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[Romanzi A Fumetti 13] Snakeman


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L’Uomo della Morte contro l’Uomo dei Serpenti...

 

Tex Romanzi a Fumetti

N° : 13

Periodicità: semestrale

SNAKEMAN

 

Uscita: 17/09/2021

 

Soggetto e Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni, colori e copertina: Enrique Breccia

 

Sulla tribù di Tex incombe una minaccia mortale. Un acerrimo nemico dei Navajos ha giurato di sterminarli. E quando Tex, travolto da una frana, cade in un abisso, solo suo figlio Kit e Tiger rimangono ad affrontare il terribile sciamano Snakeman!

 

 

 

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© Sergio Bonelli Editore

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Potevano mettere tutte le tavole in anteprima (visto che sono solo 50) :)

Comunque questo lo prendo perché sembra bello

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Io letto già ieri.

Attenzione dunque  agli 

S

P

O

I

L

E

R

 

Storia per mè bellissima, sia per testi che disegni. 

Solo alcune cosine non sono perfette, per mè. 

1 ) Tiger non sarebbe mai andato a caccia di Snakemen senza prima vedere che fine avesse fatto Tex. Poteva benissimo non essere morto, ma solo ferito.

2) La casacca di Kit  per me dovrebbe rappresentare un falco in picchiata, e non un aquila.

Le tavole di Breccia sono meravigliose, solo un paio di volti di Tex non mi sono piaciuti, quelli raffigurati subito dopo che si toglie la maschera dell'uomo  della morte.🙋‍♂️

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Non mi sono mai piaciute molto le storie dei cartonati: troppo fuori dal canone.

Questa non fa eccezione: per carità,gradevole da leggere,ma tutto troppo affrettato,e poi il comportamento strano di alcuni personaggi,tra cui Tiger( già detto da @Piombo Caldo) e Tex,più malinconico di quello che per me dovrebbe essere.L'idea con cui Tex si salva,per me,stona.Troppo diversa dai canoni abituali

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OTTIMO per storia e disegni

e anche romantico.

 

SPOILER

 

Tiger prosegue perchè fermare Snakeman è la priorità, infatti scruta nel burrone, ma non vedendo segno d vita, si ripromette di cercare alla 

fine il corpo di Te x la cerimonia funebre.

 

Come si è salvato Tex? Per la parte razionale appigliandosi al ramo nella caduta, non lo ricorda con precisione, ma il ramo testimonia che lui

ci si è appeso.

La sua mano è stata guidata da Lilyth? forse è suggestione per essere nei luoghi del loro amore.

Preferisce credere che Lilyth protegga lui e il figlio, come ognuno di noi in momenti drammatici chiede aiuto ai propi morti o al divino.

Tutti abbiamo bisogno di pensare che qualcuno nell' aldilà ci pensi e ci protegga.

Quello che è esplicitato nell' ultima vignetta.

 

Drammatici i momenti dell' assalto al villaggio, hanno respinto con perdite gli invasori, ma questi tramite la magia hanno scoperto dove erano le ragazze e le hanno rapite.

Kit ha guidato la difesa, respinto il nemico e , pur ferito, organizza subito l' inseguimento e arriva ad evitare che gli Utes (lo sciamano era Hopi, ma i nemici tradizionalmente più forti dei Navajos sono sempre stati gli Utes) più fanatici si vendichino su Tex della morte del loro capo.

Possiamo dire che la soluzione è sempre opera Tex, ma i pard sono sempre al suo livello.

 

Personalmente la presenza (seppure solo nei ricordi e nei pensieri di Tex) di Lilyth mi è sempre gradita, particolarmente in questo ruolo di protettrice  (ruolo che potrebbe svolgere anche in futuro in sogni premonitori, anche tramite Nuvola Rossa, magari contro Mefisto).

  • +1 1
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Una storia interessante e non banale, con tanto di elemento magico che, nella giusta dose, nell'universo texiano secondo me non guasta mai. Mi è molto piaciuto scoprire qualcosa di nuovo su Tex, nello specifico l'esistenza di un luogo in cui ama di tanto in tanto ritirarsi a pensare e meditare in solitudine, e di conseguenza non ho potuto non apprezzare la forte vena di malinconia che, all'inizio ed alla fine, Aquila della Notte dimostra nel pensare alla sua amata Lilyth. Da pelle d'oca, in particolare, il frangente in cui il ricordo della sua dolce sposa consente di fatto a Tex di salvarsi da morte apparentemente certa.

 

Piuttosto lineare la gestione dell'antagonista di turno, tale Snakeman, spietato e vendicativo, nonché lo stratagemma di Tex per "aggirare" la profezia che lo protegge. Bravo Boselli, dunque!

 

Belli, infine, i disegni di Breccia, il cui stile è senza dubbio estremamente particolare e proprio per questo affascinante, benché i volti non incontrino più di tanto i miei gusti; in particolare, mi riferisco alla sua tendenza ad appioppare nasoni a chiunque, inoltre anche le fattezze del volto di Lilyth mi hanno convinto poco.

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Letto il volume, ma devo ammettere che ero talmente ipnotizzato dai disegni e i colori di Breccia da non aver seguito la trama con la dovuta attenzione.

Urge seconda lettura.

 

In ogni caso per me un lavoro di Breccia è un capolavoro a prescindere.

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Ho sbirciato questo cartonato come tutti gli altri usciti nella mia edicola di fiducia

Un applauso al curatore Boselli perchè crede in questa iniziativa

Per comunque è uno spreco,perchè sia il formato che il numero di pagine non sono apropriati e in più il prezzo a 9,90 pari all'ultimo Texone proprio non mi va

Ripeto,Tex merita iniziative ma questi cartonati alla Francese,potevano e dovevano essere evitati

Bastava il primo,Tex un uomo una leggenda di Serpieri e forse uno ogni tanto ma così

 

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Preso e letto, anzi...divorato!

 

 

SPOILER

 

 

 

 

Bellissimo! L’ennesima dimostrazione che il numero di pagine non conta, quando le buone idee si coniugano con una parte grafica eccezionale. C’e tutto, un nemico credibilissimo, il mistero, il soprannaturale, l’eroismo...e c’e Lilith, che diventa il deus ex machina grazie all’amore di Tex, al ricordo che (costantemente) Aquila della Notte celebra. Ripeto, bellissimo ed emozionante, probabilmente un capolavoro....perché non mi fa soffermare ad effettuare un’autopsia su frasi e comportamenti (Tiger che non scende nel burrone, come sottolineato da altri...), ma altresì mi rapisce e trasporta nell’avventura. 

  • +1 1
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Capolavoro magari no, ma sicuramente un'ottima lettura.

I disegni di Breccia con le fisionomie un po' personalizzate dei pards potrebbero non essere apprezzati a pieno sulla serie regolare, dove deve essere mantenuta il più possibile la tradizione, ma il suo tratto pittorico si sposa bene con questo formato.

La storia, con sole 50 pagine, riesce comunque a condensare bene tanti elementi: il cattivo un po' particolare, il ricordo di Lilith, le scene d'azione e quelle di riflessione malinconica. Bella la possibilità di interpretare il finale in doppia maniera su come si è salvato Tex: aggrappandosi al cespuglio, o grazie all'aiuto di Lilith.

Anche per me, il fatto che Tiger dopo aver gettato un'occhiata nel burrone continui la sua caccia, è giustificato dal fatto che in quel momento é più importante fermare l'uomo dei serpenti e la minaccia che porta al popolo navajos (anche Tex avrebbe approvato).

Di recente, Chiaverotti ha detto che chi frequenta i forum, i fumetti passa più tempo a criticarli che a leggerli; lui ha esagerato dopo lo scarso gradimento della storia su Kandrax uscita su Zagor. Però é vero che su internet (non solo sui forum) si ha l'impressione che qualcuno appena finito di leggere, non veda l'ora di andare a scrivere le eventuali incongruenze che é stato bravo a trovare. 

L'approccio ideale sarebbe pensare che la miglior storia mai pubblicata di un personaggio sarà la prossima in edicola :D

 

Questa uscita pe me merita un 7 pieno.

A tal proposito, secondo me potrebbe essere inserita nei post una scala di votazioni, in modo da rendere subito l'idea del gradimento generale.

Non credo che mettendo i voti, poi la gente scrive un numero senza commentare più.

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Un bel lavoro. Questo è quello che chiedo a questa collana. Speriamo che serva a far capire agli appassionati di fumetti di qualità

che Tex è un bel personaggio, non solo adatto a montagne di carta prodotte a catena di montaggio per vendere e basta

(una opinione diffusa nell'ambiente dei critici).

Che chi è stato abituato al fumetto seriale non apprezzi formato (e prezzo) è del tutto normale, ma la colpa non è soltanto loro.

Dieci euro per una "roba come questa" è ancora un affarone. Con una copertina meno rigida perderebbe di prestigio, con una carta

diversa i colori non avrebbero quella resa e con un formato più piccolo tutto verrebbe vanificato. 

E stiamo parlando di un signore chiamato Breccia, che non sarà Alberto ma è un maestro del fumetto prestato a Tex

(per la seconda volta!). Ogni volta che vedo Lilith mi commuovo, ed è solo perché Maestro GLB l'ha giustamente tolta di mezzo

dalla saga, altrimenti non avrebbe l'importanza che ha nell'economia della serie e nella caratterizzazione del personaggio.

Come al solito giudizio sospeso sulla trama, Boselli è una garanzia al riguardo e comunque non lo leggerò prima di Natale.

Edited by Dix Leroy
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Storia non all’altezza del genio di Boselli, anche se mi rendo conto che il numero esiguo di pagine limita, ma le sue precedenti dello stesso formato mi erano piaciute tantissimo.
Sui disegni, andrò sicuramente controcorrente ma non mi sono piaciuti per niente, colori compresi. Volti orribili, in alcuni casi anche mostruosi (povera Lilith), compensati da discreti paesaggi, gli Ute con vesti ad arcobaleno e scene d’azione poco plastiche. 
Voto alla storia: 6,5

Voto ai disegni: 6-

 

 

 

Edited by Andrea67
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Attenzione Spoiler

 

Sono rimasto particolarmente colpito e affascinato da questo speciale!

La storia di Boselli è un concentrato di emozioni di stampo classico texiano (come il numero bis Agente Indiano), in poche pagine c'è tutto: la piccola Lilith, la visione di Nuvola Rossa, l'epica resistenza Navajo all'attacco Ute, il ritorno dell'Uomo della morte! Tex più umano, ma allo stesso tempo quasi divino nel  suo ritorno dalla morte! Brividi!

.. e poi c'è un nemico carismatico e pericoloso! A mio parere tutto questo ben Dio avrebbe meritato 3 albi della serie classica!

Rimane comunque un opera imprescindibile per tutti i texiani, anche grazie ai potere evocativo dei disegni Breccia!

 

  • +1 2
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Contiene SPOILER 

 

Un buon "Tex d'Autore", sia per testi che per disegni.
Il bravo Boselli, pur con sole 50 pagine a disposizione, nella sua storia riesce a inserire un pittoresco e inquietante antagonista, delle belle scene d'azione (come quella dell'attacco al campo navajo), dei momenti toccanti (quelli in cui appare Lilyth) e una trovata finale davvero ottima (Tex, grazie al ricordo di Lilyth, riesce a aggrapparsi al cespuglio e sopravvivere). Molto suggestiva la scena dell'apparizione di Tex vestito da Uomo della Morte. La storia, nonostante questi begli elementi, è abbastanza semplice e lineare (anche più di altri episodi di Boselli apparsi su questa collana), dunque non l'ho trovata un capolavoro. Nulla di grave: infatti, la storia, come ho detto, resta comunque molto godibile e interessante. Forse l'unico passaggio della vicenda che mi ha lasciato un po' perplesso è quello in cui Tiger, dopo la caduta di Tex nel burrone, decide di continuare la caccia senza preoccuparsi di controllare se il pard si sia salvato (lo dà immediatamente per spacciato).
Belli i disegni di Enrique Breccia. I paesaggi e gli sfondi sono perfetti, mentre ammetto che i volti, che sono un tratto distintivo dello stile del disegnatore, non mi fanno impazzire (Lilyth, in particolare, è forse il personaggio che gli riesce meno bene). I colori sono meravigliosi e danno alle tavole un effetto pittorico molto piacevole.
La copertina è eccellente sia nella composizione che nei colori. 

 

Storia: 7,5
Disegni: 8

  • +1 1
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Per gli obblighi editoriali di legge è il “Tex Stella d’oro n.33”, semestrale. A noi meglio noto come ultima proposta della serie “Romanzi a fumetti”, propone quasi in contemporanea con il mensile un altro antagonista di Tex: Taa-Ho, che come il Siats subisce un trauma infantile e che poi, come un tipo di larva di cicala, se ne sta un bel po’ di anni in attesa, continuando a rodersi e raccogliendo poi un gruppo di fedelissimi che lo porterà a cercare vendetta, con un piatto che si immagina freddissimo. Inizio e fine del parallelismo, che poi ho proposto solo come curiosità.

Il cartonato “Chiamiamolo come vogliamo” fin dal numero zero, per vocazione e dichiarazione, è qualcosa di straordinario nell’accezione originaria del termine. Lo si potrebbe immaginare come una “Concept Car” rispetto ad una produzione di serie (con vari modelli) e io stesso confesso che mi affascinerebbe un simile sviluppo delle tavole rispetto alle gabbie tradizionali, ma esistono certamente delle ragioni che lo sconsigliano o lo vietano; a parte - se non ricordo male - un episodio capolavoro di Galep: il maestro che anticipa il futuro, giusto classico. Il numero era il 134, le tavole furono 51, bellissime e come detto futuriste, ma pare che l’autore non fosse rimasto entusiasta dall’esperimento.
Tornando all’attualità, “Snakeman” è un albo di forti contrasti, mi verrebbe da dire contrari per quello che riguarda i sentimenti e in corretta alternanza fra ricordi e presente; il tutto poi distillato in un: amore e amicizia contro odio e rancore, sovrapposti e motivanti. C’è una malinconia di fondo in Tex e fra lui e i suoi pard (cosa che manca invece nello Snakeman ma che ad esempio riguardava invece anche il Siats) e c’è una fortissima umanità in Tex. Non inattesa, non spiazzante, non immotivata; perfettamente inserita in una storia per il resto cruda. Non certo messa lì per bilanciare, ma per arricchire e completare e Borden è riuscito benissimo nell’intento di proporre Tex, Tiger e Kit in un contesto particolare, motivato e dalla resa efficace: tre personaggi uniti dal ricordo e/o dal rimpianto di una persona. In un contesto in cui, Carson per ovvi motivi non avrebbe potuto esserci, non perché sarebbe stato divisivo - ci mancherebbe - ma perché unico a non essere nelle condizioni di condividere, non avendolo vissuto di persona, quel particolare momento prolungato, i suoi ricordi e le sue proiezioni sul presente. Oltre che, stiamo con le suggestioni di Tex, i suoi interventi.
Breccia: una storia adattissima alle sue corde, un’interpretazione personale che non lascia indifferenti, anche nella colorazione. Mi sono piaciuti in particolare i cambi di campo, mentre per quello che riguarda le inquadrature, certi primi piani sono certamente oggetto di discussione, perché in alcuni passaggi il disegnatore argentino ha proposto volti (penso soprattutto a Tiger) piuttosto lontani dall’immaginario consolidato: a me, per un albo unico e per una storia breve sta bene così. Salvo che per la Lilyth cavallina nell’ultima vignetta della prima tavola. Non do voti, ma per la ragione appena spiegata attribuisco un punto in meno a Breccia rispetto a Boselli in una valutazione complessiva comunque alta. Dice: per una vignetta sola fra tante? Una macchia sulla fodera di un vestito non è lo stesso di un’altra sul petto. E qui eravamo in apertura.

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Allora...Fino all'anno scorso non compravo il cartonato alla francese. Mi sembrava uno spreco di soldi. Poi ne ho preso uno sul sito (quello di Manfredi) e ho capito il mio pregiudizio errato. È un modo di "vedere" Tex diversamente. L'odore della carta, i colori, le  vignette disomogenee. La storia al servizio del disegnatore come il Texone (che io preferisco). Breccia nel Texone mi aveva "sconvolto " per i volti e per gli spigoli. Però è il suo stile ed in certe pagine era molto accattivante. Idem sul cartonato. Certe vignette sono incantevoli, altre ti lasciano perplesso. Comunque globalmente mi è piaciuto. Il Boss trova sempre qualche idea buona seppur in poche pagine. Con Lilyth e con questo romanticismo ad esempio. Poi ci voleva un nemico adatto per riproporre Tex  nella versione "uomo della morte". Ora vado ad ordinare i cartonati che mi mancano...😄

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Molto interessante questo cartonato, con Breccia alla sua seconda prova su Tex: nella prima (l'albo speciale Capitan Jack) i suoi magnifici disegni sono stati sicuramente la cosa migliore di quel Texone, data la storia a mio avviso davvero debole.

In questa sua seconda apparizione, il fatto che la storia fosse di Boselli ha creato grandi aspettative, a mio avviso solo parzialmente confermate.

È certamente difficile concentrare un soggetto in poco più di 50 pagine, ma Boselli (che in altri cartonati vi era riuscito molto bene) ne ha scelto uno così "denso" che avrebbe potuto imbastirci 3 albi della regolare: inevitabilmente, l'impressione,  alla fine, è che gli avvenimenti siano troppo concentrati e tutto si svolga in maniera un po' troppo frenetica. Sullo sfondo, il pathos (un po' "facile", in verità) del ricordo di Lilith, con una conclusione che in qualche modo rammenta quella nizziana de "Il sentiero dei ricordi".  

Un numero comunque da non perdere per chi ama Tex, anche se, pure questa volta (ma con un distacco sicuramente molto meno netto rispetto al Texone), i disegni di Breccia sono la cosa migliore. Molto interessante la sua tecnica di colorazione, anche se personalmente trovo che il suo tratto venga esaltato maggiormente con il bianco e nero.

I tratti di Tex e dei pards sono sicuramente più canonici rispetto all'esordio texiano del disegnatore argentino, anche se in qualche vignetta li trovo meno riusciti (si veda la Lilyth della prima tavola, che ricorda vagamente Dinamite). Ma i paesaggi e le ambientazioni sono tra i migliori che ho visto su Tex. 

In definitiva un numero che, anche se non è un capolavoro assoluto, sicuramente vale il prezzo dell'acquisto.

  • +1 1
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Altro gioiello nella storia editoriale di Tex. Questo formato è diventato una felice occasione per fare incontrare il nostro ranger con disegnatori di rango internazionale che per tanti motivi non riuscirebbero a misurarsi con la lunghezza standard delle storie. 

 

Circa 10 anni fa in un incontro a Bologna all'Accademia delle Belle Arti feci a Mauro Boselli due domande alle quali rispose in entrambi i casi con un perentorio "No".

Nella prima chiedevo, vista la difficoltà di portare avanti collane con nuovi personaggi, se non si potesse "sfruttare" Tex con delle serie spin-off basate sui personaggi della serie. Oggi abbiamo la collana del giovane Tex Willer mentre sugli almanacchi sono uscite storie in solitaria di Kit Willer, Tiger Jack, Pat l'Irlandese, Gros Kean e Jim Brandon.

Nella seconda gli chiedevo se in futuro potessi sperare in un volume di Tex disegnato da Paolo Bacilieri. Chissà...😉👀

 

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Capolavoro

Storia stupenda affascinante 

Una di quelle che lasciano il segno

Disegni e colorazione semplicemente fantastici...dei quadri...

Boselli e Breccia i miei complimenti ...davvero un gran lavoro 

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, rebogol dice:

Altro gioiello nella storia editoriale di Tex. Questo formato è diventato una felice occasione per fare incontrare il nostro ranger con disegnatori di rango internazionale che per tanti motivi non riuscirebbero a misurarsi con la lunghezza standard delle storie. 

 

Circa 10 anni fa in un incontro a Bologna all'Accademia delle Belle Arti feci a Mauro Boselli due domande alle quali rispose in entrambi i casi con un perentorio "No".

Nella prima chiedevo, vista la difficoltà di portare avanti collane con nuovi personaggi, se non si potesse "sfruttare" Tex con delle serie spin-off basate sui personaggi della serie. Oggi abbiamo la collana del giovane Tex Willer mentre sugli almanacchi sono uscite storie in solitaria di Kit Willer, Tiger Jack, Pat l'Irlandese, Gros Kean e Jim Brandon.

Nella seconda gli chiedevo se in futuro potessi sperare in un volume di Tex disegnato da Paolo Bacilieri. Chissà...😉👀

 

 

 

Ma infatti non esistono collane spin off con altri personaggi... ;)

 

 

 

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Altre riflessioni su questa storia.

Non veniamo a conoscere solo il rifugio segreto di Tex e Lilyth ma anche il momento fondamentale nella vita di un uomo : 

l' annuncio che diverrà padre.

Inoltre la giovane moglie esprime il desiderio che quella grotta segreta sia conosciuta anche dal figlio.

Ed è quello che a fine albo Tex fa: porta Kit alla grotta e Lilyth non è con loro fisicamente, ma affettivamente e spiritualmente sì.

 

Breccia

Più leggo il cartonato e più rimango stupita dai colori, dai disegni, dai paesaggi, dalle grotte, dalle formazioni rocciose, dai tramonti e dalle notti, dalla scena della battaglia (che mi ricordano Patagonia), dagli abiti e le pettinature delle donne navajo....

 

Sicuramente vedremo altri splendidi cartonati di altri autori, ma spero che Breccia ne disegni un altro.

Mi sembra il formato più adatto per rivederlo su Tex.

 

  • +1 1
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Ho sempre pensato, fin da quando lessi per la prima volta da bambino quella storia di GLB, che l'Uomo della Morte - con quel macabro travestimento di sicuro effetto e ancora oggi di grande fascino - avesse del potenziale non sfruttato. Bravo Boselli a ripescarlo e a cucirgli addosso una storia assolutamente perfetta, grazie ovviamente anche ai disegni di un Breccia in stato di grazia :inch:

 

Ora vogliamo una miniserie dedicata all'Uomo del Teschio, una sorta di what if con Tex vendicatore in stile fumetto nero anni 60 B)

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Kerzhakov91 dice:

 

 

 

Ora vogliamo una miniserie dedicata all'Uomo del Teschio, una sorta di what if con Tex vendicatore in stile fumetto nero anni 60 B)

Non male come idea:laugh:

 

A me basterebbe rivederlo  sulla serie regolare!

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