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TWF - Tex Willer Forum

[141/145] In Nome Della Legge


Voto alla storia  

55 members have voted

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, F80T dice:

Il primo Tex acquistato, a dodici anni, fu il n. 382, La Tigre Nera.

Da allora, non ho mai perso un albo della serie gigante. Ma, pur avendone sempre avuto l'intenzione, non ho mai recuperato gli albi precedenti al mio primo acquisto.

Possiedo i primi 10 numeri di TuttoTex e molti altri albi li ho letti attingendo dalla collezione di un mio zio.

Mi rimangono, però, molti buchi .....

Se posso darti un consiglio, "tappali" questi buchi, ne vale veramente la pena. ;)

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Dei voti io ricordo una cosa sola: se era sei era una grande soddisfazione, sei e mezzo una festa. E sono stato ancora più contento quando non ho avuto più la necessità di avere sei di media.

Ti sei mai chiesto perché Glb lo rende così insignificante?un' ameba... non gli rende nemmeno l'onoredi essere ucciso da Tex.l "omenicchio" è stato solo un gran burattinaio e un faccendiere,non ci ha

<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Se posso darti un consiglio, "tappali" questi buchi, ne vale veramente la pena. ;)

 

Quando ero ancora un adolescente, la mia passione per Tex si traduceva in una continua rilettura delle storie in mio possesso e nel tentativo di disegnare il nostro eroe, copiando e ricopiando (con scarsi successi, evidentemente) le tavole della serie inedita.

 

Con il tempo, e la connessa maturazione di nuovi interessi e nuove responsabilità, la mia passione per Tex si è espressa nel mero acquisto e lettura, mese per mese, della serie inedita, dell'annuale Texone e, occasionalmente, dei Maxi Tex.

 

La scoperta di questo ottimo forum, prima come mero visitatore non registrato, poi come iscritto alla comunità dialogante, ha mutato il mio approccio a Tex.

 

Pian piano sto rileggendo le vecchie storie, lasciandomi orientare nella scelta degli albi da leggere dall'ispirazione del momento e dagli spunti che trovo in questo luogo virtuale di confronto.

Ho acquistato alcuni albi delle serie non regolari che - quale peccato! - mi erano sfuggite (sto parlando di Nueces ValleyIl vendicatoreGiustizia a Corpus Christi).

Sto recuperando, anche grazie alle ristampe offerte dalla Sergio Bonelli Editore, alcune delle più belle storie del passato.

 

Seguitò il tuo consiglio, Loriano, e magari deciderò di completare la serie. Sempre che mia moglie non decida di scaraventarmi fuori di casa insieme a tutti i miei Tex ;) :) 

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Non ho nemmeno idea di quante ore abbia impiegato per leggerla ma ne è valsa la pena . Il soggetto è da 10 e lode per l'originalità ( l'inferno dei vivi in versione texiana ) e i personaggi che si muovono all'interno della storia sono una vastità (quasi troppi) : le sequenze di Tex in carcere sono immense : nonostante venga massacrato da Murdock , continua ad essere insolente fino all'ultimo . Mi è piaciuta moltissimo anche la scena in cui Tex viene tirato fuori dalla "vedova" dove non riesce nemmeno a reggersi in piedi . Però per mantenere costantemente viva l'attenzione del lettore per 5 albi ci sarebbero dovuti essere più momenti di azione dove Tex l'ho trovato molto carente in proporzione alla lunghezza della storia . Come dice @Andrea67 mi ha molto deluso il fatto che il misterioso personaggio che ha ordito il complotto non viene mostrato in volto per 5 albi e alla fine si rivela essere uno mai visto... Rimane comunque un'ottima avventura ! I disegni di Nicolò mi piacciono molto tranne per la raffigurazione dei volti dei pards che trovo molto anonimi .
STORIA : 8,5
DISEGNI : 7

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  • 8 months later...

Storia infinita, terza per ordine di lunghezza dietro 'solo' a "L'Uomo con la Frusta" e "Il Segreto del Morisco" che se non erro è la storia più lunga mai pubblicata dalla SBE. Quando la lessi per la prima volta, mi piacque in maniera smisurata.

"Tex"

"Su...Su... Coraggio!"

"Qualcosa mi dice che ci rivedremo prima del previsto!"

"A presto fratello lotteremo tutti per tirarti fuori!"

"Lo so, Tiger! Grazie!"

"Pà...!"

"Non dire niente, Kit!... Non dire niente..."

Dopo questa memorabile scena Tex entra a Vicksburg e come prima cosa Murdock gli dà il benvenuto con un cazzotto.

La storia è incredibile, per me resta tuttora la migliore mai fatta da Bonelli. Tutti i Pards hanno un ruolo ben preciso, Carson media per liberare Tex, gli altri due devono vedersela con il nuovo e cattivo agente indiano. Momenti incredibili, oltre alla grandiosa scena già citata sopra, molte altre entrano di diritto nell'olimpo Texiano. Finale stupendo, in cui scopriamo chi è la mente dietro a tutti i piani che servono ad incastrare Tex. Memorabile l'incontro tra Tex e Marcus Parker e poi seguono le tavole finali disegnate da un magistrale Erio Nicolò (e da qualcun altro). I personaggi di contorno in questo caso sono ottime, a partire dalla bella Myra Solano, per non parlare di Murdock (Rauch nella storia recente poteva far meglio) o del barista che troviamo ad inizio storia che vediamo anche in "Dugan il Bandito". Nicolò mi piace, come fa lui Tex calmo che si accende la sua sigaretta, non lo fa nessun altro (tranne Ticci). In una storia così lunga, Nicolò riesce a sfoderare una performance di livello. In definitiva un grandioso Gianluigi Bonelli ed un ottimo Nicolò che creano une delle pietre miliari della Saga.

Bonelli 9 e mezzo sua miglior prova per me

Nicolò 8

 

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">17 ore fa</span>, MacParland dice:

Bonelli 9 e mezzo sua miglior prova per me

 

Nove e mezzo alla sua miglior prova? Ammazza, proprio uno scrittore mediocre, che non arriva al 10 nemmeno con la sua storia migliore :laughing:

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E' da 10 come almeno venti o trenta altre. (Il tranello, sangue Navajo. Vendetta indiana, Sulle piste del Nord, Lotta sul Mare, Il laccio nero, Tucson, Il figlio di Mefisto etc etc)

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3 ore fa, borden dice:

E' da 10 come almeno venti o trenta altre.

Addirittura! Io storie da 10 ne ho 5 (due sue, due di Nizzi ed una di Sergio). Trenta mi sembrano assai. Boh sarò strano!

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  • Sceriffi

La verità è che i voti sono quanto di più aleatorio esista. A me piaceva molto dare i voti ai dischi, alle storie di Tex qui sul forum... poi ho cominciato a insegnare e a dare voti con sempre più fastidio, dimenticandomi del voto dato l'istante successivo. :D

Oggi quando do un voto a una storia lo faccio con disattenzione, tanto per aggregarmi al costume. Rispensandoci, dovrei smettere.

Ad ogni modo, se c'è una storia che merita dieci, a mio avviso è proprio questa: GLB riesce a creare una storia memorabile mettendo come grande cattivo un personaggio, l'uomo di Flagstaff, che appare all'ultimo momento ed è assolutamente insignificante. Un signor nessuno, ma mio padre ed io l'abbiamo sempre ricordato come "l'uomo di Flagstaff", una figura mitica. Per fare una cosa simile bisogna essere un genio.

Non la metto nelle mie preferite in assoluto solo perché le storie di Tex bellissime sono troppe per essere tutte nelle mie preferite.

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Dei voti io ricordo una cosa sola: se era sei era una grande soddisfazione, sei e mezzo una festa.

E sono stato ancora più contento quando non ho avuto più la necessità di avere sei di media.

E quindi anche io non voto praticamente mai, a meno che non siano elezioni o referendum.

Just now, Dix Leroy dice:

Dei voti io ricordo una cosa sola: se era sei era una grande soddisfazione, sei e mezzo una festa.

E sono stato ancora più contento quando non ho avuto più la necessità di avere sei di media.

E quindi anche io non voto praticamente mai, a meno che non siano elezioni o referendum.

Questa storia ho avuto modo di leggerla in maniera completa non più di un anno fa. Avevo recuperato gli albi mancanti all'origine, ma era il periodo che Nicolò non mi piaceva.

Ottima storia proprio perché rompe il solito schema, ma effettivamente lo scoprire chi aveva organizzato il complotto non era l'obiettivo principale nella testa dell'autore.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, MacParland dice:

Addirittura! Io storie da 10 ne ho 5 (due sue, due di Nizzi ed una di Sergio). Trenta mi sembrano assai. Boh sarò strano!

Tranquillo Mac, sono più strano io che ne ho una sola (questa):D

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16 ore fa, virgin dice:

Ad ogni modo, se c'è una storia che merita dieci, a mio avviso è proprio questa: GLB riesce a creare una storia memorabile mettendo come grande cattivo un personaggio, l'uomo di Flagstaff, che appare all'ultimo momento ed è assolutamente insignificante. Un signor nessuno, ma mio padre ed io l'abbiamo sempre ricordato come "l'uomo di Flagstaff"

Ti sei mai chiesto perché Glb lo rende così insignificante?un' ameba... non gli rende nemmeno l'onoredi essere ucciso da Tex.l "omenicchio" è stato solo un gran burattinaio e un faccendiere,non ci ha mai messo la faccia per affrontare il ranger,ma ha solo usato il suo potere fatto di soldi e intrigo per eliminare Tex,che da eroe ", umano" qual è patisce le pene dell'inferno,ma vince. Marcus Parker muore da vigliacco, suicidandosi, vedendo tutto il suo impero cadere, come un castello di carte, di botto... nessuno può rimpiangere tale scarto di verme...geniale, semplicemente geniale.storia da Oscar... meriterebbe una trasposizione cinematografica.la adoro... aspetto sempre il ritorno del "Signor"Murdock,viscido verme

Edited by Barbanera
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  • Sceriffi
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Barbanera dice:

Ti sei mai chiesto perché Glb lo rende così insignificante?

 

La risposta è nella mente di Dio, ormai. :D

Di sicuro, tratteggiarlo meglio lo avrebbe per paradosso banalizzato; così rimane una pura funzione narrativa, quasi impersonale: tanto impersonale da non oscurare nemmeno il proprio piano, che così risalta per intelligenza e malvagità.

Poi che GLB ci avesse pensato prima o abbia trovato la risposta per istinto, scrivendo, come spesso gli succedeva... non possiamo sapere.

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5 hours ago, virgin said:

Di sicuro, tratteggiarlo meglio lo avrebbe per paradosso banalizzato; così rimane una pura funzione narrativa, quasi impersonale: tanto impersonale da non oscurare nemmeno il proprio piano, che così risalta per intelligenza e malvagità.

 

Concordo.

 

Marcus Parker giganteggia fra tanti nemici di Tex proprio per il fatto che non si vede mai. Agisce nell'ombra, da dietro le quinte, non contattando nemmeno direttamente gran parte dei suoi uomini. Questo lo mette su un piano superiore ai tipici nemici di Tex, che anche quando sono affaristi di solito sono commercianti o banchieri locali. Ma stavolta Tex ha contro una macchinazione che arriva molto, molto in alto.

Anche il suo suicidio, per me non è fatto per sminuirlo. Marcus Parker è un uomo di potere. Senza il potere, non può diventare un comune galeotto. E non può permettersi di essere messo alla sbarra in tribunale. il suo suicidio da una parte lo mette definitivamente fra i nemici più memorabili, e dall'altra sancisce il fatto che la vittoria di Tex contro un simile complotto sia stata totale (molto piu di un eventuale processo prolungato con probabili pene lievi)

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1 ora fa, Diablero dice:

Anche il suo suicidio, per me non è fatto per sminuirlo. Marcus Parker è un uomo di potere. Senza il potere, non può diventare un comune galeotto. E non può permettersi di essere messo alla sbarra in tribunale. il suo suicidio da una parte lo mette definitivamente fra i nemici più memorabili, e dall'altra sancisce il fatto che la vittoria di Tex contro un simile complotto sia stata totale (molto piu di un eventuale processo prolungato con probabili pene lievi)

È un avversario tosto finché comanda altri...ma è fondamentalmente un codardo alla prova concreta dei fatti...uomo in grado di costruire intrighi perfetti ma totalmente "disarmato"nel confronto diretto contro uomini veri e determinati...sono d accordo,il suicidio non è fatto per sminuirlo,ma per evidenziare la sua sconfitta personale...  la paura di perdere la reputazione e l onorabilità (e forse la vita) con un processo lo spinge a tale gesto.. Una giuria lo avrebbe assolto o datogli una pena lieve? Non credo proprio...a parte la frode ai Navajos,Parker tramite le carte in mano alla Solano risulta anche mandante di omicidio del figlio di un giudice se non ricordo male...per cui non se la sarebbe comunque cavata a buon mercato. il suicidio è un atto obbligato per tale Verme...che toglie a Tex (che non lo sbatacchia nemmeno,dal momento che lo considera ormai finito, e Parker non è in grado di stargli alla pari in uno scontro) il "fastidio"di sporcarsi le mani contro un avversario totalmente imbelle, inebetito e pietrificato dalla paura (ah,come lo rende bene Nicolò)...la sua fine evidenzia ancora di più la totale vittoria di Tex e dei pard...

Tra parentesi,si parlava di eroe umano...in questa storia Tex è molto umano...lo si vede preoccupato per il figlio e per la sua gente,per se stesso anche...la "Vedova" a Viksburg gli toglie le forze e lo indebolisce,in alcuni punti sembra addirittura perdersi d' animo.ma la sua tempra e la vicinanza dei suoi pard gli danno la forza di reagire.in questa storia si vede proprio l affiatamento del quartetto...

 

Edited by Barbanera
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Beh, Parker, come tanti altri antagonisti, poteva avere anche l'opzione della fuga, magari in Canada o in Messico

Sempicemente, GLB fece una scelta diversa, e precisa, come personaggio aveva dato tutto (o non aveva altro da dare). 

Edited by gilas2
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  • 1 month later...

Vado subito al sodo: per me la storia più bella della saga di Tex.

Riletta dopo qualche anno me la sono gustata con enorme soddisfazione.

Per me è la storia definitiva, quella in cui trovo tutti gli elementi che rendono Tex un fumetto epico.

C'è il tranello ai danni di Tex, imbastito con cura e grande attenzione ai particolari e che diventa una trappola al quale il nostro eroe non può sfuggire. L'immagine di quella ragnatela con il grosso aracnide che si dirige verso la preda vale più di tante parole.

C'è un nemico astuto e spietato ma che sa anche essere paziente, aspettando il momento giusto per colpire con la massima efficacia. Ogni comprimario è al posto giusto e recita la sua parte alla perfezione. La preda non può scappare.

Ci sono figure di secondo piano ma caratterizzate alla perfezione, come lo zelante sceriffo di Gallup e il molto più umano e comprensivo vice sceriffo che scorterà Tex fino a Vicksburg.

E ancora il direttore del carcere schiavo dell'alcool, presentato con pochissime ma efficaci tavole; figura prescindibile ma rappresentativa di quegli uomini al potere la cui debolezza è direttamente proporzionale alla carica detenuta.

Sicuramente la figura più temibile per le sorti del nostro ranger è senz'altro quella di Murdock, il capo delle guardie della prigione, perfetta figura dell'avido e spietato aguzzino incurante delle vite umane che transitano a Vicksburg.

Colpirà più volte Tex, infliggendogli anche la temibile punizione della "vedova": ma se riuscirà a fiaccarne il corpo di certo non ne domerà lo spirito ricevendo alcuni (spassosissimi) insulti che lo faranno imbestialire.

La dignità di Tex, nonostante i soprusi e le angherie ricevuti, non verrà mai lesa, anzi ne uscirà rafforzata dalla breve ma intensa prigionia.

Clem dimostra di essere personaggio molto astuto: certo c'è tanta avidità alla base della sua collaborazione con Carson ma anche la consapevolezza che Tex non è un caso come quello di altri disgraziati che avevano tentato di comprare l'evasione. L'astuta ed estremamente affascinante Myra (confesso il mio debole per le "maggiorate" di Nicolò) è una delle figura femminili che rimangono più impresse. Scaltra e spietata ma anche estremamente intelligente. Le ci vuole un solo istante per capire quando passare dall'altra parte della barricata.

Se Tex è quello che, per forza di cose, agisce di meno i restanti tre pard non mancano di assolvere i loro compiti alla perfezione.

Kit tiene in pugno le redini della riserva con saggezza ed autorità. Memorabile la strigliata al becero Lyman, così come memorabile è il pestaggio in coppia con Carson al malcapitato che voleva impiccare Tex.

Certo, spesso sembra un pò il clone del padre, ma all'interno della storia risulta pedina insostituibile.

E il fido Tiger non gli è da meno: ha ruoli meno attivi ma è compagno che infonde sicurezza e porta quel mattoncino fondamentale per la buona riuscita della storia.

Carson con abilità e pazienza tesse la tela per acconsentire all'evasione di Tex, capendo subito qual è il mezzo più adeguato (il dinero ovviamente) per convincere i diretti interessati.

E' un Bonelli in stato di grazia che non sbaglia nemmeno le virgole. Ogni tassello è al posto giusto, ogni situazione contribuisce ad accrescere la drammaticità e la perfezione di quest'opera che per me rappresenta un vero kolossal a fumetti.

Cito un breve estratto di Sergio Brancato dal volume "L'arte di Erio Nicolò" perché, per me, estremamente significativo.

"Supportato dal disegno di Nicolò, sempre funzionale alla narrazione e, al contempo, evocativo nei riguardi della memoria del lettore, Bonelli si conferma autentico mitografo del nostro immaginario allestendo una catena di eventi tra loro perfettamente orchestrati, volta a implementare di volta in volta la suspense nella progressione verso lo scioglimento finale della trama".

Nicolò, che è il mio disegnatore di Tex preferito, qui raggiunge il culmine della sua arte.

Per finire, devo ammettere che l'unica cosa che, sin dalla prima lettura di tanti anni fa, mi aveva fatto un pò storcere il naso, era l'identità segreta del misterioso uomo di Flagstaff che, alla fine dei conti, si rivela un perfetto sconosciuto.

Non capivo perché fosse stato nascosto il volto per quasi tutta la storia.

Una chiave di lettura interessante me l'hanno data i commenti di @virgin e @Diablero, che danno un senso pieno e plausibile a questa insolita scelta dell'autore.

 

 

 

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  • 2 weeks later...
Il 25/4/2012 at 20:11, Leo dice:

Ho letto oggi questa lunga storia nell'edizione Oscar Mondadori. Devo dire che purtroppo non concordo con i giudizi del topic, perchè io francamente mi sono un p? annoiato, e a un certo punto ho perso il piacere di leggere la storia. La prima parte indubbiamente è bella:

Contenuto nascosto

Insomma, tutta la prima parte (a cui queste scene appartengono) mi ha appassionato. Poi, però, pur essendoci sempre azione, la storia diventa lenta, e, a mio parere, troppo diluita. Comincio ad annoiarmi quando si introducono delle situazioni superflue (si tratta sempre della mia opinione, ovviamente: AtTheRocks, per esempio, afferma in un precedente post che secondo lui non vi sono passaggi superflui) che rallentano troppo la storia: tutta la parte che vede impegnato l'esercito a scacciare i Navajos dalle montagne, con le azioni di disturbo da parte di Kit e Tiger, tutte le trattative con Clem e Murdock, secondo me fin troppo ripetitive e gestite "pesantemente" (addirittura si fa arrivare il direttore della banca con la valigia piena di denaro...): scene secondo me evitabilissime e che non aggiungono nulla alla storia. E poi vi è una certa verbosit? che è tipica probabilmente delle storie di quel periodo (non sono un esperto della fascia 100-200) che magari può essere apprezzata in una storia più breve, ma che in una storia di 500 e passa pagine si fa sentire negativamente. Per queste ragioni, non riesco a dare un giudizio positivo a questa storia, e un p? mi sorprende la totale lontananza del mio pensiero da quanto è stato invece espresso in questa discussione, in maniera pressoch? unanime (salvo in parte Wasted Years), da chi mi ha preceduto. Forse sono stanco, o forse, cresciuto a suon di Nizzi e Boselli, non leggo con la stessa passione il Tex più "artigianale" di Bonelli (o, perlomeno, del Bonelli di questo periodo)?

Allora...Finita oggi dopo circa una settimana. Anche io sono cresciuto con Nizzi e Boselli ma piano piano mi sto sparando GLB. Ho letto questa dopo "Terra promessa" e "Giubbe Rosse".

"Il grande intrigo" ha molte cose che mi sono piaciute. Un Tex "umano ed in difficoltà ", Carson, Kit e Tiger protagonisti, un gruppo di comprimari (tra "cattivi " e "ibridi") vario e ben descritto. Inoltre l'idea di nascondere il volto dell'uomo di Flagstaff mi ha portato a "cercare il colpevole ". Quindi sono rimasto deluso dal finale. Però pensandoci bene è stata una genialità di GLB. Ha creato una bellissima storia ricca di tanti elementi e "ingannando" il lettore dopo però averlo fatto appassionare. Alcuni "difetti "li ho trovati in un finale un po' affrettato e nelle poche battute o scene simpatiche (Terra Promessa ne ha tante).

Nicolò non è tra i miei preferiti (sono della sponda Villa/Civitelli) però  non è  stato affatto male. Lo preferisco a Galep sicuramente.

 

Il 20/9/2019 at 01:17, F80T dice:

Il primo Tex acquistato, a dodici anni, fu il n. 382, La Tigre Nera.

Da allora, non ho mai perso un albo della serie gigante. Ma, pur avendone sempre avuto l'intenzione, non ho mai recuperato gli albi precedenti al mio primo acquisto.

Possiedo i primi 10 numeri di TuttoTex e molti altri albi li ho letti attingendo dalla collezione di un mio zio.

Mi rimangono, però, molti buchi e In nome della legge rientrava in uno di questi.

 

Per tale ragione, ho approfittato della recente ristampa dell'intera storia per leggere questa pietra miliare della saga texiana.

 

Si tratta, a mio giudizio, di un vero capolavoro.

Il lettore viene scaraventato nel buio della prigione di Vicksburg insieme a Tex e da allora tenta, insieme a lui i riemergere. Ma Gian Luigi Bonelli ha allestito una trama complessa, in cui la situazione si ingarbuglia ogni volta che sembra esserci un barlume di luce.

 

I tre pard di Tex, privi della loro guida, mostrano tutte le loro abilità. Mi è molto piaciuta, in particolare, l'autorevolezza mostrata da Piccolo Falco nel guidare la propria gente, evitando lo scontro con l'esercito che avrebbe portato alla rovina del Navajos.

 

Gli avversari del nostro ranger sono tutti ben caratterizzati, fatta accezione per l'uomo di Flagstaff, che risulta un po' grigio. Notevole è anche l'uso narrativo dei numerosi amici di Tex, che, pur di fronte a elementi da cui emerge inequivocabilmente la colpevolezza del nostro eroe, non perdono la fiducia in lui e, soprattutto, l'umanità.

 

Paradossale risulta che Tex si sia reso complice di un'evasione di massa. Ma se chi rappresenta la legge si comporta peggio di un bandito, allora il comportamento di Aquila ella Notte è del tutto naturale.

 

Tradizionali, e per questo gradevoli, i disegni di Nicolò.

Ti capisco...Io sono nato Texiano con il n.394 o 398. Grazie al forum e agli arretrati ho recuperato molte storie "vecchie ". Molto belle tante storie. Ci possiamo divertire molto.

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