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TWF - Tex Willer Forum

[501/504] Mefisto!


ymalpas
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Voto alla storia  

87 members have voted

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  • co fondatore
30 minuti fa, virgin dice:

Lo ricordo bene... ma la cosa più inquietante di quel soggetto alternativo non era la storia, bensì l'autore, che qualche anno dopo si rese protagonista di un tragico fatto di cronaca.

Non ne sapevo nulla, strano. 15 anni fa bazzicavo ogni settimana su UBC, in precedenza avevo mandato loro anche una mini rece di prova di Ritorno a Culver City.

 

19 minuti fa, Il Maestro dice:

Cioè? 

https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Firenze

 

Ora me ne sono ricordato, compreso l'insistenza dei giornalisti (i soliti str...) sul fatto che leggesse fumetti.

Edited by Mister P
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  • Sceriffi

Ricordo ancora quando sentii la notizia al TG: non appena dissero il nome dell'attentatore pensai a "L'altro ritorno di Mefisto" (mi era rimasto impresso, come tutte le cose che leggi a dieci anni: una volta mio padre tornò dal lavoro e mi diede quell'articolo che aveva stampato in pausa pranzo insieme a "Satanassi e tizzoni d'inferno"), colpito dalla coincidenza del nome; poi quando dissero: "Appassionato di fantasy e fantastico" non ebbi più dubbi. Ancora adesso ho i brividi a pensarci.

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La storia era una bislaccata in cui Yama veniva tolto di mezzo (togliere di mezzo un personaggio così importante? la tipica trovata dello sceneggiatore della domenica), un ALTRO improbabile mago da strapazzo faceva ombra a Mefisto (!!!) e Tex non compariva quasi mai (!!!!). Che uBC  ritenesse una tale minchiata meritevole di pubblicazione e possibile storia di Tex (!!!!!) in polemica con la Casa editrice e i suoi sceneggiatori, dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che i cosiddetti esperti e critici di uBC avevano la capacità critica e il fiuto di un vecchio cane sordo e cieco che per giunta ha avuto il Covid e ha perso l'olfatto!

 

Grazie al cielo, il Fato ce ne ha sbarazzato.

Edited by borden
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Son rimasto a bocca aperta quando ho letto i vostri messaggi. Mi ricordo di quella tragica vicenda, ma non avevo mai collegato il nome di questo personaggio con la storia che lessi diversi anni prima. 

Quel ritorno non dava il giusto spazio a Mefisto e ai nostri pards. Troppe creature aliene nella trama. 

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On 30/3/2012 at 14:23, Leo dice:

Francamente non mi aspettavo che questa storia potesse mietere commenti così entusiasti. L'ho letta nel 2002 e poi non ci sono più tornato sopra, perchè anche per me, come per Piero e per Cheyenne, è una pregiudiziale troppo forte

Contenuto nascosto

Un vecchio nemico, peraltro, che poteva andar bene negli anni '70, e la cui saga si era conclusa in quegli anni: che senso ha, mi sono chiesto già nel 2002, all'uscita dell'albo, riscrivere una storia su di esso? Eppure, mi accorgo che un senso ce l'aveva, eccome, se a tanta gente è piaciuto... De gustibus: personalmente, spero che Mefisto non torni mai più nelle pagine di Tex. E mi dispiace anche per tutte quelle tavole del grandissimo Villa: avrebbero meritato, vista la rarit? degli interventi di Villa nelle storie di Tex, una sorte migliore...

Allora...Riletta oggi a trentotto anni. La prima volta, nel 2002, ne avevo 20 e sul groppone solo 102 albi ma soprattutto non avevo mai letto di Mefisto!!! Negli anni (gli ultimi diciotto) ho recuperato Mefisto e Yama. Rileggendo questa storia concordo su molte opinioni. In primis un Villa super (con Civitelli e Marcello il mio podio ideale), poi l'idea e la realizzazione del "ritorno" di Mefisto. Parigi, il viaggio, la Florida, Boris, Loa, Lily, il negromante. Tutto ben architettato fino a Phoenix. Poi il livello cala e quasi si pensa più ad apparecchiare il sequel che prima o poi ci sarà che a chiudere la storia bene. I pards mi sono sembrati "molto umani" (ogni tanto ci vuole), Mefisto è più un organizzatore di piani che un esecutore. Non mi stona la sua fuga e non mi stona la sua ambivalenza (molto emotivo in certi frangenti). Anni nel limbo, covando rancore etc un po' di lucidità la perdi. Meraviglioso l'escamotage di Tex e la rappresentazione di Villa. Bella la scena del lebbroso. Diciamo che nel 2002 restai a bocca aperta, ora sono un texiano più navigato. Quindi un Nizzi accettabile (il personaggio Mefisto è tosto) ma non molto a suo agio, un Villa ottimo. Siamo sul 6,5 generoso.

Comunque sempre grazie a GLB che ha creato un grande antagonista e ha messo quel pizzico di paranormale. Un elemento che secondo me ci vuole ogni tanto.

Edited by Mister P
Doppio quote
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Letta un paio di giorni fa. Non avevo neanche voglia di commentare. Mi è venuto in aiuto Diablo, concordo in tutto quello che ha scritto tranne il voto finale. 

Soggetto e sceneggiatura 4, disegni di Villa 9. Voto al tutto 6, ma solo per merito di Villa. 

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Sottoscrivo quanto affermato da Loriano. Quando la lessi ebbi la senzazione che quella sceneggiatura andasse ad offuscare o comunque rovinare il "mito" del

Mefisto di GLB (indimenticabile peraltro). L' escamotage studiato per il ritorno nel mondo dei vivi di Mefisto poi.... Va da sè che non l'ho più riletta.

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13 hours ago, Loriano Lorenzutti said:

Letta un paio di giorni fa. Non avevo neanche voglia di commentare. Mi è venuto in aiuto Diablo, concordo in tutto quello che ha scritto tranne il voto finale. 

Soggetto e sceneggiatura 4, disegni di Villa 9. Voto al tutto 6, ma solo per merito di Villa. 

 

Per me i disegni di Villa peggiorano il voto finale. Non nel senso che siano brutti (anzi, sono eccezionali, l'unica cosa buona di quella storia), ma nel senso che... sprecare quei disegni per una storia simile, è un delitto che va oltre alla semplice "storia brutta"....

 

Quindi, testi 4, disegni 9... voto complessivo, 3!

  • +1 1
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Per me l'albo 501 è uno dei più belli in assoluto dell'intera saga. Poi chiaramente finisce tutto in vacca. Si diceva, forse anche qui dentro, che c'era lo zampino di GLB.

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Si, anche per me il primo albo è ottimo poi indubbiamente la storia cala di tono, ma comunque si fa leggere bene.A me e piaciuta anche la scena dove Tex e Mefisto si confrontano mentalmente facendo vedere che Tex non è forte solo con le pistole e le mani. Ottimo per me l'escamotage per far tornare Mefisto. Adesso non vedo ĺ ora di vedere cosa combinerà Boselli visto che sembra ricomparira  anche Narbas.

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Come dicevo nella mia recensione, il primo albo è eccezionale, gli altri sono fiacchi pur con qualche buona scena (la finta ipnosi su tutte). Purtroppo la storia risente di una fiacchezza, intanto, nell'ambientazione. Un Mefisto che si rifugia nel retro di un negozio non ha alcun fascino. E poi in qualche ingenuità di troppo dei pard.

La media tra il primo albo e gli altri (che si salvano un pò dal baratro per qualche buona scena) mi fa arrivare l'insieme alla sufficienza.

Poi c'è Villa però, che fa un capolavoro.

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  • 2 months later...

mah, leggo di tante recensioni negative, credo che molti siano rimasti troppo ancorati al primo Mefisto, ma questa storia, è una delle più belle affascinanti e sopratutto piena di suspence fino alla fine, disegnata inoltre superbamente..!!

Ho ripreso a legggere uno dei primi Mefisto (albi 39-40) ma fa ridere in confronto a questa..

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On 17/8/2020 at 18:16, carletto dice:

mah, leggo di tante recensioni negative, credo che molti siano rimasti troppo ancorati al primo Mefisto, ma questa storia, è una delle più belle affascinanti e sopratutto piena di suspence fino alla fine, disegnata inoltre superbamente..!!

Ho ripreso a legggere uno dei primi Mefisto (albi 39-40) ma fa ridere in confronto a questa..

 

..................

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  • 3 months later...

Storia straordinaria, non capisco come si faccia a criticarla!:inch:
Sono veramente contento che un cattivo dal calibro di Mefisto non sia stato snaturato e che, nel suo ennesimo ritorno, non abbia deluso le aspettative grazie a un'ottima storia (alta qualità che, per fare un esempio, non si è mantenuta nelle storie con Hellingen su Zagor).
La storia di Nizzi parte con il vantaggio di essere molto più moderna e meno verbosa di quelle di G.L.Bonelli, visto che sono trascorsi molti anni dalle storie precedenti scritte dal creatore di Tex. 
Il primo albo è davvero fantastico! Bello il primo incontro tra Lily e Mefisto nella sfera e, successivamente, il sogno che Nuvola Rossa fa, immaginando i quattro pards morti. Geniale, a mio avviso, il modo con cui viene fatto tornare in vita il diabolico mago.
Altrettanto ingegnoso il piano che Mefisto realizza per far accorrere Tex (bellissima la scena in cui fa comparire dei dinosauri di fronte alla diligenza). Ottima anche la situazione che viene a crearsi, con ben tre pards catturati da Mefisto e con solo Tex ancora libero. Stupenda la scena in cui Mefisto vuol ipnotizzare Tex e questi finge di essere diventato pazzo. Bellissimo il finale, che rimane apertissimo e di cui non vedo l'ora di leggerne gli sviluppi. 
Villa è un mostro a disegnare: ogni vignetta è realizzata con precisione e dettagli ed è perfetta. Una scena che mi è piaciuta particolarmente è quella in cui Mefisto fa apparire dei dinosauri davanti alla diligenza. Bellissimo anche il suo Mefisto, seppur la piccolezza delle sue iridi in confronto agli occhi sia un tantino esagerata.
Molto belle anche le copertine.
Storia assolutamente da leggere!
Soggetto/Sceneggiatura: 9,5
Disegni: 10

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  • 1 month later...
On 29/12/2015 at 17:54, Carlo Monni dice:
 

Alla SBE all'epoca vigeva un pressoché rigido rispetto della gerarchia: Nizzi era lo sceneggiatore anziano e principale e quindi fu incaricato lui. Inoltre, all'epoca in cui iniziò a sceneggiare la storia, lui era, di fatto, l'unico sceneggiatore.

 

E io glielo do quando la storia è davvero brutta. Quanto al riconoscere il personaggio, se per te quello che appariva nelle storie di Nizzi dal 2001 in avanti era il vero Tex, allora sei di bocca più buona di me.;)


Nemmeno io: mi sono arrabbiato e mi sono sentito offeso e preso in giro, che è peggio.
La lentezza di Villa non c'entra nulla in questo caso. In quel periodo Villa era impegnato con "L'uomo senza passato" e avrebbe iniziato a disegnare "Mefisto" solo nel 1995. Semplicemente Nizzi, io credo, aveva già iniziato a scriverla prima della sua crisi
Perché è quello che ci ha detto Boselli.
Negli anni 50 l'eclettico G.L. Bonelli scrisse un cosiddetto trattamento e forse una parziale sceneggiatura per un film mai realizzato intitolato "Il ritorno di Cagliostro". La storia iniziava a Parigi dove l'anima di Cagliostro. defunto da tempo, veniva evocata nel corso di una seduta spiritica e con mezzi magici riusciva a trasferirsi nel corpo di uno dei partecipanti alla seduta tornando così in vita. Ti suona familiare per caso?:lol:

Boselli ci ha raccontato che G.L Bonelli aveva lasciato scritto di usare quell'idea per far resuscitare Mefisto e che lui stesso portò in Redazione quel che GLB aveva scritto.
Il manoscritto originale di quel trattamento dovrebbe essere in possesso di Giorgio Bonelli.
Nizzi nega di averne mai saputo qualcosa e che l'idea è tutta sua, mentre Villa in un'intervista del 2000 a Dime Press conferma la storia di Boselli..
Se Nizzi dice la verità, allora la coincidenza è impressionante oppure Boselli e Villa sono dei bugiardi. Non c'è via di scampo.:(

Quando uscì l'ultima storia di Gl Bonelli Il Medaglione Sapagnolo,Sergio Bonelli nell'editoriale,scriveva che Bonelli Padre stava fantasticando da parecchio tempo il ritorno di Mefisto

Certo potrebbe essere anche che Nizzi avesse scritt una sua prima stesura di u soggetto ma comunque volente o nolente il Primo albo 501 e forse parte del 502 hanno molto di Bonelli Padre

Di sicuro Nizzi avrà limato soggetto e sceneggiatura del creatore di tex e poi l'ha sviluppata

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, andreadelussu74@gmail.com dice:

Quando uscì l'ultima storia di Gl Bonelli Il Medaglione Sapagnolo,Sergio Bonelli nell'editoriale,scriveva che Bonelli Padre stava fantasticando da parecchio tempo il ritorno di Mefisto

 

Quando ha scritto quell'editoriale Sergio Bonelli sapeva benissimo che suo padre non avrebbe più scritto alcunché. I lettori più smaliziati come il sottoscritto capirono subito che quella era l'ultima storia del patriarca. Era l'unica spiegazione logica di un ihtervento dell'editore in un numero che apparentemente non aveva nulla di speciale.

Pur senza volerlo dire apertamente Sergio ci stava dicendo: questa è l'ultima storia di mio padre 

Il resto sta nelle cose che io e Boselli abbiamo detto. Nizzi fino alla resurrezione di Mefisto ha seguito passo per passo il trattamento scritto da Bonelli circa quarant'anni prima per il film mai fatto "Il ritorno di Cagliostro".

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[edit: qui sotto mi sto rivolgendo a andreadelussu74@gmail.com non a Carlo Monni che ha postato prima che terminassi di scrivere. Ho editato il post per renderlo più chiaro] ]

 

Come già nel thread su Nizzi e Letteri, Andrea, ti stai creando una tua "verità rivelata" che non ha praticamente nulla a che fare con tutto quello che già sappiamo da varie testimonianze..  :rolleyes:

 

1 hour ago, andreadelussu74@gmail.com said:

Di sicuro Nizzi avrà limato soggetto e sceneggiatura del creatore di tex e poi l'ha sviluppata

 

"Di sicuro" c'è solo che questo...non è mai avvenuto! :rolleyes:

 

GL Bonelli non ha lasciato nessun "soggetto e sceneggiatura" per Nizzi.

 

In questo stesso thread (che non è nemmeno tanto lungo, bastano pochi minuti per leggerselo) @Carlo Monni ha fatto un rapido riassunto di quello che si sa:

 

On 12/29/2015 at 5:54 PM, Carlo Monni said:
Quote

perchè dici che l idea era di bonelli Carlo?.


Perché è quello che ci ha detto Boselli.
Negli anni 50 l'eclettico G.L. Bonelli scrisse un cosiddetto trattamento e forse una parziale sceneggiatura per un film mai realizzato intitolato "Il ritorno di Cagliostro". La storia iniziava a Parigi dove l'anima di Cagliostro. defunto da tempo, veniva evocata nel corso di una seduta spiritica e con mezzi magici riusciva a trasferirsi nel corpo di uno dei partecipanti alla seduta tornando così in vita. Ti suona familiare per caso?:lol:

Boselli ci ha raccontato che G.L Bonelli aveva lasciato scritto di usare quell'idea per far resuscitare Mefisto e che lui stesso portò in Redazione quel che GLB aveva scritto.
Il manoscritto originale di quel trattamento dovrebbe essere in possesso di Giorgio Bonelli.
Nizzi nega di averne mai saputo qualcosa e che l'idea è tutta sua, mentre Villa in un'intervista del 2000 a Dime Press conferma la storia di Boselli..
Se Nizzi dice la verità, allora la coincidenza è impressionante oppure Boselli e Villa sono dei bugiardi. Non c'è via di scampo.

 

Riguardo alla sceneggiatura di Nizzi, si sa che è stata fatta in due tempi. Il primo albo (che è sceneggiato molto molto meglio, per quanto si limiti a sviluppare l'idea lasciata da GL Bonelli) è stato sceneggiato molto prima degli altri, sicuramente prima del 1996 (io personalmente concordo con Monni, che ipotizza sia stato sceneggiato addirittura prima della crisi di Nizzi), Villa ci mise molto tempo a completarlo, per altri impegni e altre storie che fece nel frattempo, e così Nizzi riprese la storia dopo anni e con ben altro interesse e sforzo. Così una storia che era iniziata fra magie e resurrezioni... diventa la storia di un vecchietto chiuso in un retrobottega che si affida ai "soliti" comuni cowboy di mille altre storie di Nizzi per la sua vendetta.

 

Tutta qui, la spiegazione per una storia che inizia regalando tante promesse per poi non mantenerne nessuna: Nizzi non ha mai saputo fare storie "magiche", nemmeno prima della crisi (e per me non riusciva manco a fare storie davvero "western", le sue trame sono praticamente tutte poliziesche con sbirri e criminali, o comunque usabili in ogni ambientazione, per esempio"furia rossa" potrebbe essere riproposta pari pari con qualunque altra ambientazione), ma nel primo albo sfrutta un idea di GL Bonelli che invece le storie "magiche" le sapeva fare davvero.

 

Nel seguito Nizzi non solo si trova da solo (e si vede, nel Mefisto che invece di nascondersi in vecchi manieri o in grotte arcane, si nasconde in un retrobottega. O nel fatto che evochi "scientifici" dinosauri invece dei mostri dell'inferno. Nel fatto che alla fine il suo piano consista nel.. fare rapine!), ma è pure il Nizzi post-crisi: il disastro era inevitabile.

 

Riguardo alla "storia dei forum", questi albi rappresentano comunque uno spartiacque decisivo. Prima, le mie critiche alla pochezza delle sceneggiature di Nizzi erano nettamente in minoranza, e venivano scartate a priori, perchè Nizzi era il "degno erede" ed era bestemmia discuterlo. Il fatto era che Nizzi aveva cambiato Tex poco a poco, e molti lettori non rileggevano le vecchie storie da troppo tempo, avevano l'illusione che davvero fosse il "custode della tradizione". Mefisto no, Mefisto se li ricordavano ancora com'era una volta. Il vederlo così stravolto "svegliò" molti lettori dalle loro illusioni. in pochissimi mesi mi ritrovai a vedere "l'opinione pubblica" cambiare decisamente atteggiamento verso Nizzi.

 

Credo che sia per questo che molti ritengono il Nizzi post 500 così peggiorato rispetto al periodo precedente. Per me, anche se il peggioramento è costante (le storie dopo il 550 sono peggiori di quelle dopo il 500 che sono peggiori di quelle dopo il 450, etc.), non c'è una sostanziale differenza fra quelle subito prima del 500 e quelle subito dopo il 500.  Il vero crollo avviene attorno al 400. Poi al massimo ci sono storie che aveva iniziato prima (di cui questa credo sia l'ultima pubblicata), ma che poi comunque svaccano nel finale.

 

 

 

 

 

Edited by Diablero
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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Quando ha scritto quell'editoriale Sergio Bonelli sapeva benissimo che suo padre non avrebbe più scritto alcunché. I lettori più smaliziati come il sottoscritto capirono subito che quella era l'ultima storia del patriarca. Era l'unica spiegazione logica di un ihtervento dell'editore in un numero che apparentemente non aveva nulla di speciale.

Pur senza volerlo dire apertamente Sergio ci stava dicendo: questa è l'ultima storia di mio padre 

Il resto sta nelle cose che io e Boselli abbiamo detto. Nizzi fino alla resurrezione di Mefisto ha seguito passo per passo il trattamento scritto da Bonelli circa quarant'anni prima per il film mai fatto "Il ritorno di Cagliostro".

Si certo è quello che ho detto anche io

Il soggetto di base è tratto da un trattamento di Bonelli

Comunque Bonelli padre tale trattamento voleva modificarlo per il ritorno di Mefisto

Di quello che scrive Diablero manco lo calcolo essendo stato lui sempre e perennemente contro Nizzi

In ogni caso pur piacendomi come storia purtroppo la parte centrale e finale avrebbero potuto essere molto migliori

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9 ore fa, Diablero dice:

e per me non riusciva manco a fare storie davvero "western", le sue trame sono praticamente tutte poliziesche con sbirri e criminali, o comunque usabili in ogni ambientazione,

 

BOOM. capisco che non ti piaccia, capisco che tu possa pensare che scrivesse un Tex sbagliato, ma almeno il genere, a questo signore, vogliamo lasciarglielo o dobbiamo demolirlo in ogni aspetto della sua opera? Cos'erano Fiamme sull'Arizona, La grande rapina, La leggenda della vecchia missione, Sioux e Le colline del vento, la stessa Fuga da Anderville (la miglior guerra civile mai raccontata in Tex), i Diavoli Rossi, e tante altre, se non storie western? Che poi contaminasse spesso il western con altri generi a lui congeniali è indubbio, ma si trattava di variazioni sul tema funzionali ad evitare la ripetitività delle trame.

 

Davvero, a furia di farlo a pezzi, pare che il "tuo" Nizzi abbia scritto solo la versione ottocentesca di Nick Raider, quando la storia fortunatamente è un'altra: fino alla seconda metà degli anni 90 questo signore è stato fondamentale per la salvezza della testata. Non ci sarebbe stato Boselli, senza Nizzi. 

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  • Sceriffi
On 13/2/2021 at 00:40, Diablero dice:

Credo che sia per questo che molti ritengono il Nizzi post 500 così peggiorato rispetto al periodo precedente. Per me, anche se il peggioramento è costante (le storie dopo il 550 sono peggiori di quelle dopo il 500 che sono peggiori di quelle dopo il 450, etc.), non c'è una sostanziale differenza fra quelle subito prima del 500 e quelle subito dopo il 500.  Il vero crollo avviene attorno al 400. Poi al massimo ci sono storie che aveva iniziato prima (di cui questa credo sia l'ultima pubblicata), ma che poi comunque svaccano nel finale.

 

Non sono del tutto d'accordo. Quantomeno, io vedo una certa differenza fra "Le colline dei Sioux" e "I cavalieri del Wyoming" da un lato e la storia post-mefistiana disegnata da Repetto (non ricordo il titolo... era qualcosa "del deserto"), "Il mercante francese" e le storie immediatamente successive dall'altro. Così come ad un certo momento Nizzi riuscì di nuovo a produrre qualche storia anche carina, come "Puerta del diablo" e "Il villaggio assediato".

Ma se uno guarda, al di là dei singoli gruppi di storie, la parabola nel suo complesso, che il peggioramento sia stato costante è indubitabile, sì. Aborti come "Fort Sahara", "Oltre il fiume" e "Assalto alla diligenza" sono impensabili perfino per il Nizzi di fine anni Novanta.

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Cè  stato un periodo in cui io speravo che le storie  di Tex fossero  tutte scritte da Nizzi.  Per quanto  riguarda le tre storie citate da Virgin, per me sono le peggiori in assoluto, assieme alla Città nascosta di Faraci, che si siano viste su Tex.🙋‍♂️

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26 minutes ago, Leo said:

 

BOOM. capisco che non ti piaccia, capisco che tu possa pensare che scrivesse un Tex sbagliato, ma almeno il genere, a questo signore, vogliamo lasciarglielo o dobbiamo demolirlo in ogni aspetto della sua opera? Cos'erano Fiamme sull'Arizona, La grande rapina, La leggenda della vecchia missione, Sioux e Le colline del vento, la stessa Fuga da Anderville (la miglior guerra civile mai raccontata in Tex), i Diavoli Rossi, e tante altre, se non storie western? Che poi contaminasse spesso il western con altri generi a lui congeniali è indubbio, ma si trattava di variazioni sul tema funzionali ad evitare la ripetitività delle trame.

 

Davvero, a furia di farlo a pezzi, pare che il "tuo" Nizzi abbia scritto solo la versione ottocentesca di Nick Raider, quando la storia fortunatamente è un'altra: fino alla seconda metà degli anni 90 questo signore è stato fondamentale per la salvezza della testata. Non ci sarebbe stato Boselli, senza Nizzi. 

 

Sto parlando dell'intreccio base, ovviamente non dei dettagli (che comunque contano).

 

Faccio un contro-esempio: "Tex l'inesorabile" è una storia western. Così come "il passato di Carson" o "sulle piste del nord". Se provi a trasportarla all'epoca degli antichi greci, non funzionano più. Se prendi la maggior parte delle storie di Nizzi, funzionano uguale.

 

Quasi tutte le storie che citi non me le ricordo più.  E quindi dico "la maggior parte" nel paragrafo precedente per sicurezza perchè molte non me le ricordo, è un impressione che ho avuto, e molto netta, in tutte le sue storie che ho letto recentemente (che non erano tutte storie recenti)

 

Per esempio, "fuga da anderville" richiede una guerra che metta persone della stessa famiglia l'una contro l'altra, un potente zio e due nipoti in campi opposti. Con poche variazioni cosmetiche puoi trasportare lo stesso intreccio in una guerra europea di qualche secolo precedente, o una rivoluzione.

 

La stessa identica cosa si può dire de "la valle del terrore". La porti in Cina nel 1800 e funziona con pochissime modifiche.

 

Comunque, è proprio una maniera di scrivere. Non posso escludere che ci siano storie di Nizzi che non ricordo che non siano così facilmente trasferibili. Ma la sua maniera di scrivere...  per me non ha il respiro dei vecchi western di una volta, non mi richiama le emozioni dei vecchi film western. Forse rendo meglio l'idea se dico che ha una regia "televisiva"? Non so, in TV sono pure riusciti a fare ottimi western.

 

È la stessa mancanza di "sale" che vedo nella mefistolata. A parte la sciattezza della scrittura, con tutto (dal secondo albo in poi) che va avanti per l'imbecillità di tutti i personaggi, c'è il fatto che è un vecchietto mezzo matto in un retrobottega. Dove sono i templi in rovina? Dove sono le creature infernali (ci ha messo i dinosauri! I dinosauri, capisci???  Ma che senso ha?), dov'è l'atmosfera gotica...  forse nell'horror si vede di più perchè è considerato un genere più basato sull'atmosfera, ma anche una storia western per me ne ha bisogno.  un tizio che fa "indagini" fra gli indiani usando la fascia di wampum come un tesserino da poliziotto, non ce l'ha.

 

[edit: aggiungo che lo stesso Nizzi ha.. "dimostrato" questa cosa, quando, per mancanza di idee, ha "rifatto" per storie di Tex storie che avevano altre ambientazioni, tipo La Ballata del Mare Salato...  insomma, anche lui non riteneva necessario nelle sue storie ispirarsi a qualcosa di western...

Edited by Diablero
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<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, Diablero dice:

Quasi tutte le storie che citi non me le ricordo più.  E quindi dico "la maggior parte" nel paragrafo precedente per sicurezza perchè molte non me le ricordo, è un impressione che ho avuto, e molto netta, in tutte le sue storie che ho letto recentemente (che non erano tutte storie recenti)

 

Non a caso ho citato quelle però. Sono, tra le storie di Nizzi, quelle più western, vale a dire senza altri elementi che ne contaminino il genere. 

 

<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, Diablero dice:

 

Per esempio, "fuga da anderville" richiede una guerra che metta persone della stessa famiglia l'una contro l'altra, un potente zio e due nipoti in campi opposti. Con poche variazioni cosmetiche puoi trasportare lo stesso intreccio in una guerra europea di qualche secolo precedente, o una rivoluzione.

 

Vero. Ma non c'è solo quello. La rivalità tra le famiglie è lo specchio della lacerazione di una nazione, il dramma di Tom è quello della schiavitù. C'è la guerra civile americana insomma, un filone particolare del western, che nessun altro a mio parere è riuscito a rendere in Tex come in questa storia.

 

<span style="color:red;">26 minuti fa</span>, Diablero dice:

la stessa mancanza di "sale" che vedo nella mefistolata. A parte la sciattezza della scrittura, con tutto (dal secondo albo in poi) che va avanti per l'imbecillità di tutti i personaggi, c'è il fatto che è un vecchietto mezzo matto in un retrobottega. Dove sono i templi in rovina? Dove sono le creature infernali (ci ha messo i dinosauri! I dinosauri, capisci???  Ma che senso ha?), dov'è l'atmosfera gotica...  forse nell'horror si vede di più perchè è considerato un genere più basato sull'atmosfera, ma anche una storia western per me ne ha bisogno.  un tizio che fa "indagini" fra gli indiani usando la fascia di wampum come un tesserino da poliziotto, non ce l'ha.

 

Nizzi non aveva nelle corde il gotico. Non a caso, a me questa storia non è dispiaciuta, perché anch'io come lui non amo Mefisto e figli. Ma mentre sulle capacità di Nizzi nel genere gotico penso possano esserci pochi dubbi, trovo esagerato metterne in discussione l'abilità di narratore western. Non solo perché di storie puramente western ne ha fatte (quelle che cito a mio parere lo sono), ma anche perché, anche quando contamina il genere con il giallo (vedi I delitti del lago ghiacciato, la locanda dei fantasmi), comunque riesce a rendere bene anche il contesto western, che resta sullo sfondo.

 

La stessa Oklahoma di Berardi cos'è, un giallo o un western? È un poderoso western a tinte gialle, o un giallo in un fortissimo contesto western. Questo per dire che si può narrare il western pur contaminandolo, e Nizzi lo ha fatto spesso e bene.

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1 ora fa, Diablero dice:

Comunque, è proprio una maniera di scrivere. Non posso escludere che ci siano storie di Nizzi che non ricordo che non siano così facilmente trasferibili. Ma la sua maniera di scrivere...  per me non ha il respiro dei vecchi western di una volta, non mi richiama le emozioni dei vecchi film western. Forse rendo meglio l'idea se dico che ha una regia "televisiva"? Non so, in TV sono pure riusciti a fare ottimi western.

Nizzi scrive a iosa un western vecchia maniera in moltissime storie di Tex,Per Giove Pluvio.

L inserimento delle "macchiette", tipiche del genere,un retaggio dello stile narrativo che utilizzava magistralmente in Larry Yuma,ne sono un fulgido esempio... Cercatori d oro,old Timer,ubriaconi, sottane da saloon,gambler,etc...

"Piombo Rovente" NON è una storia western classica,di altri tempi??? storia che è bellissima proprio perché classicissima.ma non banale e avvincente.

Le storie di ambientazione messicana,il personaggio di Cobra Galindez...potrei citatme a decine.Rio Concho è una storia minore,ma la cito apposta per rinforzare la mia tesi...storia riempitiva ma con un respiro classico che più di così non si può.si può discutere sulla qualità e sulla linearità che,a volte, riducono il "respiro" di certe storie, certo...ma Nizzi non mette solo banditi come Faraci e altre banalità,sa creare le giuste ambientazioni, e ha i tempi giusti nella sceneggiatura....non scrive la "Casa nella prateria",🤠😉

l ironia maschia che pervade le sue storie è un'altra caratteristica tipicamente del genere.se c è un autore che conosce il genere western è proprio Nizzi

41 minuti fa, Leo dice:

Nizzi non aveva nelle corde il gotico. Non a caso, a me questa storia non è dispiaciuta, perché anch'io come lui non amo Mefisto e figli

Idem

Edited by Barbanera
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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Diablero dice:

 

Sto parlando dell'intreccio base, ovviamente non dei dettagli (che comunque contano).

 

Faccio un contro-esempio: "Tex l'inesorabile" è una storia western. Così come "il passato di Carson" o "sulle piste del nord". Se provi a trasportarla all'epoca degli antichi greci, non funzionano più. Se prendi la maggior parte delle storie di Nizzi, funzionano uguale.

 

Quasi tutte le storie che citi non me le ricordo più.  E quindi dico "la maggior parte" nel paragrafo precedente per sicurezza perchè molte non me le ricordo, è un impressione che ho avuto, e molto netta, in tutte le sue storie che ho letto recentemente (che non erano tutte storie recenti)

 

Per esempio, "fuga da anderville" richiede una guerra che metta persone della stessa famiglia l'una contro l'altra, un potente zio e due nipoti in campi opposti. Con poche variazioni cosmetiche puoi trasportare lo stesso intreccio in una guerra europea di qualche secolo precedente, o una rivoluzione.

 

La stessa identica cosa si può dire de "la valle del terrore". La porti in Cina nel 1800 e funziona con pochissime modifiche.

 

Comunque, è proprio una maniera di scrivere. Non posso escludere che ci siano storie di Nizzi che non ricordo che non siano così facilmente trasferibili. Ma la sua maniera di scrivere...  per me non ha il respiro dei vecchi western di una volta, non mi richiama le emozioni dei vecchi film western. Forse rendo meglio l'idea se dico che ha una regia "televisiva"? Non so, in TV sono pure riusciti a fare ottimi western.

 

È la stessa mancanza di "sale" che vedo nella mefistolata. A parte la sciattezza della scrittura, con tutto (dal secondo albo in poi) che va avanti per l'imbecillità di tutti i personaggi, c'è il fatto che è un vecchietto mezzo matto in un retrobottega. Dove sono i templi in rovina? Dove sono le creature infernali (ci ha messo i dinosauri! I dinosauri, capisci???  Ma che senso ha?), dov'è l'atmosfera gotica...  forse nell'horror si vede di più perchè è considerato un genere più basato sull'atmosfera, ma anche una storia western per me ne ha bisogno.  un tizio che fa "indagini" fra gli indiani usando la fascia di wampum come un tesserino da poliziotto, non ce l'ha.

 

[edit: aggiungo che lo stesso Nizzi ha.. "dimostrato" questa cosa, quando, per mancanza di idee, ha "rifatto" per storie di Tex storie che avevano altre ambientazioni, tipo La Ballata del Mare Salato...  insomma, anche lui non riteneva necessario nelle sue storie ispirarsi a qualcosa di western...

Diablo, mi permetto sommessamente di dirti, che se non ricordi le storie migliori di Nizzi, significa che sarebbe forse meglio esimerti dall'insistere troppo su questo autore. Tu, giustamente, accusi chi critica GLB di non ricordare più le sue storie e di non leggerle da anni, lo stesso si potrebbe dire di te con Nizzi. Praticamente non ricordi la maggior parte delle sue storie migliori (cosa che si evince ad ogni passo, quando parli di lui), quindi o rileggitele oppure cerca di essere meno tranchant magari.

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Barbanera dice:

Nizzi scrive a iosa un western vecchia maniera in moltissime storie di Tex,Per Giove Pluvio.

L inserimento delle "macchiette", tipiche del genere,un retaggio dello stile narrativo che utilizzava magistralmente in Larry Yuma,ne sono un fulgido esempio... Cercatori d oro,old Timer,ubriaconi, sottane da saloon,gambler,etc...

"Piombo Rovente" NON è una storia western classica,di altri tempi??? storia che è bellissima proprio perché classicissima.ma non banale e avvincente.

Le storie di ambientazione messicana,il personaggio di Cobra Galindez...potrei citatme a decine.Rio Concho è una storia minore,ma la cito apposta per rinforzare la mia tesi...storia riempitiva ma con un respiro classico che più di così non si può.si può discutere sulla qualità e sulla linearità che,a volte, riducono il "respiro" di certe storie, certo...ma Nizzi non mette solo banditi come Faraci e altre banalità,sa creare le giuste ambientazioni, e ha i tempi giusti nella sceneggiatura....non scrive la "Casa nella prateria",🤠😉

l ironia maschia che pervade le sue storie è un'altra caratteristica tipicamente del genere.se c è un autore che conosce il genere western è proprio Nizzi

Idem

Non le conosce queste storie. Le avrà lette una volta 30 anni fa e poi più.

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