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TWF - Tex Willer Forum

[752] Fratello di sangue


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33 minutes ago, borden said:

Lo deve fare lui, perchè Tex non ne vuole sapere. Infatti, all'insaputa di tutti, si è fatto una seconda famiglia con la bellissima sorella di Sagua delle Terre Alte e ha una mezza dozzina di altri figli meticci che contendono a Kit il potere sui Navajos.

Ehm...  hai presente il detto "per sapere come sarà tua moglie fra vent'anni, guarda sua madre"?

 

Tex non deve averlo mai sentito. Hai presente chi è la madre della sorella di Sagua? :lol:

 

E oltretutto, grazie a Nizzi la madre è viva e vegeta e potrebbe tornare...

 

Altro che "il trionfo di Mefisto", qua si può fare una saga in 10 albi, "Il ritorno della suocera!"  :help:

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Tex non deve averlo mai sentito. Hai presente chi è la madre della sorella di Sagua? :lol:

 

Beh, visto che la madre di una sorella di Sagua, cioè Lilyth, non era Zhenda, chi dice che Boselli alludesse proprio a lei?:lol:

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Il 13/6/2023 at 19:05, Carlo Monni dice:

ma fortunatamente da allora le cose sono cambiate ed è effettivamente doveroso che certi lettori di Tex capiscano finalmente che Babbo Natale non esiste ed i bambini non li porta la cicogna.:D

Lo sanno tutti che i bambini si trovano sotto i cavoli 

<span style="color:red">3 ore fa</span>, borden dice:

 

 

Mi spiace per te, ma ho tutta una saga in mente in cui Carson si ritira a vita privata e fa il nonno con i nipotini nati da Kit e Donna.

 

Lo deve fare lui, perchè Tex non ne vuole sapere. Infatti, all'insaputa di tutti, si è fatto una seconda famiglia con la bellissima sorella di Sagua delle Terre Alte e ha una mezza dozzina di altri figli meticci che contendono a Kit il potere sui Navajos.

 

Tex, soggiogato dalla perfida seconda moglie e da uno stregone cattivo, e perdipiù affetto da un Parkinson che gli impedisce tragicamente di beccare il bersaglio, viene giudicato incapace di intendere e di volere e vaga folle nel Mojave Desert imprecando contro Mefisto.

 

Spero ti piaccia. Sarà una saga di una dozzina di albi.

 

 

Un po' mi sorprende...

Sono sempre stato convinto che alla fine Tex sarebbe fuggito con Mitla (che non è mai morta, era solo in catalessi dopo il morso del serpente, Tex l'ha nascosta all'insaputa dei pards nell'Iowa - che non mi pare ci siano mai stati, in tanti anni di avventure).

Come vicino di casa avrebbero avuto Yama, che liberato dalla presenza del babbo secondo me è anche un tipo simpatico...

 

Che delusione.

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5 ore fa, piesse dice:

Come vicino di casa avrebbero avuto Yama, che liberato dalla presenza del babbo secondo me è anche un tipo simpatico...

E due case più in là Eusebio che fa da badante al Morisco

Ogni 4 di Luglio la grigliata della simpatia e dell'allegria!

Edited by gilas2
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Ma lo volete sapere veramente come sarà il futuro dei Fab4Pard?

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Edited by Letizia
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10 ore fa, borden dice:

 

 

Mi spiace per te, ma ho tutta una saga in mente in cui Carson si ritira a vita privata e fa il nonno con i nipotini nati da Kit e Donna.

 

Lo deve fare lui, perchè Tex non ne vuole sapere. Infatti, all'insaputa di tutti, si è fatto una seconda famiglia con la bellissima sorella di Sagua delle Terre Alte e ha una mezza dozzina di altri figli meticci che contendono a Kit il potere sui Navajos.

 

Tex, soggiogato dalla perfida seconda moglie e da uno stregone cattivo, e perdipiù affetto da un Parkinson che gli impedisce tragicamente di beccare il bersaglio, viene giudicato incapace di intendere e di volere e vaga folle nel Mojave Desert imprecando contro Mefisto.

 

Spero ti piaccia. Sarà una saga di una dozzina di albi.

 

 

Apprezzo l'ironia. Se davvero lo scrivessi, conquisteresti quasi sicuramente un lettore che altrimenti mai e poi mai leggerebbe "Tex": mia mamma. Sarebbe per te motivo di grandissimo orgoglio, come successe a me quando all'età di 16 anni riuscii a far apprezzare alla mia fidanzatina fan sfegatata di Baglioni quel sommo capolavoro che è "In Rock" dei Deep Purple, tanto che mi chiese di registrarglielo su una cassetta.

Edited by PapeSatan
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Il 10/6/2023 at 11:22, Diablorojo82 dice:

Allora...La devo rileggere ma a caldo questa storia di Giusfredi mi ha convinto meno delle sue precedenti prove sui cartonati. Invece Font, di cui non sono un fan, stavolta mi è stato meno indigesto con il suo tratto spigoloso. Partendo dalla storia c'è una parte iniziale coinvolgente (quella nel presente), c'è un finale un po' "figo" e nel mezzo molta azione. È stata una storia con troppa azione secondo me e con dialoghi non molto frizzanti ed accattivanti. Peccato perché secondo me Giusfredi ha verve. 

Dopo la seconda lettura vedremo...

Concordo...Troppe volte tentare scene "fighe" stona.

Allora...Riletta...Le troppe scene "fighe" non mi convicono comunque globalmente è una storia valida. Scritta da un appassionato e conoscitore di Tex che cerca di metterci qualcosa di suo. Confermo l'apprezzamento per Font, per il suo lavoro in questo albo.

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Giusfredi ha un approccio romantico alla materia, che garantisce un punto di vista comunque personale e interessante. Tuttavia, a mio avviso, a differenza che nei cartonati, qua non riesce a trovare la quadratura del cerchio, forse anche a causa di un soggetto che avrebbe meritato uno svolgimento meno compresso. Tex è monolitico e ingrugnato, pare quello di Ruju. Kit è quello un po' ombroso, introverso e sensibile di Nolittiana memoria (riproposto poi a più riprese dallo stesso Boselli). Carson è un dritto, a Giusfredi piace raccontarlo in pose molto spaccone e momenti veramente badass, come in "Yellowbird". Tiger...mmboh...avrebbe dovuto essere lui-dalle premesse- protagonista, o quasi, della vicenda. E invece è quello che ne esce meno caratterizzato, e tutto sommato anche meno incisivo nello svolgersi degli eventi. La sua interazione con la bella Capelli di Sole, è un'altra bella premessa troncata sul nascere : dopo quella di Tex con la vedova del Bandito e quella di Carson con la sua ex fiamma Vancouveriana. Si continua a lanciare il sasso e nascondere la mano. Belli i tocchi di accuratezza etnografica e storica : il funerale Navajo, la carovana di coloni svedesi. Bella anche la rievocazione iniziale di "Furia Rossa", con la tavola a vignette "spigolose" che riprende abbastanza fedelmente i disegni originali di Ticci. Scene d'azione un po' troppo in campo aperto, coi nostri che sparano mentre nugoli di frecce e proiettili fischiano loro attorno : spesso in territori pericolosamente Faraciani. Finale che...boh, non mi è piaciuto. Il duello al coltello l'ho visto qui particolarmente tirato per i capelli, e il deus ex machina dei Pawnee pure di più (capisco che il virgulto del capo vuole affrontare Tex per riscattare l'onore, ma da qui a trascinare tutta la tribù in uno scontro con gli Osages per questo...). MOLTO pretestuosa, imho, anche tutta la storia del patto di sangue. Ma ci voleva ben una scusa per far raccontare a Tex.;)

Font chiaramente è lontano dal suo periodo migliore, ma sforna una performance dignitosissima,  che se pecca in fisionomie e particolari, tiene ancora botta sul piano delle atmosfere e della fluidità del "racconto per immagini". Inoltre il suo tratto qui mi ha ricordato un po' Ortiz.

Complessivamente

Voto : 5

  • +1 1
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<span style="color:red">47 minuti fa</span>, Testa di Vitello dice:

Giusfredi ha un approccio romantico alla materia, che garantisce un punto di vista comunque personale e interessante. Tuttavia, a mio avviso, a differenza che nei cartonati, qua non riesce a trovare la quadratura del cerchio, forse anche a causa di un soggetto che avrebbe meritato uno svolgimento meno compresso. Tex è monolitico e ingrugnato, pare quello di Ruju. Kit è quello un po' ombroso, introverso e sensibile di Nolittiana memoria (riproposto poi a più riprese dallo stesso Boselli). Carson è un dritto, a Giusfredi piace raccontarlo in pose molto spaccone e momenti veramente badass, come in "Yellowbird". Tiger...mmboh...avrebbe dovuto essere lui-dalle premesse- protagonista, o quasi, della vicenda. E invece è quello che ne esce meno caratterizzato, e tutto sommato anche meno incisivo nello svolgersi degli eventi. La sua interazione con la bella Capelli di Sole, è un'altra bella premessa troncata sul nascere : dopo quella di Tex con la vedova del Bandito e quella di Carson con la sua ex fiamma Vancouveriana. Si continua a lanciare il sasso e nascondere la mano. Belli i tocchi di accuratezza etnografica e storica : il funerale Navajo, la carovana di coloni svedesi. Bella anche la rievocazione iniziale di "Furia Rossa", con la tavola a vignette "spigolose" che riprende abbastanza fedelmente i disegni originali di Ticci. Scene d'azione un po' troppo in campo aperto, coi nostri che sparano mentre nugoli di frecce e proiettili fischiano loro attorno : spesso in territori pericolosamente Faraciani. Finale che...boh, non mi è piaciuto. Il duello al coltello l'ho visto qui particolarmente tirato per i capelli, e il deus ex machina dei Pawnee pure di più (capisco che il virgulto del capo vuole affrontare Tex per riscattare l'onore, ma da qui a trascinare tutta la tribù in uno scontro con gli Osages per questo...). MOLTO pretestuosa, imho, anche tutta la storia del patto di sangue. Ma ci voleva ben una scusa per far raccontare a Tex.;)

Font chiaramente è lontano dal suo periodo migliore, ma sforna una performance dignitosissima,  che se pecca in fisionomie e particolari, tiene ancora botta sul piano delle atmosfere e della fluidità del "racconto per immagini". Inoltre il suo tratto qui mi ha ricordato un po' Ortiz.

Complessivamente

Voto : 5

 

Ho dato un 7 1/2 in base ai punti di forza da me discussi qualche post addietro.

 

Certo che, se considerassi la delusione per la mancata centralità di Tiger che immaginavo fosse il fulcro della storia con relativi approfondimenti in realtà non concretizzati, un voto pari a 5 potrebbe anche starci.

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Mi sa che negli ultimi mesi sia io che la regolare stiamo vivendo un periodo di stanca...anche questa vicenda, come le due precedenti, non mi ha colpito particolarmente. In generale sa tutto un po' troppo di già visto (amico di Kit che ci lascia le penne, racconto intorno al fuoco, indiano che cerca rivalsa su Tex, carovana ingannata dalle guide e attaccata da indiani bellicosi, fortino abbandonato con tanto di immancabile cannone da caricare a mitraglia...)e capisco che sia difficile proporre costantemente variazioni sul tema, però ahimè se la storia non riesce a creare il giusto coinvolgimento la riproposizione di situazioni già viste pesa maggiormente. In sostanza ho notato una certa freddezza di fondo, che stona maggiormente se la vicenda vorrebbe essere particolarmente drammatica e come punto saliente dovrebbe presentare il patto di sangue tra i protagonisti (o tra Kit e Nayati?)

Tra l'alto i nostri qui hanno la tendenza alle cariche allo scoperto come nei migliori albi di Faraciana memoria...svedesi impalpabili, compresa capelli di sole...

Tiger meno protagonista di quanto noi lettori forse ci aspettassimo, la scena di Carson con le due guide che questa si mi pare inedita però anche abbastanza forzata, i disegni di Font, che apprezzo e ai quali sono affezionato, ma che denotano comunque il passare degli anni anche per l'artista spagnolo...

Insomma non vorrei sembrare troppo critico, di per sè l'albo non è da buttare e qualche sequenza carina c'è, ma il fatto è che mi aspettavo di più.

Sicuramente sviluppato su due albi il soggetto avrebbe quanto meno permesso maggior approfondimento e coinvolgimento.:deserto:

  • +1 1
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Invece a mè questa storia ha coinvolto alla grande.

E di situazioni mai viste cè nè sono in abbondanza a partire da Kit che scambia il sangue con il giovane indiano e il successivo funerale alla maniera indiana, alla carovana di immigrati svedesi e il rapporto che si crea tra Tiger e la ragazza bianca, cosa che non si era mai vista, al duello di Tex con il giovane indiano che protrae per tutta la storia e che si risolve senza nulla di fatto perché  Tex è ferito e il giovane che è leale non può sfidarlo.

Anche un patto di sangue a tre non si era mai visto.

Le scene su cui ti do ragione sono invece le tante cariche allo scoperto che sono poco credibili.🙋‍♂️

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1 ora fa, Piombo Caldo dice:

Kit che scambia il sangue con il giovane indiano e il successivo funerale alla maniera indiana

 

L'inzio della vicenda, nonostante il solito Kit peggio di un gatto nero per qualunque giovane gli stia vicino, è una parte che trovo comunque buona anche io!

 

1 ora fa, Piombo Caldo dice:

alla carovana di immigrati svedesi e il rapporto che si crea tra Tiger e la ragazza bianca, cosa che non si era mai vista,

 

Svedesi, tedeschi, mormoni sempre carovana è...anche il rapporto tra Tiger e la ragazza è appena appena accennato...secondo me il problema maggiore della storia è che nelle pagine di un unico albo l'autore non è risucito a caratterizzare abbastanza i personaggi, ad approfondire le situazioni e creare il giusto pathos, anche relativamente all'altra scena che citi, ossia il patto di sangue tra i tre.

 

1 ora fa, Piombo Caldo dice:

l duello di Tex con il giovane indiano che protrae per tutta la storia e che si risolve senza nulla di fatto

 

Anche questa soluzione, con il fiero indiano che non approfitta di una situazione di vantaggio, non la trovo così originale, più che altro l'interesse si genera per una storia che potremmo vedere in futuro...

Edited by Il Biondo
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Storia che sembra scritta da Boselli, del quale il giovane Giusfredi pare abbia assimilato il metodo di scrittura, e questo non può che essere un bene per la serie. Avventura di un Tex giovane, ma un po' più in avanti rispetto al periodo in cui è arrivata la nuova serie. Peccato, però, che Font non riesca a distinguere molto tra quel Tex e quello attuale, così come non ci riusciva neanche Ticci, a dir la verità. Passi per i disegni, è comunque una bella avventura costellata di tanti personaggi e con colpo di scena, seppur telefonato, finale. Avanti così.

Voto alla storia: 7,7

Voto ai disegni: 6,5

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<span style="color:red">17 ore fa</span>, Andrea67 dice:

Storia che sembra scritta da Boselli, del quale il giovane Giusfredi pare abbia assimilato il metodo di scrittura, e questo non può che essere un bene per la serie

Imho proprio sembrare scritta da Boselli no, ma anche io nutro grandi speranze in Giusfredi, quando Boselli smetterà di scrivere (il più tardi possibile si spera), mi sembra l'autore che, con l'esperienza che avrà maturato, potrà reggere il peso della saga di Tex.

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  • 1 month later...

La storia mi e' piaciuta molto, avanti cosi'! (certo non mi metto ad analizzare ogni tavola con la lente)

Mi ha anche piacevolmente sorpreso leggere qualche parola in svedese (ultimamente sono riuscito a recuperare una ventina di Tex in svedese di meta'/fine anni 70, e' divertente vedere le traduzioni, che sono abbastanza amatoriali. E poi Nattens Örn non ha lo stesso impatto di Aquila della Notte...)

E sempre a proposito di svedese, il contadino che si chiama Mans dovrebbe chiamarsi Måns, ma se proprio la "å" non la si vuole usare, sarebbe meglio mettere una "o", perche' cosi' si pronuncia.

Infine, finche' non e' confermata dal DNA, io alla storia di Lena/Donna/Carson non ci credo.

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  • 2 weeks later...

Kit risponde alle domande di un giovane navajo grande ammiratore di Tiger, ma il destino crudele incombe e si passa subito alla tragedia.
Patto di sangue in punto di morte e commovente funerale.
Spiegazione di quando avvenne un altro patto di sangue, quello tra Tex e Tiger, anzi di quello chiesto da Tiger a Tex e Carson per suggellare l' impegno a prendersi cura di Kit bambino in caso di morte del padre.
Non che tra loro non ci fosse anche prima l' impegno a proteggersi ed aiutarsi reciprocamente negli scontri con gli avversari, ma il patto è un atto formale ( anche in di fronte alla comunità navajo e dei ranger) a protezione di Piccolo Falco.
Nel mezzo il ricordo di un' avventura in cui 3 uomini combattono contro rinnegati criminali che portano una carovana al massacro.

Eroiche le scene di Tex che salva la carovana, di Tiger che da  solo in compagnia Astrid ferita affronta i 2 mandriani criminali e recupera la mandria rubata, di Carson finto ubriaco che fredda le 2 guide traditrici e poi si avvia da solo a salvare la carovana e anche i suoi 2 pard come apprende dal messaggio di Tex.
Tiger quasi un "curandero" a protezione della giovane e Carson attore nato e sempre meno saggio nonostante l' età avanzi (troppo vecchio per morire giovane).
Ma se fossero "saggi" farebbero un altro mestiere!
Gli Osage rappresentati come "falsi" (o almeno il loro capo) e i Pawene come combattenti leali (sono intervenuti solo dopo la vigliaccheria del capo Osage infatti un simile personaggio avrebbe potuto essere un pericolo anche per loro e comunque disprezzavano un simile comportamento).
Sentimenti come l' amicizia, la lealtà, il coraggio, il sacrificio, il rispetto, la cura espressi con sensibilità e pudore dall' autore.
 

Un bell' albo singolo per il 75 anno del nostro eroe.

  • +1 1
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  • 1 month later...

Ho finito la storia qualche giorno fa, la storia comincia bene, bella copertina, buoni i disegni, la storia parte bene, peccato, a mio avviso, il finale molto striminzito e il sommario patto di sangue. Un po' un'occasione mancata. Non ho ancora cominciato la lettura di Tex Willer e mi chiedo se questa storia non avrebbe potuto essere inserita in modo più naturale in questa serie. 

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<span style="color:red">20 ore fa</span>, marco6691 dice:

Non ho ancora cominciato la lettura di Tex Willer

 

Mi scuso per l'OT.

 

Mi permetto di consigliarti di Iniziare a leggerlo quanto prima,

la qualità media della serie è decisamente alta, con un Boselli ispiratissimo e scatenato che ha sfornato a ripetizione grandi storie, intervallate da avventure scritte da altri sceneggiatori e meno legate alla continuity ma decisamente piacevoli, il tutto supportato da un gruppo di disegnatori capaci di garantire una forte coerenza grafica alla serie, che ha una segno distintivo forte e riconoscibile. :cowboy:

  • +1 1
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<span style="color:red">22 ore fa</span>, marco6691 dice:

Non ho ancora cominciato la lettura di Tex Willer e mi chiedo se questa storia non avrebbe potuto essere inserita in modo più naturale in questa serie. 

 

Certo, se avessi avuto la pazienza di aspettare fimo al 2033.:lol:

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  • 3 weeks later...

Non capisco la 'retromania' che ultimamente pare avere contagiato gli autori di Tex: quasi ogni storia sembra dovere essere - tutta o parzialmente - retrospettiva o avere comunque qualche aggancio con personaggi o avventure del passato. Calo di ispirazione - per cui andare ad attingere a quanto già scritto è più semplice - o una precisa linea editoriale? In questo secondo caso, essendoci già la 'Tex Willer' che racconta gli episodi del passato dei nostri, preferirei di gran lunga che nella regolare venissero messe in scena vicende del 'presente'.

 

Detto questo, la storia mi è piaciuta parecchio e l’esordio di Giusfredi sulla regolare mi è sembrato molto positivo, ben più di quello dell’altra 'matricola' di quest’anno (Burattini).

Il canovaccio, tutto sommato, è abbastanza semplice ma la sceneggiatura è avvincente e la narrazione procede spedita in un susseguirsi di cambi di scenario e colpi di scena, con una costruzione delle scene affatto banale – la grande espressività dei personaggi del Maestro Font ovviamente è un valore aggiunto mica da poco. 

Devo ancora leggere le 2 storie di Giusfredi per i cartonati alla francese ma sotto l’aspetto dello storytelling direi che è decisamente promosso.

  • Thanks (+1) 1
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  • 4 months later...

Ho appena riletto questa storia a distanza di nove mesi dalla sua uscita, traendone impressioni contrastanti. L'impianto di base della storia è nel complesso abbastanza dignitoso, per quanto poco articolato, tuttavia a mio avviso è macchiato da una sorta di peccato originale, nemmeno di poco conto: la vicenda, pur manifestando sin dal titolo l'intenzione di narrare il momento in cui Tex, Tiger ed un ancor giovane Kit Carson decisero di diventare a tutti gli effetti "fratelli di sangue", di fatto relega rale fatidico momento alle ultime due pagine dell'albo, con il giovane Kit che deve ricordarlo al padre di averlo omesso al termine del racconto di una avventura vissuta in gioventù con i due pards di più lunga data .

 

La trama sviluppata da Giusfredi, che vede Tex narrare in flashback una sua avventura vissuta con Tiger e Carson in un Kansas ancora abbastanza selvaggio poco dopo la fine della Guerra di Secessione, è di impianto piuttosto classico: i tre pards devono fronteggiare una banda di profittatori bianche e, soprattutto, i loro alleati Osages, che contestualmente hanno preso di mira una carovana di emigranti svedesi (con tanto di chiaro riferimento alla serie 1883 con la bionda Astrid che, al pari di Elsa Dutton, appare in scena con una freccia che le trapassa l'addome). I Nostri riescono nell'impresa anche grazie all'inaspettato aiuto dei Pawnee di Fulmine Rosso, ripassato da Tex qualche giorno addietro (personaggio, questo, rimasto un po' indefinito, la cui personalità dovrebbe essere meglio approfondita e valorizzata - da quanto viene lasciato intendere - in un prossimo futuro).

 

Insomma, passi una storia di buon livello ma ho trovato un po' forzato l'inserimento del racconto del momento preciso in cui Tex "scambia" il proprio sangue con i fraterni amici, quasi a voler "giustificare" l'incipit in cui Kit Willer fa lo stesso con il giovane amico navajo morente. Fuori discussione, invece, la qualità dei disegni di Font, che ben valorizzano l'ambientazione da Selvaggio Ovest che fa da sfondo alla vicenda.

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