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TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


ymalpas
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, grandeincognito dice:

Anche qui Mefisto nel numero precedente deve avergliela combinata grossa. Tiro a indovinare: si è portato via Tom Devlin, magari dopo averne fatto un suo alleato, come con i due Kit ne "Il ponte tragico?" 

A mio avviso sarebbe ripetitivo, e Boselli di solito queste cose non le fa. Almeno lo spero. 

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<span style="color:red">36 minuti fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:
3 ore fa, grandeincognito dice:

Anche qui Mefisto nel numero precedente deve avergliela combinata grossa. Tiro a indovinare: si è portato via Tom Devlin, magari dopo averne fatto un suo alleato, come con i due Kit ne "Il ponte tragico?" 

A mio avviso sarebbe ripetitivo, e Boselli di solito queste cose non le fa. Almeno lo spero. 

 

Non necessariamente Mefisto deve rapire un amico di Tex perché questi debba con determinazione fare tutto il possibile per rintracciarlo ed acciuffarlo (se non peggio). In tale ottica, la storia di Nizzi rappresentò certamente un unicum che avrebbe potuto essere gestito meglio.

 

Semmai, io sono curioso di vedere se la caccia a Mefisto sulla Sierra scaturirà da un'aperta sfida del negromante o, piuttosto, se i Nostri seguiranno qualche indizio.

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<span style="color:red">48 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

Non necessariamente Mefisto deve rapire un amico di Tex perché questi debba con determinazione fare tutto il possibile per rintracciarlo ed acciuffarlo (se non peggio). In tale ottica, la storia di Nizzi rappresentò certamente un unicum che avrebbe potuto essere gestito meglio.

La mia era un'ipotesi scaturita da un flusso di pensiero ispirato dalla copertina. In ogni caso mi aspetto che al termine del prossimo albo Mefisto incameri un punto a suo favore e che non si concluda solo con una banale fuga (vedi Nizzi). 

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2 hours ago, grandeincognito said:

e che non si concluda solo con una banale fuga (vedi Nizzi). 

Credo (o almeno spero) che solo Nizzi, nella sua totale noncuranza e menefreghismo sulla logica della saga e dei personaggi, possa far finire una storia di Mefisto così. Perché implica che Tex SAPENDO CHE MEFISTO È IN GIRO, se ne freghi, smetta di cercarlo e preferisca andare a mangiare patatine.

 

Certo, il Tex di Nizzi è così. Il Tex che rinuncia a seguire le tracce di Mefisto che è partito CINQUE MINUTI PRIMA e quindi probabilmente è ancora visibile all'orizzonte, perchè preferisce andare a cena. Ma il Tex di Nizzi chiaramente non è Tex.

 

Ogni storia di GL Bonelli con Mefisto terminava con Tex che non aveva più motivi per inseguirlo (perchè lo credeva morto, o sapeva benissimo dov'era - in manicomio - e quindi non c'era nulla da inseguire)

  • +1 1
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Credo (o almeno spero) che solo Nizzi, nella sua totale noncuranza e menefreghismo sulla logica della saga e dei personaggi, possa far finire una storia di Mefisto così. Perché implica che Tex SAPENDO CHE MEFISTO È IN GIRO, se ne freghi, smetta di cercarlo e preferisca andare a mangiare patatine.

 

Certo, il Tex di Nizzi è così. Il Tex che rinuncia a seguire le tracce di Mefisto che è partito CINQUE MINUTI PRIMA e quindi probabilmente è ancora visibile all'orizzonte, perchè preferisce andare a cena. Ma il Tex di Nizzi chiaramente non è Tex.

 

Ogni storia di GL Bonelli con Mefisto terminava con Tex che non aveva più motivi per inseguirlo (perchè lo credeva morto, o sapeva benissimo dov'era - in manicomio - e quindi non c'era nulla da inseguire)

Dulcis in fundo: Mefisto travestito si fa aiutare da Tex e i pards a riparare una ruota del carro su cui stava fuggendo.

Nizzi ha voluto prendere per i fondelli Tex e noi tutti.

  • +1 1
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Sapete, ragazzi, l'attesa fa galoppare la fantasia a mille. Aspettare fino a sabato della prossima settimana è cosa abbastanza dura. Tutto ciò mi conferisce quel brivido che provavo da ragazzo. 

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, PapeSatan dice:

Dulcis in fundo: Mefisto travestito si fa aiutare da Tex e i pards a riparare una ruota del carro su cui stava fuggendo.

Nizzi ha voluto prendere per i fondelli Tex e noi tutti.

Non tutti. Di estimatori ne ha pure qua:P . Per loro probabilmente quella è la ciliegina sulla torta. :rolleyes:

  • +1 1
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<span style="color:red">21 ore fa</span>, Diablero dice:

Credo (o almeno spero) che solo Nizzi, nella sua totale noncuranza e menefreghismo sulla logica della saga e dei personaggi, possa far finire una storia di Mefisto così. Perché implica che Tex SAPENDO CHE MEFISTO È IN GIRO, se ne freghi, smetta di cercarlo e preferisca andare a mangiare patatine.

 

Io ritengo che questo sia stato un fattore fondamentale nel far decidere a Boselli di pubblicare la terza parte della trilogia del ritorno di Yama e Mefisto immediatamente dopo la seconda. Dalle prime informazioni che avevo avuto a suo tempo, l'idea iniziale era di pubblicarla dopo un certo tempo (Borden potrà facilmente smentirmi se mi sbaglio). Una volta, però,  deciso che alla fine della storia dei Cestaro Mefisto sarebbe sfuggito alla cattura (e non  credo che dirlo sia uno spoiler), Boselli ha immediatamente concluso che Tex non avrebbe mai potuto tornarsene tranquillo alla Riserva sapendolo libero ma avrebbe proseguito la caccia sino alla fine.

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Che Mefisto sarebbe sfuggito alla cattura puoi dirlo benissimo, visto che lo disse Civitelli, con anche Boselli presente, al Lucca comix, ( o era a Milano?) del 2018 o 19,( cosi mi pare di ricordare).🙋‍♂️

 

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<span style="color:red">28 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Io ritengo che questo sia stato un fattore fondamentale nel far decidere a Boselli di pubblicare la terza parte della trilogia del ritorno di Yama e Mefisto immediatamente dopo la seconda. Dalle prime informazioni che avevo avuto a suo tempo, l'idea iniziale era di pubblicarla dopo un certo tempo (Borden potrà facilmente smentirmi se mi sbaglio). Una volta, però,  deciso che alla fine della storia dei Cestaro Mefisto sarebbe sfuggito alla cattura (e non  credo che dirlo sia uno spoiler), Boselli ha immediatamente concluso che Tex non avrebbe mai potuto tornarsene tranquillo alla Riserva sapendolo libero ma avrebbe proseguito la caccia sino alla fine.

 

 

No, le due storie sono sempre state una di seguito all'altra nelle mie intenzioni.

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Il 8/4/2022 at 10:19, piesse dice:

Se posso permettermi intervenire, e sapendo che verrò dato in pasto ad ornitorinchi carnivori per quello che sto per dire, a me il primo albo è piaciuto decisamente poco... (e questo detto da uno che candiderebbe all'istante Boselli per il Nobel del Fumetto. A vita. Ritengo quasi tutte le sue storie su Tex dei piccoli &/o grandi capolavori - dico quasi, perché fin dei conti anche TS Eliot ogni tanto ha scritto cose così così...).

Mi convincono poco:

1) Mefisto che dirige un grande, innovativo manicomio. Va bene la sospensione dell'incredulità, va bene che anche GLB ogni tanto saltava fuori con premesse tirate per i capelli, ma Boselli ci ha abituato ad un maggior - diciamo- realismo. Come ci è arrivato, Mefisto? Se il manicomio è così una struttura all'avanguardia, come ha saltato tutti i controlli, ispezioni governative, fornitori, personale? mica possono essere TUTTI suoi complici e/o soggiogati, no? qualcuno che fa le pulizie, cuochi, giardinieri... Come se la cava con forniture, contratti, rifornimenti, sovvenzioni governative?- servono soldi, per mandare avanti la baracca: chi glieli manda non controlla mai? E' diventato un esperto di amministrazioni pubbliche? Ma veramente ha bypassato tutti quanti, messo i suoi complici a gestire la faccenda, occuparsi dell'amministrazione, senza che nessuno degli estromessi se ne uscisse in lamentele, segnalazioni, denunce...

Un conto è farsi passare per il Dottor Fiesmott in un paesino del west in cui la metà degli abitanti sono analfabeti e se gli tiri fuori una frase in latino ti mangiano dalle mani, ma nella grande città, con tutti quei pazienti anche di famiglia ricca...

Lo faceva anche G.L. Bonelli, lo so, l'ho detto. Ma mi pare un po' troppo, ecco.

2) Troppo Dylan Dog (intendo il DD delle origini, quello degli ultimi vent'anni non so neanche che sia) e troppo poco Tex. Troppi mostri riuniti, troppe camere dell'orrore. Sì, lo so che i manicomi dell'epoca erano così e peggio, ma non è Tex. Boselli ha tirato fuori storie splendide - e splendide SU Tex e CON Tex- utilizzando freaks (vedi I Sette Assassini: storia splendida con solo qualche difettuccio), ma qui il troppo ha stroppiato.  E poi, i maniaci stessi che a) si associano a Mefisto in un amen (va bene: è ipnotista mago demone revenant cavaliere grand'uff lup mann, insomma: Mefisto. Ma fossero stati un po' meno, ecco, sarebbe stato un po' meno incredibile) b) si conoscono tra loro come niente. Tipo: il macellaio che riconosce subito Medina (lo squartatore-del-machete). Ma come? C'era un circolo di serial killer in cui si trovavano per la bevuta del sabato sera? Non vale dire: avrà visto la sua foto sui giornali. Avete presente com'erano i giornali e le foto dell'epoca? A parte che anche al giorno d'oggi riconoscere al primo colpo qualcuno che hai visto solo in foto non è così immediato, ma allora non c'erano né internet né social network - lo so, è incredibile o almeno mio nipote lo considera tale, ma è anche esistita un'epoca in cui la gente leggeva libri e giornali e non usava smartphone. Preistoria, chiaramente- Dicevo: come fa un buzzurro illetterato squartatore a riconoscere così i colleghi?

3) i disegni. I Cestaro mi son sempre piaciuti assai; ho letto di gente che non apprezzava il loro tex troppo stangone, ad esempio: a me invece piaceva moltissimo. Qui invece l'hanno ridotto... Gli unici pard che gli son venuti benino (secondo me, ovvio): i due Kit. Tex e Tiger, invece, malino...Bene i personaggi di contorno, ma questa storia l'avrei vista meglio disegnata da Benevento (a cui i Cestaro sembrano rifarsi in più occasioni, tipo infermiera Ruth, perdendo un po' del loro stile)

4) i ritorni. E' evidente che qui ce ne saranno a bizzeffe (non solo Mefisto e Yama). A Boselli piacciono tanto; troppo, secondo me: richiamare in scena personaggi già visti è nella norma, i personaggi ricorrenti sono un must in fumetto e letteratura seriale. ma ci sono personaggi che devono comparire una volta, due massimo. Boselli a volte mi sembra esageri (vedi ritorni secondo me catastrofici tipo Jack Thunder, che con Winnipeg l'hanno ammazzato proprio e non solo perché Tex gli ha sparato...) ed è uno dei pochissimi difetti che gli attribuisco. Spero di sbagliarmi.

 

Ovviamente, sono solo opinioni. Ma, ecco, per me stavolta non è scattata la sospensione dell'incredulità di cui sopra: invece di leggermi il fumetto senza troppi pensieri come al solito, ho cominciato a vederci tutti i problemi qui accennati. 

E' che invecchio. 

 

Condivido ogni cosa: 1) Mefisto che dirige un grande e modernissmimo manicomio come il dottor Fiesmot il suo ambulatorio nel Far West; 2) troppo Dylan Dog; 3) i disegni  degli ambienti molto efficaci mentre quelli dei volti dei personaggi poco realistici e approssimativi, a volte fastidiosi; 4) troppi ritorni. Aggiungo 5) troppi serial killer concentrati in una città all'epoca molto inferiore a Londra (che ne ha avuto uno famosissimo ancora oggi) o a Boston (in cui operò lo Strangolatore); 6) troppi personaggi facoltosi che impazziscono in poco tempo senza che polizia e giornali si interroghino sul fenomeno; 7) la copertina del secondo album col demone  non è da Tex. 8) Anch'io non riesco a sospendere totalmente l'incredulità, Tex non è Zagor, o Dylan Dog o Dampyr, la sua forza è nel suo aggancio con la verosimiglianza, anche nelle storie più assurde si rimane sempre aggrappati ad un filo di logica, di razionalità, mentre con l'ultimo Mefisto (come già nel Mefisto del n. 501 ritornato dall'aldilà)  ci si è dovuti abbandonare al vento delirante dell'irrazionalità, sprofondare nella magia più nera e assoluta. Spero che in questo consista il fascino di questa lunga saga, e che il nostro eroe non ne esca snaturato perché non sarebbe più lui. Tex che geme e delira come Tom Devlin è inconcepibile, meglio farlo morire. Però siccome adoro le saghe boselliane (con la S), dal "Passato di Carson" fino all'ultima splendida "Alla ricerca delle navi perdute", non posso non fidarmi di Mauro Boselli, la storia è appena cominciata, proverò a resettare il mio scetticismo e ad allungare il filo della razionalità lasciandomi trasportare un po' di più dalla sua geniale follia, (aspettando i disegni di Civitelli). Invecchiamo tutti, anche per questo continuiamo a leggere Tex,  per fregare il tempo, non solo per ingannarlo.

  • Confused (0) 1
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Intrepido61 dice:

5) troppi serial killer concentrati in una città all'epoca molto inferiore a Londra (che ne ha avuto uno famosissimo ancora oggi) o a Boston (in cui operò lo Strangolatore)

 

Più che di serial killers, parliamo di criminali efferati cui il giudice ha riconosciuto la seminfermità mentale (abbiamo visto nel secondo albo come mai). Inoltre, Tom Devlin stesso ha chiarito come alcuni di essi fossero stati trasferiti presso il manicomio da altri stati ;).

  • +1 1
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<span style="color:red">16 ore fa</span>, Intrepido61 dice:

Anch'io non riesco a sospendere totalmente l'incredulità, Tex non è Zagor, o Dylan Dog o Dampyr, la sua forza è nel suo aggancio con la verosimiglianza, anche nelle storie più assurde si rimane sempre aggrappati ad un filo di logica, di razionalità, mentre con l'ultimo Mefisto (come già nel Mefisto del n. 501 ritornato dall'aldilà)  ci si è dovuti abbandonare al vento delirante dell'irrazionalità, sprofondare nella magia più nera e assoluta.

Ma la magia nera non è stata introdotta adesso, basta pensare a "Il figlio di Mefisto" (ma anche prima) dove vediamo Yama parlare con esseri oscuri e signori della morte, addentrarsi nei riti più paurosi e viaggiare addirittura nei mondi inferi per avere le risposte dai sette saggi di pietra, far uccidere Yampas da Loa a distanza, utilizzare la magia voodoo con tanto di zombie, ecc. ecc. Questi sarebbero esempi di razionalità, contrapposta all'irrazionalità del Mefisto di oggi?

A me sembra invece che Boselli non faccia altro che seguire il solco tracciato da GL Bonelli, con Mefisto che comunica attraverso gli specchi con demoni, angeli neri, signori delle tenebre, e quant'altro... come faceva appunto GL.

 

E così per quanto riguarda l'horror: non c'è bisogno di scomodare Dylan Dog, perché quando Mefisto muore mangiato vivo dai topi, tra castelli in rovina, paludi, scheletri e zombi siamo già nell'horror puro (era il 1971, Dylan Dog arriva nel 1986). Anzi a me sembra il contrario: che Boselli qui, nelle scene paurose, non stia calcando troppo la mano (almeno finora), probabilmente proprio per non turbare i lettori tradizionalisti. 

 

<span style="color:red">16 ore fa</span>, Intrepido61 dice:

Tex che geme e delira come Tom Devlin è inconcepibile, meglio farlo morire.

Addirittura!... Non so, io non ho mai visto Tex come un supereroe che non può delirare sotto l'effetto di droghe o visioni... Nel suo primo incontro con El Morisco lo vediamo persino mangiare del peyote, avere allucinazioni e sparare a casaccio nel delirio.

<span style="color:red">16 ore fa</span>, Intrepido61 dice:

Mefisto che dirige un grande e modernissimo manicomio

Questa è la critica che meno capisco. Perché un geniale criminale dotato di incredibili poteri di ipnotismo non potrebbe prendere il controllo di un manicomio? La sospensione dell'incredulità il lettore la compie nel fingere di credere a un personaggio come Mefisto, ma una volta accettato, perché non fargli gestire un manicomio (come se nell'800 poi i manicomi avessero tutta questa importanza)? Gli Hualpai sì, un castello in Florida sì, templi nella giungla e nel deserto sì, ma un manicomio no? :laugh:

  • +1 2
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17 ore fa, Intrepido61 dice:

Condivido ogni cosa: 1) Mefisto che dirige un grande e modernissmimo manicomio come il dottor Fiesmot il suo ambulatorio nel Far West; 2) troppo Dylan Dog; 3) i disegni  degli ambienti molto efficaci mentre quelli dei volti dei personaggi poco realistici e approssimativi, a volte fastidiosi; 4) troppi ritorni. Aggiungo 5) troppi serial killer concentrati in una città all'epoca molto inferiore a Londra (che ne ha avuto uno famosissimo ancora oggi) o a Boston (in cui operò lo Strangolatore); 6) troppi personaggi facoltosi che impazziscono in poco tempo senza che polizia e giornali si interroghino sul fenomeno; 7) la copertina del secondo album col demone  non è da Tex. 8) Anch'io non riesco a sospendere totalmente l'incredulità, Tex non è Zagor, o Dylan Dog o Dampyr, la sua forza è nel suo aggancio con la verosimiglianza, anche nelle storie più assurde si rimane sempre aggrappati ad un filo di logica, di razionalità, mentre con l'ultimo Mefisto (come già nel Mefisto del n. 501 ritornato dall'aldilà)  ci si è dovuti abbandonare al vento delirante dell'irrazionalità, sprofondare nella magia più nera e assoluta. Spero che in questo consista il fascino di questa lunga saga, e che il nostro eroe non ne esca snaturato perché non sarebbe più lui. Tex che geme e delira come Tom Devlin è inconcepibile, meglio farlo morire. Però siccome adoro le saghe boselliane (con la S), dal "Passato di Carson" fino all'ultima splendida "Alla ricerca delle navi perdute", non posso non fidarmi di Mauro Boselli, la storia è appena cominciata, proverò a resettare il mio scetticismo e ad allungare il filo della razionalità lasciandomi trasportare un po' di più dalla sua geniale follia, (aspettando i disegni di Civitelli). Invecchiamo tutti, anche per questo continuiamo a leggere Tex,  per fregare il tempo, non solo per ingannarlo.

 

 

Non dovrei intervenire, ma le tue osservazioni, per quanto legittime, sono in massima parte infondate perché, come altri  ti hanno fatto notare, horror, magia e deliri non li ho introdotti io in Tex, ma fanno parte della tradizione di Gl Bonelli. Semmai li ho un po' razionalizzati... In quanto ai criminali, non hai letto attentamente: solo il Macellaio viene da Frisco, gli altri no. Comunque apprezzo la tua fiducia...;)

 

In quanto ai ritorni,qui ritornano i personaggi di San Francisco, come sempre. E quelli legati a Mefisto. Jim Brandon non c'è...:D

Edited by borden
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5 hours ago, Poe said:

Ma la magia nera non è stata introdotta adesso, basta pensare a "Il figlio di Mefisto" (ma anche prima) dove vediamo Yama parlare con esseri oscuri e signori della morte, addentrarsi nei riti più paurosi e viaggiare addirittura nei mondi inferi per avere le risposte dai sette saggi di pietra, far uccidere Yampas da Loa a distanza, utilizzare la magia voodoo con tanto di zombie, ecc. ecc. Questi sarebbero esempi di razionalità, contrapposta all'irrazionalità del Mefisto di oggi?

A me sembra invece che Boselli non faccia altro che seguire il solco tracciato da GL Bonelli, con Mefisto che comunica attraverso gli specchi con demoni, angeli neri, signori delle tenebre, e quant'altro... come faceva appunto GL.

 

E così per quanto riguarda l'horror: non c'è bisogno di scomodare Dylan Dog, perché quando Mefisto muore mangiato vivo dai topi, tra castelli in rovina, paludi, scheletri e zombi siamo già nell'horror puro (era il 1971, Dylan Dog arriva nel 1986)

Concordo in pieno. E aggiungo che nel Tex "classico", quello "vero", quello "tradizionale", si sono visti:

1) Mostruosi gorilla assassini (nel 1950)

2) misteriose civiltà segrete  (diverse volte dal 1952)

3) Folli "mad doctor" che costruiscono mostruosità per dominare il mondo (dal 1957, Hellinger arriva dopo)

4) Mefisto con poteri medianici e magici (dal 1958) che evoca demoni (dal 1965)

5) Streghe immortali eternamente giovani che dominano i coyote (1959)

6) Dinosauri e trogloditi (dal 1960)

7) Mummie ritornate in vita che rifondano un impero (dal 1961)

8) Meteoriti dai misteriosi poteri (dal 1962)

9) Alieni extraterrestri armati di pistole a raggi (dal 1963)

10) Un armata di pellerossa comandata da capi indiani che indossano armature medievali che li rendono invulnerabili ai colpi di fucile. (dal 1965)

11) streghe che comandano lupi a distanza, profezie oscure che si avverano sempre (dal 1965)

e poi via via demoni, stregoni, pietre che mummificano, zingare che tornano dalla morte, licantropi, un invasione di forme di vita aliene vegetali assassine, zombie, etc.

 

Ora, capisco che oggi molti lettori hanno iniziato a leggere Tex tardissimo, con la "pallida imitazione" di Nizzi che era uno "sbirro realista che indaga su casi facili facendosi dare l'imbeccata dal soffia di turno" tipo un Nick Raider del west, e capisco (anche se un po' di meno) che quello sia il Tex che preferiscono, ma.... NEMMENO LEGGERSI GLI ARRETRATI PRIMA DI DIRE CHE SU TEX NON C'È L'HORROR?  :rolleyes:

 

5 hours ago, Poe said:

Anzi a me sembra il contrario: che Boselli qui, nelle scene paurose, non stia calcando troppo la mano (almeno finora), probabilmente proprio per non turbare i lettori tradizionalisti. 

Attenzione, i "lettori tradizionalisti" SIAMO NOI, (o almeno, io mi ritengo tale) che vogliamo un "ritorno alle sue origini e alle sue radici" per Tex, che vuol dire anche un ritorno di certe tematiche e di Mefisto.

 

Sono quelli che vogliono un Tex "sbirro realista" che sono i "lettori moderni che vogliono snaturarlo", sulla scia degli snaturamenti fatti nel corso degli anni soprattutto da Nolitta e Nizzi.

 

5 hours ago, Poe said:

Questa è la critica che meno capisco. Perché un geniale criminale dotato di incredibili poteri di ipnotismo non potrebbe prendere il controllo di un manicomio?

 

Concordo anche qui. L'idea che Mefisto avrebbe IL MINIMO PROBLEMA a prendere il controllo di un manicomio con i poteri che ha, è più irrazionale e irrealistica di qualunque cosa presente finora in questa storia.

 

Insomma...  se accetti Mefisto (cioè, accetti il Tex "tradizionale"), accetti anche demoni, magia, controllo mentale, ipnotismo, illusioni... ma se poi mi dici nella storia che Mefisto, con i poteri che ha, ci mette più di cinque minuti a spacciarsi per direttore di un manicomio, QUELLO distruggerebbe la mia sospensione dell'incredulità! :lol:

 

Fra l'altro, spacciarsi per un medico di paese come Fiesmot è MOLTO MA MOLTO PIÙ RISCHIOSO E DIFFICILE! Un direttore di un manicomio isolato fra le montagne? Mefisto non ha nemmeno bisogno di fingere o travestirsi, tutti quelli che ci vivono o sono al suo servizio e ai suoi ordini o sono imprigionati, non riceve visitatori, il giudice gli manda direttamente i nuovi pazienti senza che i secondini debbano mai vederlo...  non deve nemmeno fare la fatica di travestirsi, è più isolato e al sicuro che quando era nascosto fra gli Hualpai. È il nascondiglio PERFETTO, dove può fare esperimenti in tranquillità e ci pensa la legge a rifornirlo di seguaci!

 

Come Fiesmot, era costretto a VIVERE IN UN PAESINO DOVE SI CONOSCONO TUTTI, SEMPRE TRAVESTITO 24 ORE SU 24, sempre in mezzo a gente non controllata che non doveva sospettare nulla, e con malattie REALI che doveva guarire, non con malattie mentali dove la guarigione non è prevista... cosa fa il Dottor Fiesmot la prima volta che deve aiutare una donna a partorire, con una levatrice esperta che lo guarda e capisce subito che non ne sa mezza?

Edited by Diablero
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Scusate se mi permetto, ma visto che Intrepido61 ha rinfocolato la discussione citandomi mi sento un cicinìn chiamato in causa.

Per Diablero: ma perché prendersela con chi critica il (presunto) eccesso horror di questa storia accusandolo di non conoscere Tex? (e, tra parentesi, con un po' troppe maiuscole? come si sa, equivalgono ad urlare. avendo una certa età, le urla mi danno un po' fastidio). Conosco Tex, ho cominciato con GLB,  adoro storie come "Diablero" (guarda un po' la coincidenza) : storia meravigliosa (con disegni di un Letteri al massimo della forma, ma qui siamo decisamente off topic). 

Non mi sono affatto formato il gusto su Nizzi (cui riconosco il merito di aver "salvato" Tex dalla scomparsa, ma per il resto... Sono sicuro tutti abbiate letto il "Non son degno di Tex" di Claudio Paglieri-  io ci risi come un matto: ebbene, quasi tutti gli - diciamo- spunti che Paglieri  utilizzava per farsi due risate su Tex- origlioni, bistecche e patatine, imprese impossibili, eccetera-  a farci ben caso, sono farina del sacco di Nizzi. Che, tra ri- parentesi, non ho mai capito perché si consideri un così gran giallista: sarà che ho passato quasi tutta la vita a leggere gialli, ma quasi tutte le sue trame poliziesche, dentro e fuori Tex, mi son sempre sembrate banalotte... Ma questo è peggio che off topic e rischia di scatenare nuove risse pro & contro Nizzi per cui la chiudo qui). 

Quello che io e Intrepido61 (mi pare) cercavamo di far rilevare è che certi spunti horror è più difficile accettarli adesso, vuoi perché i tempi cambiano, vuoi perché Boselli ci ha abituato ad un maggior "realismo", vuoi perché i contesti sono diversi : Mefisto in un castello nella paludi della Louisiana è un conto, rientra in un atmosfera onirica che- se ben gestita- fa faville. Mefisto in un contesto cittadino (di grande città. con famiglie, parenti, amici, controlli governativi eccetera) è più difficile da mandar giù, specie se non agisce nell'ombra (ecco: un Mefisto che controlla il direttore standosene nascosto, e non che fa il direttore mettendosi proprio al centro del palcoscenico, probabilmente l'avrei accettato senza problema). Che poi il vero problema, per me, non è tanto  il Mefisto al manicomio (anche se, ribadisco, mi ha convinto poco): è quel manicomio, con gabbie di detenzione, torture, serial killer (che, mi associo nuovamente a Intrepido61, mi sembrano un po' troppi...), infermieri maniaci... E' un horror più da Dylan Dog che da Tex.

Sempre secondo me, sempre premesso che considero Boselli la più gran fortuna che potesse capitarci e sempre senza voler litigare con nessuno.

Pace

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, piesse dice:

Scusate se mi permetto, ma visto che Intrepido61 ha rinfocolato la discussione citandomi mi sento un cicinìn chiamato in causa.

Per Diablero: ma perché prendersela con chi critica il (presunto) eccesso horror di questa storia accusandolo di non conoscere Tex? (e, tra parentesi, con un po' troppe maiuscole? come si sa, equivalgono ad urlare. avendo una certa età, le urla mi danno un po' fastidio). Conosco Tex, ho cominciato con GLB,  adoro storie come "Diablero" (guarda un po' la coincidenza) : storia meravigliosa (con disegni di un Letteri al massimo della forma, ma qui siamo decisamente off topic). 

Non mi sono affatto formato il gusto su Nizzi (cui riconosco il merito di aver "salvato" Tex dalla scomparsa, ma per il resto... Sono sicuro tutti abbiate letto il "Non son degno di Tex" di Claudio Paglieri-  io ci risi come un matto: ebbene, quasi tutti gli - diciamo- spunti che Paglieri  utilizzava per farsi due risate su Tex- origlioni, bistecche e patatine, imprese impossibili, eccetera-  a farci ben caso, sono farina del sacco di Nizzi. Che, tra ri- parentesi, non ho mai capito perché si consideri un così gran giallista: sarà che ho passato quasi tutta la vita a leggere gialli, ma quasi tutte le sue trame poliziesche, dentro e fuori Tex, mi son sempre sembrate banalotte... Ma questo è peggio che off topic e rischia di scatenare nuove risse pro & contro Nizzi per cui la chiudo qui). 

Quello che io e Intrepido61 (mi pare) cercavamo di far rilevare è che certi spunti horror è più difficile accettarli adesso, vuoi perché i tempi cambiano, vuoi perché Boselli ci ha abituato ad un maggior "realismo", vuoi perché i contesti sono diversi : Mefisto in un castello nella paludi della Louisiana è un conto, rientra in un atmosfera onirica che- se ben gestita- fa faville. Mefisto in un contesto cittadino (di grande città. con famiglie, parenti, amici, controlli governativi eccetera) è più difficile da mandar giù, specie se non agisce nell'ombra (ecco: un Mefisto che controlla il direttore standosene nascosto, e non che fa il direttore mettendosi proprio al centro del palcoscenico, probabilmente l'avrei accettato senza problema). Che poi il vero problema, per me, non è tanto  il Mefisto al manicomio (anche se, ribadisco, mi ha convinto poco): è quel manicomio, con gabbie di detenzione, torture, serial killer (che, mi associo nuovamente a Intrepido61, mi sembrano un po' troppi...), infermieri maniaci... E' un horror più da Dylan Dog che da Tex.

Sempre secondo me, sempre premesso che considero Boselli la più gran fortuna che potesse capitarci e sempre senza voler litigare con nessuno.

Pace

:):D

 

Comincio con le faccine per esprimere gratitudine per i tuoi compimenti finali...

 

In quanto al manicomio, beh, il castello c'era già stato! Mettiti nei panni di chi deve scrivere l'ennesimo sequel...  

Forse per te non sarà l'idea giusta, ma per me lo è, dato che mi ha permesso di scrivere questa storia...

 

E non trovo che sia un'idea così modernista, perché sin tratta di un manicomio dell'800. E' un'idea gotica e "de paura" , come gotico e horror è Mefisto.

 

E il serial killer - qui è già stato detto e ripetuto -non solo da me-è UNO, il Macellaio. Quali sarebbero gli altri?

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Comunque devo dire che il leggere albo per albo e poi tutto insieme alla fine si sta rivelando interessante (non lo avevo mai fatto, sempre letto tutto alla fine). 

Ho infatti ripreso il primo albo di questa storia e riletto le prime ottanta pagine e mi è venuto da sorridere quando ho notato che, nella vignetta che precede l'agguato di Tex (sbucato dalle acque fognarie per catturare il macellaio), i topi sembrano accorgersi della presenza del ranger, ed escono ordinatamente dall'acqua. Non me ne ero accorto alla prima lettura.

Sono cazzate, magari non è neanche voluta, e sicuramente sono altri i dettagli da cogliere alla seconda lettura, ma se davvero è stata voluta voglio far sapere a @borden che ho riso come un povero idiota vedendo quei topolini allontanarsi dal luogo dell'appostamento

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Sul sito della SBE escono anteprima e tavole di "Bedlam!", ma niente ancora sul successivo "Sierra Nevada", come invece tradizione per numero in edicola e "prossimamente". E' una curiosità. Non ipotizzo che temessero di pubblicare preview rivelatrici.

Edited by San Antonio Spurs
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<span style="color:red">43 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Sul sito della SBE escono anteprima e tavole di "Bedlam!", ma niente ancora sul successivo "Sierra Nevada"

Adesso sul sito della SBE sono uscite in anteprima le tavole del prossimo albo "Sierra Nevada"

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3 minuti fa, Arthur Morgan dice:

Adesso sul sito della SBE sono uscite in anteprima le tavole del prossimo albo "Sierra Nevada"

Grazie. Chissà, forse ci leggono...:laughing:
Comunque, un altro Civitelli da antologia.

Edited by San Antonio Spurs
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On 6/6/2022 at 8:46 AM, piesse said:

Mefisto in un castello nella paludi della Louisiana è un conto, rientra in un atmosfera onirica che- se ben gestita- fa faville. Mefisto in un contesto cittadino (di grande città. con famiglie, parenti, amici, controlli governativi eccetera) è più difficile da mandar giù, specie se non agisce nell'ombra (ecco: un Mefisto che controlla il direttore standosene nascosto, e non che fa il direttore mettendosi proprio al centro del palcoscenico, probabilmente l'avrei accettato senza problema)

Aspetta, questo non l'avevo notato...

 

"grande città"?

 

Cioè, qualcuno leggendo la storia è rimasto convinto che quel manicomio sia dentro San Francisco, magari dentro un parco pubblico e fra le montagne in piazza?

 

E che il LUNGO viaggio in una ZONA ISOLATA dove non va mai nessuno e dove nessuno va mai in visita, in realtà è un viaggio in centro?

 

Boh, certo che un manicomio in mezzo a montagne sperdute è davvero un ambiente "urbano". Tipo come il Gran Sasso. Mica come quando Mefisto per andare in terre selvagge è diventato il Dotto Fiesmot è si è stabilito in una piccola cittadina...  :lol:

Edited by Diablero
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e niente, stamattina passo in edicola e non trovo Tex. Comunque dalle anteprime del prossimo albo di luglio qualcosina si capisce sulla fine di questa prima parte della saga. 

Solo sulla base delle anteprime, devo dire che un po' mi mancheranno le atmosfere cupe ricreate magistralmente dai Cestaro...ma ho ancora un albo per gustarmeli

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Il 2/6/2022 at 09:19, dario63 dice:

 ma mi sembra davvero eccessivo andare a "vivisezionare" una copertina di Villa cercando richiami, ripetizioni o citazioni ad ogni costo.

A me quella copertina piace in se stessa, con l'atmosfera che porta con sé. 

 

Il 2/6/2022 at 09:19, dario63 dice:

Da ultimo, quell'oggetto non poi tanto misterioso che si trova davanti a Tex e al suo cavallo è di certo un ramo che sporge dalla superficie innevata, 

Ma c'erano davvero dubbi che non si trattasse di battute legate alla recente "polemica" di Manfredi?

:lol:

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