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[269/270] Il Segreto Della Sierra Madre

Voto alla storia  

21 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Luigi Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Marzo 1983 - Aprile 1983
Inizia nel numero 269 e finisce nel numero 270 a pag. 93



Tex e Carson proteggono la spedizione archeologica dei fratelli Rick e Tony Roswell dagli attentati dei sicari ingaggiati da un nemico sconosciuto. Il primo indiziato è Domingo Ortiz, un tipaccio dalla grinta patibolare, ma quando Tex e i suoi pards entrano nella sua topaia per interrogarlo, lo trovano con la gola tagliata e accanto a lui giace il cadavere del suo stesso assassino! Il mistero si infittisce, mentre la spedizione scortata dai rangers raggiunge la Sierra Madre, lì dove un tempio sommerso sembra celare un antico tesoro azteco. Mentre i pards e gli uomini della spedizione Roswell lavorano di piccone per riportare alla luce il tempio azteco sommerso, in cerca del favoloso tesoro che vi è custodito, un nugolo di desperados messicani alleati con l'ignoto sabotatore è pronto ad attaccare! Tex e i suoi compagni sventano la minaccia e sulla sommità dell'inquietante teocalli cade finalmente la maschera del traditore!



© Sergio Bonelli Editore

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I messaggi del vecchio forum...




Vace

Nella serrata e coinvolgente avventura del sepolcro azteco, Bonelli/Letteri ci ripropongono il classico modulo della caccia all'antico tesoro.
Infatti i nostri due pards si sostituiscono alla guida - uccisa in un misterioso attentato - della spedizione dei fratelli Roswell, che intendono riportare alla luce un antico tempio situato in un punto imprecisato della Sierra Madre mentre nello stesso tempo svolgono indagini sull'omicidio.
Tex non ci metter? molto a capire che il mandante dell'omicidio è proprio un uomo della spedizione ma alla fine i nostri dovranno vedersela anche con un gruppo di "desperados" messicani attirati dal tesoro.

Una delle migliori storie del Bonelli della fase calante, probabilmente l'ultimo tocco d'artista prima del buio: se non altro proprio grazie all'esperienza cinquantennale in fatto di sceneggiature notiamo una maestria non trascurabile nel descrivere situazioni caratteristiche e vicende affascinanti (vedi finale nel tempio)...
Anche Letteri d' il meglio di sè in questo genere di affascinanti avventure misteriose.
Magari a Bonelli possiamo rinfacciare il fatto di non essere un giallista perfetto:
1. l'autore, infatti, si illude se crede di poterci lasciare col fiato sospeso per 200 pg tentando di "nasconderci" l'uomo misterioso (penso che si capisca sin dalle prime pagine)
2. piuttosto discutibile anche il fatto che Mister x riesca ad eliminare i componenti della spedizione senza mai essere scoperto.

Voto complessivo: 6,5



Anthony Steffen

Storia riletta qualche settimana fa.
Secondo me niente di speciale; il solito tesoro nascosto; solita spedizione alla ricerca di esso; e solita maledizione finale.
Per di piu' e' intuibilissimo il misterioso assassino del gruppo e questo rende la storia poco imprevedibile.
Si respira la stanchezza di un autore che ha gia' dato tutto.
Un Letteri nella media del periodo.

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Ho letto da poco questa storia. A mio parere le opinioni non troppo favorevoli espresse dai forumisti che mi hanno preceduto sono comprensibili, ma probabilmente troppo severe: è effettivamente non troppo difficile intuire chi sia il grande vilain

ossia Tony Roswell, che tiene i cordoni della borsa e si mostra palesemente molto attaccato alla medesima
, ma la cosa è vera anche per molte trame analoghe del "periodo d'oro" di Tex ( anche se qui il ranger, sebbene in ottima forma come uomo d'azione e tattico, si mostra un po' cieco anche di fronte a dati che potrebbero stimolare il suo cervello
quando scendono nel teocalli l' - ancora - misterioso criminale d' una spinta all'ultimo membro superstite della spedizione, rompendogli l'osso del collo; possibile che Tex non riesca ad intuire quello che noi lettori vediamo chiaramente? Oppure è talmente convinto che l'apparenza possa ingannare da sospettare di ambedue i fratelli Roswell, nonostante l'archeologo sia palesemente il classico scopritore idealista, animato solo dall'ansia della scoperta?
). In ogni caso la vicenda si snoda in maniera fluida e piuttosto avvincente ( magari la scioltezza della sceneggiatura potrebbe essere spiegata dal fatto che, a quanto si dice, GLB la ricav? da una sua precedente storia incentrata su Cochise ), a differenza di sceneggiatura bonelliane apparse non molto dopo come "Dinamite", "La Foresta Pietrificata" o "Uno sporco imbroglio"; alcune situazioni mi sono parse abbastanza intriganti
( per evitare di essere scoperto, il misterioso sabotatore ha fatto uccidere o ammazzato in prima persona tutti i suoi strumenti che si fossero "bruciati"; senonchè, questa brillante tattica, ha avuto come conseguenza il fatto che i desperados messicani amici di Domingo Ortiz non abbiano la minima idea di chi sia, come il loro capo confessa a Tex una volta che il ranger lo ha catturato; di conseguenza, nell'ipotesi che costoro avessero attaccato la spedizione archeologica, niente e nessuno garantiva che il traditore non finisse vittima dei suoi stessi strumenti ( anche perchè, ammesso pure che avessero conosciuto la sua identit?, affidarsi alla lealt? di un gruppo di bandoleros non è il modo migliore per assicurarsi una lunga vita ;):D;) ); viceversa, l'intervento di Tex e Carson fa sè che egli abbia una chance fino all'ultimo, e del resto, soltanto l'intervento del "vecchio cammello" impedisce che egli raggiunga il suo scopo
.

I disegni di Letteri sono di ottimo livello, anche perchè le ambientazioni azteche e messicane rientrano perfettamente nelle sue corde.
Insomma, IMHO:
soggetto 6,5
sceneggiatura 7,5
disegni 8,5.

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A me la storia è sempre piaciuta. Da qualche chiaccherata che ho avuto con qualche "vecchio" lettore dove vivo e leggendo quà e là qualche giudizio in rete, ne ho ricavato che questa per molti lettori rientra nella categoria delle storie "fiacche", uscite dalla penna dell'ormai anziano GLB. Invece io la ritengo di buon livello, nonostante la fluidità e la semplcit? con cui si svolge il tutto. Il Teocalli con il leggendario tesoro nascosto è sempre stata una delle tematiche preferite da Bonelli padre, e devo dire che questo tipo di storie a me mancano. Nonostante in tempi recenti mi vengono in mente Il Diadema Indiano di Boselli - Letteri e Anasazi di Nizzi - Civitelli, con tematiche simili, ma com'? naturale di livello ben diverso rispetto a questa. L'identit? del misterioso sabotatore che si nasconde all'ombra della spedizione, è facilmente intuibile. Non penso che GLB abbia voluto spostare l'attenzione del lettore verso questo aspetto, lasciando quella suspence che molti si aspettavano. Penso invece che abbia voluto raccontarci un'avventura semplice, ma sempre pura ed efficace, in cui Tex e Carson sono sempre presenti e protagonisti. Tex è come sempre intelligentissimo e ben sveglio, e lo dimostra ritrovando il teocalli nascosto perfettamente sotto al laghetto. La parte che preferisco è sicuramente questa della perlustrazione del territorio alla ricerca del leggendario teocalli, mentre nell'aria tutti si aspettano l'attacco dei bandidos. Ho sempre apprezzato la parte finale con il vecchio cammello protagonista. Voto: 6 e mezzo. I disegni di Letteri sono come sempre una meraviglia!! :trapper:

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Condivido totalmente la ta analisi,Sam!Anche a me questa storia è sempre piaciuta, e credo che se tornassi a leggerla oggi il mio giudizio non cambierebbe. E' ben riuscita anche in questo caso, come nella miglior tradizione bonelliana, la commistione di generi diversi:si va dal giallo, al western con tanto di bandoleros, fino all' "avventura archeologica" all' Indiana Jones. Inoltre a me il colpo di scena finale in cui il fratello spara all'altro fratello "solo" per il vil denaro, mi colp? moltissimo. Inoltre Tex e Carson sono in formissima:splendida la scena in cui Tex affronta, pistola in pugno, due bandoleros!I disegni di Letteri, splendidi, impreziosiscono il tutto. Per quanto mi riguarda, il voto è 7.

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E da questo Albo comincer? la mia raccolta di Nuove Ristampe...30 Novembre farà finalmente il MIO PRIMO salto in edicola... sperando che ci sia ovviamente :D

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d' voto complessivo 7.. una caccia a un tesoro nascosto e uomini pronti a pagare sicari, a tradire e a uccidere per impossessarsene..? abbastanza prevedibile e un p? troppo dialogata nel primo albo.. comunque resta una piacevole parentesi di lettura, anche se priva di veri colpi di scena..

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Storia non indimenticabile con alcune incongruenze. La prima già citata

che senso ha per Roswell non farsi mai riconoscere dai bandoleros rischiando di essere a sua volta ucciso nell'ipotetico attacco finale e come mai i bandoleros non si insospettiscono di tutti i loro compagni uccisi
e nel finale per tutti quelli che accusano i nuovi autori, a partire da Nolitta, di sceneggiare un Tex che si fa cogliere spesso impreparato che dire in questo caso di un Tex che
non solo non sospetta niente della caduta dell'uomo all'interno del teocalli ma addirittura al momento del ritrovamento del tesoro si lascia cogliere del tutto impreparato come un pivello qualsiasi da Roswell il fratello che più di una volta aveva fatto mostra del suo malumore e si era detto poco interessato al valore scientifico della scoperta, praticamente l'unico fra i pochi uomini del gruppo superstiti su cui si dovevano appuntare i sospetti visto che era l'unico a poter finanziare i bandoleros. Invece niente appena trovato il tesoro Tex e Carson vi si precipitano ad ammirarlo lasciandolo senza controllo.
Mi domando quali sarebbero stati i commenti se questa storia invece di GLB l'avesse scritta Nolitta, Nizzi o Boselli. Ed infine ultima incongruenza
Come giustificare l'ingenuità da parte di Roswell, che bisogno c'era di esporsi in quel momento senza tra l'altro mettersi al riparo prima di sparare, come poteva pensare di farla franca contro 5 uomini tra cui Tex e Carson di cui sapeva bene il valore
Voto 6 e mezzo.

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Storia letta da poco per la prima volta. In conclusione niente di speciale da questa storia. La trama è già stata vista e rivista e forse l'unica cosa di rilievo e che porta un p? di novità è il fatto di non rivelare la vera identit? del mandante dei vari omicidi anche se senza troppa fatica si poteva sospettare di Rick Roswell, che dimostra fin dall'inizio della storia di essere più attaccato ai soldi che agli interessi del fratello per le scoperte archeologiche. In ceti frangenti si nota a mio parere un Tex attaccato in un certo senso alla sua possibile ricompensa invece di dimostrarsi distaccato come al solito anche se poi nel corso della trama dir? che non è interessato ai soldi. Storia normale senza grandi colpi di scena e azione. Voto 6,5 alla tramaVoto 7,5 ai disegni

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COMMENTO CHE PUO CONTENERE SPOILERStoria alquanto modesta con GLB che ormai scriveva con abbastanza difficolt?. Una nota su una scena già abbastanza discussa, cioè quella in cui un uomo della spedizone viene buttato già dalle scale: a parte di non capire chi è stato mi sembra un po' improbabile che tra le persone presenti nessuno si sia accorto di niente. Il cattivo della storia è un altro del genere "cattivo cattivissimo senza possibilità di perdono o ripiego": attaccato al denaro, uccide alle spalle, non si pente mininamente neanche in punto di morte maledicendo tutti e imprecando contro il suo stesso fratello. A tal proposito mi viene in mente che quest'ultimo si becca una pallottola in pieno petto e riesce a sopravvivere: 'sti archeologhi hanno la pelle piuttosto dura... -_nono Insomma una storia che non è niente di che. VOTO : 6-

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Una storia prevedibile e scontata, ma che si fa leggere bene. Un buon passatempo, che non è propriamente quello che cerco in Tex (o almeno non quello soltanto), ma che neanche disdegno. Certo, non è facile scrivere storie fresche dopo 35 anni (la storia è uscita nell' '83), ed è comprensibile una certa stanchezza di GlB. I pards di Letteri, invece, li trovo sempre entusiasmanti.

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Dunque cari amigos,ho dato un 9 a questa storia....Riletta dopo tantissimo,pur ricordando chi era il giuda,mi ha coinvolto in un modo francamente inaspettato anche per me. I disegni di un Letteri strepitoso hanno aiutato,certo,ma la trama avvincente ed incalzante,i delitti in serie,la ricerca del teocalli,persino qualche manchevolezza di un Tex più "umano" e meno infallibile del solito,con un Carson,però,decisivo come non mai,hanno fatto sì che questa avventura meritasse tale giudizio. Peccato per Rick Roswell...un'anima nera mica male !

 

@ IMHO non c'è incongruenza nell'operato di Rick,: non volendo lasciare,in modo maniacale e spietato, alcuna traccia di sè ,è logico che si esponga all'attacco dei compari di Ortiz,per loro un perfetto sconosciuto.

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Se esistesse un girone dantesco relativo alle storie fumettistiche senza infamia e senza lode, l’episodio in questione, senza alcun dubbio, ne farebbe parte.

G.L. Bonelli, ormai da tempo in fase calante, sforna una storia breve alquanto leggibile, ma destinata a non lasciare il segno. Si parte con una scena che sembra la citazione dell’incipit della più celebre “Terra promessa”, con un misterioso killer che uccide una povera guida, all’apparenza senza un fondato motivo.

L’immediata indagine di Tex porta alla scoperta dell’assassino, ma soprattutto si viene a conoscenza dei motivi della spedizione condotta dai fratelli Roswell, atta al rinvenimento di un antico Teocalli azteco in cui vi è nascosto un favoloso tesoro. Lo spunto di soggetto, particolarmente caro all’autore, non brilla per originalità, tuttavia una passabile sceneggiatura evita la tempesta di sbadigli.

Tex s’improvvisa guida e s’incarica di condurre sui luoghi la spedizione, con l’intento di scoprire il giuda che muove invisibilmente (o quasi!) i fili del complotto. Per un caso (troppo) fortunato, conosce i luoghi in questione, essendoci già stato in gioventù e con una scena degna del primo Martin Mystere, individua e porta alla luce il tempio sommerso. La parte degna d’interesse dell’episodio si esaurisce qua; l’assalto dei rubagalline messicani, la scoperta del traditore e il rinvenimento del tesoro, risultano molto scontati. A tal proposito, mi chiedo se davvero l’autore abbia peccato d’ingenuità nell’imbastire il piccolo giallo dell’identità del villain principale o avesse calcolato la prevedibilità della sua scelta narrativa: non bisogna di certo essere Sherlock Holmes per capire fin dalle prime pagine l’anima nera e d’altronde non avrebbe avuto senso, affidare tale ruolo a uno dei tanti “sconosciuti” componenti della spedizione, assolutamente anonimi durante la narrazione e per nulla caratterizzati fino ad allora. Finale inatteso con Tex (più nolittiano che Gbonelliano in questa scena) che si fa cogliere alla sprovvista dall’avido Rick Roswell, che roso dalla cupidigia, non esita a indossare i panni di Caino e far fuoco sul fratello, senza tuttavia riuscire a ucciderlo. Il buon Carson, mette una pezza, risolvendo a suon di piombo la questione e il lieto fine è servito. Ulteriore encomio per Letteri, che con molta disinvoltura e discreti esiti, arricchisce il suo sconfinato repertorio grafico, con templi e sculture azteche, mostrandosi molto a suo agio con la tematica e fornendo l’ennesima prova della sua notevole versatilità. Il mio voto finale è 6

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Mah! Non me la sento di mettere un'altra insufficienza, ma questa storia, come la precedente, l'ho divorata e non perché mi piacesse tanto, bensì perché, in entrambe (ma soprattutto in quella precedente), ho sfogliato velocemente le tavole senza neanche leggere i dialoghi non vedendo l'ora che finissero, tanto mi erano sembrate noiose.

Voto alla storia: 6

Voto ai disegni: 7

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