di un impoverimento del vocabolario di GLB, alle stra-abusate patatine e bistecche.

GLB ha creato la varietà, Nizzi praticamente l'ha ridotta portando Tex ad una caricatura del Tex originale.

Questo Maxi a mio avviso non fa eccezione.

A qualcuno piace, bene così, io critico lo stile povero di questo Tex che si riduce a lettura di poco spessore

 

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43 minuti fa, valerio dice:

ne fanno tutti largo uso. Borden ha quello del nemico grigio e pure questo può venire a noia, o quello dei comprimari a dozzine. Tutti clichè o impronte seriali del proprio stile che dir si voglia.

Ma io non li metterei sullo stesso piano. Non farei questo paragone.

Gli origlioni di Nizzi (il loro abuso) sono un modo per portare avanti una storia nel modo più facile, senza fare troppa fatica a trovare un espediente narrativo diverso (ma secondo me sono anche una sua ossessione personale, forse da piccolo lo spiavano di nascosto :lol:).

Le patatine e le torte di mele servono un po' per riempire le pagine e arrivare a 114 o anche per far contenti quei lettori che amano queste gag, perché li fanno sentire "a casa".

 

In Boselli l'utilizzo di molti personaggi (tra cui spesso anche nemici "grigi") è, all'opposto, un modo per rendere più interessante una storia, per differenziarla dalle altre che l'hanno preceduta, per rendere più complessa la trama e la psicologia dei villain di turno e non annoiare il lettore.

Boselli si complica il lavoro con tanti comprimari e sottotrame, Nizzi se lo facilita.

Quello di Boselli è un suo stile narrativo, un modo di raccontare una storia, quelli di Nizzi sono puri cliché (riferito sempre solo agli origlioni e alle patatine).

 

Poi, il fatto che Boselli fa sempre personaggi negativi che poi si redimono non è vero. A volte sì, a volte no: nei 7 albi della Mefistoleide nessuno si redime, per esempio. In generale, le redenzioni a me non danno fastidio, a meno che - come può qualche volta capitare - siano improbabili e non ben preparate.

Edited by Poe
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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, Poe dice:

In Boselli l'utilizzo di molti personaggi (tra cui spesso anche nemici "grigi") è, all'opposto, un modo per rendere più interessante una storia, per differenziarla dalle altre che l'hanno preceduta, per rendere più complessa la trama e la psicologia dei villain di turno e non annoiare il lettore.

Ma mica la rende più complessa. Oltre ad essere prevedibile, perché se lo fai in una storia su due diventi prevedibile, perdi anche la verosimiglianza storica. Non si redimono oggi le persone e lo facevano i cowboys nel Sud dell’America a fine ‘800? Non credo.

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, Poe dice:

Nessuno ha parlato della splendida prova di Casertano.

Mi interessava questo punto, visto che non compro il Maxi.

Sulla pagina FB di Tex Willer, ho letto molti appunti sul suo lavoro, dove spesso si lamentano errori di proporzione e diversi primi piani mal riusciti.

Premesso che ultimamente nella suddetta pagina è un coro di lamenti tanto da rendere difficoltoso capire quando sono fondati oppure no, ero interessato alle valutazioni sul lavoro di Casertano, per me un vero fuoriclasse.

Al netto di poche tavole con alcuni visi obiettivamente bruttini, ho apprezzato moltissimo il suo Texone dove mi è sembrato molto a suo agio in ambienti western.

 

Promosso nel Maxi?

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Nonostante i comportamenti derivati da clichè, alla fine SPOILER Tex e Carson vincono, mica perdono. E nessuno dei loro amici/protetti si fa male. Tutto finisce bene. Magari, se non si tuffavano su bistecche, patatine, torte di mele e caraffe di caffè, fermavano i 5 prima, in sole 200 anzichè  oltre 300 pagine. E' logico che ogni passaggio è finalizzato a scrivere una storia così lunga. 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Poe dice:

Quello di Boselli è un suo stile narrativo, un modo di raccontare una storia, quelli di Nizzi sono puri cliché (riferito sempre solo agli origlioni e alle patatine).

guarda che amche quello di Nizzi è un modo di raccontare una storia.

Te ne accorgi leggendo le sue storie su Nick Raider

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Personalmente, ho trovato questa storia appena sufficiente, nulla di più. Nulla contro Nizzi, come ho più volte detto e ribadito fino ad nauseam, ma davvero ritengo che ormai Nizzi non abbia più nulla da dare come autore, e questa storia all'insegna della prevedibilità e piena di situazioni uguali a sé stesse - o almeno piuttosto simili tra loro - ne è lapalissiana dimostrazione.

 

Tacendo del primo incontro col capostazione, quando seppure dinanzi all'evidenza delle tracce che il carro con i cani aveva lasciato sul terreno Tex e Carson si bevono le balle rifilate loro dall'omuncolo andandosene via come nulla fosse (e tornando indietro per interrogarlo più energicamente solo dietro imbeccata di un simpatico perdigiorno), quel che più mi ha colpito in negativo sono stati gli incontri casuali col vecchio amico ingegnere prima e col boscaiolo poi (quest'ultimo, in particolare, oltremodo fortunoso per Nostri), incontri che permettono ai due pards di avere la meglio sugli avversari (tutti messi sull'avviso prima del loro arrivo sui rispettivi luoghi). Ho notato inoltre la sequenza del rapimento della ragazza spiccicata nelle modalità e nelle finalità a quella del rapimento della pulzella in Tex il grande!: un po' di fantasia in più non avrebbe guastato.

 

Per cui, mi spiace ma decisamente ho letto di meglio.

Edited by juanraza85
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  • Rangers

Concordo con JuanRaza85.

 

Io non ho nulla contro Nizzi, anzi ho apprezzato in passato storie che moltissimi continuano a definire delle ciofeche (Montezuma a me piace)!

Non ho nulla neanche contro le bistecche e le patatine, anzi in questo Maxi le ho apprezzate.

I problemi sono altri.

Una storia che si trascina stancamente, origlioni e Tex che a volte si stenta a riconoscerlo.

 

Bello il personaggio del cattivo principale e bello l'inizio, ma per il resto mi sono annoiato abbastanza, purtroppo! :(

Anche il finale amaro, l'avevo praticamente previsto.

 

SPOILER

Nizzi ha cercato di auto - imitarsi, con il Colonnello malato di cancro (che ricorda troppo lo zio assassino di Fuga da Anderville).

 

Mi aspettavo di più sinceramente... ovvio che a quell'età non è facile scrivere, ma non credo si sia divertito neanche lui a scriverla questa storia.

Non so perchè ma mi ha lasciato quest'impressione.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Juan Ortega dice:

Mi interessava questo punto, visto che non compro il Maxi.

Sulla pagina FB di Tex Willer, ho letto molti appunti sul suo lavoro, dove spesso si lamentano errori di proporzione e diversi primi piani mal riusciti.

Premesso che ultimamente nella suddetta pagina è un coro di lamenti tanto da rendere difficoltoso capire quando sono fondati oppure no, ero interessato alle valutazioni sul lavoro di Casertano, per me un vero fuoriclasse.

Al netto di poche tavole con alcuni visi obiettivamente bruttini, ho apprezzato moltissimo il suo Texone dove mi è sembrato molto a suo agio in ambienti western.

 

Promosso nel Maxi?

 

Disegni di Casertano sicuramente promossi, concordo su qualche volto un pò distorto, ma nessuna tavola prodotta di fretta pur considerando che fosse destinata ad un maxi.

Per la sceneggiatura, per adesso non mi esprimo non avendo avuto finora il tempo di leggere l'albo. Spero di farlo prestissimo. 

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Attenzione spoiler

 

Solo la parte iniziale e  finale di questa storia mi sono piaciute, per il resto  alcune situazioni non mi hanno proprio convinto, a partire dai militari che non riescono a trovare, non dico i rapitori, ma almeno  il colonnello,  e del perditempo che salta fuori opportunamente a dire che il capostazione ha raccontato una balla.

Poi cè anche un origlione bello lungo.

 

La parte centrale si lascia comunque leggere tra bistecche e sparatorie.

I disegni di Casertano non sono tra i miei preferiti, ma sono comunque buoni.🖐

 

 

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SPOILER

SPOILER

SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

Storia discreta, a tratti anche noiosa, che si dipana per 330 pagine durante le quali si ripropongono più o meno le stesse situazioni: Tex e Carson arrivano nel luogo X, incontrano un amico/alleato, si avvicinano al covo del cattivone, agguato fallito e poi resa dei conti. E si passa al prossimo, che i vendicatori del titolo sono quattro.

 

Tuttavia ci sono diverse cose che funzionano: la parte iniziale, le battute fra i due pards, la figura del colonnello Hamilton (che mi ha moooolto ricordato un altro ben noto sudista nizziano) e perfino alcune autocitazioni. Le scene d'azione sono tutte abbastanza simili, ma il tiro al piccione è sempre un piacere.

 

Insomma un Maxi che testimonia il fatto che Nizzi, sotto l'ala di Boselli, avrebbe avuto ancora delle frecce al proprio arco, ma anche che ormai sulla lunga distanza il vecchio leone non ce la fa più.

 

È andata come è andata e, purtroppo, da lettore leggerò le ultime storie di Nizzi pensando sempre quel video al festival del giallo.

 

Casertano sempre in gran forma: qualche volto e qualche vignetta che mi hanno convinto poco ci sono, ma nel complesso si tratta di una buona prova, chiara e leggibile.

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No, sul serio. C'è anche qualcuno che ritiene leggibile questo Maxi?

Ragazzi miei non avete mai letto un VERO fumetto d'avventura.

Me lo sono fatto prestare da un amico, perché un Maxi di Nizzi è farsi del male, ma a pagina 53 - e i due pards sono comparsi attorno a pagina 20 - ed è un concentrato di assurdità così spinta che neanche un bambino dell'asilo poteva scriverlo peggio.

SPOILER 

Per l'assoluto riconoscimento del cadavere c'è bisogno delle mostrine! E chi diavolo poteva essere?

Mancava una freccia in alto con scritto SONO PROPRIO IO.

Con Carson che non sa che farsene dei resti :lol:

Forse potrebbe lasciarli divorare dagli avvoltoi...

FINE SPOILER

 

Ed è un solo esempio.

Arrampicarsi sugli specchi non è impossibile basta munirsi di ventose alla James Bond, ma sta roba è scritta coi i piedi (per non dire di peggio).

 

Mi sorprende che il curatore qualche thread da dichiarava che fosse almeno passabile.

 

Questa roba è indifendibile, se si è mai letto un Tex fatto come Dio comanda.

 

Poveri noi...

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<span style="color:red">54 minuti fa</span>, Exit dice:

piedi

 

Noto un tema ricorrente, sul forum, negli ultimi giorni. Oltre a Frappantuono, ça va sans dire.

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Ieri mi sono sorbito altre 100 pagine di questo Maxi Tex e sono arrivato ai circa 2/3 del tomo. Nel frattempo c'è stato spazio per un'altra abbuffata di bistecche e patatine con.. SPOILER

.

..

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.

.

.

.

.

attentato a Carson nel mentre cerca di fiondarsi sulla bistecca. Un bel classico agguato nel sonno faceva schifo? No, dato che quello viene riservato al testimone scomodo, mi immagino l'autore che cerca una nuova idea su come sorprendere i nostri due pards.....serve un altro escamotage... qualcosa di originale!

 

Dopo 15 minuti di atroci dolori nel partorire un'idea, arriva il colpo di genio, bistecche e patatine e battutina alla locandiera per le sue bistecche che si tagliano come il burro con annesso attentato e via con la terza scenetta sorretta da bistecche e patatine! Di nuovo, se qualcuno vuole far passare il messaggio che questo sia uno stile di scrittura ricercato, elegante, al pari dei nemici "grigi" o dei tanti comprimari di Borden, parliamo lingue diverse.

Da un lato c'è un autore che prova a introdurre più fattori per arricchire una trama, complicandosi forse la vita, a volte anche troppo, dall'altra c'è il ricorso a cliché (ovvero situazioni abusate e poco originali) per far scorrere la storia senza porsi troppe domande e/o rischi.

Sapete a cosa ho pensato quando ho visto per la terza volta in 200 pagine vignette e scenette legate a bistecche e patatine? 

 

 

 

Mi chiedo soltanto se nelle prossime 100 pagine ci sarà spazio per un'altra bistecca da tagliare come il burro! 

Edited by LedZepp
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Spoiler

Nizzi non si smentisce.

Poiché bistecche e patatine non sembrano sufficienti, aggiungiamo anche sei uova, pancetta abbrustolita, pane tostato e una cascata di caffè e magari, tanto per cambiare, anche un bell'arrosto di tacchino.

Se togliamo le pagine in cui se magna o se parla de magnà, facciamo un atto di salvaguardia delle risorse naturali del pianeta limitando la deforestazione.

 

Tralasciamo poi le scene un cui Tex fa la figura del pirla (ma poi si ravvede quasi subito) e le scene di incredibili coincidenze come i telegrammi lasciati lì appositamente (perché,  se Tex deve scoprire da solo i colpevoli, ci vogliono altre cento pagine con almeno un pranzo e una cena, così invece si fa prima) e l'incontro molto casuale con l'imprenditore boscaiolo (in un puzzolente treno a caldaia che sbuffa come ... una locomotiva, gli dava fastidio il fumo di un passeggero).

 

Naturalmente ci sono poi gli agguati dove gli avversari non colpirebbero una mucca a un metro di distanza: lo sparo dalla finestra, lo sparo a Carson in piena luce sulla porta del saloon, per non parlare di 12 attentatori 12 che non colpiscono neanche uno dei quattro stipati in una barchetta (se davano una pistola a una schiappa come me e mi bendavano, su sei colpi nel tamburo, almeno tre andavano a segno).

 

La ciliegina sulla torta è poi la scena del rapimento di Liza: meno male che quando Luke racconta la scena al padre della ragazza c'erano anche Tex e Carson.

La scena che è stata ripetuta, vignetta per vignetta (per allungare il numero delle pagine? per spiegarla meglio al lettore poco attento che non l'aveva capita bene?) poteva essere ripetuta di nuovo (e ce la saremmo sorbita per la terza volta) se Ethan avesse dovuto raccontarla ai ranger.

 

Non ritengo invece un difetto il fatto che di storie analoghe se ne sono viste a ettolitri e così per il duello/suicidio con la pistola scarica: visto e rivisto.

Ma ci può stare.

 

I disegni di Casertano, non lapidatemi, non mi piacciono.

Ben caratterizzati i volti, anche dei comprimari, ma un po' al limite del grottesco con occhi a palla e labbra troppo pronunciate.

Ma gli sfondi sembrano delle costruzioni lego in miniatura: si veda la pagina 269.

 

Dissento sul prezzo per nulla eccessivo.

Sono 328 pagine di fumetto, l'equivalente di tre albi mensili.

Quanto sarebbe costata la storia se fossero stati tre mensili?

 

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