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TWF - Tex Willer Forum

[732/735] Alla Ricerca delle Navi Perdute


MacParland
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Queste sviste danno un po fastidio, ma sono bazzecole quando hai una trama che fila che è una meraviglia, mi da molto più fastidio quando invece certe trame sono forzate e senza senso, come purtroppo  è capitato molto spesso ultimamente.

E non parlo delle trame di Boselli.🙋‍♂️

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5 ore fa, juanraza85 dice:

O magari la svista l'hanno avuta Tex e company, cui la memoria potrebbe aver giocato uno scherzo :D..!

 

 

Ma qual è la svista?

 

Ah, nella didascalia di p.27!!! Intervento dell'ultimo minuto! Nel testo si dice espressamente che Sokami era uno  dei capi.

Edited by borden
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  • Collaboratori

Primo albo interlocutorio, molta carne al fuoco con tre o quattro fili narrativi da seguire (un po' stancante staccare dagli uni agli altri), dovrebbe andare meglio con gli albi successivi. Ambientazione affascinante e più che buoni i disegni di Bruzzo. La storia promette e c'è tutto per far si che sia ricordata negli anni.

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Presentazione vista ieri su Youtube. E' sempre un piacere sentire le tue esposizioni Mauro: esaustive, coinvolgenti, piene di ritmo. Avresti un futuro come presentatore in tv :P:D

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Soprattutto, l'aneddoto è incredibile, e fa ben sperare sulla "predestinazione" di questa storia ad essere una storia magica e indimenticabile. 

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  • Collaboratori
<span style="color:red">17 ore fa</span>, Leo dice:

Soprattutto, l'aneddoto è incredibile, e fa ben sperare sulla "predestinazione" di questa storia ad essere una storia magica e indimenticabile. 

 

Ricordo quando fu data la notizia del ritrovamento e di come Boselli fosse contento del ritardo accumulato da Bruzzo nella lavorazione delle tavole  :lol:

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  • Sceriffi

Grande Borden, bella presentazione!

 

Non conoscevo la canzone, stupenda. La spedizione del capitano Franklin è menzionata anche in "Northwest Passage" di Stan Rogers:

 

 

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Non vedo il link di Borden, anche io quando posso seguo con interesse le sue presentazioni. In effetti ha il ritmo giusto che riesce a farti seguire e capire tutto, e non sono in tanti a saperlo fare.

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Non c'entra con Lord Franklin e con il passaggio a Nord-Ovest, ma questo disco è perfetto come colonna sonora per tragici viaggi tra i ghiacci (è ispirato a quello di Scott verso il Polo Sud). Musica d'atmosfera e concreta.

Elegi - "Svanesang"

 

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Il 10/10/2021 at 15:51, borden dice:

 

 

Ma qual è la svista?

 

Ah, nella didascalia di p.27!!! Intervento dell'ultimo minuto! Nel testo si dice espressamente che Sokami era uno  dei capi.

 

Si tratta solo di una svista di nessuna importanza, ma c'è.

A pag. 68 Tex dice: "Askook, lo shamano, dovrebbe ricordarsi di me, dai tempi in cui spedii nelle celesti praterie il suo amico e maestro Sokami."

L'amico e maestro di Askook non può essere altri che lo shamano Ho-Kuan.

Sokami era il sachem, tra l'altro neanche tanto furbo.

  • Like (+1) 1
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"Territori del Nordovest, 155esimo parallelo etc.": ma forse che un tempo la latitudine si misurava dal polo sud?

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Titolo e cover promossi a pieni voti..e direi anche la prima parte di questa lunga avventura!

 

Ottima l'entrata in scena di Tex e dei suoi pards, il loro arrivo al forte e  il provvidenziale salvataggio di Brendon e delle sue Giubbe Rosse..Ma durante tutta la lettura ho provato la piacevolissima sensazione di respirare a pieni polmoni tutta l'epica atmosfera delle avventure nel Grande Nord!

 

Grande attesa per i prossimi capitoli!

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Non sono troppo amico delle narrazioni che si intrecciano. Mi è piaciuto l'esordio ma poi mi pare che di Mike si siano un poco perse le tracce. Comunque nel complesso un buon inizio, forse perché il grande nord affascina sempre.

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Non credo che sia una coincidenza, bensì lungimirante programmazione: tutte le avventure nel Grande Nord innevato, da "Il tranello" passando per "Sulle piste del Nord" e "Intrigo nel Klondike" fino all'attuale "Alla ricerca delle navi perdute" sono sempre uscite in autunno-inverno, quando è più naturale immergersi nel clima freddo e nevoso della stagione. D'altronda suonerebbe strano vedere paesaggi innevati mentre si è sdraiati in spiaggia ad agosto, sarebbe come leggere una storia di Babbo Natale a Pasqua. 

Fanno eccezione solo le storie con ambientazione prevalentemente cittadina, come "Winnipeg", o forestale non invernale, come "West Fork", tutte tendenzialmente uscite in primavera-estate. Ovviamente per "Il tranello" mi riferisco all'uscita nella seconda serie gigante, dove la collocazione temporale invernale è stata sì una fortunata coincidenza, che però ha inaugurato la serie di appropriate allocazioni temporali (invece, le originarie strisce uscirono in primavera-estate).

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Interrompo la lettura subito dopo la menzione di Sokami a pagina 27, per dire che...

 

... non so se Bruzzo nel disegnare soprattutto i pard e Brandon (ma non solo) si sia intenzionalmente ispirato o meno al primo Ticci - quello di Vendetta Indiana, Terra Promessa o La notte degli assassini e ovviamente Sulle piste del Nord - da me amatissimo, ma la somiglianza è evidente e confesso anche una punta di commozione.

 

(primo Ticci che poi si ispirava al Giolitti di cui era 'allievo')

 

:Ave:

Edited by gilas2
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Finalmente mi sono rimesso in pari con la lettura del nostro ranger, raggiungendo l'ultimo numero.

Premettendo che amo l'ambientazione "Grande Nord" (foreste, laghi, canoe, capanne lunghe...) avevo delle aspettative piuttosto alte su questa storia.

Sono rimasto parzialmente soddisfatto e parzialmente scontento.
Partiamo dal boccone amarognolo, così il dolce resta alla fine :)

In questo albo seguiamo praticamente l'introduzione di 4 vicende parallele, con una pletora di personaggi provenienti da diverse storie passate. C'è azione ovviamente (tutta la parte dell'agguato alle Giubbe Rosse) ma il resto dell'albo è a parer mio costituito da varie pagine che più che portare avanti la storia preparano il terreno per ciò che verrà.

Quindi a tratti la ma attenzione ha avuto dei cali perché sentivo che "non c'era ciccia" :)

Inoltre (ma questo è un limite mio) ho faticato a recuperare dalla memoria i personaggi provenienti da vecchie storie. Ad eccezione di Dawn (che ricordo perfettamente), non ho assolutamente ricordato chi fosse Mike e quindi quale legame ci fosse fra lui e Dallas. Dallas che per un po' ho stentato a capire chi fosse, dato che parla genericamente di "miei fratelli" senza mai pronunciare i loro nomi.
Anche il legame con la storia più vecchia e i sakem\sciamani è per me perduto nel tempo.
Poi si riesce ovviamente a riannodare il tutto, ma mi ha dato la sensazione di essere saltato nella storia (anzi, in più storie) in medias res e ho avvertito un po' di spaesamento.

 

Questo per me il "contro".

Tra i pro annovero un felice ritorno nelle terre fredde, degli ottimi disegni (che non mi fanno rimpiangere Font, uno dei miei preferiti) e una storia che superata questa fase introduttiva sono abbastanza certo si rivelerà intensa e interessante.

Spero che la lunghezza (4 albi direi) sia sfruttata bene e che non si allunghi troppo il brodo, ma confido nel Bos :)

 

Ultimo appunto: per pura combinazione ho letto questa storia subito dopo Tex Willer n°31 (Lo sciamano dei Crow) e non ho potuto fare a meno di notare come in due storie così ravvicinate nel tempo (nel senso di uscita in edicola) ci siano due vicende molto simili. In entrambe le storie i protagonisti sono ospiti in un campo indiano e protetti "dalla legge dell'ospitalità". In entrambi i casi lo sciamano però è più o meno velatamente a loro avverso e in entrambe vengono attaccati a sorpresa pur avendo lasciato il campo alla chetichella il mattino.
Coincidenze? :D:P

 

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Mi sa che la sceneggiatura della parte iniziale di questa storia sia stata scritta molti anni prima di quella dei Crow apparsa su Tex Willer.

Se tutto andava liscio probabilmente questa storia sarebbe stata pubblicata molto anni prima.

Dunque io direi proprio coincidenza.🙋‍♂️

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<span style="color:red">30 minuti fa</span>, Piombo Caldo dice:

Dunque io direi proprio coincidenza.🙋‍♂️

Ma sì lo immagino, mi ha solo sorpreso, senza voler sottintendere altro.
Avendole lette così di seguito è stato proprio impossibile non notare la somiglianza fra le due sequenze

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  • 2 weeks later...

Storia in crescendo. Anzi: storie, visto che si procede per ambientazioni parallele; con qualche scambio e qualche intersezione. Nota curiosa e neutra: la frequente gestualità delle mani.

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La storia secondo me procede come meglio non potrebbe. Sino ad ora le vicende parallele non si ostacolano a vicenda, continuano al contrario ad essere pienamente funzionali allo sviluppo della trama, giungendo in un certo senso a compensarsi reciprocamente (in concreto, i pericoli che non corre la spedizione inglese li corrono Tex ed i pards, e viceversa). 

 

L'ingresso in scena di ulteriori antagonisti non può naturalmente che fare ben sperare per i prossimi due albi. 

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