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TWF - Tex Willer Forum

[730/731] Il mostro del gran lago salato


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Il 11/8/2021 at 02:35, Diablero dice:

Per adesso la storia mi sta piacendo. Concordo con chi è rimasto un po' perplesso a vedere gli indiani così terrorizzati da non vedere tracce che Tex trova in due minuti, ma sono dettagli (che verranno trascurati se la storia alla fine sarà buona, o sommati in una lunga lista di peccati in caso contrario...  :P  )

 

Tre cose che mi lasciano perplesso:

 

 

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1) Tutto fa pensare che il gigante che si finge un mostro sia il figlio del comandante del forte, sopravvissuto e allevato dal vecchio indiano. la cosa è così ovvia da farmi sperare che sia un depistaggio e che alla fine la soluzione del mistero sarà diversa, perché se sarà proprio lui...  beh, direi che come "mistero" sarebbe gestito male, è chiaro anche leggendo i post precedenti che è quello a cui hanno pensato tutti...Sarebbe bastato non raccontare subito la storia del comandante del forte per non renderla così palese.

 


 

2) Pagina 28. Va bene che è grosso, ma...  spezzare l'osso del collo di un uomo con una mano sola? Siamo dalle parti dell'Incredibile Hulk...

 

3) Pagina 45. Aneesha si salva perché il mostro non si accorge che il dardo ha colpito la collana, e infatti è ancora piantato lì nella colla. Per fortuna lui non ha raccolto i dardi, altrimenti l'avrebbe scoperta di sicuro. Lei però ha visto che ha i capelli rossi, mentre lui...  si chinava sui corpi a raccogliere i dardi???  :laugh:

 

 

 

Finora, vedo lo stesso gusto per la "scena ad effetto" che ha contraddistinto le ultime prove di Ruju, ma (almeno per ora) fatto in maniera più efficace e meno gratuita. Le apparizioni all'improvviso del mostro mettono un po' alla prova la sospensione dell'incredulità, ma per adesso accettiamo la spiegazione del terrore superstizioso che annebbia la mente e i sensi delle potenziali vittime, e vediamo come prosegue...

Sempre molto interessanti le tue analisi,Amigo...solo un appunto:Siats è grosso, è vero...deve risaltare sugli altri, È il "predatore" Alfa del territorio...non posso dire chi o che cosa mi hanno ispirato, se no spoilero...a parte il fatto che,come ho già detto,tutto nasce dal dinosauro suo omonimo 😉che "cacciava"nello stesso territorio...

Sono contento che Pasquale abbia ripresentato Colter (ci speravo) esattamente come lo aveva presentato Glb nel suo capolavoro, dedito al poker...e Benevento si è superato nel renderlo molto simile all originale Ticciano...

Edited by Barbanera
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Complimenti a Barbanera anche da parte mia.

Sull'identità del Siats ho un paio di idee. Vediamo il prossimo mese se ci ho visto giusto.

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  • Sceriffi

Buon primo albo, buona sceneggiatura di Ruju che non eccede con le scene ad effetto, ma soprattutto un ottimo @Barbanera che ha ideato un bel soggetto intrigante! Niente da dire, per ora un primo albo che si legge molto piacevolmente, grazie anche agli ottimi disegni. Sembra un po' scontato chi ci sia dietro la maschera del mostro e non mi aspetto particolari sorprese da questo punto di vista, ma non lo ritengo un grosso difetto della storia.

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Anche io ho la mia idea su chi si nasconda dietro la maschera del Siats ma anche se fosse davvero chi penso e fosse pure scontato, da quando in qua l'identità del cattivo misterioso è la parte importante di una storia di Tex. Ricordo diverse storie scritte da GLB dove l'identità del cattivo era evidente anche perché di fatto era l'unico sospetto (Una per tutte: "Satania") ma questo non guastava la lettura almeno a me.

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Come per la precedente storia, attendo il secondo albo per esprimere un giudizio complessivo, ma posso già ammettere che, mentre per l'episodio della Montoya le impressioni suscitate erano state un tantino contrastanti, stavolta la lettura mi ha lasciato alquanto soddisfatto. La trama è coinvolgente e scorre via bene, grazie anche a una buona sceneggiatura di Ruju (era un po' che non si vedeva su questo livello e mi fa piacere) e agli disegni splendidi di Benevento, ennesimo jolly pescato da Borden e soci ad arricchire il parco disegnatori della saga. Doveroso rinnovare i complimenti a @Barbanera, il suo soggetto è molto valido e interessante, così come è felice l'idea di inserire alcune sotto trame come quella di Colter, che danno vivacità all'azione e inevitabilmente finiranno per fondersi con lo sviluppo principale, rendendo più sapida la pietanza finale. Al netto di qualche piccolezza (ben evidenziata da @Diablero) il primo albo è di buona fattura e se anche il "flashback incriminato" dovesse smontare il mistero sull'identità del Siats, poco male, visto che rimangono ancora parecchie intessiture di trame a rendere interessante la seconda parte. Chiudo con una piccola considerazione: ben lungi dal voler agire con piaggeria o far il ruffiano di turno, il fatto che due forumisti abbiano meritato questa splendida vetrina, grazie al loro talento e competenza, denota pure l'alto livello del nostro caro forum, per quanto se ne possa dire all'esterno o sui social, e personalmente sono felice e onorato di farne parte. :)

Edited by Condor senza meta
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3 ore fa, pecos dice:

Sembra un po' scontato chi ci sia dietro la maschera del mostro e non mi aspetto particolari sorprese da questo punto di vista, ma non lo ritengo un grosso difetto della storia.

Mmm... io non ci scommetterei sull'identità del Siats. Quello che sembra, da questo primo albo, potrebbe essere solo un abile depistaggio. E l'odio del "mostro" verso gli Utes potrebbe essere motivato da qualcos'altro che scopriremo solo nel secondo albo, magari legato alla mitologia della tribù, o a un passato oscuro e segreto degli Utes di cui né Tex né noi sappiamo ancora niente. Vedremo...

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2 ore fa, Poe dice:

ssere motivato da qualcos'altro che scopriremo solo nel secondo albo, magari legato alla mitologia della tribù, o a un passato oscuro e segreto degli Utes di cui né Tex né noi sappiamo ancora niente. Vedremo

 

Secondo una mia personalissima ipotesi ovviamente ancora tutta da verificare, l'odio del Siats verso gli Utes che vivono sulle sponde del lago potrebbe essere stato incanalato - se non addirittura strumentalizzato - per ragioni molto più prosaiche di quanto sia sinora emerso. Come si soul dire, però, lo scopriremo solo leggendo ;)

Edited by juanraza85
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La storia iniziata in questo primo albo mi sta piacendo.  Il lato misterioso  di questa storia finora è credibile e non ridicolo come la storia precedente di Ruju, e spero che cosi rimanga anche nel prossimo  albo. 

Pensavo che Tex non avesse bisogno di una monetina con due teste per decidere il destino del Killer, ma che bastasse la sua abilità per prendere la moneta sul palmo della mano dalla parte che voleva lui, senza trucchi.🍻🙋‍♂️

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Concordo con Carlo Monni: per una buona storia di Tex, l'elemento "giallo" non è assolutamente fondamentale. Se anche, alla fine, si scoprirà un colpevole prevedibile, che importa? Essenziali, importanti sono il ritmo, la trama, i personaggi e le loro azioni e interazioni.

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Mi associo ai complimenti a Barbanera, strameritati! E sono stato piacevolmente sorpreso che non fosse una storia soprannaturale. 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Otami dice:

Mi associo ai complimenti a Barbanera, strameritati! E sono stato piacevolmente sorpreso che non fosse una storia soprannaturale. 

Grazie...ci tengo a dire a tutti che in sta storia Zagor c entra NULLA... è una storia di Tex,ed è calibrata su Tex

 

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  • Collaboratori
Il 12/8/2021 at 15:55, Carlo Monni dice:

Anche io ho la mia idea su chi si nasconda dietro la maschera del Siats ma anche se fosse davvero chi penso e fosse pure scontato, da quando in qua l'identità del cattivo misterioso è la parte importante di una storia di Tex. Ricordo diverse storie scritte da GLB dove l'identità del cattivo era evidente anche perché di fatto era l'unico sospetto (Una per tutte: "Satania") ma questo non guastava la lettura almeno a me.

 

Insomma, la storia si presenta come un giallo e ricorda la precedente "La maschera dell'orrore", dove Nizzi fu messo in croce per aver reso da subito riconoscibile l'identità di chi si nascondeva dietro la maschera. Molto meglio il Phil Turner di "Giungla crudele", spero tu possa concordare. Tutto sembra far convergere l'identità del Siats verso il figlio di Conroy, dall'odio verso gli utes, le lentiggini sulle mani, al fatto che sia un bianco allevato da indiani, se depistaggio c'è (e ne dubito) darò un punto in più alla storia il mese prossimo. Per me il punto d'interesse centrale resta però il complotto messo su da Colter, vediamo anche qui se posso dare un punto in più.

Per il resto posso dire che è una storia gradevole ma Ruju abusa un pochino di personaggi che "spiegano tutto", dal tenentino nel forte, al giovane Rick Foskett, per finire con lo stesso Colter che, seppure lontano dalle inquadrature, si intuisce abbia vuotato il sacco con Tex e Carson. Tutto spiattellato senza che i due pards muovano un dito, altra critica che veniva rivolta di solito al Tex di Nizzi.

Un'altra cosa sceneggiata davvero male è il gruppo di pistoleri allocchi che Colter ha incaricato di "far fuori" i due rangers, da far arrossire Von Clausewitz: l'idea con Ruju è che i due si lascino scivolare addosso, come se fosse acqua, tutti i pericoli e i problemi, anche quando sembrerebbero essere messi in forte difficoltà, in questo vedo Ruju non molto lontano da Faraci. Qualche giorno fa leggendo il Texone di Casertano avevo avuto la stessa sensazione con Tex legato al palo della tortura. Grave deficienza assolutamente da correggere.

Venendo al soggetto, finora stesura classica, mi sarei aspettato un qualcosa che sfociasse più o meno apertamente nel fantastico, la leggenda del Siats è finora stata solo un pretesto per un mattoide come se ne sono visti tanti. Se Antonello ha inserito nel suo soggetto - alla fine della storia - un qualcosa che si ricolleghi in qualche modo alla leggenda del Siats e chiuda in qualche modo il cerchio, darò un punto in più. Peccato non aver pensato a una sorta di prologo e di relativo epilogo come faceva Nizzi per esempio ne "Il lungo viaggio" (n. 515) o lo stesso Boselli con il numero 600, la leggenda è proprio liquidata in UNA sola vignetta a pagina 19, come dire che un soggetto che nasce pensato per il Siats alla fine sfoci invece in una storia che parla invece di tutt'altro. Speriamo che il secondo albo sia più centrato sull'argomento.

Disegni di Benevento da incorniciare: bravissimo.

  • +1 1
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Primo albo molto bello, ben sceneggiato, superbamente disegnato. Un piacere leggere questa storia, oggi. Ma i miei più calorosi complimenti, con tutto il rispetto per gli impeccabili Ruju e Benevento, non possono che andare ad Antonello Rizzo, alias Barbanera, autore di un soggetto per ora molto appassionante. La figura del Siats è molto intrigante, e tale resterà a mio parere sia se l'esito sarà quello a cui tutti pensano, sia che si tratti invece di un depistaggio (ipotesi che ritengo più difficile, ma obiettivamente più entusiasmante). Aver ideato un simile soggetto, pescando nelle leggende indiane e ritornando sui più prosaici binari verosimili, rientra nelle caratteristiche del bucaniere del forum, per la sua grande cultura sulla storia del West ed evidentemente anche dei nativi. 

Edited by Leo
  • Thanks (+1) 1
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2 ore fa, ymalpas dice:

 

Insomma, la storia si presenta come un giallo e ricorda la precedente "La maschera dell'orrore", dove Nizzi fu messo in croce per aver reso da subito riconoscibile l'identità di chi si nascondeva dietro la maschera. Molto meglio il Phil Turner di "Giungla crudele", spero tu possa concordare. Tutto sembra far convergere l'identità del Siats verso il figlio di Conroy, dall'odio verso gli utes, le lentiggini sulle mani, al fatto che sia un bianco allevato da indiani, se depistaggio c'è (e ne dubito) darò un punto in più alla storia il mese prossimo. Per me il punto d'interesse centrale resta però il complotto messo su da Colter, vediamo anche qui se posso dare un punto in più.

Per il resto posso dire che è una storia gradevole ma Ruju abusa un pochino di personaggi che "spiegano tutto", dal tenentino nel forte, al giovane Rick Foskett, per finire con lo stesso Colter che, seppure lontano dalle inquadrature, si intuisce abbia vuotato il sacco con Tex e Carson. Tutto spiattellato senza che i due pards muovano un dito, altra critica che veniva rivolta di solito al Tex di Nizzi.

Un'altra cosa sceneggiata davvero male è il gruppo di pistoleri allocchi che Colter ha incaricato di "far fuori" i due rangers, da far arrossire Von Clausewitz: l'idea con Ruju è che i due si lascino scivolare addosso, come se fosse acqua, tutti i pericoli e i problemi, anche quando sembrerebbero essere messi in forte difficoltà, in questo vedo Ruju non molto lontano da Faraci. Qualche giorno fa leggendo il Texone di Casertano avevo avuto la stessa sensazione con Tex legato al palo della tortura. Grave deficienza assolutamente da correggere.

Venendo al soggetto, finora stesura classica, mi sarei aspettato un qualcosa che sfociasse più o meno apertamente nel fantastico, la leggenda del Siats è finora stata solo un pretesto per un mattoide come se ne sono visti tanti. Se Antonello ha inserito nel suo soggetto - alla fine della storia - un qualcosa che si ricolleghi in qualche modo alla leggenda del Siats e chiuda in qualche modo il cerchio, darò un punto in più. Peccato non aver pensato a una sorta di prologo e di relativo epilogo come faceva Nizzi per esempio ne "Il lungo viaggio" (n. 515) o lo stesso Boselli con il numero 600, la leggenda è proprio liquidata in UNA sola vignetta a pagina 19, come dire che un soggetto che nasce pensato per il Siats alla fine sfoci invece in una storia che parla invece di tutt'altro. Speriamo che il secondo albo sia più centrato sull'argomento.

Disegni di Benevento da incorniciare: bravissimo.

C è ancora un albo a disposizione...🤠.

Ci sono ancora molte cose da spiegare... tranquillo,Coltre è un osso duro 😂😉

 

Edited by Barbanera
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Il 20/8/2021 at 18:16, ymalpas dice:

Insomma, la storia si presenta come un giallo e ricorda la precedente "La maschera dell'orrore", dove Nizzi fu messo in croce per aver reso da subito riconoscibile l'identità di chi si nascondeva dietro la maschera. Molto meglio il Phil Turner di "Giungla crudele", spero tu possa concordare. Tutto sembra far convergere l'identità del Siats verso il figlio di Conroy, dall'odio verso gli utes, le lentiggini sulle mani, al fatto che sia un bianco allevato da indiani, se depistaggio c'è (e ne dubito) darò un punto in più alla storia il mese prossimo. Per me il punto d'interesse centrale resta però il complotto messo su da Colter, vediamo anche qui se posso dare un punto in più.

Devo confessare che ad una prima lettura avevo pensato anch'io alla "Maschera dell'orrore". Ma dopo una lettura più attenta c'era qualcosa che non mi convinceva, e c'era comunque la figure del vecchio indiano Dakay che lo chiama figlio mio.... Però il Siats è un bianco con i capelli rossi. Io vedo solo una soluzione, che comunque c'entra con il massacro raccontato.

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Anche io, pur senza dirlo esplicitamente appena dopo la lettura, ho da subito dedotto che ad impersonare il Siats possa essere proprio il personaggio da molti di voi ipotizzato, e salvo colpi di scena - che sarebbero graditi, per carità - credo ne avremo la conferma tra poco più di un paio di settimane.

 

Allo stesso modo, anche io sin dalla lettura ho inevitabilmente colto un parallelismo con uno schema narrativo già visto nella nizziana La maschera dell'orrore. Tuttavia, proprio perché sull'identità del Siats sono stati seminati indizi tali che difficilmente i nostri sospetti non troveranno conferma, a me piace pensare - o almeno sperare - che la vera sorpresa riguardo il misterioso personaggio possa riguardare le vere ragioni ed i retroscena circa le azioni compiute.

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La storia mi piace assai molto

Credo che il Siats sia un bianco scampato al massacro che si vede ad inizio storia

Somiglianze con la storia di Nizzi La maschera dell'orrore ne vedo poche

aspetto il secondo albo per  giudicare meglio la storia

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Come sempre prendo gli albi del mese 'in blocco' dopo l'uscita del Tex Willer quindi commenterò la storia completa il mese prossimo (intanto, i meritati complimenti a @Barbanera)

 

Due domande:

- la prima penso abbia già una risposta ma la faccio lo stesso: il Farmington de gli Eroi di Devil Pass è sempre stato quello nello Utah? perchè c'è un altro Farmington in New Mexico, appena a sud della (attuale) riserva Navajo e visto che questo secondo era più vicino al trading post di Big Cisco a Kayenta, ho sempre pensato fosse invece questo il 'Farmington' originale. Il primo invece è letteralmente ad uno sputo di distanza da Salt Lake City e quindi dal Lago Salato stesso :D

- seconda domanda: ma gli Ute non sono sempre stati acerrimi nemici dei Navajos? da Cane Giallo e non solo in poi, se Aquila della Notte fosse entrato in un villaggio Ute altro che fascia di wampum, era subito da metter mano ai clarinetti per conservare lo scalpo :D e invece qui ricche pipate dal calumet della pace... (d'accordo che i Navajos hanno sempre asfaltato gli Ute, però...)

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15 minuti fa, gilas2 dice:

Come sempre prendo gli albi del mese 'in blocco' dopo l'uscita del Tex Willer quindi commenterò la storia completa il mese prossimo (intanto, i meritati complimenti a @Barbanera)

 

Due domande:

- la prima penso abbia già una risposta ma la faccio lo stesso: il Farmington de gli Eroi di Devil Pass è sempre stato quello nello Utah? perchè c'è un altro Farmington in New Mexico, appena a sud della (attuale) riserva Navajo e visto che questo secondo era più vicino al trading post di Big Cisco a Kayenta, ho sempre pensato fosse invece questo il 'Farmington' originale. Il primo invece è letteralmente ad uno sputo di distanza da Salt Lake City e quindi dal Lago Salato stesso :D

- seconda domanda: ma gli Ute non sono sempre stati acerrimi nemici dei Navajos? da Cane Giallo e non solo in poi, se Aquila della Notte fosse entrato in un villaggio Ute altro che fascia di wampum, era subito da metter mano ai clarinetti per conservare lo scalpo :D e invece qui ricche pipate dal calumet della pace... (d'accordo che i Navajos hanno sempre asfaltato gli Ute, però...)

Grazie!

Farmington l ho inteso da sempre nello Utah, anche nella prima avventura,mi ricordo che Jim Donner e Grant ci mettono due settimane a raggiungere il trading post di oraibi,non Cajenta...🤠

Gli Utes sono avversari dei Navajos in parecchi episodi ma Kit ha avuto una moglie Ute se ricordi...e Tex giudica gli uomini non dall appartenenza tribale ma dal loro cuore....non mi fare dire altro se no spoilero...

Edited by Barbanera
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<span style="color:red">11 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Grazie!

Farmington l ho inteso da sempre nello Utah, anche nella prima avventura,mi ricordo che Jim Donner e Grant ci mettono due settimane a raggiungere il trading post di oraibi,non Cajenta...🤠

Gli Utes sono avversari dei Navajos in parecchi episodi ma Kit ha avuto una moglie Ute se ricordi...e Tex giudica gli uomini non dall appartenenza tribale ma dal loro cuore....non mi fare dire altro se no spoilero...

 

Già, Oraibi non Kayenta :wacko:

 

vabbè riprendiamo il discorso tra un mesetto :D

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Buonasera, scrivo questo messaggio per domandare all'utente Barbanera se, oltre all'argomento di cui parla la storia, ci sia stato un qualche motivo particolare per aver scelto Colter come nemico(io adoro che vengano ripresi personaggi poco caratterizzati od apparsi in poche pagine)?

Edited by Doudou
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Doudou dice:

Buonasera, scrivo questo messaggio per domandare all'utente Barbanera se, oltre all'argomento di cui parla la storia, ci sia stato un qualche motivo particolare per aver scelto Colter come nemico(io adoro che vengano ripresi personaggi poco caratterizzati od apparsi in poche pagine)?

Lo scoprirai tra poco più di una settimana...🤠

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Conclusione piuttosto prevedibile (e un po' affrettata) di una storia comunque interessante e articolata in modo abbastanza valido.

Non aggiungo altro, altrimenti piovono critiche contro gli "spoiler", ma devo dire che, pur non essendo un capolavoro, partendo da un soggetto originale Ruju ha ripreso alcuni temi a lui cari, anche se, a mio avviso, avrebbe potuto approfondire maggiormente le motivazioni dei comportamenti dei protagonisti. Mi sarei aspettato un Siats più combattivo fino alla fine.

Comunque, storia gradevole e ben disegnata, con anche un ruolo non insignificante assegnato a Carson.

Edited by dario63
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<span style="color:red">29 minuti fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Non spoilerate, se potete. Grazie ;)

Premesso che questa cosa degli spoiler io proprio non la capisco (voglio dire, se uno viene a leggere i commenti in una sezione dedicata all'ultimo albo in uscita, che cosa sta cercando? Vuole sbirciare qualcosa tenendo le manine di fronte agli occhi, facendo finta di non capire nulla, oppure guarda dei commenti che, o sono costretti ad essere molto asettici per non rivelare nulla - e finiscono per essere poco significativi e generici - oppure esprimono un legittimo parere su una storia, e allora possono "rivelare" qualche dettaglio. Ma se uno teme questo tipo di anticipazione, che ci viene qui a fare, almeno in questo preciso momento??), non mi pare di aver fatto significative rivelazioni... 😇

  • +1 1
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