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TWF - Tex Willer Forum

Chi È Secondo Voi Il Miglior Sceneggiatore Di Tex Di Sempre?


pino1980
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5 minutes ago, Piombo Caldo said:

Che Rauch ricordi un po' Nizzi mi va bene, l'importante  è che sia quello prima della crisi.😊🙋🏻‍♂️

 

Mi raccomando non fate scrivere troppo Rauch!!!!!  Fatelo riposare!! Non stressatelo!!!  :unsure2:

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<span style="color:red;">33 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Ma infatti,lo preciso a per evitare fraintendimenti, personalmente tutti gli autori che hanno scritto Tex sono bravissimi.

Era bravo Segura, anche se non conosceva il personaggio.

È bravissimo Ruju,che è un romanziere prestato al fumetto (oltre che una splendida persona,l ho conosciuto)...e mi ha fatto l onore di prendere a ispirazione la mia Trama del Siats,che gli molto piaciuta 😉🤠...

Ruju è ancora un gradino sotto i "magnifici Tre" perché a mio modo di vedere non ha una conoscenza approfonditissina del western.le storie indiane non sono molto nelle sue corde.ma è comunque un Maestro.

È bravo Manfredi.

È molto bravo Rauch,che è molto classico e mi ricorda un po' Nizzi sotto alcuni aspetti.

 

Aggiungo un aspetto, senza alcuna vis polemica con l amico Diablo e senza alcuna pretesa statistica.. 

Conosco almeno dieci persone che hanno ricominciato a comprare

Tex da quando sanno che è tornato a scrivere Nizzi...il Tex Color di due anni fa me lo hanno letteralmente "consumato"😂😉 zii e nonni.giuro.sono soprattutto anziani e lettori meno giovani...per questo dico che la serialità è importante... molto importante...io preferisco lo spunto originale personalmente ma tanti lettori vogliono anche ritrovare i classici cliché....il rito del caffè, delle patate... è così per molti.

 

 

 

Si, è vero. Non so chi di voi sia su Facebook, ma li nelle varie pagine di Tex, Nizzi spopola. Dopo le sue storie recenti (a parte l'ultimissima breve su cui non ho letto nulla, francamente) ho trovato qualche critica e tantissio entusiasmo (che nello specifico non condivido, come ho detto). Quindi si, credo che per le vendite il ritorno di Nizzi sia una cosa positiva, almeno al momento.

Segura a me piace molto:D. So che dovevano riscrivergli i dialoghi, praticamente, ma le sue storie sono bellissime, avventurose e appassionanti.

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6 minutes ago, valerio said:

Non so chi di voi sia su Facebook, ma li nelle varie pagine di Tex, Nizzi spopola

 

Mi pare logico, se capissero qualcosa, non sarebbero su facebook, no? :rolleyes:

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  • Sceriffi

Forse risulterò molto brusco, ma posso dire che quei gruppi Facebook a me non piacciono per nulla. Non ho social, però i gruppi aperti si possono vedere, anche senza l'iscrizione, ed ogni tanto apro la pagina, ma trovo sempre le stesse cose, gente che posta il nuovo numero, Tex era meglio un tempo..... Ora non parlo di tutti gli utenti, visto che su 20 mila utenti non tutti postano o intervengono nelle discussione (o non dicono la propria opinione). Più che un gruppo di Tex, mi sembra un gruppo dove si uniscono le varie tifoserie di calcio, sempre a fare polemica su questo disegnatore o su quell'altro, questo è meglio con varie frecciatine o parole del tipo "Non c'è storia questo disegnatore è meglio!"...... 

Inoltre mi sembra un gruppo parecchio attaccato al passato ( questo può essere il motivo per cui ama Nizzi anche quelli di "Moctezuma"), non che sia una cosa brutta anzi, però il passato prevale su tutto, c'è gente che ama talmente tanto Galep, che se ci fosse un sondaggio sulla miglior storia disegnata, voterebbe Tex 400. Ovviamente non parlo di tutti gli utenti, parlo in base a quello che vedo e leggo. Scusate se son sembrato troppo brusco.

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<span style="color:red;">40 minuti fa</span>, Diablero dice:

 

Mi pare logico, se capissero qualcosa, non sarebbero su facebook, no? :rolleyes:

Comunque il lettore di Tex è variegato. Il rompicoglioni è, credo, in netta minoranza.

La stragrande maggioranza legge per passare una buona oretta e magari trovare atmosfere famigliari, non cerca molto altro.

Quanto a Facebook, boh...è un posto come un altro:D

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Io personalmente Nizzi lo leggo ormai quasi esclusivamente per la tecnica non per le storie in sé... cerco di carpirne i segreti 😂😉🤠😜

La tecnica di sceneggiatura di Nizzi è egregia nella sua semplicità.stile lineare ma dannatamente ben scritto e completo...la sceneggiatura di Boselli è invece molto più difficile da seguire ma anche più avvincente...

<span style="color:red;">21 minuti fa</span>, MacParland dice:

Inoltre mi sembra un gruppo parecchio attaccato al passato ( questo può essere il motivo per cui ama Nizzi anche quelli di "Moctezuma"), non che sia una cosa brutta anzi, però il passato prevale su tutto, c'è gente che ama talmente tanto Galep, che se ci fosse un sondaggio sulla miglior storia disegnata, voterebbe Tex 400. 

Tipico del lettore e dell'uomo "comune" (ed è detto da chi ama la gente cosiddetta"comune" e detesta le élites autoreferenziali😜)...la gente sente sempre il bisogno di ritrovare nel passato la sicurezza... questo succede per Tex ma anche per altro....per questo c è bisogno di serialità 😉

<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, valerio dice:

La stragrande maggioranza legge per passare una buona oretta e magari trovare atmosfere famigliari, non cerca molto altro.

Credo che valga per l 80% dei lettori

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Barbanera dice:

Io personalmente Nizzi lo leggo ormai quasi esclusivamente per la tecnica non per le storie in sé... cerco di carpirne i segreti 😂😉🤠😜

La tecnica di sceneggiatura di Nizzi è egregia nella sua semplicità.stile lineare ma dannatamente ben scritto e completo...la sceneggiatura di Boselli è invece molto più difficile da seguire ma anche più avvincente...

😜 😉

Quindi, se ho capito bene, vorresti oltre a scrivere soggetti, vorresti cimentarti nella sceneggiatura? 

Se si, Grande, non vedo l'ora di vedere qualcosa di tuo. Sopratutto perché sei uno di noi. E poi perché se passi all'esame del boss...... :ok:

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3 ore fa, Diablero dice:

 

Mi raccomando non fate scrivere troppo Rauch!!!!!  Fatelo riposare!! Non stressatelo!!!  :unsure2:

 

Purtroppo fa anche Zagor, ed è già stressato di suo. :lol:

Edited by borden
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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Quindi, se ho capito bene, vorresti oltre a scrivere soggetti, vorresti cimentarti nella sceneggiatura? 

Se si, Grande, non vedo l'ora di vedere qualcosa di tuo. Sopratutto perché sei uno di noi. E poi perché se passi all'esame del boss...... :ok:

 

passare l esame del Bos? :lol:...di norma è preferibile affrontare una banda di Mescaleros a caccia di scalpi...premesso che è un'impresa anche solo parlarci al telefono :P:lol:

sognare ad occhi aperti non costa nulla, ovviamente...a meno di partire dal presupposto che è difficilissimo, per non dire impossibile...

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, borden dice:

 

Purtroppo fa anche Zagor, ed è già stressato di suo. :lol:

E meno male che c'é lui su Zagor. Altrimenti chiudetelo.

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  • 1 year later...

Il cuore mi dice l'autore con cui sono cresciuto cioè Nizzi (eccetto le storie dal 500 in poi, molto noiose), ma il Tex di GianLuigi Bonelli era unico, non politically correct così come il west deve essere (e nell'Italia democristiana non deve essere neanche stato facile immagino).

Nizzi si attesta comunque appena un gradino sotto in quanto ha saputo innovare le storie senza discostarsi dalla figura di Tex (a livello di mestiere penso che sia il migliore dei quattro) 

Il contrario di quanto hanno fatto Boselli (grande fantasia ma poca misura) e Nolitta (storie appassionanti ma dai risvolti troppo sociali) che metto rispettivamente al terzo e al quarto posto.

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Indiscutibilmente Gian Luigi Bonelli. La golden age di Tex porta la sua firma. Sono indimenticabili storie come "La trappola",

"Tra due bandiere", "El Morisco", "Sulle piste del Nord", "Il figlio di Mefisto", "Diablero", Il ritorno di Montales" "Il giuramento"

"Terra promessa" "Chinatown" "Sangue Navajo" "Il Grande Re" ecc. ecc. Non nego che anche il primo Nizzi e Boselli abbiano fatto la loro parte con storie che hanno lasciato il segno, mi vengono in mente "Territorio nemico" del primo e

"il passato di Carson" e "Gli invincibili " del secondo, ma è innegabile che GLB è Tex.

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Soggettivo per soggettivo, sarà l'effetto nostalgia, ma le storie più belle sono, per me, La cella della morte, Giubbe Rosse, Tra due Bandiere, Il Tranello, Black Baron, Tragico assedio... Per cui...  ;)

 

Ma subito dopo viene Boselli.

 

Poi Nizzi.

 

 

Poi nessuno...

Edited by Angelo1961
errore ortografico
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Gli sceneggiatori di Tex sono solo tre: GLB - Nizzi - Borden.

Gli altri sono di passaggio. Si può riconoscere una certa importanza a Nolitta, ma pure lui era uno sceneggiatore texiano improvvisato, che scriveva per necessità di serie e scriveva come gli pareva. Ha anche azzeccato alcune storie molto simili a capolavori va detto. Ma lo metto certamente al quarto posto.

Gli altri...ho apprezzato certo Segura ma con Tex c'entrava poco, in fondo. Ruju è un buon mestierante di cui non si ricorderà nessun capolavoro. Gli altri non hanno lasciato traccia, se non il Berardi del Maxi, ma un episodio non fa primavera.

Dunque restano quei tre. Brutto fare classifiche. Tutti e tre ci hanno offerto immensi capolavori e qualche caduta. GLB e Nizzi sono purtroppo invecchiati male. Borden vedremo, speriamo di no. Con la pistola alla tempia direi GLB perchè ha creato il personaggio. Gli altri due alla pari, più "oculato e meno ingenuo" Boselli che sa come fare a non finire in certe cadute davvero inspiegabili e più spontaneo forse il Nizzi al suo meglio, con storie dal sapore classico estremamente divertenti.

La Storia.

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Senza il minimo dubbio G.L. Bonelli.

Per me è una di quelle risposte automatiche, come se mi chiedessero come mi chiamo.

 

Secondo posto a pari merito gli altri sceneggiatori "storici" (Boselli, Nizzi e Nolitta).

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La risposta è difficile, ma la domanda lo è ancora di più.

Cosa vuol dire "miglior sceneggiatore di Tex"?

Se nella domanda si toglie "di Tex", la domanda è chiara e la risposta, ancorchè complessa, non presenta difficoltà.

Un bravo sceneggiatore realizza belle storie, avvincenti e coinvolgenti e tutta una serie di altri aggettivi più o meno oggettivi e/o soggettivi.

E' quel "di Tex" che complica le cose.

 

Uno sceneggiatore scrive una storia stupenda in cui il personaggio si chiama Tex Willer, capo bianco dei Navajo, ranger, amico di Carson ecc. ecc. ma che è anche orbo come una talpa, balbuziente, spaccone, razzista, ubriacone ecc. ecc.

La storia è bellissima ma non è "di Tex" e lo sceneggiatore non rientra nella categoria dei "bravi sceneggiatori di Tex".

Caso contrario.

Il protagonista è "perfettamente Tex" ma la storia è orrenda e lo sceneggiatore non rientra nella categoria dei "bravi sceneggiatori di Tex".

 

E allora?

E allora scriviamo una storia dove ci sia un cattivo (magari più di uno) che venga descritto come carogna approfittatore di chi non si può difendere e commette ogni genere di ingiustizia.

Scriviamo un sacco di scene così in modo da aumentarne l'antipatia e il desiderio di vederlo punito fino al parossismo.

Poi prendiamo l'eroe che arriva e prende il cattivo a calci in faccia, gli distrugge la mobilia, gli incendia I magazzini pieni di ogni ricchezza illecitamente accumulata ecc. ecc. e il lettore va in brodo di giuggiole.

Questo è Tex e questa è una trama che può diventare una buona sceneggiatura.

 

Quant'è che non vedete una storia così?

Se intendete "buon sceneggiatore di Tex" uno così, a mia modesta opinione, ce n'è uno solo.

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Non so rispondere alla domanda oggetto della discussione, però intervengo per dire che a mio parere almeno una storia vecchio stampo come quella proposta da @Letizia dovrebbe uscire ogni anno, tra una storia più "moderna" e l'altra;)

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Che poi

 

Nel tamburino in seconda pagina spesso c'è la distinzione tra "Soggetto di" e "Sceneggiatura di"

 

e non sempre sono la stessa persona ;)

Quindi un buon soggetto richiede anche un buon sceneggiatore, altrimenti si possono avere pateracchi con un buon soggetto ed una pessima sceneggiatura, un pessimo soggetto ed una buona sceneggiatura, un pessimo soggetto ed una pessima sceneggiatura 

 

GIUSTO PER CONFONDERE UN PO' DI PIU' LE IDEE 

 

*sghignazzo MEFISTOfelico*

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Stavolta la domanda diretta e senza puntini di sospensione, mi dovrebbe impedire di "raggirarla" come feci nel simile topic relativo ai disegnatori. Ma da buon testa dura, lo faccio ugualmente. :D

 

Sceneggiatore migliore (vecchia guardia): Gian Luigi Bonelli - [non potrebbe essere altrimenti visto che è il creatore del celeberrimo personaggio che adoriamo e non potremo mai ringraziarlo abbastanza per la sua opera.]

Sceneggiatore migliore (nuova guardia): Mauro Boselli

Sceneggiatore a cui sono particolarmente legato: il primo Claudio Nizzi - [ci son cresciuto con le sue storie del centinaio 300-400]

Sceneggiatore che mi piace meno su Tex: Tito Faraci

Sceneggiatore che più mi ha fatto sognare: Mauro Boselli - [storie come "Il passato di Carson" "Morte sul fiume" "Patagonia" "Gli invincibili" e "Gli eroi del Texas" sono un patrimonio artistico preziosissimo]

Sceneggiatore poco adatto a Tex: Guido Nolitta - [grande autore ma mai in sintonia col personaggio anche al netto di qualche bella storia]

Sceneggiatore più lineare:  Pasquale Ruju - [ormai è nota la "zona Ruju" da me coniata per descivere quel limbo senza infamia nè grandi lodi in cui si attestano la stragrande maggioranza delle sue storie.]

Sceneggiatore che potrebbe dare di più su Tex visto il suo valore: Gianfranco Manfredi

Sceneggiatore che mi ha più deluso: l'ultimo Claudio Nizzi - [la seconda fase della sua carriera post 500 è stata una caduta costante e purtroppo non mi è piaciuto il suo inelegante commiato recente.]

Sceneggiatore che non mi convince su Tex: Roberto Recchioni

Sceneggiatore più simpatico: Giorgio Giusfredi

Sceneggiatore presunta promessa per il futuro: Jacopo Rauch

Sceneggiatore che rappresenta un grande rammarico: Giancarlo Berardi

Sceneggiatore che mi incuriosirebbe su Tex: Alfredo Castelli

 

Le mie scommesse per il futuro: Antonello Rizzo (Alias Barbanera), Carlo Monni e "Il suo vero nome" (Alias Letizia :P- [Faccio il tifo per voi pards] :D

Edited by Condor senza meta
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Vabbè, la prima volta ho scherzato perchè mi pareva una domanda troppo ovvia, dopo tre pagine scrivo la risposta seria.

 

Ovviamente, contro GL Bonelli non c'è storia. Nessuno ha saputo scrivere Tex come lui, nemmeno autori molto più osannati dalla critica: il suo Tex ha sempre una marcia in più.

 

E non si tratta nemmeno del dire solo "scriveva bene Tex perchè era lui", o del dire che magari in generale altri erano molto più bravi, ma su Tex... 

 

No. Per me quando si valuta GL Bonelli si tende a fare lo stesso errore che si fa quando si valuta Galep (anche se con tempistiche rovesciate: GL Bonelli dà il meglio alla fine quando Galep ormai è quasi al tramonto, mentre il Galep migliore è quello degli anni 50). Non si considerano le condizioni in cui lavoravano e per quale mercato.

 

Se si guardano le storie che ha scritto per altri personaggi, o quelle iniziali di Tex, si nota in GL Bonelli un linguaggio estremamente più "moderno" e incisivo rispetto ai suoi contemporanei (andatevi a vedere com'erano gli altri fumetti italiani, prima che arrivassero Diabolik, Kriminal e compagnia - a proposito, Max Bunker ha sempre detto che lo sceneggiatore a cui si ispirava era GL Bonelli...), storie più drammatiche e violente, più sesso (negli strettissimi limiti di quello che era consentito, oggi è roba per educande, ma lui ha messo Mary Gold nuda in un fumetto per bambini...) e sadismo: eroi meno candidi e puri, anzi, diversi erano praticamente criminali (compreso Tex) che però avevano come vittime solo criminali peggiori. Dicono che si ispirasse a Spillane, che effettivamente leggeva ed apprezzava, ma aveva iniziato a scrivere così anche prima...

 

Sono, quelli che ho elencato, meriti che lo elevano rispetto ai suoi contemporanei, ma che si noterebbero di meno oggi (anche se comunque, come può testimoniare Boselli, è ancora estremamente difficile trovare qualcuno che sappia scrivere così), e oggi piuttosto si parla di "ingenuità" delle trame (che erano fantasiose, non ingenue) o di ripetitività (certo, a leggere in un ora un albo che contiene 15 albi pubblicati in origine in 15 settimane...). Non c'è dubbio comunque che le storie del "periodo d'oro" siano in generale superiori alle precedenti (e ovviamente alle successive, quando era già malato).

 

Ecco: per me il periodo d'oro non è stato un periodo in cui per uno strano miracolo lo Spirito Santo è apparso ad uno sceneggiatore che aveva già quasi 60 anni per raddoppiargli la bravura: a 60 anni non cambi così dall'oggi al domani.

 

Per me il Periodo D'oro è stato quando GL Bonelli, forte del successo sempre crescente di Tex, e senza più la preoccupazione dell'allontanare un pubblico di soli bambini con storie più adulte, ha potuto finalmente scrivere le storie che voleva. Senza più doversi attenere a formule consolidate per far stare a galla una testata a striscia che in quel formato non era mai stata uno straordinario successo, senza piu il vincolo di dover inserire un cliffhanger ogni 10 pagine e dover metterci una scazzottata o una sparatoria ogni albo a striscia.

 

È una cosa molto comune nei grandi autori dell'epoca. La bravura di Galep la vedevi soprattutto nelle copertine o nelle cose a cui poteva dedicare più tempo come Occhio Cupo, ma su Tex doveva pedalare e quindi usava altri inchiostratori (o altri alle matite) e sorvolava sugli sfondi. Jack kirby idem, doveva macinare 60 pagine al mese, si dice che non cancellasse mai nulla, non ne aveva il tempo (ci pensava poi Vince Coletta a cancellare parte dei disegni perchè a quei ritmi non riusciva a fare in tempo ad inchiostrarli). Per gran parte della sua storia il fumetto è stata una catena di montaggio in cui dovevi solo macinare pagine.

 

Quelli che, macinando pagine, si sono elevati con le loro opere, hanno fatto un miracolo, che ne dimostra la grandezza.

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Se Boselli e Nizzi avessero un carattere più facile, (e dieci anni di meno Nizzi :lol:) e avessero messo per tempo da parte "ruggini" vecchie, nuove (o presunte da noi) non ci sarebbe bisogno di altri autori... a entrambi riconosco pari merito e pari valore, anche se il Nizzi dei tempi migliori aveva forse una marcia in più...e un'ironia sottilmente deliziosa

delle nuove leve non mi convince Giusfredi (non conosce bene il genere Western, secondo me, e in ogni caso ha scritto e scrive troppo poco), mi incuriosisce Rauch...in ogni caso c'è un abisso qualitatitivo, quantitativo e di mestiere tra il "nuovo che avanza" e la generazione precedente,,,

Bonelli è il Salgari del fumetto..."la Cella della morte" è ancora adesso la mia storia preferita, non solo per il soggetto ma soprattutto per la capacità di Bonelli di creare una sceneggiatura epica e con il finale che non cerca, volutamente, il coup de theatre (che troppo spesso invece cerca Ruju)...la volontà di far risultare "amorfo" l'uomo di Flagstaff, pura maschera scenica del "Grande Burattinaio" capace di tessere trame e intrighi ma del tutto incapace di tenere botta con Tex face to face, è la classica ciliegina sulla torta..la storia meriterebbe una trasposizione cinematografica. in questa storia, Il Tex granitico di GLB, pur mantenendo inalterata la propria inossidabilità, appare a tratti spaesato, preoccupato per il destino del suo popolo, e  "fiaccato" dalla Vedova...si pone molti interrogativi, ha molti dubbi, teme di non farcela...ma il Bonelli non gli fa fare affatto figure da pollo, al contrario gli "cuce intorno" tutta una serie di imprevisti e personaggi grigi, bianchi e neri che ne fanno risaltare sempre il carisma...in Bonelli i personaggi sono al servizio della trama (e di Tex), non viceversa...

Edited by Barbanera
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