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TWF - Tex Willer Forum

[Speciale Tex Willer N. 03] Bandera!


MacParland
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40 minutes ago, San Antonio Spurs said:

Quattro-cinque righe malcontate su "Bandera!";  Zagor citato 22 volte, Tex 5, meno di Cico (13).
Hai parlato più di questo "Speciale Tex Willer" o di tutto il pregresso del personaggio a cui NON è dedicato questo forum?
Liberissimo di farlo, così come io (e forse qualcun altro) di non apprezzare lo spostamento continuato ed a tratti prolisso. Se faccio parte di un forum su Sandy Marton e un thread riguarda la canzone "Caminando por la calle" non mi va di leggere una sfilza di commenti su Al Bano quando cantava "Nel sole" o "Felicità"; soprattutto quando diventano preponderanti.

Il mio post di cui parli è TUTTO sull'albo speciale, e parla di uno dei protagonisti dell'albo (Zagor) e del suo autore (Boselli)

 

Ma visto che l'analisi logica sull'argomento del post ti convince di meno della semplice "conta", ci metto poco a mettermi in regola anche con quella, postando quello che vuoi.

 

Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex. Tex, Tex, Tex, Tex, Tex. Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex

 

Con questi dovremmo essere a 36 "Tex", 22 "Zagor" e 13  "Cico" (mi sto fidando dei tuoi conteggi, con cavolo che mi metto a contarli io...), quindi con questo post sono in regola con il requisito che ritieni essenziale:  Tex è citato più volte di Zagor e Cico messi insieme.

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1 ora fa, Angelo1961 dice:
Il 10/12/2021 at 18:21, Andrea67 dice:

È nato intorno al 1810

No Andrea, dai.. E' impossibile. Già il 1808 è troppo tardi.  1804-5 mi pare accettabile.

 

Se vuoi c'è una anomalia temporale tra la storie in Texas (chiaramente avvenute dopo il 1836) e il maremoto in Cile che avvenne nel 1835, ma raccontato un sacco di tempo dopo nella saga. 

E, sempre per il Texas,  ne "Il mio amico Guitar Jim", Zagor e Cico sono a Galveston (che è in Texas) e c'è uno sceriffo. 

Aggiungo che Alexis de Tocqueville, che Zagor incontra in "Agenti segreti", ha fatto il viaggio in america tra il 1831 e il 1832... Ma nella saga è raccontato anche in questo caso DOPO la seconda odissea... 

 

A volte il forum sembra un dialogo tra sordi!

Tre giorni fa Boselli - Boselli non pincopallino! - ha scritto:

Il 10/12/2021 at 19:03, borden dice:

Dovresti smettere di chiedere l'anno esatto di ogni avventura. Ti sfugge il fatto ESSENZIALE che nei fumetti d'avventura, come Tex e Zagor, la VAGHEZZA è FONDAMENTALE, NULLA E' PRECISO.

 

 il Tex adulto, che vive in un tempo eternamente mitico in cui centinaia di avventure si svolgono TUTTE A CASACCIO tra il 1875 e il 1890.

 

E TANTOMENO CI SONO DATE IN ZAGOR, che è ancora più fantastico e irto di anacronismi voluti. Nessuna data è vera e tutte lo sono ALL'INCIRCA

Ma non c'è bisogno di Boselli per capire che sia in Tex che in Zagor gli anacronismi sono dappertutto.

In una serie in cui si è combattuta due volte la Guerra civile americana e in un'altra in cui esiste il Going Going non credo che siano così fondamentali le date storiche...:laugh:

Non più che chiedersi quanti anni ha Paperino...

 

Poi due giorni fa qualcuno gentilmente ha chiesto:

Il 11/12/2021 at 15:54, San Antonio Spurs dice:

Per farla breve: chi lo fa, di parlare solo di Zagor, potrebbe aprire un altro, apposito topic

 Topic che tra l'altro esiste già: "Zagor" (nella sezione "Bonelli"). Quindi... :rolleyes:

Edited by Poe
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Parto dall'ultima considerazione. Qui non si sta parlando di Zagor in generale, ma di Zagor in relazione a questa avventura in Texas.  E i riferimenti fatti sono alle eventuali date anaconistiche riguardo il Texas di Zagor, con fondamentale riguardo al 1836 che è una data importante per il Texas. E, di conseguenza, all'età di Zagor in questa storia. :)

Boselli ha ragione, ma "non c'è bisogno di Boselli (e nemmeno di Poe :P)  par capire che sia in Tex che in Zagor gli anacronisti sono dappertutto... Trovarle è un semplice gioco... 

 

 

Edited by Angelo1961
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

Il mio post di cui parli è TUTTO sull'albo speciale, e parla di uno dei protagonisti dell'albo (Zagor) e del suo autore (Boselli)

 

Ma visto che l'analisi logica sull'argomento del post ti convince di meno della semplice "conta", ci metto poco a mettermi in regola anche con quella, postando quello che vuoi.

 

Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex. Tex, Tex, Tex, Tex, Tex. Tex, Tex, Tex, Tex, Tex, Tex

 

Con questi dovremmo essere a 36 "Tex", 22 "Zagor" e 13  "Cico" (mi sto fidando dei tuoi conteggi, con cavolo che mi metto a contarli io...), quindi con questo post sono in regola con il requisito che ritieni essenziale:  Tex è citato più volte di Zagor e Cico messi insieme.

La maestra sarà contenta di entrambi.

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Il 10/12/2021 at 21:33, zagor70 dice:

A questo rispondo.

Sul numero 400, quando Zagor incontra il padre, Mike Wilding gli dice che un tempo era accecato dall'odio e dall'ambizione, per cui si é reso responsabile del massacro che per sempre lo tormenterà.

Solo DOPO capisce l'errore, diventa praticamente un'altra persona... CAMBIA, e per questo gli Abenaki nell'aldilà lo hanno perdonato: perché anche loro capiscono che non é più lo stesso uomo.

Questo ha scritto Boselli, e non va in contrasto neanche di una virgola rispetto a quanto dice (o fa intendere) Nolitta su "Zagor racconta".

 

Burattini invece, sulla miniserie "Le origini" trasforma Mike Wilding in un personaggio buono fin dall'inizio.

Gli trova un sacco di scusanti: era giovane e inesperto, i commiltoni lo spingono ad attaccare gli indiani e così via.....

tutto perché nelle idee di Burattini il padre di Zagor doveva essere stato sempre buono per forza ... come se una persona non potesse cambiare anche drasticamente, a seguito di un evento traumatico.

Oltretutto anche S.Kinsky che era un personaggio schivo ma che amava i suoi abenaki al punto di insegnargli anche a lavorare la terra e vuole (giustamente) punire il padre di Zagor massacratore di indiani, viene nella miniserie trasformato in un predicatore folle con tanto di occhi strabuzzanti, che gode a frustare i suoi protetti.

In questo modo, Zagor non ha più commesso un errore vendicandosi degli Abenaki: erano loro i cattivi e non più suo padre (povero diavolo spinto all'errore da eventi esterni).

E così facendo non ha senso che nasca lo spirito con la scure (come dice anche Diablero), perché Patrick Wilding non ha nessuna colpa da espiare.

 

A scanso di equivoci, a me Burattini piace, ci sono tante bellissime storie scritte da lui e anche alcuni capolavori.

Ma in questa occasione ha fortemente deluso; e continua a dire che non ha cambiato nulla.

Io faccio finta che la miniserie "le origini" non esista

Quoto tutto . Le storie di Burattini piacciono abbastanza anche a me, anche se ultimamente mica tanto, ma è innegabile che il padre del n 400 non abbia nulla che contrasta con il caposaldo Zagor racconta, mentre quello della miniserie stravolge completamente il senso della missione di Zagor. Infatti Boselli in Bandera resta sulla versione del padre colpevole e Zagor con un peccato tremendo da espiare. Diciamo che la miniserie è un what if malriuscito e non arrampichiamoci sugli specchi 

Il 11/12/2021 at 12:44, Pallino dice:

 

Quelle di Burattini le ho lette,idem per il gigante che ho,e per Nolitta ho letto Zagor contro Supermike e Kandrax il mago,senza dimenticare anche se non sono in lista Guerra e Il fuggiasco che a mia memoria parlavano di quella formazione paramilitare detta i lupi neri se non erro.

Mi sto ripromettendo di recuperare alcune storie e questo consiglio avrà la priorità naturalmente.Grazie Zagor70.

Letta anche questa in quanto i Maxi li ho tutti....:)

Secondo me va aggiunta se non letta Odissea Americana. Una delle migliori e capostipite delle varie trasferte. Storia che mi fece innamorare di Zagor da piccolo. Anche la trasferta africana secondo me è imperdibile, dalla storia introduttiva con Lafitte i due non sbagliano mezza storia, fantastica quella trasferta. 

Edited by Chinaski89
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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Chinaski89 dice:

Secondo me va aggiunta se non letta Odissea Americana. Una delle migliori e capostipite delle varie trasferte. Storia che mi fece innamorare di Zagor da piccolo. Anche la trasferta africana secondo me è imperdibile, dalla storia introduttiva con Lafitte i due non sbagliano mezza storia, fantastica quella trasferta. 

 

 

Epica avventura letta anche questa...:)

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Pagina 72, da segnare negli annali poichè destinata a rimanere nella storia delle nuvole parlanti nostrane. In un vivace "scambio di sganassoni" assistiamo allo straordinario incontro fra due autentiche leggende, con alle spalle più di 130 anni cumulativi di vita editoriale. Un evento epocale del tutto impensabile nei decenni scorsi, che oggi finalmente (o purtroppo a secondo delle opinioni) diviene realtà.

 

Con notevole ritardo, anche il sottoscritto è riuscito a "partecipare a questa imperdibile festa" e non mi stupisce affatto la notevole mole di commenti nell'apposito topic, d'altronde non capitano di certo tutti i giorni eventi simili.

 

Ammetto che all'inizio ero molto scettico, visto che non amo particolarmente i team up, special modo con Tex, tuttavia, col senno di poi, mi son dovuto ricredere. Anche stavolta Mauro è riuscito brillantemente a rendere vincente ed elegante una rischiosissima scelta editoriale (non è la prima volta dopo l'ottima idea su Tex Willer, che ha trasformato uno spunto balzano dei "piani alti" in un ottimo prodotto di successo). Un onere non di poco, visto che, data l'eccezionalità del caso e la promiscua schiera di fans delle due longeve saghe, il rischio di scontentare qualcuno era molto alto. E' riuscito nella sua impervia impresa? A mio avviso, la scommessa è stata abbondantemente vinta.

 

Borden infatti non si è affatto risparmiato e come di consueto ha tirato fuori un episodio molto intricato, curato in ogni sequenza e ha imbastito una sceneggiatura non banale. Ho letto che alcuni si sono lamentati per la numerosa mole dei personaggi e sulla complessità della trama, che si lega a doppio filo con due eccellenti avventure del passato dello Spirito della Scure, eppure bisognerebbe lodare una simile scelta coraggiosa, un incontro così importante non poteva essere sciupato con un soggetto basilare, basato solo sul blasone dei due personaggi. Come sempre, Mauro ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e osato. Magari un numero di pagine maggiori avrebbe permesso uno sviluppo migliore ma l'esito è pur sempre di spessore.

 

Superato l'ostacolo cronologico dei trent'anni di differenza, grazie alla presenza del giovane Tex, l'autore ha gestito bene il difficile binomio. Per quanto se ne dica, i mondi di Zagor e Tex, sebbene possano sembrare simili, sono molto differenti e farli coesistere è stato un colpo di maestro. Conoscendo bene i due universi, Borden ha inserito coerentemente Zagor nel contesto texiano, modellandolo dove alcune sue caratteristiche potevano stridere di più (vedi la presenza di Cico o le trovate eccessivamente fantastiche), ma al contempo, per par condicio, ha catapultato il nostro amato giovane fuorilegge texano nel sequel dei due episodi vissuti dallo Spirito delle Scure nel sud ovest negli anni 90. Già il voler incastonare in una sorta di continuity narrativa, un evento così straordinario ci mostra quanto l'autore abbia preso a cuore l'iniziativa e di quanto non si sia risparmiato né rischi né fatiche.

 

L'esito è decisamente buono e ogni personaggio che appare nella scoppiettante trama è funzionale e ben inserito. La storia è comunque leggibile anche in maniera indipendente, senza il recupero degli episodi precedenti già citati e anche questo rappresenta un'ulteriore nota positiva a merito. Spesso noi lettori, che ci dilettiamo a rivestire i ruoli di critici, diamo troppe cose per scontato, come se fosse tutto semplice quando si monta una struttura narrativa, ma non ci rendiamo conto che non è affatto così. 

 

Ho trovato azzeccata la caratterizzazione dei due eroi; Zagor, dall'alto della sua età ci viene mostrato più saggio e maturo. Un uomo pieno d'esperienza di vita e capace di tenere a bada i suoi impulsi. Di contraltare il giovane Tex, nel pieno della sua giovinezza, sebbene già in gambissima, è più scavezzacollo e spericolato. Deciso e spavaldo, non si tira indietro quando occorre menare le mani, o mandare in tizzoni fumanti la sede del giornale razzista. Un Tex che a tratti sembra dover imparare ancora tanto dall'esperienza del celebre comprimario, ma da degno alleato, merita la sua stima, stima peraltro ricambiata. Per quanto affermi che il bizzarro personaggio in casacca rossa sia un tantino pazzo, è ovvio che non lo pensa ed è pure ben sceneggiata la sequenza della lettera dell'epilogo, che chiude degnamente la prova e tiene aperta la via per un probabile sequel.

 

Non potevano mancare i personaggi storici in un simile spunto, difatti vediamo agire un giovane Quanah Parker e i suoi genitori e i Comanches divengono il fulcro su cui ruota tutta la storia. Bene e male si mischia sia fra i rangers che tra i nativi, in un gioco delle parti molto plausibile e coerente, che rende avvincente l'episodio. La banalità, con Mauro in cabina di regia, è un termine che non esiste nel vocabolario :).

 

Unica nota poco gradita, secondo il mio gusto, la profezia di Zagor; personalmente avrei fatto a meno di inserirla ma riconosco che tutto dipende dalla soggettività, e magari altri lettori la pensano diversamente da me.

Nel complesso, cercando di tirare le somme, la storia merita un plauso e continua la serie particolare degli speciali natalizi del giovane Tex. (A dire il vero la prova su Sam Willer di Recchioni mi ha convinto poco, ma i disegni di Andreucci me l'hanno resa meno indigesta). 

 

Sulla copertina mi ero già espresso in passato e concordo con chi sostiene che poteva essere migliore e più evocativa, anche i grandi come Dotti possono toppare alle volte, ma di certo non posso non elogiare l'eccellente prova grafica di Piccinelli: il disegnatore ideale per un simile storico incontro.

 

Ammetto di essere molto di parte, visto che Piccinelli è uno dei miei autori preferiti, comunque credo sia palese di quanto belle, bilanciate, dinamiche, dettagliate ed espressive siano le sue tavole. Uno stile elegante e raffinato, con tratti armoniosi e funzionali. Estremamente convincente la resa dei personaggi, molto ben realizzate le figure di contorno e le donne e splendidi gli sfondi, con convincenti inquadrature e studi della luce. Un giovane fuoriclasse che la scuderia Bonelli deve tenersi ben stretto. E non solo lui, visto che a Mauro, come minimo, dovrebbero dedicare un monumento in via Buonarroti per quanto è divenuto fondamentale nell'ambito texiano e non solo :DIl mio voto finale è 8  

Edited by Condor senza meta
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On 12/12/2021 at 9:36 PM, james said:

Condivido tutti i commenti positivi od entusiastici sulla storia e sull'incontro Tex - Zagor. Aggiungo solo che - e per me è stata una nota stonata - mi pare un po' troppo disinvolta la comprensione che pare esserci per il rapimento della bambina che poi diventerà la moglie di Peta Nocona. Questi rapimenti erano davvero tra gli episodi più drammatici, crudeli, spietati di quel mondo. E mi chiedo anche se abbia un fondamento storico il fatto ciò che il capitano Rip Ford riferisce, ovvero che il capo Comanche aveva lasciato libera la moglie di andarsene.

 

Purtroppo i post successivi, fra cui i miei, hanno fatto scivolare nell'oblio questo post di James, che invece mi pare meriti più attenzione.

 

Premessa: io da piccolo non ho visto molti dei famigerati film con gli indiani "cattivissimi" di cui si parla sempre, anche se i più famosi li ho recuperati dopo. Ero piuttosto immerso nel "revisionismo storico" degli anni 70, con i bianchi cattivissimi e pronti ad ogni efferatezza e gli indiani puri, buoni ed innocenti di qualunque colpa...

 

Non penso sia un caso che, mentre i film "classici" degli anni d'oro del western si guardano ancora, gran parte di quei film degli anni 70 siano finiti nel dimenticatoio o siano comunque considerati di meno rispetto ai precedenti. Perché, pur avendo la pretesa di "raccontare la vera storia", raccontavano tutto come una favolina propagandistica, e mi sa che alla fine erano razzisti allo stesso modo, cambiando semplicemente lo stereotipo dell'indiano da "Selvaggio Crudele e Sanguinario" a "Puccioso Animaletto Selvaggio incapace di fare cose cattive"

 

La verità è semplicemente che, quando parliamo di esseri umani, non ci sono poi tante differenze fra bianchi e indiani, o neri o altri colori: chi è in posizione di forza fa il prepotente sui deboli. A volte il debole sei tu e a volte loro.

 

E per lungo tempo, i Comanche sono stati i "forti" e gli altri (compresi gli altri popoli indiani) i deboli.

 

In molti film sugli indiani e su molti fumetti, compresi questi, si fa vedere l'atto finale di una lotta durata decenni, con gli indiani ormai sconfitti che subiscono le conseguenze del famoso detto "Guai ai vinti" (a dimostrazione che dai tempi di Brenno non è che sia cambiato molto), e quindi mostrano sempre bianchi "cattivi" che fanno prepotenze a gente indifesa o quasi.

 

Però di fronte all'indignazione dei lettori e spettatori di fronte al racconto di quegli eventi, mi viene in mente come vedo reagire magari le stesse persone che si indignano per quello che hanno fatto i Texani, quando sentono notizie di furti o borseggi fatti "dagli zingari" (che è un po' un termine-ombrello usato per un sacco di situazioni diverse).

 

E mi chiedo come reagirebbero se l'etnia che condivide il loro territorio si dedicasse a saccheggi, stupri, stragi, rapimenti di bambini e di ragazzi poi ridotti in schiavitù e torturati, etc....

 

L'odio dei texani non era l'odio del ricco che disprezza lo "straccione" (o almeno, non lo era in quelli che abitavano lì da più tempo), era l'odio di chi aveva subito le prepotenze dei Comanche quando i Comanches erano forti e i bianchi erano pochi. E ora potevano vendicare i loro morti.

 

L'episodio descritto nella seconda storia di Zagor ristampata è emblematico di come, magari anche semplicemente per non mettere elementi troppo gore in un fumetto o un film per tutti, si finisce per sminuire un tipo di brutalità (che si esprimeva in torture e sadismo su donne bambini, che non si possono rappresentare in un fumetto che non voglia schifare i lettori) rispetto ad altri tipi più "rappresentabili", tipo una strage fatta a distanza con fucili dove basta disegnare gli "zip" delle pallottole e cadaveri sparsi in giro.

 

Se fosse stata rappresentata come viene descritta dai testimoni dell'epoca, la prigioniera, la sedicenne Matilda Lockhart, sarebbe stata disegnata molto diversamente. Orrendamente ustionata per le torture e senza naso, per esempio. Ma senza l'effetto di quella vista, la reazione dei texani che vogliono tenere prigionieri i comanche che erano venuti con la bandiera bianca fino a quanto TUTTI i prigionieri bianchi non fossero stati consegnati, sembra una prepotenza arbitraria. Mentre invece era una reazione assolutamente comprensibile, anche se probabilmente sbagliata (visto che poi i comanche si vendicarono torturando e uccidendo i prigionieri, bambini compresi)

 

Ecco come viene descritta dai testimoni dell'epoca. [Purtroppo, non esistono testimoni imparziali: specie su questo campo. I resoconti degli stessi eventi fatti da diverse persone presenti differiscono anche in modo sostanziale. Cercando info ho trovato siti pieni di racconti dettagliati di atrocità commesse dai Comanche, citando dichiarazioni di bianchi, e altri che le negano portando dichiarazioni di indiani (ovviamente le parti si invertono sulle atrocità commesse dai bianchi). Le frasi che seguono le ho ritrovate in un sacco di siti, come citazioni dirette, e quindi spero che siano citazioni corrette, ma può anche darsi che siano tutte citazioni di un unica fonte non attendibile. Ricordatevi però che, indipendentemente da quale fosse la verità, questa era la verità per i Texani che sentivano raccontare queste cose, se non avevano avuto esperienze dirette di attacchi Comanche...]

 

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"In addition to the chiefs, painted-faced warriors, children and squaws squatting outside the Council House, the Comanches brought with them one white captive, Miss Matilda Lockhart, aged 16. Miss Lockhart had been held by them for over a year and a half..


The release of the Lockhart girl to the Texans was a "terrible blunder," according to the book, "Comanches: The Destruction of a People," by T.R. Fehrenbach. "It would have been far better had the chiefs brought in no captives at all. For Matilda Lockhart had been hideously abused in her captivity, and her very appearance was to turn this day, as Mary Maverick, one of the ladies of the town wrote, into a 'day of horrors'."

 

Mrs. Maverick was one of the women who cared for Miss Lockhart after her release. She described the girl's condition: "Her head, arms, and face were full of bruises, and sores, and her nose was actually burnt off to the bone. Both nostrils were wide open and denuded of flesh." Safe now with Mrs. Maverick, the girl broke into tears and said she was "utterly degraded, and could not hold up [my] head again." She described the horrors she had endured. Beyond her sexual humiliations, she had been tortured terribly by the women, who had held torches to her face to make her scream. Her whole thin body bore scars from fire. An extremely intelligent girl, she had learned the Comanche tongue and had actually overhead discussions of their council strategy. She told of some 15 additional white captives in the same camp

 

Upon seeing Miss Lockhart's condition, the Texas officials were "seething with barely suppressed fury. [To them] the treatment of the Lockhart girl was in no way unusual, and the Comanches were oblivious of its stunning effect on the Texans."

When the Texans demanded to know exactly where the other 15 prisoners were, they were told by Chief Muguara that they were with different bands of Comanches, and that they would make an exchange of prisoners for ammunition. Muguara reportedly ended his proposal with, "How do you like that answer?"

 

His statement that the captives were held in different camps may or may not be true, as it differs from Miss Lockhart's version. In the end though, the Comanches underestimated the Texans. Soldiers were ordered to enter the room, prepared to back up the officials' forthcoming deal proposal (or threat) that the chiefs would be held hostage until all white captives were released. The frightened interpreter, himself a former Comanche prisoner, turned pale, and warned the officials that, if he delivered that message, it would force the Comanches into a fight. "Relay the warning," commanded the Texas officials. The interpreter obeyed, fleeing the room immediately after. He had been right, and the Comanche chiefs got really, really mad. They began to shoot arrows, and slash out with their knives to get out of the room. They always hated places of confinement for this very reason.

 

In turn, Texas soldiers opened fire, killing everyone in sight, including whites. It was a bloodbath, taking a death toll on both sides. In a report by McLeod dated March 20th, Comanche deaths were 30 adult males, 3 women, and 2 children, with 27 women and 2 old men taken prisoner. Seven Texans died, including a judge, a sheriff, and an Army lieutenant, and 10 wounded. Texans later offered to exchange their prisoners for the captives, but the Comanches were so outraged at the breaking of a truce, they tortured their captives to death instead. "One by one, the children and young women were pegged out naked beside the camp fire. They were skinned, sliced, and horribly mutilated, and finally burned alive by vengeful women determined to wring the last shriek and convulsion from their agonized bodies. Matilda Lockhart's six-year-old sister was among these unfortunates who died screaming under the high plains moon."

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7 ore fa, Diablero dice:

 

Purtroppo i post successivi, fra cui i miei, hanno fatto scivolare nell'oblio questo post di James, che invece mi pare meriti più attenzione.

 

Premessa: io da piccolo non ho visto molti dei famigerati film con gli indiani "cattivissimi" di cui si parla sempre, anche se i più famosi li ho recuperati dopo. Ero piuttosto immerso nel "revisionismo storico" degli anni 70, con i bianchi cattivissimi e pronti ad ogni efferatezza e gli indiani puri, buoni ed innocenti di qualunque colpa...

 

Non penso sia un caso che, mentre i film "classici" degli anni d'oro del western si guardano ancora, gran parte di quei film degli anni 70 siano finiti nel dimenticatoio o siano comunque considerati di meno rispetto ai precedenti. Perché, pur avendo la pretesa di "raccontare la vera storia", raccontavano tutto come una favolina propagandistica, e mi sa che alla fine erano razzisti allo stesso modo, cambiando semplicemente lo stereotipo dell'indiano da "Selvaggio Crudele e Sanguinario" a "Puccioso Animaletto Selvaggio incapace di fare cose cattive"

 

La verità è semplicemente che, quando parliamo di esseri umani, non ci sono poi tante differenze fra bianchi e indiani, o neri o altri colori: chi è in posizione di forza fa il prepotente sui deboli. A volte il debole sei tu e a volte loro.

 

E per lungo tempo, i Comanche sono stati i "forti" e gli altri (compresi gli altri popoli indiani) i deboli.

 

In molti film sugli indiani e su molti fumetti, compresi questi, si fa vedere l'atto finale di una lotta durata decenni, con gli indiani ormai sconfitti che subiscono le conseguenze del famoso detto "Guai ai vinti" (a dimostrazione che dai tempi di Brenno non è che sia cambiato molto), e quindi mostrano sempre bianchi "cattivi" che fanno prepotenze a gente indifesa o quasi.

 

Però di fronte all'indignazione dei lettori e spettatori di fronte al racconto di quegli eventi, mi viene in mente come vedo reagire magari le stesse persone che si indignano per quello che hanno fatto i Texani, quando sentono notizie di furti o borseggi fatti "dagli zingari" (che è un po' un termine-ombrello usato per un sacco di situazioni diverse).

 

E mi chiedo come reagirebbero se l'etnia che condivide il loro territorio si dedicasse a saccheggi, stupri, stragi, rapimenti di bambini e di ragazzi poi ridotti in schiavitù e torturati, etc....

 

L'odio dei texani non era l'odio del ricco che disprezza lo "straccione" (o almeno, non lo era in quelli che abitavano lì da più tempo), era l'odio di chi aveva subito le prepotenze dei Comanche quando i Comanches erano forti e i bianchi erano pochi. E ora potevano vendicare i loro morti.

 

L'episodio descritto nella seconda storia di Zagor ristampata è emblematico di come, magari anche semplicemente per non mettere elementi troppo gore in un fumetto o un film per tutti, si finisce per sminuire un tipo di brutalità (che si esprimeva in torture e sadismo su donne bambini, che non si possono rappresentare in un fumetto che non voglia schifare i lettori) rispetto ad altri tipi più "rappresentabili", tipo una strage fatta a distanza con fucili dove basta disegnare gli "zip" delle pallottole e cadaveri sparsi in giro.

 

Se fosse stata rappresentata come viene descritta dai testimoni dell'epoca, la prigioniera, la sedicenne Matilda Lockhart, sarebbe stata disegnata molto diversamente. Orrendamente ustionata per le torture e senza naso, per esempio. Ma senza l'effetto di quella vista, la reazione dei texani che vogliono tenere prigionieri i comanche che erano venuti con la bandiera bianca fino a quanto TUTTI i prigionieri bianchi non fossero stati consegnati, sembra una prepotenza arbitraria. Mentre invece era una reazione assolutamente comprensibile, anche se probabilmente sbagliata (visto che poi i comanche si vendicarono torturando e uccidendo i prigionieri, bambini compresi)

 

Ecco come viene descritta dai testimoni dell'epoca. [Purtroppo, non esistono testimoni imparziali: specie su questo campo. I resoconti degli stessi eventi fatti da diverse persone presenti differiscono anche in modo sostanziale. Cercando info ho trovato siti pieni di racconti dettagliati di atrocità commesse dai Comanche, citando dichiarazioni di bianchi, e altri che le negano portando dichiarazioni di indiani (ovviamente le parti si invertono sulle atrocità commesse dai bianchi). Le frasi che seguono le ho ritrovate in un sacco di siti, come citazioni dirette, e quindi spero che siano citazioni corrette, ma può anche darsi che siano tutte citazioni di un unica fonte non attendibile. Ricordatevi però che, indipendentemente da quale fosse la verità, questa era la verità per i Texani che sentivano raccontare queste cose, se non avevano avuto esperienze dirette di attacchi Comanche...]

 

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"In addition to the chiefs, painted-faced warriors, children and squaws squatting outside the Council House, the Comanches brought with them one white captive, Miss Matilda Lockhart, aged 16. Miss Lockhart had been held by them for over a year and a half..


The release of the Lockhart girl to the Texans was a "terrible blunder," according to the book, "Comanches: The Destruction of a People," by T.R. Fehrenbach. "It would have been far better had the chiefs brought in no captives at all. For Matilda Lockhart had been hideously abused in her captivity, and her very appearance was to turn this day, as Mary Maverick, one of the ladies of the town wrote, into a 'day of horrors'."

 

Mrs. Maverick was one of the women who cared for Miss Lockhart after her release. She described the girl's condition: "Her head, arms, and face were full of bruises, and sores, and her nose was actually burnt off to the bone. Both nostrils were wide open and denuded of flesh." Safe now with Mrs. Maverick, the girl broke into tears and said she was "utterly degraded, and could not hold up [my] head again." She described the horrors she had endured. Beyond her sexual humiliations, she had been tortured terribly by the women, who had held torches to her face to make her scream. Her whole thin body bore scars from fire. An extremely intelligent girl, she had learned the Comanche tongue and had actually overhead discussions of their council strategy. She told of some 15 additional white captives in the same camp

 

Upon seeing Miss Lockhart's condition, the Texas officials were "seething with barely suppressed fury. [To them] the treatment of the Lockhart girl was in no way unusual, and the Comanches were oblivious of its stunning effect on the Texans."

When the Texans demanded to know exactly where the other 15 prisoners were, they were told by Chief Muguara that they were with different bands of Comanches, and that they would make an exchange of prisoners for ammunition. Muguara reportedly ended his proposal with, "How do you like that answer?"

 

His statement that the captives were held in different camps may or may not be true, as it differs from Miss Lockhart's version. In the end though, the Comanches underestimated the Texans. Soldiers were ordered to enter the room, prepared to back up the officials' forthcoming deal proposal (or threat) that the chiefs would be held hostage until all white captives were released. The frightened interpreter, himself a former Comanche prisoner, turned pale, and warned the officials that, if he delivered that message, it would force the Comanches into a fight. "Relay the warning," commanded the Texas officials. The interpreter obeyed, fleeing the room immediately after. He had been right, and the Comanche chiefs got really, really mad. They began to shoot arrows, and slash out with their knives to get out of the room. They always hated places of confinement for this very reason.

 

In turn, Texas soldiers opened fire, killing everyone in sight, including whites. It was a bloodbath, taking a death toll on both sides. In a report by McLeod dated March 20th, Comanche deaths were 30 adult males, 3 women, and 2 children, with 27 women and 2 old men taken prisoner. Seven Texans died, including a judge, a sheriff, and an Army lieutenant, and 10 wounded. Texans later offered to exchange their prisoners for the captives, but the Comanches were so outraged at the breaking of a truce, they tortured their captives to death instead. "One by one, the children and young women were pegged out naked beside the camp fire. They were skinned, sliced, and horribly mutilated, and finally burned alive by vengeful women determined to wring the last shriek and convulsion from their agonized bodies. Matilda Lockhart's six-year-old sister was among these unfortunates who died screaming under the high plains moon."

-----------------------------

 

 

La scena della Casa del Consiglio di San Antonio è più realisticamente raccontata nel Texone I RANGERS DI FINNEGAN.

 

Però l'aneddoto su Rip Ford che trovò Cynthia Ann e lei non volle seguirlo è autentico. 

 

 

 

 

Edited by borden
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Premesso che non sono un "hardcore fan" di Zagor (che ho letto sempre un po' a spizzichi e bocconi)...mi è piaciuto come è stato impostato il cross-over ; mi è piaciuto lo Zagor invecchiato-leggenda-vivente...ma, a parte questo, praticamente nulla. L'ho trovata bolsa, con un eccesso di dialoghi spiegazionisti...più attenta ad annodare i fili di altre storie (passate e future) che non a raccontare qualcosa che si sviluppasse coi giusti tempi e respiro...finendo così per soffrire un po'-tanto- della sindrome da serie televisiva contemporanea...

Poi, scene cartoonesche con armi che saltano di mano all'unisono, e vigilanti texani lanciati nel fiume come scatoloni vuoti...inoltre non ho capito che succede nella scena dell'agguato al carro Comanche che attraversa il Fiume Rosso.

Invece assolutamente maestoso Piccinelli : atmosfera, cura dei particolari, dinamismo, espressività...un lavoro da grande artista.

Voto : 4 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Testa di Vitello dice:

soffrire un po'-tanto- della sindrome da serie televisiva contemporanea...

 

Siccome a spizzichi e bocconi sono io a guardare la televisione, questa singola opinione ti vorrei chiedere di spiegarla meglio. Giusto per capire, al di là degli esempi citati, la sceneggiatura così decisamente stroncata. Non chiedo giustificazioni, eh? Solo quella spiegazione specifica. Gracias.

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<span style="color:red">42 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Siccome a spizzichi e bocconi sono io a guardare la televisione, questa singola opinione ti vorrei chiedere di spiegarla meglio. Giusto per capire, al di là degli esempi citati, la sceneggiatura così decisamente stroncata. Non chiedo giustificazioni, eh? Solo quella spiegazione specifica. Gracias.

Anch'io non macino serie su serie, anzi...ho notato la tendenza, in molte serie televisive contemporanee che mi è capitato di vedere, di portare avanti trame orizzontali estremamente frastagliate che spesso finiscono per fagocitare il concept stesso della serie, trasformandola, a prescindere dal "genere", in una sorta di soap. In alcuni casi, questo è fatto bene permettendo alle trame dei vari personaggi di progredire armonicamente, e allo stesso tempo che ogni episodio-o quasi-abbia una sua autonomia narrativa...in altri no, e la continuity esasperata ammazza la serie.

In "Bandera" ho trovato uno svolgimento analogo a questa seconda modalità...essendo, la gran maggioranza delle pagine, occupate da dialoghi che hanno funzione di spiegare i personaggi, i loro destini, riprendere i fili delle storie precedenti, e preparare il terreno per quelle future...di fatto il nocciolo della storia, che poi sarebbe la vendetta contro l'assassino di Lupo Grigio, si risolve in una ventina di pagine...tutti gli altri punti, vengono lasciati volutamente in sospeso...

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26 minuti fa, Testa di Vitello dice:

Anch'io non macino serie su serie, anzi...ho notato la tendenza, in molte serie televisive contemporanee che mi è capitato di vedere, di portare avanti trame orizzontali estremamente frastagliate che spesso finiscono per fagocitare il concept stesso della serie, trasformandola, a prescindere dal "genere", in una sorta di soap. In alcuni casi, questo è fatto bene permettendo alle trame dei vari personaggi di progredire armonicamente, e allo stesso tempo che ogni episodio-o quasi-abbia una sua autonomia narrativa...in altri no, e la continuity esasperata ammazza la serie.

In "Bandera" ho trovato uno svolgimento analogo a questa seconda modalità...essendo, la gran maggioranza delle pagine, occupate da dialoghi che hanno funzione di spiegare i personaggi, i loro destini, riprendere i fili delle storie precedenti, e preparare il terreno per quelle future...di fatto il nocciolo della storia, che poi sarebbe la vendetta contro l'assassino di Lupo Grigio, si risolve in una ventina di pagine...tutti gli altri punti, vengono lasciati volutamente in sospeso...

In modo un po' diverso da te ho espresso il tuo medesimo giudizio, ma meno drastico e più ponderato: infatti ho dato 5 ai dialoghi, per la loro prolissità, ma 8 alla sceneggiatura nel suo complesso. Come si spiega questa mia apparente contraddizione? Semplice: l'obiettivo di questo incontro tra Tex e Zagor era innanzitutto di renderlo realistico e credibile, quindi le spiegazioni per lunghi tratti dense e complesse, con molti nomi e fatti, per intrecciare e riannodare i fili delle vicende, sono state un male necessario (voto 5 alla leggibilità e qui sono in sintonia con te) ma il risultato é stato per me eccellente (voto 8 alla trama): un incontro verosimile tra due persone, e non tra due leggende con i rispettivi universi per certi versi inconciliabili. Ora che le premesse e le motivazioni sono state fornite, nei futuri seguiti che Boselli ha già ipotizzato ci sarà certamente molta più azione.

Edited by PapeSatan
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<span style="color:red">3 ore fa</span>, PapeSatan dice:

l'obiettivo di questo incontro tra Tex e Zagor era innanzitutto di renderlo realistico e credibile, quindi le spiegazioni per lunghi tratti dense e complesse, con molti nomi e fatti, per intrecciare e riannodare i fili delle vicende, sono state un male necessario (voto 5 alla leggibilità e qui sono in sintonia con te) ma il risultato é stato per me eccellente (voto 8 alla trama): un incontro verosimile tra due persone, e non tra due leggende con i rispettivi universi per certi versi inconciliabili. Ora che le premesse e le motivazioni sono state fornite, nei futuri seguiti che Boselli ha già ipotizzato ci sarà certamente molta più azione.

 

Sono su questa lunghezza d'onda. La lettura di quest'albo, pur conoscendo gli antefatti narrati nelle storie zagoriane che l'hanno preceduto, in effetti non mi ha lasciato pienamente soddisfatto. Tuttavia come dici tu alcune parti e dialoghi sono stati il "male necessario" per rendere credibile l'elemento chiave della vicenda, ossia l'incontro tra i due eroi. Inevitabilmente queste parti hanno sottratto spazio alle già  poche pagine a disposizione dell'autore, rendendo l'episodio introduttivo e lasciando vari punti in sospeso. Avrei sicuramente gradito un albo "specialissimo" con una maggiore foliazione. Resto  fiducioso per il proseguo della trama sui prossimi speciali e comunque, a mio parere, anche questa storia rimane ben al di sopra della sufficienza.

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Il 15/12/2021 at 01:22, Diablero dice:

 

....

 

La verità è semplicemente che, quando parliamo di esseri umani, non ci sono poi tante differenze fra bianchi e indiani, o neri o altri colori: chi è in posizione di forza fa il prepotente sui deboli. A volte il debole sei tu e a volte loro.

 

E per lungo tempo, i Comanche sono stati i "forti" e gli altri (compresi gli altri popoli indiani) i deboli.

 

In molti film sugli indiani e su molti fumetti, compresi questi, si fa vedere l'atto finale di una lotta durata decenni, con gli indiani ormai sconfitti che subiscono le conseguenze del famoso detto "Guai ai vinti" (a dimostrazione che dai tempi di Brenno non è che sia cambiato molto), e quindi mostrano sempre bianchi "cattivi" che fanno prepotenze a gente indifesa o quasi.

 

Però di fronte all'indignazione dei lettori e spettatori di fronte al racconto di quegli eventi, mi viene in mente come vedo reagire magari le stesse persone che si indignano per quello che hanno fatto i Texani, quando sentono notizie di furti o borseggi fatti "dagli zingari" (che è un po' un termine-ombrello usato per un sacco di situazioni diverse).

 

E mi chiedo come reagirebbero se l'etnia che condivide il loro territorio si dedicasse a saccheggi, stupri, stragi, rapimenti di bambini e di ragazzi poi ridotti in schiavitù e torturati, etc....

 

 

Ottimo intervento Diablero!

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Letto. Innanzitutto è una bella storia, che, secondo me, piacerà ai lettori di Zagor (e chi si accorge che ha 50 anni???), piacerà ai lettori di TexWiller, ma non so quanto piacerà ai lettori tradizionali del solo Tex. Perchè Zagor è Zagor, il giovane Tex è il giovane Tex e non solo il giovane Tex della nuova serie, ma anche il Tex delle origini, quel giovane sbruffoncello e scavezzacolo tratteggiato da GLB. Se non  piacerà ai tradizionali lettori del solo Tex attuale, è perchè si sono dimenticato quale fosse il Tex del 1948, cioè esattamente quello che Boseli ha recuperato nella nuova serie, ma "sepolto" da decenni di altre storie che, in parte, lo hanno cambiato. 

Aggiungo che questa avventura, secondo me, dovrebbe essere ambientata nel 1860, quando sono avvenuti nella realtà ( fonte wikipedia) i fatti che fanno da sfondo. 

Aggiungo anche che forse, la prima storia della Zenit qui richiamata, forse non piacerà tantissimo ai lettori di Tex (la persenza di Digging Bill, la caccia al tesoro, il tono a volte ironico, mantre piacerà molto di più la seconda che è più drammatica. 

 

Una cosa che non ricordavo: Molti occhi, dopo la prima storia, racconta che Adam "combatterà per l'indipendenza del Texas", quindi è evidente che la storia è ambientata PRIMA dell'avvio della "rivoluzione ", datata 1835. Mentre la seconda è ambientata palesemente dopo. 

 

Ultima aggiunta, Tomas era già un bambino di 5-6 anni nella prima storia, quindi nello speciale deve avere quasi 30 anni, 10 più di Tex, non può essere definito, come avviene un "ragazzino". 

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<span style="color:red">6 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

 

 

Ultima aggiunta, Tomas era già un bambino di 5-6 anni nella prima storia, quindi nello speciale deve avere quasi 30 anni, 10 più di Tex, non può essere definito, come avviene un "ragazzino". 

 

 

Questo è vero, errore mio. Correggeremo.

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

 

 

Questo è vero, errore mio. Correggeremo.

 

Dì la verità: quando hai scritto quella battuta, ti sei dimenticato per un attimo che anche nella storia fossero passati vent'anni da quella precedente.:laugh:

 

<span style="color:red">8 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Letto. Innanzitutto è una bella storia, che, secondo me, piacerà ai lettori di Zagor (e chi si accorge che ha 50 anni???), piacerà ai lettori di TexWiller, ma non so quanto piacerà ai lettori tradizionali del solo Tex. Perchè Zagor è Zagor, il giovane Tex è il giovane Tex e non solo il giovane Tex della nuova serie, ma anche il Tex delle origini, quel giovane sbruffoncello e scavezzacolo tratteggiato da GLB. Se non  piacerà ai tradizionali lettori del solo Tex attuale, è perchè si sono dimenticato quale fosse il Tex del 1948, cioè esattamente quello che Boseli ha recuperato nella nuova serie, ma "sepolto" da decenni di altre storie che, in parte, lo hanno cambiato. 

 

Ottima analisi che condivido.

 

<span style="color:red">8 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Aggiungo che questa avventura, secondo me, dovrebbe essere ambientata nel 1860, quando sono avvenuti nella realtà ( fonte wikipedia) i fatti che fanno da sfondo. 

 

Non tutti in verità. Il trasferimento dei Comanches nel Territorio Indiano è dell'agosto 1859 e l'Agente Indiano Bob Neighbors è stato ucciso il 14 settembre 1859, ma direi che sia una questione marginale.

 

<span style="color:red">8 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Una cosa che non ricordavo: Molti occhi, dopo la prima storia, racconta che Adam "combatterà per l'indipendenza del Texas", quindi è evidente che la storia è ambientata PRIMA dell'avvio della "rivoluzione ", datata 1835. Mentre la seconda è ambientata palesemente dopo. 

 

Esattamente. La prima storia potrebbe essere ambientata nel 1834 e la seconda, vista la presnza di Stephen Austin, sempre che sia lui e non un omonimo, e visto che si cita il Presidente del Texas Sam Houston, dovrebbe essere ambientata dopo il 22 ottobre e prima del 27 dicembre del 1836, data della morte di Austin. Ma da quando siamo rigorosi con le cronologie? A parte gli ormai noti anacronismi di Zagor, su Tex Ely Parker è ancora Commissario agli Affari Indiani ben quasi 15 anni dopo aver lasciato quella carica nella realtà. E che dire di Cochise, morto nel 1874 ma ben vivo in storie palesemente ambientate dopo il 1880?;)

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  • 2 weeks later...

 

Finalmente i giorni a casa dal lavoro mi hanno ben disposto verso questa lettura.

Diligentemente ho finito prima i due tomi di Zagor (100 pagine al giorno, di più è un suicidio) e ieri è toccato al volume motivo principale di questa maratona fumettistica che in normale periodo feriale sarebbe per me stato impossibile affrontare (come molti altri sarebbe finito in scaffale a prender polvere).

Entro solo in merito delle considerazioni finali. Nel 1995 lo stile di Boselli è molto più chiaro, leggibile e piacevole. Come "eterno ragazzino" sono stato incollato alla lettura più che altro per la ricerca della miniera perduta e perseverando nella lettura alla fine sono stato accontentato.

La seconda avventura è meno interessante anche se si cementa una grande amicizia tra tre persone tanto diverse e tanto simili, poi tutto quello che avviene è stato visto tante volte, ma comunque leggendo con la dovuta attenzione tutto fila e quadra.

"Bandera": ma perché l'albo è intitolato così? Per richiamo ai luoghi delle precedenti avventure?

Su 130 pagine scarse la carovana di coloni arriva in paese, Tex e Buck Barry parlano insieme e poi gran parte della comitiva si trasferisce a Frederiscksburg (immagino questo non fosse un buon titolo...). Le varie scene prese singolarmente funzionano molto bene, i dialoghi tra Zagor e Tex mi sono in buona parte piaciuti anche se per pure esigenze di "teamup" lo spirito con la scure effettivamente appare come un vecchio un po' tocco mentre di contrasto Tex è uno sbruffone con poco rispetto (ma prima dice di non volersi paragonare a Jeff Bridges che attualmente è il suo idolo). Per rispettare le caratteristiche che mi hanno reso "famoso" su questo sito una nota di biasimo per Piccinelli (o chi ha avuto l'idea): nella terza vignetta di pagina 42 con l'indianina nuda con la coperta che fatalità va a nascondere quello che andava nascosto ma in una scena dinamica e drammatica... non ho davvero parole. Per il resto sono stato colpito anche dalla scelta di vita fatta da Rose: non potendo sposare il migliore dei rangers va a sposarsi il peggiore. Ma d'altra parte chi le capisce le donne?

Molto "vecchio stampo" invece la ragazzona tedesca in lacrime per aver perso in un colpo solo due possibili mariti. Datata e allo stesso tempo sessista, ma anche molto western.

Mi è piaciuto questo incontro tra il futuro Aquila della Notte e lo Spirito con la Scure?

Come terzo capitolo dei Fratelli di sangue è il più debole, come primo incontro tra il giovane Tex e il maturo Zagor devo dire di si, ma come primo incontro tra uno Zagor mai così avanti negli anni e un tizio bravo con le pistole forse no. Infatti nel probabile proseguo degli eventi (il recupero della madre di Quanah Parker) non credo che il magnifico fuorilegge avrà una parte, o sarà ficcato a forza perché bisogna.

 

 

Edited by Dix Leroy
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  • 3 weeks later...

Nulla togliendo a Dotti, disegnatore che apprezzo molto e non manco mai di tesserne le meritate lodi, ma l'illustrazione a tema postata oggi sui social da Claudio Villa è davvero di un altro pianeta. Semplicemente straordinaria! Che peccato, sarebbe stata una cover perfetta, ma chissà se potrà essere recuperata in futuro per un'eventuale ripubblicazione dell'evento in un cartonato. :)

Edited by Condor senza meta
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2 ore fa, Magico Vento dice:

L'illustrazione è questa:

27180710.jpg

 

Verissimo, sarebbe stata una cover degnissima, di certo molto più adeguata di quella prescelta per un albo che, sia piaciuto o no, ha comunque sia rappresentato un evento di portata storica per il fumetto italiano.

Edited by juanraza85
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Il 28/12/2021 at 12:15, Dix Leroy dice:

Tex è uno sbruffone con poco rispetto (ma prima dice di non volersi paragonare a Jeff Bridges che attualmente è il suo idolo).

 

Se il giovane Tex avesse avuto Jeff Bridges come idolo vorrebbe dire che aveva  doti divinatorie. Non solo il cinema non era stato ancora inventato ma l'attore in questione sarebbe nato 89 anni dopo.

Il 28/12/2021 at 12:15, Dix Leroy dice:

Per rispettare le caratteristiche che mi hanno reso "famoso" su questo sito una nota di biasimo per Piccinelli (o chi ha avuto l'idea): nella terza vignetta di pagina 42 con l'indianina nuda con la coperta che fatalità va a nascondere quello che andava nascosto ma in una scena dinamica e drammatica... non ho davvero parole.

 

Sì, non perdi occasione per dimostrarti bigotto e sessuofobico, il che mi indice a pensare che tu lo sia davvero. Peccato.

Ah... è la quarta vignetta non la terza.

Edited by Carlo Monni
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16 hours ago, Carlo Monni said:

Se il giovane Tex avesse avuto Jeff Bridges come idolo vorrebbe dire che aveva  doti divinatorie. Non solo il cinema non era stato ancora inventato ma l'attore in questione sarebbe nato 89 anni dopo.

 

Forse voleva dire Jim Bridger del maxi Nueces Valley, che in effetti era un pò sbruffone.

Se così è il giovane Tex, incontrando una persona matura e molto diversa da lui (Zagor), ha avuto modo di riflettere e crescere.

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  • pecos changed the title to [Speciale Tex Willer N. 03] Bandera!

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