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TWF - Tex Willer Forum

[Texone N. 37] Old South


natural killer
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, valerio dice:

Disegni molto soddisfacenti, a parte i visi un pò "gonfi" dei nostri pards, che paiono in preda ad ascessi paurosi. Si necessita di un bravo odontoiatra.

 

A dire la verità ho dato una occhiata al volume giusto per vedere se c'erano evidenti difetti di stampa e confezione (purtroppo rischio sempre presente nei libri, ancor più nei fumetti e ancor più nei fumetti Bonelli).

Casertano a parte la storia breve del color a me è noto più che altro per le prime copertine di Nick Raider, che trovavo sempre ampiamente sopra la sufficienza. Anche in questa prova ci sono moltissime belle immagini, inquadrature suggestive, scene d'azione ben realizzate, prova che ci si trova davanti a un grande professionista. E colpisce ancor di più trovare certe cose al limite dell'orrido, come molto più gentilmente le ha descrittte Valerio.

Cose come la vignetta con una "specie di Tex" in fondo alla pagina 200 o peggio ancora in mezzo alla pagina 103 (ma anche tante altre).

Come già successo con Claudio Villa due numeri fa, mi viene da pensare che certi autori in un formato più grande del consueto si "perdono" e pasticciano con le proporzioni. E' del tutto umano che succeda e che chi compie l'errore non se ne accorga.

D'accordo, poi c'erano anche gli aggiustamenti che peggioravano la situazione...

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Texone  leggile, buono ma non ottimo o capolavoro.

Classici argomenti western.

Altri hanno già sottolineato sfumature ed esagerazioni.

Ma nel complesso non alterano la sostanza della storia.

Buona la divisione dei ruoli di Tex e Carson.

 Devo dire che dal racconto dell' indiano della sua morte non ho avuto altro pensiero che sapere come Carson se la fosse cavata.

Che era una frottola non mi è passato per la mente e scopertolo mi sono detta "era la soluzione più logica".

Bei personaggi e comunque credo che del capitano e delle locandiere ci ricorderemo.

Sì il capitano è stata una nota di dignità e di riscatto ad una storia di avidità e di "si salvi chi può" di quando si perde una guerra.

Momenti leggeri che solo Carson sa regalarci.

Tasunke, Cochise e anche i ribelli che abbandonano Nadeh splendide figure, messe ancor più in risalto dall' ottusità di Sheldon.

 

Ottimo Casertano e ottima notizia che resti nella serie.

 

  • +1 1
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Ottima storia, con disegni belli soprattutto nei campi lunghi (per usare un termine cinematografico) e qualche godevolissimo excursus dalla gabbia tradizionale. Solo un po' di perplessità su qualche distonia nel rappresentare in maniera continuativa alla stessa manieraTex e Carson, ma che immagino faccia parte del fatto che chi li interpreta senza continuità faccia fatica a mantenere un certo tipo di standard. Ah, ottima la connotazione quasi da Mefisto del Carraway invecchiato.
Tornando alla sceneggiatura, quindi a Ruju, è riuscito a fondere perfettamente tre "filoni" storici  della narrazione texiana: istituzioni e sceriffi cattivi, indiani ribelli e anche loto cattivi, ufficialetti dell'esercito stupidi.
Unico "Uhm...", come Tex riesce a liberarsi dal palo della tortura.

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Mi sarei aspettato qualcosa di più da questo Texone. La storia di Ruju, pur essendo più che discreta, non è niente di eccezionale o di particolarmente memorabile. Non vi sono infatti particolari colpi di scena, eccetto quello sulla presunta morte di Carson che ho decisamente apprezzato. Qualche colpo di scena in più avrebbe sicuramente alzato la mia valutazione, che comunque resta abbastanza alta. Infatti anche in questa storia ci sono i soliti pregi delle sceneggiature di Ruju: dialoghi freschi ed efficaci e un ritmo incalzante. La storia dunque si legge bene e non annoia. Mi sarei aspettato che la vicenda si concentrasse maggiormente sulla cittadina di "Old South", mentre invece la storia ben presto si sposta verso la solita banda di Apache ribelli. Poi, per carità, le storie con gli indiani ribelli sono sempre molto godibili, però, visto anche il titolo, avrei preferito che la sceneggiatura si concentrasse di più sulla cittadina di Old South e sui suoi abitanti. Abbastanza intrigante, comunque, la vicenda legata al cannone con l'oro. Storia dunque non eccezionale, ma comunque mi è piaciuta.
Molto buoni i disegni di Casertano. Sono di certo inferiori a quelli di Carnevale e di Villa dei due Texoni precedenti, però sono molto gradevoli, anche se in realtà preferisco di più il tratto che Casertano aveva su Martin Mystère (dove ricordava un po' lo stile di Ambrosini).
Nulla di particolarmente spettacolare la cover, che presenta una composizione abbastanza semplice.

 

Storia: 7,5
Disegni: 8

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  • Sceriffi

Letto anch'io ed apprezzato il texone di quest'anno, non al livello degli ultimi due texoni boselliani (ma d'altra parte per me quelli erano veri e propri capolavori), ma sicuramente una classicissima e solida storia western. Sceneggiatura non esente da difetti e soggetto che avrebbe potuto essere sviluppato in direzioni diverse, ma anche così non mi ha annoiato. I pard agiscono in solitaria per buona parte dell'albo e Carson si ritaglia uno spazio notevole.

 

Mi limito a rispondere ad alcune critiche che sono state mosse nei commenti precedenti, e che non condivido. La prima: quasi tutti i forumisti a parlare del cannone e a gridare allo scandalo perché all'inizio servono due muli per spostarlo, e alla fine un cavallino lanciato al galoppo riesce a trainarlo senza fatica. L'unico commento assennato mi sembra quello di @Piombo Caldo, che giustamente nota come nella scena finale il cannone scende per inerzia lungo una ripidissima discesa (mentre all'andata viene detto chiaramente che i soldati sono su una salita, e che il cannone debba essere seppellito una volta arrivati al passo). Nessun errore di Ruju, dunque.

 

Veniamo poi al commento di Barbanera, che lamenta una scarsa aderenza alla realtà storica:

 

Il 22/6/2021 at 22:55, Barbanera dice:

La storia si apre con un "sipario bellico"ambientato in un imprecisato punto compreso tra Arizona e nuovo Messico, peccato che nel 1864 le giubbe Grigie avessero già abbandonata il teatro ovest,che per altro dopo la battaglia di Glorieta Pass era diventato del tutto "terziario" rispetto a quello della Virginia e del Mississippi...va be'.

Non ho capito perché diavolo Ruju si complica ulteriormente la vita creando un reparto di fanteria confederata con un cannone al seguito a "spasso"nel deserto (errore,i reggimenti di fanteria non avevano mai armi pesanti al seguito), quando sarebbe stato più sensato creare un reparto di cavalleria con un howitzer al seguito,del tutto reale storicamente,per altro,e anche più facile da rendere...va be'.

Non si capisce come i reduci abbiano potuto fondare una città in cui sventola in modo "strafottente"la bandiera confederata...

 

[...]

 

insomma,siamo lontani anni luce dai Netdahe come accuratezza storica...

 

Anche in questo caso, capisco il punto di vista del pard Barbanera, però non lo condivido. Rimango dell'idea che il West di Tex non debba essere storicamente accurato fino all'eccesso, ma che gli autori si possano prendere tutte le libertà che vogliono per quanto riguarda l'aderenza alla realtà storica. Boselli sembra, negli ultimi tempi, essere molto più attento a questo aspetto di quanto non fossero gli autori in passato, ma a mio avviso è bene non eccedere (altro discorso è la serie “Tex Willer“, che è una creazione di Borden e a cui sta dando un taglio più storicamente curato).

Sono d'accordo con la postilla di @natural killer:

 

Il 23/6/2021 at 09:08, natural killer dice:

Siamo nel mondo dei fumetti, il regno della fantasia. Esiste un meccanismo di sospensione della incredulità, un patto non scritto tra autore e lettore, che implica l'accettazione delle soluzioni narrative anche a fronte di evidenti contraddizioni. Rapportare ogni situazione alla realtà storica, fisica o biologica uccide sul nascere Ia fantasia, il sogno, la dimensione in cui inquadrare un racconto a fumetti. 

Il giorno in cui Tex dovesse diventare un arido trattato di storia, con l'ossessivo rispetto di quello che era realisticamente possibile allora come oggi, beh, allora quello sarebbe il giorno in cui smetterei di leggere. 

 

Condivido in pieno, invece, questa osservazione del sempre lucido @Poe:

 

Il 23/6/2021 at 13:42, Poe dice:

 

E’ che uno dal titolo “Old South” e dalle premesse si aspettava una vicenda che ruotasse attorno a questa cittadina anomala, nata da un gruppo di soldati confederati che al termine della guerra decidono di restare, inizialmente solo per cercare l’oro del Sud, e poi invece riescono a creare una comunità prospera e unita, che non lascia indietro nessuno, come dice il suo sindaco.

E invece la sceneggiatura ben presto si sposta verso il pericolo e il territorio indiano, con la solita testa calda apache, Nadeh, il solito gruppetto di predoni ribelli, Tex e Cochise, e l’ottuso incapace ufficiale, ecc. ecc. Mentre l’aspetto più originale era proprio descrivere meglio la città e i suoi abitanti, allargare un po’ lo sguardo tratteggiando nuovi personaggi, magari anche inserire qualche altro flash back sul passato, e poi far vedere la reazione dei cittadini di fronte alla minaccia apache, e magari orchestrare meglio anche l’intreccio della mappa dell’oro e il sentimento di avidità che rischia di mettere gli uni contro gli altri gli antichi compagni d’arme (non solo il sindaco e lo sceriffo)… Insomma, sarebbe stato meglio, secondo me, una storia prevalentemente e soprattutto cittadina, con gli indiani sullo sfondo.

 

 

Infine, mi permetto anche una critica personale alla sceneggiatura di Ruju, che ancora una volta - come ho già osservato tante volte riguardo alle sue storie - ricorre all'espediente di far apparire personaggi dal nulla sorprendendo qualcuno alle spalle. Qui abbiamo, nell'ordine: lo sceriffo che appare dal nulla nella casa del sindaco, sorprendendo Carson che aveva già steso Mallory (il quale aveva seguito Carson nella casa, ma lo sceriffo chi lo aveva avvertito?); Tex che appare all'improvviso alle spalle di Dubbs e Nadeh; ma soprattutto, le colline che si riempiono all'improvviso di schiere di Apache apparsi dal nulla.

 

 

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"Uhm"...

Sarei tentato di limitare il mio commento con questa esclamazione.

Texone che non annoia ma non esalta, storia intrigante ma senza colpi di scena, ti aspetti l'orgoglio confederato e ti spunta la solita testa calda Apache (che fa la solita figura da quattro soldi).

Insomma, alla fine della lettura, rimango piuttosto perplesso. Le varie situazioni che si susseguono nella storia sono abbastanza prevedibili, senza quel pathos necessario e fondamentale per una "storia di qualità".

Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, a partire da quel titolo che prospettava quel vecchio e polveroso sud dove il cuore confederato continua a battere.

E invece ho come l'impressione di essermi accontentato di un buon brodino caldo in una fredda serata invernale.

Brodo di dado purtroppo.

 

Su Casertano sono di parte: ho sempre in mente il suo ritratto di Dylan Dog, per me uno dei meglio riusciti.

Aiutato da splendide sceneggiature, ha dato il suo magico tocco a storie memorabili come "Dopo mezzanotte", "La casa degli uomini perduti", "Il signore del silenzio", "Attraverso lo specchio" e quel capolavoro assurdo che è "Memorie dall'invisibile" (a tal proposito bellissima l'intro di Frediani).

Anche le sue copertine di Nick Raider le ho trovate sempre molto ben fatte.

Alla prova del Texone non delude: dimostra padronanza con le tematiche e gli ambienti western.

Splendide le tavole a 2/3 di pagina, come ad esempio l'accampamento sudista di pag.25 e il funerale di Carraway di pag.147.

Il 24/6/2021 at 20:34, Dix Leroy dice:

E colpisce ancor di più trovare certe cose al limite dell'orrido, come molto più gentilmente le ha descrittte Valerio.

Cose come la vignetta con una "specie di Tex" in fondo alla pagina 200 o peggio ancora in mezzo alla pagina 103 (ma anche tante altre).

Come già successo con Claudio Villa due numeri fa, mi viene da pensare che certi autori in un formato più grande del consueto si "perdono" e pasticciano con le proporzioni. E' del tutto umano che succeda e che chi compie l'errore non se ne accorga.

Concordo con l'osservazione e anche con la possibile causa di alcune tavole alquanto deludenti.

 

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Allora...Texone da 6 (cerco di essere "buono") perché l'idea era sfiziosa ed intrigante (il cannone, i soldi, la piccola comunità di "confederati" fondata  tra il forte, con gli amati soldatini, e gli apaches) ma si è poi rivelata con le solite dinamiche (testa calda apache, giacca blu guerrafondaio, Cochise la cui apparizione è a dir poco scontata). 

Globalmente far agire i pards da soli ha dato un po' di brio (la parte di Carson soprattutto) e i disegni di Casertano oscillano tra ottime tavole e volti discutibili. Però sul Texone ci sta avere interpretazioni "personali" perché la testata è nata per accogliere gli ospiti sia internazionali che fatti in casa.

Su Ruju ho sempre la stessa idea...È come quel calciatore sempre affidabile, da 6 fisso, che tutti gli allenatori vorrebbero in rosa. 

Il 23/6/2021 at 10:48, juanraza85 dice:

Ad essere sincero, questo Texone io non l'ho trovato così scarso o pesante da leggere: certamente non si tratta di una storia memorabile, ma nel complesso mi è sembrata abbastanza leggibile, ed anche scorrevole da leggere. Forse, anzi, la più convincente prova di Ruju su Tex sino ad ora.

 

Naturalmente, siamo ancora lontani da un livello prossimo alla perfezione, come stanno a dimostrare alcune opinabili scelte di sceneggiatura opportunamente sottolineate da @Barbanera (che sottoscrivo in pieno), in particolare la questione del trasporto di cannone zeppo di denaro ad opera di un solo cavallo, oltretutto lanciato al galoppo in un disperato tentativo di fuga (per tacere di come è stato in precedenza dissotterrato :huh:).

 

Posso aggiungere di mio, inoltre, la prevedibilità del susseguirsi degli eventi; posso anzi affermare senza timore di smentita che tutto quel che accade lungo le pagine della storia non suscita il minimo stupore né lascia spazio al minimo sentore di sorpresa in arrivo. E, tuttavia, per quanto mi riguarda la storia di Ruju, di impostazione quanto mai classica, si è lasciata leggere abbastanza placidamente: a mio parere, ed al netto della sostanziale assenza di qualsivoglia guizzo particolare, Ruju ha comunque ben caratterizzato i personaggi di contorno (il grande bluff Nadeh, il sindaco Carraway, lo sceriffo Dubbs ed il vice Mallory), a loro modo discretamente valorizzati e funzionali al contesto narrativo.

 

Molto belli i disegni di Giampiero Casertano, autore di una prova di livello veramente elevato, contraddistinto da una notevole caratterizzazione grafica dei personaggi e dei luoghi.

La più convincente di Ruju? La prova del fuoco la trovi inferiore? Non ho sottomano le storie di Ruju e quindi vado a memoria (e io ho una pessima memoria ;))però qualcuna di più gustosa per me c'è. 

Il 23/6/2021 at 13:42, Poe dice:

SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

Non si può dire che sia una brutta storia, questa, però neanche particolarmente interessante. Ma in fondo cosa c’è che non va?

E’ che uno dal titolo “Old South” e dalle premesse si aspettava una vicenda che ruotasse attorno a questa cittadina anomala, nata da un gruppo di soldati confederati che al termine della guerra decidono di restare, inizialmente solo per cercare l’oro del Sud, e poi invece riescono a creare una comunità prospera e unita, che non lascia indietro nessuno, come dice il suo sindaco.

E invece la sceneggiatura ben presto si sposta verso il pericolo e il territorio indiano, con la solita testa calda apache, Nadeh, il solito gruppetto di predoni ribelli, Tex e Cochise, e l’ottuso incapace ufficiale, ecc. ecc. Mentre l’aspetto più originale era proprio descrivere meglio la città e i suoi abitanti, allargare un po’ lo sguardo tratteggiando nuovi personaggi, magari anche inserire qualche altro flash back sul passato, e poi far vedere la reazione dei cittadini di fronte alla minaccia apache, e magari orchestrare meglio anche l’intreccio della mappa dell’oro e il sentimento di avidità che rischia di mettere gli uni contro gli altri gli antichi compagni d’arme (non solo il sindaco e lo sceriffo)… Insomma, sarebbe stato meglio, secondo me, una storia prevalentemente e soprattutto cittadina, con gli indiani sullo sfondo.

 

Così invece che cosa sappiamo di questa città di ex-sudisti? Cosa la differenzia rispetto a tante altre cittadine del West? (Poteva benissimo chiamarsi anche Old West). E, a parte il sindaco (l’unico personaggio interessante e ben tratteggiato) chi altro ricorderemo? Un bestione che all’inizio affronta Tex perché è diffidente verso gli stranieri, un altro bestione di vicesceriffo, uno sceriffo avido, due ristoratrici simpatiche. Basta.

Insomma, è un po’ come nel “Monaco guerriero” di Zamberletti: se l’unica nota di originalità è il personaggio del monaco, sviluppalo, cerca di renderlo più interessante, tridimensionale… Qui, analogamente, Old South è l’elemento di novità, ma alla fine rimane solo una cittadina come tante altre, non sembra fondata da ex-soldati confederati, non ha nulla di caratteristico, non prende vita... Se in Boselli a volte i personaggi sono troppi, qui a me sembrano pochini. (Anche Manfredi, con questo soggetto, ne avrebbe approfittato probabilmente per ampliare lo spaccato sociale).

 

Questa è una storia che si nutre di altre storie di Tex e basta, che non prova nemmeno (come aveva cercato invece di fare “Guatemala”) a trovare qualche strada un po’ diversa dal solito. Così, inevitabilmente la vicenda devia verso i soliti scontri con gli Apaches, il solito ribelle bluff tutto muscoli senza cervello, e il solito oro dissepolto e conteso. (La cosa che più mi ha irritato è il finale con i soldi che piovono sul cadavere dello sceriffo avido, scena ripresa da “La grande rapina”, e rivista altre volte. Bella 30 anni fa, scontata adesso.)

 

Per fortuna Casertano si conferma quel grandissimo disegnatore che è, ed è sempre stato in ogni occasione e in ogni genere fumettistico: horror, fantascienza, poliziesco, racconto storico e ora anche western. Casertano non delude mai ed è un grande acquisto per Tex, se lo vedremo anche sulla regolare (sarebbe adattissimo anche a storie cittadine, a San Francisco o a New York).

Meravigliosi come sempre i suoi bianchi e neri netti, ma soprattutto i volti, le espressioni, la recitazione di tutti i personaggi, che mi faranno ricordare a lungo questo Texone, anche se la storia non è tra le più memorabili.

Concordo su molte cose...

Il 23/6/2021 at 15:45, juanraza85 dice:

 

L'ho detto e lo ripeto: la pochezza e la smidollatezza di Nadeh sono incredibilmente palesi, ma a mio avviso sono comunque funzionali allo svolgimento della vicenda. Cerco di spiegarmi meglio: essendo il fulcro della storia l'ormai arcinoto cannone, una figura come quella di Nadeh (e della sua banda di apaches ribelli) svolge a mio modo di vedere il ruolo dapprima di "scusa" per giustificare che Tex e Carson gironzolino da quelle parti, e poi soprattutto di elemento di disturbo e distrazione da quella che è la missione e da quelli che sono i veri antagonisti.

 

Che di avversari rivelatisi alla resa dei conti mezze seghe su Tex ultimamente se ne siano visti diversi è vero, tuttavia in questo caso la presenza di un siffatto soggetto può secondo me essere considerata "giustificabile per scopi narrativi".

Sì...Non sono scandalosi se funzionali gli avversari smidollati ma poi devi condire la storia con altri elementi altrimenti è tutto troppo insipido.

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Anche per me questa storia è suppergiù da 6 e mezzo.

 

L'ho letta volentieri, ma trovo che Ruju abbia ancora il vizio di inserire nelle sue sceneggiature sequenze forzate -quando non del tutto inverosimili- al solo scopo di "fare scena", cioè perchè in teoria così la storia sarebbe più spettacolare.

 

Quel che più mi ha lasciato perplesso:

 

1. Perchè i sudisti in fuga hanno nascosto l'oro nel cannone quando potevano benissimo trasportarlo in bisacce o giberne?

Tanto più che il cannone li rallenta e, visto che la loro principale preoccupazione è non farsi raggiungere dai nordisti, avrebbero tutto da guadagnare ad abbandonare l'oggetto pesantissimo. Aggiungo che il cannone, tappato com'è, non potrebbe in ogni caso venire usato contro i nemici, quindi è veramente solo un peso inutile. 

Insomma, non credo che i nordisti, se li raggiungessero, dopo averli arrestati consentirebbero loro di tenersi il cannone...  :lol: Nascondere l'oro lì dentro non ha senso, è solo per fare scena.

 

AVREBBE un minimo di senso se il capitano e i sottufficiali temessero che qualcuno dei loro uomini li tradisse e pensasse di fuggire col bottino. In tal caso il cannone, pesante com'è, li scoraggerebbe. Ma i soldati appaiono tutti affidabili e del resto nè il capitano nè gli altri esprimono la benchè minima sfiducia nei loro confronti.

 

 

2. Ho trovato del tutto gratuita la scazzottata nel saloon.

 

Non serve a niente. L'attaccabrighe viene dal nulla e torna nel nulla (dopo la rissa sparisce e di lui non sentiamo più parlare). La città stessa è tutt'altro che composta da teste calde. Persino dopo che il sindaco è morto si limitano a urlare, ma poi lasciano fare ai soldati (nessuno organizza una posse o qualcosa del genere).

La scazzottata sembra messa solo perchè qualcuno crede che Tex DEVE menare le mani ogni tot pagine, altrimenti il lettore si annoia (ma sarà poi vero?).

 

 

3. Come hanno già rilevato altri, il tentativo di fuga del cattivo col cannone a traino non ha senso.

 

Anche se non fosse precipitato, quanta strada avrebbe potuto fare con un peso del genere, prima che Tex e gli altri lo raggiungessero e gli mettessero le mani addosso. 100 metri? Io dico neanche 50...

 

 

Per il resto, Tex e Carson sono ben caratterizzati e hanno modo di risaltare ciascuno a suo modo.

Banale la vicenda degli apache ribelli, ma il mio problema è che solo pochi mesi fa abbiamo visto un altro capo ribelle incapace, Il Sebastian di Guatemala! (non era un pellerossa, ma era fatto della stesa pasta).

Certe tipologie di cattivi secondo me andrebbero centellinate, non usate troppo di frequente, altrimenti diventano stucchevoli.

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Segnalo questa bellissima intervista di un divertito e divertente Giampiero Casertano (t shirt da URLO) sul suo lavoro con il Texone.

https://www.youtube.com/watch?v=yasAXiGZj2A&t=637s

 

Veramente gustosa, la consiglio a tutti.

Ad un certo punto, rispondendo a Giovanni Boninsegni (responsabile ufficio stampa SBE), prorompe con:

"Non lo smetterò mai di dire, noi stiamo facendo il lavoro più bello del mondo!"

Mitico!:D

  • +1 1
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Texone che ricorderò con piacere visto che erano anni che speravo in una chiamata in nazionale per Casertano. E l'aspettativa è stata assolutamente ripagata.

 

Sulla storia in sé anch'io sono rimasto perplesso su alcune scelte proposte da Ruju, come altri hanno già sottolineato. Sicuramente il modo in cui Tex si libera dal palo della tortura, ma aggiungo pure la scelta di far catturare anche Carson, il tutto in una storia in cui i cattivi non mi sono sembrati descritti come dei fulmini di guerra.

È un vero peccato perché a me Ruju piace molto come gestisce i dialoghi e la storia in generale. Ma diverse scelte di sceneggiatura nei suoi lavori non mi sono sembrate sempre convincenti e in alcuni casi davvero inverosimili. La stessa sensazione l'ho provata leggendo i suoi romanzi, scritti benissimo, ma con soluzioni finali dal mio punto di vista poco credibili ("Un caso come gli altri" e il secondo della trilogia di Zanna, in particolare).

 

 

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Partiamo dalle note positive: Casertano. Che va al di là delle mie aspettative.

 

Certo, è un disegnatore che mi è sempre piaciuto, sin dai suoi primi mitici Dylan Dog (di cui ha disegnato gran parte delle storie migliori), ma temevo che il suo tratto fosse troppo "grottesco" per Tex.

 

Inoltre, avevo visto un netto calo (IMHO) nelle sue ultime opere, su Dylan Dog e su Le Storie, un tratto molto più "grossolano". Che però potrebbe essere stato causato dai noti problemi recenti della Bonelli sugli scan fatti male e frettolosamente delle tavole, un problema che, quando vedi il risultato finale, è indistinguibile da un disegno semplicemente fatto male (e non tutti sono come Frisenda che quando vedono la loro opera massacrata da scan fatti da cani denunciano la cosa pubblicamente, certi disegnatori manco leggono le storie pubblicate...)

 

In questo Texone invece tutti questi timori si sono rivelati per fortuna infondati: ritrovo il Casertano che ha sì un inchiostratura "pesante" (e quella l'ha sempre avuta) ma che non trascura le linee più sottili quando servono, e che mette comunque il suo stile un po' "grottesco" al servizio della storia e dei personaggi senza esagerare.  Deve solo migliorare un po' le fisionomie di Tex e Carson (già comunque più che accettabili per me), ma su un Texone ci sta.

 

E proprio per la caratteristica della collana dei "Texoni", di essere degli showcase per i disegni, basta questo per dargli una larga sufficienza e valere il prezzo (a proposito, un albo gigante da 240 pagine a 9,90 Euro è regalato, in proporzione costano molto di più gli albi delle serie regolari Bonelli a 4,40 euro per 94-110 pagine di piccolo formato...)

 

Quando passiamo alla sceneggiatura invece iniziano le dolenti note...

 

Avete presente quando, dopo che hai notato una cosa nei film o nei disegni di qualcuno... poi non puoi più fare a meno di notarla? Ecco, mi sta capitando con Ruju. Dopo aver notato nelle ultime storie sulla serie regolare la sequenza di colpi di scena seguiti dai tipi "Super Easy, barely an inconvenience", e il conseguente effetto "what the fuck...", adesso non riesco a non notarlo, anche in storie dove ce ne sono di meno. Rujo sceneggia per arrivare a "momenti da film" strattonando coerenza e credibilità per arrivarci, e poi spesso li scioglie in maniera assurdamente banale.

 

In questa storia, è chiaro che Ruju era "fissato" con l'idea del cannone sepolto pieno d'oro, e della scena finale con la corsa folle e l'oro che cade sul corpo. Scene molto "cinematografiche" ma presentate qui senza un senso. Piuttosto che trovare la maniera di darglielo (o cercare un idea diversa) Ruju abbandona proprio l'idea che le cose in una storia debbano avere senso.

 

I soldati si trascinano dietro 1200 kg di cannone per trasportare 200 libbre (90 kg) d'oro, per un volume di 0,0047 mc, un cubo di circa 16-17cm di lato (un po' di più per la forma delle monete, magari). Divisi fra tutti gli uomini (in una vignetta ne conto minimo 30) sono meno di 3 kg a testa. In ogni caso se mollavano il cannone e le caricavano sui muli, quei poveri muli facevano meno fatica e andavano più veloce. (e quei soldati stavano FUGGENDO, quindi la velocità era essenziale). Inoltre, in quella maniera se vengono raggiunti, il cannone è inutilizzabile.

 

Si potrebbe pensare che quel cannone gli serva e non possano liberarsene...  se non fosse che dopo un po' lo seppelliscono. Anche questo fa a pugni contro ogni logica. Perchè seppellire un CANNONE dovendo scavare una fossa di più di 3 metri di lunghezza per più di un metro di profondità...  per seppellire una quantità d'oro che sta in tre scatole da scarpe? Per rendere l'oro più facile da trovare per eventuali inseguitori? (anche perché ti voglio vedere, di notte, a nascondere le tracce di un cannone da una tonnellata...). E per aspettano di essere in territorio Apache per fare stà manovra insensata?

 

L'oro poteva benissimo essere sepolto in una sacca nel punto dove si erano accampati, e un intera compagnia di soldati in marcia avrebbe cancellato ogni traccia. E si potevano tenere il cannone se gli serviva. E anche se non fidavano a far vedere alla truppa dov'era (e allora perchè la truppa si sarebbe dovuta fidare di loro?) per seppellire una cassettina o una sacca mica dovevano allontanarsi di chilometri...

 

E come può essere credibile che non trovino subito le tracce del cannone?

 

Dell'insensatezza della scena finale si è già detto. Sarà anche stata in discesa, ma erano su uno sterrato, fuori pista, con un cannone che era stato sepolto a lungo, con le parti metalliche arrugginite e quelle di legno marce, e ti voglio vedere anche solo a dare lo "strattone" iniziale per farlo muovere (se bastava la discesa era già partito, ma visto che non era una pista di pattinaggio...). Oltretutto se ci fate caso nei disegni, quando parte tirando con un solo cavallo quella massa da più di una tonnellata di metallo arrugginito, sono IN PIANO. (pagine 213, 214, 216, 218, etc, è solo DOPO, non si sa se perché con quel cannone ha cavalcato velocissimo arrivando alla calata, o se si è piegata la strada, che si trova ad andare in discesa.

 

Ma Ruju voleva arrivare a tutti i costi alla "scena madre finale", con la "poetica" cascata d'oro, e allora amen...

 

E pensare che non si è accorto che nella sua storia c'era qualcosa di molto più interessante di un cannone buono solo per quella assurda "scena madre" finale: la città stessa di Old South, che come hanno già fatto notare altri, è molto più interessante e originale di un cannone e dell'oro...  ma che viene trattata praticamente da "citta western standard numero 15"...

 

Viene usata praticamente solo come scusa per non far svelare al sindaco l'ubicazione dell'oro, con l'idea che se la svelasse, tutti fuggirebbero dalla città... ma perchè? A parte che potrebbero essere destinati a opere pubbliche di uso comune, davvero quella cifra suddivisa fra oltre un centinaio di abitanti ormai, spingerebbe la gente ad abbandonare case, bestiame, fattorie, che hanno comunque un valore? Semmai il rischio è con quel denaro la città si ingrandisca troppo, non che si spopoli...

 

E i momenti ""Super Easy, barely an inconvenience"? Ci sono, ci sono, anzi mi meraviglia che nessuno abbia sottolineato il primo:

 

1) pagina 33-39 Tex e Carson sono in pericolo, stanno fuggendo da almeno 12 (contateli) indiani che li inseguono! Gli indiani hanno cavalli più freschi e sono armati di fucile! Oddio oddio, come se la potranno cavare i nostri eroi adesso? "Super Easy, barely an inconvenience", basta che si girano e fanno semplicemente fuori tutti gli indiani, allo scoperto, da da pochi metri (ma Faraci non era stato cacciato per scene simili?). E allora ci si chiede perché fuggivano, per non far male agli indiani?

 

2) Pagina 78-80, scena madre, Bernie sta per essere ucciso, come potrà mai salvarsi? "Super Easy, barely an inconvenience", sta vaneggiando, quelli sono Tex e Carson (lo usa più volte in questa storia il trucchetto di farci vedere scene madri mai realmente accadute)

 

3) Pagina 127-134, scena madre, Tex legato al palo della tortura, come potrà salvarsi? "Super Easy, barely an inconvenience", e non sto a scrivere come fa che mi scappa ancora da ridere...

 

3bis pagina 184-188, no, questa non la conto, qui almeno si è sforzato di far agire Carson con astuzia cercando il momento giusto, facendo insomma uno sforzo, ci può stare.

 

4) Pagina 202-204 la morte di Carson. A differenza di altri ho capito subito che era una frottola (troppo telefonata dal fatto che un racconto di un indiano e non qualcosa che ci iene mostrato dalla solita telecamera onnisciente). Ma bastava mettere l'indiano che la raccontava. No, ce la fa proprio vedere. È una scena madre. Che importa se non avviene in realtà? E quindi la conto...  "Oddio Carson è morto!" "Super Easy, barely an inconvenience", non è morto davvero, tutte frottole.

 

5) "arrivano i militari e Tex non li convince, cosa potranno fare?" "Super Easy, barely an inconvenience", arriva Cochise con i rinforzi e risolve tutto

 

Inoltre, davvero troppa, troppa gente che arriva "di sorpresa", ad aggiungere colpi di scena, a pochi metri da altra gente, magari a cavallo, senza che nessuno si accorga di nulla...  è un classico trucchetto cinematografico che funziona perché lo spettatore non ha il tempo per ragionarci su, nei fumetti sarebbe meglio non abusarne così...

 

insomma, è ormai troppo chiaro che Ruju sta sceneggiando a "formula", e con una formula davvero troppo ripetitiva, sempre passando da una scena madre all'altra senza risolverle adeguatamente. E questo rende le sue storie come dei videoclip, attimi spettacolari, ma alla fine non diventano un intreccio appassionante. Anzi, l'immersione del lettore cala dopo ogni "Super Easy, barely an inconvenience".

 

Il mio consiglio per lui sarebbe di liberarsi di questa abitudine. Sforzarsi di fare storie senza utilizzare mai quella formula, uscire dalla routine, e utilizzare "muscoli narrativi" che sembrano essersi atrofizzato in queste sequenze di scene madri...  diventerebbe un autore più vario e meno prevedibile, come minimo,

 

 

 

.

 

 

 

 

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Èh, indubbiamente, togliendo tutti questi difetti, che hai sottolineato tu, la storia  sarebbe stata un capolavoro.🙋🏻‍♂️

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Posted (edited)
10 ore fa, Diablero dice:

città stessa di Old South, che come hanno già fatto notare altri, è molto più interessante e originale di un cannone e dell'oro...  ma che viene trattata praticamente da "citta western standard numero 15"...

 

Bene Diablo...in effetti questo è il punto focale della storia... perché non rendere invece la ridente e "normalonà" cittadina "Paradiso per redneck"  una robber roost e i Confederati stessi banditi?l oro poteva essere motore della storia in altri modi...di più non dico... io contesto un'occasione buttata al vento la riproposizione dei Confederati... banalizzata

Edited by Barbanera
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Letto anche il "texone"!

La storia non sarebbe malaccio di per sé, ma ci sono dei passaggi di soggetto e sceneggiatura francamente rivedibili: non sto nemmeno a commentare le modalità con cui Tex si libera dal palo di tortura perché lì davvero si sfiora l'inverosimile, ma:

- quanto al soggetto, dei nerboruti e (si presume) incattiviti/incavolati soldati che formano una città, sostanzialmente, per rimanere a contatto con l'oro sepolto e che poi se ne dimenticano per anni, divenendo nel frattempo quasi tutti padri di famiglia....mah!

- sulla sceneggiatura, basti solo andare al finale, dove negli stessi 10 metri quadrati arrivano, nell'ordine: Nadeh (1), poi dopo qualche minuto compare Dubbs (2), poi dopo un po' arriva Tex (3), qualche istante ed é la volta di Carson (4), dopo qualche minuto appaiono gli Apaches (5) di Cochise (...?!?), infine arrivano i soldati (6), e subito dopo ricompaiono Tex e Carson con Nadeh e Dubbs a traino (7).......tutti in rigida fila indiana, tutti silenziosi come fantasmi, tutti non visti né sentiti (e siamo in spazi aperti ed in pieno giorno), tutti super-tempestivi per cavare di impiccio, sbrogliare dubbi, risolvere situazioni. Troppo, su. L'età media dei lettori di Tex é piuttosto elevata, svarioni simili (come anche traiettorie di pallottole che vengono deviate a zig zag, di altre recenti storie) auspico di non vederne più, ma davvero si può pensare che siano trovate ascrivibili alla categoria dei "colpi di scena"? Nell'A.D. 2021? 

 

Edited by Tahzay
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  • 3 weeks later...

Dal momento che Casertano è in assoluto uno dei miei disegnatori della SBE preferiti questo era uno dei Texoni che attendevo di più. Purtroppo i miei timori sulla scelta dello sceneggiatore si sono rivelati - ancora una volta, dopo il recente ridicolo Pistolero vudu - più che fondati e mi sono ritrovato con un altro Texone che è un'enorme occasione sprecata, in cui a un disegnatore con i controfiocchi è stata affidata una sceneggiatura piattissima e svogliata, per nulla originale, per nulla ispirata, senza neanche l'ombra di un guizzo, di un passaggio che rompa la monotonia. Come è già stato fatto notare, l'elemento della cittadina di sudisti non è stato sviluppato in alcun modo anche se aveva parecchio potenziale. In secondo luogo ci ritroviamo ancora una volta con delle mezze tacche come antagonisti, mentre Tex e Carson ripetono lo stesso copione già visto e rivisto in mille altre occasioni. Di compitini simili (soprattutto quando a disposizione si hanno dei fuoriserie come Casertano, in grado di spaziare tra i generi più disparati e di disegnare praticamente qualsiasi cosa) ne farei molto volentieri a meno.

 

Se Ruju è il futuro di Tex siamo messi proprio male. Per quanto mi riguarda, le sue prossime storie resteranno in edicola.

 

Storia 2/5

Disegni 4.5/5

Edited by MarrFarr
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  • 2 weeks later...
  • Collaboratori

Buon texone, tutto sommato, storia piacevole e lettura scorrevole fino alla fine. Però le - suspensions of disbelief - sono davvero troppe e quindi mi accodo, nel commento, a quello già postato sopra da Diablero. Onestamente è chiedere troppo al lettore anche per la faciloneria con cui i nostri si tirano fuori dai guai.

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  • 3 weeks later...

Forse sono diventato di bocca troppo buona, o forse non leggere Tex per mesi porta a una tale mancanza da farti piacere un po' tutto (Color di Manfredi e Cossu a parte, quello sarebbe troppo!)... ma a me questo Texone è piaciuto molto.

Casertano, innanzitutto, si conferma un grandissimo disegnatore. Nel suo esordio sul Color breve mi aveva convinto poco, ma questo Texone da un punto di vista grafico è fantastico: ottime le caratterizzazioni dei personaggi (e in questo, lo sa bene chi co lo conosce dai primi Dylan Dog, Casertano è un maestro) e bellissime le ambientazioni del West, tanto belle da mostrare un lato di questo disegnatore che non avrei sospettato, quello di grande disegnatore western! E, aggiungo, ho trovato azzeccatissime anche le caratterizzazioni di Tex e Carson. Insomma, prova superata brillantemente, non ho capito se Casertano sia passato stabilmente su Tex, ma me lo auguro davvero.

 

Per quanto riguarda la storia, secondo me si tratta di una trama solida e recitata da personaggi credibili. Non è un capolavoro, certamente, ma personalmente credo che misurare qualsiasi storia col metro ideale del "capolavoro" sia un errore. Ci sono stati momenti a mio avviso molto belli, come quello in cui un Tex stremato arriva al villaggio indiano, e soluzioni narrative interessanti (mi riferisco al falso resoconto del giovane indiano sulla morta di Carson).

Insomma, per me Ruju è un autore che su Tex non ha più bisogno da tempo di superare "prove", e questo Texone lo dimostra ulteriormente.

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<span style="color:red">50 minuti fa</span>, paco ordonez dice:

non ho capito se Casertano sia passato stabilmente su Tex, ma me lo auguro davvero.

Sì, è entrato stabilmente tra i disegnatori di Tex... Evviva!

In più il prossimo anno dovrebbe uscire un suo cartonato alla francese, sempre con i testi di Ruju.

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Grazie per la bella notizia, delle varie news e anteprime mi mancano diversi pezzi. A questo punto sarei davvero curioso di vedere la sua interpretazione di Kit e Tiger!

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1 hour ago, paco ordonez said:

Per quanto riguarda la storia, secondo me si tratta di una trama solida e recitata da personaggi credibili. Non è un capolavoro, certamente, ma personalmente credo che misurare qualsiasi storia col metro ideale del "capolavoro" sia un errore.

 

Secondo te accettare la maniera in cui Tex si libera dal totem equivale a "misurare la storia col metro del capolavoro"?

 

Tanto per capire...  se un lettore non vuole sentirsi accusare di essere un criticone snob che pretende solo capolavori...  a che punto può smettere di applaudire e segnalare una cazzata? Cioè, se Tex bloccava due indiani, uno per gamba, era accettabile criticare, o ancora non basta?

 

E il cannone... se seppellivano lì una corazzata lunga 200 metri, trascinata sui muli per il deserto (che quanto a logica, non fa alcuna differenza con il cannone, cambia solo il numero dei chili e le dimensioni) andava bene criticare? A che metraggio scatta il termine del "cercare solo il capolavoro"? Ad una buca di 5 metri per seppellire l'oro che sta in una sacca? Ad una buca di 20 metri? Ad una buca di 250 metri?

 

No, tanto per capire come regolarmi nelle prossime storie, che qui a far notare le cazzate si rischia che dicano che è colpa nostra che le notiamo...

 

(per capirsi: non sto parlando del sacrosanto diritto del farsi piacere una storia, sto parlando della solita storia che per giustificare i propri gusti personale invece di parlare delle proprie motivazioni si vanno ad accusare quelli che fanno notare magagne evidenti, come se la colpa non sia dello sceneggiato che scrive minchiate, ma del lettore che le nota...)

  • +1 1
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Caro Diablero, da parte mia ho solo questo da dirti: tranquillizzati, beviti una camomilla e vivi sereno, che nessuno (non io almeno!) ti accusa di niente o vuole censurarti. Per quanto mi riguarda sei liberissimo di segnalare tutte le cazzate che ti sembrano degne di nota, così come sei libero di, boh, sentirti chiamato in causa personalmente quando il mio era un discorso del tutto generale (per dire: il tuo commento a questa storia non l'avevo e non l'ho nemmeno letto!) o di coltivare beatamente la tua ossessione per Nizzi.

 

Per quanto riguarda il modo in cui Tex si libera: Ruju è stato in gamba a mostare, poco prima, quanto forte fosse il prestigio di Tex, quanto sottile la sua capacitò di far breccia nel cuore degli Apache (p. 129), e dunque quanto sia inetto e inferiore Nadeh. Quindi, tutto sommato, la scena a me va bene così.

 

 

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  • 1 month later...

Letto col mio solito ritardo...

SPOILER

 

 

 

Parto dai disegni di Casertano : stupendi...con gran duttilità ha moderato l'indole grottesca del suo tratto, pur restando al 100% aderente al suo stile fluido e pulito, per regalare tavole che trasudano vecchio west da ogni vignetta, negli aridi esterni panoramici , nei fumosi interni dettagliati, nella vasta schiera dei volti più o meno patibolari...

Riguardo alla storia : non ho trovato così tanto forzato che la compagnia confederata nascondesse le monete trovate all'interno del cannone... Erano una mole (e un peso) d'oro considerevole, e, in mancanza di una carrozza, e per non girare con tante bisacce facilmente identificabili...visto che il cannone già se lo tiravano dietro, mi è parsa una soluzione non del tutto campata per aria:lol:

Purtroppo, è tutto il resto della storia a non avere alcun senso...

La scena iniziale con Tex e Carson inseguiti dagli Apache, che, invece che cercare un riparo da cui tenere a bada gli inseguitori, semplicemente, girano indietro i cavalli, per fronteggiare e sconfiggere, in campo aperto (addirittura accerchiandoli !!) una 15-20ina di inseguitori, è una cosa che già mi predispone a lanciare l'albo dalla finestra, e Ruju ce le mette sempre più spesso queste cose...ormai non si limita a gareggiare con Faraci sullo stesso terreno : lo sta proprio superando a destra mentre che suona il claxon:rolleyes:

La liberazione di Tex dal palo della tortura è degna di Zucker Abrahams Zucker...e mai visti Apache tanto minchioni...

La fuga di Dubbs col cannone trainato dal cavallo (e con soldati e Apache tutti intorno) pare il finale di Fast & Furious 5, quando trascinano con le macchine la cassaforte di svariati quintali come fosse di cartapesta...nonsense puro...

etc. etc. - non mi pare il caso di dilungarmi facendo tutto l'elenco-

Inoltre ho trovato molto irritante il candido pudore nel mostrare qualsiasi accenno di violenza grafica...spari senza fori d'entrata e d'uscita, accettate in testa senza fuoriuscita di sangue, e si tocca il culmine col provvidenziale e ridicolissimo cespuglio che copre la testa scalpata di Carraway... non so se sia stata un'indicazione di Ruju, o una esagerata autocensura di Casertano, ma basta con ste cose, ve prego !!:lol:

Voto : 4

Il bravissimo Casertano meritava molto di meglio...

 

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