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TWF - Tex Willer Forum

Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex


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Il 25/4/2022 at 20:09, Condor senza meta dice:

in un'epoca in cui usi e consumi sono del tutto rivoluzionati e le giovani leve leggono pochissimo. 

 

Il 25/4/2022 at 21:40, Condor senza meta dice:

I ragazzini di oggi leggono poco e ancor meno fumetti classici come Tex.

 

Il 25/4/2022 at 21:56, PapeSatan dice:

Anche le ristampe (Collezione storica a colori di Repubblica, Tex 70 anni di un mito, le strisce anastatiche attualmente in edicola) credo che abbiano annoverato più acquirenti tra i fedelissimi oppure tra appassionati che avevano smesso di leggere Tex e hanno colto l'occasione per rimettersi al passo, piuttosto che tra le nuove generazioni.

    Io posso testimoniare che pur 'essendo un "giovanissimo" leggo assiduamente Tex (altrimenti non sarei qui) e anche le strisce ora in edicola, la passione mi è stata tramandata da uno zio e io la sto condividendo con mio padre.

Anche se è vero che tra i miei coetanei vanno molto più di moda i Manga (che leggo anch'io) ed i Comics, ma una cosa non esclude l'altra.

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<span style="color:red">46 minuti fa</span>, KitWiller dice:

Io posso testimoniare che pur 'essendo un "giovanissimo" leggo assiduamente Tex (altrimenti non sarei qui) e anche le strisce ora in edicola, la passione mi è stata tramandata da uno zio e io la sto condividendo con mio padre.

Anche se è vero che tra i miei coetanei vanno molto più di moda i Manga (che leggo anch'io) ed i Comics, ma una cosa non esclude l'altra.

Ben vengano le eccezioni che confermano la regola :).

 

Fa enorme piacere che giovani come te si innamorino dei fumetti. 

 

Mi auguro di sbagliarmi e che le mie teorie siano troppo pessimistiche, però, purtroppo se il numero di copie cala anno dopo anno e chiudono inesorabilmente le edicole, qualche causa ci sarà e il mancato ricambio generazionale, a mio avviso, è una di queste.

 

Se mi dite che i manga hanno intercettato le giovani leve, mi fido, ma quante copie vendono al mese i manga? Tanto per farmi un'idea.

 

A onor del vero, assisto a un freddo interesse dei giovanissimi in merito alle iniziative promosse dall'associazione culturale di cui faccio parte, e gli istituti scolastici di suo conto non brillano per coadiuvare la promozione dei romanzi a fumetti nelle classi per stimolare la lettura.

Forse è anche questo fattore che mi induce a essere pessimista, ma ripeto, auguro di sbagliarmi.

 

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, KitWiller dice:

 

 

    Io posso testimoniare che pur 'essendo un "giovanissimo" leggo assiduamente Tex (altrimenti non sarei qui) e anche le strisce ora in edicola, la passione mi è stata tramandata da uno zio e io la sto condividendo con mio padre.

Anche se è vero che tra i miei coetanei vanno molto più di moda i Manga (che leggo anch'io) ed i Comics, ma una cosa non esclude l'altra.

Molto bene, qualche giovanissimo che ama i "classici" per fortuna ancora c'é, però a questo punto sarei curioso di sapere quanti tra i "vecchi cammelli" che frequentano questo forum sono riusciti a trasmettere la loro passione per Tex a qualche giovanissimo parente... Io no.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, PapeSatan dice:

Molto bene, qualche giovanissimo che ama i "classici" per fortuna ancora c'é, però a questo punto sarei curioso di sapere quanti tra i "vecchi cammelli" che frequentano questo forum sono riusciti a trasmettere la loro passione per Tex a qualche giovanissimo parente... Io no.

E siamo in due. 

Ci ho provato con mio figlio. Nisba. 

In compenso 50 anni fa con mio padre ci son riuscito, ma, purtroppo, erano altri tempi. 

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@Condor senza meta  @PapeSatan  Sui manga considera che sono frequentemente nei 10 libri più venduti della settimana alla Mondadori / Feltrinelli (librerie non specializzate) e molte fumetterie della mia zona pur avendo anche bonelli/Disney vivono per il 90% di Manga.

Sul trasmettere la propria passione dalla parte di figlio posso dire che dal 2015 (quando mi sono appassionato di fumetto Disney) ad oggi ho trasmesso la passione per i fumetti a mia mamma, mio papà, almeno 2 amici (uno dei quali diventato più appassionato di me).

Penso che in questo momento in cui le vendite scarseggiano sia interesse di tutti noi appassionati promuovere il fumetto. 

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  • 1 month later...
Il 18/5/2022 at 17:42, KitWiller dice:

Penso che in questo momento in cui le vendite scarseggiano sia interesse di tutti noi appassionati promuovere il fumetto. 

Non sono d'accordo, se i lettori non leggono è sempre colpa della casa editrice... Su YouTube e su Twitch, ma più generalmente su internet, vengono letti e recensiti principalmente manga e questo elemento ha creato nelle nuove generazione un grandissimo interesse verso la nona arte. Intendiamoci, i manga non hanno nulla da invidiare ai fumetti europei, e viceversa, ma la Bonelli dovrebbe vendersi decisamente meglio.

Perchè i BD in Francia vendono da sempre? Perchè i cinecomics e le serie Disney+ vendono? Perchè i manga hanno appassionati che discutono di fumetti? Perchè in Italia la Bonelli e qualche altra casa mezza fallita (vero mio caro Bunker?) piangono miseria? E dobbiamo parlare del boom dei fumetti d'autore e dell'odio viscerale nato da molti bonelliani duri e crudi? Gipi non esiste, Manara è pieno di sé, Zerocalcare è sopravalutato... FumettiBrutti, Cartoni Morti e Sio da non considerarsi neppure fumetti... Il problema non sono i lettori, per me, che non leggono Bonelli! Il problema è esclusivamente la Bonelli, arroccata a idee vecchie e con una stuola di vecchi lettori che non rifiutano le nuove tendenze e qualsivoglia novità che i concorrenti hanno applicato da decenni!

Ricordiamoci che in Italia ci sono 14/15/16enni che leggono decine di albi nipponici al mese, fisici o digitali che siano, e che generalmente  IN ITALIA UN SOLO VOLUME MANGA NON COSTA MENO DI 5 EURO. 

In Italia OGGI abbiamo tantissimi 14enni che spendono 5 Euro (ma pure 8) ad albo a fumetti e che discutono tra loro di fumetti. In Italia OGGI abbiamo una ampissima community di content creator che parlano ogni giorno di manga e anime.

Il problema sono davvero le vendite Bonelli che scarseggiano o forse, e dico forse, queste ultime sono determinate da una gestione antiquata da ex leader del settore?  

P.S.5 Euro di manga che puntualmente sono ristampe... Per un lettore manga i fattori importanti per il proprio collezionismo sono il valore della storia e della edizione, questo fattore fa capire taaaaaaante cose sulla diversità di pubblico rispetto alla Bonelli!

 

La Bonelli ristampa per riproporre la solita vecchia minestra, le case che localizzano i manga ristampano per esaurimento copie...

 

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Senza offesa, ma c'è una spiegazione se i manga o i fumetti d'autore* vendono (comunque singolarmente meno di Tex e di qualche altra testata Bonelli

. Ah, non voglio apparire spocchioso o superiore, sono stato fortunato perchè i parenti mi hanno insegnato a leggere i fumetti partendo dai Bonelli. Per intenderci il mio zio ha comprato e leggeva Tex nel '48. 

Se molta gente parla di Manga e di robe varie è perchè, secondo me, sono molto più semplici da comprendere e forse qui c'entra anche il degrado culturale che l'Italia ha raggiunto.

 

E' vero, i Manga non costano meno di 5 euro, ma quelli che vendono non superano i sei euro, ovvero tutte le tipologie di Shonen e fumetti con mazzate, battute, ravanate (i fan di Dragon Ball capiranno) varie... 

Perchè le opere Urasawa e Tezuka per essere comprate hanno bisogno di un rene (Yawara ad esempio costava 8 euro ed un formato più piccolo di Diabolik) mentre "Demon Slayer" costa 5 euro? 

Perchè la gente si è abituata a leggere cazzate e robe più semplici, molto più semplici. 

 

Tornando al discorso di prima, credo che se ad un classico lettore di Shonen facessimo leggere i primi due numeri di Dampyr o anche la quadrupla a New York disegnata da Dotti, non capirebbe nulla, forse giusto i nomi dei protagonisti. 

 

Non lo dico per partito preso, fatevi un giro sulla community Tik Tok di Manga e Anime e avvisatemi quando trovate qualcuno che parla di Asano o Ken Sugimori e non dei soliti fumetti-mazzate. 

 

Ormai Tex è diventato un fumetto difficile da leggere e da capire e non aiuta la sua fama di "fumetto stantio", come se la storia ora in edicola sia scritta allo stesso modo di una di Nizzi dei primi '90, o ad una di Bonelli senior. 

Tex (e Zagor) sta bene così, la Bonelli può certamente riguadagnare lettori, anche se sono dell'opinione che per farlo dovrebbero scimmiottare dai giapponesi e le scimmiottature non funzionano quasi mai. 

 

*I cosiddetti autori che fanno "fumetti d'autore" che possono vantarsi delle vendite si contano sulle dita di una mano: Zerocalcare, Gipi, fumetti brutti, Sio e forse un altro paio (adesso voglio sapere se gli ultimi due che ho citato fanno bei fumetti. Per non parlare dei disegni...) 

 

Aggiungo una parte: io non voglio assolutamente denigrare i Manga, e neanche i lettori! Io parlo in generale e generalmente parlando quello che ho visto in questi mesi l'ho riportato sopra.

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Scusate ma sarà la millesima volta che sento di questi paragone fra Manga e Bonelli. Una volta da parte di chi esalta i manga che dice che sono più moderni, una volta da chi dice che sono roba per cerebrolesi e i Bonelli sono meglio (nota importante: sto semplificando ed estremizzando per farmi capire, non sto dicendo che gli ultimi due post siano arrivati a queste affermazioni).

 

Quello che pare sfuggire, è che è un confronto fra mele e pere. O fra cavoli e merende. O, per fare un esempio più calzante: è come guardare il prezzo industriale di un chicco di caffè, fare due conti, e chiedere di pagare il caffè al bar 5 centesimi. E poi discutere per anni se il caffè al bar deve costare più di un euro perchè è più buono di quello che si compra a sacchi o se costa di più perchè non lo beve nessuno... mentre la VERA differenza che aumenta il costo è IL BARISTA CHE TE LO FA E VORREBBE MAGARI CAMPARE CON IL SUO LAVORO.

 

In realtà questi discorsi non è vero che si fanno sul caffè al bar, perchè lì il barista LO VEDI, ti sta lì davanti, la capisci la differenza fra un sacco di caffè ancora in chicchi, e un caffè fatto da una persona davanti a te.

 

Il problema del fumetto è che il barista, non lo vedi. Vedi un manga stampato su una pagina e un Tex e dici "sono uguali, sono righe su una pagina!", ma non vedi il barista. Tex è stato sceneggiato da un autore che si fa pagare, altrimenti farebbe un altro mestiere, ed è disegnato da un'altra persona che per campare facendo quel mestiere deve prendere una cifra adeguata.

 

I manga non li fai. Non li fa nessuno in Italia. I manga li COPI. Paghi (se sei in regola) una cifra in proporzione molto piccola a chi li ha fatti in Giappone per avere il permesso di copiarli, e poi paghi qualcuno per tradurre e per cambiare il lettering (anni fa si pagava anche l'adattamento grafico, oggi spesso non fanno manco quello per risparmiare...)

 

Un albo di Tex può costare, PRIMA di venire stampato, oltre 100.000 Euro per pagare redazione, sceneggiatori, disegnatori, letteristi, etc.

 

I diritti per RISTAMPARE un Manga in Italia costano molto meno. Ma davvero molto, molto, molto meno. Le cifre esatte sono segretissime e non si divulgano, e dipendono dalla serie (ovvio che One Piece costa molto più di una singola graphic novel di un autore sconosciuto), e dipendono anche dal tipo di "pacchetto" si fa (normalmente una casa editrice italiana compra un tot di serie tutte insieme, contrattando magari prezzi più scontati, anche se magari alcune di quelle serie deciderà di non pubblicarle nemmeno). Non mi meraviglierebbe scoprire che i diritti di un albo di una serie di non grande successo presa "a pacchetto"  gli costino un centinaio di Euro.

 

Sì, parlo di MILLE VOLTE DI MENO.  E anche se i prezzi fossero molto superiori, quanto arrivano, a cento volte meno? È comunque un costo irrisorio rispetto al produrre albi nuovi.

 

Quindi la famosa domanda su cui li lambiccano in tanti, "come mai escono tanti manga?", giungendo magari a deduzioni strampalate ("si vede che vendono più dei Bonelli") ha una risposta semplicissima: si pubblicano tanti manga perchè pubblicarli non costa un cazzo.  Pubblicando RISTAMPE è una cosa per cui bastano vendite bassissime per andare in pari e anche un tizio che vive con i genitori e come magazzino usa il suo garage può farlo con relativamente pochi soldi , mentre PRODURRE fumetti ha costi altissimi e richiede un investimento iniziale di milioni di Euro.

 

In Italia di produttori di fumetti che ne sono pochissimi (Bonelli, la sezione Disney della Panini, la Bao e la Coconino per pochissimi autori Italiani anche se gran parte del loro catalogo è fatto di ristampe, e molto più in piccolo Astorina e la famiglia Secchi, e pochissimi altri), la maggior parte degli editori RISTAMPA fumetti, e sarebbero da confrontare più con "le storie Cult" che con Tex...

 

State tranquilli che se i manga dovessero DISEGNARLI in Italia, il 99% chiude domani. Resterebbero forse Naruto, One Piece e pochi altri, soprattutto per il traino delle serie animate. Senza il traino delle serie animate probabilmente non sopravviverebbe un singolo manga. Idem per fumetti americani (quelli chiuderebbero tutti subito) e francesi.  [Le graphic novel italiane fanno storia a parte perchè lì l'editore paga a percentuale, quindi molto campano sul fatto che chi realizza i fumetti guadagna meno che se avesse passato quel tempo a raccogliere pomodori in nero...)

 

Sono industrie diverse e prodotti diversi. Non si può dire "ma perchè la Bonelli non fa manga?" perchè per pubblicare Manga, la Bonelli dovrebbe spedire l'autore in Giappone, farlo pubblicare lì da un giapponese, poi comprare i diritti per un tozzo di pane, solo così potrebbe sopravvivere con le tirature dei manga (a proposito, la trafila dell'autore spedito in Giappone non è campata per aria, esiste davvero in versione francese: da decenni le case editrici italiane dicono agli autori italiani, anche famosi come Giardino, Pratt o Manara, di andare a pubblicare in francia così possono poi ristamparli in Italia spendendo meno. Non potrebbero permettersi di pagarli per produrre fumetti, ma solo per ristamparli...

  • +1 1
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@MacParland @Diablero avete parlato di aspetti molto interessanti da analizzare assieme perciò mi devo scusare e rimando la discussione a domattina. Sono stanco e da telefono preferisco non scrivere, domani saró ben lieto di rispondervi nel migliore dei modi… Ho già avuto modo di discutere in maniera accesa con Diablero ma su ciò che ha detto, pur non essendo il focus del mio messaggio, mi trovi generalmente d’accordo…

Buonanotte a domani!

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(in realtà non avevo finito, ma ho preferito dividere il post per rischiare di meno di perdere tutto cliccando il tasto sbagliato)

 

-fine parte uno - inizio parte 2: dove vado dal generale alle risposte ai messaggi precedenti:

 

5 hours ago, JohnnyColt said:

Su YouTube e su Twitch, ma più generalmente su internet, vengono letti e recensiti principalmente manga

...che in gran parte vendono meno dei Bonelli. E se fosse solo questione dei video su You Tube, ce ne sono tantissimi anche dedicati ai fumetti Bonelli, mi sa che ci sono serie che hanno più video su you tube che lettori...

 

L'approccio "facciamone parlare su You Tube, così vende di più" ha avuto un sostenitore alla Bonelli, che l'ha messa in atto: Recchioni su Dylan Dog. "far parlare di Dylan Dog" è stata dall'inizio la sua strategia, e ha funzionato benissimo...  nel far PARLARE di Dylan Dog. Non si è mai parlato tanto di Dylan Dog come adesso. (ai tempi delle 500.000 copie non esisteva ancora il web). Solo che, come hanno scoperto alla Bonelli, far PARLARE non corrisponde direttamente a FAR VENDERE...

 

Alla fine, "le parole stanno a zero", il punto è... quel fumetto PIACE? Se piace, la gente ne parlerà da sola, senza bisogno di fare polemiche in cerca di pubblicità...  se NON PIACE, se ne parlerà comunque male, e crei solo pubblicità negativa.

 

5 hours ago, JohnnyColt said:

Perchè i BD in Francia vendono da sempre? Perchè i cinecomics e le serie Disney+ vendono?

 

La Francia è un mercato diverso da sempre. Non so perchè. Hanno sterminato per tempo tutti i pedagoghi? Chissà, ma in generale, in Francia leggono di più. Punto.

 

In Italia abbiamo percentuali di analfabeti funzionali terrificanti, e culturalmente da sempre c'è l'idea che chi legge è un fesso, che va deriso (secondo un monologo televisivo di Saviano, in Campania "leggere molti libri" sarebbe considerato segno di essere "ricchione". Non so se è vero, io non sono campano, lui sì. Qui al nord hanno fatto più danni i pedagoghi spandendo le loro farneticazioni sui fumetti, se ti vedono leggere in un autobus la Divina Commedia pensano sei un professore o qualcuno che, poveretto, lo deve fare per lavoro, se ti vedono leggere Dampyr o Maus pensano che sei un bambinone. E questa è l'opera della scuola e dei pedagoghi, che ti devono insegnare che leggere è uno schifo faticoso che devi fare solo per trovare lavoro tramite una laurea, e che i fumetti sono solo per i bambini meno intelligenti perchè non ti servono per prendere il pezzo di carta)

 

È vero che si citano oggi spesso numeri trionfanti sulla quantità dei libri per bambini venduti (sempre una miserie rispetto a quelli venduti in Francia), ma il fatto che questo si associa all'aumento continuo degli analfabeti funzionali mi fa sospettare che ai libri VENDUTI (magari ai genitori) magari non corrispondono libri LETTI.  E il fatto che molti di questi libri sembrano fatti sulle indicazioni "formative" di pedagoghi garantisce che chi li leggerà odierà in breve tempo anche solo l'idea di leggere un libro. (sarei molto, molto più ottimista sul futuro della lettura in Italia se mi dicessero che i libri consigliati dai pedagoghi non vendono più un tubo mentre sta aumentando il numero di pornazzi letti da minorenni: abbiamo bisogno di più lettori entusiasti e soddisfatti e di meno pedagoghi...)

 

Ma insomma, il riassunto è: in Italia si venera l'ignoranza, l'analfabetismo è un vanto, la scuola deve servire da parcheggio dove pescare schiavi obbligati a lavorare gratis, e poi ci si meraviglia che in Francia leggano di più?

 

Sui cinecomics, il loro paradosso dimostra un fatto semplicissimo: il film di qualcosa non basta a far vendere quella cosa.

 

Il film di Thor incassa oltre un miliardo di dollari (sono oltre cento milioni di spettatori...) e il suo fumetto non aumenta le vendite, anzi calano ancora, meno di uno spettatore ogni mille probabilmente compra Thor. Perchè?

 

Perché il fatto che qualcuno abbia voglia di andare al cinema non vuol dire che solo per questo abbia voglia di leggere fumetti.

 

I casi di fumetti che hanno avuto un boom di vendite dopo un film sono legati a STORIE (il Corvo, Watchmen - che comunque aveva già superato due milioni di copie senza il film - Scott Pilgrim, Sin City etc.) mentre i film legati ai PERSONAGGI non ne hanno in genere alcun beneficio (e qui si vede un possibile motivo per cui invece gli anime avvantaggino spesso i manga: di solito si tratta appunto di storie, con un inizio e una fine...)

 

Ma qualunque si la causa...  i film Marvel sono stabili al top degli incassi, ma i fumetti Marvel non vendono un tubo (fanno eccezione i fumetti classici ristampati come allegati con un certo successo, ma lì scatta la nostalgia per fumetti che all'epoca vendevano molto di più). Con gli Anime c'è un aumento di vendite, ma partendo da cifre piccole, a parte pochi casi eclatanti di grandissimi successi internazionali spinti da film , serie TV, videogiochi, etc (investimenti totalmente fuori dalla portata della Bonelli) rimangono comunque cifre piccole.

 

E SEMPRE anche nel caso dei giapponesi, PRIMA una serie a fumetti ha un grandissimo successo (che da quelle parti può voler dire milioni di copie, lì vale lo stesso discorso della Francia, tutti i pedagoghi saranno stati costretti a fare harakiri dopo i loro primi spettacolari fallimenti), POI si investe in film, videogiochi, etc.

 

Insomma, con il tempo, "i soldi veri" hanno capito che non ha alcun senso sperare di promuovere le vendite di un fumetto con un film o una serie, avrebbe lo stesso senso del costruire a debito una portaerei sperando di vendergli poi un portacenere.  Con le vendite dei fumetti un film non te lo paghi, stop, basta sognare.  Quello che funziona invece è guardare i fumetti che GIÀ vendono, perchè significa che la storia piace, e quindi ha senso farci un film, ma PER GUADAGNARCI CON IL FILM, non certo con il fumetto...

 

5 hours ago, JohnnyColt said:

E dobbiamo parlare del boom dei fumetti d'autore

Un boom molto gonfiato.

 

Prendi le cifre (giustamente trionfali) che pubblica la BAO sulle loro vendite. E guarda le cifre che pubblica sulle vendite di Zerocalcare.

 

Togli alle vendite sbandierate di "tutta la Bao" le vendite sbandierate del solo Zerocalcare (che ormai vende duecentomila copie di ogni nuovo libro e continua a vendere anche i vecchi, quindi la cifra è in continuo aumento). La differenza dividila per il numero dei volumi NON di Zerocalcare, e guarda quanto vendono, IN MEDIA (quindi, molti vendono meno) gli altri.

il risultato che ottieni è "o è una ristampa che hanno pagato pochissimo, e quindi forse qualcosina hanno guadagnato, o l'autore ci prende meno che se fosse andato a raccogliere pomodori in nero" (e qui forse intuite come mai i disegni delle graphic novel sono via via sempre più stilizzati: necessità artistiche? No, necessità che l'autore se vuole campare deve andare di corsa a fare un altro lavoro e quindi disegna in fretta nei ritagli di tempo fra la consegna di una pizza e l'altra...)

 

Non esiste nessun boom delle graphic novel in Italia.  Esistono invece due fenomeni che vengono raccontati come "boom delle graphic novel" dai giornalisti che fanno marchette pubblicitarie:

1) Un boom, stratosferico, di Zerocalcare, e solo di Zerocalcare. (associati a piccoli successi di altri autori come Gipi, ma molto inferiori, e sono anche questi pochissimi)

2) Molti editori si sono accorti che se pubblicano "a graphic novel" possono (1) prendere i diritti all'estero pagandoli ancora meno (un singolo volume costa meno di una serie) o (2) scaricare le scarse vendite sull'autore, pagandolo molto meno (a percentuale), guadagnandoci qualcosina anche da un libro che venda pochissimo. Se ne pubblichi 200 senza spendere praticamente un soldo per la promozione ci paghi tutte le spese della casa editrice...

 

Si era già visto, con il boom delle "scuole di fumetto", che in Italia in tanti sono disposti a pagare loro nella speranza di diventare un giorno un "autore di fumetti" (ma pensano di riuscirci seguendo gli insegnamenti di qualcuno che nel settore non lavora più perchè non vende e quindi insegna, piuttosto che studiarsi i pochi fumetti che possono ancora offrire lavoro). di gente disposta a fare "graphic novel" praticamente gratis se ne troverà sempre...

 

6 hours ago, JohnnyColt said:

E dobbiamo parlare del boom dei fumetti d'autore e dell'odio viscerale nato da molti bonelliani duri e crudi? Gipi non esiste, Manara è pieno di sé, Zerocalcare è sopravalutato...

 

Ecco, qui finalmente per me tocchi il punto dolente.

 

Lasciamo stare il paragone con manga e supereroi (ristampare non è produrre), lasciamo stare voli pindarici sui film (i film fanno storia a parte), lasciamo stare il boom delle Graphic Novel (che non esiste), la cosa davvero assurda è questa:

 

Hai, in un momento in cui praticamente NIENTE vende, alcuni casi di grandi successi. Nel caso di Zerocalcare, un successo che non si era mai visto in Italia, e... il mondo del fumetto "popolare" chiude gli occhi e strilla "la la là non sento, non sento, non mi riguarda!"?

 

Ora, i grandi Editori del passato erano soprattutto grandi fiutatori di qualsiasi moda o novità che potesse vendere. Poi la copiavano, magari in maniera cialtrona, ma a volte no. Il Piccolo Sceriffo vende? La Bonelli lancia subito una nuova serie in quel formato (forse la conoscete, si chiama Tex), usando il "genere" che vende di più in quel periodo, il western. Nasce Diabolik? Subito partono Kriminal, Satanik, Zakimort.  E il più grande successo degli anni 80 per l'ediperiodici probabilmente è stato "il paninaro".

 

Non dico che dovrebbero scopiazzare Zerocalcare, creando serie con personaggio romani che parlano a vari animali invisibili. Sarebbe ridicolo e anche patetico. No. Quello che dovrebbero fare è analizzare il successo di Zerocalcare, per vedere se può dargli informazioni su quello che cerca quel pubblico.

 

Oppure, meglio ancora...  poteva pubblicarlo direttamente la Bonelli. Zerocalcare si autopubblicava. La Bao ha avuto le antenne pronte e quando ha saputo di questo nuovo autore, l'ha cercato e gli ha proposto di pubblicare le sue opere.

Avrebbe potuto anche essere la Bonelli. Se qualcuno alla Bonelli avesse guardato qualcosa fuori dalla Bonelli. Mentre invece mentre Zerocalcare aveva già passato le centomila copie a volume e veniva intervistato in TV, la maggior parte degli autori Bonelli o cadeva dalle nuvole ("Zerocalcare chi?") o minimizzava ("è una moda, fra cinque anni non se lo ricorda nessuno" - in realtà cinque anni dopo è a 200.000 a volume e ha prodotto la serie Netflix italiana di maggior successo, e sta venendo pubblicato in Francia e negli USA), o peggio ancora sparava le solite quattro fregnacce marcie sul "fumetto d'autore" ("noi non facciamo fumetto d'autore, facciamo fumetto popolare" - ma che vi siete fumati, Giuda ballerino? Pubblicate roba che non se la fila nessuno e pensate di essere "popolari"? Zerocalcare, LUI è "popolare" e vende "al popolo", voi fate roba che se la leggono al massimo al circolino dei fanzinari amici vostri. Chi sarebbe "popolare" qui?)

 

Autoreferenzialità, incapacità di vedere cosa c'è fuori, disinteresse verso le tendenze del pubblico (e in generale per il pubblico)... boh, mi sembra la descrizione di un impiego statale. E se alla Bonelli si vedono come impiegati statali, non mi meraviglia l'ostilità di tanti verso Zerocalcare: se hai un impiego statale non te ne importa tanto della soddisfazione del pubblico, ti importa soprattutto che non arrivino altri magari più bravi di te che non ti portino via la promozione...

 

6 hours ago, JohnnyColt said:

Il problema non sono i lettori, per me, che non leggono Bonelli! Il problema è esclusivamente la Bonelli, arroccata a idee vecchie e con una stuola di vecchi lettori che non rifiutano le nuove tendenze e qualsivoglia novità che i concorrenti hanno applicato da decenni!

 

TUTTE le idee sono VECCHIE!

 

Le idee sono ad un soldo la dozzina. Non valgono niente. Pensi che se ti veniva l'idea "faccio un fumetto con protagonista un romano lamentone che parla con un animale invisibile" avresti venduto tanto quanto Zerocalcare?  (e poi, per me la vera grande idea geniale di Zerocalcare è l'Amico Cinghiale. Quello per me sono in tanti a mordersi le mani per non averlo inventato. E il bello è che Zero insiste che esiste veramente...)

 

E poi...  "animale immaginario parlante" sarebbe un'idea nuova e innovativa? Calvin & Hobbes? Francis? Pinocchio?

 

Le idee sono ad un soldo la dozzina. Tutti ne hanno centinaia, gratis. Se ti pare originale ce l'hanno avuta già in mille. E se è anche una BUONA idea, vuol dire che è vecchia perchè avrà funzionato anche in passato.

 

"filmarmi su you tube mentre faccio a testate contro un intercity in corsa" è un idea innovativa (anche se comunque non originale, per me qualcuno l'ha già fatto), nessuno l'ha avuta prima che inventassero gli intercity.  "esprimo la mia visione del mondo facendo finta di parlare con esseri invisibili" è un idea vecchissima che ha già dato vita a moltissimi best-seller (e anche a diverse religioni)

 

In genere, se un idea è buona, è vecchia. Quindi la ricerca di "idee innovative" non ha senso.

 

Pensi che certi autori siano scarsi perchè non sono stati forniti di adeguate "idee innovative"?

 

No, sono scarsi perchè sono scarsi. Puoi dargli l'idea che ti pare, il livello del risultato non cambia. Mentre se un autore è bravo ti tira fuori una bella storia da idee vecchissime.

 

Il problema non sono le idee, è la bravura di chi le dovrebbe mettere in pratica.

 

E se hai autori che rovinano qualunque idea, producendo roba noiosa, finisce che ti allevi un pubblico che pensa che la colpa di quelle ciofeche sia delle idee, e non degli autori che le hanno realizzate...

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I manga shonen e shojo sono spesso frivoli però non li definirei inappropriati o effetto di una ignorantizzazione della popolazione. Come i film Pixar o quelli dellos Studio Ghibli, gli shonen hanno secondo me più livelli di lettura in base alla formazione del lettore... Se leggessi l'Attacco dei giganti o Death Note capiresti che tutto sommato si parla di etica, politica e altri temi che in realtà non sono frivoli, Dragonball stesso ha alle spalle un costrutto filosofico interessantissimo e altre pietre come Devilman o Jojo sono tecnicamente Shonen ma hanno temi molto più maturi di quanto sembra. Se ci pensiamo bene un Tex all'epoca era da considerarsi una lettura "da adulti" e le letture per i ragazzini erano molto meno impegnative. Puntualmente nelle produzioni minori e più "infantili", passatemi il termine, c'erano sempre i soliti temi triti e ritriti... La grande perla italiana secondo me è la Disney perchè si concentra sui bambini più piccoli ma riesce talvolta ad inserire temi non indifferenti e vendere ad ogni fascia d'età! Chiuso il discorso Shonen la questione "AUTORI" giapponesi beh, la faccenda cambia. I ragazzini, come è giusto che sia, si concentrano su altro ma gli appassionati parlano di Akira, Buona notte Pun Pun, I tre Adolf ecc. ecc. In Italia a ben vedere c'è molto più fermento tra gli appassionati del fumetto alto giapponese che tu hai citato rispetto a quello italiano. Lo so, questa cosa è strana ma è più che normale se si considera che la gente si informa su internet e che segue Dario Moccia o altri. Sembra davvero una idiozia accreditare il merito a un ristretto numero di content creator ma chi è molto seguito è molto ascoltato e può creare tendenze. Diablero dice che ci sono tanti canali che trattano Bonelli ma ricordo che non fanno numeri e non creano hype...

Tex può essere difficile da leggere ma la caratura degli autori alle sue spalle può fare tanto, più che altro ritengo sia la Bonelli stessa (parlo dell'editore) a trarre guadagno dal venderlo come fumetto stantio da spremere...

Per la questione prezzo ti ricordo che tanto o poco costano più di un Bonelli e sono puntualmente ristampe... Ci tenevo solo a sottolineare come ci sia un buon pubblico disposto a spendere 5/6/7 EURO per albo a fumetti e che è scorretto sottolineare una carenza di lettori per giustificare le proprie colpe.

Ora rispondo bene a @Diablero, hai messo sul tavolo molti argomenti interessanti quindi non prometto di fare una risposta concisa. 

Con il tuo primo messaggio mi trovi generalmente d'accordo ma non condivido il fatto che Manga e Fumetti Italiani siano da considerarsi due entità differenti. Sono entrambe pubblicazioni a fumetti che POTENZIALMENTE potrebbero accomunarsi da uno stesso bacino di utenza. Per la questione quantità mi trovi d'accordo ma ricordiamoci sempre che si sta parlando, piaccia o non piaccia, di prodotti di qualità! Su 10 serie nipponiche giusto 3 creano hype e le altre 7 si devono arrendere a vendite inferiori. Tutte le altre serie o sono di minore qualità o banalmente sono di nicchia in confronto ad un One Piece... A testate che attirano la Bonelli, se fosse gestita da competenti, avrebbe un parco titoli decisamente messo meglio rispetto ai vari shonen. Tu poi fai un discorso di costi e prezzi molto interessante e sono concorde con il dire che per il lavoro dietro ad un Bonelli il prezzo sia sbagliato: per quanto mi rigurda se una banalissima ristampa Planet Manga viene 6 Euro un Tex ne vale il doppio... La cosa per me davvero assurda sono i prezzi dei manga in Italia, ristampe già fatte da altri che hanno un prezzo assurdo. Pensiamo a una cosa, in Giappone gli Shonen vengono prodotti a ritmi infernali per essere quindi pubblicati su riviste contenitore usa e getta e solo successivamente su brossurato singolo. Un Attacco dei giganti, su amazon.jp, viene a 572 Yen (al cambio 4,06 Euro), non è una cifra così barbina ma la versione italiana vale quei 2 Euro in più? Bah, per me no! 

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<span style="color:red">14 ore fa</span>, MacParland dice:

 Tornando al discorso di prima, credo che se ad un classico lettore di Shonen facessimo leggere i primi due numeri di Dampyr o anche la quadrupla a New York disegnata da Dotti, non capirebbe nulla, forse giusto i nomi dei protagonisti. 

 

 Ormai Tex è diventato un fumetto difficile da leggere e da capire  

 

 

Qui sta il problema, principalmente. Inutile nascondersi nel terreno come gli struzzi. Prima il linguaggio poetico è diventato incomprensibile. Poi il romanzo ottocentesco. Poi Pavese, la Ginzburg e il 900. Poi i quotidiani,. Ora anche Maus è difficile per gli studenti del liceo. E di conseguenza anche i fumetti Bonelli. Tra poco anche Twitter sarà troppo complesso.

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Buongiorno!

 

In qualità di quasi-ex-giovane (compirò 32 anni a ottobre) e di quasi-ex-lettore di manga (quando One Piece sarà finito lo diventerò ufficialmente), mi sento di dire la mia in merito agli ultimi commenti e magari dare un piccolo contributo.

 

(chiedo scusa se parte il pippone)

 

La mia biografia fumettistica è la seguente: ho iniziato leggendo letteralmente di tutto come Topolino, Zagor, Il comandante Mark, qualche Tex sparso (che da bambino mi piaceva poco) e qualche manga come Dragon Ball. Nell'età dell'adolescenza le letture erano fondamentalmente divise in due: vari manga e qualche Bonelli. Pian piano, i Bonelli e qualche altro autore come Pratt, Manara e Crepax hanno preso il sopravvento al punto che oggi di manga leggo solo One Piece, cioè una volta ogni tre mesi circa, per il resto solo roba nostrana o francese. I manga che leggevo una volta o sono finiti o si sono interrotti da anni, mentre i nuovi non mi interessano.

 

Da quasi-ex-lettore di manga (One Piece, L'attacco dei giganti, Berserk, Alita, Vagabond fra i principali) posso dire che quello che mi attirava inizialmente erano sì le trame avvincenti e le ambientazioni fantasiose, ma ciò che affascinava me e, per testimonianza diretta, i miei coetanei del periodo e ci convinceva a continuare a leggere quei fumetti era il fatto che i protagonisti fossero spesso degli adolescenti che crescevano e maturavano nel tempo man mano che proseguiva la storia e facevano esperienze di vita. 

 

Esattamente come accadeva a noi a 15/16 anni.

 

Gatsu di Berserk è un ragazzo chiuso, scontroso e incarognito con il mondo, poi l'inserimento in un gruppo di compagni lo porta a crescere e a sentirsi parte di una comunità (ho semplificato scandalosamente, andatevi a leggere il fumetto); Mikasa de L'attacco dei giganti all'inizio è chiusa e repressa emotivamente a causa di un trauma infantile, poi lo supera e si apre alle altre persone; Usop di One Piece è un bugiardo fifone con complessi di inferiorità che, spronato dai compagni, trova le proprie qualità, le coltiva e le fa crescere.

 

Sono questi personaggi imperfetti, acerbi e in divenire che popolano i manga e sono personaggi che crescono e cambiano, pur rimanendo sempre loro, esattamente come fanno gli adolescenti ed è per questo che risultano così affascinanti per quel target.

 

Poi iniziano le esperienze di vita vera ed è il lettore stesso che cresce e matura e pian piano abbandona certe letture perché è andato avanti. A volte le abbandona del tutto, e io conosco gente che ha riempito la casa di manga per anni e adesso si legge al massimo la fattura del commercialista, oppure passa ad altro.

 

Tex, ma in generale tutta la Bonelli, non offre personaggi di questo tipo: o meglio, quelli che cambiano e si evolvono sono casomai i comprimari della singola storia. Tex e i pards sono così, hanno il loro carattere e non cambiano più. Il che, per me, VA BENISSIMO, io non voglio che Tex cambi personalità e parta per un viaggio in montagna in cerca di se stesso, voglio che rimanga così com'è. Nei limiti del possibile dettati dalla rotazione degli autore, ma che non diventi un bounty killer!

 

Però i manga hanno quest'arma in più: propongono dei protagonisti che sono in qualche misura uguali a loro e li inseriscono in un contesto fantasioso e non convenzionale. I lettori vengono attratti dal contesto del fumetto, e ci sta, ma se rimangono per 10, 50, 100 numeri, è per i personaggi.

 

Ergo, i lettori di 15/16 anni in larga parte non leggono Tex perché non gliene frega niente: io stesso ricordo che da ragazzo provai a convincere alcuni amici (lettori di manga) a leggere Tex dicendo che era disegnato benissimo e che aveva storie avvincenti. Il tenore dei commenti fu il seguente: "Indiani e cowboy? Bah!"

 

Da lì ho capito che quella del venditore non sarebbe stata la mia strada, ma ho capito anche che la percezione (che sia del tasso di criminalità, del clima o dei fumetti Bonelli) è il male del mondo e che per cambiare la percezione dei lettori o, più in generale, dei consumatori ce ne vuole. Significa investire una barca di soldi in marketing e comunicazione senza avere la certezza di un ritorno economico, roba che in tempi come questi ci vuole un gran coraggio a fare. 

 

Che poi, a ben vedere, la Bonelli a intercettare il pubblico degli adolescenti ci ha provato con Dragonero Adventures, 4Hoods e Creepy Past. Sono passati anni, ma secondo me in redazione ancora piangono al pensiero dei soldi che hanno buttato dalla finestra.

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@Diablero

Mi hai parlato di Recchioni come esempio malfunzionante di ciò che dicevo circa la sponsorizzazione. Perchè non ha funzionato del tutto? Per il fumetto proposto ERA PESSIMO! Siamo onesti, Recchioni ha voluto vendere in quel modo perchè sennò NESSUNO, neppure tra i giovani lettori di Dyd, avrebbe scommesso su un soft reboot così raffazzonato e neppure così tanto soft!

 

Io parlo di creare una macchina digitale che consideri gli inediti leggibili da tablet, la copertura del mercato con serie smaccatamente mature o bambinesche, la multisettorialità, l'utilizzo di internet come una azienda simile dovrebbe fare nel 2022, l'utilizzo dei social e delle piattaforme come Twitch, la sposorizzazione dei propri prodotti con figure o prodotti simili. Parlo di una rivoluzione dell'intera struttura organizzativa che la Bonelli non vuole fare perchè ancorata ad una tradizione che in passato ha funzionato ma che oggi la porta ad arrancare e piangere miseria in 2^ di copertina. Poi vende più di chiunque altro? Chapeau, visto il suo passato sarebbe il colpo il contrario, ma diciamo le cose come sono: le vendite sono in calo, ogni tre per due si giustifica per x motivi, fa iniziative che palesemente non hanno una direzione univoca e sta scontentando con tutto ciò una parte di zoccolo duro (che di fatto si tratta del solo loro pubblico). I giovani in tutto ciò non esistono. Poi mi si chiede perchè i manga vendono... Perchè banalmente sono pubblicizzati bene e hanno una costruzione attorno che SERGIO BONELLI non ha voluto fare negli anni '90 e negli anni 2000! Sono il primo a dare meriti al buon Sergione ma la sua gestione finale è stata estremamente conservatrice. Vuoi avvicinarti con gli euromanga? Proponimi una selezione di tuoi prodotti in quello stile ma differenziati dalle classiche testate... Vuoi avere un taglio più maturo? Mi va benissimo la sottoetichetta (che poi non è mai stata davvero ma amen) Audace ma devi supportarmela per un tot di tempo e devi permettere al lettore di affezionarcisi. Vuoi crearmi i Bonelli Kidz e prodotti più infantili? Benissimo ma non farmi saltare il progetto l'anno dopo... In tutto ciò noto troppa confusione e poca vera intenzionalità ad estendersi per target, alla fine chi ci rimette è il pubblico che si stava avvicinando alle nuove iniziative editoriali...

 

La Francia è un mercato diverso perchè da sempre i fumetti sono associati ai libri veri e propri e vengono venduti non per forza come oggetto di consumo usa e getta. Questa cosa ha fatto sì che in Francia si creasse una cultura del fumetto popolare (penso a un Tintin o ad un Asterix) molto più vicino al fumetto d'autore mentre in Italia l'utilizzo delle edicole come veicolo principale di diffusione del fumetto ha creato fin da subito una dicotomia tra letture usa e getta alla Tex o alla Diabolik e l'aulicità quasi sacra di un Andrea Pazienza o di un Guido Crepax. Questa è la mia riflessione sull'argomento, sicuramente manca di elementi ma la vera differenza tra Italia e Francia sta proprio nella percezione differente creata da una scelta distributiva differente. A ben guardare anche il Giappone ha seguito un ragionamento abbastanza simile alla Francia, la distribuzione dei volumi "popolari" avviene in vere e proprie fumetterie in cui  copresenziano tanto i classici Dragon Ball quanto i vari Asano... In più abbiamo le famose riviste che vengono vendute in edicola come carta straccia usa e getta e le cui storie vengono valorizzate soltanto col passaggio ai tankobon... 

 

Sui cinecomics sarò breve perchè il mio parere già l'ho espresso più volte. Le vendite degli albi interessano se fai soltanto fumetti. Nel 2022 è assurdo che in Italia non esista una multisettorialità che in TUTTI gli altri principali bacini della nona arte c'è. I cinecomics vendono ma i fumetti no? La Marvel SE NE FREGA, chissene se una cosa vende e l'altra no... l'importante è il brand, il marchio, la riconoscibilità. La Marvel è il più grande franchise cinematografico della storia, ha riconoscibilità in tutto il mondo, è un incasso assicurato, apre attrazioni nei vari Disneyland di tutto il mondo, vende merch a pacchi... Davvero ha senso continuare a perpetrare la provincialotta retorica del "i comics non vendono"? 

I Francesi hanno applicato questo assunto a proprio modo, i giappo da decenni usano i manga come storyboard per anime e videogiochi e l'Italia? Cara grazia che sia uscito recentemente il film su Diabolik (che strano, dell'Astorina :lol:) perchè saremmo rimasti fermi a Giuliano Gemma in camicia rosa!!! Ma comunque siamo anni indietro anche solo ai nostri cugini transalpini... Il problema sta proprio nel volersi ossessivamente crogilare sulle copie vendute, nel voler ragionare in maniera fintamente moderna utilizzando assiomatiche tesi vecchie di 60 anni. Nel 2022 una azienda di intrattenimento si deve occupare di vendere l'intero pacchetto e non di porsi il problema se Mercurio Loi riuscirà a vendere come One Piece... La cosa può non piacere ai più tradizionalisti ma questo è, dimostrato da fin troppe aziende dell'intrattenimento e che vede in Italia una Bonelli riluttante verso quasivoglia innovazione o cambio di rotta. E' triste...

 

7 ore fa, Diablero dice:

Non esiste nessun boom delle graphic novel in Italia.  Esistono invece due fenomeni che vengono raccontati come "boom delle graphic novel" dai giornalisti che fanno marchette pubblicitarie:

1) Un boom, stratosferico, di Zerocalcare, e solo di Zerocalcare. (associati a piccoli successi di altri autori come Gipi, ma molto inferiori, e sono anche questi pochissimi)

2) Molti editori si sono accorti che se pubblicano "a graphic novel" possono (1) prendere i diritti all'estero pagandoli ancora meno (un singolo volume costa meno di una serie) o (2) scaricare le scarse vendite sull'autore, pagandolo molto meno (a percentuale), guadagnandoci qualcosina anche da un libro che venda pochissimo. Se ne pubblichi 200 senza spendere praticamente un soldo per la promozione ci paghi tutte le spese della casa editrice...

[...]

il mondo del fumetto "popolare" chiude gli occhi e strilla "la la là non sento, non sento, non mi riguarda!"?

[...]

Autoreferenzialità, incapacità di vedere cosa c'è fuori, disinteresse verso le tendenze del pubblico (e in generale per il pubblico)... boh, mi sembra la descrizione di un impiego statale. E se alla Bonelli si vedono come impiegati statali, non mi meraviglia l'ostilità di tanti verso Zerocalcare: se hai un impiego statale non te ne importa tanto della soddisfazione del pubblico, ti importa soprattutto che non arrivino altri magari più bravi di te che non ti portino via la promozione...

Mi trovi d'accordo sul fatto che non sia un boom autentico ma a livello di hype comunque ritengo che uno ZeroCalcare a Netflix e un Gipi su La7 fanno tantissimo all'intero mercato. E' un discorso molto più complesso che ho voluto semplificare in "boom" ma condivido con la maggior parte delle tue tesi al riguardo...

Una azienda come Bonelli avrebbe dovuto prendere il successo di Zero e renderlo proprio, sono pressochè d'accordo con te e rincaro la dose dicendo che la casa milanese potrebbe uscire dalla sua etichetta di fumetto "popolare" (inteso per il popolo) per rivendersi in qualche modo come editrice "popolare" (che piace, che vende) nella sponsorizzazione degli autori stile ZeroCalcare o Gipi. Insomma, la Bonelli potrebbe un po' avvicinarsi all'idea francese di fumetto da libreria e rivendersi magari come sottoeticchetta in stile Coconino. Si potrebbe adirittura trovare un predecessore a quello che dico: "Un uomo un'avventura"

... e ho detto tutto...

 

Per la questione idee vecchie si può discutere. Io personalmente credo che la dicotomia sia tra idee tradizionaliste/conservatrici Vs. idee applicabili ad un mondo digitale e globalizzato. La Bonelli ha tantissime menti alle sue spalle, menti che meriterebbero molto di più (molta più celebrazione e molto più riconoscimento) e che non per forza di cose procedono a idee vecchie... Semplicemente secondo me la gestione di queste idee è talvolta disfunzionale e arretrata, ancora una volta è un problema di menagement... La Bonelli potrebbe vendere tantissimo tra i giovani e mai come ora (parlo degli ultimi due decenni) il mercato è favorevole, continuo a sostenere che la casa editrice preferisca non muoversi dalla propria posizione acquisita. Per me simili discorsi sono fallimentari anche solo per le premesse.

<span style="color:red">23 minuti fa</span>, Laramie dice:

Che poi, a ben vedere, la Bonelli a intercettare il pubblico degli adolescenti ci ha provato con Dragonero Adventures, 4Hoods e Creepy Past. Sono passati anni, ma secondo me in redazione ancora piangono al pensiero dei soldi che hanno buttato dalla finestra.

Banalmente credo che non ci abbiano creduto abbastanza esattamente come non hanno creduto a Le Storie, alla fantasmagorica nascita della Audace o ai Bonelli Kidz... Adesso la Bonelli sta facendo progetti random tipo Daryl Zed o la serie sugli zombie che boh, a me lasciano basito... La Bonelli da tempo procede a tentoni lanciando la pastura e sperando che salti fuori il nuovo Tex da un giorno all'altro...

 

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36 minutes ago, Laramie said:

Però i manga hanno quest'arma in più: propongono dei protagonisti che sono in qualche misura uguali a loro e li inseriscono in un contesto fantasioso e non convenzionale. I lettori vengono attratti dal contesto del fumetto, e ci sta, ma se rimangono per 10, 50, 100 numeri, è per i personaggi.

i manga soprattutto sono UN SISTEMA. Che lavora in modo industriale.

 

Ogni editore ha delle riviste (di solito economiche con un numero spropositato di pagine, ma anche è se il modello di rivista più famoso non è l'unico. Per semplicità parlerò solo del modello più comune) su cui c'è una continua rotazione di autori. Storie finiscono e devono essere sostituite da altre storie. Si fanno continui sondaggi fra i lettori (ogni numero c'è la cartolina pre-affrancata per votare le storie partecipando a concorsi a premi), se una serie non piace ai lettori e/o non vende quando viene ristampata in volume deve poter essere chiusa in tre volumi esatti, il lettore non deve mai trovare storie senza conclusione. Se un autore non vende abbastanza la sua carriera è finita, avanti un altro. La concorrenza è spietata, e se sei fra quelli che vende poi devi produrre una puntata a numero, contrattualmente (poi per riuscirci puoi pagare di tasca tua assistenti anonimi, stroncarti di anfetamine o più spesso entrambe le cose, diversi ci lasciano la pelle come l'autore di Berserk). Su cento autori che arrivano alle riviste (che già è un traguardo che screma gran parte degli aspiranti) solo 2-3 riescono a proseguire, gli altri 98 vengono "scartati" perchè non vendono abbastanza e devono cambiare mestiere.

 

Secondo voi quanti autori bonelli farebbero ancora fumetti con un sistema del genere? :laugh:

 

Per loro fortuna, un sistema industriale come questo richiede una massa enorme di gente che ci lavora oltre agli autori, prezzi bassissimi ed efficienza, e per funzionare richiede davvero MILIONI di lettori: in Italia per i motivi già citati non c'è mai stato un numero di lettori nemmeno lontanamente sufficiente per instaurare un industria simile, anche se qualcuno avesse voluto.

 

Insomma, non basta disegnare gli occhioni grandi e i fumetti che si leggono a rovescio: devi avere anche tutto il Giappone, i giapponesi e la cultura giapponese attorno. :rolleyes:

 

C'è un fumetto molto divertente, "Mamma questa è l'Italia", che mostra (anche se non è specificamente dedicato a quello) lo "shock culturale" di un autrice di manga giapponese di fronte alla totale diversità del lavoro del "fumettaro" in Italia, l'ha scritto la moglie (giapponese) di Andrea Venturi, quindi sì, parla anche di Tex, (vi tocca comprarlo :P) , ecco una rece con titolo e informazioni (troppe per metterle qui):  https://www.tomshw.it/culturapop/mamma-questa-e-litalia-recensione/

 

 

 

 

In breve quindi: i manga giapponesi che ci arrivano solo i più venduti e famosi fra quelli selezionati fra quel 2% che riesce a lavorare perchè vende più degli altri.

 

Togli questo sistema industriale di selezione, e fai fare ad un autore Bonelli un "fumetto stile manga", e sarà appassionante e divertente esattamente quanto quelli che faceva prima. Non diventerà più bravo o più divertente perchè fa gli occhioni tondi. Ma avrà molti meno lettori perchè i lettori Bonelli non sono abituati alle scorciatoie usate nei manga.

 

Il fumetto italiano è artigianale, non industriale. Si tira su selezionando bravi artigiani (se ne esistono ancora...)

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

C'è un fumetto molto divertente, "Mamma questa è l'Italia", che mostra (anche se non è specificamente dedicato a quello) lo "shock culturale" di un autrice di manga giapponese di fronte alla totale diversità del lavoro del "fumettaro" in Italia, l'ha scritto la moglie (giapponese) di Andrea Venturi, quindi sì, parla anche di Tex, (vi tocca comprarlo :P) , ecco una rece con titolo e informazioni (troppe per metterle qui):  https://www.tomshw.it/culturapop/mamma-questa-e-litalia-recensione/

Letto anche io, interessante è dire poco!!!

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per me il problema è principalmente uno. Come detto da Borden,il modo di scrivere i fumetti Bonelli non piace a nessuno dei giovani. Una 

serie come Orfani ,per dirne una, avrebbe avuto probabilmente un discreto successo se fosse stata giapponese.Ma siccome non lo era, i giovani  non la hanno comprata e la hanno comprata invece i vecchi lettori Bonelli, ai quali ovviamente non è piaciuta.

In sintesi credo sia inutile fare serie che possono piacere ai giovani perchè se vedono che è un fumetto italiano per principio non comprano l'albo.

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  • co fondatore

Orfani essenzialmente era una cagata senza alcunché di davvero innovativo, che poi ci sia qualche under 25 che è un esterofilo imbesuito è palese.

Edited by Mister P
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Orfani non poteva avere un gran successo di pubblico anche perché - tra le altre cose - nella prima stagione i protagonisti - a cui i lettori si erano affezionati - uno alla volta morivano tutti tranne Ringo (anzi si ammazzavano tra di loro). E così anche nella seconda stagione (si salvava solo la ragazza, persino Ringo moriva).

Si è mai vista una serie che vuol essere commerciale, ma va contro le regole comunemente stabilite (far fuori i protagonisti principali)?

 

Recchioni voleva fare l'"alternativo" e avere successo, ma le due cose non stanno insieme se non molto raramente. Lui poi non ha ottenuto nessuno dei due risultati.

Obiettivamente, però, i disegni (quasi tutti almeno) e i colori erano notevoli. (E anche qualche singolo episodio).

 

Dylan Dog ha dimostrato che se qualcuno alla Bonelli riuscisse a creare un nuovo personaggio scritto e disegnato bene, né troppo "difficile" da leggere né banale, potrebbe avere ancora successo. (Se merita e piace, si fa presto col passaparola, anche se non è giapponese). E' chiaro che, per dire, Mercurio Loi (bello ma troppo intellettuale) e Morgan Lost (insignificante) non potranno mai avere grandi riscontri di pubblico.

 

Poi la formula per i best-seller non ce l'ha nessuno. Chi si aspettava il boom di Zerocalcare o sa spiegare perché? Nessuno.

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Anche tanti over 25...si sa, l'erba del vicino è sempre più verde.

Io non ho ancora trent'anni, ma all'opposto ho sempre letto solo Bonelli ed all'inizio Topolino, almeno fino a quando non mi è capitato in mano il primo Tex...

Sicuramente ci sono prodotti validi, ma non mi hanno mai affascinato ne comics ne manga, pur da ragazzino apprezzando anime e film derivati, almeno in parte. Forse potrei tentare con qualche cosa di un po' più maturo dei classici shonen o supereroi, però prorio lo stile di disegno giappo non mi fa impazzire (anche se qui sopra mi avete stuzzicato con il fumetto della moglie di Venturi).

Certamente poi il cartaceo è impegnativo per motivi di spazio, (giusto ieri ho dovuto rinforzare una libreria e appendere due mensole) ma vuoi mettere la soddisfazione di tenere l'albo fisicamente tra le mani, sfogliare e risfogliare le pagine, sentire l'odore della carta...stiamo già tanto di quel tempo davanti a schermi e display vari, sia per svago che per lavoro, e ormai facciamo un'enorme fatica a staccarcene...almeno il relax della lettura lasciatecelo godere senza dispositivi elettronici tra le mani!:indiano:

 

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<span style="color:red">29 minuti fa</span>, Il Biondo dice:

Anche tanti over 25...si sa, l'erba del vicino è sempre più verde.

Io non ho ancora trent'anni, ma all'opposto ho sempre letto solo Bonelli ed all'inizio Topolino, almeno fino a quando non mi è capitato in mano il primo Tex...

Sicuramente ci sono prodotti validi, ma non mi hanno mai affascinato ne comics ne manga, pur da ragazzino apprezzando anime e film derivati, almeno in parte. Forse potrei tentare con qualche cosa di un po' più maturo dei classici shonen o supereroi, però prorio lo stile di disegno giappo non mi fa impazzire (anche se qui sopra mi avete stuzzicato con il fumetto della moglie di Venturi).

Certamente poi il cartaceo è impegnativo per motivi di spazio, (giusto ieri ho dovuto rinforzare una libreria e appendere due mensole) ma vuoi mettere la soddisfazione di tenere l'albo fisicamente tra le mani, sfogliare e risfogliare le pagine, sentire l'odore della carta...stiamo già tanto di quel tempo davanti a schermi e display vari, sia per svago che per lavoro, e ormai facciamo un'enorme fatica a staccarcene...almeno il relax della lettura lasciatecelo godere senza dispositivi elettronici tra le mani!:indiano:

 

Io come te lessi Topolino e poi Bonelli. Tex in primis poi divagazioni come Nick Raider, Dylan Dog, soprattutto Magico Vento. Da qualche anno Storia del West e Ken Parker. Come manga...Ero appassionato dei cartoni Ken il Guerriero e Slam Dunk. Ho letto solo loro come Manga. Non mi hanno mai attirato molto.

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@Diablorojo82

Dragonball, Lupin, Detective Conan, qualche accenno di cavalieri dello zodiaco, digimon, doraemon, un poco i pokemon, one piece ecc...di cartoni giapponesi nei pomeriggi da bambino ne ho visti, anche se non con regolarità, ad eccezione di dragonball. Però non ho mai preso in considerazione di leggermi i corrispettivi manga, allora e men che meno adesso.

Penso che rendano meglio sotto forma di anime, poi mai dire mai, magari con opere più adulte e ben selezionate.

 

 

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Mister P dice:

Orfani essenzialmente era una cagata senza alcunché di davvero innovativo, che poi ci sia qualche under 25 che è un esterofilo imbesuito è palese.

Ho letto il primo numero e mi è subito passata la voglia di continuare.

Un genere non affine ai miei gusti; una serie che non fa affatto per me.

 

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, Condor senza meta dice:

Ho letto il primo numero e mi è subito passata la voglia di continuare.

Un genere non affine ai miei gusti; una serie che non fa affatto per me.

 

 

Stessa cosa per me, letto il primo numero non l'ho più acquistato. L'ho anche sfogliato spesso in edicola, ma non è più scattata la voglia di continuare. E non sono neppure prevenuto sul suo autore.

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<span style="color:red">16 ore fa</span>, Grande Tex dice:

per me il problema è principalmente uno. Come detto da Borden,il modo di scrivere i fumetti Bonelli non piace a nessuno dei giovani. Una 

serie come Orfani ,per dirne una, avrebbe avuto probabilmente un discreto successo se fosse stata giapponese.Ma siccome non lo era, i giovani  non la hanno comprata e la hanno comprata invece i vecchi lettori Bonelli, ai quali ovviamente non è piaciuta.

In sintesi credo sia inutile fare serie che possono piacere ai giovani perchè se vedono che è un fumetto italiano per principio non comprano l'albo.

Scusa se te lo dico ma hai fatto un discorso che nessuna azienda dovrebbe mai fare...

Mi spiego, non è un attacco personale: un prodotto valido pensato per un target specifico che viene erroneamente venduto al target sbagliato, e quindi percepito in malo modo, è un GRANDISSIMO ERRORE DI COMUNICAZIONE. Il problema non sono i lettori che mancano o il prodotto realmente scadente, il problema è che la Bonelli non ha saputo vendere il proprio prodotto.

Se tu Parmacotto mi vuoi vendere il prosciutto in medioriente lo dovrai fare, che ne so, d'anatra. Per contro, visto l'attaccamento che hanno gli americani con l'Italia, se proponi un prosciutto d'anatra nel nord America venderà per forza meno di un Gran Biscotto qualsiasi. Ora, da questo esempio possiamo tirare i giusti parallelismi: se vendi un prodotto ad un mercato (nel caso della Bonelli, ad un target) nuovo devi saperlo confezionare e raccontare nella maniera corretta per quel determinato acquirente. E' un discorso basilare: se non sai vendere un prodotto le vie sono due, o chiudi la produzione (in pratica quello che proponi tu) e lasci al concorrente il mercato o ti migliori e lo vendi meglio. La Bonelli non vende ai giovani per che non sa parlargli, non vende ai giovani perchè si ostina a propinar loro prodotti qualitativamente validi (sennò non sarei su questo forum :lol:) ma poco appetibili per grandi lettori di manga o appassionati di cinecomics. I giovani DEVONO essere il prossimo zoccolo duro, a campare sugli appassionati sessant'enni si finisce a morire con loro! Se Apple non avesse tirato fuori l'iPod e l'iPhone probabilmente oggi sarebbe giusto in qualche ufficio di Manhattan e non in tasca a quasi il 50% della popolazione!

 

<span style="color:red">15 ore fa</span>, Poe dice:

Obiettivamente, però, i disegni (quasi tutti almeno) e i colori erano notevoli.

Diciamoci la verità: dei disegni validi fanno 3/4 del lavoro. 

<span style="color:red">3 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

Stessa cosa per me, letto il primo numero non l'ho più acquistato. L'ho anche sfogliato spesso in edicola, ma non è più scattata la voglia di continuare. E non sono neppure prevenuto sul suo autore.

Mi accodo, ho il numero zero e il numero uno... Ottimi i disegni e i colori ma il pacchetto non faceva per me!

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