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TWF - Tex Willer Forum

[463/465] I Sette Assassini


bressimar
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Voto alla storia  

75 members have voted

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Stamattina, visto che per la prima volta in vita mia ho deciso di leggere gli inediti solo alla fine della storia (in ragione della complessità di Winnipeg, voglio godermela tutta d'un fiato), mi sono ripreso questa storia... nei precedenti post non la definivo un capolavoro solo per l'eccesso rappresentato dalla cecità di Jack Thunder, ma rileggendola oggi dico: chissenefrega della cecità di Jack Thunder, la storia è veramente meravigliosa! Non la scopro oggi, ma oggi sono riuscito, chissà perché, a superare quella barriera mentale che mi faceva storcere il naso di fronte a Thunder non consentendomi di definirla un capolavoro. E invece un capolavoro lo è eccome: Borden dapprima terrorizza, con la scena iniziale nel trading post, poi ci fa vivere dei DELIZIOSI momenti di vita alla locanda, con la splendida maestrina di scuola che, alla vista di Carson, sta per tradire Lena dicendo: "QUEL Kit Carson? Sarebbe lui il...". Forse avrebbe continuato la frase dicendo: "il vero padre di Donna?" E' possibile che sia così, che Lena si sia confidata con la sua pensionante, con questa che non riesce a tenere la lingua a freno davanti a Carson, interrotta provvidenzialmente dalla stessa Lena che lascia Carson nella sua squisita perplessità (CHIEDO A MAURO SE QUESTA POSSA ESSERE UNA CORRETTA INTERPRETAZIONE, E SE EFFETTIVAMENTE LA PENSIONANTE STAVA PER TRADIRE LENA SULL'EFFETTIVO PADRE DI DONNA). Ma tutti i pensionanti sono a loro modo personaggi memorabili, tra i quali spiccano Padre Sheridan con il suo fosco passato ed il compassato gentiluomo del Sud, non un vigliacco ma un uomo sopraffatto dalla vita probabilmente a causa degli orrori della guerra: ho trovato tremendamente suggestivo che sia stato proprio lui, in virtù del suo sofferto vissuto, a percepire la reale natura di quel perfettino del Kid.
Tra i cattivi, oltre a Thunder, eccellenti le figure di Monk e di No-face, due essere tragici a loro modo, minati l'uno nel corpo e l'altro nella mente e costretti alla parte dei paria di una società molto meno attenta alle istanze dei diversamente abili rispetto a quella attuale. Menzione particolare per il Kid, il cui confronto con Carson è dovrebbe indurre a spellarci le mani per gli applausi!
Tra i personaggi grigi, che goduria i fratelli Lane: non solo il simpaticissimo Bronco, ma anche l'eroico Jim, ladro di cavalli ma cuore generoso, che non esita a gettarsi in una situazione da horror pur di fare qualcosa per salvare degli uomini che per lui non si sarebbero mai spesi. 
E poi i disegni...mammamia che spettacolo, Marcello era ai suoi massimi, il suo Carson è quello che mi porto nel cuore.
 

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E io aggiungo: Leo, condivido tutto ciò che hai scritto. Grande storia, personaggi suggestivi, situazioni emozionanti, un Carson come-dovrebbe-essere-sempre.
Penso che l'interpretazione del non detto della maestrina sia proprio corretta, Leo, solo che Borden non lo ammetterà mai, per lasciare la situazione in penombra. Chissà se verrà mai dichiarato ufficialmente? Probabilmente servirebbe una grande storia in cui inserire la "grande rivelazione".
Sul confronto Carson-Rodelo, appena uscì la storia scrissi a Boselli per lamentarmi del mancato duello (e della mancata vittoria di Carson con conseguente celebrazione ufficiale del suo grande valore di "quasi-Tex"), Mi rispose che aveva voluto evitarlo perchè Kit Carson avrebbe dovuto vincere e Boselli aprovava una certa simpatia per il personaggio di Rodelo. Inoltre, aggiunse, temeva che avrebbe fatto una cattiva impressione sui lettori, assistere all'uccisione di un diciassettenen da parte di Carson. Devo dire che la prima ragione mi sembrò accettabile, molto meno, invece, l'ultima, visto che il "ragazzino" si era già macchiato di una sfilza di omicidi degnii di un criminale incallito.
Comunque, il mancato duello Carson-Rodelo è un tema che è poi stato giustamente richiamato nelle due storie successive con Rodelo. 

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James, nell'ultimo Tex Willer Magazine ho scritto un articolo sulla storia Il Passato di Carson aggiungendovi un'intervista a Mauro in cui il nostro ha già ammesso che Donna è figlia di Carson: non per farmi pubblicità, ma nell'intervista Mauro dice diverse cosucce interessanti...
 
Quando dici che scrivesti a Boselli, lo facesti per lettera (il forum non esisteva ancora)? E lui ti rispose allo stesso modo?
 

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  • Collaboratori

Nel 2006, nella prima incarnazione del forum, avevo scritto una mini recensione sui personaggi, particolarmente sarcastica e ricca di pura cattiveria, che non ho più ripreso nelle successive versioni del forum perchè la ritenni grotesca già il giorno dopo che la scrissi, una recensione più frutto dei tempi pioneristici che forumisticamente vivevamo all'epoca (l'eterna lotta con il forum di TWO) che del mio reale pensiero su una storia che non è tra le mie preferite, ma che comunque nella sua atipicità ricordo oggi piacevole. Voglio riproporla, leggermente riadattata, perché magari può offrire qualche spunto di riflessione, ma non votatela negativamente: all'epoca le freccette rosse rivolte verso il basso erano ancora di là da venire!
 
Kid Rodelo
La storia si apre con la "piccola" esibizione di Kid Rodelo, che uccide due avventori del trading post, mostrando un'abilità nell'uso delle armi davvero sorprendente. In particolare nell'ultima vignetta a pag. 8 de "I sette assassini", questo giovane fa sfoggio di una destrezza davvero ammirevole, se non singolare: uccide cioè in rapida successione la persona che gli stava davanti estraendo prima di lui la pistola e fulminando quindi l'uomo che lo minacciava alle spalle, rovesciando all'indietro la sedia sulla quale era seduto con un bel colpo di reni. Un giovanotto che non dimostra diciassette anni, se stiamo a sentire Jack Thunder, che neppure lo può vedere, il cui nome, se fosse storicamente esistito, meriterebbe di figurare accanto ai più grandi nomi del west tramandati di generazione in generazione. Cosa c'è di strano ? Poco o niente. Bonelli e Nizzi si sono sempre limitati a mettere sullo scacchiere dei semplici pistoleri, gente che si limitava, con la pistola, a sparare cercando di colpire l'avversario… Che questo Kid Rodelo, faccia d'angelo, non sia un tipo comune lo scopriamo qualche pagina dopo. Il maestro di scuola è stata la mia prima vittima, dice, gli ho sparato quando avevo tredici anni, un colpo in mezzo alla fronte, perché picchiava mia madre… era mio patrigno! Ma guarda! Il povero Kid, che vi recita a menadito il "Riccardo III" di Shakespeare, ha avuto un'infanzia difficile e un'adolescenza ancor più travagliata. Quando si dice che Boselli non ci presenta dei personaggi che assomigliano a delle macchiette! Il bello comunque deve ancora venire…
 
Jack Thunder
C'è un'immagine di Jack Thunder senza veli. Notevole il particolare degli occhi in una vignetta dal forte impatto, che sciocca un poco la nostra sensibilità. È quello che Boselli vuole: l'uomo è cieco e questo va ben chiarito. Jack entra in scena platealmente, sembra quasi di essere a teatro, spalancando la porta del trading post in un'immagine che ce lo presenta contro luce, pronunciando il fatidico "buonasera". A vederlo sembra davvero un povero invalido, quasi un barbone. Sulla spalla porta un sinistro gufo, l'uccellaccio è una femmina ed ha persino un nome, Freyr. Jack ha sentito un odore di morte entrando ( anche se sarebbe meglio dire che ha sentito gli spari ), gli avventori, che reprimono male la loro rabbia, e non osano prendersela con Rodelo, decidono che LUI deve pagare, come si addice nella frontiera ai più deboli e indifesi. Ma Jack Thunder non lo è poi tanto, anzi è implacabile. Nonostante la menomazione visiva, estrae rapidamente le sue pistole e uccide quattro persone, dimostrando un'infallibile padronanza nell'uso delle armi. Veramente impressionante. Lo stesso Kid Rodelo, malgrado il bene che se ne è detto poco fa, impallidisce davanti al sangue freddo dell'uomo. Sapete cosa vi dico ? Dovremo prendere Tex Willer, strappargli gli occhi dalle orbite e vedere poi come se la cava con i suoi sputafuoco, deve aver pensato malignamente Boselli.
 
La famiglia di Thunder
Sei cadaveri sul pavimento dopo le prime venti pagine sono un bel campionario. Ma all'esagerazione ci sarà pure un limite, direte voi. Beato chi ci crede. Jack Thunder, che credevamo solo, ha in realtà una famiglia. Ma non è un legame di sangue quello che lo unisce agli altri, è semmai la crudeltà e la mostruosità dei suoi seguaci. 
Lizard, quello con i due molossi al guinzaglio e la faccia butterata come le scaglie di un serpente.
Hammer, un negro enorme, la cui arma preferita è un colossale martello.
Firewolf, un indiano a cui piace… il fuoco.
Jeremy Monk, avvolto nel suo mantello nero, ex maestro di scuola, anima perversa.
No-Face, il cui viso è coperto da una maschera di cuoio, sordomuto, con un coltellaccio in mano, la sua specialità è infatti quella di scorticare la gente…
"Ti ho sentito trattenere il respiro", dice Jack a Rodelo, "…non devono essere belli da vedere, vero ? … ma voglio che facciano paura! Una paura dannata!"
Dopo le banda degli Innocenti, quella degli Invincibili, gli amici del Maestro, l'accozzaglia di mostri che vediamo apparire sulle pagine de "I sette assassini", rappresenta un deliberato tentativo ( riuscito ) di portare all'estremo un discorso, già discutibile di per se, che rompe tutti i legami con la passata tradizione texiana e porta il nostro fumetto su una dimensione che travalica ormai il vecchio west per situarsi su un piano dominato da una drammatica irrazionalità.
 
Le due Parker
Boselli, fatte le presentazioni dei suoi eroi, cambia completamente il registro e sposta l'azione sul piano sentimentale. Date le premesse della passata storia ci prepariamo al peggio. Donna, dopo aver abbandonato la lettura di "Leaves of grass" di Walt Whitman ( un omaggio dell'autore ad uno dei suoi poeti preferiti, dopo quello di Shakespeare, che sulle pagine di Tex non ci sta proprio a combinare niente ) stende le lenzuola nel giardino. Candida fanciulla la cui anima è più bianca del bucato. Ma ecco che si accorge degli stivali che sporgono. Chi è il mattacchione che si nasconde dietro i panni stesi ? Indovinate un po’. Ma è lo zio / papà Carson ! "Corri, mamma, guarda chi è arrivato! Oohh Kit… devo essere un disastro, stavo impastando, attento! Ma no, dai Lena, che sei sempre una grande bella gnocca!". La figlia, non tarda a seguire l'esempio della madre non appena vede arrivare Kit Willer. Marcello lo disegna come un bellimbusto ed ha maledettamente ragione. Anche questa è una scena epocale, mi riferisco ovviamente alla scena del bacio, dei baci se preferite, davvero toccante… "Vieni andiamo nel bosco che ti mostro il panorama!" Già lo stesso panorama però se lo gode qualche pagina dopo anche Kid Rodelo. Come la mettiamo ? Beh… Donna si sente un po’ triste per essere stata piantata in asso dallo scavezzacollo texano, ma poco importa il buon Kid non sembra male... I dialoghi che le varie coppie, che si formano e si lasciano nel corso della storia, sono infarciti di un sentimentalismo da romanzo rosa, a tratti veramente ributtante. Cosa accomuna queste scene dall'atmosfera dolciastra con il west che abbiamo conosciuto prima? Bella domanda.Non oso rispondere.
 
I personaggi della pensione
Attenzione, le sorprese non sono ancora finite. Le due Parker gestiscono infatti una pensione, i cui ospiti sono da contrapporre alla famiglia di Jack Thunder. Personalmente mi richiama alla mente la pensione presente nelle prime pagine del "Papà Goriot" di Honoré de Balzac. Personaggi strani, dal signor John Higgins, rappresentante commerciale che confida al buon pastore della comunità Padre Sheridan, di sentire il bisogno di una compagnia femminile (avete sentito bene), alla signora Phillips, una di quelle vecchie zitelle che ritrovate facilmente nei libri di Jane Austin, che lancia un urlo vedendo Tiger e si impressiona altrettanto al cospetto del famoso Kit Carson, per finire con l'esimio signor Latimer, l'ubriacone, l'unico forse capace di tenere in pugno una pistola, ma vigliacco come un verme per farlo...

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  • 2 years later...

La lessi la prima volta a 18 anni,la rilessi credo 10 volte o più in un solo anno.e ogni volta mi piaceva tantissimo,più della precedente!:)

Atmosfere horror western,con la.figura di Thunder ad impreziosire una Storia con la S maiuscola.avversari spietati,pard in gamba.la posse di Thunder è articolata e ben calibrata,scevra da sentimentalismi e da personaggi dalla doppia personalità.Forse solo un po' esagerati alcuni personaggi come Monk e il cacciatore bitteratto.Kid è il diavolo peggiore della banda,proprio il classico ragazzino faccia d angelo ma assassino,del tutto negativo.in questa prima apparizione mi è piaciuto più che nelle successive...e quando era solo malvagio.

Rileggendola di recente,come spesso mi accade con le storie di Boselli,ho individuato limiti (pochi,per la verita)rispetto alle prime letture superficiali.il sentimentalismo iniziale è TROPPO marcato,con la ridente cittadina paradiso per famiglie in sottofondo...i due Kit innamorati...

 i due Lane hanno in fondo una presenza abbastanza trascurabile.avrei voluto un bel duello tra Kit e Kid finale.lo scontro in città  è invece del tutto avvincente.

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  • 2 months later...

S T R A T O S F E R I C A
La coppia Boselli/Marcello sforna l'ennesimo capolavoro, a conferma della sintonia della coppia, che non ne sbaglia una.
Solo Boselli poteva ideare una storia come questa. Sette cattivi che sembrano usciti direttamente dall'inferno, ma che, quando si scontrano con i Nostri, ritornano alla normalità. Per sottolineare, semmai ce ne fosse bisogno, la grandezza di Tex e dei suoi pards. Però, nella loro marcia d'avvicinamento alla cittadina di Heaven, si avverte, si respira nell'aria, quella sensazione di pericolo che assale perfino una roccia come Tex Willer. Il quale afferma di non sottovalutare gli avversari e si dimostra molto più attento e guardingo del solito.
Eccezionali anche i personaggi "buoni" creati da Boselli, tutti gli avventori della locanda e quel Bronco Lane che rivedremo in un'altra magnifica storia. peccato, invece, per la dipartita di Jim Lane, che avrebbe potuto diventare un bell'avversario per Tex.
Voto alla storia: 9,8
Voto ai disegni: 9,5

Edited by Andrea67
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  • 3 months later...

Assolutissimo  capolavoro, ricco di azione  semplice  perfetta, con dei cattivi che più  meravigliosi non si puo'     ( soprattutto il super- carismatico e          " stra- figo" , scusatemi  questo termine colloquiale, Jack Thunder) tutti splendidamente caratterizzati dal grandissimo Marcello, la cui specialità  erano appunto  i personaggi, ma che comunque  realizza  un capolavoro grafico  in tutto e per tutto.

 

Magnifico in particolare l' ultimo albo , in un crescendo rossiniano spettacolare. Adoro  Lena e Donna, e vorrei  tornassero più  spesso, ma ho adorato  anche tutti gli altri  comprimari  positivi, soprattutto  la simpatica zitella, il tormentato  e alcolizzato Latimer, il pentito  Padre Sheridan e il suo  simpatico amico Higgins. E anche i due " grigi" fratelli Lane, peccato  che Bronco poi muoia in un' altra storia...:( Splendida le sequenze  del massacro, quella della rocambolesca fuga di Bronco e quella dell' incendio nella foresta.

Il massimo dei voti.

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Storia di valore, é sempre un Boselli-Marcello. Ma troppo estrema a mio avviso. Quasi uno splatter. E alla fine diventa pesante una storia del genere. Quindi non la posso considerare un capolavoro anche se é una storia che non si dimentica.

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  • 6 months later...

Con ritrosia ho ripreso in mano questa storia. Ricordavo, infatti, che all’epoca della sua uscita non mi fece impazzire.

La rilettura ha confermato l’opinione che ai tempi mi ero formato.

Pur riconoscendo a Boselli maestria nell’elaborare la trama, devo tuttavia evidenziare che questa storia è “troppo”. Troppo brutti i sette assassini, troppo cattive le loro azioni, troppo perfettini gli ospiti della locanda di Lena Parker, troppo desiderosa di amare sua figlia Lena, troppo facile per i nostri eroi sbarazzarsi, senza grossi problemi, di questa banda di mostri scatenati.

 

Diverso il discorso per i disegni. Ancora adolescente, negli anni ’90 avevo sottovalutato la potenza espressiva di Marcello. Due decenni dopo riconoscere che molto Tex deve a lui.

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Una storia che avrò letto minimo 10 volte e di cui quest'anno ricorre il ventennale. Mi ha colpito il personaggio di No-Face. Un ragazzo dalle sembianze normali ma che nasconde un demone dentro di sé. Peccato che la sua apparizione nella saga texiana si limiti a questa sola storia. O magari tornerà in qualche flashback...?

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  • 2 months later...

Tempo fa, quando mi apprestai a commentare il ritorno della Tigre Nera, espressi il mio punto di vista in merito ai ritorni celebri sulla serie o i sequel di episodi memorabili, specificando che il miglior modo per giudicarli è quello di evitare il confronto con il capitolo precedente. Questa teoria si attaglia perfettamente anche con la storia in questione, visto che qualsiasi confronto con il capolavoro “Il passato di Carson” è sconsigliato, sebbene si è consapevoli di trovarsi, comunque, al cospetto di una degna prova.

Leggendo i precedenti commenti, è palese di quanto l’episodio abbia diviso i fans; Boselli stesso ha ammesso che fra le sue tante composizioni, quella che vede il ritorno di Lena e Donna sia stata la più criticata dai lettori. In questa sorta di schieramento fra i pro e i contro, il sottoscritto appartiene ai primi, sebbene non mancano alcune perplessità che mi impediscono di catalogare la sceneggiatura ai livelli delle storie migliori di Boselli sulla saga. Ma procediamo per ordine, scandagliando i vari aspetti che contraddistinguono “I sette assassini”. Il soggetto è alquanto basilare e poco arzigogolato: una banda di feroci e psicopatici criminali che intendono impossessarsi dell’oro della Banda degli Innocenti (o per lo meno quello che ne resta!) seminando lungo la loro strada una lunga scia di sangue. L’armonia di Heaven, piccolo villaggio minerario scelto da Lena Parker per ripartire come locandiera dopo la precedente avventura, ci viene mostrata come la quiete che precede il tifone, visto che il lettore è ben conscio che la banda di Thunder si abbatterà come un ciclone contro la pacifica e operosa popolazione. Tex, con la squadra al completo stavolta, si ritrova nei dintorni, con l’incarico di assicurare alla giustizia un ladro gentiluomo di cavalli, incappato in un omicidio “colposo” e finirà casualmente con l’incrociare la pista e ostacolare i villains.  Sebbene il soggetto non brilli come il capitolo che lo precede, un’ottima sceneggiatura, che alterna scenari di ferocia a tranquilla vita quotidiana, introducendo quella che sarà la consueta e tiratissima sfida finale fra le vie di Heaven, accompagna piacevolmente il lettore e alcune scene di forte impatto, come la trappola incendiaria di Firewolf o il duello finale nell’oscura miniera, soddisfano il palato di colui che intende deliziare il proprio tempo con una lettura carica di tensione e colpi di scena. Il piatto forte della storia, come di consueto trattandosi di Boselli, è l’accurata e minuziosa caratterizzazione dei personaggi. E’ vero che l’autore stavolta azzarda un po’, mostrandoci dei villains molto “pittoreschi” e sui generis, ma tutto sommato, a mio avviso, Jack Thunder e la sua banda di squinternati non stridono più di altri strani antagonisti apparsi durante la gestione Gbonelliana. Attorno al pistolero cieco, al folle ma dotto gobbo Monk che recita Shakespeare, al maciste di colore che schiaccia come chiodi con la sua mazza le vittime, al sordomuto mascherato che si crede un mostro, al sadico addestratore di pittbull famelici e l’incendiario indigeno, gravita un alone di terrore e morte che indubbiamente attrae lo spettatore. Anche l’ampio campionario di personaggi minori della locanda è ben tratteggiato e variegato; i fantasmi del passato di padre Sheridan e il valore inatteso di Larrimer il galantuomo ubriacone, aggiungono sale alla narrazione. Rispetto al consueto, Boselli per l’occasione sceglie una classificazione più marcata fra il bene e il male, evitando la presenza di quei personaggi “grigi” suo vero marchio di fabbrica. Non manca il simpatico scavezzacollo che finisce con l’allearsi con i nostri, che risponde al nome di Bronco Lane e che si prenderà il lusso, assieme al coraggioso ma sfortunato fratello, di mandare a caccia di farfalle il quartetto in qualche occasione. Poco invece mi appassiona la figura di Kid Rodelo. Con classe l’autore lo fa umiliare da Carson nel finale, ma a dire il vero avrei evitato la sua lenta metamorfosi avvenuta nelle successive apparizioni nella serie. E’ curioso notare, come Boselli abbia negli anni cambiato idea e fatto tornare anche il redivivo Thunder; leggendo i commenti datati sul forum una simile situazione era stata categoricamente esclusa, sebbene l’epilogo con il classico crollo della volta, lasciava intendere che l’autore avesse lasciato lo spiraglio aperto per un simile ritorno. La liason di Kit con la giovane Donna, rappresentò per i tempi in cui fu proposta, una piacevole e coraggiosa novità che però si arenò in quei numeri purtroppo, così come la stessa Lena, a mio avviso, finì troppo ai margini della narrazione rispetto alla sua prima apparizione. Anche Tex appare un po’ più defilato del consueto e rischia spesso di farsi rubare troppo la scena, prima dai fratelli Lane, e poi da Tiger, che da vero mattatore, elimina di suo pugno ben due dei famigerati assassini, ostentando sangue freddo e abilità. Carson rispetto alla brillante performance precedente, incide meno e brontola di più, ma si riabilita alla grande acciuffando e umiliando Rodelo. Anche la sfida finale a Heaven, sebbene ben sceneggiata, non pareggia lo splendido scontro di Bannock, ma chiude comunque in maniera accettabile la storia.

La mitragliatrice da sella creata da Monk rappresenta una licenza narrativa evitabile, come appare un tantino forzato l’arruolamento di Rodelo nella banda; strano che dei squinternati pazzi accettino di dividere la loro parte di bottino con un ragazzino (andandolo perfino a cercare nel saloon), un giovane che non si sente legato alla “famiglia” e sarà disposto a tradire uccidendo No Face, gettando così la maschera quando vedrà la mala parata sul finale . Ho, invece, molto apprezzato la presunta simbologia che ho colto in due vignette, che mi ricorda un po’ lo stile delle animazioni giapponesi anni ’80: una delle prime scene ambientate a Heaven ci viene mostrata con delle colombe che svolazzano tranquillamente a simboleggiare la pace e la tranquillità del villaggio. Giunta la banda, in una vignetta doppia si notano le stesse colombe minacciate dalle brutte grinfie dei molossi di Lizzard come a indicare che il male e la violenza hanno insediato l’armonia preesistente. Stessa simbologia usata sul finale con il cartello imbrattato rimosso e la popolazione all’opera per ristabilire lo status quo ante, dopo la folle incursione dei diabolici killers. Chiudo citando per l’ennesima volta la buona prova grafica di Marcello, partner ideale per Boselli, e coprotagonista conclamato del grande successo riscosso dall’accoppiata in quegli anni. La mia valutazione complessiva si aggirerebbe sul 7 e mezzo, ma abbuono mezzo voto in più per omaggiare la prolifica coppia dei “gemelli del goal texiani”:D.  Il mio voto finale è 8

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  • 4 months later...

Riletta dopo molti anni, mi era piaciuta subito, e lo riconfermo. Cattivi veramente cattivi, bella trama ben sviluppata da Boselli, anche per il futuro, per il ritorno del "bel cattivo Rodelo". La storia per me è da nove, perchè anche a me i disegni di Marcello non convincono del tutto. 

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  • 3 months later...

Allora...Riletta dopo circa vent'anni sono del parere che sia una buona storia ma stona da qualche parte(non capisco dove però). Personaggi cattivi ben caratterizzati, idem quelli grigi (Bronco ad esempio) ed in generale tutta la platea. Donna e Lena devono esserci ogni tanto perché sono troppo legate ai nostri pards (alla Devlin, alla McParland e così via). Jack Thunder è un bel personaggio davvero. I disegni di Marcello sono adattissimi  come sempre alle creature di Boselli. Dove stona non mi è chiaro ancora (forse in qualche smanceria di troppo? Chissà) comunque da 7 pieno ed avercele di storie così.

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  • 6 months later...

Intendevo leggermi questa storia da un pezzo ma non mi decidevo ad acquistare gli albi, quando ho visto la ristampa in edicola del primo albo ho fatto il gran passo. Bello rivedere Lena e Donna, che purtroppo hanno avuto pochissimo spazio all'infuori de Il passato di Carson. Forse ci sono state troppe smancerie tra Kit e Donna, vada per Carson e Lena ma che i due ragazzi fossero in una relazione mi è sembrato troppo improvviso. Ho comunque apprezzato l'accenno a Fiore di Luna. Jack Thunder e la sua famiglia sono una vera accozzaglia di mostri, ma non esprimono lo stesso fascino della Banda degli Innocenti. Spero di ricredermi nei due albi successivi. Kid Rodelo e Bronco Lane sono due personaggi curiosi, vediamo che ruolo avranno.

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  • 2 months later...

Capolavoro!
Naturalmente quando su Tex lavora il mio duo preferito, Boselli & Marcello, la storia che ne viene fuori non può che essere di mio gradimento. 
Questa storia complessa, con numerosi comprimari e sottotrame alla Boselli, contiene un grandissimo nemico: il pistolero cieco Jack Thunder (e tutto il resto della sua "Famiglia", dei nemici davvero tenebrosi). Esagero a dire che è il miglior cattivo della serie? Almeno escludendo quelli storici... Per esempio, io lo preferisco addirittura a un nemico, che è storico ma è apparso una volta sola, molto famoso: El Muerto. Jack Thunder è un personaggio, secondo me, molto meglio caratterizzato e più memorabile; fatto sta che io lo adoro alla follia. Ho apprezzato moltissimo il ritorno di Lena e Donna, personaggi che mi piacciono molto.
Sulla trama nulla da dire: ottima. Già solo leggendo la scena, ricchissima di tensione, contenuta nel primo albo, in cui Bronco Lane (ottimo personaggio, tra l'altro) cerca di fuggire da Tex e i pards mi ha tenuto incollato alle pagine e fin da lì ho capito che sarebbe stato un capolavoro assoluto.
Ottima anche la scena in cui Bronco deve vedersela coi "sette assassini" e sembra in una situazione senza via di scampo. Queste scene mi hanno tenuto col fiato sospeso a causa della palpabile tensione che esprimono. 
Numerosi sono i colpi di scena, tutti molto riusciti, presenti nel corso della lunga storia. 
La parte che però ha scaturito in me maggiori emozioni è l'albo finale, con la bellissima e tesa sparatoria a Heaven. Questa sparatoria cittadina mi ha ricordato lo scontro a Bannock ne "Il passato di Carson", suscitandomi però lo stesso numero di emozioni. Meraviglioso lo scontro finale tra Tex e Jack Thunder nella miniera. Vivissimi complimenti a Boselli, che ha realizzato una pietra miliare di Tex e una storia che io considero tra le migliori della serie. Solo per i sette assassini, e in particolare Jack Thunder, si meriterebbe un premio: nemici spettacolari.
Per quanto riguarda i disegni, il bravissimo Marcello realizza delle tavole straordinarie. Penso che sia addirittura una delle sue migliori prove in assoluto. Grande Maestro.
Splendide, ovviamente, le copertine di Villa. La mia preferita: quella di "Jack Thunder l'implacabile".

 

Soggetto/Sceneggiatura: 10 e lode
Disegni: 9,6

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Appena finita di leggere nella mia personale rilettura, utile per stilare la mia personale top50 di Tex. 

 

D'accordo con tutti voi, un capolavoro assoluto, tra le migliori di Boselli secondo me, entra di diritto tra le 15 storie più belle. Disegni eccezionali di Marcello! 

Caratterizzazione perfetta degli assassini, clima di incertezza, sentimenti, c'è tutto quel che serve. Bravissimo Boselli. 

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  • Sceriffi

Mi accodo a MV. Grande storia e bella recensione! Nelle prime storie Boselli inizia a creare una (seppur blanda) continuity. Quando leggo le sue prime storie, questa cosa mi fa piacere.

Oltre ad una sua continuity interna, Carson che all'inizio de "Gli Invicibili" torna dopo aver fatto visita a Lena e Donna in Nevada, e proprio in questa storia ci sono altri due esempi di continuity. Jack Thunder e la sua cricca vogliono impossessarsi del tesoro degli Innocenti, chiaro riferimento a "Il Passato di Carson" e poi c'è uno scambio di battute non ricordo però in ch albo, tra Donna e Kit, dove la ragazza dice a Kit che sa della sua storia con Fiore di Luna. Quando ho letto quella battuta sono stato molto contento, nel vedere tutti questi riferimenti a storie uscite tutte nella stessa Fascia. E poi che storie! "Il Passato di Carson" "L'Uomo Senza Passato" "Gli Invincibili" e "Helltown"!

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<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, MacParland dice:

Nelle prime storie Boselli inizia a creare una (seppur blanda) continuity. Quando leggo le sue prime storie, questa cosa mi fa piacere.

Oltre ad una sua continuity interna, Carson che all'inizio de "Gli Invicibili" torna dopo aver fatto visita a Lena e Donna in Nevada, e proprio in questa storia ci sono altri due esempi di continuity. Jack Thunder e la sua cricca vogliono impossessarsi del tesoro degli Innocenti, chiaro riferimento a "Il Passato di Carson" e poi c'è uno scambio di battute non ricordo però in ch albo, tra Donna e Kit, dove la ragazza dice a Kit che sa della sua storia con Fiore di Luna. Quando ho letto quella battuta sono stato molto contento, nel vedere tutti questi riferimenti a storie uscite tutte nella stessa Fascia. E poi che storie! "Il Passato di Carson" "L'Uomo Senza Passato" "Gli Invincibili" e "Helltown"!

Anch'io ho apprezzato molto questa leggera continuity inserita da Boselli.:lol:

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  • Sceriffi

Finita di leggere ora. Quando la lessi la prima volta, mi sembrò una storia un po' troppo forte per me. Il primo albo scorre che è un piacere, si legge in dieci minuti abbondanti, molto bello. Ad inizio storia in un 'prologo' assistiamo ad una dimostrazione di Kid Rodelo, Jack Thunder e della sua famiglia. Poi la storia si sposta a Heaven dove abitano le due Parker. Dopo un po' di smancerie tra Kit e Donna la storia inizia definitivamente. La storia prosegue molto bene fino a metà del secondo albo, dove Boselli fa una cosa che non capisco, Jim Lane il fratello di Bronco umilia Jack Thunder con le colt. Dopo aver visto cosa fa Jack, il lettore ha 'paura' di lui e della sua banda, ma dopo un'umiliazione del genere non hai più paura dei nemici. La cosa giusta però è che Tex non venga a conoscenza, perchè sennò sarebbe andato ad Heaven con calma a piedi, facendo il giro largo poi arrivato in città si scolava un Whiskino d'annata e poi affrontava con la mano debole la banda di Jack Thunder. Gli amici di JT sono ben caratterizzati, sono brutti sporchi e cattivi (non il film). Il mini Flashback dove scopriamo come Thunder ha perso la vista è molto bello, il padre è un bel personaggio. Bellissima la scena in cui Kit umilia Kid Rodelo. Bronco Lane qui appare per la prima volta, per me rimane un grande personaggio peccato che sia morto. Spettacolare il duello alla miniera dove il cieco pensa tra sè e sè una cosa che mi è piaciuto tantissimo: "Tex Willer L'Uomo che ha distrutto la mia famiglia.. devo mantenermi freddo, non pensare all'odio che provo per lui... e solo così potrò ucciderlo!.. Mi è quasi a tiro non sa che la morte lo attende..." Quel freddo e "non pensare all'odio che provo per lui" mi hanno ricordato i motivi per cui El Muerto non ha battuto Tex, l'odio e la mancata freddezza. Marcello a me piace tanto, il Kit Carson migliore l'ha disegnato lui, le due donne sono disegnate in maniera impeccabile e riesce a trasmettere bene la bruttezza della famiglia.

Boselli 8 

Marcello 8

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, MacParland dice:

 a metà del secondo albo, dove Boselli fa una cosa che non capisco, Jim Lane il fratello di Bronco umilia Jack Thunder con le colt. Dopo aver visto cosa fa Jack, il lettore ha 'paura' di lui e della sua banda, ma dopo un'umiliazione del genere non hai più paura dei nemici. La cosa giusta però è che Tex non venga a conoscenza, perchè sennò sarebbe andato ad Heaven con calma a piedi, facendo il giro largo poi arrivato in città si scolava un Whiskino d'annata e poi affrontava con la mano debole la banda di Jack Thunder.

 

 

 

Ma che dici? Se lo fanno fuori brutalmente nel giro di due pagine! E feriscono anche gravemente Bronco che si salva per miracolo. Quella scena serve a contrastare dei fuorilegge diciamo "umani" com i mostruosi psicopatici della banda Thunder. E ' fondamentale che Jim prima di morire dimostri se non altro la sua destrezza e che muoia da eroe. Però nonostante la sua abilità muore eccome!

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  • Sceriffi

Lo fanno fuori perchè sono di più e non sono degli sprovveduti. A seccarlo sono in tre e Lane è solo. Jim dimostra la sua destrezza nel Flashback in cui scappa (anche grazie al complice).  Poi Bronco dice: "Lui era una persona straordinaria!... Un uomo libero! Mi aveva cresciuto lui... E mi aveva anche insegnato a sparare, quando i miei genitori erano morti!..." In pratica è stato il mentore di suo fratello e Bronco quando appare per la prima volta si dimostra un nemico di rispetto, riesce a seminare i nostri e gioca uno scherzetto a Kit, quindi suo fratello non era da meno. Di certo non mi metto a discutere con l'autore della storia, solo un dubbio.

Edited by MacParland
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Avventura per me bellissima, tra le preferite e citate tra amici che leggono Tex.

Non ricordo bene se Nizzi o un altro autore, ma mi pare proprio Nizzi, la criticò ritenendola più adatta a Zagor.

Forse per via della caratterizzazione della "famiglia" di Thunder.

Non condivisi la critica allora, e ritengo tuttora sia stata ingiusta.

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