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[Color Tex N. 19] Il killer fantasma


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  • Sceriffi

COLOR TEX N° : 19

IL KILLER FANTASMA

UN ASSASSINO VESTITO DI NERO, TORNATO DALL’ALDILÀ…

 

Formato: 16x21 cm, colore

Pagine: 160

Uscita: 06/08/2021

 

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Soggetto:  Manfredi Gianfranco

Sceneggiatura:  Manfredi Gianfranco

Disegni:  Cossu Ugolino

Colori:  Celestini Oscar

Copertina:  Villa Claudio

 

Si fa chiamare Jack-in-the-box, come i babau nella scatola che terrorizzano i bambini. Anche lui appare e scompare all’improvviso… Ma Jack Palmer è uno spietato killer e la sua caratteristica principale è che è già morto! Ora è tornato nella cittadina di Roxanne, per uccidere uno a uno i suoi nemici… Tra lo spettro e le sue vittime, ci sono solo le colt di Tex e Carson!

 

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Copyright SERGIO BONELLI EDITORE

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La storia e i testi di Manfredi sono più che discreti, ma il problema sono i disegni.

So che a diversi lettori Cossu piace, io lo trovo totalmente inadatto a Tex, o a un qualunque altro fumetto western. Parere personale.

Le sue cittadine del West mi sembrano quinte di cartapesta o set cinematografici pronti per le riprese di un film (anzi, di un telefilm). Guardi le case e i saloon e ti chiedi se dietro c'è qualcosa, o sono solo facciate appoggiate momentaneamente lì. Le strade non hanno polvere, i prati sembrano di erba sintetica, il cielo è perfettamente limpido senza una nuvola. Sì, all'inizio c'è il vento che soffia, ma ti viene da pensare che forse c'è un grosso ventilatore nascosto da qualche parte che ne crea l'illusione.

I personaggi risultano poco espressivi e, quando lo sono, la recitazione è stereotipata, da attori poco credibili. I loro abiti impeccabili sembrano finti, le scene dinamiche sono piuttosto rigide e statiche. Quasi non ci sono ombre, così l'atmosfera che si crea è quella di un mondo fuori dal tempo, più che quella di un western con elementi thriller. L'immedesimazione del lettore nella vicenda e nei personaggi , a questo punto, è parecchio difficile. E i colori non aiutano.

Insomma, Cossu lo avrei visto bene a disegnare "Le avventure di Tintin" più che Tex, che è un fumetto tendenzialmente realistico. :lol:

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Ho appena terminato di leggere la storia, e nel complesso devo dire di averla trovata di buon livello. La prova di Manfredi ai testi è stata abbastanza soddisfacente, benché forse avrebbe potuto e dovuto illustrare meglio qualche dettaglio fondamentale riguardo l'antagonista di turno, tale Jack Palmer, killer dalle abitudini interessanti ma, paradossalmente, il personaggio la cui personalità è stata meno sviscerata da uno sceneggiatore che, come sua abitudine, anche stavolta ha caricato parecchio le peculiarità dei characters.

 

I disegni di Cossu continuano a non farmi impazzire, tuttavia a mio parere a colori risultano meglio che nel classico bianco e nero.

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  • Collaboratori

Di solito non sono uno di quelli che guardano al bollino del prezzo, però il rincaro di UN EURO nel giro di 12 mesi per il volumetto di Manfredi e Cossu (con la storia che già mi immagino) mi dà da pensare che alla SBE stiano ormai proprio prendendo per il collo i propri lettori. A questo prezzo ci compro un libro di Dostoevskij in una bella edizione.

  • +1 1
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Allora...Sono abbastanza deluso. Ho grande stima di Manfredi (eccelso su MV) e le sue storie precedenti a grandi linee mi erano piaciute. Anche questa era stata costruita discretamente con il killer, con i personaggi collaterali, con trovate "sinistre". Poi cosa mi combini...

Spoiler...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi tiri un finale così? Un duello così? Insipido come un pasto ospedaliero.

Cossu non aiuta e i suoi disegni non sono aiutati dal colore. Quindi globalmente albo da 6- ma forse mi aspettavo troppo da Manfredi (e per 3/4 di storia non mi aveva deluso).

Sulla questione prezzo non entro nel merito...Si aprirebbe un discorso ampio.

<span style="color:red">13 ore fa</span>, juanraza85 dice:

Ho appena terminato di leggere la storia, e nel complesso devo dire di averla trovata di buon livello. La prova di Manfredi ai testi è stata abbastanza soddisfacente, benché forse avrebbe potuto e dovuto illustrare meglio qualche dettaglio fondamentale riguardo l'antagonista di turno, tale Jack Palmer, killer dalle abitudini interessanti ma, paradossalmente, il personaggio la cui personalità è stata meno sviscerata da uno sceneggiatore che, come sua abitudine, anche stavolta ha caricato parecchio le peculiarità dei characters.

 

I disegni di Cossu continuano a non farmi impazzire, tuttavia a mio parere a colori risultano meglio che nel classico bianco e nero.

Bravo...È "caduto" su Palmer e sul duello. E non sono elementi da poco.

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Storia semplice e lineare , sia nei testi che nei disegni . Non annoia . Di gran lunga superiore a qualche storia pubblicata sulla serie mensile qualche mese fa.  Cossu, seppur offre un disegno statico  e pulito (troppo) , mi piace più di altri Disegnatori che "deformano" anatomicamente i personaggi, non danno profondità alle vignette ,... Tex e Carson sono ben rappresentati . Manfredi crea una buona atmosfera western ed i personaggi sono ben delineati psicologicamente.

Storia balneare :D

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Preso e letto ieri. Devo dire anzitutto che l'aumento di prezzo mi ha spiacevolmente sorpreso, anche se, riflettendoci, c'era ben da aspettarselo. 

Per quanto riguarda la storia di Manfredi, fino alla parte finale non è malvagia, anche se la trama non risulta particolarmente originale. 

 

SPOILER

 

 

Quello che lascia davvero perplessi è la pochezza che rivela il killer all'atto dello scontro finale con Tex, "sgonfio" come un soufflé mal riuscito. Questo finale così scialbo penalizza tutta la storia e penso che Manfredi si sarebbe potuto sforzare un po' di più per congegnarne uno più coinvolgente.  Insomma, un'occasione perduta.

Per quanto riguarda infine i disegni, penso che il colore aiuti un po' la resa delle tavole di Cossu, che con il bianco e nero della regolare ho trovato troppo "asettiche" e vuote.

 

Edited by Jim Brandon
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La storia non è malaccio, balneare e piuttosto stimolante, ma sto grande assassino non riesce ad ammazzare nessuno. Uno lo pugnala alla spalla, l'altra la spara alla spalla anche lei, quell'altro lo becca di striscio. È più abile come piromane incendiario. Quanto al duello finale, se c'era il mio amico Fabio, un famoso pappamolla fifone e ipocondriaco, faceva più bella figura. La sensazione con Manfredi è sempre che sia un ottimo narratore ma finito su Tex per caso.

Cossu non lo digerisco, di solito, ma qui, sarà il colore o non so che, l'ho apprezzato.

Manfredi 6 o anche 6 e mezzo(alla fine è una storia che non annoia)

Cossu 7 raramente mi è piaciuto così

  • +1 1
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Jim Brandon dice:

Preso e letto ieri. Devo dire anzitutto che l'aumento di prezzo mi ha spiacevolmente sorpreso, anche se, riflettendoci, c'era ben da aspettarselo. 

Per quanto riguarda la storia di Manfredi, fino alla parte finale non è malvagia, anche se la trama non risulta particolarmente originale. 

 

SPOILER

 

 

Quello che lascia davvero perplessi è la pochezza che rivela il killer all'atto dello scontro finale con Tex, "sgonfio" come un soufflé mal riuscito. Questo finale così scialbo penalizza tutta la storia e penso che Manfredi si sarebbe potuto sforzare un po' di più per congegnarne uno più coinvolgente.  Insomma, un'occasione perduta.

Per quanto riguarda infine i disegni, penso che il colore aiuti un po' la resa delle tavole di Cossu, che con il bianco e nero della regolare ho trovato troppo "asettiche" e vuote.

 

Sul finale straconcordo.

<span style="color:red">4 ore fa</span>, valerio dice:

La storia non è malaccio, balneare e piuttosto stimolante, ma sto grande assassino non riesce ad ammazzare nessuno. Uno lo pugnala alla spalla, l'altra la spara alla spalla anche lei, quell'altro lo becca di striscio. È più abile come piromane incendiario. Quanto al duello finale, se c'era il mio amico Fabio, un famoso pappamolla fifone e ipocondriaco, faceva più bella figura. La sensazione con Manfredi è sempre che sia un ottimo narratore ma finito su Tex per caso.

Cossu non lo digerisco, di solito, ma qui, sarà il colore o non so che, l'ho apprezzato.

Manfredi 6 o anche 6 e mezzo(alla fine è una storia che non annoia)

Cossu 7 raramente mi è piaciuto così

Ok Valerio...Però un finale/duello più gustoso?

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  • Sceriffi

Giudizio sintetico: con questa uscita del Color Tex andiamo un po' meglio rispetto agli ultimi (disastrosi) numeri, senza però arrivare a un risultato che qualitativamente (soprattutto dal punto di vista grafico, disegni e colori) valga la spesa. Ma se si è disposti a chiudere un occhio sui disegni, la storia è una lettura leggera e godibile.

 

La storia, appunto, non è male, anche se si fa un po' fatica a ritrovare in queste pagine il meraviglioso sceneggiatore di Magico Vento. Ripeto sempre che da Manfredi mi aspetto storie di altissimo livello, ma nelle sue ultime storie di Tex sembra essersi assestato su una mediocrità che non è da lui. Il soggetto è piuttosto originale (ma non so se questo sia un complimento), la sceneggiatura di certo non annoia e ha qualche guizzo e trovata che tengono accesa l'attenzione. Tutto sommato, senza spoilerare nulla, una lettura piacevole, ma non entusiasmante.

 

Il problema maggiore sono i disegni, che non aiutano ad entrare nell'atmosfera della storia, anzi affossano la sceneggiatura non eccelsa ma neanche da buttare via. Il pard @Poe ha già espresso nel suo perfetto commento i motivi per cui lo stile di Cossu proprio non va. Non è un problema di scarso impegno del disegnatore, la cura dei disegni è evidente, è proprio uno stile del tutto inadatto, che renderebbe indigesta qualunque sceneggiatura. Penso che la stessa storia realizzata dal bianco e nero di Letteri avrebbe avuto tutt'altro effetto.

 

Lo ripeto ogni estate: da un albo "speciale" che si chiama "Color Tex" ci si aspetterebbe qualcosa di speciale proprio dalla parte grafica. E ogni anno ci ricasco e lo compro, ma solo perché sono uno di quelli che le storie inedite le comprano tutte.

 

 

  • +1 1
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<span style="color:red">38 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

Sul finale straconcordo.

Ok Valerio...Però un finale/duello più gustoso?

Si ma infatti l' ho scritto, ho anche detto che Manfredi pare sempre capitato su Tex per caso. Ho dato un voto sufficiente perché sono in spiaggia e la storia scorre leggera, ma è chiaro che è tutto fuorché un capolavoro. Sto spietato killer non ne azzecca una, al postutto, e nel finale è di una pochezza disarmante.

<span style="color:red">34 minuti fa</span>, pecos dice:

Giudizio sintetico: con questa uscita del Color Tex andiamo un po' meglio rispetto agli ultimi (disastrosi) numeri, senza però arrivare a un risultato che qualitativamente (soprattutto dal punto di vista grafico, disegni e colori) valga la spesa. Ma se si è disposti a chiudere un occhio sui disegni, la storia è una lettura leggera e godibile.

 

La storia, appunto, non è male, anche se si fa un po' fatica a ritrovare in queste pagine il meraviglioso sceneggiatore di Magico Vento. Ripeto sempre che da Manfredi mi aspetto storie di altissimo livello, ma nelle sue ultime storie di Tex sembra essersi assestato su una mediocrità che non è da lui. Il soggetto è piuttosto originale (ma non so se questo sia un complimento), la sceneggiatura di certo non annoia e ha qualche guizzo e trovata che tengono accesa l'attenzione. Tutto sommato, senza spoilerare nulla, una lettura piacevole, ma non entusiasmante.

 

Il problema maggiore sono i disegni, che non aiutano ad entrare nell'atmosfera della storia, anzi affossano la sceneggiatura non eccelsa ma neanche da buttare via. Il pard @Poe ha già espresso nel suo perfetto commento i motivi per cui lo stile di Cossu proprio non va. Non è un problema di scarso impegno del disegnatore, la cura dei disegni è evidente, è proprio uno stile del tutto inadatto, che renderebbe indigesta qualunque sceneggiatura. Penso che la stessa storia realizzata dal bianco e nero di Letteri avrebbe avuto tutt'altro effetto.

 

Lo ripeto ogni estate: da un albo "speciale" che si chiama "Color Tex" ci si aspetterebbe qualcosa di speciale proprio dalla parte grafica. E ogni anno ci ricasco e lo compro, ma solo perché sono uno di quelli che le storie inedite le comprano tutte.

 

 

La risposta alle tue giuste domande è semplice:

Né Manfredi né Cossu sono granché adatti a Tex.

Si tratta di due eccellenti artisti/professionisti, ma Tex è una brutta bestia. O ci sei adatto o no, poco da fare.

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La storia, per mè, ha una buona trama, a parte il finale che per un personaggio del genere è risultato troppo banale. 

Invece Cossu con Tex e con il western non ce lo vedo proprio.

Qui sarebbe andato bene un Bocci od un Cestaro.🙋‍♂️

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Premesso che per me il colore per le storie di Tex è sempre un elemento problematico da accettare, questa storia con i particolari disegni di Cossu riesce forse un po' meglio che se fosse stata realizzata in B/N. Questo perché lo stile di Cossu mi sembra ben poco contraddistinto da chiaroscuri, ombraggiature particolareggiate ecc. Quindi qui lo "digerisco" maggiormente che nelle sue precedenti prove. Peraltro, come già ha evidenziato @Poe, c'è proprio scarsa profondità nei suoi ambienti, talvolta con risultati imbarazzanti. Provate ad es. a guardare la seconda vignetta di p. 26: con quel particolare inquadramento dall'alto, il pavimento e il tappeto sotto i piedi di Tex e Carson (con assenza pressoché totale di prospettiva che rende gli ambienti proprio bidimensionali), danno l'impressione che stiano scendendo una parete verticale. Invece, le facce di Tex e Carson sono rese solitamente in modo valido. La caratterizzazione degli altri volti non è sempre ben riuscita: spesso sono piuttosto rigidi e poco espressivi. Il killer mi sembra una copia non tanto ben riuscita della maschera di Jim Carrey... La storia non l'ho trovata costruita male: ad esempio ho gradito il fatto che non ci sia stata un'eccessiva insistenza nel lasciare in sospeso la questione del "fantasma". Il killer non sarà irresistibile, ma l'ho comunque trovato senza dubbio più abile e autonomo nella sua malvagità del pistolero vudù: lo scontro finale con Tex non è epico, ma di recente abbiamo visto altri "cattivi" squagliarsi al momento opportuno in maniera più clamorosa. Per questo, considero questa storia tipicamente "estiva" un discreto risultato narrativo e una lettura piacevole, senza troppe pretese. Il costo dell'albo non mi sorprende, vista la scelta della casa editoriale di ritoccare questo elemento in tutte le pubblicazioni...

Edited by dario63
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SPOILER

 

Parlando della storia, nonostante i pensieri del killer, e visti i suoi non del tutto riusciti omicidi, ad un certo punto mi è parso che potesse essere alle dipendenze del Colonnello, per rendere più tragico e credibile il suo nuovo ruolo di presidente degli allevatori. Poi il Killer è risultato imprevedibile, tanto da voler invece uccidere seriamente l'uomo in questione, così da volerlo eliminato. Non che non sarebbe potuto accadere comunque, visto che si sarebbe trattato di un testimone scomodo. E Willis e Steven, insieme al dottore, hanno fatto credere di averlo fatto morire. Ovviamente è solo una mia opinione, l'opinione di un lettore, quindi da prendere con le molle, perché qualcosa nella storia non mi torna.

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Nel titolo ci sono due errori: killer e fantasma.

I killer sono tutta un'altra cosa, questo è solo un fantoccio.

Fantasma uno che nessuno ha visto non solo sotterrare, ma neanche morire?

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, valerio dice:

Si ma infatti l' ho scritto, ho anche detto che Manfredi pare sempre capitato su Tex per caso. Ho dato un voto sufficiente perché sono in spiaggia e la storia scorre leggera, ma è chiaro che è tutto fuorché un capolavoro. Sto spietato killer non ne azzecca una, al postutto, e nel finale è di una pochezza disarmante.

La risposta alle tue giuste domande è semplice:

Né Manfredi né Cossu sono granché adatti a Tex.

Si tratta di due eccellenti artisti/professionisti, ma Tex è una brutta bestia. O ci sei adatto o no, poco da fare.

Anche io sono in spiaggia e la storia scorreva bene poi si è per me incartata nella banalità. Banalità che non mi aspetto da Manfredi sia per il passato non texiano (MV) che per altre storie di Tex (non capolavori però con spunti interessanti).

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Per me Tex è un fumetto di solo intrattenimento,

quasi mai troviamo la profondità, il realismo e le emozioni di Ken Parker,

né parti prolisse alla Castelli, perché le trame al contrario del BVZM sono semplici, a volte anche sempliciotte.

Certo Tex può essere banale o avere buone idee e belle caratterizzazioni e negli anni abbiamo letto storie sorprendenti.

Questo color rappresenta proprio la media in tutti gli aspetti:

sceneggiatura 6,5

disegni 6,5

colori 7

copertina 6,5

prezzo 5,5

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15 ore fa, Letizia dice:

I killer sono tutta un'altra cosa, questo è solo un fantoccio.

Infatti è come un jack-in-the-box, un pupazzetto a molla che esce da una scatola per spaventare i bambini (o gli ingenui). Un bluff insomma.

E credo che il finale "fiacco" sia voluto da Manfredi, o perlomeno lo sceneggiatore di sicuro è consapevole della magra figura che sta facendo fare al tanto temuto killer, visto che nel duello finale fa dire a Tex: "non ti facevo così pappamolla Jack", "fatti sotto pagliaccio", "anche come tiratore non vali un granché", "sei una vera delusione Jack", "sei prevedibile". Insomma, tutti si aspettavano un trucco, un colpo di scena, qualcosa di imprevisto e invece Jack-in-the -box (che spara male e fa a pugni anche peggio) tira fuori un banale coltello, che Tex neutralizza in un secondo.

Viene il sospetto che Manfredi, più che per carenza di fantasia, abbia scelto di "sgonfiare" il cattivone nel finale, trasformandolo, appunto, in un bluff, in uno spauracchio, in un babau tutto fumo niente arrosto.

 

E d'altra parte in Tex questo sta diventando ultimamente un tema ricorrente: pistoleri infallibili che si rivelano scarsissimi, feroci capi indiani ribelli che in realtà sono vigliacchi e incapaci, terribili tribù o sette sanguinarie che vengono sgominate in quattro e quattr'otto, sicari senza scrupoli o guerrieri irriducibili che vengono ammorbiditi con appena due sberle... Non ci sono più i cattivi di una volta, verrebbe da dire! :lol: 

Manfredi però, in questo caso, credo lo faccia apposta.

Sarà un segno dei tempi? Uno specchio - inconsapevole - della nostra società dove i personaggi mediatici (di qualunque tipo) sono spesso palloni gonfiati che piano piano si afflosciano miseramente...? Persone sopravvalutate grazie a una fama abilmente alimentata ma immeritata, di cui dopo un po' si scopre l'inconsistenza? :P

 

P.S.: Se non ho letto male il topic dei compleanni: auguri per i 33!

 

 

Edited by Poe
  • +1 4
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<span style="color:red">3 ore fa</span>, waco dolan dice:

Per me Tex è un fumetto di solo intrattenimento,

quasi mai troviamo la profondità, il realismo e le emozioni di Ken Parker,

né parti prolisse alla Castelli, perché le trame al contrario del BVZM sono semplici, a volte anche sempliciotte.

scusami,ma mi sembra che esageri.Certo,la serie non ha i noiosissimi spiegoni di Martin Mystere e non ha il realismo di Ken Parker,ma spesso presenta trame e personaggi profondi,suscitando comunque emozioni

  • +1 1
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<span style="color:red">5 ore fa</span>, waco dolan dice:

Per me Tex è un fumetto di solo intrattenimento,

quasi mai troviamo la profondità, il realismo e le emozioni di Ken Parker,

né parti prolisse alla Castelli, perché le trame al contrario del BVZM sono semplici, a volte anche sempliciotte.

 

Tex sarà anche di intrattenimento (e già su questo ci sarebbe da dilungarsi su cosa si intende), ma forse è proprio quello il segreto del suo perdurante successo e della longevità della serie.

Da ragazzino ho amato le storie, a volte dure e crude (si pensi a "Butch l'implacabile") di Ken Parker, sempre pervase da un filo di mestizia edificante anni '70 e politically correct ante litteram.  Ma proprio per quelle sue caratteristiche, la serie non poteva avere la stessa presa sul pubblico di Tex e, soprattutto, la sua longevità. Azzarderei anzi l'ipotesi che il personaggio, vuoi per queste sue caratteristiche, vuoi per l'esaurimento delle sue vicende con la lunga detenzione,  abbia finito per venire a noia agli stessi suoi creatori.

Per quanto mi riguarda, seppure rileggo di rado qualche vecchio numero di Ken Parker che mi è rimasto, non ho mai sentito la curiosità di procurarmi i numeri che mi mancano. Mentre, passati ormai i 50, ho ripreso a leggere Tex, recuperando con piacere tante storie valide che, negli anni di pausa avevo perso.

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4 ore fa, Jim Brandon dice:

Ken Parker, sempre pervase da un filo di mestizia edificante anni '70 e politically correct ante litteram

Non sono molto d'accordo...:furiosi75:

Ken Parker è un western moderno, revisionista, crepuscolare, la "mestizia" quindi non la definirei "edificante", tutt'altro. E' molto vera e sentita, non una moda del periodo, lo si ricava anche rileggendolo dopo tanti anni. Alcune storie ancora oggi sono dei veri e propri pugni allo stomaco. (Come, d'altra parte, i western migliori di quel periodo: riguardatevi "Corvo rosso non avrai il mio scalpo" o "Nessuna pietà per Ulzana" o "Il mucchio selvaggio".)

Meno che meno Ken Parker è "politically correct", questa semmai è Julia. Il trapper di Berardi e Milazzo è  molto "incorrect" e molto atipico, anche per il periodo in cui è stato scritto, a volte fa saltare per aria il pezzo grosso della città a sangue freddo ("Mine town"), altre volte si comporta come un buon samaritano, oppure come un bravo detective della Pinkerton, altre ancora come un ribelle...

Insomma non è ideologico, e il rispetto che manifesta per le minoranze non è puramente formale o sotto sotto ipocrita (questo di solito si intende con "politically correct"), ma sostanziale, di chi cerca di evitare pregiudizi sforzandosi di avere una visione realistica della società, e distribuendo pregi e difetti un po' a tutti, ma senza dimenticare i veri rapporti di forza (Berardi, se non ricordo male una sua intervista, diceva che il suo riferimento letterario principale era addirittura Giovanni Verga!)

 

Tex è un'altra cosa, e non farei paragoni.

Non è neanche intrattenimento puro e semplice:

7 ore fa, Grande Tex dice:

spesso presenta trame e personaggi profondi, suscitando comunque emozioni

Cito da un'intervista a Sergio Bonelli:

"Il fumetto [parlava dei fumetti Bonelli] sembra una cosetta popolare, ma invece è una cosa complicata, importante, con una struttura raffinata. Bisogna aver voglia di capirla, mettere in relazione parola e disegni, trama e azione».

Edited by Poe
  • +1 1
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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Poe dice:

Infatti è come un jack-in-the-box, un pupazzetto a molla che esce da una scatola per spaventare i bambini (o gli ingenui). Un bluff insomma.

E credo che il finale "fiacco" sia voluto da Manfredi, o perlomeno lo sceneggiatore di sicuro è consapevole della magra figura che sta facendo fare al tanto temuto killer, visto che nel duello finale fa dire a Tex: "non ti facevo così pappamolla Jack", "fatti sotto pagliaccio", "anche come tiratore non vali un granché", "sei una vera delusione Jack", "sei prevedibile". Insomma, tutti si aspettavano un trucco, un colpo di scena, qualcosa di imprevisto e invece Jack-in-the -box (che spara male e fa a pugni anche peggio) tira fuori un banale coltello, che Tex neutralizza in un secondo.

Viene il sospetto che Manfredi, più che per carenza di fantasia, abbia scelto di "sgonfiare" il cattivone nel finale, trasformandolo, appunto, in un bluff, in uno spauracchio, in un babau tutto fumo niente arrosto.

 

E d'altra parte in Tex questo sta diventando ultimamente un tema ricorrente: pistoleri infallibili che si rivelano scarsissimi, feroci capi indiani ribelli che in realtà sono vigliacchi e incapaci, terribili tribù o sette sanguinarie che vengono sgominate in quattro e quattr'otto, sicari senza scrupoli o guerrieri irriducibili che vengono ammorbiditi con appena due sberle... Non ci sono più i cattivi di una volta, verrebbe da dire! :lol: 

Manfredi però, in questo caso, credo lo faccia apposta.

Sarà un segno dei tempi? Uno specchio - inconsapevole - della nostra società dove i personaggi mediatici (di qualunque tipo) sono spesso palloni gonfiati che piano piano si afflosciano miseramente...? Persone sopravvalutate grazie a una fama abilmente alimentata ma immeritata, di cui dopo un po' si scopre l'inconsistenza? :P

 

P.S.: Se non ho letto male il topic dei compleanni: auguri per i 33!

 

 

Sarebbe interessante capire il parere di Manfredi. Il simbolismo che  vedi  è sfizioso. 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Poe dice:

Non sono molto d'accordo...:furiosi75:

Ken Parker è un western moderno, revisionista, crepuscolare, la "mestizia" quindi non la definirei "edificante", tutt'altro. E' molto vera e sentita, non una moda del periodo, lo si ricava anche rileggendolo dopo tanti anni. Alcune storie ancora oggi sono dei veri e propri pugni allo stomaco. (Come, d'altra parte, i western migliori di quel periodo: riguardatevi "Corvo rosso non avrai il mio scalpo" o "Nessuna pietà per Ulzana" o "Il mucchio selvaggio".)

Meno che meno Ken Parker è "politically correct", questa semmai è Julia. Il trapper di Berardi e Milazzo è  molto "incorrect" e molto atipico, anche per il periodo in cui è stato scritto, a volte fa saltare per aria il pezzo grosso della città a sangue freddo ("Mine town"), altre volte si comporta come un buon samaritano, oppure come un bravo detective della Pinkerton, altre ancora come un ribelle...

Insomma non è ideologico, e il rispetto che manifesta per le minoranze non è puramente formale o sotto sotto ipocrita (questo di solito si intende con "politically correct"), ma sostanziale, di chi cerca di evitare pregiudizi sforzandosi di avere una visione realistica della società, e distribuendo pregi e difetti un po' a tutti, ma senza dimenticare i veri rapporti di forza (Berardi, se non ricordo male una sua intervista, diceva che il suo riferimento letterario principale era addirittura Giovanni Verga!)

 

È questione, naturalmente, di opinioni, ma io trovo Ken Parker molto "figlio del periodo" e lo trovavo così anche al tempo, da bambino. Io stesso ho scritto che è spesso duro e crudo (è una delle sue principali caratteristiche), ma questo non vuol dire che non sia sempre "politically correct" nelle sue scelte di campo (il che non è per me una cosa necessariamente negativa), talora in modo un po' forzato, anche nell'anticonformismo, come alla moda dei western del periodo, di cui riprende temi (e, da Corvo Rosso, finanche la fisionomia del peotagonista), a partire da Soldato Blu e passando per Piccolo grande uomo. In questo senso, trovo che il Tex di Sangue Navajo, scritto negli anni '50, sia più innovativo, precorrendo di anni la moda hollywoodiana dei western pro-nativi,  che suonano a volte un po' retorici e falsi (non nelle ingiustizie narrate contro i pellerossa,  ma nel voler seguire l'onda di un facile consenso).

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Fatte le dovute proporzioni - i Latini avrebbero detto "Absit iniuria verbis" - il presunto babau mi è sembrato - soprattutto nel finale - fantozziano.
 

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      Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
      Disegni: Ugolino Cossu
      Una pacifica carovana di Cherokee in cerca della Terra Promessa è in pericolo… Gli Utes sono sul sentiero di guerra! I cacciatori di bisonti hanno provocato la loro furia con un’insensata strage di animali!... A guidarli è Lupo Giallo, un indiano bianco… Solo quattro magnifici cavalieri possono evitare il massacro!
       

       

       

       
      https://www.sergiobonelli.it/tex/2019/02/28/albo/maxi-tex-n-24-1004332/
    • By natural killer
      Due archeologi sono scomparsi nella giungla dello Yucatan…
      TEX
      N° : 701
      Periodicità: mensile
      LA REGINA DEI VAMPIRI
      uscita: 07/03/2019
      Codice a barre: 977112156104690701
      Soggetto: Gianfranco Manfredi
      Sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
      Disegni: Alessandro Bocci
      Copertina: Claudio Villa

      Una pericolosa società segreta xenofoba, i “Custodi”, si accanisce contro gli stranieri che si impossessano degli antichi manufatti messicani. Due archeologi, Colson Ballard e sua figlia Patricia, scompaiono in circostanze misteriose, mentre un amico del Morisco, Don Rodrigo de La Hoya detto il Negromante, che gestisce un piccolo museo privato, è in mortale pericolo. Ma i pards arrivano giusto in tempo per opporsi all’attacco delle misteriose e letali creature della notte guidate a distanza da una malefica strega…
       

       

    • By natural killer
      Due avventure, due spietate bande di fuorilegge, due impavidi pards pronti a fermarle!
       
      Periodicità: semestrale
      MAXI TEX N° 23
      uscita: 05/10/2018
      Copertina: Claudio Villa

       
       
      Deserto Mohave
      Soggetto e sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
      Disegni: Alessandro Nespolino
      Agli ordini del carismatico Maelstrom, una banda di evasi dal carcere di Saint Quentin si è insediata nel cuore del territorio dei Mohaves, ha rapito due ragazze e le tiene prigioniere nei pressi di una grande miniera d’oro abbandonata nota come "Colosseum". Pain, Eclipse, Marble, Bolt, Sight, Trick… Ognuno di loro porta sulla fronte il simbolo del proprio micidiale talento per uccidere...
       


       
      L’ultimo giorno
      Soggetto e sceneggiatura: Tito Faraci
      Disegni: Yannis Ginosatis
      Solo un ultimo, sereno giorno di lavoro separa il capostazione Sommers dalla sua nuova vita, in un ranch del Montana… Dalla stazione di Stonewell, però, passa il bandito Ted Malvin. Tex e Carson sono pronti a caricarlo su un treno per spedirlo dietro le sbarre. Ma Malvin è l’unico a conoscere dove si nasconde un prezioso bottino...
       

       

       
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